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sabato 19 dicembre 2020

Recensione IMPROVVISAMENTE di Lino Perini - Ed. AltroMondo Editore -

 




IMPROVVISAMENTE

Lino Perini

Ed. AltroMondo Editore

Prima pubblicazione Marzo 2020

Formato Brossura

Collana Mondo di oggi

Genere Narrativa

Pag. 131

€ 13

Link per l'acquisto dal sito

https://www.cinquantuno.it/shop/altromondo-editore/improvvisamente/



CONOSCIAMO L'AUTORE

Nato a Mira nel 1955, Lino Perini vive a Dolo, località sita tra Venezia e Padova, nella Riviera del Brenta.

Corrispondente per Il Gazzettino, è stato pubblicista e collaboratore di varie testate giornalistiche e direttore di periodici.

Oltre ad aver pubblicato alcuni romanzi, racconti brevi e poesie, racconti storici e sportivi e biografie, Improvvisamente è il suo settimo racconto pubblicato.

Nel 2006 pubblica il suo primo libro, Il sogno di una vita, seguito nel 2008 da L'Anima rubata , nel 2012 Ossimori, nel 2013 Orchidee e ninfee, nel 2014 Oltre il silenzio.

Nel 2017 esce Amore Impossibile.


TRAMA


A quasi cinquant'anni Marco, docente, per la seconda volta nella sua vita, prova il dolore di una rottura sentimentale.

Con l'anima a pezzi, cerca aiuto rivolgendosi all'amico psicologo Andrea.

La vita, però, ha altri progetti lui. Inattesi e improvvisi.


IMPRESSIONI

Improvvisamente è catalogato come racconto, ma si può considerare un breve ed intenso romanzo sentimentale e di rinascita.

Mi è arrivato in un bel pacco sorpresa grazie al pensiero sempre attento e gentile della cara Alice di AltroMondo Editore che ringrazio per la stima che mi riserva da quasi due anni, per me è un onore vedere che il mio lavoro viene apprezzato. 

Leggendo questo racconto è stato facile immedesimarmi in Marco, il protagonista. 

Chi di noi non ha mai provato la rottura di una storia nella quale avevamo investito tutte le nostre risorse? 

A tredici anni, come a cinquanta, è sempre sconvolgente mettere la parola fine a quello che credevamo dovesse durare ''per sempre''. Cambia l'età, cambia il modo di vivere il sentimento verso il partner, ma l'amore resta invariato nel suo significato più puro. 

E quando l'amore finisce può essere devastante, lasciandoci col cuore vuoto e con l'idea che in futuro saremo incapaci di amare di nuovo, di provare ancora quel battito d'ali nello stomaco che sfocerà nell'innamoramento rendendoci la vita piena e stimolante.    È come essere risucchiati in un buco nero, tutto ci sembra fuori dal nostro essere, inutile e irreale, come vivere sospesi in una dimensione parallela dalla quale vediamo dall'alto lo scorrere dei nostri giorni grigi e ''inutili''. Ci sembra che tutto cospiri alle nostre spalle, tutti sono felici insieme al proprio compagno mentre noi soffriamo nel nostro bozzolo di indifferenza e solitudine. Nessuno sembra voler capirci, nessuno sembra volerci aiutare veramente, capaci solo di attaccarci insistendo su quanto la nostra storia fosse sbagliata o ormai giunta al cul-de-sac, senza più vie d'uscita.

<< Non ti capisco. Io sto soffrendo come un cane  e tu mi dici che è stato meglio così. >>

                                             

Marco, per la seconda volta nella sua vita ha appena chiuso una storia d'amore importante, nella quale credeva. La donna che ama lo ha lasciato e adesso l'amico  Andrea, quello che avrebbe dovuto tirarlo su di morale, ci mette il carico da undici sproloquiando su quanto lei fosse narcisista e per nulla adatta a lui. Ma cosa ne sa Andrea, perché tutte quelle parole taglienti che fanno più male di una stilettata? Perché vuole costringerlo ad uscire invece di parlare a casa, di aiutarlo a trovare un modo per farla tornare?

Andrea è uno psicologo che conosce bene quanto possa essere deleterio per una persona lasciarsi andare dopo aver chiuso una storia. Marco ha lasciato che il mondo gli crollasse addosso, ritrovandosi in uno stato semi vegetativo che lo sta annullando come persona. Rinchiuso in una casa-regno del caos, barba incolta, capelli sporchi, lattine e bottiglie di birra sparse ovunque.

Non venitemi a dire che nessuno di noi non ha mai passato un periodo così dopo una rottura. Quel periodo durante il quale vogliamo solo chiudere il mondo fuori e lasciarci andare agli eventi, apatici e arruffati. Tutto arruffato: i capelli, i pensieri, il cuore.

Andrea sa che Marco deve salvarsi da solo, ma un piccolo aiuto ci vuole, perciò lo sprona a darsi una ripulita e ad uscire, così potrà raccontargli quello che è successo con la donna che ama.

Per Marco è difficile chiamare Giulia per nome, quasi come se non nominandola, potesse esorcizzare il dolore della perdita. Capita spesso, quando la ferita è fresca e dolorosa, rivolgersi all'ex usando epiteti poco civili o addirittura relegandolo nell'anonimato di ''lui o lei''. Come se quel pronome avesse il potere di dissociarci dalla storia con tutte le sue complicazioni.

Ma i ''lutti'' vanno elaborati per poter proseguire, e Andrea sprona Marco a prendere atto che per liberarsi del peso che lo sta schiacciando sarà molto meglio chiamare la ''paura'' col proprio nome invece di edulcorarla con pillole che si riveleranno ancor più amare.

Facendo uno sforzo Marco inizia a raccontare che Giulia, dopo due anni di fidanzamento, la settimana prima, nella neutralità di un bar e senza nemmeno guardarlo negli occhi, lo aveva lasciato perché aveva incontrato un altro.

Probabilmente un uomo che può darle tutto quello di cui non è in grado Marco, ne è sicuro.

Cercando di capirne di più, Andrea gli domanda se lei avesse mai fatto trapelare qualche atteggiamento che facesse pensare ad un nuovo incontro. Lei che era così egocentrica e narcisista. 

Ultimamente era un po' cambiata, ammette Marco, ma mai avrebbe pensato ad un altro uomo e Giulia non aveva voluto chiarire come fosse potuto succedere.

Con il comportamento tipico di chi ancora è innamorato e non vuole ammettere la fine, Marco la difende, incolpandosi che se lei è arrivata al punto di tradirlo, è solo a causa sua, in lui c'è qualcosa che non va.

Quanto fa male però sentirsi dire da Andrea che Giulia non lo amava, altrimenti avrebbe cercato di risollevare il loro rapporto invece di cercare nuovi stimoli altrove.

Se mi permettere una piccola divagazione dal racconto, posso dirvi che è vero, fa male essere messi davanti alla verità ma, col senno del poi delle esperienze vissute, credo che se una persona arrivi al punto di cercare nuove avventuri al di fuori della propria relazione, ci sia ben poco da poter aggiustare. Sarebbe invece importante, per la salute psicofisica di entrambi e per rispetto all'amore vissuto, rendersene conto e chiudere la relazione prima di commettere l'irreparabile.

Andrea ha vissuto una situazione analoga a quella di Marco, una storia che era diventata un'ossessione. Non senza difficoltà ha preferito chiudere la storia, sperando di uscirne senza soffrire ulteriormente, ma così non è stato e, ora che si è confidato con l'amico, si sente in difficoltà perché crede di averlo demoralizzato ancora di più raccontandogli la sua esperienza con Stefania.

<< Dovremmo essere il sesso forte ma forse il mondo è cambiato, a soffrire d'amore sono ora più gli uomini che le donne, o forse tutti soffrono ma ognuno vede solo la sua angoscia. >>

Il racconto di Andrea invece è proprio quello che serve a Marco. Grazie alla sua storia ora sa che deve reagire, guardare avanti perché sa di non essere il solo a soffrire per amore. 

Da quel giorno di confidenze la vita di Marco sembra riprendere lentamente la propria routine finché, un giorno di fine anno, viene convocato in Commissariato perché Andrea ha preso a pugni un certo Agostini. Conosceva la vittima? Era vero che era amico di Andrea?

No, Marco non conosce Agostini, non ne ha mai sentito parlare ma è amico di Andrea Barbieri ed è curioso di conoscere le motivazioni della zuffa. Agostini ha infatti denunciato Andrea, ma il magistrato farà cadere l'accusa perché le ferite riportate dalla vittima sono lievi. Il poliziotto non può raccontare nulla di più a Marco, ma lo potrà fare Andrea che lo attende nella saletta dei colloqui.

Le motivazioni di Andrea sono forti: stanco di essere sempre il confessore di tutti, di essere quello amico, amato da tutti, per poi essere deriso e compatito per la sua bontà, voleva provare per una volta ad essere odiato. Forse se la gente avesse cominciato ad odiarlo avrebbe ottenuto il rispetto e considerazione. Forse essere odiato avrebbe potuto dargli più gioia che essere amato.

Per Marco quella rivelazione è uno shock, si scusa con l'amico per non avere capito subito il suo malessere interiore. Invece di stargli vicino e aiutarlo, lo aveva sfinito coi suoi problemi da adolescente alla prima cotta. Adesso però è pronto ad aiutarlo ed ascoltarlo, l'amicizia è anche questo, venirsi incontro nei momenti di difficoltà.

Contrariamente a quanto pensa Marco, Agostini non è il nuovo amico di Stefania (anche se tutto è successo a causa sua), ma uno psicologo poco attendibile che gestisce un centro di recupero per tossicodipendenti. Andrea ha in cura uno degli ospiti ma, nonostante abbia cercato di farlo uscire dalla dipendenza, non c'è riuscito, fallendo nel suo lavoro di terapeuta.

Il giorno della zuffa, il paziente si presenta nello studio in piena dipendenza, aggredendolo verbalmente. Per paura dell'irreparabile Andrea chiede un TSO. Arrivati i sanitari e i Carabinieri, il paziente perde del tutto le staffe e la situazione degenera finendo in rissa, così i Carabinieri sono costretti a bloccarlo e a portarlo con forza in clinica. Agostini, arrivato sul posto, accende una discussione accusando di brutalità i Carabinieri e di interferenza sul processo di guarigione del paziente da parte di Andrea. Sul principio Andrea cerca di restare calmo, ma la strafottenza di Agostini lo porta all'esasperazione costringendolo a prenderlo a pugni.

Se i fatti accaduti sono stati chiariti, quello che Marco non si spiega è cosa centri Stefania in tutta questa baraonda, dal momento che ha nulla a che fare Agostini e il paziente.

Chiederlo ad Andrea è l'unica soluzione e, per l'amico, è la parolina magica che gli apre la via per la liberazione.

Stefania era da tempo diventata un'ossessione, una sorta di ronzio che continuava risuonargli in testa giorno e notte e l'unico modo per liberarsene era provare, per una volta, ad essere lui quello cattivo. A farsi odiare.

<< La minestra riscaldata non è mai buona. >>

<< Lo dici tu. Prova a mangiare il giorno dopo pasta e 

fagioli. >>

Dopo la confessione di Andrea, Marco non può fare a meno di provare un senso di commiserazione per l'amico e di pensare a Giulia con amarezza. Ma Andrea lo desta dalle sue elucubrazioni chiedendogli se il giorno prima in Commissariato avesse visto Patrizia.

No, Marco non l'aveva rivista e da tempo non gli importava più nulla di lei. Ormai anche quella storia che tanto lo aveva fatto soffrire è chiusa e sepolta. Probabilmente rivederla gli avrebbe pure fatto bene.

<< Talvolta la realtà si diverte a disegnare parabole impensabili. >>

Durante la permanenza in stato di fermo Andrea si è documentato, Patrizia ha fatto carriera, lavora ancora in quel Commissariato e non è sposata. Forse avrebbe potuto cercarla e frequentarla di nuovo, così avrebbe potuto dimenticare più in fretta Giulia. E poi c'è Lucia, la segretaria di Andrea che stravede per lui, anche se tutto sembra lasciar presagire il contrario. 

Se solo lo volesse, Marco, potrebbe rimettersi in pista, invece di perdere tempo logorandosi per  una donna che non lo ama avrebbe dovuto guardarsi intorno per scoprire che ci sono donne che stanno soffrendo per lui...

Le chiacchierate confidenziali di Marco e Andrea diventano sempre più intime e strette, dopo un periodo di lontananza, riprendono a vedersi ogni giorno, confidandosi e cercando di curare le proprie ferite grazie all'aiuto reciproco. Andrea spinge Marco a rivedere Patrizia, ormai è passato tanto tempo da quando lei lo ha lasciato e rivederla potrebbe fargli solo bene. Ora è più maturo, ha accettato la fine di quella che è stata la storia più importante della sua vita ed è pronto per andare avanti senza rancore e sofferenze. 

Il primo incontro con Patrizia avviene in Commissariato; Andrea deve firmare dei documenti riguardanti l'aggressione e Marco lo accompagna proprio con la speranza, intrisa di agitazione, di rivedere Patrizia.

L'incontro avviene non appena i due varcano la soglia della struttura. Marco e Patrizia si studiano. Lei, dopo dieci anni, è sicuramente cambiata diventando più donna, lui è un po' sciupato. Ma l'interesse a rivedersi è reciproco e Patrizia lascia il suo numero ad un emozionato Marco.

Quasi non gli sembra vero! Continuando a rimuginare su cosa non avesse funzionato nel loro rapporto, Marco inizia a vivere sulle nuvole diventando distratto come un adolescente alla prima cotta. Tra piccoli incidenti domestici, gravi dimenticanze e brutte figure al lavoro, arriva la sera della cena programmata con Patrizia.

L'emozione è palpabile, nessun abbigliamento sembra essere quello giusto, il tempo sembra non passare mai e la casa inizia a diventare stretta, così Marco esce recandosi al ristorante dove lo avrebbe poi raggiunto Patrizia.

La cena prosegue piacevolmente, la donna gli racconta un il caso di un collega che uccide la moglie e i figli per poi togliersi la vita. Lei aveva indagato su quel caso, arrivando alla conclusione che alla base di tutto vi era l'amore.

Dopo la nascita del secondo figlio la coppia entrò in crisi. La moglie voleva separarsi, il marito no e da li nacque quel folle gesto.

<< Non sempre quello che appare risulta essere quello che 

è. >>

Marco ascolta affascinato quella storia che tanto sta a cuore alla donna e dopo aver finito il racconto le chiede cosa non ha funzionato nella loro relazione, perché lei lo ha lasciato senza spiegargli il motivo, continuando a negarsi ogni qualvolta Marco cercasse una risposta.

Ora, dopo dieci anni, pensa di meritarla quella risposta. Patrizia questa volta non si nega e di botto racconta le sue scioccanti motivazioni.

Scioccanti come l'amore!

E l'amore, a volte, porta guai...

Nonostante il racconto di Perini sia iniziato in maniera tragica, nel pieno di una bufera sentimentale, andando avanti la lettura ha preso una piega esilarante scorrendo piacevolmente.

Non aspettatevi un racconto strappalacrime o un manuale di autocommiserazione fantastica e come metterla in pratica. Non lo è.

Lino Perini ha usato una sensibilità e un'ironia difficili da trovare in un uomo, a meno che non sia un uomo innamorato. E da un uomo innamorato non poteva che nascere una storia rosa/giallo dal finale tragicomico.

Questo libro mi ha dato uno spunto per riflettere sul mio passato, su storie finite con conseguenze infelici durate parecchio tempo, aiutandomi a capire che soffrire per chi non ci vuole nella sua vita non serve a nulla, se non a farci ammalare di cinismo e letargia.

Va bene essere tristi, starci male e porsi domande, dopotutto ci serve per capire e rimediare eventuali errori, ma dopo un po' bisogna reagire e affrontare la realtà che, quando meno ce lo aspettiamo, ci farà battere di nuovo il cuore, con tutte le conseguenze che solo chi sceglie di innamorarsi ancora conosce...

Consiglio questo piccolo romanzo soprattutto alle donne per far loro conoscere l'amore e la sofferenza dal punto di vista maschile. Non siamo solo noi a soffrire quando una storia si chiude. Spesso l'uomo si nasconde nel suo dolore  dietro al suo essere uomo, proprio per non lasciar trapelare le sue fragilità. 

Augurandovi una buona lettura vi ricordo che potrete acquistare il libro in versione cartacea al link che ho postato sopra o nei principali store on line.

Tania C.



mercoledì 11 marzo 2020

Recensione FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO di Toshikazu Kawaguci - Ed. Garzanti Libri -





FINCHÉ IL CAFFÈ È CALDO

Toshikazu Kawaguci
Ed. Garzanti Libri
Uscita: 12 marzo 2020
Collana: Narratori moderni
Traduzione: Marseguerra C.
Pag. 192
Formato: rilegato
€ 16,00
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTORE

Kawaguchi Toshikazu - foto dal web -

Nato nel 1971 in Giappone, ad Osaka, Toshikazu Kavaguchi lavora come sceneggiatore e regista. 
Finché il caffè è caldo è il suo romanzo d'esordio, vincitore del Suginami Drama Festival.

TRAMA


Da più di un secolo in Giappone esiste una caffetteria molto speciale attorno alla quale gravitano mille leggende. Dicono che una volta entrati nel caffè non si sia più se stessi. Si racconta che dopo aver assaporato il caffè si abbia la possibilità di rivivere un particolare momento di scelte sbagliate della propria vita. Raccontano che un semplice gesto sia in grado di cambiare tutto. Ma c'è una regola da rispettare. Solo una e importante: il caffè deve essere consumato prima che raffreddi. Non tutti sono disposti a entrare in quella caffetteria, ma qualcuno disposto a sedersi al tavolino sorseggiando un caffè fumante e a sfidare il destino per scoprire cosa gli riserva il futuro c'è.
Fumiko, che non ha potuto trattenere accanto a se l'uomo che ama. Kotake, che dopo aver perso il marito e i suoi ricordi crede di aver perso anche se stessa. Hirai, che non è mai stata completamente sincera. Kei, che cercando di essere una buona madre, raccoglie tutta la forza nascosta dentro di lei.
Quattro donne, accomunate da un rimpianto ciascuna. Ognuna di loro sente riaffiorare il dolore di un ricordo. Ma tutti scoprono che ormai il passato non ha più importanza proprio perché è passato e non si può modificare. Quello che conta veramente è il presente tra le mani. Quando si può ancora fare la scelta giusta. Sorso dopo sorso si gusta il caffè caldo e così va vissuta la vita, a piccoli sorsi, assaporandone ogni attimo. 
Finché il caffè è caldo è diventato un caso editoriale in Giappone, vendendo oltre un milione di copie e scalando successivamente le classifiche di tutto  il mondo.
Un romanzo dal misterioso fascino orientale, sulle occasioni perdute e su quelle ancora tutte da vivere.

IMPRESSIONI

Esce oggi, 12 marzo 2020, in tutte le librerie, edito da Garzanti libri, Finché il caffè è caldo di Toshikazu Kawaguchi che ho avuto l'onore di leggere in anteprima grazie alla disponilibità della gentile Linda di Garzanti. 
Affascinata dalla trama, ho chiesto una copia e mi ha subito accontentata inviandomi la versione ebook, per questo la ringrazio. Sono anche convinta che non sia il lettore a scegliere il libro, ma il libro ad arrivare al lettore in un momento di difficoltà, quando cerca risposte o vuole fare luce dentro di se. Per me è stata una lettura arrivata al momento giusto.
Immergermi nella cultura di un popolo così lontano, nella  sua saggezza antica ed eterea, nell'inebriante aroma del caffè bollente, è stato come attingere ad una fonte di nettare corroborante.
Con toni pacati, di una delicatezza quasi femminile, Kawaguchi mi ha trasportata in una dimensione dolce,  mistica, fatta di luce e di candore, di speranza e dissolvenza del dolore attraversando ed elaborando il dolore stesso. 
Descrivendo le storie dei suoi personaggi, la cui vita, con  errori e  successi,  gioie e dolori, potrebbe essere la nostra, mi ha invitato a riflettere sul senso, non tanto della vita in sé, ma in quello che noi le diamo con ogni nostra azione dettata da una causa, alla quale corrisponde una conseguenza. 

<< Qualunque cosa si faccia quando si è nel passato, non si può cambiare il presente. >>

Spesso ci lasciamo trasportare dalle emozioni, dai sensi, dall'istinto e soprattutto dal cuore. Senza riflettere sulle conseguenze che le nostre azioni, all'apparenza innocue e in buona fede, possono avere su noi stessi e sugli altri, scoprendole poi come macchie indelebili quando, nel futuro, ci guarderemo indietro, probabilmente con rimorsi e rimpianti. 

<<Se non bevi tutto il caffè finché è caldo...>>
<<...Se non bevo il caffè?>>
<<Toccherà a te diventare il fantasma seduto su questa sedia.>>

Non è facile prendere la decisione di entrare in quel caffè, perché il passato e il futuro fanno paura. Il passato può far soffrire, non si può cambiare e, anche se si potesse, le conseguenze potrebbero essere devastanti. Il futuro non lo si conosce, è un'incognita troppo grande da affrontare. Solo chi veramente è motivato accetta la sfida con se stesso. Chi entra nel caffè alla ricerca di un riscatto personale e morale deve attenersi a delle regole ben precise. Semplici e rigorose, pena diventare fantasmi:

Sedersi in una determinata sedia di un preciso tavolo;
Il tempo comincerà dal momento in cui il caffè viene versato nella tazza;
Una volta nel passato bisogna bere il caffè prima che si raffreddi ;
<<Altrimenti succederà qualcosa di orribile...>>

Un'allegoria velata e malinconica, utile però a scatenare una reazione, a spingere la persona a fare chiarezza dentro di se: se si continua a vivere nel passato la nostra vita non avrebbe più un senso. Alzeremmo un muro che ci impedirà di continuare ad andare avanti, a maturare, ad evolverci. Un muro invisibile che ci avvolgerà costringendoci a vegetare nell'apatia. 

<<Da adesso in poi, che ne è del futuro?>>
Kazu la guardò dritto negli occhi. 
<<Be', visto che il futuro non è ancora successo, credo proprio che dipenda da te...>>

Il passato fa parte di noi, per quanto possiamo dire o fare, tornare indietro fisicamente non si può. 
Così come non si può modificarlo, ma si può invece, nel presente gettare le basi per modificare la nostra vita futura. Sono sempre stata convinta che il presente altro non è che un ponte di bonificazione che collega il passato col futuro, e in questo romanzo, l'autore me ne ha dato la certezza.

Finché il caffè è caldo è un romanzo, ma lo collocherei senza dubbio tra i manuali di auto-aiuto o tra i saggi di psico-filosofia. Finché il caffè è caldo è un viaggio dell'anima, che arriva dritto al cuore del lettore invogliandolo a vedere la vita e il mondo con occhi nuovi, portandolo a riflettere sui valori che veramente contano nei giorni che ci scappano dalle mani come granelli di sabbia, perché siamo tutti un po' Fumiko, Hirai, Kei e Kotake. 
Abbiamo tutti, nel nostro passato, qualcosa che vorremmo cambiare, migliorare e portare nel presente per avere il futuro sul quale abbiamo sempre fantasticato o desiderato, ma solo perdonandoci gli errori del passato e accettandoci per quello che siamo riusciremo, nel presente, a migliorare il nostro futuro. 
Lascio ora a voi scoprire cosa ci insegnano i personaggi di Kawaguci, consigliando questo libro soprattutto a chi ha qualche rimpianto e rimorso, che sia un abbraccio non dato o un'occasione persa, che sia un errore del cuore o dell'impulso, leggendo la favola raccontata da Kawaguci, riuscirete a fare pace con voi stessi e le ombre che cercano di oscurare il vostro cammino.  

In fin dei conti, che uno torni nel passato o viaggi nel futuro, il presente non cambia comunque. E allora sorge spontanea la domanda: Che senso ha quella sedia?
Se vuole, la gente troverà sempre la forza di superare tutte le difficoltà che si presentano. Serve solo cuore. E se quella sedia ha il potere di cambiare il cuore delle persone, sicuro un senso deve averlo.

Il senso che la vita è come una tazza di caffè, da assaporare bollente e con poco zucchero. All'inizio svelerà i suoi toni forti e amari, ma lentamente si sprigioneranno le mille sfumature di un aroma deciso, intenso e dolce. Appagante. 
Un romanzo adatto ad ogni cuore, che batte, si ribella, piange e finalmente trova pace. 
Quella dell'accettazione,  soprattutto in questo momento delicato che sta mettendo in ginocchio l'Italia e il mondo. Rispettandoci e rispettando gli altri, potremo gettare le basi per un futuro migliore e ricco di serenità. E mai come adesso ce n'è veramente bisogno. 
Forse, nella realtà di questi giorni una tazza di caffè bollente non servirà a molto, ma tentare non nuoce.
Buona lettura, 
Tania C.

martedì 26 novembre 2019

Recensione di I LOVE SHOPPING A NATALE di Sophie Kinsella - Mondadori-





I LOVE SHOPPING A NATALE

Sophie Kinsella
Ed. Mondadori
Pag. 329
Copertina rigida 
€ 19,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Sophie Kinsella - foto dal web -


Sophie Kinsella è una delle autrici più famose al mondo. Il successo arrivò nel 2000 con il primo romanzo della serie I love shopping, seguito da I love shopping a New York nel 2002, I love shopping in bianco sempre nel 2002, Sai tenere un segreto nel 2003, I love shopping con mia sorella nel 2004, La regina della casa nel 2005 , I love shopping per il baby nel 2007, Ti ricordi di me nel 2008, La ragazza fantasma nel 2009, I love mini shopping nel 2010, Ho il tuo numero nel 2011, Fermate gli sposi 2013, I love shopping a Hollywood nel 2014, I love shopping a Las Vegas nel 2015, La mia vita non proprio perfetta nel 2017, Sorprendimi! nel 2018, Dov'è finita Audrey? suo primo romanzo young adult nel 2015, La famiglia prima di tutto! nel 2019  e dal 2018 la serie per bambini Io Fata Mammetta, tutti pubblicati da Mondadori. Vive a Londra col marito e i cinque figli.

TRAMA

Becky Bloomwood adora il Natale. Ogni anno si rinnova il rito familiare: l'invito a casa dei genitore, lo sfinimento delle canzoni natalizie ripetute all'infinito, la mamma che finge di aver preparato il pudding e  i vicini di casa che si presentano con i loro orribili maglioni natalizi per bere insieme un bicchiere di sherry.
Quest'anno lo scenario cambia: i genitori di Becky si sono temporaneamente trasferiti a Shoreditch, il quartiere modaiolo più in voga a Londra in quel momento. Le chiedono quindi di organizzare il Natale a casa sua. Che problema sarà mai? Sarà in grado di organizzarlo, no?
Becky si è trasferita in campagna con Luke e la figlia Minnie, vicino all'amica Suze e lavora con lei nel negozio annesso alla sua splendida residenza. 
Pur non rinunciando alle scorribande nei negozi londinesi, lo shopping on line ha allargato i suoi orizzonti. Poter acquistare in ogni momento e qualsiasi cosa solo con un click è rassicurante per lei. Ha una missione da compiere: acquistare un tacchino vegano per la sorella, trovare regali personalizzati per tutti e rimediare al vestito troppo stretto che ha scelto per Natale.  
Dal 2000, anno di uscita del primo I love shopping, ad oggi, il modo di fare acquisti è stato stravolto. Di prepotenza, come nella vita, anche in questo romanzo, la rete fa da padrona. Da buona osservatrice quale è, Sophie Kinsella ha saputo cogliere le nuove manie e i comportamenti di tutti facendoli rivere in Becky, rendendola protagonista di situazioni paradossali ed esilaranti. Perché la vera soddisfazione di Becky è vedere quanto ha risparmiato approfittando di sconti più o meno reali e mai una volta di sapere quanto ha speso ...

IMPRESSIONI

Seguo Sophie Kinsella, su consiglio di una mia amica e compagna di nuoto, dal 2012. Non ho iniziato subito con la serie I love shopping ma con Sai tenere un segreto. Fiamma, nei riposi di sano gossip costruttivo tra una vasca e l'altra, mi aveva raccontato la trama, dicendomi che mentre lo stava leggendo, in mezzo ad altre persone, scoppiava in fragorose risate, passando quasi per pazza. Incuriosita, acquistai subito quel testo e le aspettative di una lettura esilarante e leggera non sono stare deluse. Col tempo ho continuato a leggere tutto ciò che era firmato Kinsella, anche i romanzi scritti sotto pseudonimo e, tra una risata e l'altra, sono arrivata a conoscere Becky Bloomwood e tutta la serie I love shopping, raccolta in un delizioso cofanetto di un'edizione speciale. Come la migliore delle Becky non potevo perdermi una tale, preziosa occasione.  La lettura è stata talmente piacevole e divertente, oltre che educativa, che poco tempo fa, appena uscì l'ultimo capitolo della saga, I love shopping a Natale, ovviamente dietro a del tutto casuali  messaggi subliminali, il mio fidanzato me ne regalò una copia.

Inutile dire che qualche sera dopo, in una notte, divorai le 329 pagine. Il tempo passò così velocemente che non me resi conto, tra risate lacrimose e crampi per le situazioni così ridicolmente reali e suggestive. All'alba mi addormentai e mi svegliai poco più tardi perché stavo ancora ridendo come una pazza a causa di una scena che mi era riproposta in sogno. Il brutto era che non riuscivo a smettere e continuavo a darmi della stupida. Peccato, avevo finito il romanzo, ma avrei voluto continuasse ancora, tanto era divertente.

Oddio. Quanto mi mancava lo shopping. E Londra. E tutto quanto.

Per Rebecca Becky Brandon nata Bloomwood lo shopping è uno  stile di vita. Da sempre attenta seguace della moda e dei negozi più trendy e curiosi di Londra e del mondo, da un po' di tempo ha scoperto il piacere dello shopping on line. Che soddisfazione fare i propri acquisti in rete, comodamente seduti in poltrona davanti ad una tazza di te fumante. E poi quante offerte interessanti ed imperdibili: se acquisti 3500 samurai da giardino in resina ecologica di palma della Nuova Guinea, avrai un coloratissimo e brillante tovagliolo natalizio di carta riciclata in omaggio. Assolutamente delle vantaggiose occasioni! E proprio ora, in vista del Natale. 

Siate sinceri chi di voi, me compresa, non ha mai provato l'inebriante soddisfazione di fare shopping on line, contando i giorni che ci separano dall'arrivo del corriere. A Natale poi, i vari siti dedicati allo shopping, sono un tripudio di colori, dolciumi, oggetti inutili ma inspiegabilmente bramati... e l'emozione di fare gli acquisti a tempo, prima che suoni il gong e si rischi di perdere la strepitosa offerta compi 2 e paghi 3! Si, lo shopping virtuale da assuefazione, non se ne può fare a meno, anche se continueremo a passare molti pomeriggi nei centri commerciali e per le vie del centro perché, per quanto soddisfacente possa essere la rete, nulla lo sarà mai quanto le luminarie e gli addobbi delle vie del centro, il profumo delle caldarroste e del vin brulé venduto nelle piazzette addobbate a festa con una immensa pista di pattinaggio su ghiaccio.

Quest'anno invece,  il Natale di Becky sarà diverso dal solito: la sua famiglia si è trasferita in un quartiere trendy di Londra, giocando a fare le persone à la page. Per questo motivo la festa di Natale si farà nella nuova casa di campagna dei Brandon. La ragazza è presa dal panico, senza voce in capitolo si ritroverà presto a dover preparare un sontuoso pranzo natalizio per ospiti che continuano ad autoinvitarsi. Potrà mai farcela a destreggiarsi con tanti ospiti, il tacchino vegano per la sorella, il pudding casalingo e le decorazioni al'ultima moda? 
E i regali? Sino ad oggi l'unica sicurezza era il regalo per la figlia Minnie, la piccola desiderava da tempo un cestino da pic-nic giocattolo e lei si era portata avanti ordinandolo on line. Ma quest'anno doveva assolutamente fare regali personalizzati e fuori dall'ordinario, da lasciare gli ospiti a bocca aperta. La rete, nonostante le sue ricerche, non offriva nulla che facesse al suo caso, perciò meglio riprendere la sana abitudine dello shopping nei negozi di Londra. La testa quasi le girava, tutte quelle luci, le decorazioni natalizie, i profumi che avvolgevano i clienti all'entrata di ogni negozi. Non c'è gara, la rete è comoda, veloce e offre infinite possibilità, ma Londra a Natale, è LO SHOPPING!
Certo che fare shopping in città era anche snervante, correndo da un negozio all'altro alla ricerca del perfetto dono per suo marito Luke. Già, ma quale regalo poteva essere perfetto per lui? 
Il meraviglioso cappotto blu se lo era appena acquistato. Svanita quella possibilità, Luke stesso le aveva proposto la sua colonia preferita. Ma che regalo è la colonia ordinaria e quotidiana? Becky non ci stava, troppo dozzinale, la solita colonia. E allora eccola aggirarsi freneticamente annusando ogni elegante e raffinata, ma soprattutto costosa bottiglietta che le si parasse davanti, alla ricerca della colonia perfetta! Chiedere ed ottenere dei campioncini di prova sembrava l'unica soluzione, vista la varietà di essenze e soprattutto dopo l'irritante commento di un altrettanto irritante e misterioso Signore elegante con la sua sciarpa blu, che le aveva poco educatamente ribadito che se il marito desiderava la solita colonia, non era il caso di cambiare. Ma come si permetteva. Chi era questo sputa-sentenze? Gliela avrebbe fatta vedere lei! (Doveva ammettere, suo malgrado, che quella sciarpa blu lo rendeva veramente distinto ed elegante.)
Avrebbe trovato l'essenza perfetta e Luke sarebbe rimasto estasiato. Aveva i vari campioncini da fargli provare. Ovviamente di nascosto, senza che lui se ne accorgesse. Tutto ok, aveva un piano infallibile, lo avrebbe fatto non appena si fosse addormentato. Era la soluzione perfetta! Ma caspita, quanto tempo impiegava per addormentarsi! E una volta addormentato via allo spruzzo compulsivo per vedere quale sarebbe stata la colonia che più gli si addiceva. Sarebbe filato tutto liscio se... durante lo spruzzo di una pregiata colonia, Becky non avesse rischiato di accecarlo mirando il getto del profumo direttamente nell'occhio del marito, destandolo dal suo sonno.

Posso dirvi che, rivedendo la scena a distanza di settimane, ancora rido senza ritegno e sguaiatamente. 

Scartata l'idea della colonia, presa dallo shopping per le decorazioni della casa, Becky è nel pieno dello sconforto. Idee zero e adesso ci si era messo pure Craig, l'affascinante ex fidanzato del college, tornato improvvisamente nella sua vita. Che mai vorrà? Certo che è veramente carino rispetto ai tempi dell'Università, non ha più quell'aria sfigata. Suona in una band, gira l'Europa ed è così rock! Quello che le serve in questo momento! Essere rock, e tutto andrà meglio.
Per chi conosce Becky sa che la sua ingenuità e la sua frivolezza la mettono spesso in situazioni equivoche e ai limiti dell'assurdo, ma alla fine cadrà sempre in piedi traendone pure dei profitti.

Tutto quello che il Grinch può rubare, non è Natale.

I giorni passano, i preparativi procedono senza una logica precisa, grazie ai click compulsivi che aggiungono e tolgono prodotti dal carrello virtuale, in una sfida col tempo per accaparrarsi l'inutilità del momento ad un prezzo speciale. Come il rarissimo ed introvabile Lama argentato. All'oscuro del nuovo hobbie dello shopping on line della moglie, Luke fa di tutto per cercare di tirarla su di morale e farle ritrovare il vero spirito del Natale. 
Il Natale è una giornata di pace, di condivisione e convivialità, passata con gli affetti più cari e poco importa il cibo, se la decorazione non vuole stare appesa o se il regalo non è perfetto: l'importante è stare insieme.
Becky cerca di convincersi ma, per chi lo shopping lo ha nel sangue, è così difficile resistere alle tentazioni. Poi proprio adesso che l'ex fidanzato rock sembra spassarsela un mondo tra i locali più mondani d'Europa e la vorrebbe al suo fianco. Proprio ora che sembra avere trovato il regalo perfetto per Luke: un baule da viaggio in vera pelle, fatto a mano e soprattutto personalizzato con le iniziali L.B. in bella vista. Suo marito impazzirà dalla gioia e ne sarà estasiato. Solo che... il baule non è in vendita, appartiene al prestigioso e antichissimo Club del Biliardo ed è il premio della lotteria di Natale. Lotteria alla quale possono partecipare solo gli uomini appartenenti al club. Tutto sembra rivoltarsi contro di lei e il suo Natale perfetto. Il regalo perfetto per Luke non si può acquistare nemmeno on line, non può partecipare alla lotteria di Natale del Club del Biliardo perché dè una donna (ma è ancora tutto da dimostrare), sua sorella sta per divorziare, la madre ha litigato con la sua migliore amica, il suo ex  vuole coinvolgere lei e Luke in qualche stravagante gioco sessuale... 
È troppo anche per lei... 
Improvvisamente il tacchino vegano per Jess, ordinato  in anticipo, non è più disponibile e Minnie non desidera più il cestino da pic-nic, per non parlare poi del vestito favoloso preso con uno sconto esagerato ma di due taglie più piccolo. È vero era un po' ingrassata e si era promessa di dimagrire ma, a Natale, come si fa? E come ciliegina su una torta imperfetta, sembra che amici e parenti stiano complottando contro di lei per rovinarle il Natale, nonostante il suo impegno per riportare la pace e l'armonia. 
È Natale, non c'è più tempo, cosa si inventerà questa volta il  ciclone Becky Bloomwood per avere la sua giornata perfetta?

Le premesse per una giornata all'insegna di grasse risate ci sono tutte, così come gli spunti per riflettere sulla vera essenza della festa più bella dell'anno e il valore dell'amicizia. La Kinsella ha messo a segno un altro mouche  nel suo ricco bersaglio letterario. 
Se avete amato gli altri capitoli della serie, non potrete non amare anche questa piccola chicca che è I love shopping a Natale. Ma i motivi per leggerlo, oltre al divertimento ed all' inebriante freschezza della storia è
che  sicuramente non sarà il capitolo finale delle tragicomiche vicende di Becky Brandon nata Bloomwood. Il finale, aperto a nuovi spunti di shopping sfrenato, riserva una tenerissima sorpresa, da riempire di acquisti... Senza contare che potrebbe essere un bellissimo regalo da scartare sotto l'albero per chi ama il genere.
Augurandovi buona lettura, vado a fare il mio personalissimo shopping natalizio. 
Tania C.



sabato 16 novembre 2019

Recensione di ENRICO? di Daniele Vriale - AltroMondo edizioni



Daniele Vriale
Ed. AltroMondo Editore 2019
Collana Mondo di sopra
Pag. 62
Copertina flessibile
Romanzo, narrativa
€ 10,00

CONOSCIAMO L'AUTORE

Daniele Vriale - foto dal web -


Daniele Vriale, classe 1965, fiorentino. Amante dei romanzieri Latino-americani e della Beat Generation. Estimatore dei film della nouvelle vague francese, ama la musica rock, i cantautori italiani e il calcio: sentimento popolare. Sua ultima pubblicazione una raccolta di poesie: Fotografie letterarie.

TRAMA

Enrico sta per compiere trent'anni. Durante la sua festa, una frase detta casualmente insinua dei sospetti nella sua mente. La sua famiglia gli ha nascosto qualcosa? Danilo e Donata, incalzati dal bisogno di consapevolezza del figlio, si ritroveranno a compiere un ''viaggio'' introspettivo, mettendosi a confronto con i propri traumi personali e di coppia. Ma Danilo ha una sorpresa per la sua famiglia: il chiarimento.
Breve romanzo, volutamente.  Come un colpo di pistola sparato a bruciapelo che arriva dritto al cuore del lettore.

IMPRESSIONI

La versione ebook di questo breve ma profondo romanzo, mi è stata gentilmente offerta tempo fa dalla cara Alice di AltroMondo Editore, che ringrazio infinitamente. Curioso il titolo, Enrico? il nome del protagonista, corredato di un punto di domanda. Quasi ad accendere un dubbio, prima di tuffarmi tra le pagine. Esiste Enrico? 
L'ho letto subito, in poco più di un'ora. Mi scuso per il ritardo della recensione, alcuni problemi a casa mi hanno rallentata un po'. Ma, grazie anche a questo periodo di stop forzato, ho avuto modo di riflettere io stessa sul romanzo e su me stessa, trovando risposte a domande che tutti noi, nel corso della vita ci poniamo. Come una sorta di "slidding door".

Sono tre anni che vivo solo, da quando sono tornato dal master di Psicologia a Padova, ormai mi ero abituato a essere indipendente. I miei hanno capito, il Dani ha annuito in silenzio, come a dire mi pare giusto, la Dona è rimasta in silenzio. Poi mi ha abbracciato e ha pianto un po'.

È il  trentesimo compleanno di Enrico, fiorentino, laureato in Psicologia. Enrico vive solo, ma sta per raggiungere la sua famiglia in occasione del compleanno. C'è una bella festa organizzata per il suo trentesimo ed è l'occasione giusta per riabbracciare il nonno novantenne e tutti gli affetti che nel quotidiano vivono in abbracci virtuali.


<<Ma si, una volta Vale ha detto qualcosa del tipo "guardali come vanno d'accordo ora! E pensare che mancava poco che divorziassero anche loro, e te perdevi il tuo migliore amico".>>

La festa è riuscita, buon cibo, bella musica, fidanzata, famiglia e gli amici più cari a festeggiare con lui. Enrico si sta distraendo rievocando ricordi con l'amico più caro. Sembra andare tutto bene quando, durante una riflessione di un amico, salta fuori come una pugnalata la rivelazione che i genitori di Enrico, prima che lui nascesse, hanno attraversato una profonda crisi che li portò sull'orlo del divorzio. Dopo lo shock iniziale ed un primo rifiuto della rivelazione dell'amico, il mondo implode nell'anima del ragazzo, ignaro di questo importante spaccato di storia della sua famiglia. Si sente quasi preso in giro, tenuto all'oscuro per chissà quali oscure trame.

È passato quasi un mese dal mio compleanno e ho come accantonato quei pensieri, il che non vuol dire che siano spariti, tutt'altro; li ho solo appoggiati in un angolo dentro di me, ma ho ben presente che sono li e chiedono una risposta.

Le emozioni provate da Enrico sono contrastanti. Credere o meno? Domandare? Fare finta di nulla sino a che la verità non arriverà, a lenti passi, da sola?
La voglia di conoscere il "perché" di quel passato ingombrante dei genitori è grande. Anche se non si palesa esternamente, ci pensa eccome. E allora non sarebbe meglio chiedere al Dani e alla Dona? Chiariranno sicuramente ogni dubbio. Deve esserci una spiegazione logica. 
E tutte quelle domande aspettano una spiegazione. 
Una scoperta del genere non può passare nel dimenticatoio, per andare avanti, ora che si sa, è necessario far luce per comprendere tante cose della propria esistenza.

<<Sei veramente soddisfatto di quello che hai realizzato, o magari la vita ha preso una piega difforme dalle tue aspettative giovanili? Volevi questo lavoro? Volevi questa moglie? Volevi questo figlio?>>


Giusto o sbagliato? Fa bene Enrico a chiedere, a voler sapere? Il passato dei genitori, prima della nostra esistenza, riguarda solo loro e nessun altro. Ma un figlio... 
Noi figli, abbiamo il diritto di sapere?
Per Enrico lo è. E durante un pranzo col padre, senza girarci troppo intorno, gli rivolge la domanda che gli ronza in testa da un po', lasciando il padre esterrefatto e costringendolo ad arretrare dietro alla scusa del lavoro urgente. Il contropiede  di Enrico ha spiazzato il genitore. Non risponde e se ne va. Non senza pensieri però. L'attacco di Enrico era solo una mossa di difesa verso le sue provocazioni di padre al riguardo della vita, oppure il figlio si poneva spesso quelle domande? Sapeva?
E lui, Dani, sapeva quale risposta dare? Perché prima o poi avrebbe dovuto rispondergli.
Dopo aver affrontato e lanciato l'amo nell'anima del padre, il ragazzo cerca di vivere la sua vita quotidiana. Il padre, invece, continua a pensare, si accalora, prende tempo ma, alla fine di una lunga camminata riflessiva, decide di mettere al corrente la moglie. Dona non è tanto sconvolta dall'apprendere che il figlio sa e vuole chiarezza, ma dal fatto che il marito, invece di dare una risposta, di rassicurare il ragazzo, preferisce andarsene lasciandolo nella spirale viziosa di dubbi e domande.
Anche "la Dona", nonostante tutto, ha di che riflettere. Le viene facile ripensare alla sua infanzia, ai suoi sogni, all'incontro "col Dani".
È arrivato il tempo per tutti di fare chiarezza, di capire, per sciogliere quei nodi che il tempo aveva coperto di polvere lasciando credere non esistessero più.
Per Enrico è tempo di crescere, di essere finalmente un uomo affermato nel lavoro e nella vita, di  vivere la sua storia con Chiara. Per Dani e Dona, è tempo di mettersi a nudo ed accettare il passato aprendo le porte al futuro e alla risposta che tutti aspettavano. Ce l'ha la risposta il Dani. Ed è pronto a parlare ...

La risposta la lascio scoprire a voi leggendo questo breve romanzo. A primo acchito potrebbe sembrare leggero, quasi scontato: famiglia benestante, un figlio realizzato negli studi, indipendente, le feste in famiglia , gli amici. Ma il passato è pesante e sembra stendere un velo cupo sul cielo azzurro della "famiglia felice".
L'autore ha invece saputo, con uno stile semplice e invogliante alla lettura, catturare il lettore ponendogli vari spunti su cui riflettere. Sapere ciò che è avvenuto nella vita dei nostri genitori, riguarda solo loro o anche noi? Abbiamo il diritto di sapere, di scavare nella loro intimità se la nostra vita scorre serenamente?
La risposta io me la sono data, se sia quella giusta non lo so, ma credo che il passato debba restare dov'è. Se siamo arrivati ad oggi, ad un presente quanto più sereno possibile, significa che abbiamo superato difficoltà e periodi di pace, siamo andati avanti e non ha senso andare a rivangare un terreno che ha dato i suoi frutti. Il passato va cercato solo se non stiamo bene con noi stessi, se per superare abbiamo nascosto la testa sotto la sabbia rinunciando. Solo allora continuerà a perseguitarci coi suoi dubbi e insicurezze.
La risposta del Dani, in quel contesto, è quella giusta, ma non è così scontata. 
Vi basta un'ora di relax e potrete scoprirlo anche voi. Vi invito a farlo , a dare una possibilità a questo romanzo, vi ripagherà dando tante possibilità a voi stessi.

Buona lettura, 
Tania C.

mercoledì 30 gennaio 2019

Recensione di 13 ANNI DOPO DI KERRY WILKINSON



TREDICI ANNI DOPO

Kerry Wilkinson
Ed. Newton Compton pag.331
Copertina rigida
Euro 9.90
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L’AUTORE

Kerry Wilkinson è uno scrittore di thriller, bestseller dall’Inghilterra a Singapore con un milione di copie vendute in tutto il mondo. Originario di Somerset, passò la maggior parte della sua vita nel nord Inghilterra. Ogni tanto può capitare di essere a corto di idee, in quel caso inforca la sua bici per lunghe passeggiate ispiratrici o, indossato il grembiule, sforna dolci.     
13 anni dopo è il primo romanzo pubblicato in Italia da Newton Compton. 
Per chi volesse approfondire la conoscenza dello scrittore puo’ visitare il suo sito al seguente link http://kerrywilkinson.com/


TRAMA

’ Vorrei rivelarle il mio nome, ma le parole non riescono ad uscirmi di bocca – e comunque non ne ho bisogno ’’

Olivia Adams è una bambina di sei anni quando, dal giardino di casa dove sta giocando, in una tranquilla cittadina della periferia londinese, scompare nel nulla senza lasciare traccia, se non qualche confusa e ambigua testimonianza.
Tredici anni dopo la tragica scomparsa della piccola, una ragazza fa la sua comparsa in città asserendo di essere proprio Olivia Adams, la bambina scomparsa.
Si presenta nel bar dove lavora la madre Sarah, la  quale non ha nemmeno un momento di esitazione nel riconoscere la figlia che non ha mai smesso di cercare. La donna lascia trasparire solo in parte la felicità riguardo al ritorno della figlia,  mantenendo però il  distaccamento di chi, ormai, deve iniziare a rassegnarsi agli eventi della vita e la freddezza di chi non vuole confrontarsi con gli scheletri sepolti in un armadio appartenente al passato.

“I nostri sguardi si incrociano per un attimo: scorgo la sua anima, e capisco che, più di ogni altra cosa, io sono la figlia di mia madre”

Olivia racconta la sua storia alla madre. La storia di un rapimento, celata negli archivi della sua memoria di bambina e che solo da poco è riaffiorata insieme ad altri ricordi del passato.
A prima vista la storia raccontata da Olivia sembra plausibile, se non fosse per alcuni punti oscuri: dove ha vissuto sino ad allora la ragazza, in quale modo? Cosa è realmente accaduto in quel giardino nella canicola del pomeriggio della scomparsa? Cosa nascondono il buco temporale di due anni e alcuni ‘’vuoti’’ della vita di Olivia?
Cercando di far luce sull’alone di mistero che circonda la ragazza che sostiene di essere la bambina scomparsa 13 anni prima, qualcuno non è contento del suo ritorno perché questo significa portare alla luce segreti rimasti sepolti per troppi anni …


IMPRESSIONI

Il mio fidanzato è un lettore vorace, ma abbiamo gusti differenti. Mi passò 13 anni dopo convinto che mi sarebbe piaciuto, in quanto il romanzo si presentava fuori dai canoni del classico thriller ricco di suspense: non sbagliava, anche se non è il genere che preferisco.
Sin dalle prime pagine, narrate dalla voce di Olivia, mi sono ritrovata coinvolta nella sua accattivante e misteriosa storia.
Pagina dopo pagina, con un linguaggio semplice ma intrigante, capace di incuriosire chi legge, prendeva forma la storia della bambina scomparsa, compianta e commemorata dai cittadini in parallelo alla nuova Olivia, la bambina ormai giovane donna con un passato lacunoso su cui fare luce.
Nessun capitolo scontato o prevedibile, conduce il lettore sino alla fine, dove finalmente, vengono svelati i retroscena torbidi di tutto quello che ruota intorno alla vita di Olivia. In ogni capitolo nuovi indizi, nuovi retroscena che sconvolgono la storia rimettendo tutto in gioco.
Come ho detto all’inizio, il romanzo si presenta come thriller, anche se, durante lo snodarsi della storia ricca di dettagli e descrizioni, potrebbe sembrare, forse, un romanzo drammatico. La storia  inizia dalla fine, ovvero dal ritorno di Olivia, sottoforma di un racconto quasi a tinte rosa e drammatiche, ma sarà solo negli ultimi capitoli che l’autore svelerà la vera natura thriller. Anche se potrebbe sembrare uno scivolone dello scrittore, il lettore non ne resterà deluso. L’autore poteva forse mettere un po’ di suspense in più, ma probabilmente è stato volutamente scritto in toni soft, in modo da depistare anche il più bravo dei Sherlock Holmes …

Abbinare questo romanzo ad un cibo mi è un po’ difficile, vista la sua natura multiface. Potrei azzardare a dei tacos messicani, delicati al primo assaggio ma esaltano il loro gusto con l’aggiunta di salsa piccante e queso (formaggio) fuso.
Buona lettura Tania C.


Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...