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venerdì 4 dicembre 2020

Intervista a FRANCO SERPI autore di NEI GIORNI DELLA VENDEMMIA

 



Franco Serpi - foto da facebook -


Cari amici della Valigia buon pomeriggio, oggi è venuto a farci compagnia Franco Serpi, autore del bellissimo romanzo 

Nei giorni della Vendemmia 

che ho appena recensito al seguente link:

https://valigiadeltempo.blogspot.com/2020/11/recensione-nei-giorni-della-vendemmia.html

Lo intervista per noi una nuova collaboratrice del blog con la quale ho già lavorato in passato, ma soprattutto condiviso un intenso anno di studi. Si chiama Rosanna, Pam per gli amici.


INTERVISTA

Buongiorno Franco, benvenuto sulla Valigia del Tempo, come stai?

Molto bene. Sono come tutti un po' preoccupato per per la questione Covid e per le dinamiche di una politica che fa molta fatica a comunicare con il popolo. Spero che passi in fretta questo tempo e che l'anno nuovo porti cose migliori per tutti.

Come hai cominciato a scrivere? C’è un’immagine, un evento, uno stato nella tua memoria che ricollega al momento in cui hai iniziato a scrivere?

Ho cominciato a scrivere durante la scuola primaria. Scrivevo poesie che dedicavo alla mia maestra Angela Giampaoli, che oggi purtroppo non c'è più. Una signora molto buona.

Nella prima adolescenza le mie poesie si sono evolute in testi di canzoni e subito dopo in novelle e poi piccoli romanzi. Ho iniziato d'istinto, dando soddisfazione alla mia urgenza di creare e comunicare.

L'immagine  è chiara: ricordo di me, un giovanissimo ragazzo, seduto al tavolo della cucina dei miei nonni, con alle spalle il camino acceso, che scriveva il suo primo romanzo (mai pubblicato) in un quadernone a righe. È l'immagine dell'inizio, l'avvio di questo meraviglioso viaggio.

Quali sono le fonti di ispirazioni che usi quando scrivi? I tuoi racconti partono da esperienze reali, autobiografiche o solo dalla tua immaginazione? In altre parole come la tua vita influenza i tuoi scritti?

Il libro prima vive nella mia testa, vi è un lungo periodo di gestazione e di silenzio. In quei periodi mettermi a scrivere è un vero dramma, non mi viene nulla. Poi da quel silenzio apparentemente improduttivo, improvvisamente, qualcosa si risveglia e prende armonia e allora comincio a scrivere senza sosta!

I miei libri nascono da momenti di riflessione, ricordi, scene di vita che poi indossano gambe proprie a cavallo della mia fantasia. La mia vita certamente influenza i miei libri ma anche la vita degli altri. I miei libri nascono dal silenzio che come un lievito dà vita al pensiero e alle parole. In più la natura è per me grande fonte di ispirazione.

Nel 2018 sono stato una settimana in Sardegna e subito dopo avevo preso in affitto una casa nella campagna reatina. Una bellissima casa immersa nella natura, che mi ha riaperto un collegamento con la terra che avevo perduto. Il libro trova immagine nelle passeggiate che facevo al tramonto in mezzo ai vitigni. Il libro parte da lì e quei momenti si erano impressi così forte dentro di me che potevo solo elaborarli e poi scriverli. Non avrei avuto alternativa!

Come ti senti quando scrivi un libro? Qual è il tuo stato d’animo quando viene pubblicato? E soprattutto ti è mai capitato di non vedere accettato un tuo scritto?

Quando scrivo un libro mi sento molto pieno di adrenalina. Sono felice e più rilassato. Il libro nel momento in cui si snoda lo sento mio come una seconda pelle. Quando viene poi pubblicato continuo a mantenermi in uno stato di benessere interiore ma il libro quasi sento che mi sia sfuggito, che non mi appartiene più.

Sono già oltre, ho bisogno di cose nuove da raccontare.

I libri sono dell'autore nel momento in cui li sta scrivendo poi assumono gambe proprie e diventano di chi li legge, anche se resto sempre molto affezionato ai miei scritti.

Non mi è mai successo di vedere rifiutato un mio libro. Prima facevo parte di una casa editrice romana (con cui ho pubblicato due romanzi che hanno superato le 20.000 copie ciascuno) mentre ora sono seguito da un'agente letterario che mi cura la stampa e la promozione. Fare parte della sua squadra mi fa onore, mi fa crescere, mi chiedere di buttarmi sempre in nuove imprese. Il mio agente segue molti scrittori famosi e mi piace lavorare con lui perchè non mi ingabbia nel marketing, piuttosto mi chiede di sperimentare, di provare a scrivere cose nuove. Mi piace questo, perché vi è una grossa differenza tra creare prodotti e mettere in piedi progetti. Io creo progetti che spesso arrivano nelle case altrui e ricevo molti messaggi  e complimenti su facebook.

Dalla recensione letta sulla “Valigia del Tempo” leggo che il tuo romanzo è il romanzo delle seconde possibilità, cosa intendi dire con questa tua affermazione?

Ognuno di noi merita una seconda possibilità. Le nostre scelte, a volte giuste ed altre no, portano con loro sempre un prezzo da pagare. Sono state spesso figlie della ragione, sono state certamente la strada più indicata e più facile ma non sempre quella che ci ha resi più felici.

Il cosiddetto “Piano B” è quello più scomodo, più difficile da attuare ma che ci rende più genuini e tutti meritiamo un'altra possibilità per provare ad essere felici.

Colui che vive con serenità è colui che rispetta se stesso, che malgrado le difficoltà, segue la propria natura.

Ed ognuno di noi ha il diritto di cambiarsi sempre, di rinascere ogni giorno, di inseguire la propria vera essenza anche a rischio di buttare all'aria tutto.

Ultima curiosità: una volta terminato un tuo libro i personaggi continuano a vivere in altri scritti oppure hanno una vita propria solo nel romanzo?

Il mio agente mi sta proponendo la continuazione della storia in un altro libro. Vedremo... 

Prima di congedarci ti andrebbe di raccontarci i tuoi nuovi progetti per il futruro?

Sicuramente in questo periodo sto lavorando per il teatro, sto preparando un monologo per un'attrice teatrale di ricco talento, Stefania Buffa. Il monologo non riguarda il libro in sé...ma chissà che non arrivi presto anche una versione teatrale de “Nei giorni della vendemmia”?!

In più nel 2021 usciranno un nuovo romanzo (per maggio), la ristampa dei due libri precedenti (“La sopravvivenza inutile” e “La primavera delle consapevolezze”) e per Natale 2021 un libro ''magicomico'' per i bambini di tutte le età.

Insomma un bel periodo denso di impegni... e chissà...


Grazie per il tuo prezioso tempo Franco e complimenti per il traguardo delle 2000 copie vendute, ci auguriamo di ospitarti di nuovo molto presto col prossimo romanzo.


Ti abbracciamo Pam e Tania

 

 

lunedì 30 novembre 2020

Recensione NEI GIORNI DELLA VENDEMMIA di Franco Serpi

 







NEI GIORNI DELLA VENDEMMIA

Franco Serpi

Indipently Published

28 settembre 2020

Pagine 264

Copertina flessibile

€ 12,48

Disponibile in formato cartaceo su Amazon al seguente link

https://www.amazon.it/giorni-della-vendemmia-Franco-Serpi/dp/B08K9XD2SC/ref=asc_df_B08K9XD2SC/?tag=googshopit-21&linkCode=df0&hvadid=459265330952&hvpos=&hvnetw=g&hvrand=6041162337951950080&hvpone=&hvptwo=&hvqmt=&hvdev=c&hvdvcmdl=&hvlocint=&hvlocphy=20602&hvtargid=pla-980601805341&psc=1


CONOSCIAMO L'AUTORE

Franco Serpi - foto dal web -

Franco Serpi ha vissuto per trentotto anni a Massa (Massa Carrara), nella sua amata Toscana. Dal 2019, seguendo il cuore e l'amore si trasferisce nella splendida campagna laziale, in mezzo alla natura preziosa dalla quale nasce l'ispirazione dei suoi libri.
Ama cinema e teatro ed è appassionato di libri e arte.
Portano la sua firma due romanzi di successo, ''La sopravvivenza inutile'' e ''La primavera delle consapevolezze''. 
Ha scritto in oltre un testo tecnico-pedagogico intitolato ''Maria Montessori - La vita e il Metodo".
''Nei giorni della vendemmia'' è il suo ultimo romanzo, uscito a settembre 2020.
Entrato di diritto nel panorama letterario italiano, è considerato dalla critica nazionale come una delle più interessanti penne del nuovo millennio, riscuotendo anche buoni risultati di vendita.

TRAMA

I rami della vita si intrecciano, così come la storia di una famiglia.
A volte si sceglie di omettere la verità per convincersi che la realtà non esiste, che esista una vita parallela dove tutto assume un altro significato, un altro stato.
Angela è giunta al termine della sua storia d'amore e per non annegare nel dolore vorrebbe evitare gli addii; Abramo si barrica dietro allo scudo di una libertà soffocata; Ambra, per paura del giudizio della gente nasconde la notizia più bella; Sara non ha mai amato la sua azienda vinicola e reprime i suoi desideri; Nadia nasconde il senso delle cose per paura di dover ribaltare la sua vita; Mauro insabbia le sue paure e l'anziana zia Irina, forte dell'esperienza dei suoi anni cercherà, come un fare, di illuminare il buio di tutti quei cuori in tempesta.
Un inno all'imperfezione che ci sprona ad amarci per quello che siamo.
Un romanzo che affronta il tema della famiglia, non come nido perfetto ma come processo dinamico, dove i protagonisti si ri-incontrano tra i profumi e la magia dei vigneti dell'entroterra senese.

IMPRESSIONI

Ho avuto la possibilità di conoscere Franco Serpi, per il momento solo virtualmente,  grazie ad una cara amica in comune. Rosanna mi chiamò per chiedermi se fossi stata disponibile a recensire il nuovo romanzo di un suo collega, scrittore per passione.
Inutile dire che la mia curiosità e la fame di nuove avventure mi spinse ad accettare, così mi mise in contatto con Serpi e, grazie alla sua gentilezza, ricevetti una copia cartacea del suo nuovissimo romanzo: Nei giorni della vendemmia.

<< C'è sempre un luogo che ci accoglie quando tutto sembra rifiutarci, un posto dove possiamo riconoscerci, dove i suoni lontani si possono ancora percepire familiari e nulla appare vuoto. >>

Accattivante già dalla copertina che rappresenta un boschetto dai colori caldi, rimasi subito colpita anche dalla trama. Il libro perfetto per un'anima sognatrice, alla ricerca di luoghi magici e buoni sentimenti.
Il romanzo è ambientato nella campagna senese, nel mezzo dei rinomati vigneti di un'azienda vinicola a conduzione familiare da diverse generazioni. I personaggi principali sono i tre figli: Angela, Abramo e Ambra, Sara la madre e zia Irina, sorella del defunto padre.
Ogni volta che Angela perdeva la retta via, l'unico modo per ritrovare la strada giusta era mettersi in auto e tornare alle origini, nella casa dove era nata e cresciuta per poter parlare con la madre. I genitori avevano ereditato dal nonno paterno l'azienda vinicola fruttuosamente attiva già da tre secoli di generazioni. Per Angela la casa immersa tra quei vigneti era l'angolo di Paradiso nel quale rifugiarsi quando voleva scappare dalla realtà che puntualmente le presentava il conto, come un creditore alle calcagna del moroso. 
Il padre era appena morto, ma l'Azienda continuava a produrre, seguita dalla madre rimasta sola a tirare le redini di un impero divenuto troppo grande da gestire.
Per Angela e i suoi fratelli la vendemmia era un giorno di festa, un Natale anticipato che regalava ai bambini la gioia di una giornata all'aria aperta a mangiare uva e poi a pestarla coi pieni nei tini traboccanti di grappoli d'oro e viola.

foto personale scattata nella splendida location di un vigneto dell'Azienda Agricola Giacomelli di Castelnuovo Magra (Sp)


Mentre leggevo mi sembrava di sentire l'odore dolciastro degli acini pestati e il ronzare delle api sui tini, talmente  è intensa e sentita la descrizione. Non ho mai amato la vendemmia, per me è sempre stata una forzatura, alzarsi all'alba, le mani appiccicose, le vespe e le api che circumnavigavano il viso non erano cosa per me che ho sempre preferito scattare foto ai vendemmiatori anziché staccare grappoli, ma le scene così realistiche e poetiche mi hanno fatto venire voglia di tornare ragazzina e spiluccare i dolci chicchi tra i filari del vigneto del nonno. Una descrizione poetica che incanta e rapisce aprendo un vortice temporale che ci riporta all'infanzia spensierata tra i campi.

Vendemmia -  foto personale -

Finché erano bambini era bello ritrovarsi tutti riuniti per partecipare a quel rito che era diventato sacro. Ma adesso tutto era cambiato.

Inseguendo il sogno di un amore che esisteva solo nei suoi adorati romanzi, Angela si era sposata con Mauro. Un matrimonio nel quale aveva creduto, investendo se stessa sino ad annullarsi, che era però durato il tempo di una candela accesa.
Fare i conti con la realtà era così difficile e lei non voleva ammettere a se stessa il proprio fallimento, quindi meglio scappare  in silenzio, senza sentirsi in dovere di dare troppe spiegazioni a nessuno, soprattutto a Mauro.

<< Angela si perdeva nei colori della natura, ogni albero le raccontava di sé, in ogni foglia poteva leggere qualche traccia del suo mondo interiore. >>

L'anima fragile di Angela si palesa da subito, rivelando una donna vissuta all'ombra di una facciata fatta di eleganza e lusso che non le appartengono, ma una volta dentro alle pareti del suo lussuoso appartamento la facciata crolla come un castello di sabbia bagnato dalle onde. Con Mauro c'erano problemi, silenzi insormontabili dei quali nessuno dei due voleva prendere coscienza. Una mattina Angela, arrivata al culmine del malessere generato da quella vita ormai diventata prigione, decide di lasciare Mauro e tornare per un po' a casa. Il tempo della vendemmia era vicino e avrebbe potuto approfittarne per non pensare troppo e svagarsi. O per riflettere su quello che da tempo aveva cercato di nascondere a se stessa.

Il bello dei romanzi è che ti permettono di viaggiare in luoghi speciali pur restando accoccolati in poltrona. Pur vivendo in campagna, ad un km dal mare che adoro, ho provato una sana invidia per Angela, immersa nei colori e profumi delle dolci colline senesi. Mai come in questo periodo ho sentito il bisogno di vivere l'autunno tra i campi purpurei e gialli e grazie alle splendide descrizioni dell'autore, anch'io ho potuto vivere di nuovo il rosso, l'ocra e il giallo dei vigneti.

<< Sarebbe riuscita a trovare la strada da sola o nel percorso sarebbe stata importunata dalla violenza del lupo? >>

Chi invece non ha mai amato la vita in campagna e la vendemmia è Ambra, la sorella più piccola, viziata dal padre, residente a Parma dove era diventata una studentessa fuoricorso. Amante della vita mondana, delle  auto di lusso e sempre insoddisfatta da cambiare un uomo dopo l'altro. Fin quando non conosce Glauco,  un uomo sposato che avrebbe potuto essere suo padre ma del quale si innamora al punto di restare incinta. Consapevole ma non d'accordo col fatto che Glauco non avrebbe mai lasciato la moglie per lei e soprattutto non avrebbe voluto figli da lei dal momento che era nonno e la loro era solo una storia di sesso, Ambra, dopo aver accettato la gravidanza scelse di tenere il bambino e di non dire nulla a Glauco. Lo avrebbe, pur amandolo, tagliato fuori dalla sua vita e avrebbe cresciuto il bambino da sola. Promettendo di raccontare tutto alla famiglia che l'avrebbe sicuramente aiutata, decise di partire per Siena. L'occasione della vendemmia avrebbe attutito lo shock iniziale ed eventuali rimproveri.

Mi è piaciuto il personaggio di Ambra, una ragazza all'apparenza frivola, modaiola e mantenuta da papà che nulla le poteva negare, ma dall'anima fragile e in cerca di continua approvazione. Una persona disposta a sacrificare la sua vita e una storia che forse voleva più per capriccio che per amore, per una piccola vita che cresceva dentro di lei. Ho apprezzato molto anche la sensibilità con la quale l'autore ha affrontato il delicato tema di una gravidanza inaspettata ed extraconiugale. Ha saputo descrivere la realtà di molte donne con naturalezza e tanto amore pur usando un linguaggio veritiero e diretto.

<< Abramo era un bellissimo uomo, alto, magro al punto giusto, rotondo nella muscolatura come suo padre. I suoi lineamenti paterni, ricordavano i tratti di un dio persiano incastrato in un film di Hollywood di vecchia data. >>

Abramo è il fratello di mezzo, quello ''arrivato'', un buon lavoro, una moglie che lo amav e due figli che stravedevano per lui e per la famiglia paterna. Ma Abramo era anche una persona confusa, fragile, costretto a nascondersi dietro alla facciata della famigliola felice. E a lungo andare quella vita cominciava a pesargli. Gli mancava solo il coraggio di spiccare il volo verso la felicità per essere finalmente libero da quella gabbia dorata in cui si trovava suo malgrado imprigionato ormai da troppi anni. Raccontare tutto alla famiglia avrebbe creato uno scandalo? Ma la famiglia lo amava ed aspettava solo che Abramo si liberasse dei suoi fantasmi. Erano tutti pronti, già da molto tempo prima di lui.
Il personaggio di Abramo è stato modellato su una realtà ancora scabrosa per molte famiglie che non vogliono ammettere l'evidenza di un malessere celato dietro a finti sorrisi e convivenze forzate, vuoi per i tabù sociali ancora troppo discriminanti, vuoi per la paura di accettarsi per chi si è veramente. Come per Ambra, il delicato tema affrontato dall'autore è stato raccontato con la schiettezza che contraddistingue tutto il romanzo. 

<< Quella donna vuole farci morire tutti di paura!! Se la ritroviamo viva gliene dirò così tante che la farò morire io! >>

Il personaggio che ho preferito in assoluto è la novantenne zia Irina, sorella del padre, ancora autosufficiente e grintosa nonostante la salute molto precaria.
Zia Irina, un po' come Ambra, era la ribelle di famiglia, quella che si era distaccata per prima dalle tradizioni agresti, preferendo lottare per un futuro libero e indipendente, perorando la causa del Partito Comunista ancora adolescente, ben protetta dalle disponibilità finanziarie del padre, fiorente produttore di vini.  Il suo carattere forte e caparbio, sanguigno, tipico dei toscani, sarà quello che contribuirà a riunire la famiglia e a far prendere una posizione ai nipoti. La sera della grande cena di vendemmia, con la famiglia riunita, zia Irina scomparve, gettando scompiglio tra i nipoti e la cognata. L'unica a conoscere le reali condizioni di salute della donna era la sua ''collaboratrice'' filippina Sami, ingegnere donna dal carattere forte ma profondamente rispettosa, costretta a migrare in Italia dopo l'alluvione nelle Filippine. Sami si vide costretta a rivelare il ''segreto'' della zia e la famiglia corse tra i vigneti ormai bui a cercarla e rimproverarla della sua incoscienza. Non trovandola rientrarono in casa: Irina era comodamente seduta ad aspettarli, pronta ad alimentare un focoso battibecco con la cognata Sara.

<< Aveva sempre odiato quel lavoro che l'aveva obbligata a non esercitare più la professione per cui aveva studiato.
Un medico regalato al vino, si definiva. >

Sara è sempre stata una donna dal carattere duro e aspro, ma pronta a sciogliersi per figli e nipoti.
Costretta a rinunciare alla sua professione di medico per aiutare il marito a mandare avanti l'azienda si ritrovò, dopo la sua morte, sola a gestire quell'impero del quale non le era mai importato nulla. Era stanca, unico suo desiderio era quello di giocare a burraco tutta la notte, senza pensieri. D'altronde nemmeno ai figli era mai importato nulla dell'azienda. Avevano raggiunto una buona stabilità economica, non aveva più senso dedicare i suoi anni restanti ad un lavoro che in cambio le succhiava sempre più energia. 
Il rimpianto di una professione che aveva sempre amato, quella di medico, ma che per amore aveva prontamente sacrificato era da sempre causa di accese discussioni con la cognata Irina e difficilmente riusciva ad avere l'ultima parola. Ma Sara era stanca e la decisione di cedere l'azienda dopo aver saldato contratto di vendita con gli orientali golosi del loro dolce vino,   si fece sempre più forte.
La vendemmia presentava quindi l'occasione giusta per comunicare ai figli la decisione presa per il suo bene e per il bene di tutti, a scapito di quello che avrebbe pensato la scorbutica Irina.
Tutti riponevano nella vendemmia l'occasione per riscattarsi, per aprirsi e mettere in tavola tutte le carte, il destino avrebbe poi pensato al resto.
Ma la vendemmia non aveva fatto i conti con la zia che anche questa volta avrebbe avuto l'ultima parola per dimostrare le sue ragioni e mescolare un po' tutte le carte spronando Sara e i nipoti a liberarsi delle loro limitazioni e spiccare finalmente il volo verso la serenità ...
Nel romanzo si incontrano anche altri personaggi, come Mauro, ex marito di Angela, Laura, compagna di Mauro, Fernanda, amica di Angela che nasconde un segreto che la porterà a fare delle scelte di vita drastiche e Rafel, socio e amico di Abramo, costretto a vivere nell'ombra e nell'incertezza. 
Ognuno di loro ha un vissuto forte, che li ha resi fragili e insicuri, ma grazie alla magica atmosfera della convivialità della vendemmia, si evolveranno, trovando la sicurezza per andare incontro alla tranquillità ritrovata nell'inizio di una nuova vita. 

Durante la lettura mi sono ritrovata nei panni di un nuovo membro della famiglia, intenta ad ascoltare ed elaborare i problemi e il vissuto di ogni familiare, sentendomi ancora e  di nuovo  bambina, quando durante il pranzo della vendemmia, con amici e parenti, si discuteva sulla rendita che avrebbe dato l'uva e sui rinnovamenti da fare al vigneto il prossimo anno. Ognuno diceva la sua, ognuno proponeva, spiegava e ascoltava, ma l'ultima parola era sempre quella nonno e io sempre più convinta che mangiare uva e scattare foto era la scelta migliore, quella meno faticosa e per niente appiccicosa. 
Quanta nostalgia di quella vita, in cui tutto sembrava fuori dal tempo, più genuino e quanto è stato bello ritrovare l'atmosfera allegra e la leggera di quel periodo. 
Con dispiacere ho terminato la lettura. Mi sono congedata dalla famiglia con lentezza, quella che pervade ogni lettore quando non vuole arrivare ai ringraziamenti finali, ma nel cuore ho la speranza di ritrovare tutti i personaggi, un giorno, magari in una bella fiction o in un sequel.
I motivi per i quali vi consiglio la lettura di questa accogliente storia sono diversi e ve li elenco con piacere:

1. Franco Serpi è uno scrittore con un animo spiccatamente sensibile che merita la possibilità della vostra attenzione. Il suo stile scorrevole, diretto e mai volgare, vi coinvolgerà   fino alla fine senza mai annoiarvi, facendovi vivere emozioni uniche e spesso sopite dal passare del tempo.

2. La storia, come ci racconta Serpi è un romanzo delle seconde possibilità, un modo per rinascere dalle ceneri dei propri errori come una fenice. Proprio grazie alla riunione della famiglia per la vendemmia, vengono alla luce segreti e bugie, le cose non dette e drammi profondi che probabilmente si sarebbero confessati solo ad uno sconosciuto, scatenando una serie di azioni e conseguenze che portano ad accettare cambiamenti anche drastici , spazzando via la patina stereotipata di ''famiglia del Mulino Bianco''. La perfezione non esiste, dietro alla facciata dorata di famiglia perfetta si sbaglia, si creano conflitti, ci si allontana per poi ritrovarsi, elaborando i propri errori e ricominciando da capo, seguendo la pancia e il cuore anche se la strada sarà tutta in salita. 

3. Lo scenario descritto con cura e amore ci farà viaggiare nella meravigliosa campagna Toscana tanto cara all'autore, dall'atmosfera a cavallo tra le tradizioni contadine del secolo scorso e i giorni d'oggi.

4. È un romanzo che si legge d'un fiato, che tiene incollati fino alla fine e ci da la speranza di ricominciare per trovare il nostro riscatto.

5. È un romanzo adatto a tutti, trattando vari argomenti delicati e di attualità.

Ultimo motivo per convincerci è che potrebbe essere uno splendido regalo di Natale per i vostri amici sognatori e romantici.

Spero di avervi incuriosito al punto di farvi intraprendere subito questo viaggio nella natura e nell'anima perché, alla fine, vi sentirete pronti a cercare il vostro riscatto dell'anima. 
Augurandovi buona lettura vi do appuntamento alla prossima uscita, qui sul blog, di un'interessante intervista a Franco Serpi.
A presto,

Ringrazio di cuore Franco per avermi regalato questa meravigliosa emozione, e gli faccio tanti auguri per il traguardo delle 2000 copie vendute.
Ringrazio anche la disponibilità di Roberto Petacchi per avermi ''prestato'' la suggestiva location per fotografare ''Nei giorni della vendemmia'' tra gli splendidi vigneti della sua Azienda Agricola Giacomelli.
Ringrazio infine Rosanna Acquaro, per gli amici Pam, per avermi fatto conoscere Franco Serpi e per averlo intervistato. Da oggi Rosanna, impegni lavorativi e familiari permettendo, collaborerà con La Valigia.

Tania C.

foto personale scattata nella splendida location di un vigneto dell'Azienda Agricola Giacomelli di Castelnuovo Magra (Sp)

martedì 20 ottobre 2020

Recensione NELLE PROFONDITÀ DEL LAGO di S.K. Tremayne Ed. Garzanti

NELLE PROFONDITÀ DEL LAGO




S.K. Tremayne

Ed. Garzanti

Uscita 15 ottobre 2020

Pag.336

Collana Narrativa straniera

Serie Novità in Libreria

Traduzione Claudia Marseguerra

€ 17,90 Cartonato

Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTORE

S.K. Tremayne . foto dal sito https://sktremayne.com/about/

S.k. Tremayne nasce nel Devon ma vive insieme alle due figlie a Londra. 

Scrive per giornali e riviste internazionali.

Tra le sue opere il thriller pubblicato da Garzanti nel 2015 La gemella silenziosa, suo romanzo d'esordio che ha ricevuto i favori del pubblico e della critica. Sull'onda del successo dell' sfavillante esordio, nel 2016 sempre per Garzanti pubblica Il bambino bugiardo, thriller psicologico che ne consacra il successo.

Il 15 ottobre 2020, per Garzanti, esce la sua nuova fatica, Nelle profondità del lago, un thriller psicologico che lascia col fiato sospeso sino alla fine. 

TRAMA


Kath, si risveglia in ospedale in una glaciale giornata d’inverno. È miracolosamente scampata ad un orribile incidente del quale non ricorda nulla. Lei vuole solo tornare a casa dal marito Adam e dalla figlia Lyla, le persone che più ama al mondo. Una volta tornata nella sua casa immersa nel silenzio della brughiera del Dartmoor, nulla è più come prima dell’incidente. La tranquillità del passato è scomparsa. Adam è distaccato e sfuggente, chiunque la conosca continua a ripeterle che il suo non è stato un incidente ma un tentato suicidio.
Per Kath è impossibile crederci: non avrebbe mai potuto abbandonare la figlia, così dipendente dal suo affetto e dalle sue cure. Ma anche Lyla sembra essere cambiata, è diventata indecifrabile e continua a chiederle “perché lo hai fatto mamma, non mi vuoi più bene?”, continuando a ripetere di vedere la sagoma di uomo nella brughiera che le sta osservando ed è identico ad Adam.
Kat inizia così a dubitare di tutto e tutti, anche di sé stessa, in balia di una memoria che continua a confondere i suoi ricordi e a tradirla. Ma la donna sa bene che non deve lasciarsi sopraffare dalla paura e deve combattere per trovare la verità su quello che é realmente accaduto la notte del suo incidente.
È l’unico modo per uscire dall’incubo che ha risucchiato la sua vita senza che lei ne fosse consapevole.
S.K. Treyman grazie a La gemella silenziosa e Il bambino bugiardo è diventato un fenomeno internazionale. I suoi romanzi, grazie ad un portentoso passaparola hanno scalato le classifiche più importanti e sono stati tradotti con alta percentuale di gradimento in tutto il mondo.
Col suo nuovo romanzo, inquietante e suggestivo, attraverso mezze verità e sorprendenti colpi di scena, l’autore fa crollare qualsiasi certezza convincendoci che, certe volte, è meglio non fidarsi di nessuno.
Nemmeno di noi stessi.

 



 

IMPRESSIONI

Qualche giorno fa, grazie a Linda di Garzanti, che ringrazio per la copia inviatami, ho avuto l'opportunità di leggere l'ultimo romanzo, di quello che è diventato uno dei miei autori stranieri preferiti: S.K. Tremayne. 

Dopo essersi confermato nel firmamento dei maggiori autori internazionali con La gemella silenziosa e Il bambino bugiardo, il 15 ottobre 2020 esce Nelle profondità del lago, un thriller psicologico con interessanti velature horror. 

L'ho letto in una notte, rapita dall'atmosfera suggestiva che traspira da ogni pagina, complice un tempo freddo e incerto e la luce tremolante del mio e-reader. Incollata alle pagine quasi fino all'alba, trattenendo il respiro capitolo dopo capitolo, ad alta tensione.

Mai avrei pensato mi potesse coinvolgere così tanto da sentire il vento della brughiera  sulla pelle e il crepitio dei fuochi programmati del Dartmor a riscaldarmi dopo qualche colpo di scena.

Mai avrei pensato che un romanzo del genere potesse trattare un argomento come l'autismo in maniera tanto profonda e delicata. 

Veramente curato e approfondito sotto ogni aspetto, questo nuova opera di Tremayne,  mi ha piacevolmente sorpresa.

Il romanzo è suddiviso in capitoli, alternati dalla narrazione in prima persona dalla voce di Kath e dell'autore, legati dall'avvicendarsi dei ricordi frastagliati riemersi dalla memoria della donna, all'isolamento sempre più serrato di Lyla e alle bugie del fratello Dan e di Adam.

Un linguaggio semplice e scorrevole, dialoghi brevi e intensi, intervallati da accurate e suggestive descrizioni paesaggistiche e da piccoli brividi lungo la schiena, fanno si che le 336 pagine scorrano via veloci arrivando  con nostalgia ai ringraziamenti finali.

<<Sono sopravvissuta a un incidente potenzialmente mortale e sono decisa a elencare le mie benedizioni, come fossi una bimba che conta sulle dita.>>

Kath è una giovane madre e moglie, reduce da un brutto incidente che l'ha fatta finire con l'auto nel lago Burrator  dal quale ne è uscita salva ma con un lieve trauma cranico che le ha comportato un'amnesia temporanea. 

All'apparenza felice, Kath vive in affitto in un cottage isolato nel mezzo della splendida brughiera del Dartmor.

La scelta di vivere isolati in mezzo alla natura è in parte dovuta al fatto che la madre di Kath,  morta di cancro, nella follia degli ultimi giorni di vita lasciò la casa e tutti i suoi averi più importanti a Dan, il figlio prediletto e a Kath solo inquietanti statuette e bamboline rituali provenienti dai suoi viaggi in paesi mistici. 

Adam, il marito ha speso tutto ciò che aveva per pagarsi le cure di una lunga malattia ma, essendo un ranger, come tale, deve vivere in brughiera, così la famiglia ha dovuto ripiegare su quel piccolo e accogliente cottage in mezzo ai boschi, l'unico alla loro portata finanziaria. Ma c'è un motivo ben più importante che ha costretto la famiglia ad isolarsi in mezzo ai lunghi inverni di gelo e nebbia: Lyla.

<< Non vuoi che passi il tempo a mettere in fila gli uccelli morti? Mi stai dicendo che non è un comportamento appropriato?>>

La loro amata figlia di nove anni, bellissima con quegli occhi azzurri e i folti capelli scuri del padre e dalla delicata pelle diafana, è una bambina che soffre di un autismo ancora non diagnosticato per scelta dei genitori, soprattutto di Adam, ma identificato come Asperger. 

È una bambina speciale, che ama la natura tanto da viverla sulla pelle, ama le leggende che ruotano attorno alla brughiera e ama anche la solitudine nella quale i coetanei l'hanno confinata, additandola come la bambina  ''strana che fa versi strani come le scimmie''. 

I suoi migliori amici sono i suoi cani, i suoi angeli custodi che la seguono in ogni sua escursione nella brughiera e vegliano il suo sonno.

Lyla è anche molto sensibile e, ogni emozione forte, la manifesta con una gestualità delle mani molto marcata, simile al battito d'ali di un uccello, un movimento definito ''stimming''. 

L'anomala manifestazione delle sue emozioni non fa altro che isolarla e chiuderla sempre più in se stessa,, nel suo mondo fatto di lunghe passeggiate nella brughiera alla ricerca di insetti rari o fiori particolari.

Dopo l'incidente di Kath, la piccola Lyla sembra essere peggiorata, ancor più chiusa in se stessa, passando intere giornate a disegnare strani simboli satanistici con uccelli morti a causa del gelo della brughiera. 

Dove avrà visto e quei simboli così inquietanti? E perché continua a cantare la canzoncina su una morte prossima, associata al suicidio di Kitty Jay, la giovane suicidatasi molti anni prima, dopo aver scoperto una gravidanza inattesa. 

Sul principio Adam e Kath sembrano non preoccuparsi più di tanto, ma quando la bambina comincia a chiedere alla madre il perché quella notte si è gettata nel lago, la madre comincia a preoccuparsi. 

Il suo è stato un incidente, lei non si è gettata nel lago. Perché sua figlia ha questa idea in testa? Perché crede che lei, sua madre, non la ami più e soprattutto perché ha cominciato ad avere un atteggiamento ostile verso il padre che la ama più della sua stessa vita?

Kath, su insistenza del marito che le chiede di farsi aiutare per conoscere finalmente cosa veramente accadde la notte maledetta, viene a sapere dalla cognata Tessa,  psicologa, che la notte dell'incidente, in realtà lei ha tentato di uccidersi gettandosi con l'auto nel lago. 

Nessuno riusciva ancora a spiegarsi il perché e questo aveva infierito non poco sull'emotività fragile di Lyla.

Da quel momento per Kath inizia un calvario ancora più doloroso dell'incidente. Lei non è pazza come vogliono farle credere. È vero, sua madre era una donna molto eccentrica, amante della stregoneria e delle antiche leggende sulla brughiera, faceva uso di stupefacenti e alcol,  amava sedurre gli uomini,  ma lei non è sua madre e mai si sarebbe suicidata, a meno che non fosse stata costretta da qualcosa o qualcuno. E non avrebbe, per nessuna ragione dipendente dalla sua volontà, lasciato sola Lyla. 

Anche Adam, nel frattempo,  iniziò a tenere  un atteggiamento strano, schivo, ambiguo e Lyla, pur amando il padre, accortasi del cambiamento, sembrava essergli ostile, quasi covasse del rancore.

Sempre più spesso raccontava di vedere un uomo identico al padre, anzi era proprio lui, che osservava lei e la madre, nascosto nella nebbia della brughiera o nel buio, dietro le finestre di casa. Succedeva sempre quando Adam diceva di essere al suo lavoro, tra i tor e i menhir del Dartmor. 

Brughiera del Dartmor e in lontananza il Tor. Foto dal web

L'accurata e dettagliata descrizione dei luoghi e dell'atmosfera sono talmente realistici che, mentre stavo leggendo, mi sembrava di sentire l'umidità della nebbia entrarmi nelle ossa mente calava la cappa scura della notte. Tremayne ha ricreato un'atmosfera perfetta, talmente palpabile al punto di farmi sentire i brividi scaturiti dalla tensione ad ogni capitolo. 

È stato facile immedesimarsi nel dolore e nelle paure di Kath, nella sofferenza di Lyla, quasi una forza magnetica mi avesse risucchiata lungo ad ''Hobajob'', la foresta dei pony selvatici dove Lyla amava trascorrere le sue giornate.

Pony Dartmor - foto dal web -

Con l'aggravarsi dei sintomi dell'Asperger, che spinge la figlia ad isolarsi nel suo mutismo e ad odiare il padre e con le accuse da parte del marito sul suo tentato suicidio, Kath è sempre più decisa a far luce su quanto avvenne quella notte.


Lago Burrator

Kath inizia così a far luce nel buio della sua amnesia grazie all'aiuto di Tessa, la quale, con delle tecniche psicologiche mirate, riuscirà a far aprire qualche piccola fessura tra i suoi ricordi confusi.

<< Una brezza gelida increspa le acque di Burrator, sollevando le pieghe nere che vanno ad infrangersi contro i mattoni. Poi si attenua e la calma immobile ritorna. Come se il mondo stesse aspettando che io sistemi le cose.>>

Ma per Kath ricordare significa anche fare nuove scoperte che potrebbero compromettere la vita di altre persone. Come quella di suo fratello Dan, il primo ad essere accorso da lei dopo l'incidente. 

C'è però qualcosa che non torna. 

Lei quella notte stava scappando da Dan ed aveva paura. 

Lui sta mentendo a tutti, ne è sicura, ma non riesce a ricordare perché.

E anche Adam mente quando dice di non essere lui a spiarle. A rischio di distruggere il matrimonio Kath vuole la verità,  perché Lyla lo ha visto nascosto tra la nebbia davanti a casa, lo ha visto il giorno che erano andate a Hobajob ed avevano fatto quella macabra scoperta e lo ha visto anche la notte in cui lei aveva tentato il suicidio. 

Erano insieme macchina e le stava urlando contro. Suo padre stava facendo qualcosa di brutto a sua madre, qualcosa che poi l'ha spinta a buttarsi nelle acque gelide del Burrator per lasciarla per sempre orfana. E una notte, dopo essere scomparsa misteriosamente per poi essere ritrovata nella brughiera, vicino ai menir addormentata e protetta dai pony selvatici, Lyla lo caccia.



Menir nella brughiera di Dartmor - foto Wikipedia -

Non lo voleva più con loro in casa, doveva andarsene, perché lei  aveva paura di suo padre pur amandolo ancora tanto. 

Per Adam non resta che allontanarsi, pur continuando a vegliare da lontano sulla sua famiglia diventata così ostile. Ama ancora Kath, ma la odia anche per quello che ha fatto col suo tentato suicidio, allontanando da lui la sua adorata figlia. 

Sa anche che probabilmente Kath non è pazza, ma ultimamente  si comporta in modo strano, affermando di aver visto la madre morta da tempo, le cui ceneri sono state sparse sulla tomba di Kitty Jay, alla fermata dell'autobus e di averne sentito la voce in chiesa, davanti alla vetrata dell' "Uomo verde". 

Ma sa anche che lui stesso ha un segreto terribile che non può confessare.

Cosa sta succedendo a Kath, sono veramente le conseguenze del trauma cranico che ha avuto la notte dell'incidente a farle vedere e sentire il fantasma della madre o sta impazzendo? 

Era veramente Adam l'uomo che Lyla ha visto spiarle dalla brughiera e che quella maledetta notte era in auto con lei?  L'ha veramente violentata prima di spingerla a suicidarsi? Perché aveva paura di Dan tanto da scappare via e perché il fratello ha mentito? Che tipo di relazione c'era tra la suicida Kitty Jane e sua madre?

Troppe domande alle quali dare una risposta ragionevole e Kath non si fida più, la sua memoria fa ancora troppa acqua, non può fidarsi nemmeno  di Tessa che sta lottando per il suo matrimonio in crisi a causa delle bugie di Dan.

Solo Lyla sempre rinchiusa nel suo mondo, sembra essere sicura di ciò che ha visto e Kath sa che la figlia non mente. Se vuole scoprire la verità deve fidarsi di Lyla... 

Come ogni thriller che si rispetta, cari lettori, lascio a voi scoprire cosa succederà a Kath e alla sua famiglia. Vi assicuro che sarà un viaggio carico di adrenalina e ricco di colpi di scena che nessuno potrebbe mai immaginare.

Il mio consiglio è di correre in libreria o scaricare dall'apposito store una copia di Nelle profondità del lago e immergervi insieme a Kath e Lyla nella fitta nebbia della brughiera per sciogliere il mistero che aleggia sul lago Burrator.

Se amate il brivido e le atmosfere suggestive, è il romanzo che fa per voi, soprattutto adesso che sta arrivando Halloween.

Sperando di avervi incuriosito, vi lascio in compagnia di Kath e Lyla.

Buona lettura,

Tania C.










 

martedì 16 aprile 2019

Recensione di UN'OMBRA NELL'ACQUA di Catherine Steadman






UN'OMBRA NELL'ACQUA

Catherine Steadman
Ed. Longanesi marzo 2019
Collana La Gaia Scienza
Genere Thriller - narrativa straniera
Traduzione L. Bernardi
Pag. 416
Copertina rigida con sovra copertina
€ 18,60
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTRICE



Foto dal web

Catherine Steadman, inglese, classe 1987, con "Un'ombra nell'acqua", debutta come scrittrice. Al suo primo romanzo ha saputo conquistare i favori del pubblico di tutto il mondo. 
Gia nota nel mondo dello spettacolo come attrice di numerosi film e fiction e per aver preso parte a famose serie tv come "Downtoun Abbey", dove presta il volto a  Mabel o I Tudors dove interpreta Joan Bulmer.


TRAMA

Norfolk, secondo decennio del 2000. Mentre Erin sta scavando da tre quarti d'ora, le vengono a mancare le forze a casua della terra che sembra non aver mai fine talmente è pesante e compatta. Anche la determinazione la sta lentamente lasciando, ma non c'è altra scelta, deve continuare a scavare nonostante il dolore, l'incredulità e la paura che la pervadono. Sarebbe utile avere una persona fidata e amata al suo fianco che l'aiutasse a scavare, ma non è possibile in quanto la persona di cui è innamorata è la destinataria della fossa che sta scavando. Sono passate poche settimane da quando Erin e Mark rappresentavano la coppia perfetta sotto ogni aspetto. Erin, giovane documentarista in carriera, alle soglie di una svolta professionale; Mark, affascinante trader londinese, con un brillante futuro all'orizzonte. La data del matrimonio è imminente e la coppia sembra avere il mondo in mano. Ma l'idillio sta per frantumarsi: Mark perde il lavoro con notevoli ripercussioni sulla loro vita di coppia apparentemente perfetta. Nonostante le difficoltà, il loro amore li spinge a far funzionare il rapporto coronandolo con un bel matrimonio ed una prestigiosa luna di miele a Bora Bora, convinti che tutto si aggiusterà. Finalmente sull'isola, i neo sposi, decidono di passare una giornata immergendosi nelle acque cristalline dell'atollo. Erin è terrorizzata, ma grazie all'aiuto di Mark decide di seguirlo. La giornata scorre meravigliosamente, fino a quando non trovano qualcosa nell'acqua. Un qualcosa che sconvolgerà per sempre le loro vite, avvolgendoli in un'ombra cupa. Erin e Mark vogliono tenere segreta la loro scoperta: nessuno oltre loro sa o ha visto nulla, non dovrebbero avere nulla di che preoccuparsi. Ma una sconvolgente reazione a catena sta per travolgerli, mettendo in pericolo tutto ciò a cui tengono, anche la fiducia che hanno sempre avuto l'uno dell'altra...

IMPRESSIONI

Innanzitutto ringrazio la Casa Editrice Longanesi e Benedetta per avermi gentilmente inviato l'Ebook di Un'ombra nell'acqua; avendo letto la trama ne sono rimasta talmente affascinata da richiederne una copia per poterla recensire. Non conoscevo l'autrice/attrice e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, sto iniziando ad apprezzare il thriller e la freschezza dello stile narrativo, la trama avvincente, ricca di dettagli (anche tecnici) molto accurati, mi hanno spinto a leggere il romanzo tutto d'un fiato nonostante le 418 pagine.

"Novanta centimetri è la profondità minima raccomandata dall' IRIC (Istituto per la Regolamentazione dell'Interramento e della Cremazione). Lo so perchè l'ho cercato su Google. Subito prima di cominciare a scavare. Che non si dica, quindi, che mi manca l'iniziativa. O l'impegno. Con le suole che scivolano sulle foglie fradice e sul fango appiccicoso come malta, mi sono accovacciata accanto al cadavere e ho cercato su Google come seppellirlo."

La storia di Erin e Mark comincia dalla fine, narrata in prima persona dalla voce di Erin. 
Mark è morto ed Erin sta scavando, ad olio di gomito, una buca ben profonda e che non dia nell'occhio, in un boschetto del Norfolk. 
Erin e Mark sono giovani, affascinanti e con una promettente carriera alle spalle. Documentarista lei, prossima a sfondare con  documentari scoop sul rilascio di tre carcerati, un presunto killer della malavita locale, una donna condannata per eutanasia verso la madre terminale di cancro, la quale aveva fatto testamento biologico (non in vigore nel Regno Unito) e una giovane teppistella londinese, dalla quale "bisogna aspettarsi grandi cose". Tutti prossimi al rilascio e tutti pronti a ricominciare una nuova vita , raccontandola alle telecamere di Erin.
Ragazza dolce e quasi remissiva, per amore di Mark all'inizio,  si vedrà poi  trasformata in una intraprendente, avventurosa e determinata donna capace di affrontare il pericolo a sangue freddo. 
Mark è un operatore finanziario che sta sfondando appunto nella finanza londinese. E' un uomo calcolatore,  pianificatore, forse più debole rispetto ad Erin.
Sono prossimi alle nozze, hanno una bella casa, pagata accendendo un mutuo, un viaggio di nozze di un mese a Bora Bora ad attenderli e un figlio in progetto.

"Smettila di rimuginare, Erin, basta. Pensa a divertirti. Non c'è niente di male nel godersi un po' la vita."

Ma il destino sembra accanirsi contro Mark. A pochi giorni dal matrimonio si troverà senza lavoro e con delle spese da affrontare. L'amore e l'ottimismo di Erin però lo aiuteranno a non mollare, a guardare al futuro ed a cercare un nuovo lavoro. Ce la possono fare. 
Mark decide di ridurre il mese di luna di miele a tre settimane e la coppia di neo sposi parte alla volta di una vacanza da sogno dopo un viaggio di ventiquattro ore.
L'atollo, con le sue acque cristalline e le candide distese di sabbie coralline a coronamento del loro amore. Erin si lascia coinvolgere fiduciosa, guidata dall'uomo che ama, in una emozionante giornata di immersioni al largo del loro resort.
La giornata si prospetta limpida e calda dopo la striscia di un tifone del giorno prima. La donna è pronta a vincere le sue paure riguardo alle immersioni, ha voglia di vedere i magnifici fondali della barriera corallina e di incontrare le tartarughe. A bordo di una barca, pilotata da Mark, si stanno dirigendo verso una delle zone migliori per le immersioni per esplorare un relitto a nord-ovest dell'atollo. 
L'immersione si rivela interessante e ricca di avvistamenti di squali e altra fauna esotica. Pranzano su un'isolotto poco distante addormentandosi al sole senza accorgersi del passare del tempo. 

"All'orizzonte non c'è nulla, solo miglia e miglia di oceano aperto. Poi noto anch'io quello che sta guardando lui. Tutto attorno a noi, sull'acqua. Carta. Fogli di carta bianca. "

Al risveglio, vista l'ora ormai prossima al tramonto, decidono di ripartire alla volta del resort quando, senza quasi rendersene conto, si trovano circondati da fogli che galleggiano sull'acqua, carta bianca nel bel mezzo di un'infinità blu.

"E' una sacca da viaggio nera lunga circa un metro. Troppo grande per essere una borsa da palestra e troppo piccola per essere considerata una valigia vera e propria."

Raccolto uno dei tanti fogli, l'inchiostro inizia a colare senza rendere leggibile il foglio e, ritmicamente, le onde stanno facendo sbattere qualcosa contro lo scafo della barca. Si tratta di una grossa sacca da viaggio nera. 

"Però ha un lucchetto, Erin. E fluttuava nel bel mezzo del Pacifico meridionale. Circondata da dieci metri quadrati di fogli illeggibili."

Erin e Mark, dopo aver constatato che la sacca è ben chiusa, a tenuta stagna, da un lucchetto , e dopo aver fatto mille congetture sul contenuto, decidono di portarla al resort consegnandola alla reception, in caso qualcuno l'avesse persa, magari durante la tempesta del giorno prima.
Consegnata la sacca, la coppia continua pigramente la luna di miele, tornando a fare immersioni con un'istruttore ed una giovane coppia appena arrivata al resort. 
Al rientro, entrati nel loro bungalow, come per magia ritrovano la sacca: il receptionist non ha capito che doveva conservarla e, pensando fosse loro, gliela aveva fatta recapitare in camera. 
La curiosità è grande, in fondo la sacca è stata tanto tempo in acqua, perchè non provare ad aprirla per vederne il contenuto ed eventualmente ributtarla nell'Oceano nel punto esatto dove l'hanno raccolta?
Convinta dalla propria curiosità, Erin, comincia a scassinare il bordo della sacca sino a riuscire a far entrare la mano ed estrarne il contenuto. 

"Ho la sensazione di essermi avvicinata troppo a qualcosa da cui invece dovrei rimanere il più possibile alla larga. Avverto un senso di pericolo, ancora indefinibile  eppure sempre più difficile da ignorare, sempre più presente."

Il contenuto della sacca "scotta" e parecchio, l'unica cosa da fare è tornare nel punto dove l'hanno raccolta, immergersi, cercare il relitto di un'imbarcazione e rimettere la sacca al suo posto. Dopo varie e vane ricerche su eventuali notizie di imbarcazioni scomparse, la coppia è pronta a riportare sacca e contenuto in mezzo al Pacifico. Seguendo le coordinate che Erin aveva annotato e imparato a memoria, si immergono. 
C'è qualcosa nella profondità di quelle acque, ma non è un'imbarcazione, bensì il relitto di un piccolo jet privato da viaggio. Dopo lo shock iniziale, Erin torna in superficie mentre Mark, addentrandosi nella carlinga, troverà i corpi di alcune persone, tre uomini e una donna, probabilmente russi, sicuramente non delle brave persone.
Risalito in superficie anche Mark, preso atto della sconvolgente scoperta, tornano al resort per scoprire se si è mossa qualche ricerca del piccolo jet.
Nulla, il jet stava volando all'insaputa delle autorità aeree e nessuno sembrava ancora essersi accorto della tragedia.
Dopo aver discusso per ore sui pro e contro, la coppia decide di tenere il contenuto della sacca, sbarazzandosi solo della sacca stessa e di un oggetto troppo compromettente da far passare al check in dell'aeroporto. 
La sacca finisce così tra i rifiuti triturati del resort e l'oggetto compromettente sul fondale del Pacifico insieme al relitto del jet.
In fondo non c'è nulla di male a tenersi ciò che hanno trovato, potrebbero risolvere la maggior parte dei loro problemi e ricominciare una nuova vita, un nuovo lavoro per Mark, un figlio e un cane ... 
O finire in un mare di guai?
Mille domande si affacciano nella mente di Erin, la quale, per amore di Mark accetta di ripartire per Londra prima del previsto, dopo aver cancellato scrupolosamente ogni possibile traccia del loro soggiorno a Bora Bora.
Tornati a Londra, inizia per Erin un periodo fatto di ansia, dubbi e paure. 
Mark sostiene che devono disfarsi di tutto ciò che hanno trovato nella sacca. La loro vita, ma soprattutto quella di Erin è in pericolo.
In particolar modo adesso che la donna ha deciso di chiedere aiuto al killer della malavita che sta intervistando per il suo documentario. Ma l'uomo sembra volerla aiutare veramente, mentre Mark...

"Ma cos'avrei potuto fare? Che cosa si può mai fare? Non si possono salvare sempre tutti, no? A volte è gia abbastanza difficile salvare se stessi."

Chi è in realtà Mark, cosa sta cercando di fare a sua insaputa? 
Vuole solo proteggerla da quello che si è rivelato un gioco pericoloso, coi russi non si scherza, o sta tramando alle sue spalle per poi eliminarla e sparire in un paradiso fiscale?...

Con un mix infallibile di suspence, sprazzi di "comicità" provenienti dal carattere di Erin e una cura scrupolosa dei dettagli, l'autrice ha saputo intessere una trama avvincente e mai noiosa. 
418 pagine che scorrono veloci e lisce, facendo divertire il lettore e confondendo le acque sino al finale inaspettato. 
Un finale che potrei quasi ritenere aperto, chissà che tra qualche tempo Erin non sia di nuovo coinvolta in rocambolesche avventure, grazie al suo carattere irruento e smanioso di verità.

Un thriller nuovo ed originale, che consiglio a chi ha voglia di immergersi tra le fresche acque coralline di paesaggi esotici tra colpi di scena emozionanti e tramonti da sogno. Catherine Steadman è sicuramente un'autrice da tenere d'occhio perché ci regalerà tante nuove emozioni.

Buona lettura.
Tania C.






Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...