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sabato 18 settembre 2021

Recensione LA BOTTEGA DELLE ESSENZE di Erica Bauermeister - Ed. Garzanti -

 



LA BOTTEGA DELLE ESSENZE

Erica Bauermeister

Ed. Garzanti

Collana Narratori Moderni

Genere Narrativa Straniera

Formato Cartonato con sovraccoperta

Anno di pubblicazione: 2019

Pag. 352

€ 18,60

Versione digitale disponibile in tutti gli store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Erica Bauermeister
Foto da Garzanti

Erica Bauermeister è stata insegnante di letteratura alla University of Washington.

Insieme ai figli e al marito vive a Seattle, dove si è trasferita dopo aver vissuto due anni nell'Italia settentrionale.


TRAMA

<< Ogni profumo racchiude una storia. Se impariamo a proteggerlo, diventa parte di noi. >>


L'unica stanza della casa che ad Emmeline ha sempre ispirato una forte curiosità è il laboratorio del padre dove, su alti scaffali fanno bella mostra di sé numerose file di bottigliette.

Non sono comuni ampolle di profumo e nessuno deve toccarle: al loro interno custodiscono una piccola pergamena su cui sono impresse rarissime essenze: l’odore della pioggia in una mattina di temporale, il sentore del fumo nell’istante in cui fuoriesce dalla pipa, la dolcezza del miele di cui profumano le promesse di una madre. 

Emmeline ne è ipnotizzata: la curiosità la spinge a saperne sempre di più: quanto vorrebbe che il padre le raccontasse la storia di ciascuna ampolla e le insegnasse a catturare quei profumi! 

Ogni volta, però, il carattere chiuso e brusco del padre,  le impedisce di apprendere i segreti di quel mestiere e, soprattutto, di avere notizie di sua madre, la donna che l'ha messa al mondo e che  non ha mai incontrato. 

Ma l'improvvisa scomparsa del padre cambia tutto. 

Rimasta sola, Emmeline inizia a interrogarsi sulle proprie origini, sa che è giunto il momento di scoprire le sue origini e se ha altre radici oltre a quelle che ha imparato a conoscere. 

Per scoprirlo, però deve prima escogitare un modo di arrivare alle boccette dalle quali è tanto attratta e sciogliere il velo di  mistero che riguarda la creazione di quelle essenze. 

È consapevole che solo una di quelle ampolle potrà indicarle la strada giusta da percorrere per capire chi è davvero e trovare e abbracciare quella madre che è sicura esistere da qualche parte là fuori.

Dall’autrice di La scuola degli ingredienti segreti, bestseller mondiale grazie al passaparola dei lettori e alle recensioni entusiastiche della stampa internazionale, un nuovo romanzo lirico ed evocativo. 

La storia di una ragazza pronta ad attraversare i confini del cuore e dell’immaginazione per trovare la propria identità. 

Un inno al seducente fascino dei profumi che sanno risvegliare emozioni sopite e ricordi capaci di deviare il corso della nostra esistenza.


IMPRESSIONI

Ringrazio di cuore Linda di Garzanti che mi ha concesso l'opportunità di leggere La Bottega delle essenze, anche a due anni dall'uscita. I libri e le recensioni non passano mai di moda, soprattutto quando contengono magia e in questo romanzo la magia ci accompagna lungo il viaggio tra le essenze della protagonista.

Erica Bauermeister, dopo il successo de La scuola degli ingredienti segreti nel 2009, La casa dei destini intrecciati nel 2011 e L'arte di cucinare desideri, nel 2019 torna a scalare le classifiche editoriali con questo romanzo ricco di alchimia, drammaticità e sentimenti, riscontrando grande favore tra i suoi fans. 

Una nota speciale va alla copertina. 

Gioia per gli occhi e per l'olfatto, raffigura il bancone di un erborista, con ampolle, spezie, fiori e un pizzico di magia che lascia presagire il voluttuoso contenuto. 

Insomma, se avevate dei dubbi, questo libro vale già dalla copertina.

<< Noi esseri umani siamo fatti quasi interamente di acqua, a parte i massi dei nostri segreti. >>

Once upon a time Emmeline...

Chi di noi, sentendo improvvisamente un odore, non si è lasciato trasportare da ricordi tornati a galla magicamente.

Un luogo, una persona, un oggetto, un momento, un sentimento. 

Ogni cosa che ci circonda e che ha a che fare col mondo ha un proprio odore che stimola i nostri sensi, anche a distanza di decenni.

Quante volte abbiamo pensato a quanto sarebbe bello poter racchiudere l'aroma di un particolare momento della nostra vita per poterlo annusare in seguito, quando ne abbiamo più bisogno?

Questo era proprio il lavoro del padre di Emmeline: catturare gli odori su dei foglietti e rinchiuderli in ampolle sigillate con la ceralacca in modo da poterli ritrovare nel tempo, eternamente impressi in quei foglietti. 

<< Le bottiglie proteggono i foglietti, se le apriamo troppo spesso, gli odori scompariranno. >>

Ma gli aromi, così come i ricordi, sono eterei e labili. Non si possono imprigionare per sempre. Saranno loro a trovarci al momento giusto.

Lo aveva capito subito il burbero padre di Emmeline.

L'uomo, lasciata la moglie, quando la figlia era ancora molto piccola, si rifugiò con la bambina su un'isola deserta dell'arcipelago di Broughton, nella British Columbia, per portare a termine un importante esperimento sui profumi. 

L'isola, raggiungibile solo una volta al mese, durante le notti di luna piena, avrebbe protetto Emmeline dalla società cosmopolita, aiutandolo nella sua formazione di ''naso'' cattura essenze, facendola crescere in maniera semplice, a stretto contatto con i profumi della natura e lontana da ogni inquinamento.

Aveva inventato, quando ancora stava insieme alla madre di Emmeline, un macchinario che, partendo dal principio di scattar foto istantanee della Polaroide, avrebbe catturato su dei foglietti l'essenza di qualsiasi cosa presente sulla terra, materiale o spirituale e, una volta ''stampato'', avrebbe custodito il foglietto in centinaia di ampolle raccolte ordinatamente negli scaffali del capanno sull'isola. 

Quelle ampolline racchiudevano un tesoro prezioso agli occhi di Emmeline: l'essenza di ogni cosa, della vita stessa.

Non solo essenze materiali come quelle sprigionate dalla natura o dal fumo della pipa, ma anche odore di casa, di coccole, di felicità o odori acri come la paura, il disagio. Ogni singolo aroma era classificato in quelle allettanti boccette alle quali ad Emmeline non era concesso accedere, accrescendo in lei la curiosità verso quel mistero.

Un giorno, quando finalmente sarebbe stata in grado di creare le sue essenze, tutto avrebbe avuto un senso.

<< Non sai mai cosa può fare una sirena. >>

La vita sull'isola trascorse tranquilla, fuori dal tempo, quasi sospesa in un mondo fatato dove Emmeline e il padre raccoglievano molluschi, funghi, frutta selvatica e coltivavano un piccolo orto. 

Una volta al mese le sirene  lasciavano  sulla baia pacchi con generi di prima necessità e qualche sorpresa per la piccola, rendendo la vita sull'isola ancora più magica.

Ma la bambina, così come non aveva accesso alle ampolle, non aveva nemmeno il permesso di accedere alla scogliera e alla baia, il padre era stato tassativo!

Crescendo Emmeline cominciò a porsi le domande più naturali per una ragazzina: dove era la sua mamma e perché il padre non ne parlava mai evitando l'argomento in modo duro? 

Cosa c'era nel mondo fuori dall'isola e perché il padre non voleva che si avvicinasse a quella strana macchina cattura odori e alle boccette? 

La convinzione che quelle boccette potessero contenere le risposte ad ogni suo perché, crebbe con  lei finché un giorno,  dopo un litigio col padre, decise di distruggerle lanciandole dalla scogliera proibita.

<< Stava arrivando un cambiamento, ne percepivo l'odore. Somigliava al fruscio dei sogni prima del risveglio, la mattina. Quel delicato strattone ai fili della gravità mentre la marea lenta cambia direzione e inizia a trascinarti verso il mare aperto.

Fu quello il giorno in cui il padre scomparve tra le onde della scogliera per cercare di recuperare le preziose boccette e fu quello il giorno che segnò la  vita della nuova Emmeline.

Adesso non era più la bambina che correva felice sull'isola alla ricerca di nuove essenze. 

Non era più la bambina che festeggiava il compleanno il giorno dello spuntar delle viole.

Non c'era più il padre che ogni sera leggeva per lei le favole da quel libro consunto al quale alcune pagine erano state strappate senza saperne il motivo. 

Adesso avrebbe veramente dovuto contare solo su stessa e sul suo ''naso'', fare affidamento alle sensazioni che quella nuova nuova vita le avrebbe procurato.

Sola!

Era rimasta sola coi suoi sensi di colpa e da ora in poi avrebbe dovuto pensare a sé stessa, ai suoi boschi pieni di odori, ai molluschi da raccogliere ed essicare, alla legna da accatastare e alla sua mamma.

Ma il destino aveva progetti diversi per lei. 

Dopo aver distrutto le boccette e la macchina cattura odori e con la scomparsa del padre, i giorni si fecero bui e tristi, presa dallo sconforto la piccola si lasciò andare finché non arrivò qualcuno a salvarla da quell'oblio in cui era precipitata.

Emmeline, che ormai aveva circa tredici anni, per la prima  volta da che aveva ricordi, mise piede sulla terraferma, in una cittadina di una landa battuta dai venti del nord ma di una bellezza selvaggia, coi suoi cottage colorati e le piccole barche dei pescatori e dei rifornitori degli innumerevoli isolotti presenti nell'arcipelago.

La terraferma rappresentò la crescita di Emmeline, il suo debutto nella società moderna ed evoluta, dove il cibo era sempre presente in tavola ogni giorno, senza bisogno di procurarselo a mani nude nel bosco facendo scorta per il rigido inverno.

L'arrivo nella piccola cittadina la vide  affrontare il mondo della scuola e il contatto coi coetanei per la prima volta. 

Un mondo duro e difficile, non tanto per lo studio, il padre le aveva insegnato a leggere, scrivere e la scienza, sua materia preferita, quanto per l'approccio coi compagni. 

Invece di ricevere aiuto per integrarsi, la ragazza fu da subito vittima di bullismo da parte dei gradassi della classe. Presa di mira perché ''diversa'', veniva vessata e tormentata continuamente a causa del suo dono di catturare nuovi profumi.

<< Sentii l'odore del nervosismo su di lui, ma sotto c'era l'aroma di fumo di legno di ontano, pulito e sincero. >>

Se non fosse stato per Fisher, un ragazzo dai capelli rossi che le dimostrò da subito amicizia e protezione, Emmeline avrebbe smesso di frequentare le lezioni.

Si trovava così bene con Fisher, forse perché, come lei, anche lui era diverso, sensibile e sapeva leggere l'anima delle persone come lei sapeva leggerne gli odori. 

Grazie a Fisher diventò adulta e scoprì sé stessa, la sua essenza più intrinseca. 

<< ''Segui il tuo naso, Emmeline.''

Erano le parole di mio padre, ma la voce che sentivo nella testa era la mia. >> 

Insieme alla consapevolezza di sé arrivò anche il momento di mettersi alla ricerca delle proprie origini, di quella madre della quale non sapeva nulla ma che in cuor suo sapeva essere viva in qualche posto e che presto avrebbe trovato e finalmente avrebbe potuto non solo abbracciarla, ma scoprirne quell'aroma di miele caldo così tipico delle mamme.

Aveva già tutto in mente. 

Tutto programmato e studiato punto per punto coi pochi indizi che aveva. 

Solo una volta trovata la madre avrebbe potuto lasciarsi andare, risolvere i suoi dubbi, dare tutte le risposte alle domande alle quali il padre non aveva mai voluto rispondere. Quel padre che le mancava così tanto e che lei aveva spinto tra quelle onde per recuperare le ampolle perdute per sempre, quel padre che le aveva sempre mentito e tenuto nascosto importanti segreti.

Ma lo scontro con la realtà non fu poi  così dorato e profumato di torta di mele e cannella come aveva immaginato.

A volte la realtà gioca scherzi poco simpatici, mettendo a dura prova il cuore e la logica.

E allora non rimane che lasciarsi guidare dai profumi per trovare la via giusta...

Questa è la storia di Emmeline, ovviamente molto più ricca di emozioni e sensazioni che potrete ritrovare leggendo.

La bottega delle essenze è un romanzo che ho letto d'un fiato, togliendo ore al sonno.

Ne ho assaporato ogni pagina che mi ha ispirato, metaforicamente, le quattro stagioni.

L'estate, ricca di colori, come la vita in libertà sull'isola, coi suoi profumi rossi e gialli di sole, di sale, di gaultheria e mirtilli rossi; 

l'autunno, dolce e malinconico come il ricordo del padre scomparso, dai profumi aranciati, avvolgenti e speziati, di legna che arde sul fuoco, funghi e mele alla cannella;

l'inverno, che segna il difficile percorso di Emmeline dopo l'arrivo in città, col profumo argenteo e metallico  della pioggia fredda che pizzica il naso e fa lacrimare gli occhi;

la primavera, simbolo di rinascita e di nuova consapevolezza, nuove prospettive, desideri finalmente realizzati, con un profumo verde brillante di rugiada e di fiori di melo, di erba tagliata e menta, di viole.

Per chi conoscesse già l'autrice sarà facile ritrovare lo stile calmo e pacato, soave, che prende il lettore per mano conducendolo fino alla fine, quasi ipnotizzato dalle emozioni.

Per chi invece non conoscesse ancora Erica Bauermeister, è questo il momento giusto per farlo, magari proprio con La bottega delle essenze.

Se amate i profumi e i ricordi ad essi legati, se amate i paesaggi nordici aspri e selvaggi, non potrete fare a meno di conoscere Emmeline e il suo dono speciale, sono sicura che gli animi più romantici e spirituali ne saranno estasiati.

Unica raccomandazione, durante la lettura è d'obbligo accoccolarsi in poltrona, accendere un incenso alla cannella e lasciar vagare la mente nella scia aromatica.

Buona lettura,

Tania C.








domenica 27 dicembre 2020

Recensione NATALE SENZA AFFANNO di Beth Kempton - Ed. Corbaccio

 



NATALE SENZA AFFANNO

Beth Kempton

Editore Corbaccio

Anno di pubblicazione 2020

Collana I libri del benessere

Formato Brossura

Pag. 240

Traduzione Gabriella Pandolfo

€ 16,90

ISBN: 8867008110

Ebook disponibile in tutti gli store on line


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Beth Kempton - foto dal web -


Beth Kempton ha lavorato molti anni in Giappone dove ha imparato l’arte degli origami, dell’ikebana e della scrittura. Si è dedicata alla ceramica, alla tessitura e alla cerimonia del tè. Le esperienze vissute hanno sviluppato in lei un grande amore e una profonda conoscenza della cultura giapponese, tanto da riportarla nel suo libro Wabi, edito da Corbaccio nel 2019.

Fondatrice e CEO di Do Wath You Want, dal quale fu tratto il libro Fai quello che ami, edito in Italia da Corbaccio, la Kempton tiene corsi e workshop volti ad aiutare migliaia di persone in tutto il mondp.

Il suo blog è stato definito << Best Happiness Blog on the Planet >>.





TRAMA

Riscoprire il vero spirito del Natale

Se dicembre fosse un mese rilassante invece che stressante? Natale senza affanno vi accompagna fuori dal buio invernale, per arrivare alla magia di un Natale genuino, di un periodo fatto di splendide  tradizioni, doni e promesse. Durante la lettura riuscirete ad allontanarvi dal Natale dei centri commerciali, dei lunghi pranzi e dei ricevimenti organizzati quasi per obbligo più che per il piacere di ritrovarsi, dalle affannose corse al regalo dell’ultimo minuto… dalla routine che ha soffocato l’incanto dei Natali della vostra infanzia. Si ritroverà il piacere della lentezza, del cucinare per gli amici e la famiglia, del piacere dello stare insieme senza affannarsi. Mai come in questo periodo è importante prendersi dei momenti tutti per sé, per coccolarsi e riempire le festività non solo di cibo ma anche di ricordi, tradizioni antiche e nuove, progetti per il nuovo anno, speranze per noi e i nostri affetti più cari.

IMPRESSIONI


<< Prendete una sedia e rilassatevi. Dopo tutto è Natale. >>

Questo libro sul Natale, ma non di Natale e adesso vi spiego il perché, mi è stato gentilmente offerto in una comoda versione digitale da Valentina di Edizioni Corbaccio che ringrazio per la gentilezza accordatami. 

È un saggio-romanzo-racconto che amo definire come ''agenda della serenità''. 

Leggere e rileggere un capitolo alla settimana durante l'anno, non solo a Natale, potrebbe essere una panacea per tutti quegli animi in continua corsa frenetica verso il traguardo dell'ansia ''da prestazione'' natalizia.

Quando ero piccola il Natale per me significava 8 dicembre. Una data importante, quella che aspettavo tutto l'anno per poter fare il Presepe e l'albero, addobbare la casa con  tante lucine colorate, aspettare Gesù Bambino ( a casa mia Babbo Natale non passava ) coi doni richiesti dopo aver scritto la letterina con la mia bella calligrafia precisina. 

Un mese impegnativo ma dal dolce profumo di ricciarelli e panforte che si propagava per casa. La mamma e la nonna impegnate a tirare la sfoglia e a preparare il ripieno per i ravioli che poi avrei riempito con le mie manine incerte di bimba che voleva giocare a fare la cuoca, finendo per fare degli improbabili ravioli o troppo obesi o scheletrici. 

Ma era bello, perché tutto era intriso di quella semplicità e  magia che solo i bambini riescono a vedere e vivere con tanta spensieratezza. 

Crescendo il Natale è diventato per me, come credo per molti,  un'imposizione. 

Ho sempre amato addobbare casa, guardare i film a tema e ascoltare le coinvolgenti melodie, ma la magia dei Natali della mia infanzia è stata sostituita dall'ipocrisia del consumismo sconsiderato per fare il regalo più prestigioso o spesso ''riciclato'' perché il regalo va ricambiato per forza, finendo per fare ancora più brutta figura che a presentarsi a mani vuote e dall'imposizione di avere, ogni anno, casa riempita di gente solo perché ''è Natale e bisogna stare insieme''. 

Quasi una gara a chi ha la tavolata più bella e succulenta, il dolce più ricercato e la frutta esotica più rara, l'albero griffato e decorato dall'architetto perché lo impone la moda, perdendo il vero spirito del Natale. 

Lo spirito che ho perso e mai più ritrovato, pur amando l'atmosfera calda che si respira dall'Immacolata fino al 24 dicembre. Per me il Natale è sempre finito il 24, il giorno dopo ha sempre significato  ''solitudine'', tristezza e noia. 

Mangiare, bere, ascoltare futili discorsi di chi crede che l'amore si manifesti solo declamando lo squallore della busta generosa o di un regalo a 24 k, mi hanno fatto passare la voglia e il piacere dello stare insieme, di ritrovarsi davanti all'albero a guardare Una poltrona per due e spacchettare piccoli doni, ma pensati e fatti col cuore e anche con le proprie mani.

<< Che questo libro possa essere una lanterna che vi accompagni attraverso il buio dell'inverno e vi riporti al vero spirito delle feste. Spero vi porti tanta gioia. >>

Con questo libro la Kempton ha cercato di ricreare quella magica atmosfera che respiravamo da piccoli, invitandoci a lasciarci alle spalle l'ansia e la frenesia consumistica per dare spazio al calore degli affetti sinceri, al piacere di scegliere col cuore il regalo per i nostri affetti, al tepore della calma di una mattina di festa, alla gioia di una buona colazione a letto perché è Natale e tutto è possibile, soprattutto la tranquillità.

Partendo dal fatto che  non esiste un unico modo per fare il Natale, così come non esiste un'unica forma di famiglia, l'autrice ci accompagnerà nella realtà dei festeggiamenti del Natale di altre culture, soprattutto dell'emisfero boreale, esplorando tradizioni e ricordi di più generazioni per arrivare al punto in comune che, in qualsiasi modo lo si viva, nei nostri cuori il Natale ha un potere magico. 

L'importante è viverlo con leggerezza e spontaneità , senza lasciarsi sopraffare da tradizioni imposte che nulla hanno più a che fare con lo spirito natalizio. Sarà bello anche riscoprire il piacere dell'inverno, che non è solo buio e grigio.

L'invito che ci fa la Kempton è quello di ritagliare tutto il tempo che ci serve per riflettere su ciò che realmente desideriamo dal Natale per noi e per i nostri cari, in modo da non arrivare a fine anno con l'anima arruffata e stanca ma con le idee chiare e tante nuove prospettive per il nuovo anno che sta per arrivare.

Dopo un anno duro e difficile, che non ha concesso sconti a nessuno, questo libro è probabilmente quello che serve per rimetterci in carreggiata, per farci capire che è arrivato il momento di prenderci una pausa, lasciare andare le vecchie convinzioni che ci bloccano e immergerci nella tranquillità dei piccoli gesti quotidiani insieme alla nostra famiglia e ai nostri amici. 

Il piacere di preparare una buona colazione per i nostri mariti, di prendere un tè con un'amica o di fare una passeggiata nella natura sono  li che ci aspettano per diventare i nostri momenti magici. 

E sarà Natale tutti i giorni. 

Ho letto questo libro a fine novembre, appena mi è stato inviato ed avevo in programma di recensirlo per l'Immacolata o subito dopo. Purtroppo, anticipando l'invito al rilassamento dell'autrice, un intervento alla mano mi ha obbligato a fermarmi per qualche tempo. Ne ho approfittato dunque per riflettere su ciò che avevo appena letto e sul significato che il Natale aveva preso per me nel tempo.

Mi è servito molto seguire il consiglio nascosto tra le pagine: ''rilassati, respira e rallenta''. Piano piano la magia dell'atmosfera di un tranquillo Natale in famiglia  è tornata, accentuata anche dalla situazione sanitaria che purtroppo stiamo vivendo. Il piacere di stare raggomitolata davanti al camino a leggere con una tisana fumante mentre fuori piove, il calore dei miei genitori vicino, il muso umido di Brigadiere sulle mie ginocchia, le coccole del mio compagno, hanno assunto un sapore più intenso. Sapore di casa e di quell'abbraccio avvolgente che credevo perduto per sempre.

Il libro si divide in tre parti.

La prima parte, l'attesa durante la quale verremo esorcizzati dalla frenesia del consumismo per convertirci al tepore della nostra casa.

La seconda parte, la celebrazione, durante la quale riscopriremo con occhi meravigliati l'atmosfera natalizia, del significato di donare e convivialità.

La terza parte, la manifestazione, durante la quale impareremo a pianificare in maniera innovativa il nuovo anno, allo scopo di renderlo appagante sotto ogni aspetto.

L'autrice consiglia di leggere Natale senza affanno tutto insieme, lentamente, ma solo prima di Natale, assaporando ogni racconto che ci guiderà come un faro durante tutto il periodo festivo. Se invece lo abbiamo trovato come dono sotto l'albero, si raccomanda di passare subito alla terza parte, in modo da arrivare serenamente al prossimo Natale, in cui si potranno leggere le altre due parti. 

Un altro consiglio è quello di  non riporre mai il libro perché potrebbe tornare utile in ogni momento di spossatezza o di sconforto.

Sperando che questo libro possa essere utile a voi come lo è stato per me, approfitto dell'occasione per augurarvi buone feste e buona lettura.

Tania C.




giovedì 26 novembre 2020

Recensione GLI OROLOGI DI PRAGA di Paolo Ganz - Bottega Errante Editore -


 



GLI OROLOGI DI PRAGA

Paolo Ganz

Ed. Bottega Errante  2020

Pag. 158

Copertina flessibile

Illustrazioni Elisabetta Damiani

€ 14,00


CONOSCIAMO L'AUTORE

Paolo Ganz - foto da

 https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.bottegaerranteedizioni.it%2F%3Fteam%3Dpaolo-ganz&psig=AOvVaw16dnOniXOF65z-YmMGI1oF&ust=1606300195639000&source=images&cd=vfe&ved=0CAMQjB1qFwoTCIjx_tb8mu0CFQAAAAAdAAAAABAD

Paolo Ganz, scrittore, è nato a Venezia e da alcuni anni vie davanti all'Adriatico, al Lido. Oltre ad essere musicista e viaggiatore è anche inventore, raccoglie e racconta storie, ambientandole nella sua terra. Tra i suoi scritti annovera articoli, saggi, canzoni e musica, poesie. Dopo l'esperienza presso alcune testate giornalistiche, nel 2006 pubblica il suo primo romanzo, Nel nome del blues per Agorà Factory, seguito da Venice Rock'n'roll edito da Fernendel enl 2011. Per Studio LT2 nel 2011 pubblica Calle dei Bombardieri, Armonicomio per Fernendel nel 2012. Nel 2013 per La Toletta pubblica Perché a nessuno piace il mio caffé. Nel 2014 edito da Mare di Carta esce Piccolo Taccuino Adriatico, classificatosi al secondo posto nella sezione narrativa premio Carlo Marincovich 2015. Nel 2014 esce per La Toletta El muerto vivo. Nel 2016 per Mare di Carta, menzione premio Gambrinus Mazzotti 2017, pubblica Venezia - Guida poetica alla città di pietre e acqua. Con Ediciclo pubblica nel 2017 La Grecia di isola in isola, la raccolta di poesie Lucernari e il quaderno Il racconto degli zattieri. Con Giovanni Giusto ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo Revoluciòn- l'avventurosa vita di Gino Doné e all'antologia Porto Marghera - Cento anni di storie 1917-2017, pubblicati da Helvetia Editrice 2017.

È autore del primo e più completo metodo per armonica Blues italiano, (Bèrben 1987).

Per saperne di più, il suo sito www.paologanz.it

Per Bottega Errante ha pubblicato Venezia complice, collana camera con vista.

(Fonte: Bottega Errante)


TRAMA

Per capire Praga bisogna viverla di giorno e di notte, soprattutto la notte; percorrere i suoi portici e calpestare le pietre delle sue strade, dove si può trovare, nascosta tra le fessure, una moneta perduta molto tempo prima.

In bilico su una fune sospesa tra passato e presente, con taccuino e penna per non dimenticare nulla, Paolo Ganz, ci racconta la sua Praga.

Luoghi, personaggi e incontri fanno sono lo scenario di un affresco affascinante, perché a Praga può succedere di incontrare il proprio doppio, la persona che non siamo mai stati o che non abbiamo mai avuto il coraggio di diventare.


IMPRESSIONI

The world of Franz Kafka, Praha 1 - foto personale -

Esattamente un anno fa ho fatto il mio ultimo viaggio prima che il covid facesse calare la sua cappa nera sul mondo limitando gli spostamenti. La meta era Praga, quella capitale europea della quale avevo tanto sentito parlare ma  che ancora non avevo mai visitato. Così, emozionata per ciò che la nuova meta mi avrebbe proposto, mi imbarcai fiduciosa che una volta atterrata, la città mi avrebbe regalato tante nuove emozioni.


Praga, Piazza della città vecchia - foto personale -

La magia mi pervase subito, complici colori e luci di un autunno oramai agli sgoccioli. 

Vigneti del  Pražský hrad - foto personale -

Praga mi si parò davanti con la maestosità del suo magnetismo gotico. Catapultata in un'altra dimensione iniziai il mio peregrinare per la città, soprattutto di notte. Una città all'apparenza vuota, ma brulicante di anime in cerca di emozioni e calore dato da fiumi di ottima birra contornati da un goloso gulash

Piccole gioielli di una Praga nascosta - foto personale -
.

<< Sono venuto a Praga per fondare una città, una notte alle 

dieci del mattino. >>


Paolo Ganz decide di tornare a Praga dopo aver partecipato per caso ad una conferenza letteraria in una biblioteca. 

Non potendo fare a meno di esimersi dall'acquistare almeno un libro, si ritrova con la borsa piena di testi su Praga. Aveva sentito un richiamo da parte di quella città ed era giunta l'ora di tornarci, di ripercorrere le sue strade attraverso un viaggio storico-letterario firmato da autori di spicco della Praga letteraria:  Hasek e Kafka che non avranno mai la possibilità di incontrarsi e conoscersi, Hrabal e Kundera con l'insostenibile leggerezza dell'essere umano. Attraverso ricordi  vividi scaturiti dalle pagine delle loro opere e calpestando i loro passi enogastronomici nei locali più famosi frequentati dagli scrittori, l'autore ci fa vivere Praga e la sua storia, rievocata anche da aneddoti su personaggi che per la città hanno dato la vita, come Jan Palach, divenuto il simbolo Cecoslovacco della resistenza antisovietica dandosi fuoco in Piazza San Vinceslao.


Praga, la Moldava vista da Ponte Carlo - foto personali -

Passo dopo passo, percorrendo l'imponenza di Ponte Carlo e costeggiando la placidità della Moldava,  ci conduce poi nel Quartiere Ebraico, luogo mistico e magnetico grazie al Cimitero Ebraico, alle sue Sinagoghe e al famoso Golem di Meyrik che si palesa ogni 33 anni.


Praga, Cimitero Ebraico - foto personale -
Praga, Cimitero Ebraico - foto personale -

<< Come Praga possa interagire con l’umore degli innamorati io ora lo ignoro. Dico 'ora' perché sicuramente un giorno lo scoprirò' Fatto sta che un amore nascente qui troverà nutrimento e calore; se invece traballa in preda a chissà quali incertezze, Praga gli indicherà la strada della sua ghigliottina. >>


Graffiti di Praga - foto personale -

Ma la Praga di Ganz non è solo storia e letteratura. È  vita, degrado, romanticismo. Di giorno, ma soprattutto di notte, la città si rivela al viaggiatore scoprendo la sua anima pulsante fatta di sentimenti forti, di gente arrivata e di gente, come gli artisti di strada, che non si è mai persa, restando in bilico sull'orlo di una voragine pronta ad inghiottirli perché hanno preferito essere invece che apparire. La città si svela agli occhi di sa riconoscerne l'anima fiera e accogliente, pronta a soddisfare la curiosità del viaggiatore più esigente. 

Ganz riscopre una città che è musica  sprigionata dalle  note delle canzoni di Marta Kubisova, simbolo della Primavera di Praga.

Praga, Torre dell'orologio - foto personale -

E camminando insieme a lui, lentamente, immersi nei vicoli brulicanti di anime, si viene rapiti dalla magia. 

Chi non è mai stato a Praga può solo aver sentito parlare dell'aura magica che la avvolge. Chi ha avuto la fortuna di visitarla sa bene quanto la magia sia un tratto dominante della città, iniziando dall'ipnotismo della Torre dell'orologio astronomico, cuore esoterico della città vecchia, sino ad arrivare, un po' per folklore e un po' credo, a farsi leggere il futuro nei Tarocchi ispirati alla saggezza astrologica della città.

Con questo racconto di viaggio Ganz mi ha fatto rivivere il mio viaggio del cuore in una città che mi ha accolto tra le sue braccia come fosse un sogno.

La gioia provata aspettando i rintocchi dell'orologio, come una bambina davanti ad un negozio di giocattoli, l'emozione di percorrere di notte le piccole vie vuote, nascoste nel cuore della città vecchia, l'atmosfera magica e d'altri tempi respirata al Pražský hrad, il castello sulla collina che domina la città, sono ricordi che mi porterò sempre nel cuore, con la speranza che si possa tornare presto a viaggiare. 

Perché il mio prossimo viaggio mi porterà nuovamente a percorrere il porfido di Ponte Carlo e ad osservare la Moldava che scorre paciosa lungo le sue sponde brulicanti.

Questo racconto, da leggere come un romanzo storico, è un concentrato di emozioni provate non solo dall'autore, ma anche da chi ha conosciuto Praga o da chi ha sempre sognato di conoscerla. 

Sulle note di una poesia musicale, orecchiabile e scorrevole,  Ganz  trascina il viaggiatore sulle tracce della bizzarria di Kafka, tra le leggende folkloristiche e nelle allegre birrerie  della città vecchia, avvolte dal manto stellato delle notti magiche che solo Praga sa regalare a chi la vive con l'anima, tenendolo incollato alle pagine fino alla fine del viaggio. 

Fine per ora...

Come per Ganz, il richiamo a tornare ancora una volta, è forte, e grazie al suo libro, quando vi tornerò, conoscerò una Praga diversa, che va ben oltre alla sua bellezza turistica.

Per riprendere le parole del Piccolo Principe : ''L'essenziale è invisibile agli occhi'' e Ganz ha saputo cogliere e tradurre in poesia l'essenzialità di una Praga nascosta agli occhi del turista ma non a quelli di un viaggiatore.

Un libro che consiglio a chi ama Praga, a chi desidera ancora viaggiare e scoprire nuove città, a chi cerca atmosfere magiche e forti emozioni, oltre che alla buona tavola e al buon bere.

Particolarità del racconto sono le splendide illustrazioni di Elisabetta Damiani che impreziosiscono il testo.

Sperando di avervi incuriositi, vi lascio il link di Bottega Errante per acquistare questo magico racconto del viaggio dell'anima di Ganz.

https://www.bottegaerranteedizioni.it/?product=gli-orologi-di-praga 

Un ringraziamento sentito va ad Alessandro di Bottega Errante per il gentile invio della copia omaggio.


Buona lettura,


Tania C.












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