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mercoledì 26 febbraio 2025

IL LIBRO A FUMETTI DELLA STORIA DI LUNI La città romana di Luna dalle origini alla decadenza Palandrani - Guerra - ED. CIRCOLO LEONARDO EDITORE

 



IL LIBRO A FUMETTI DELLA STORIA DI LUNI

La città romana di Luna dalle origini alla decadenza


Autori: Palandrani 

Illustrazioni: Guerra

Ed. CIRCOLO LEONARDO EDITORE

Anno di pubblicazione: Massa 2002

Genere: Storico


CONOSCIAMO GLI AUTORI

CLAUDIO PALANDRANI

Palandrani nasce a Pontremoli (MS) il 30 settembre 1954. 

Dopo il percorso di studi superiori all'Istituto Statale d'Arte "Felice Palma", si diploma nel 1973.

Segue una laurea in Architettura presso l'Università degli Studi di Firenze.

Opera per anni in ambito di marketing creativo e design industriale, alle dipendenze di un'azienda di Parma.

Attualmente impegnato nella libera professione di architetto, è anche titolare della cattedra di Progettazione e Geometria Descrittiva presso l'Istituto Statale d'Arte di Massa, dove vive e lavora.


NICOLA GUERRA

Nato a Massa il 25 novembre 1969, frequenta l'Istituto Statale d'Arte "Felice Palma" di Massa. Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica, presso il Liceo Artistico di Carrara, frequenta, sempre a Carrara, il corso di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti.

Vive e lavora a Massa svolgendo l'attività di illustratore pubblicitario e disegnatore  di fumetti.


UN PO' DI STORIA E IMPRESSIONI



Anfiteatro romano Città di Luni, foto personale


Cari lettori della Valigia buon pomeriggio. 

Oggi vi lascio una recensione un po' insolita. 

Il genere storico non è il mio cavallo di battaglia, anzi, non mi vergogno a confessarvi che spesso e volentieri, evito come la peste romanzi, saggi, e testi puramente storici, a meno che non sia interessata a un periodo storico in particolare o ad accadimenti specifici.

L'eccezione che conferma la regola è il testo a fumetti che vi presento oggi, intitolato: IL LIBRO A FUMETTI DELLA STORIA DI LUNI. La città romana di Luna dalle origini alla decadenza.

Questo testo illustrato magistralmente, racconta la storia, la gloria e la caduta del mio paese, Luni, il primo comune ligure per chi proviene da Roma, insignito del titolo di Città di Luni da Sergio Mattarella, proprio per il valore e prestigio storico della cittadina romana di Luna.

Io sono di La Spezia, ma vivo a Luni da sempre e ho sempre ritenuto importante conoscere le proprie origini e quelle del luogo in cui si vive, perciò, quando ho notato questo testo nella biblioteca comunale, non ho potuto fare a meno dal noleggiarlo.

A grandi linee la storia la conoscevo già, grazie alla mia maestra delle elementari che ci portava spesso al sito archeologico e ci raccontava le gesta dell'antica e grandiosa Luni, splendida Civitas.

La città di Luni nacque in una landa pianeggiante chiamata piana del Magra, il fiume che ne bagna le sponde, nella riviera di Levante, ai piedi delle Alpi Apuane della vicina Toscana.

Le antiche tribù  vivevano lungo il territorio che va dal mare e si inerpica sulle aspre montagne dell'entroterra.

Leggenda narra che nel '700 a.C. gli Etruschi fossero abitudinari a spingere le loro incursioni tra Arno e valle del Magra, scontrandosi con la popolazione indigena. Ma di poca rilevanza e riscontro è la documentazione archeologica.

Per i romani, invece, dal 280 al 177 a.C. fu impresa non facile resistere ai Liguri-Apuani che cercarono di difendere il loro territorio dal dominio degli "invasori".

A causa di ferine azioni da parte dei romani, i Liguri - Apuani si videro sconfitti e la popolazione ribelle costretta alla deportazione di massa nel Sannio.

Nel 177 a.C., il vuoto demografico venutosi a creare, fu colmato pochi anni dopo con l'invio di 2000 coloni romani per ripopolare quelle terre. Era l'anno 177 a.C. anno della fondazione di Portus Lunae, ma alcuni gruppi di Liguri-Apuani, sfuggiti alla deportazione, continuarono a contrastare i romani, cercando di difendere la propria terra.

Proprio in quell'anno venne fondato Portus Lunae.

Nel 155 a.C. il Console Claudio Marcello , riuscì a sconfiggere definitivamente i ribelli resistenti sulle alture di Monte Marcello, un colle a picco sulla rocciosa costa marina, vicino alla cittadina.

Dopo aver preso dominio di tutto il territorio, i Romani proseguirono le loro opere di colonizzazione, bonificando tutto il territorio paludoso e collinare circostante, ripristinandolo a terreno agricolo.

Portus Lunae si stava avviando verso lo sfavillio opulento dell'età imperiale, sostenuta dalla produttiva esportazione del pregiato marmo di Carrara che, dopo essere stato sapientemente e ingegnosamente portato a valle con tecniche di ingegneria umana, veniva imbarcato alla volta di Roma.

I preziosi rinvenimenti del sito archeologico di Luni hanno messo in luce la bellezza e lo splendore di Portos Lunae, tanto da pensare che venisse essere messa in competizione con la bellezza immensa di Roma.

Mentre l'Impero romano iniziava il suo declino, nel '410 d.C. i Goti, comandati da Alarico, invasero Roma devastandola ma Luni, grazie alla sua posizione geografica strategica, riuscì a resistere ancora per qualche tempo alle invasioni, finché i Goti non ci misero le grinfie sopra in tutto il territorio circostante.

Dal 489 al 553, il dominio gotico allargò la sua estensione anche nella piana di Luni e, nel 553, i Bizantini di Narsete, sconfissero i Goti occupando la cittadina, ben conscio dell'importanza economica e strategica del territorio. 

I Bizantini, per difendersi dall'avanzata Longobarda, realizzarono una cospicua rete di castelli e fortini che si estesero fino a Ravenna.

Nel 643 d.C. i Longobardi ebbero la meglio e governarono circa 130 anni sulla Lunigiana e Luni fino a Garfagnana e Lucchesia.

Gli anni a seguire furono duri per tutta l'Italia e anche per Luni, furono anni di dominio barbaro.

Con la vittoria di Carlo Magno sui Longobardi, il dominio Franco portò a un regime feudale che sconvolse profondamente Luni

Il VII e l’VIII secolo furono anni di imbarbarimento per la Lunigiana e per l'Italia intera. Dopo la vittoria di Carlo Magno sul re longobardo Desiderio a Pavia (774 d.C.), la dominazione
Franca introdusse ovunque il regime feudale. In quegli anni Luni subì un vero sconvolgimento.

Leggenda narra che Luni subì invasioni e distruzioni per ben otto volte.

La prima, in data 856 d.C., avvenne per mano dei normanni, i quali, credendo di essere giunti a Roma, vennero ''ingannati'' dallo splendore del porto e della bianca città di marmo che decisero di depredarla delle sue opere d'arte e ricchezze per poi distruggerla, uccidendo il Vescovo e tantissimi cittadini.

A causa delle continue incursioni degli invasori, la popolazione rimasta fu vittima di pestilenze e venne costretta ad abbandonare il lavoro agricolo, retrocedendo alla più facile pastorizia, a nuova avanzata delle paludi e al diffondersi della malaria.

La retrocessione portò Luni all'indebolimento e vulnerabilità, diventando facile preda dei pirati Saraceni e di Mughaid che invasero la città profanandola e islamizzandola, trasformando in Moschee le Chiese del territorio.

La disfatta di Luni è incerta, a causa della mancanza di documentazioni storiche. 

Sarà a partire dal X secolo che grazie al Codice Pelavicino, il "LIBERIRIUM"  della Curia Lunense, che si potranno avere documenti, atti vescovili e notizie certe sulla storia di Luni e Lunigiana Medioevale.

A grandi linee questa è la storia gloriosa di Luni, splendida Civitas. 

Ho raccolto e riportato queste notizie dalle pubblicazioni del professor Elio Gentili, custode storico di Città di Luni. 

Ovviamente nel racconto a fumetti è tutto molto più articolato e impreziosito di dialoghi e aneddoti, oltre che ad accenni storici approfonditi. 

Lo stile dell'autore è molto semplice, rendendo la lettura adatta sia a bambini che adulti, anche ai più ostici e diffidenti verso le letture storiche.

I fumetti sono sapientemente illustrati, le figure caratterizzano appieno emozioni, sentimenti, fisicità delle persone dell'epoca e la ricostruzione storica è fedele a ciò che si può ammirare nel sito archeologico.

Questo prezioso testo storico è un gioiellino da non lasciarsi scappare se siete amanti del genere.

Come vi ho accennato, in questo periodo ho avuto il piacere di riscoprire l'importanza delle biblioteche. Non solo il risparmio economico, etico e ecologico a livello globale è inestimabile, ma ancora più preziosa è la memoria storica che custodiscono, insieme a qualche rarità come questo testo.

Ho fatto ricerca in rete ma non ho trovato siti dove poter acquistare il cartaceo, a parte qualche venditore privato, ma con prezzi esorbitanti per un usato. 

Il mio consiglio, per chi fosse interessato, è di farne ricerca in biblioteca.

Mi scuso con gli storici per eventuali errori e "castronerie" scritte, non sono storica e sicuramente mi sono sfuggite molti aneddoti e fatti. 

Sperando di avervi incuriosito, vi auguro buona lettura, lasciandovi alcune immagini scattate personalmente, nel sito archeologico di Città di Luni.

Tania C.


LUNI SPLENDIDA CIVITAS

SITO ARCHEOLOGICO














giovedì 16 settembre 2021

Recensione LE VITE DI PRIMA di Daniela Galeazzi e Giuseppina Minchella - Ed. KAPPA VU Editore -

 






LE VITE DI PRIMA

( La vera storia di Giovanna la Turca )

Daniela Galeazzi

Giuseppina Minchella

Ed. KAPPA VU Editore

Genere Narrativa

Formato Brossura

Pag. 248

€ 17

Link per l'acquisto https://shop.kappavu.it/prodotto/le-vite-di-prima/


CONOSCIAMO LE AUTRICI

Pur intraprendendo percorsi differenti, Daniela Galeazzi e Giuseppina Minchella hanno scoperto quanto sia piacevole scrivere insieme, accomunate da una forte amicizia e dall'affinità letteraria.

Da questo sodalizio, nel 2015  nacque L'abiura, edito da Kappa Vu, che narra le vicende di un soldato olandese attraverso l'Europa del Seicento.


TRAMA

La vita di Giovanna la Turca narra la vera storia di una bambina che appena a sei anni venne catturata dalla nave del padre durante una scorribanda corsara.

Da quel giorno, per tutti, Giovanna diventa la turca Avagadun, concubina dell'harem del gran visir.

Nel racconto della sua vita viene messo in evidenza il suo lungo e continuo peregrinare da Istanbul a Cefalonia, a Corfù, a Zante, a Venezia e infine a Roma.

In parallelo prendono vita anche le storie di tante persone che ci mostrano uno spaccato realistico della vita nella seconda metà del Seicento..


IMPRESSIONI


<< La protagonista di questo romanzo è realmente esistita. La narrazione trae ispirazione da una storia conservata nelle carte processuali del Sant'Ufficio di Venezia e di Roma. >> 

Un po' di tempo fa Le vite di prima mi arrivò in un bel pacco da parte di Giuliano di Kappa Vu Edizioni.

La mia attenzione venne subito attirata dalla preziosa copertina che raffigura uno splendido stucco dell'architettura moresca. La trama poi mi rapì del tutto.

Divorai le pagine con la vorace curiosità di chi conosce i luoghi descritti ed è alla ricerca di nuovi aneddoti e storie.

<< Sono la figlia di un grande corsaro di Livorno. Avevo solo cinque anni quando per un capriccio del caso è morta mia madre e sei quando è morto mio padre. Quel giorno ero con lui sulla sua nave e siamo finiti, io e due dei miei fratelli, nelle mani dei turchi. >>

Giovanna la Turca era una bambina dalla bellezza esotica, nata e vissuta a Livorno, verso la seconda metà del Seicento.

Fino all'età di sei anni Giovanna crebbe libera, amata dalla famiglia e adorata dal padre che spesso la porta con sé durante i suoi lunghi viaggi col suo veliero.

Il padre di Giovanna era un corsaro, all'ordine del giorno, durante le lunghe navigazioni si trovava a dover combattere per difendere il suo veliero e l'equipaggio da feroci attacchi  dei pirati.

Proprio durante una di queste violente scorribande Giovanna, che aveva solo sei anni, venne rapita dai pirati turchi e il padre venne brutalmente ucciso mentre uno dei due fratelli, quello maggiore, riuscì a salvarsi e, nel tempo, a diventare un potente corsaro.

La bambina si ritrovò lontana da casa, a vivere sul veliero del suo rapitore crescendo selvaggia e ardita, forgiata dal salmastro delle onde che la circondavano e iniziata alla pirateria.  

<< Quando arriva il tuo momento, non lasciartelo     scappare. >> 

Proverbio turco.

Col passare del tempo la sofferenza per la morte del padre e il distacco dalla terra natia si affievolirono e Giovanna  si ritrovò venduta al visir di Istanbul che non aveva ancora dieci anni, rinominata Avagadun. 

Il visir morì presto, data l'avanzata età per l'epoca,  e la bambina divenne proprietà del figlio, il pascià, il quale non appena seppe che la piccola diventò donna, varcò la linea di confine tra infanzia e pubertà, derubandola dell'innocenza che i bambini dovrebbero preservare sino all'età adulta.

La vita nell'harem scorreva placida, fuori dal tempo e dal mondo. Giornate tutte uguali si susseguirono scandite da quel tempo che sembrava non passare mai. 

Il giorno in cui Avagadun venne scelta dal pascià come sua favorita, ottenne il rispetto di tutte le altre donne dell'harem che si prodigarono a darle consigli per affrontare le volontà del pascià. Non avrebbe dovuto essere ritrosa, anzi avrebbe dovuto fare di tutto per compiacerne la virilità leggendaria. In cambio avrebbe potuto ottenere molti favori, denaro e addirittura un buon matrimonio con un funzionario di palazzo. E per una ''schiava'' era un buon compromesso.

Pur conoscendo bene la realtà dei paesi mediorientali, non ho potuto far a meno di rabbrividire per la sorte della piccola Giovanna, strappata agli affetti della famiglia, alla sua terra, costretta a vivere come un pirata e poi venduta come una bestia al miglior offerente, sballottata da una nazione all'altra, come un pacco scomodo.

È aberrante anche solo lontanamente pensare a quanto poco valesse, e poco continua a valere, la vita di una donna in alcuni paesi del mondo. 

La sfortuna di nascere femmina in certi paesi, ha segnato da sempre e per sempre la vita delle bambine, cresciute senza cultura, senza amore e spesso senza identità. 

Il corpo come involucro, uno scudo da vendere al miglior offerente per un pezzo di pane o per aver salva la vita.

La sopravvivenza diventa una lotta estrema, ogni piccola conquista è un tesoro da custodire gelosamente, lontano da occhi prepotenti e cattivi, occhi che spesso erano incastonati in volti familiari, che avrebbero dovuto dare protezione ad una bambina.

<< Prima Giovanna, poi Avagadum, poi Maria. Nella mia vita ho cambiato più nomi che scarpe. Ti chiamano e neanche ti giri, pensi a come ti chiamavano tua madre, tuo padre, i tuoi fratelli e ti viene da piangere. Vorresti gridarlo a tutti che tu sei un'altra. Ti strappano la vita. >>

Giovanna diventò adulta peregrinando prima come schiava in Turchia, poi in Grecia e di nuovo in Italia,  ma mai veramente libera. 

Tornata in Italia, pensò di aver finalmente trovato la pace e l'amore tra le braccia di un nobile veneziano che le promise di sposarla.  

Ed era tutto già pronto. 

Era bellissima col suo abito elegante, la sua figura mediterranea piena e prorompente, pronta a giurare fedeltà e rispetto al futuro marito.

Ma come in tutte le storie che si rispettano, la ''matrigna'' cattiva tramava alle spalle e Giovanna si ritrovò per l'ennesima volta venduta alla ''legge'', perché le sue origini avrebbero infangato il buon nome della nobile famiglia veneziana.

Giovanna, col suo carattere forte, la sua caparbietà e il suo spirito corsaro, riuscì a superare i giorni più crudeli della schiavitù, della povertà e della fame, la prigionia, il disprezzo della gente e le umiliazioni, ma nonostante tutto e anche se tutto aveva un alto prezzo da pagare, riuscì a trovare anche l'amore, l'amicizia, protezione e uno spiraglio di libertà, a costo di sporcarsi le mani...

Il romanzo è narrato in prima persona dalla voce di Giovanna; ho scelto di mantenere il suo nome, se pur con l'amaro in bocca, per non insabbiare le sue origini italiane e la sua essenza più pura. 

La donna, ormai non più giovane e senza più nulla da perdere, si racconta, quasi come una confessione, senza tabù, senza risparmiarsi, in un crescendo di emozioni contrastanti ma sincere, tirando fuori tutto il marcio, ma anche il buono del suo lungo percorso burrascoso.

Mette in tavola tutto ciò che ha sempre avuto e che nessuno le ha potuto togliere, sé stessa col suo bagaglio ingombrante di esperienze, senza giustificare troppo il suo vissuto e, credetemi, in certi situazioni, giustificare le proprie scelte non  serve!

Lo stile delle autrici è semplice, forte ma scorrevole senza mai essere volgare, nemmeno nelle scene più crude.

Trascina il lettore nella storia, quasi come in una fiaba de Le Mille e una notte, anche se la realtà  descritta è  molto diversa, incollandolo alla poltrona fino alla fine, che lascerà di stucco, ben lungi dai  pronostici fatti durante la lettura.

Se poi si pensa che Giovanna è realmente vissuta ed ha subito veramente tutte quelle disavventure, la lettura diventa ancora più interessante.

Di questo romanzo ho apprezzato ogni pagina, ogni sentimento e ogni profumo, anche quello più sgradevole. Ho trovato molti spunti su cui riflettere, tra tutti uno che mi sta a cuore: la donna soggiogata dal delirio di possessione dell'uomo. 

Questa storia, se pur molto antica, è sempre di attualità, partendo dai fatti di cronaca dell'Afghanistan per arrivare al perpetuo femminicidio che da mesi ci sta attanagliando.

La speranza è quella che le battaglie condotte da tutte le Giovanna del mondo non siano state vane, ma possano servire da spunto per trovare la voce e la forza di reagire e di mettere la parola fine alla schiavitù fisica e morale.

Una lettura interessante e piacevole che consiglio non solo a chi ama la storia, ma anche a chi vuol conoscere la realtà della Turchia ai tempi dei pascià. Un paese e una realtà che nulla avevano a che vedere con le fiction stucchevoli col ''bellone'' tanto di moda.

Buona lettura,

Tania C.








sabato 7 novembre 2020

Recensione: ALCUNE COSE E POI QUASI UN ANNO di Ugo Balbo - Ed AltroMondo Editore -

 




ALCUNE COSE E POI QUASI UN ANNO


Ugo Balbo

Edizioni AltroMondo editore

Luglio 2020

Pag. 128

Copertina flessibile 

€ 12,00


CONOSCIAMO L'AUTORE

UGO BALBO - foto dal web -

Ugo Balbo, classe 1935, è nato a Fiume ma vissuto a Padova sino al conseguimento della laurea in Ingegneria, assentandosi due anni durante la guerra. Il lavoro lo vede spostarsi per il mondo, tra Pallanza e Milano, da Roma a Bangkok e da Tripoli in Nigeria, a Lagos.

Finalmente in pensione, mette tutto il suo impegno nella pittura creativa, utilizzando particolari tecniche con prodotti naturali come sabbia, graniglia colorata e resine.


TRAMA

Sul finire del 2019 sino all'inizio del 2020, ogni giorno, ho cominciato a raccogliere tutte le vicende più importanti, strampalate e stupite pubblicate sui siti di Repubblica, Corriere della sera, New York Times.

Durante la raccolta la raccolta mi è tornata alla mente una frase di mia madre: l'ho trascritta e da quel momento ho continuato a registrare tutto quello che mi tornasse in mente.

Un interessante esperimento di flusso di coscienza.


IMPRESSIONI


Questo libricino mi è stato gentilmente offerto in una bellissima ed accurata edizione cartacea dalla cara Alice di AltroMondo Editore. 

Testo maneggevole e leggero, sulla cui copertina flessibile è raffigurato un bellissimo dipinto dell'autore, che ho personalmente percepito come un racconto dentro ad un racconto.

I caratteri usati sono grandi e permettono una lettura scorrevole e veloce grazie anche al bianco riposante della carta usata. 

Il titolo, molto esplicativo, si adatta perfettamente a questo concentrato di storia antica e attuale.

<< Tu spalmi il burro su una fetta di pane e questa cade appiccicando il burro al pavimento: è colpa tua perché hai messo il burro dalla parte sbagliata.>>


Il testo si apre inizialmente come una raccolta di ricordi personali dell'autore, una sorta di diario della sua vita raccontata attraverso ricordi di avvenimenti familiari e storici per poi continuare con la cronaca giornaliera dei fatti accaduti in Italia e nel mondo dal 25 aprile 2019 sino al 12  febbraio 2020. 

L'autore ha pazientemente raccolto, giorno per giorno, titoli, trafiletti e sunti di articoli pubblicati nell'arco di un anno sulle principali testate on line di quotidiani nazionali ed internazionali come Repubblica, Corriere della sera e New York Times.

<< 5 luglio 2019 - Di Maio contro la Coca Cola: "Nei distributori a scuola ci sia succo d'arancia.>>

A raccolta completata ne è uscito fuori un testo che potrei definire poliedrico vista la versatilità di lettura cui si presta. Quasi come fosse ''un'antologia delle cose perdute''.

Si può leggere, seguendo la cronologia dei giorni, come un diario, scandito da avvenimenti di cronaca, gossip e politica a livello mondiale o come un romanzo grazie alla completezza dei suoi contenuti che spaziano dal noir al giallo, dall'horror al rosa e dal saggio al tragicomico legato anche ad un sottilissimo filo ironico.

<< 2 Dicembre 2019. Clima già superati i nove punti di non ritorno. L'Oxfam: provoca uno sfollato ogni due secondi.>>

Di questo libro ho apprezzato la scorrevolezza e l'omogeneità degli avvenimenti raccolti. L'autore ha saputo mettere insieme, senza creare attriti, il ''sarco&profano", il  "serio&faceto", il "bianco&nero", catturando l'attenzione senza annoiare il lettore e senza  cadute di stile che renderebbero la sua opera una semplice cronologia giornalistica. Insomma un libro geniale.

<< 24 gennaio 2020. La Cina sta costruendo un ospedale ad hoc per il coronavirus: sarà pronto in 10 giorni. >>

Un libro che si legge veramente in un'ora e che consiglio a tutti ma in particolar modo a chi cerca una ''chicca'' sul modello nostalgico  "dell'amarcord". Adatto a chi ama la storia, a chi ama scambiare e discutere le proprie letture con altri lettori, anche i più esigenti. 
Un perfetto regalo di Natale per chi ama lo stile ''noi dei mitici anni...". 
Tra le pagine di questo volumetto i lettori si ritroveranno a rivivere episodi di vita mondiale dimenticati o mai conosciuti.
Questo libro può essere anche un manuale sul quale imparare a riflettere su errori e glorie dei tempi ormai passati, perché per andare avanti non bisogna dimenticare ma lavorare sugli errori commessi per correggerli e sulle vittorie per migliorare le prossime.
Ringrazio ancora Alice e AltroMondo Editore per avermi dato l'opportunità di conoscere questo libro e le opere artistiche di Ugo Balbo, che potrete ammirare sull'omonima pagina Facebook al seguente link https://www.facebook.com/Ugo-Balbo-Blog-567494996960133 

Sperando di aver toccato i giusti tasti della curiosità, vi auguro una buona domenica e buona lettura. 

Tania C.




mercoledì 4 marzo 2020

Recensione di RISORGERE di Paolo Pecere - Ed. Chiarelettere -




RISORGERE
Paolo Pecere
Ed. Chiarelettere
Collana Narrazioni Novembre 2019
Pag. 313
€ 18,00
Copertina flessibile
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTORE

Paolo Pecere - foto dal web -


Classe 1975, romano, Paolo Pecere  insegna Storia della filosofia. Tra le sue pubblicazioni spiccano diversi saggi e un manuale scolastico per licei, scritto con Riccardo Chiaradonna: Filosofia. La ricerca della conoscenza, edito nel 2018 da Mondadori.
Per il Tascabile scrive di letteratura, scienza e viaggi.
La vita lontana è il suo primo romanzo, pubblicato nel 2018 da LiberAria.

TRAMA

Monti Himalayani, Marco e Gloria si perdono, oltre il confine della Cina, in una valle senza via d'uscita. Circondati dai ghiacci che si stanno sciogliendo, non trovano nessun segno di vita. Gloria scivola in un crepaccio, scomparendo.
La coppia si trovava in quel luogo per cercare Chen, padre cinese di Gloria, prima studente di Piazza Tienammen, ricco imprenditore in Africa, giocatore d'azzardo a Macao, poi pellegrino nei monasteri buddhisti tibetani. Tutto ciò che Gloria conosce su di lui sono i racconti della madre. All'arrivo della ragazza, smaniosa di conoscere il suo passato, Chen scompare, sembra sia stato visto incamminarsi tra le montagne.
Un nuovo personaggio, mentre Marco cerca Gloria, diventa protagonista di quella doppia ricerca: Liang, un vecchio amico e amante di Chen, che attraverso un viaggio nella memoria, ripercorre la sua vita da poeta in piena violenza del '900 cinese, ricordando gli anni trascorsi insieme tra Roma e Berlino. Due storie sovrapposte, protagoniste degli eventi trascorsi in quei  pochi giorni, seguendo le tracce di Gloria e del padre.
Un romanzo sul tempo, quello di un'Europa statica nel Novecento e quello cinese, accelerato verso un futuro che vuole rimuovere, sui mondi e lingue che si attraggono e respingono, tra Roma, Berlino, Hong Kong e il Tibet, sul tragico passato di una famiglia e di un secolo che come un perfido incantesimo impedisce l'amore e torna a chiedere il conto.  


IMPRESSIONI

Risorgere è la prima opera di Pecere che leggo. Uscito a novembre 2019, mi è saltato all'occhio dopo Natale, tanto da spingermi a chiedere di poterlo recensire a Chiarelettere. Grazie alla gentilezza e disponibilità di Tommaso e di tutto lo staff la copia mi è arrivata a gennaio. Mi scuso per il ritardo della recensione, mi sto rimettendo in pari,
Tra l'altro proprio oggi ho saputo che Paolo Pecere è appena stato proposto tra i candidati al Premio Strega 2020, quindi mi sembra giusto fargli un grosso in bocca al lupo e dare visibilità a questo suo emozionante romanzo.
Di questo romanzo mi ha colpito soprattutto la copertina dall'aria vintage e futuristica allo stesso tempo, avvolgente coi suoi colori caldi e positiva con quel sole splendente che irradia l'intera pagina. Sicura che anche il romanzo sarebbe stato interessante ed emozionante mi sono calata nel cuore di un viaggio dell'anima, alla ricerca di due personaggi: Gloria una giovane donna donna alla ricerca delle proprie origini e Chen, un uomo dalle mille sfaccettature, padre di Gloria. 
Il viaggio comincia sulla catena dell'Himalaya, oltre i confini della Cina, dove pare che Chen sia stato visto arrampicarsi fuggendo non appena ha saputo che due ragazzi arrivati dall'Italia lo stanno cercando.

Lo so che già ti stai rialzando, nel fondo della crepa in cui nessuno dovrebbe finire. Ti spolveri i vestiti e le braccia, poi lanci la tua gioiosa imprecazione sul sesso di Dio.

Il racconto si apre con Marco e Gloria, due giovani che partendo dalla Germania arrivano in Italia per poi  ritrovarsi tra le pareti ghiacciate della catena Himalayana alla ricerca di un uomo: Chen. Il padre che Gloria, musicista dai grandi occhi a mandorla, non ha mai conosciuto veramente se non attraverso i racconti di Raffaella, la madre che ormai non può più aiutarla.
Chen è un ex rivoluzionario cinese, uomo poliedrico, dalle mille sorprese, in prima linea in un periodo storico importante per la Cina, ha lottato per dar voce ai propri diritti in  Piazza Tienammen, tutti ricordiamo quel 1989 quando uno studente a torso nudo si è parato davanti ad un carrarmato. Da quel giorno Chen è cresciuto ed è diventato un prolifico uomo d'affari in Africa, ha fatto dell'azzardo un gioco a Macao, per poi ritirarsi, raggiunta l'età della saggezza, alla meditazione in Tibet. Lasciando Gloria orfana dell'affetto di un padre, presente solo nei regali raffiguranti animaletti intagliati, inviati da ogni luogo da lui visitato. All'arrivo di ogni animaletto, in Gloria si spegne sempre di più la speranza di rivedere il padre e crescere con lui, cercando conforto e verità nei racconti della madre. Ma il vuoto nella sua anima è talmente profondo che, insieme alla musica e all'improbabile fidanzato Marco, così diverso da lei ma così unito, si ritrovano a seguire la pista Himalayana che avrebbe dovuto  condurli da Chen,  per colmare quel vuoto. Forse avrebbe potuto finalmente capire chi realmente fosse , lei giovane donna figlia del mondo e di nessun luogo, dai delicati lineamenti asiatici ma così lontana dalla cultura cinese. E forse avrebbe potuto ritrovare se stessa e vincere la sua apatia verso la vita e i rapporti umani. Ma tra le pareti ghiacciate dei monti Himalayani, Gloria fa un passo falso e sotto gli occhi atterriti di Marco scivola nel buco nero di un crepaccio apertosi sotto i suoi piedi:

Il monte tace e non trema.

Nel crepaccio Gloria si porta con se anche una rivelazione che avrebbe dovuto fare a Marco in quel momento. Inizia così un viaggio nel viaggio, alla ricerca di Gloria e Chen, inghiottiti dalla montagna e dalla vita.  
Ad accompagnare Marco nella ricerca c'è Liang, un amico  giornalista di Chen, divenuto poi il suo amante, un personaggio scaltro ed individualista, che, per volere di Chen, depisterà i ragazzi nella ricerca ma col tempo aiuterà  Marco a conoscere meglio il padre di Gloria e, a sua volta, ne diverrà il confidente,  imparando a conoscere dai suoi racconti la ragazza. 
Marco e Liang sono le voci narranti di surreali intrecci che la vita ha tessuto per Chen e Gloria, anello di congiunzione dei loro racconti.

<<Mi sento meglio. Ho voglia>>
<<Voglia di che? Sei pazza.>> 
<<Ho voglia.>>

Attraverso viaggi nella travagliata storia del Sol Levante , facendo tappa tra Roma e Berlino,  verranno in luce segreti di un passato ferino, fatto di violenza e sete di potere, e un nuovo personaggio Mou Song, chiave di quel passato. 
Ma Pecere ci racconta anche della fragilità di Chen ragazzo, che lotta per i diritti del suo popolo, di Chen amante succube(?) di Liang e di un Chen ormai anziano che rema contro la paura di quella nuova vita che da troppo tempo pretende chiarimenti,  quella vita alla quale forse non è ancora pronto e scappa.
Risorgere parla di storia, antica e moderna, di lotta per i diritti e potere, ma anche d'amore, di passione e di vita che sembra una favola e di una favola che sembra realtà. 
In un alternarsi di viaggi quasi surreali, percorrendo l'Europa e l'Asia, senza confine tra fantasia e realtà, con un'accurata ricerca storica e ricchezza di particolari, descritti scrupolosamente e in maniera affusolata, Pecere ci trasporta in un mondo misterioso, sconosciuto al lettore, che sconfina oltre la sua stessa storia. 
Con un linguaggio pre-macchiavellico, l'autore ha intessuto per il suo romanzo  una trama delicata, poetica che disseta il lettore avido di conoscenza, arricchendola di foto d'interesse storico sulla Cina, regalando così quella marcia in più per incuriosire e tenere incollati alle pagine sino alla fine, dove tutte le carte in tavola vengono mescolate, dove  tutto è realtà e tutto è sogno.
A recensire approfonditamente questo romanzo si corre un rischio, quello di spoilerare, un po' come rivelare in anticipo chi è l'assassino del più intricato giallo di Poirot. 
Il mio consiglio è quello di prendervi qualche ora tutta per voi ed immergervi in questo viaggio intercontinentale nel tempo. Lasciatevi cullare dalla voce di Marco alla ricerca della sua chimera e dell'enigmatico Liang che tenterà di ipnotizzarvi durante le incursioni nella storia. 
Non sarà una passeggiata arrivare alla fine, ma il coinvolgimento sarà tale che, dopo il punto di pagina 313 avrete una tale nostalgia di questo mondo che apprezzerete ancora di più il certosino lavoro di Pecere. 
È una promessa. 

Buona lettura, 
Tania C.



Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...