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domenica 15 novembre 2020

Recensione L'ISOLA DI LARK di Julie Mahiew - Ed. CORBACCIO -

 



L'ISOLA DI LARK

Julie Mahiew

Ed. Corbaccio

Anno Edizione 2020

In commercio dal 2 luglio 2020

Copertina flessibile 

Rilegato

Pag. 360

Traduzione Rita Giaccari 

€ 18,90


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Julie Mahiew - foto da https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Ffilmfreeway.com%2FJulieMayhew&psig=AOvVaw2VrdGJad6GHOAhGIe1LL7Y&ust=1605522896746000&source=images&cd=vfe&ved=0CAMQjB1qFwoTCLi7nYKthO0CFQAAAAAdAAAAABAD

Inglese, con un passato da attrice, Julie Mahiew ha deciso di diventare sceneggiatrice radiofonica e dedicarsi alla scrittura.
Portano la sua firma diversi romanzi young adult e  molte candidature alla BBC Audio Drama.
L'Isola di Lark edito da Corbaccio nel 2020, è il suo primo romanzo per adulti.


TRAMA

Lark è un isola britannica che per sette mesi l'anno è avvolta dalla nebbia, completamente isolata dal resto del mondo.
Buen retiro ideale per Viola e la madre, reduci da una disgrazia che ha profondamente segnato le loro vite.
Sull'isola approda anche un altro ''straniero'', l'insegnante Ben Hailey, personaggio carismatico la cui aspirazione è quella di lasciare il segno nell'unico di liceo Lark.
Sopraggiunto l'inverno, la presenta dei nuovi isolani comincia a diventare un peso per la comunità chiusa e unita.
I genitori cominciano a preoccuparsi per l'influenza che Hailey sembra esercitare sugli studenti e lo sono anche per  Viola, da subito entrata nella cerchia delle ''ragazze più grandi'', causa del comportamento ribelle delle loro figlie.
Molto probabilmente le spinge ad incontri notturni per praticare strani riti poco affini con la profonda religiosità praticata sull'isola.
Ma quando un cadavere affiora sulle sacre pietre di Lark, luogo di ritrovo delle ragazze, la fede si tramuta in sospetto, superstizione e terrore.
Perché l'isola nasconde segreti oscuri ed è arrivato il momento di portarli alla luce.
Avvolgente e minaccioso, L'Isola di Lark è un romanzo che scandaglia le conseguenze del silenzio perpetrato ad ogni costo che  ricadono sulle persone più indifese: le donne, soprattutto le più giovani.


IMPRESSIONI

L'Isola di Lark, che mi è stato gentilmente offerto da Valentina di Casa Editrice Corbaccio, segna l'inizio di una nuova collaborazione della quale sono onorata e per questo ringrazio infinitamente tutti  per la possibilità concessami.
In questa bolla distopica nella quale siamo racchiusi, è una boccata di aria fresca ricevere una lettura che ci possa fare compagnia e tenere impegnati nelle lunghe giornata chiusi in casa. Noi blogger viviamo di libri, è il nostro pane quotidiano e siamo ben contenti di poterlo condividere con voi lettori raccontandovi le storie lette e le nostre emozioni. 



Il romanzo è narrato a più voci,  a partire dalle protagoniste femminili  Viola e Leah e da un inquietante voce narrante che sembra custodire la chiave che fa girare gli ingranaggi della trama.
L'ambientazione della storia è quella odierna, dal retrogusto vintage e con un'impronta decisa che mi ha riportato allo stile ''Amish''. I luoghi descritti con cura dall'autrice si trovano nell'immaginaria e remota Isola britannica di Lark la quale, per sette mesi l'anno, rimane isolata dalla terraferma a causa della fitta nebbia che l'avvolge. L'isola è dura e selvaggia, chiusa in se stessa, con una soffocante cappa lugubre che si mescola alla nebbia, rendendola un luogo ostile per chiunque provenga da fuori. Raggiungerla non è facile, si può accedere solo via mare in primavera e in estate, quando la nebbia scompare e il mare sembra aver sotterrato l'ascia di guerra.
Gli abitanti sono uniti da una profonda fede, a cavallo tra il bigottismo e il fanatismo politico, senza possibilità di apertura e accoglienza verso ciò che discosta dal loro credo e che è ritenuto immorale o tecnologico.
Abitata prevalentemente da autoctoni, entrare a far parte della comunità isolana come residenti non è semplice: bisogna superare  esami medici che attestino la buona salute fisica e in particolare quelli di integrità morale, volti ad appurare la reale e motivata volontà di diventare un isolano.

<< In ogni caso, una giovane è concepita di più come strega dopo i primi fallimenti della sua vita come donna. >>

È un'isola patriarcale, dove l'uomo comanda e la donna è sottomessa al suo volere che ne segnerà il destino. 
La politica è conservatrice, la tecnologia è pressoché assente e non è vista di buon occhio, il costume sociale è rappresentato da un abbigliamento casto e anonimo, che non possa dar adito a voci e sbalzi ormonali che possano compromettere l'integrità della persona.
Punto di ritrovo e unico svago dell'isola sono un solo emporio/alimentari e un pub, precluso alle donne ma, una volta al mese possono accedere, come contentino.
Isolata dal resto del mondo non solo durante la nebbia, Lark  lo è anche durante l'anno. Sull'isola non esistono cellulari, l'unico punto internet è pubblico e non sempre perfettamente funzionante e solo su prenotazione e benestare. 
Sull'isola, dopo aver superato tutti gli esami imposti dalla società, approdano Viola e Deborah, la madre. La scelta di ritirarsi ad una vita semplice e isolata è arrivata dopo una terribile tragedia che le ha segnate nel profondo. Scegliere quell'isola così ostile e cupa è quello di cui hanno bisogno: alzare una barriera protettiva tra loro e il dolore che le aveva colpite. Un abbraccio in cui rifugiarsi per lasciare fuori la paura e per Deborah anche un buon aiuto per avere il controllo sulla ormai incontrollata libertà di Viola.
Al suo arrivo la giovane, abituata alla vita moderna e fin troppo libera, cerca di adattarsi facendo amicizia con un gruppo di ragazze conosciute come  ''ragazze più grandi'' sulle quali, a detta della comunità, eserciterà un ascendente negativo portandole ad una ribellione mai vista prima del suo arrivo. 
Viola è nata libera, e libera esplora l'isola coi suoi capelli rossi al vento, visti come presagio di sventura dalla comunità, e lo fa insieme alla sua cagnolina, fedele compagna di vita. Segue  spontaneamente le nuove amiche che la inizieranno al paganesimo e a strani riti di stregoneria durante i loro incontri notturni alle ''Sister's Stones'', luogo esoterico, in cui troneggiano nove megaliti granitici,  disposti in modo da  formare il cerchio perfetto nella cui sacralità si concentrano tutte le energie spirituali e materiali.

<< Si è portato dietro solo uno zaino. Sta scappando da qualcosa. Tenete a mente le mie parole.>>

Sull'isola, insieme alle due donne, approda anche un terzo straniero, l'enigmatico professor Hailey, insegnante presso il liceo locale. L'uomo che si legherà subito all'altra insegnante del liceo Leah, seconda voce narrante della storia,  sembra avere uno strano ascendente sugli studenti. 
La cosa non piace ai genitori. 
Hailey non la racconta giusta, il suo bagaglio troppo leggero lo dimostra, sta fuggendo, ma da cosa? O da chi?
Ad infittire il mistero nella lenta atmosfera da brivido dell'isola, si aggiunge il colpo di scena del ritrovamento di un cadavere sconosciuto, così come sconosciuti sono gli eventi che ne hanno causato la morte. 
Tali rimarranno per buona parte della narrazione. L'autrice ha giocato scaltramente con flashback di luci ed ombre per intricare il mistero, sino a condurre il lettore a trovare la crepa che fa entrare luce a diradare lentamente la nebbia dei segreti che impregnano l'isola.

<< C'è del buono a Lark.. Tutto lo è. Basta che vi guardiate attorno e ve ne accorgerete con i vostri occhi. >>

Lo stile col quale la Mahiew ha plasmato L'isola di Lark è il punto di forza del romanzo, quello che crea il pathos necessario alla comprensione dei personaggi e dell'isola stessa. Uno stile lento, spesso snervante e opprimente che avvolge il lettore senza stancarlo, ma incuriosendolo sino alla fine, che poi è anche l'inizio della storia. 
Insomma un labirinto di personaggi, emozioni e misteri che, superato lo scoglio delle prime pagine più impegnative, vi condurrà lentamente all'uscita appagati dalla soluzione dei misteri sibillini che l'isola ha celato, in bella mostra, durante la lettura. 
Un'atmosfera sospesa tra ''I segreti di Twin Peaks (Chi ha ucciso Laura Palmer?)" e ''The Village'' che renderà la lettura suggestiva appagando anche l'occhio indagatore grazie anche all'accurata descrizione del paesaggio.
Prima di chiedere di poter recensire questo romanzo ne lessi la trama che catturò subito la mia attenzione, dopo la favolosa copertina raffigurante un faro marino, una delle mie passioni. 
Lessi anche le opinioni e, con mio stupore molti le trovai poco favorevoli.
Siccome mi fido molto del mio sesto senso per le storie, decisi che lo avrei letto comunque, a discapito di lo trovava banale e noioso. Sarebbe stata  una sfida personale.
Non mi ero sbagliata, il mio sesto senso, ancora una volta mi aveva fatto approdare ad una meta appagante dopo la salita. La conquista della vetta, dalla quale, superata la difficoltà della salita, si gusta lo splendido panorama che ci conduce ad una via tutta in discesa.
Certo, è un thriller che probabilmente non è per tutti, forse adatto a palati più fini, più esigenti, da gustare con lentezza, in una giornata grigia per calarsi meglio nell'atmosfera, con una buona tisana ad ad addolcire il sapore acre della nebbia di Lark, ma le emozioni che vi regalerà saranno intense e vive.
Il primo thriller per adulti della Mahiew, per me, vince e convince, prestandosi naturalmente alla sceneggiatura di una intrigante serie di tv o di un film che spero arrivi presto.

Tarocchi: IL MAGO -foto presa da Pinterest -


Una piccola chicca nascosta tra le pagine del romanzo è quella della suddivisione in parti intervallate da splendide illustrazioni dei tarocchi, a sottolineare la rotta esoterica che segue la narrazione.
Sperando di avervi incuriosito vi invito a sfidare voi stessi in questa intrigante avventura augurandovi una buona lettura  e ricordandovi che potrete trovare il romanzo nei vari store anche in versione digitale.

Buona lettura, 
Tania C.




martedì 16 aprile 2019

Recensione di UN'OMBRA NELL'ACQUA di Catherine Steadman






UN'OMBRA NELL'ACQUA

Catherine Steadman
Ed. Longanesi marzo 2019
Collana La Gaia Scienza
Genere Thriller - narrativa straniera
Traduzione L. Bernardi
Pag. 416
Copertina rigida con sovra copertina
€ 18,60
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTRICE



Foto dal web

Catherine Steadman, inglese, classe 1987, con "Un'ombra nell'acqua", debutta come scrittrice. Al suo primo romanzo ha saputo conquistare i favori del pubblico di tutto il mondo. 
Gia nota nel mondo dello spettacolo come attrice di numerosi film e fiction e per aver preso parte a famose serie tv come "Downtoun Abbey", dove presta il volto a  Mabel o I Tudors dove interpreta Joan Bulmer.


TRAMA

Norfolk, secondo decennio del 2000. Mentre Erin sta scavando da tre quarti d'ora, le vengono a mancare le forze a casua della terra che sembra non aver mai fine talmente è pesante e compatta. Anche la determinazione la sta lentamente lasciando, ma non c'è altra scelta, deve continuare a scavare nonostante il dolore, l'incredulità e la paura che la pervadono. Sarebbe utile avere una persona fidata e amata al suo fianco che l'aiutasse a scavare, ma non è possibile in quanto la persona di cui è innamorata è la destinataria della fossa che sta scavando. Sono passate poche settimane da quando Erin e Mark rappresentavano la coppia perfetta sotto ogni aspetto. Erin, giovane documentarista in carriera, alle soglie di una svolta professionale; Mark, affascinante trader londinese, con un brillante futuro all'orizzonte. La data del matrimonio è imminente e la coppia sembra avere il mondo in mano. Ma l'idillio sta per frantumarsi: Mark perde il lavoro con notevoli ripercussioni sulla loro vita di coppia apparentemente perfetta. Nonostante le difficoltà, il loro amore li spinge a far funzionare il rapporto coronandolo con un bel matrimonio ed una prestigiosa luna di miele a Bora Bora, convinti che tutto si aggiusterà. Finalmente sull'isola, i neo sposi, decidono di passare una giornata immergendosi nelle acque cristalline dell'atollo. Erin è terrorizzata, ma grazie all'aiuto di Mark decide di seguirlo. La giornata scorre meravigliosamente, fino a quando non trovano qualcosa nell'acqua. Un qualcosa che sconvolgerà per sempre le loro vite, avvolgendoli in un'ombra cupa. Erin e Mark vogliono tenere segreta la loro scoperta: nessuno oltre loro sa o ha visto nulla, non dovrebbero avere nulla di che preoccuparsi. Ma una sconvolgente reazione a catena sta per travolgerli, mettendo in pericolo tutto ciò a cui tengono, anche la fiducia che hanno sempre avuto l'uno dell'altra...

IMPRESSIONI

Innanzitutto ringrazio la Casa Editrice Longanesi e Benedetta per avermi gentilmente inviato l'Ebook di Un'ombra nell'acqua; avendo letto la trama ne sono rimasta talmente affascinata da richiederne una copia per poterla recensire. Non conoscevo l'autrice/attrice e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, sto iniziando ad apprezzare il thriller e la freschezza dello stile narrativo, la trama avvincente, ricca di dettagli (anche tecnici) molto accurati, mi hanno spinto a leggere il romanzo tutto d'un fiato nonostante le 418 pagine.

"Novanta centimetri è la profondità minima raccomandata dall' IRIC (Istituto per la Regolamentazione dell'Interramento e della Cremazione). Lo so perchè l'ho cercato su Google. Subito prima di cominciare a scavare. Che non si dica, quindi, che mi manca l'iniziativa. O l'impegno. Con le suole che scivolano sulle foglie fradice e sul fango appiccicoso come malta, mi sono accovacciata accanto al cadavere e ho cercato su Google come seppellirlo."

La storia di Erin e Mark comincia dalla fine, narrata in prima persona dalla voce di Erin. 
Mark è morto ed Erin sta scavando, ad olio di gomito, una buca ben profonda e che non dia nell'occhio, in un boschetto del Norfolk. 
Erin e Mark sono giovani, affascinanti e con una promettente carriera alle spalle. Documentarista lei, prossima a sfondare con  documentari scoop sul rilascio di tre carcerati, un presunto killer della malavita locale, una donna condannata per eutanasia verso la madre terminale di cancro, la quale aveva fatto testamento biologico (non in vigore nel Regno Unito) e una giovane teppistella londinese, dalla quale "bisogna aspettarsi grandi cose". Tutti prossimi al rilascio e tutti pronti a ricominciare una nuova vita , raccontandola alle telecamere di Erin.
Ragazza dolce e quasi remissiva, per amore di Mark all'inizio,  si vedrà poi  trasformata in una intraprendente, avventurosa e determinata donna capace di affrontare il pericolo a sangue freddo. 
Mark è un operatore finanziario che sta sfondando appunto nella finanza londinese. E' un uomo calcolatore,  pianificatore, forse più debole rispetto ad Erin.
Sono prossimi alle nozze, hanno una bella casa, pagata accendendo un mutuo, un viaggio di nozze di un mese a Bora Bora ad attenderli e un figlio in progetto.

"Smettila di rimuginare, Erin, basta. Pensa a divertirti. Non c'è niente di male nel godersi un po' la vita."

Ma il destino sembra accanirsi contro Mark. A pochi giorni dal matrimonio si troverà senza lavoro e con delle spese da affrontare. L'amore e l'ottimismo di Erin però lo aiuteranno a non mollare, a guardare al futuro ed a cercare un nuovo lavoro. Ce la possono fare. 
Mark decide di ridurre il mese di luna di miele a tre settimane e la coppia di neo sposi parte alla volta di una vacanza da sogno dopo un viaggio di ventiquattro ore.
L'atollo, con le sue acque cristalline e le candide distese di sabbie coralline a coronamento del loro amore. Erin si lascia coinvolgere fiduciosa, guidata dall'uomo che ama, in una emozionante giornata di immersioni al largo del loro resort.
La giornata si prospetta limpida e calda dopo la striscia di un tifone del giorno prima. La donna è pronta a vincere le sue paure riguardo alle immersioni, ha voglia di vedere i magnifici fondali della barriera corallina e di incontrare le tartarughe. A bordo di una barca, pilotata da Mark, si stanno dirigendo verso una delle zone migliori per le immersioni per esplorare un relitto a nord-ovest dell'atollo. 
L'immersione si rivela interessante e ricca di avvistamenti di squali e altra fauna esotica. Pranzano su un'isolotto poco distante addormentandosi al sole senza accorgersi del passare del tempo. 

"All'orizzonte non c'è nulla, solo miglia e miglia di oceano aperto. Poi noto anch'io quello che sta guardando lui. Tutto attorno a noi, sull'acqua. Carta. Fogli di carta bianca. "

Al risveglio, vista l'ora ormai prossima al tramonto, decidono di ripartire alla volta del resort quando, senza quasi rendersene conto, si trovano circondati da fogli che galleggiano sull'acqua, carta bianca nel bel mezzo di un'infinità blu.

"E' una sacca da viaggio nera lunga circa un metro. Troppo grande per essere una borsa da palestra e troppo piccola per essere considerata una valigia vera e propria."

Raccolto uno dei tanti fogli, l'inchiostro inizia a colare senza rendere leggibile il foglio e, ritmicamente, le onde stanno facendo sbattere qualcosa contro lo scafo della barca. Si tratta di una grossa sacca da viaggio nera. 

"Però ha un lucchetto, Erin. E fluttuava nel bel mezzo del Pacifico meridionale. Circondata da dieci metri quadrati di fogli illeggibili."

Erin e Mark, dopo aver constatato che la sacca è ben chiusa, a tenuta stagna, da un lucchetto , e dopo aver fatto mille congetture sul contenuto, decidono di portarla al resort consegnandola alla reception, in caso qualcuno l'avesse persa, magari durante la tempesta del giorno prima.
Consegnata la sacca, la coppia continua pigramente la luna di miele, tornando a fare immersioni con un'istruttore ed una giovane coppia appena arrivata al resort. 
Al rientro, entrati nel loro bungalow, come per magia ritrovano la sacca: il receptionist non ha capito che doveva conservarla e, pensando fosse loro, gliela aveva fatta recapitare in camera. 
La curiosità è grande, in fondo la sacca è stata tanto tempo in acqua, perchè non provare ad aprirla per vederne il contenuto ed eventualmente ributtarla nell'Oceano nel punto esatto dove l'hanno raccolta?
Convinta dalla propria curiosità, Erin, comincia a scassinare il bordo della sacca sino a riuscire a far entrare la mano ed estrarne il contenuto. 

"Ho la sensazione di essermi avvicinata troppo a qualcosa da cui invece dovrei rimanere il più possibile alla larga. Avverto un senso di pericolo, ancora indefinibile  eppure sempre più difficile da ignorare, sempre più presente."

Il contenuto della sacca "scotta" e parecchio, l'unica cosa da fare è tornare nel punto dove l'hanno raccolta, immergersi, cercare il relitto di un'imbarcazione e rimettere la sacca al suo posto. Dopo varie e vane ricerche su eventuali notizie di imbarcazioni scomparse, la coppia è pronta a riportare sacca e contenuto in mezzo al Pacifico. Seguendo le coordinate che Erin aveva annotato e imparato a memoria, si immergono. 
C'è qualcosa nella profondità di quelle acque, ma non è un'imbarcazione, bensì il relitto di un piccolo jet privato da viaggio. Dopo lo shock iniziale, Erin torna in superficie mentre Mark, addentrandosi nella carlinga, troverà i corpi di alcune persone, tre uomini e una donna, probabilmente russi, sicuramente non delle brave persone.
Risalito in superficie anche Mark, preso atto della sconvolgente scoperta, tornano al resort per scoprire se si è mossa qualche ricerca del piccolo jet.
Nulla, il jet stava volando all'insaputa delle autorità aeree e nessuno sembrava ancora essersi accorto della tragedia.
Dopo aver discusso per ore sui pro e contro, la coppia decide di tenere il contenuto della sacca, sbarazzandosi solo della sacca stessa e di un oggetto troppo compromettente da far passare al check in dell'aeroporto. 
La sacca finisce così tra i rifiuti triturati del resort e l'oggetto compromettente sul fondale del Pacifico insieme al relitto del jet.
In fondo non c'è nulla di male a tenersi ciò che hanno trovato, potrebbero risolvere la maggior parte dei loro problemi e ricominciare una nuova vita, un nuovo lavoro per Mark, un figlio e un cane ... 
O finire in un mare di guai?
Mille domande si affacciano nella mente di Erin, la quale, per amore di Mark accetta di ripartire per Londra prima del previsto, dopo aver cancellato scrupolosamente ogni possibile traccia del loro soggiorno a Bora Bora.
Tornati a Londra, inizia per Erin un periodo fatto di ansia, dubbi e paure. 
Mark sostiene che devono disfarsi di tutto ciò che hanno trovato nella sacca. La loro vita, ma soprattutto quella di Erin è in pericolo.
In particolar modo adesso che la donna ha deciso di chiedere aiuto al killer della malavita che sta intervistando per il suo documentario. Ma l'uomo sembra volerla aiutare veramente, mentre Mark...

"Ma cos'avrei potuto fare? Che cosa si può mai fare? Non si possono salvare sempre tutti, no? A volte è gia abbastanza difficile salvare se stessi."

Chi è in realtà Mark, cosa sta cercando di fare a sua insaputa? 
Vuole solo proteggerla da quello che si è rivelato un gioco pericoloso, coi russi non si scherza, o sta tramando alle sue spalle per poi eliminarla e sparire in un paradiso fiscale?...

Con un mix infallibile di suspence, sprazzi di "comicità" provenienti dal carattere di Erin e una cura scrupolosa dei dettagli, l'autrice ha saputo intessere una trama avvincente e mai noiosa. 
418 pagine che scorrono veloci e lisce, facendo divertire il lettore e confondendo le acque sino al finale inaspettato. 
Un finale che potrei quasi ritenere aperto, chissà che tra qualche tempo Erin non sia di nuovo coinvolta in rocambolesche avventure, grazie al suo carattere irruento e smanioso di verità.

Un thriller nuovo ed originale, che consiglio a chi ha voglia di immergersi tra le fresche acque coralline di paesaggi esotici tra colpi di scena emozionanti e tramonti da sogno. Catherine Steadman è sicuramente un'autrice da tenere d'occhio perché ci regalerà tante nuove emozioni.

Buona lettura.
Tania C.






lunedì 4 febbraio 2019

Recensione di LE HO MAI PARLATO DEL VENTO DEL NORD di Daniel Galatteur - Febbraio, Love is in the air -




LE HO MAI PARLATO DEL VENTO DEL NORD

Daniel Galattauer
Edizioni Feltrinelli, pag. 192
Copertina flessibile
Euro 16,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L’AUTORE




Daniel Galattauer nasce a Vienna nel 1960. Lavora come giornalista per 20 anni prima di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura. Nel 2006 esce Le ho mai parlato del vento del nord, divenuto un bestseller in tutto il mondo. Il romanzo ha riscosso grande successo anche come audiolibro, scalando le classifiche internazionali e diventando anche un seguitissimo audiodramma. Il seguito, tanto atteso dai lettori, esce col titolo di La settima onda, ottenendo il consenso del pubblico. I suoi romanzi, pubblicati in Italia da Feltrinelli, sono tradotti in tutto il mondo in più di quaranta lingue. Per Feltrinelli pubblica In città zero gradi del 2011, Per sempre tuo del 2012, Un regalo che non ti aspetti del 2014.


TRAMA


<<Nella "vita reale", se vuoi riuscire, se vuoi resistere a lungo, devi sempre arrivare a un compromesso con la tua emotività.>>




Quali sono le conseguenze che una e-mail può provocare se spedita ad un indirizzo errato? Lo scopriranno presto Emmi Rother, briosa trentaquattrenne, moglie e madre irreprensibile dei due figli del marito, e Leo Leike, psicolinguista  conformista, con un ennesimo fallimento sentimentale alle spalle. 

Tra i due, dopo l’imbarazzo della prima mail inviata e ricevuta per errore, nasce una giocosa amicizia, complice l’ironia, destinata a sfociare in un sentimento più profondo che rischia di travolgere e sconvolgere le vite di entrambi.


<<Un giorno ci incroceremo in un caffè o in metropolitana. Cercheremo di non riconoscerci o di fingere di non vederci, ci gireremo svelti dall'altra parte. 
Saremo imbarazzati per ciò che è diventato il nostro "noi", per quello che ne è rimasto. Niente, due estranei uniti da un passato immaginario.>>


Seppur nell’era tecnologica di internet, questo romanzo epistolare, racconta la nascita di un legame intenso che diventa relazione in una coppia che coppia la è, ma solo virtualmente. Una relazione come questa potrà mai sopravvivere ad un incontro reale?

<<Emmi, mi scriva. Scrivere è come baciare, solo senza labbra>>


IMPRESSIONI

Benchè il romanzo sia uscito nel 2006, affronta un argomento attuale e delicato quale è l’amore ai tempi di internet. All’epoca, ancora non erano in uso comune i social, ma lo scambio di mail li sostituiva degnamente, con tutte le conseguenze che ne potevano derivare se si sbagliava l’indirizzo. La storia di Emmi e Leo nasce proprio dall’invio di una prima mail di Emmi a Leo, ignara di essere incappata in un errore. I primi tempi, non ricevendo risposta, la donna continua a scrivere a Leo, alzando un po’ i toni.
Il povero Leo si vede costretto a rispondere per mettere a conoscenza la donna che sta scrivendo ad un privato, non ad una casa editrice come credeva di fare. 
Con una mail di scuse da parte di Emmi, la quale asserisce di essersi ritrovata per caso l'indirizzo di Leo tra quello del suo pacchetto clienti, tutto sembra finire li. Nove mesi dopo invece, in occasione delle festività natalizie, la donna invia un’ulteriore mail di auguri a Leo.  
Dopo qualche scambio di auguri e ringraziamenti, Emmi torna alla carica, sbagliando di nuovo indirizzo (?), la mail finisce ancora una volta a Leo, il quale tra il divertito e l'incuriosito dalla sbadataggine di Emmi inizia ad intrattenere uno stretto giro di mail quotidiane con la donna. Le mail, all’inizio cortesi, ironiche e quasi distaccate, si fanno col passare del tempo, sempre più intense. 
Leo ed Emmi cominciano a rivelarsi, a descriversi e ad aprirsi l’uno all’altra pur rimanendo sui toni di un formale ‘’lei’’ quasi sino alla fine del romanzo. Ogni giorno che passa, davanti allo schermo del pc e ad un calice di vino, mail dopo mail , sentono il bisogno di conoscersi personalmente, per sincerare se quel sentimento che li lega sia vero o solo frutto dell’ignoto che si cela dietro ad una tastiera. 
Dopo vari tira e molla e la paura di perdere, faccia a faccia con la realtà, un qualcosa di bello ma comunque reale,  ci sarà un incontro. 
Non sarà però Emi a presentarsi, mescolando così le carte in tavola, portando in luce nuovi sentimenti e sensazioni nati dalla situazione venutasi a creare con lo scambio di persona. 
Nonostante il sentimento, le emozioni intense, continua ad aleggiare su di loro la paura di scoprire e dover ammettere che sia solo una bellissima illusione che per qualche tempo li ha fatti sognare ed evadere dalla quotidianità. 
Perché la realtà è quella quotidiana degli affetti famigliari e del lavoro, ed è giusto distruggerla per qualcosa che, seppur sentito e vissuto potrebbe essere solo un’illusione di un momento di evasione?

Mai come oggi questo romanzo è attuale, la paura dell’ignoto, di mettersi in gioco per poi restare delusi è molto ben descritta tra le righe delle mail di Emmi e Leo. 
Galatteur è stato un precursore dei tempi, facendo il ritratto di quello che è diventato, ad oggi, l’amore per i giovani internauti. 
Tutti innamorati dietro ad una tastiera. Tutti innamorati di un amore facile e senza troppo coinvolgimento, magari alla ricerca di un’emozione forte, nascosta dietro il beep lampeggiante del messaggio in attesa sul display dello smartphone, ma passato l’interesse per la novità, basta un click per mettere la parola fine senza rimorsi, rimpianti o coinvolgimento sconveniente. Tutti nascosti dietro alla paura del confronto, dell’approccio diretto con la persona che sta dietro allo schermo. Paura di essere feriti, di rimanere delusi dall’aspetto fisico che spesso non corrisponde all’idea che ci eravamo fatti della persona che avevamo conosciuto solo virtualmente.

<<Non si dovrebbe pensare di ‘’perdere’’ qualcosa. Se lo si pensa, lo si è perso già. Buonanotte, amore mio.>>

Ed eccoci alle conclusioni, con un po’ di amaro in bocca lasciatomi dalla lettura di un romanzo che avevo iniziato a leggere incuriosita proprio dal fatto che fosse ‘’epistolare’’. 

Nonostante il richiamo ‘’vintage’’ dello scambio di mail, reso meno romantico dall’assenza dell’attesa del postino e dal beep del segnale di messaggio ricevuto, sono arrivata a fatica all’ultima pagina, più che altro incuriosita dal finale degli eventi che hanno travolto  due persone che potrebbero tranquillamente essere due come quelle che possiamo incontrare al supermercato o in coda alle poste. 

Il romanzo, tra l’altro breve, è ben scritto, i dialoghi-mail pur essendo ironici e brillanti, non mi hanno catturato appieno, manca quel tocco di ''piccante'' in più che incolla alla lettura. L’amore vince anche questa volta, forse non nel ‘’e vissero felici e contenti’’ delle favole, o forse si …

Arrivata all'ultima pagina posso dire che ho comunque apprezzato l'originalità con la quale l'autore ha raccontato la storia di Leo ed Emi, anche senza una trama ben delineata, che avrebbe potuto essere un po' più accattivante.

Lascio decidere, comunque, a chi avrà voglia di leggere questo romanzo e di proseguire col seguito della storia. Io non l’ho fatto ancora, ma lo metto in scala, sotto ai millemila volumi stipati nelle mie librerie sparse per casa.

Abbinarlo ad una pietanza mi viene spontaneo: sushi, un piatto dal fascino esotico, quasi proibito, raffinato ed ironico nei suoi colori e aromi, ma solo per pochi veri estimatori.

Buona lettura Tania C.


Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...