mercoledì 13 febbraio 2019

Recensione de LA CITTA' DI IRAM di Younis Tawfik - Febbraio, love is in the air -

LA CITTA' DI IRAM

Younis Tawfik
Ed. Bompiani 2002
pag. 137
euro 12,00
Copertina flessibile


CONOSCIAMO L'AUTORE



foto dal web

Younis Tawfik è un autore iracheno, naturalizzato italiano, nato nel 1957 a Mosul (Ninive - Iraq -). Conseguì la laurea in Lettere presso l'Università di Torino, dove iniziò a collaborare con le maggiori testate giornalistiche quali Il Messaggero, La Stampa e Il Mattino. Divenne docente di lingua e letteratura araba presso l'Università di Genova, e Presidente del Centro Culturale Italo-Arabo ''Dar Al Hikma'' a Torino.
La Straniera, pubblicato nel 1999 da Bompiani, è il suo romanzo d'esordio, seguito da La Città di Iram, Il Profugo, da La Sposa ripudiata e La Ragazza di Piazza Tahrir nel 2012.
Ricevette,  oltre al Grinzane Cavour, numerosi riconoscimenti come il Premio Internazionale Ostia, il Premio Rhegium Julii, il Premio Fenice-Europa, il Premio Giovanni Comisso e il Premio Via Po come opera esordiente. Nel 2002 la Città di Torino gli assegnò il Premio Bogianen, riconosciuto ogni anno, ad una personalità di nascita o adozione piemontese.

TRAMA

Isabella, ma si narra che fu chiamata anche Bella o Jamila, è una donna italiana che sta rischiando di annegare nel vortice doloroso di un amore perduto.
Persa nelle dolci carezze del vento marino della sera, non riesce a dare risposte alle mille domande che le affollano la mente. Ma sarà proprio dietro alle onde increspate dal vento che, "come un immenso libro antico" si apre agli occhi del lettore, Isabella troverà alcune risposte ai suoi interrogativi, proseguendo in un lungo percorso che la porterà oltre quel mare, in Marocco.
Sarà durante un lungo viaggio attraverso il Marocco che la donna riuscirà, finalmente a dare una risposta ai suoi perchè , a ritrovare se stessa e il senso della vita.
La città di Iram è il luogo immaginario della conoscenza e della saggezza; un luogo pronto ad accogliere e a spalancare le sue porte a chiunque sappia ascoltare l'altro da sé.


IMPRESSIONI


Chi mi conosce, anche solo un pochino, sa quanto io ami il Marocco. Un amore che mi ha spinto a riempirmi il cuore e gli occhi di quella immensa terra per dieci volte. Dieci viaggi. Viaggi nati dalla voglia di conoscere una terra che mi ha affascinato sin da bambina. Viaggi in cui ritrovare me stessa dopo periodi difficili. Viaggi in cui sentirmi a casa, protetta da tramonti infuocati e dal vento che profuma di menta. 
Divorando in poco più di un'ora questo romanzo, che potrei definire poesia pura, ho rivisto in me Isabella. Una donna che ha vacillato per un istante, ma ha saputo reagire e ritrovare se stessa tra le proprie ceneri.


"Avrei voluto avere una vita serena, un amore e una famiglia. Avrei voluto vedere il mondo con gli occhi del sorriso"

Isabella è una giovane donna che custodisce il sogno di formare una bella famiglia col fidanzato. Ma il destino ha altri piani in serbo per lei. Un giorno, quasi di passaggio, il fidanzato Carlo la informa  che, a causa delle conseguenze di un tradimento estivo con la migliore amica della donna, si vede costretto a lasciarla.
I sogni e le aspettative della donna si infrangono come vetro sul pavimento, lasciandola in uno stato di totale apatia. Una sera, mentre sta guardando il mare increspato dal vento, persa tra mille perchè senza risposta, Isabella, decide che è arrivato il momento di reagire, di partire per cercare quelle risposte che non trovano luce nella nebbia dei suoi pensieri. 

"Quante volte avevo sognato di perdermi in un mondo diverso dal mio, di immergermi nel suo calore e di impossessarmi del suo profumo. Un mondo capace di emozionarmi. Era arrivato il momento di concedermi, anche al rischio. Volevo essere rapita dal caldo vento del deserto, assorbita dalla luce misteriosa del mattino e avvolta dal manto della sabbia ardente"

E' arrivato il momento, per Isabella, di partire verso il Marocco. Prima tappa nella città del vento e dei sogni: Essaouira. La città, a picco sull'Oceano, con le sue case bianche e le persiane azzurre, ispirazione per pittori e artisti dall'aria un po' hippie, fa da sfondo alla nascita di una nuova consapevolezza per la donna. Tra le sue spiagge dorate incontra un pittore marocchino al quale chiederà di farle un ritratto. L'uomo accetta, a patto che Isabella non metta limiti al tempo di conclusione del ritratto.

"Marrakech cattura lo sguardo e muta lo spirito, tu puoi smarrire la via, ma la città non ti perde mai."


Marrakech - Il mio Marocco - foto personale

Così, tra un te alla menta, una passeggiata per i vicoli delle città marocchine e le dune del Sahara, prende vita tra i due, un legame che va oltre il rapporto pittore-modella. Un sentimento profondo, un confronto tra due mondi e due culture così differenti, sfocia in un'attrazione molto più che fisica che segnerà per sempre la rinascita fisica e spirituale di Isabella.


Dune di Merzouga, Erfoud - Il mio Marocco - foto personale

"Tu sei straniera in questa terra, ma se impari ad amarla condurrà i tuoi passi e i suoi elementi saranno tuoi alleati"

L'autore ha saputo, con uno stile dolce, semplice e poetico, trasmettere l'amore in tutte le sue forme. L'Amore, con la A maiuscola, quello tra due persone, quello verso se stessi, che ci spinge ad andare avanti nonostante tutto, quello grande e infinito verso un luogo, uno stato, lo stato dell'anima ...
Tawfik, con la magia che ha nascosto tra le pagine del suo romanzo, mi ha aperto il cuore e l'anima, non solo verso una terra che gia conoscevo e amavo, ma verso tutto il bello  che non si rivela subito agli occhi, che va cercato tra la gente, tra i vicoli stretti della medina o in un caldo bicchiere di te alla menta.



Un te alla menta nella valle dell'Ourika - Il mio marocco - foto personale


Il romanzo mi rimanda ad un succoso frutto, il melograno. Bello rosso, dalla scorza un po' dura e difficile da sbucciare, ma che rivela al suo interno succosi chicchi di dolcezza. Dolci come l'Amore che sta intorno a noi ...

"La pace era dentro di me. Avevo appreso che si poteva amare senza interessi e senza progetti. Avevo amato l'amore, avevo imparato ad amare la vita, in ogni sua forma."

Buona lettura Tania C.






lunedì 11 febbraio 2019

Recensione di ANNA CHE SORRIDE ALLA PIOGGIA -febbraio, love is in the air -







       


ANNA CHE SORRIDE ALLA PIOGGIA  
Guido Marangoni
Ed. Sperling & Krupfer
Pag.192
Euro 16,90
Copertina rigida con sovra copertina
Ebook disponibile





CONOSCIAMO L'AUTORE






Guido Marangoni è nato e vive a Padova. Consegue la laurea in ingegneria informatica, specializzandosi in sviluppo di app, sicurezza informatica e tutela dei minori on-line, tenendo corsi a genitori ed insegnanti su questi temi. Con il suo talk La potenza della fragilità, nel 2015, è stato speaker al TEDx. Sempre nello stesso anno apre la pagina facebook Buone notizie secondo Anna, una pagina dove si sorride e si trattano i luoghi comuni della sindrome di Down, in modo da farne conoscere la diversa abilità per poter avere un rapporto più costruttivo, mettendo al primo posto la persona.


TRAMA

Dopo aver letto l'esito del test di gravidanza, un'ora dopo, già avevo montato un canestro in giardino. <<E' un maschio, me lo sento>>. Dopo aver avuto due ragazze meravigliose era giusto, se non proprio pareggiare i conti, bilanciare le parti con l'arrivo di un maschio.  A Daniela il sesso del nascituro era l'ultima cosa che interessava. Bastava che fosse sana. Certo, è il pensiero che ogni genitore ha, ma quando la vita ha già messo alla prova, diventa un pensiero fisso.
Ci fu quindi il succo alla pera. Alcuni sorsi per svegliare a carezze zuccherine il piccoletto e fare in modo che si posizionasse a portata di ecografo. Sentivo che quel giorno dovevo prepararmi a qualcosa che stava per cambiare.
Quando ci convocò la dottoressa, senza girarci intorno ci disse: <<Si tratta della trisomia 21>>, capii invece tutt'altro: Daniela già era pronta <<E' maschio o femmina?>> Restai ancora una volta a bocca aperta. Perchè in quel momento l'unica cosa importante era sapere chi avrebbe fatto parte della nostra famiglia. Era Anna, la buona notizia, quella che stavamo aspettando.


IMPRESSIONI

"Ci proteggiamo da una gioia per non rimanere delusi"


22 Luglio 2018, Pontremoli. Serata finale del Premio Bancarella. Seduta tra le prime file mi godo la serata fresca, che minaccia temporale verso la vallata del Magra, verso il mare. Una fila più avanti, una mamma seduta di fianco ad un passeggino, lo sta spingendo dolcemente. Una bella bambina sta dormendo col sorriso stampato sul volto dolce e sereno rapito da Morfeo. Quella bambina è Anna, figlia di Guido Marangoni, protagonista del romanzo biografico in finale. Guido, sul palco, racconta con la gioia di un padre fiero dei suoi figli, la storia della piccola Anna, la storia di ''calzini spaiati e cromosomi rubati''. Colpita dalla gioia, dall' Amore che metteva  Guido nel raccontare e raccontarsi e  dalla serenità della piccola Anna che dormiva beata, acquistai il romanzo, facendomelo, ovviamente, autografare. 
Ho deciso di recensirlo nel mese dell'amore perchè la storia di Anna è la storia di un amore, l'Amore verso la vita!

''Benedetto il desiderio dell'uomo di raccontare e raccontarsi''

Anna annuncia il suo arrivo durante una fuga romantica a Berlino di Guido e Daniela. Un test di gravidanza, volutamente lasciato a casa da Daniela e  messo nello zaino da Guido - non si sa mai - , nella stanza di uno skyline berlinese regala una nuova emozione ad una incredula Daniela (moglie, madre e psicologa) e ad uno speranzoso Guido. Speranza di non essere più, finalmente, il solo uomo di casa, avendo già due bellissime figlie: Marta e Francesca ormai grandi.
Il sogno di Guido di avere un maschietto col quale giocare a basket, svanisce col risultato della morfologica. La dottoressa che segue Daniela, senza mezzi termini, informa i genitori che la creatura è affetta da trisomia 21, avvero sindrome di Down. Mentre Guido rimuginava perplesso sulla situazione, facendosi mille domande, Daniela continuava a chiedere ad una ancora più perplessa Dottoressa il sesso del nascituro. Solo quello contava veramente. Il canestro in giardino doveva pur avere un senso ... 

<<E' femmina>> disse la Dottoressa ... <<Lo sapevo>> disse Daniela. Ed era tutto quello che volevamo sapere, tutto quello che volevamo.

Nel raccontare la storia di Anna, Guido mette tutta la dolcezza che solo chi ama la vita in ogni sua forma può avere. Mettendo a nudo la sua fragilità di padre, la forza di una famiglia unita, i dubbi e le paure, la novità di essere genitori di Anna, i tanti sorrisi di Anna e qualche lacrima, prende vita, pagina dopo pagina, la forza di guardare la vita con fiducia e ottimismo. Tutto l'ottimismo che infonde Anna coi suoi sorrisi e con la capacità di sorridere sempre alla vita, perchè :

''condividere le nostre fragilità rimane senza dubbio la nostra parte più forte''.


Leggendo la storia di Anna che sorride alla pioggia, dopo aver versato qualche lacrima e aver sorriso insieme a lei e alla sua famiglia, continuava a saltarmi in mente una ''mela stregata'' , quelle belle mele rosse sullo stecco che troviamo in vendita nelle bancarelle dei luna park. 
Così è la storia di Anna, una bella mela rossa, croccante e dolce ma con un leggero contrasto amaro del caramello (gli alti e bassi della vita stessa), colorata e allegra, capace di portare il sorriso dopo il primo morso che ci tinge la bocca e la lingua di rosso lasciandoci stupiti mentre, tra un capriccio e un sorriso, ci aggiriamo nel luna park della vita.
Ogni morso che scalfisce la durezza del caramello è un passo verso un rapporto più consapevole e costruttivo con la disabilità. Ogni macchiolina rossa che il caramello ci lascia sulla lingua e sulle guance, è la bellezza e la gioia vista attraverso gli occhi di Anna ...
Per chi volesse conoscere meglio la piccoletta, la sua meravigliosa famiglia e i nuovi progetti, lo può fare  al link della sua pagina facebook postato qui sotto: 


Buone nuove notizie da Anna e buona lettura ...


Tania C.


martedì 5 febbraio 2019

Recensione de L'ATLANTE INVISIBILE di Alessandro Barbaglia - Febbraio, love is in the air -



L'ATLANTE DELL'INVISIBILE

Alessandro Barbaglia
Ed. Mondadori 2018
Pag 202
Euro 17,00
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTORE




Alessandro Barbaglia nasce nel 1980 e vive a Novara. E' un poeta libraio, con la passione della scrittura. Nel 2017 pubblica per Mondadori La locanda dell'ultima solitudine che approderà tra i finalisti del Premio Bancarella, riscontrando i favori del pubblico. L'Atlante dell'invisibile è il suo secondo romanzo, nato all'improvviso, tra gli appunti annotati nel tovagliolini ''di plastica'' del bar dove fa colazione. 


TRAMA

Quarantadue è la somma degli anni di Dino, Ismaele e Sofia quando nel 1989, una sera sul finir dell'estate , in segno di protesta, rapiscono la luna.
I tre ragazzi vivono a Santa Giustina, un paese di baite di legno abbarbicato ai piedi delle Dolomiti. Il paese sta per essere sommerso dalle acque di un lago artificiale, racchiudendo sul fondale tutti i loro ricordi, le gare con le lumache, i primi baci , il prato del castagno.
Nel 1946 nasce il progetto della diga ma, gli abitanti di Santa Giustina, rinunciando ad allettanti e benefiche offerte per una resa immediata, rifiutano di lasciare il loro amato paese per il ''nuovo''.  Nonostante la resistenza, si avvicina il momento dell'esproprio definitivo. 
Proprio il 19 marzo del 1946, Teresa ed Elio si conoscono in un bar sport gremito per l'occasione della prima cronaca radiofonica della Milano-Sanremo del dopoguerra.
Senza averli mai visti nè incontrati, Elio e Teresa, che vivono, ormai anziani, sempre innamorati l'uno dell'altra e del loro paese vicino a Milano, si pongono le stesse domande dei quattordicenni Ismaele, Dino e Sofia. "Dove vanno a finire le cose infinite? Dove si nascondono l'infanzia, l'amore e il dolore quando all'improvviso svaniscono?"
Mentre Elio cerca risposte costruendo mappamondi dalle geografie inventate e sbagliate, descrivendo la terra magica dove abita l'invisibile e costringendo Teresa a puntigliose e realistiche correzioni, i ragazzini continuano a scorgere l'invisibile tra le pieghe del reale e a conservarlo a modo loro, come fosse un gioco segreto.
In una danza di fantasia, ricordi ed elaborazione del lutto, Teresa incontra per la prima volta i ragazzi diventati ormai adulti. L'incontro avviene nella notte più incredibile delle loro vite: quella in cui, per pochi attimi di eternità, il paese di Santa Giustina riemerge dalle acque che lo avevano sepolto. Insieme al paese emergono il dolore, l'infanzia, l'amore e tutta la meraviglia che si nasconde nell'invisibile ...

IMPRESSIONI

Una delle cose belle di facebook è che permette di allacciare, anche se spesso solo virtualmente, nuove amicizie. Dopo aver conosciuto Alessandro Barbaglia al Premio Bancarella 2017, gli chiesi di entrare a far parte dei suoi contatti facebook. Avevo da poco smesso di fare recensioni ma, talmente mi aveva incantata la sua Locanda dell'ultima solitudine, volli conoscerlo meglio. Seguii giorno dopo giorno sul suo diario il progetto misterioso del nuovo romanzo, sino a che non arrivò la data di pubblicazione. Aspettai pazientemente l'uscita de L'Atlante dell'Invisibile per ritrovare la magia, i colori, la poesia e le emozioni che aveva così ben raccontato nel primo romanzo. Non rimasi delusa. Approfittai di facebook per contattarlo e proporgli, grazie all'aiuto di un'amica libraia, una serata per presentare il suo romanzo a Sarzana, paese vicino alla mia abitazione. Alessandro, col suo carattere allegro e gioioso si è reso disponibilissimo, e non finirò mai di ringraziarlo. E'stato un onore per me conoscerlo di persona e sentirlo raccontare il suo romanzo. Perchè Alessandro, oltre ad essere un libraio poeta e un bravo autore ha anche una mimica suggestiva ed esilarante che cattura il lettore giunto ad ascoltarlo ...

<<Le cose infinite non finiscono, continuano invisibili.>>

Stava tutto racchiuso tra quelle nuove pagine, tra sogno è realtà, tra il reale e l'invisibile. Barbaglia racconta con uno stile soave e poetico la storia (vera) di un paesino della Val di Non che sta per essere sommerso dalle acque di una diga. 
Tra gli abitanti ci sono cinque persone che non accettano di perdere il loro paese ai piedi delle Dolomiti.  Due di loro, giovani e innamorati,  nel dopoguerra iniziano una nuova vita matrimoniale, Elio, un costruttore di improbabili mappamondi e Teresa, moglie innamorata e dedita a correggere le fantasie geografiche dei mappamondi di Elio. Ismaele Sofia e Dino sono tre amici, accomunati ad Elio e Teresa dall'amore e dal destino che sta per sommergere il loro paese. 

<<L'amore è una magia. E'per questo che sparisce>>

Come Elio cerca l'invisibile nella strampalata geografia dei suoi mappamondi, i tre amici sono convinti che l'invisibile sia una di quelle cose che non finisce mai ma si nasconde e decidono quindi di intrappolarlo in un quaderno che chiameranno L'Atlante dell'invisibile, insieme alla luna che hanno rapito in una notte di fine estate. 
Come per Elio e Teresa, anche tra i ragazzini nasce l'amore, raccontato tra le pagine dell'Atlante dell'invisibile. Un amore profondo e intenso, quello di Ismaele, intuitivo e brillante ma che da un po' di tempo ha deciso di non parlare più e di Dino verso la loro amica Sofia.

<< ''Ci sto'' aveva detto allora. E si erano baciati. E quella regola si era fatta patto. E quel patto si era fatto bacio. E quel bacio aveva sempre funzionato.>>

Quasi come in una fiaba dai toni poetici e pacati, Alessandro Barbaglia, nel suo invisibile, da vita all'amore puro e tenero che solo chi è in grado di vedere l'invisibile può provare. 

<< Del mio mondo solo la luna non ci è finita sotto. E che io mi sarei aggrappato a lei, alla luna, ancora non lo sapevo ...>>

Da raccontare, sull'Atlante dell'invisibile, ce ne sarebbe per una notte intera, ma sarebbe come svelare i segreti dell'invisibile, e l'invisibile non va svelato, va cercato dentro di noi, oltre i nostri confini fisici ed emozionali. Alessandro ci ha dato solo degli indizi coi suoi personaggi colorati e improbabili. Io li ho colti e fatti sconfinare oltre il mio invisibile, ora sta a voi leggendo questa magica fiaba ...




Ed eccoci arrivati al momento culinario... come si può abbinare l'invisibile ad un cibo? E' molto più facile di quanto si pensi, perchè sta tutto dentro di noi, nelle nostre emozioni, quelle più segrete che non possiamo rivelare a nessuno ma racchiudiamo in un luogo come l'Atlante... E cosa c'è di meglio di un tiramisù, dolce, soave e delicato al palato, ma dal retrogusto deciso del caffè e dell'invisibile liquore che lo rendono irresistibile, quasi a crearne dipendenza, come le pagine de l'Atlante dell'invisibile.




Buona lettura Tania C.


lunedì 4 febbraio 2019

Recensione di LE HO MAI PARLATO DEL VENTO DEL NORD di Daniel Galatteur - Febbraio, Love is in the air -




LE HO MAI PARLATO DEL VENTO DEL NORD

Daniel Galattauer
Edizioni Feltrinelli, pag. 192
Copertina flessibile
Euro 16,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L’AUTORE




Daniel Galattauer nasce a Vienna nel 1960. Lavora come giornalista per 20 anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. Nel 2006 esce Le ho mai parlato del vento del nord, divenuto un bestseller in tutto il mondo. Il romanzo ha riscosso grande successo anche come audiolibro, scalando le classifiche internazionali e diventando anche un seguitissimo audiodramma. Il seguito, tanto atteso dai lettori, esce col titolo di La settima onda, ottenendo il consenso del pubblico. I suoi romanzi, pubblicati in Italia da Feltrinelli, sono tradotti in tutto il mondo in più di quaranta lingue. Per Feltrinelli pubblica In città zero gradi del 2011, Per sempre tuo del 2012, Un regalo che non ti aspetti del 2014.


TRAMA


<<Nella "vita reale", se vuoi riuscire, se vuoi resistere a lungo, devi sempre arrivare a un compromesso con la tua emotività.>>




Quali sono le conseguenze che una e-mail può provocare se spedita ad un indirizzo errato? Lo scopriranno presto Emmi Rother, briosa trentaquattrenne, moglie e madre irreprensibile dei due figli del marito, e Leo Leike, psicolinguista  conformista, con un ennesimo fallimento sentimentale alle spalle. 

Tra i due, dopo l’imbarazzo della prima mail inviata e ricevuta per errore, nasce una giocosa amicizia, complice l’ironia, destinata a sfociare in un sentimento più profondo che rischia di travolgere e sconvolgere le vite di entrambi.


<<Un giorno ci incroceremo in un caffè o in metropolitana. Cercheremo di non riconoscerci o di fingere di non vederci, ci gireremo svelti dall'altra parte. 
Saremo imbarazzati per ciò che è diventato il nostro "noi", per quello che ne è rimasto. Niente, due estranei uniti da un passato immaginario.>>


Seppur nell’era tecnologica di internet, questo romanzo epistolare, racconta la nascita di un legame intenso che diventa relazione in una coppia che coppia la è, ma solo virtualmente. Una relazione come questa potrà mai sopravvivere ad un incontro reale?

<<Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra>>


IMPRESSIONI

Benchè il romanzo sia uscito nel 2006, affronta un argomento attuale e delicato quale è l’amore ai tempi di internet. All’epoca, ancora non erano in uso comune i social, ma lo scambio di mail li sostituiva degnamente, con tutte le conseguenze che ne potevano derivare se si sbagliava l’indirizzo. La storia di Emmi e Leo nasce proprio dall’invio di una prima mail di Emmi a Leo, ignara di essere incappata in un errore. I primi tempi, non ricevendo risposta, la donna continua a scrivere a Leo, alzando un po’ i toni.
Il povero Leo si vede costretto a rispondere per mettere a conoscenza la donna che sta scrivendo ad un privato, non ad una casa editrice come credeva di fare. 
Con una mail di scuse da parte di Emmi, la quale asserisce di essersi ritrovata per caso l'indirizzo di Leo tra quello del suo pacchetto clienti, tutto sembra finire li. Nove mesi dopo invece, in occasione delle festività natalizie, la donna invia un’ulteriore mail di auguri a Leo.  
Dopo qualche scambio di auguri e ringraziamenti, Emmi torna alla carica, sbagliando di nuovo indirizzo (?), la mail finisce ancora una volta a Leo, il quale tra il divertito e l'incuriosito dalla sbadataggine di Emmi inizia ad intrattenere uno stretto giro di mail quotidiane con la donna. Le mail, all’inizio cortesi, ironiche e quasi distaccate, si fanno col passare del tempo, sempre più intense. 
Leo ed Emmi cominciano a rivelarsi, a descriversi e ad aprirsi l’uno all’altra pur rimanendo sui toni di un formale ‘’lei’’ quasi sino alla fine del romanzo. Ogni giorno che passa, davanti allo schermo del pc e ad un calice di vino, mail dopo mail , sentono il bisogno di conoscersi personalmente, per sincerare se quel sentimento che li lega sia vero o solo frutto dell’ignoto che si cela dietro ad una tastiera. 
Dopo vari tira e molla e la paura di perdere, faccia a faccia con la realtà, un qualcosa di bello ma comunque reale,  ci sarà un incontro. 
Non sarà però Emi a presentarsi, mescolando così le carte in tavola, portando in luce nuovi sentimenti e sensazioni nati dalla situazione venutasi a creare con lo scambio di persona. 
Nonostante il sentimento, le emozioni intense, continua ad aleggiare su di loro la paura di scoprire e dover ammettere che sia solo una bellissima illusione che per qualche tempo li ha fatti sognare ed evadere dalla quotidianità. 
Perché la realtà è quella quotidiana degli affetti famigliari e del lavoro, ed è giusto distruggerla per qualcosa che, seppur sentito e vissuto potrebbe essere solo un’illusione di un momento di evasione?

Mai come oggi questo romanzo è attuale, la paura dell’ignoto, di mettersi in gioco per poi restare delusi è molto ben descritta tra le righe delle mail di Emmi e Leo. 
Galatteur è stato un precursore dei tempi, facendo il ritratto di quello che è diventato, ad oggi, l’amore per i giovani internauti. 
Tutti innamorati dietro ad una tastiera. Tutti innamorati di un amore facile e senza troppo coinvolgimento, magari alla ricerca di un’emozione forte, nascosta dietro il beep lampeggiante del messaggio in attesa sul display dello smartphone, ma passato l’interesse per la novità, basta un click per mettere la parola fine senza rimorsi, rimpianti o coinvolgimento sconveniente. Tutti nascosti dietro alla paura del confronto, dell’approccio diretto con la persona che sta dietro allo schermo. Paura di essere feriti, di rimanere delusi dall’aspetto fisico che spesso non corrisponde all’idea che ci eravamo fatti della persona che avevamo conosciuto solo virtualmente.

<<Non si dovrebbe pensare di ‘’perdere’’ qualcosa. Se lo si pensa, lo si è perso già. Buonanotte, amore mio.>>

Ed eccoci alle conclusioni, con un po’ di amaro in bocca lasciatomi dalla lettura di un romanzo che avevo iniziato a leggere incuriosita proprio dal fatto che fosse ‘’epistolare’’. 

Nonostante il richiamo ‘’vintage’’ dello scambio di mail, reso meno romantico dall’assenza dell’attesa del postino e dal beep del segnale di messaggio ricevuto, sono arrivata a fatica all’ultima pagina, più che altro incuriosita dal finale degli eventi che hanno travolto  due persone che potrebbero tranquillamente essere due come quelle che possiamo incontrare al supermercato o in coda alle poste. 

Il romanzo, tra l’altro breve, è ben scritto, i dialoghi-mail pur essendo ironici e brillanti, non mi hanno catturato appieno, manca quel tocco di ''piccante'' in più che incolla alla lettura. L’amore vince anche questa volta, forse non nel ‘’e vissero felici e contenti’’ delle favole, o forse si …

Arrivata all'ultima pagina posso dire che ho comunque apprezzato l'originalità con la quale l'autore ha raccontato la storia di Leo ed Emi, anche senza una trama ben delineata, che avrebbe potuto essere un po' più accattivante.

Lascio decidere, comunque, a chi avrà voglia di leggere questo romanzo e di proseguire col seguito della storia. Io non l’ho fatto ancora, ma lo metto in scala, sotto ai millemila volumi stipati nelle mie librerie sparse per casa.

Abbinarlo ad una pietanza mi viene spontaneo: sushi, un piatto dal fascino esotico, quasi proibito, raffinato ed ironico nei suoi colori e aromi, ma solo per pochi veri estimatori.

Buona lettura Tania C.


domenica 3 febbraio 2019

Recensione di QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA di Federica Brunini - Febbraio, love is in the air -




QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA

Federica Brunini
Ed. Feltrinelli, pag.207
Copertina semirigida
Ebook disponibile
euro 15,00

CONOSCIAMO L’AUTRICE





Federica Brunini oltre ad essere una scrittrice è anche fotografa, viaggiatrice mai stanca di conoscere nuovi luoghi e giornalista. Dopo la laurea in Lettere moderne e Teoria e storia della pedagogia teatrale in Italia, diplomandosi alla Civica scuola d’arte Paolo Grassi di Milano, collabora con registi come Giuseppe Bertolucci e Silvio soldini. Ha scritto per famose testate giornalistiche italiane e internazionali come L’Espresso, Il Corriere della sera, People … Tra le sue pubblicazioni: Il Manuale della viaggiatrice (Morellini 2008), Travel therapy: il viaggio al momento giusto (Morellini 2011), La vita di Kate Middleton come l’ha raccontata lei (Sonzogno 2011), il romanzo La matematica delle bionde (Giunti 2013), Quattro tazze di tempesta (Feltrinelli 2016) e Due sirene in un bicchiere (Feltrinelli 2018). Vive facendo la spola tra Milano, Tallin e Malta, sull’isola di Gozo dove organizza vacanze e yoga retreat con il progetto https://www.goingozo.com/en . Per chi volesse conoscere meglio l'autrice e le sue opere lo può fare cliccando il suo sito http://www.federicabrunini.com/



TRAMA


<< In fondo, la vita non è che un'infusione incontrollabile: ci si butta nell'acqua, sperando che non sia né gelata né bollente.>>

Viola è una donna che vive a in un paesino della Provenza, nel sud della Francia, in compagnia della fedele cagnolina Chai. Non senza fatica, ma con tanto amore e passione, ha aperto un negozio di te provenienti da ogni parte del mondo. Ed è con passione che inventa ricette gourmandes a base di tè, cercando la miscela giusta per lo stato d’animo di ogni cliente. Viola sa che esistono infusi strappa-sorrisi, leva-paura, antimalinconia, porta-gioia, sveglia-passione e te abbraccio. In occasione del suo compleanno, Viola, invita a La Calmette le sue tre storiche amiche, in modo da passare insieme qualche giornata all’insegna del relax e delle chiacchiere al tepore del sole provenzale, immerse nell’inebriante profumo della lavanda. Questo compleanno però, per Viola, è il primo senza il marito, scomparso da poco. Ritrovarsi con le amiche è un buon motivo per andare avanti, per cercare di lenire il tormento che le provoca il dolore per la mancanza del marito. Anche le amiche approfittano del viaggio per dare sfogo ai loro tormenti. Mavi, unica ad essere mamma tra le quattro, vive da tempo un forte periodo di stress. Chantal, insegnante di yoga ancora in cerca di capire quale sia il suo posto nel mondo, ha dei dubbi sulla relazione col suo compagno, di parecchi anni più giovane. Alberta, architetto nel boom della carriera, è letteralmente rapita dal lavoro e da un nuovo, misterioso amore. Le quattro amiche sembrano riscoprirsi diverse, cambiate dalla persona che conoscevano in passato.

<< Le donne non hanno mai bisogno di una bocca che dia loro risposte, ma soltanto di un orecchio che ascolti.>>

Ognuna di loro è come un vulcano, cova inquietudine come fosse una tempesta che, ora dopo ora sale sino ad esplodere inaspettatamente durante il taglio della torta di compleanno di Viola, tra lo sgomento dell’assistente Azalée. Tra le illusioni e delusioni, lacrime e risate, rimpianti e rivincite, le quattro amiche, riusciranno, dopo essersi confrontate sui sogni esauditi e mancati di ragazzine e adulte. Tra le aromatiche tazze fumanti di infusi di Viola, giusti per lo stato d’animo del momento, riusciranno ad attraversare la tempesta emotiva per uscirne donne più forti.



IMPRESSIONI


La dolcezza della Provenza, con le sue profumate e sconfinate distese di lavanda, i suoi paesini incastonati come pietre preziose tra le colline di pregiati vitigni, mi ha sempre attirato, spingendomi a visitarla più volte. Ogni volta per scoprire nuovi segreti, nuovi sapori e profumi. Federica Brunini con Quattro tazze di tempesta, mi è stata consigliata da una carissima amica scrittrice.
Leggere questo romanzo è stato come scoprire un magico segreto su quel piccolo angolo di paradiso. In libreria mi saltò subito all’occhio, grazie alla rilassante copertina che ritrae una donna in un campo di lavanda.
Solo dalla copertina mi sembrava di essere in mezzo ai cespugli di lavanda, di percepirne il profumo.
Come ormai saprete, quando mi ‘’innamoro’’ di un libro, devo iniziare subito a leggerlo, così, la scorsa primavera, sprofondata sul mio dondolo a forma di banana, appena tornata dalla libreria, iniziai questa nuova avventura, curiosa di ritrovare la mia Provenza e di conoscere nuove ‘’amiche’’. Ho scritto amiche  perché, alla fine della storia, vi sembrerà di far parte del gruppo di Viola, nel meraviglioso scenario provenzale.
Protagonista principale è l'amore a 360 gradi: l'amore che lega quattro donne, amiche sin dai tempi del liceo; l'amore verso un animale che con la sua fedeltà ci ricambia di un amore puro e pulito quando più ne abbiamo bisogno; l'amore infinito di una donna che si è vista strappare all'affetto il marito; l'amore per il tè, forte tanto da farlo diventare un lavoro; l'amore verso se stessi, quello che ci tiene in piedi; l'amore diverso, quello impensabile, quasi come un marchio a fuoco sulla pelle, quello che ci fa conoscere altri modi di amare.
Il romanzo, ricco di descrizioni e di colore, scritto con un linguaggio chiaro e semplice, scorre piacevolmente agli occhi del lettore, non solo appagandone la vista con la descrizione di splendidi paesaggi della champagne francese, ma approfondendo argomenti mai scontati se pur attuali. Con dolcezza mai leziosa, l’autrice descrive il carattere delle quattro amiche vicine al traguardo dei quaranta anni, delineandone pregi e difetti, facendo risaltare il bisogno di essere capite, accettate e amate per quello che sono.
Viola, ex modella ritiratasi a vita di campagna nel suo piccolo negozio di tè, è una donna apparentemente forte. Dopo la tragica morte del marito, per alleviare la sua sofferenza, cerca di aiutare gli altri a lenire il loro dolore, ma totalmente incapace di lenire il proprio. Servendo i suoi  aromatici sorsi di conforto e centilitri di speranza, tenta di riprendere in mano la sua vita, ma da sola non può farcela.
Chantal, nome sofisticato, adatto alla sua personalità new age, nonostante sia insegnante di yoga non trova pace. In perenne contrasto coi propri pensieri e sentimenti, nutre forti dubbi sulla relazione col suo compagno, un ragazzo molto più giovane di lei e con le idee chiare sul futuro. Approfitterà del raduno per far luce dentro se stessa e trovare la propria dimensione.
Alberta, alquanto bizzarra, gioca sempre in difesa, protetta da uno scudo di forza apparente, ma si ritroverà scoperta e sensibile sotto il fuoco di un nuovo sconvolgente amore che le aprirà il cuore e la mente. 
Mavi, unica mamma del gruppo, è una donna che per amore del lavoro e della famiglia si fa da parte. Per troppo tempo si è destreggiata tra tribunali e pappe per il figlio, sino a rendersi indispensabile agli altri ma non  a se stessa, rischiando di cadere nella depressione. Approfitta del viaggio in Francia con le amiche per cercare di ritrovarsi, lontana dalla routine quotidiana.

Una tormentata tempesta di sentimenti e forze contrastanti le ha travolte, facendole dubitare di loro stesse e di ciò in cui hanno sempre creduto, compresi gli affetti più cari. Il viaggio sembra essere l’occasione adatta per riscattarsi, per risollevarsi, ma da sole è impossibile. Bisogna restare unite, confrontarsi e aprirsi, liberando la tempesta interiore per farla dissolvere. Solo l’amore che le lega, quello che va oltre i legami di sangue e l’amicizia, riuscirà a salvarle dalla tempesta che stanno vivendo. L’aiuto di Viola, nel suo chalet nel sud della Francia sarà determinante per ritrovare la serenità perduta <<perché non c’è problema che una tazza di tè non possa ridimensionare>>.
Il romanzo è autoconclusivo, ma il finale, a sorpresa, lascia aperta una porta per nuovi sviluppi. Alla fine troverete un piccolo Breviario del tè un elenco di alcuni tra i tè citati dall’autrice con le caratteristiche e i consigli per la preparazione. Una piccola chicca che farà piacere a chi, come me, ama questa bevanda ambrata.

Volendo abbinare il romanzo ad un cibo, questa volta, la scelta cade naturale: dolcissime frolle alla lavanda. Il gusto dolce e delicato della frolla, come l’amore che unisce le quattro amiche e quello più intenso e forte della lavanda, forte come la tempesta che le ha travolte …


Buona lettura Tania C.



sabato 2 febbraio 2019

Recensione de LA CUSTODE DEL MIELE E DELLE API - serie Febbraio, Love is in the air -




LA CUSTODE DEL MIELE E DELLE API

Edizioni Garzanti 2015
Euro 16,40 copertina rigida
Pag. 328
Ebook disponibile
Formato tascabile disponibile




CONOSCIAMO L’AUTRICE



Cristina Caboni e le sue api




Cristina Caboni vive, insieme al marito e i tre figli, nella splendida cornice della natura selvaggia e incontaminata, in provincia di Cagliari. Tra le sue occupazioni, la più importante è l’azienda apistica di famiglia che cura con amore e passione grazie all’aiuto dei figli; non meno importante è la passione per le rose. Il suo giardino è un arcobaleno di profumi e colori di rose e orchidee di ogni sorta di specie, dalle più rare alle più selvagge. Non è quindi un caso che i suoi romanzi, altra grande passione, siano ispirati al magico mondo della natura che la circonda e che ama. Il Sentiero dei profumi, edito da Garzanti è il suo primo bestseller, venduto in tutto il mondo. La custode del miele e delle api è il suo secondo romanzo che la consacra nel mondo degli scrittori, seguito da Il giardino dei fiori segreti finalista al Premio Bancarella 2017, piazzatosi al quarto posto, La rilegatrice di storie perdute datato 2017 e La stanza della tessitrice, sua ultima fatica, uscito sempre per Garzanti nel 2018. Cristina è una scrittrice infaticabile, capace di regalarci sogni e speranze in ogni pagina dei suoi romanzi. Per chi volesse conoscere meglio il mondo delle api e di Cristina, lo può fare seguendo la sua pagina facebook:  https://www.facebook.com/Cristina-Caboni-autrice-225150877677593/



TRAMA

 ‘’Lavanda (lavandula spp) Soave e balsamico. E’ il miele della calma, aiuta  a ritrovare l’equilibrio. Il suo profumo è di fiori ed erbe aromatiche. Una lieve nota di incenso persiste nel pungente retrogusto che lo identifica. Il colore è avorio purissimo, la cristallizzazione delicata.’’

Angelica è una giovane apicoltrice che non ha mai voluto sentirsi legata alle sue origini ne ha mai voluto legarsi a niente e nessuno, complice la paura di dover fuggire se qualcosa che potesse ferirla di nuovo. Solo in un luogo riesce a sentirsi veramente in pace e si può ritenere a casa: tra le sue api. L’armonico vibrare delle ali, il profumo inebriante del miele, le donano l’amore e le coccole di cui ha bisogno. Attraverso il miele che produce, Angelica, da voce ai suoi sentimenti e alle sue emozioni: il miele di lavanda riesce a calmare gli animi agitati come un mare in tempesta, il miele di acacia può riuscire a far ritrovare il sorriso. Angelica sa come trovare il miele di cui una persona ha bisogno grazie ad un dono speciale.
Questo dono speciale, l’amore per il mondo delle api, le è stato tramandato da Margherita, una donna che le ha fatto da madre quando era ancora una  bambina e viveva felice in una ventosa isola in mezzo alle acque cristalline, al largo della Sardegna.
Dopo essere stata strappata a quei luoghi, Angelica alza un muro intorno al suo cuore e li lo rinchiude, non trovando più pace e senza volersi più fermare in nessun luogo.
Non ha fatto, però, i conti col destino che le offre una seconda possibilità di ricominciare ad essere di nuovo felice nell’isola della sua spensierata infanzia.
Sull’isola la aspetta una eredità da gestire: una bella casa incastonata in un roseto profumato dove sorge un albero che cela in se un segreto prezioso e il compito che Angelica dovrà portare avanti.
Non sarà sola a dover districarsi tra le sue paure e la voglia di ricominciare. Ad aiutarla ci sarà l’unica persona in grado di poterlo fare: Nicola, un misterioso uomo del passato di Angelica.

‘’ <<Non andartene, non andare via. Resta con me>> Le parole si persero nel vento che aveva preso a soffiare, che le sollevava la gonna e sembrava prendersi gioco di lei. E poi la barca virò, le luci si accesero e lei si rese conto che il Maestrale stava tornando verso il pontile. Continuò a fissarlo anche quando sentì l’ancora che scendeva. E anche dopo, quando Nicola scese dalla scaletta e le andò incontro. E  poi lui la strinse a sé e la baciò come aveva desiderato fare dal primo momento in cui aveva capito chi era. L’altra parte della sua anima.’’

L’unico che , ben conoscendo le paure  nascoste nei grandi occhi della ragazza, ha la cura giusta per dissolverle e farle ritrovare il coraggio di ricominciare a vivere felice e spensierata, come quando era bambina, facendola sentire sentire di nuovo, dopo tanto tempo, a casa. Su quell’isola spazzata dal vento, nella sua casa circondata dal profumo dei fiori e dal canto delle sue api, finalmente il suo cuore può essere davvero libero.


IMPRESSIONI

Leggere La custode del miele e delle api dopo il successo editoriale de Il sentiero dei profumi fu, a quel tempo, una scelta non facile per me. Avevo appena finito di leggere Il sentiero, ero ancora ‘’orfana’’ dei personaggi conosciuti durante la lettura, che uscì questo nuovo romanzo di Cristina. Avendo avuto modo di conoscerla attraverso un’intervista che le feci anni fa e, anni dopo di persona al Premio Bancarella, dove arrivò finalista nel 2017, acquistai sicura di non rimanere delusa,  il suo nuovo romanzo. Corsi in libreria il giorno della messa in vendita, per accaparrarmene una copia. Arrivata a casa iniziai subito la lettura cercando, tra le pagine, la magia che Cristina sa armonizzare sapientemente nella vita dei suoi personaggi.
La storia si apre facendo conoscere Angelica ai lettori. Pagina dopo pagina prendevano forma l’aspetto, il carattere e le emozioni di un personaggio delicato. Un’anima fragile, strappata ad una infanzia libera e felice immersa nella selvaggia natura di un’isola in mezzo al mare della Sardegna. Il brusco distacco dal suo mondo perfetto , porta Angelica a chiudersi in se, lasciando spazio alla paura dei ricordi e del futuro. E’ la paura che la spinge a trovare un pizzico di serenità tra le api, quelle api che tanto amava e coccolava sin da bambina. Così tanto da continuare a cantare per loro come faceva insieme a Margherita durante l’infanzia nella sua isola. In ogni pagina, ricca di descrizioni di luoghi e sentimenti, Cristina Caboni, mette in luce, oltre al carattere e alle qualità di ogni personaggio presente, anche l’amore per la sua Sardegna e per il suo lavoro.
Cura ogni dettaglio, dai suoni ai profumi che sembrano sprigionarsi ad ogni girar di pagina, apre ogni capitolo con la descrizione organolettica e strutturale dei vari tipi di miele esistenti, soprattutto quelli prodotti in Sardegna e sembra quasi di sentire il sapore di ogni morbida goccia tra le labbra.
Fa dell’amore il protagonista principale della storia: l’amore in ogni sua forma. Un amore amore verso la natura che sa stupirci coi suoi meravigliosi doni, che siano fiori, l’acqua fresca e spumosa del mare, tramonti o profumi; l’amore verso gli animali, Lorenzo, il grosso cane peloso e marrone di Angelica che insieme ad una gattina, la accompagnano nella sua nuova avventura a bordo di un improbabile camper vintage; l’amore reciproco tra donne, quello di Jaja (Margherita) verso Angelica e la madre e quello, se pur travagliato tra Angelica e la madre; l’amore di Lorenzo, un uomo che torna dal passato, dal quale la donna stava fuggendo, per farle riscoprire quanto sia bello sentirsi amati.
Ma più di tutto l’amore verso la vita, quello che ci sprona a rimetterci in gioco, a coltivare i nostri sogni e tramutarli in realtà per essere di nuovo felici.
Con questo romanzo la Caboni si afferma come scrittrice, aprendo la strada a nuove avventure e nuovi sogni che solo lei sa regalarci con la sua scrittura semplice, descrittiva e armoniosa. L’autrice ha saputo come coinvolgere il lettore al punto di non sapere se il romanzo abbia preso vita o sia lui stesso a farne parte …

Può venire facile, vista la dolce trama della storia, abbinare il romanzo al miele. Troppo facile e scontato. Le pagine di questa ‘’creatura’’ mi riportano al profumo del mare, al pesce appena pescato e fritto, su una terrazza immersa nel verde a picco sul mare, una piccola tavola apparecchiata, un bicchiere di vermentino e il vento che porta con se gli spruzzi freschi delle onde …

Buona lettura Tania C.




venerdì 1 febbraio 2019

Benvenuto FEBBRAIO


Venerdì, 1 febbraio 2019


Sole di febbraio  
(dalla raccolta endecasillabi)


Sole dipinto su chiazze di neve
di tra gli alberi scarni. Le colline
si piegano soavi ad invocare
passi di giovinezza. È tardi, è tardi
ora e il riassaporarli amaro.
Ma è felicità nell’aria, e voglia
d’incontri ha il cuore per solinghe strade,
dove già forse qualche orma di primule
lascia coi nudi piedi primavera.

Francesco PASTONCHI (1874-1953)

Love is in the air ...
Buon pomeriggio amici della Valigia, è finalmente arrivato febbraio, dopo un gennaio che sembrava non aver mai fine. 
Febbraio è il mese che prepara la strada alla primavera, il mese dedicato all'amore in tutte le sue forme. 
Dedicherò, pertanto, alcune recensioni a romanzi che trattano d'amore. 
Il clima rigido e uggioso sembra spingermi alla ricerca di storie dove il sentimento fa da padrone. Non necessariamente storie strappalacrime e sdolcinate, ma storie dove l'amore in ogni sua sfumatura campeggia nell'aria.
Seguitemi per conoscere nuove storie ...

Tania C.

Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...