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sabato 16 febbraio 2019

BUON WEEK END


E io mi resi conto di essere... felice. 
Era una sensazione strana e insolita, mi sentivo leggera e calma, come se avessi mangiato i raggi del sole.

                    Gail Honeyman 
       Eleanor Oliphant sta benissimo

lunedì 11 febbraio 2019

Recensione di ANNA CHE SORRIDE ALLA PIOGGIA -febbraio, love is in the air -







       


ANNA CHE SORRIDE ALLA PIOGGIA  
Guido Marangoni
Ed. Sperling & Krupfer
Pag.192
Euro 16,90
Copertina rigida con sovra copertina
Ebook disponibile





CONOSCIAMO L'AUTORE






Guido Marangoni è nato e vive a Padova. Consegue la laurea in ingegneria informatica, specializzandosi in sviluppo di app, sicurezza informatica e tutela dei minori on-line, tenendo corsi a genitori ed insegnanti su questi temi. Con il suo talk La potenza della fragilità, nel 2015, è stato speaker al TEDx. Sempre nello stesso anno apre la pagina facebook Buone notizie secondo Anna, una pagina dove si sorride e si trattano i luoghi comuni della sindrome di Down, in modo da farne conoscere la diversa abilità per poter avere un rapporto più costruttivo, mettendo al primo posto la persona.


TRAMA

Dopo aver letto l'esito del test di gravidanza, un'ora dopo, già avevo montato un canestro in giardino. <<E' un maschio, me lo sento>>. Dopo aver avuto due ragazze meravigliose era giusto, se non proprio pareggiare i conti, bilanciare le parti con l'arrivo di un maschio.  A Daniela il sesso del nascituro era l'ultima cosa che interessava. Bastava che fosse sana. Certo, è il pensiero che ogni genitore ha, ma quando la vita ha già messo alla prova, diventa un pensiero fisso.
Ci fu quindi il succo alla pera. Alcuni sorsi per svegliare a carezze zuccherine il piccoletto e fare in modo che si posizionasse a portata di ecografo. Sentivo che quel giorno dovevo prepararmi a qualcosa che stava per cambiare.
Quando ci convocò la dottoressa, senza girarci intorno ci disse: <<Si tratta della trisomia 21>>, capii invece tutt'altro: Daniela già era pronta <<E' maschio o femmina?>> Restai ancora una volta a bocca aperta. Perchè in quel momento l'unica cosa importante era sapere chi avrebbe fatto parte della nostra famiglia. Era Anna, la buona notizia, quella che stavamo aspettando.


IMPRESSIONI

"Ci proteggiamo da una gioia per non rimanere delusi"


22 Luglio 2018, Pontremoli. Serata finale del Premio Bancarella. Seduta tra le prime file mi godo la serata fresca, che minaccia temporale verso la vallata del Magra, verso il mare. Una fila più avanti, una mamma seduta di fianco ad un passeggino, lo sta spingendo dolcemente. Una bella bambina sta dormendo col sorriso stampato sul volto dolce e sereno rapito da Morfeo. Quella bambina è Anna, figlia di Guido Marangoni, protagonista del romanzo biografico in finale. Guido, sul palco, racconta con la gioia di un padre fiero dei suoi figli, la storia della piccola Anna, la storia di ''calzini spaiati e cromosomi rubati''. Colpita dalla gioia, dall' Amore che metteva  Guido nel raccontare e raccontarsi e  dalla serenità della piccola Anna che dormiva beata, acquistai il romanzo, facendomelo, ovviamente, autografare. 
Ho deciso di recensirlo nel mese dell'amore perchè la storia di Anna è la storia di un amore, l'Amore verso la vita!

''Benedetto il desiderio dell'uomo di raccontare e raccontarsi''

Anna annuncia il suo arrivo durante una fuga romantica a Berlino di Guido e Daniela. Un test di gravidanza, volutamente lasciato a casa da Daniela e  messo nello zaino da Guido - non si sa mai - , nella stanza di uno skyline berlinese regala una nuova emozione ad una incredula Daniela (moglie, madre e psicologa) e ad uno speranzoso Guido. Speranza di non essere più, finalmente, il solo uomo di casa, avendo già due bellissime figlie: Marta e Francesca ormai grandi.
Il sogno di Guido di avere un maschietto col quale giocare a basket, svanisce col risultato della morfologica. La dottoressa che segue Daniela, senza mezzi termini, informa i genitori che la creatura è affetta da trisomia 21, avvero sindrome di Down. Mentre Guido rimuginava perplesso sulla situazione, facendosi mille domande, Daniela continuava a chiedere ad una ancora più perplessa Dottoressa il sesso del nascituro. Solo quello contava veramente. Il canestro in giardino doveva pur avere un senso ... 

<<E' femmina>> disse la Dottoressa ... <<Lo sapevo>> disse Daniela. Ed era tutto quello che volevamo sapere, tutto quello che volevamo.

Nel raccontare la storia di Anna, Guido mette tutta la dolcezza che solo chi ama la vita in ogni sua forma può avere. Mettendo a nudo la sua fragilità di padre, la forza di una famiglia unita, i dubbi e le paure, la novità di essere genitori di Anna, i tanti sorrisi di Anna e qualche lacrima, prende vita, pagina dopo pagina, la forza di guardare la vita con fiducia e ottimismo. Tutto l'ottimismo che infonde Anna coi suoi sorrisi e con la capacità di sorridere sempre alla vita, perchè :

''condividere le nostre fragilità rimane senza dubbio la nostra parte più forte''.


Leggendo la storia di Anna che sorride alla pioggia, dopo aver versato qualche lacrima e aver sorriso insieme a lei e alla sua famiglia, continuava a saltarmi in mente una ''mela stregata'' , quelle belle mele rosse sullo stecco che troviamo in vendita nelle bancarelle dei luna park. 
Così è la storia di Anna, una bella mela rossa, croccante e dolce ma con un leggero contrasto amaro del caramello (gli alti e bassi della vita stessa), colorata e allegra, capace di portare il sorriso dopo il primo morso che ci tinge la bocca e la lingua di rosso lasciandoci stupiti mentre, tra un capriccio e un sorriso, ci aggiriamo nel luna park della vita.
Ogni morso che scalfisce la durezza del caramello è un passo verso un rapporto più consapevole e costruttivo con la disabilità. Ogni macchiolina rossa che il caramello ci lascia sulla lingua e sulle guance, è la bellezza e la gioia vista attraverso gli occhi di Anna ...
Per chi volesse conoscere meglio la piccoletta, la sua meravigliosa famiglia e i nuovi progetti, lo può fare  al link della sua pagina facebook postato qui sotto: 


Buone nuove notizie da Anna e buona lettura ...


Tania C.


domenica 3 febbraio 2019

Recensione di QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA di Federica Brunini - Febbraio, love is in the air -




QUATTRO TAZZE DI TEMPESTA

Federica Brunini
Ed. Feltrinelli, pag.207
Copertina semirigida
Ebook disponibile
euro 15,00

CONOSCIAMO L’AUTRICE





Federica Brunini oltre ad essere una scrittrice è anche fotografa, viaggiatrice mai stanca di conoscere nuovi luoghi e giornalista. Dopo la laurea in Lettere moderne e Teoria e storia della pedagogia teatrale in Italia, diplomandosi alla Civica scuola d’arte Paolo Grassi di Milano, collabora con registi come Giuseppe Bertolucci e Silvio soldini. Ha scritto per famose testate giornalistiche italiane e internazionali come L’Espresso, Il Corriere della sera, People … Tra le sue pubblicazioni: Il Manuale della viaggiatrice (Morellini 2008), Travel therapy: il viaggio al momento giusto (Morellini 2011), La vita di Kate Middleton come l’ha raccontata lei (Sonzogno 2011), il romanzo La matematica delle bionde (Giunti 2013), Quattro tazze di tempesta (Feltrinelli 2016) e Due sirene in un bicchiere (Feltrinelli 2018). Vive facendo la spola tra Milano, Tallin e Malta, sull’isola di Gozo dove organizza vacanze e yoga retreat con il progetto https://www.goingozo.com/en . Per chi volesse conoscere meglio l'autrice e le sue opere lo può fare cliccando il suo sito http://www.federicabrunini.com/



TRAMA


<< In fondo, la vita non è che un'infusione incontrollabile: ci si butta nell'acqua, sperando che non sia né gelata né bollente.>>

Viola è una donna che vive a in un paesino della Provenza, nel sud della Francia, in compagnia della fedele cagnolina Chai. Non senza fatica, ma con tanto amore e passione, ha aperto un negozio di te provenienti da ogni parte del mondo. Ed è con passione che inventa ricette gourmandes a base di tè, cercando la miscela giusta per lo stato d’animo di ogni cliente. Viola sa che esistono infusi strappa-sorrisi, leva-paura, antimalinconia, porta-gioia, sveglia-passione e te abbraccio. In occasione del suo compleanno, Viola, invita a La Calmette le sue tre storiche amiche, in modo da passare insieme qualche giornata all’insegna del relax e delle chiacchiere al tepore del sole provenzale, immerse nell’inebriante profumo della lavanda. Questo compleanno però, per Viola, è il primo senza il marito, scomparso da poco. Ritrovarsi con le amiche è un buon motivo per andare avanti, per cercare di lenire il tormento che le provoca il dolore per la mancanza del marito. Anche le amiche approfittano del viaggio per dare sfogo ai loro tormenti. Mavi, unica ad essere mamma tra le quattro, vive da tempo un forte periodo di stress. Chantal, insegnante di yoga ancora in cerca di capire quale sia il suo posto nel mondo, ha dei dubbi sulla relazione col suo compagno, di parecchi anni più giovane. Alberta, architetto nel boom della carriera, è letteralmente rapita dal lavoro e da un nuovo, misterioso amore. Le quattro amiche sembrano riscoprirsi diverse, cambiate dalla persona che conoscevano in passato.

<< Le donne non hanno mai bisogno di una bocca che dia loro risposte, ma soltanto di un orecchio che ascolti.>>

Ognuna di loro è come un vulcano, cova inquietudine come fosse una tempesta che, ora dopo ora sale sino ad esplodere inaspettatamente durante il taglio della torta di compleanno di Viola, tra lo sgomento dell’assistente Azalée. Tra le illusioni e delusioni, lacrime e risate, rimpianti e rivincite, le quattro amiche, riusciranno, dopo essersi confrontate sui sogni esauditi e mancati di ragazzine e adulte. Tra le aromatiche tazze fumanti di infusi di Viola, giusti per lo stato d’animo del momento, riusciranno ad attraversare la tempesta emotiva per uscirne donne più forti.



IMPRESSIONI


La dolcezza della Provenza, con le sue profumate e sconfinate distese di lavanda, i suoi paesini incastonati come pietre preziose tra le colline di pregiati vitigni, mi ha sempre attirato, spingendomi a visitarla più volte. Ogni volta per scoprire nuovi segreti, nuovi sapori e profumi. Federica Brunini con Quattro tazze di tempesta, mi è stata consigliata da una carissima amica scrittrice.
Leggere questo romanzo è stato come scoprire un magico segreto su quel piccolo angolo di paradiso. In libreria mi saltò subito all’occhio, grazie alla rilassante copertina che ritrae una donna in un campo di lavanda.
Solo dalla copertina mi sembrava di essere in mezzo ai cespugli di lavanda, di percepirne il profumo.
Come ormai saprete, quando mi ‘’innamoro’’ di un libro, devo iniziare subito a leggerlo, così, la scorsa primavera, sprofondata sul mio dondolo a forma di banana, appena tornata dalla libreria, iniziai questa nuova avventura, curiosa di ritrovare la mia Provenza e di conoscere nuove ‘’amiche’’. Ho scritto amiche  perché, alla fine della storia, vi sembrerà di far parte del gruppo di Viola, nel meraviglioso scenario provenzale.
Protagonista principale è l'amore a 360 gradi: l'amore che lega quattro donne, amiche sin dai tempi del liceo; l'amore verso un animale che con la sua fedeltà ci ricambia di un amore puro e pulito quando più ne abbiamo bisogno; l'amore infinito di una donna che si è vista strappare all'affetto il marito; l'amore per il tè, forte tanto da farlo diventare un lavoro; l'amore verso se stessi, quello che ci tiene in piedi; l'amore diverso, quello impensabile, quasi come un marchio a fuoco sulla pelle, quello che ci fa conoscere altri modi di amare.
Il romanzo, ricco di descrizioni e di colore, scritto con un linguaggio chiaro e semplice, scorre piacevolmente agli occhi del lettore, non solo appagandone la vista con la descrizione di splendidi paesaggi della champagne francese, ma approfondendo argomenti mai scontati se pur attuali. Con dolcezza mai leziosa, l’autrice descrive il carattere delle quattro amiche vicine al traguardo dei quaranta anni, delineandone pregi e difetti, facendo risaltare il bisogno di essere capite, accettate e amate per quello che sono.
Viola, ex modella ritiratasi a vita di campagna nel suo piccolo negozio di tè, è una donna apparentemente forte. Dopo la tragica morte del marito, per alleviare la sua sofferenza, cerca di aiutare gli altri a lenire il loro dolore, ma totalmente incapace di lenire il proprio. Servendo i suoi  aromatici sorsi di conforto e centilitri di speranza, tenta di riprendere in mano la sua vita, ma da sola non può farcela.
Chantal, nome sofisticato, adatto alla sua personalità new age, nonostante sia insegnante di yoga non trova pace. In perenne contrasto coi propri pensieri e sentimenti, nutre forti dubbi sulla relazione col suo compagno, un ragazzo molto più giovane di lei e con le idee chiare sul futuro. Approfitterà del raduno per far luce dentro se stessa e trovare la propria dimensione.
Alberta, alquanto bizzarra, gioca sempre in difesa, protetta da uno scudo di forza apparente, ma si ritroverà scoperta e sensibile sotto il fuoco di un nuovo sconvolgente amore che le aprirà il cuore e la mente. 
Mavi, unica mamma del gruppo, è una donna che per amore del lavoro e della famiglia si fa da parte. Per troppo tempo si è destreggiata tra tribunali e pappe per il figlio, sino a rendersi indispensabile agli altri ma non  a se stessa, rischiando di cadere nella depressione. Approfitta del viaggio in Francia con le amiche per cercare di ritrovarsi, lontana dalla routine quotidiana.

Una tormentata tempesta di sentimenti e forze contrastanti le ha travolte, facendole dubitare di loro stesse e di ciò in cui hanno sempre creduto, compresi gli affetti più cari. Il viaggio sembra essere l’occasione adatta per riscattarsi, per risollevarsi, ma da sole è impossibile. Bisogna restare unite, confrontarsi e aprirsi, liberando la tempesta interiore per farla dissolvere. Solo l’amore che le lega, quello che va oltre i legami di sangue e l’amicizia, riuscirà a salvarle dalla tempesta che stanno vivendo. L’aiuto di Viola, nel suo chalet nel sud della Francia sarà determinante per ritrovare la serenità perduta <<perché non c’è problema che una tazza di tè non possa ridimensionare>>.
Il romanzo è autoconclusivo, ma il finale, a sorpresa, lascia aperta una porta per nuovi sviluppi. Alla fine troverete un piccolo Breviario del tè un elenco di alcuni tra i tè citati dall’autrice con le caratteristiche e i consigli per la preparazione. Una piccola chicca che farà piacere a chi, come me, ama questa bevanda ambrata.

Volendo abbinare il romanzo ad un cibo, questa volta, la scelta cade naturale: dolcissime frolle alla lavanda. Il gusto dolce e delicato della frolla, come l’amore che unisce le quattro amiche e quello più intenso e forte della lavanda, forte come la tempesta che le ha travolte …


Buona lettura Tania C.



sabato 26 gennaio 2019

Recensione di UNA SCONOSCIUTA A TANGERI


UNA SCONOSCIUTA A TANGERI
Christine Mangan
Ed. Piemme pag.307
Euro 19.50 copertina rigida
Ebook disponibile
Prima edizione ottobre 2018

CONOSCIAMO L'AUTRICE

Christine Mangan è un’autrice al suo primo romanzo. Laureata in letteratura inglese con una tesi sulla narrativa gotica del diciottesimo secolo, al suo esordio con Una sconosciuta a Tangeri, vede aprirsi le porte del grande schermo con Scarlett Johansson come protagonista. Il suo romanzo, conteso da undici editori americani e venduto in più di venti Paesi, è stato definito da Vogue <<Atmosferico e intenso come il talento di Mr. Ripley>>

TRAMMA

‘’Mi ero sbagliata : riguardo al passato, riguardo alla scatola, chiusa. Ormai ne ero certa ‘’

Marocco, per la precisione Tangeri, 1956. La città è nel pieno del suo quotidiano fervore, un’esplosione di luci, colori e profumi speziati che si mescolano a personaggi di ogni sorta, dai seducenti perdigiorno in cerca di turisti da raggirare, ad indomiti avventurieri sbarcati in Nord Africa in cerca di una nuova dimensione.
Alice è una donna americana, emigrata in Marocco col marito John, lasciandosi alle spalle un passato turbolento. Vive la sua vita in silenzio, nascosta tra le mura di casa , protetta dal turbinio di vite del mondo e da un passato ingombrante e poco chiaro, dietro alla finestra della sua nuova casa.
Il sottile equilibrio dell'apparente serenità di Alice comincia a vacillare quando, tanto inaspettatamente quanto prepotentemente, irrompe nella sua vita africana il passato. Un passato che ha un volto e un nome: Lucy. Amata/odiata amica dei tempi del college. L’amica affascinante e ammaliatrice, gelosa e possessiva, che conosce perfettamente ogni sfumatura e ogni debolezza del suo carattere. 
La sorpresa del ritorno Lucy, dopo tanti anni di silenzio, fa, per un attimo, dimenticare ad Alice tutto il passato, la sofferenza e il momento tragico che ha messo fine alla loro morbosa amicizia.
Alice è una persona fragile, a differenza di Lucy, non riesce ad integrarsi nella sua nuova vita in Marocco. E’ insicura, il suo matrimonio, all’apparenza felice, sta crollando sotto il peso di incomprensioni, umiliazioni, rassegnazioni e menzogne. 
Lucy la conosce fin troppo bene, sa tutto quello che sta passando e ne approfitta per manipolare l'amica, approfittando del ritrovamento del cadavere di John. E’ proprio durante la tragica scoperta della morte del marito che il passato di Alice  irrompe nelle loro vite violentemente. Quel passato che Alice aveva disperatamente cercato di dimenticare e che diventa un’arma tra le mani dell’ammaliatrice Lucy, la quale, approfittando del momento di disperazione, cercherà di unire per sempre a lei, come ai tempi del college, l’amica.

Per Christine Mangan si tratta del primo romanzo. Scelta non facile il thriller, e altrettanto impegnativa l’ambientazione tra le strette viuzze della medina di Tangeri. Un dedalo di colori, profumi e suoni che possono stordire chi si avventura per la prima volta in una città marocchina, non percependone, di primo acchito, il fascino avvolgente e sinuoso che solo le città del Marocco hanno. Due donne protagoniste, Alice, dal carattere mite, riservato e remissivo, dolce, come i paesaggi del Marocco; Lucy, affascinante ammaliatrice, sempre allegra e vitale, spirito camaleontico che si ben si adatta tra luci ed ombre della caotica medina di Tangeri.
Ad accomunarle è un passato tragico e torbido, che le ha viste unite da un legame che va oltre l’amicizia, per poi diventare quasi due estranee, divise da un lungo periodo di silenzio e da un Oceano tra due continenti così diversi tra loro, proprio come Lucy ed Alice.
La storia, narrata in prima persona dalle voci alternate di Lucy e Alice, conduce il lettore tra i colori e le grida del souq, il mercato della medina di Tangeri, nei piccoli locali dove si beve te alla menta e si fuma il narghilè, potendo quasi percepire il profumo fresco e frizzante della menta marocchina e i voluttuosi effluvi delle spirali di fumo fruttato del narghilè. 
Vicolo dopo vicolo, si arriva al cuore pulsante della città, un luogo dove mille sentimenti ed emozioni si scontrano, dove il sole non penetra, lasciando padrone il buio che nasconde ogni cosa, così come fosse il cuore dell’amicizia morbosa, gelosa, malsana, protettiva e avvolgente tra le due donne …
Riuscirà Alice a divincolarsi dai tentacoli di Lucy? Riuscirà Lucy a trovare pace e un amore pulito, puro che la faccia sentire finalmente felice? Lo scoprirete tra le pagine di Una sconosciuta a Tangeri.

Tipica finestra marocchina

IMPRESSIONI

Oltre ad essere una lettrice, sono anche una viaggiatrice. Il Marocco lo porto nel cuore sin da bambina. Crescendo ho potuto coronare il sogno di visitarlo. Ben dieci volte, e ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo e di bello, che mi appagava cuore e vista. Ho iniziato ad appassionarmi alla sua storia, alle sue tradizioni, leggendo tutto quello che poteva farmi viaggiare con la mente attraverso le Capitali Imperiali, attraverso il Sahara o le montagne dell’Atlante, per poi tuffarmi nell’azzurro gelido dell’Atlantico. Durante una delle mie visite rilassanti in libreria mi è saltata subito all’occhio la sovra copertina sinuosa e sensuale, che quasi vuol lasciar trapelare i suoi segreti celati tra le mille mashrabiyya (le gelosie) di Una sconosciuta a Tangeri.  Grazie al mio fidanzato, lettore infaticabile pure lui, ne ho avuto una copia in regalo.
Non ho iniziato a leggerlo subito, sentivo che dovevo dedicarmi totalmente a quelle pagine, senza distrazioni e con attenzione. Il suo tempo è arrivato i primi di dicembre, al rientro di una gita a Milano, accovacciata al caldo, nel sedile di un pullman. L’atmosfera nebbiosa e grigia di una Milano pre natalizia, caotica e rumorosa mi ha aiutata a calarmi tra quelle pagine, quasi come fossi stata tra i vicoli stretti e chiassosi di una medina …
Lo stile narrativo del romanzo è abbastanza scorrevole, con lampi poetici che compensano qualche lacuna descrittiva, dove, forse, l’autrice avrebbe dovuto approfondire un po’ di più evitando di cadere nella prevedibilità del racconto. Nonostante tutto, la storia va avanti da sola, arrivando al finale, forse un po’ scontato ma che potrebbe aprire nuove ed interessanti porte.
Abbinare questo thriller ad una pietanza è piuttosto facile per chi, come me, conosce bene il Marocco, le sue tradizioni e la sua cucina. Tra le mille golose pietanze, più o meno speziate, abbino Una sconosciuta a Tangeri alla zuppa Harira, una zuppa di lenticchie, ceci e carne che si gusta alla fine delle giornate di digiuno del Ramadan assieme ad un biscotto dolcissimo, la chebakia, a base di miele, sesamo, aceto e spezie. La zuppa calda ricorda l’avvolgente calore della città, le spezie la briosità di Lucy, mentre il miele la dolcezza e la fragilità di Lucy.

Buona lettura
Tania C.

Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...