martedì 14 aprile 2026

Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

 



TUTTO NASCE PER FIORIRE


Autore: Demetra Costa

Editore: IoScrittore

Formato: Brossura

Pag.: 503

Uscita: Giugno 2025

€ 18 formato cartaceo

Formato ebook presente sugli store digitali


CONOSCIAMO L'AUTRICE


Demetra Costa è un'autrice che scrive sotto pseudonimo.

Nata e cresciuta a Bergamo, dove vive tutt’ora con il marito e i suoi tre bambini, ama il suo lavoro di assistente sociale, tanto farlo farlo fare alla protagonista del suo romanzo. Oltre alla passione per il lavoro, ama dedicarsi alla lettura e alla scrittura. 

Grazie alla sua visione ottimistica del mondo e della vita, è sempre stata un’acuta osservatrice e sostenitrice del genere umano, con tutte le differenze e sfumature.

"Tutto nasce per fiorire" è il suo romanzo di esordio.

Fonte: Il Libraio


TRAMA


"Ti metto in guardia: non è semplice starmi dietro! Sono maldestra e disordinata, una calamita per disgrazie e disavventure. Se non sono io che cerco i guai, sono i guai a trovare me, per intenderci. Le mie giornate sono piuttosto complicate, così come non sempre lineari sono le soluzioni che riesco a trovare per risolvere i problemi che mi cascano davanti. In amore sono un disastro, in famiglia la pecora nera. Ho un ragazzo che non è mai cresciuto, forse artista o forse soltanto superficiale e poco onesto, una storia appena finita con un ragazzo un po' troppo perbene, troppi dolci nella mia cucina e troppe situazioni intricate che mi porto a casa dal lavoro. Insomma, anche se ormai mi affaccio alla soglia dei trent'anni, prendere in mano le redini della mia esistenza sgangherata sembra un'impresa impossibile. Sorprendentemente, però, con la vita degli altri è tutto più semplice e aggiustare i cocci rotti mi riesce molto meglio. Niente è facile per un'assistente sociale come me. Tra tagli al budget e una scarsa considerazione da parte delle istituzioni, sono costretta a lavorare in un triste e umido seminterrato, il famigerato Sottozero, dove sono stati relegati gli uffici dei Servizi Sociali. Ma io non mi fermo. E con la grinta che mi contraddistingue, ce la metto tutta per scovare soluzioni creative e sempre nuove per migliorare la vita delle persone che incrociano la mia strada, per aiutarle a risolvere i loro problemi, accendere qualche piccola opportunità e dare loro una seconda chance. Per fortuna, nel fare tutto questo, c'è chi ancora è dalla mia parte. La bellissima città di Bergamo, che mi culla e mi fa da sponda. Desy, la mia migliore amica, razionale e concreta come un vero ingegnere sa essere. E infine nonno Carlo, capace di riportare tutti i conti in pari con una sola tazza di cioccolata calda. E ora ne ho bisogno più che mai perché ho due storie difficili di fronte a me. Amanda e Giuseppe, due esistenze dure, due casi intricati e drammatici nei quali mi sono trovata coinvolta e che so affrontare solo a modo mio, mettendoci affetto e un briciolo di inventiva. Vuoi conoscere il mio nome? Mi chiamo Vittoria, anche se purtroppo non vinco quasi mai. Vittoria Levante."

 

 

 

IMPRESSIONI

 

 

Ringrazio di cuore Demetra Costa per avermi generosamente inviato una copia di "TUTTO NASCE PER FIORIRE".

L'ho già letto da un po', ma col pc fuori uso non ho potuto fare molto. A scrivere recensioni per il blog col cellulare non riesco, così ho ritardato un po', con la speranza che mi perdoni.


" C'è tanto amore nell'aria, quaggiù. Ma purtroppo, ciò che manca è la concentrazione: non ne trovo traccia da nessuna parte. "


Vittoria Levante, la protagonista del romanzo, è un'assistente sociale che fa della normalità il suo punto di forza. 

È una di noi, con dubbi, insicurezze e paure, anche nei piccoli gesti quotidiani.

Ma Vittoria è anche empatica e sensibile, soprattutto con le persone fragili che incontra ogni giorno durante il suo lavoro.

La storia ironica, a volte pungente, a volte piatta, proprio come fosse un racconto di vita reale, comincia in punta di piedi, addentrandosi cautamente e con delicatezza nelle pieghe della vita, negli anfratti dove vanno a nascondersi le verità più intime.

Colonna portante della storia è il clima confidenziale che si respira durante la lettura: un intimo,  sottilissimo confine, ma ben bilanciato, tra un velo di malinconia e un certo bagliore che strizza l'occhio alla speranza. 

L'autrice ha saputo descrivere i rapporti umani in maniera verace e sincera, senza cadere nella banalità della leziosità spicciola.


" Proprio così: i fiori più veri sono quelli di terra e non certo quelli di serra! Qualcuno me lo disse una volta e da quel momento ci ho creduto anch'io. "

                  

Lo stile è limpido, diretto, non senza quel pizzico di attesa sul più bello, per lasciare piena libertà alle emozioni sincere. 

Fa breccia nei cuori, coinvolgendo durante una lettura piacevolmente scorrevole.

Nel titolo è concentrata tutta l'essenza del romanzo, non una promessa innocente quanto la possibilità di imparare a conoscersi, lasciando spazio al tempo per svelare al mondo e a sé stessi il proprio essere.

I toni pacati e gentili restano fino alla fine e oltre, come un seme che continuerà a crescere e germogliare anche dopo l'ultima parola... 

Lascio scoprire a voi tutta la dolcezza coinvolgente di questa storia. 

Il mio invito, se vi hanno incuriosito la trama e le mie impressioni, è quello di spolliciare sugli store online o reperire una copia di Tutto nasce per fiorire e accompagnare Vittoria lungo nei vicoli più angusti dell'animo umano per arrivare alle immense praterie nascoste in fondo al tunnel.

Vi aspetto, con altre nuove avventure, qui sul blog e sulle mie pagine social.

Buona lettura

Tania C.


lunedì 13 aprile 2026

Presentazione IL CIELO DEGLI INVISIBILI di François Morlupi.

 





Venerdì 10 aprile, la Valigia, vincendo la sua "treno fobia", è salita sul regionale per recarsi a Pisa. 




Torre di Pisa - foto personale -

Impresa titanica, per una "trenopondriaca" come me, ma non potevo certo mancare alla presentazione del nuovo romanzo, "Il cielo degli invisibili", del mio giallista preferito: François Morlupi. 

Come ormai da diversi anni a oggi, l'evento si è tenuto presso la Libreria Fogola, a PIsa, sotto al magnifico pergolato antistante l'entrata. 




Libreria Fogola Pisa - foto della libreria -

A intervistare François Morlupi, la brillante e preparatissima Chiara Cini.

Non vedevo l'ora di partecipare a questa presentazione per due buoni motivi: il primo è dovuto all'uscita del nuovo romanzo, Il cielo degli invisibili, il secondo è l'emozione e l'onore di poter rivedere e scambiare due parole col mio autore italo francese preferito, ça va sans dire. 

Il blog e la mia passione per la lettura mi hanno permesso di vivere sogni che mai avrei pensato di poter realizzare. 

Uno, tra i tanti, quello di poter conoscere di persona François, dopo aver letto i suoi primi romanzi. 

È sempre così, quando certi romanzi mi catturano e mi danno emozioni forti, sento il bisogno di conoscere l'autore, di interagire con lui, di scambiare opinioni, consigli (non richiesti, i più preziosi). E François non si è mai negato, ha sempre trovato un attimo per rispondere a un messaggio, per consigliarmi letture, per aiutarmi al bisogno.

Così, tra un inciampo e l'altro, il giorno della presentazione è arrivato e, felice come un bambino la mattina di Natale, quando trova i doni sotto l'albero, eccomi in prima linea (in realtà in seconda, ma non fa differenza), pronta a rivivere ogni sfumatura, ogni sapore e sorprese che mi ha riservato Il cielo degli invisibili, del quale vi lascerò la recensione tra poco.


La simpatia e l'ironia disarmanti di François hanno saputo tener testa alle domande incalzanti di Chiara, la quale ha riportato in maniera impeccabile il ritratto di ogni personaggio, senza svelare troppo sulla trama.

Il tema affrontato da Morlupi è un tema, purtroppo, di grande attualità ancora oggi, quello di una società che emargina sempre di più le persone fragili, rendendole invisibili. 

Crediamo di vivere in una società inclusiva, che si ritiene attenta e accogliente, ma in realtà basta togliere lo strato di lustrini dei quali si riveste, per trovare la realtà più recondita, quella che non si vede o si fa finta di non vedere.

Questa realtà è fatta di persone fragili, spinte a vivere ai margini. Fragilità a 360°, peso per la società, quindi da nascondere, sfociando così nell'invisibilità, nell'emarginazione, nel silenzio assordante ma non recepito.

Morlupi ha dato voce a queste persone vestendole dei panni dei suoi personaggi, come fossero persone che incrociamo ogni giorno nella nostra quotidianità, rimarcando quanto l'emarginazione (non solo sociale) sia anche causata dalle strutture che non tengono conto dei differenti bisogni personali. 

Specialmente dopo tutte le restrizioni causate dal covid, molti bisogni sociali, come gli spazi di ritrovo urbani non più accessibili, i servizi alla persona dimezzati o cancellati, la mancanza di lavoro o il lavoro tramutato in "catena di montaggio" a ritmi serrati, non hanno fatto altro che accrescere disagi già esistenti e crearne di nuovi, facendo calare sempre di più il buio sulle persone fragili.

Morlupi ha centrato l'obiettivo di rendere visibili queste persone, aiutando la società a guardare oltre, dietro alle apparenze, facendo capire che la fragilità non è un caso circoscritto, ma qualcosa di più radicato e che riguarda tutti, prima o poi.

Attraverso l'umanità e l'empatia dei suoi personaggi, l'autore, ha chiarito che essere una società inclusiva significa dare voce al valore dell'essenza di ogni persona invisibile.

Ascoltare, non giudicare e piccoli gesti di accoglienza possono dare luce all'invisibilità, trasformandola in un valore aggiunto.


Recensione

IL CIELO DEGLI INVISIBILI
Tengo a precisare che questa recensione è già stata pubblicata su Amazon e sui miei social.
François Morlupi ha il potere di farmi entrare nelle sue storie e viverle in una notte, divorando ogni pagina con l'acquolina in bocca. Se dovessi ingrassare ulteriormente, saprete presto il perché!
Otello De Bartolo, il paninaro zozzone e poeta nostalgico, che oltre a sfamare solitudine e l'invisibilità di un "ultimo distretto" metropolitano, immerso nella stellata canicola romana, ha sempre un sorriso e un panino speciale per gli avventori del suo locale vintage su quattro ruote.
Non ha studiato, Otello, ma la sua passione per la letteratura, soprattutto per i grandi classici, gli ha permesso di crearsi una profonda cultura, tanto da dare vita alla sua professione di paninaro letterario, col doppio intento di divulgare la sua passione letteraria a chi gli sta intorno.
Nelle notti afose, insieme al suo fidato collaboratore, il pennuto, Virgilio lancia semini, in modalità "grillo parlante", all'aiutante Alice e a una rosa di personaggi accuratamente stravaganti, come la sensibile, prorompente Marchesa e una affascinante quanto misteriosa Dottoressa, si imbarcherà nell'enigmatico caso della sparizione di un abituale cliente del chiosco, uno specializzando del Policlinico.
No, non ci saranno i Cinque di Monteverde a dirigere le operazioni nel labirintico caos del microcosmo ospedaliero, ma vi assicuro che il Maresciallo dei Carabinieri Buzzini vi farà sentire a casa, avvolti da un calore familiare e un colpo di scena magistrale che solo François poteva mettere in atto.
Ça va sans dire...
Anche questa volta Morlupi ha aggiunto un altro centro al suo bersaglio, dando voce a nuovi personaggi che sapranno farsi amare da subito.
Ogni personaggio è il ritratto di una società senza tempo, in cui il mondo notturno è costellato dalla presenza degli "invisibili", persone reali, uomini ai margini di un mondo cieco e sordo, che hanno tanto da raccontare a chi sa donarsi all'ascolto.
Romanzo scorrevole, dal piacevole retrogusto accattivante ma delicato, sotto la crosticina croccante e saporita di una trama che coinvolge con la naturalezza della quotidianità.
Il mio consiglio, soprattutto per chi sente la nostalgia del Commisariato di Monteverde, è quello di farsi un giro notturno al Policlinico Umberto I, con tutta calma, arrivare al Chiosco di Otello per assaggiare un "Don Chichotte" in salsa "Padron 'Ntoni" e lasciarsi coinvolgere dai racconti curiosi e dalle stonate melodie di Giuseppe.
Un nero accecante vi travolgerà, trasportandovi in un'indagine ricca di sapori, profumi, sfumature e... sorprese!
Fidatevi del noir, correte in libreria o spolliciate sullo store digitale e potrete farvi rubare il cuore anche voi da Otello e Virgilio.
Ovviamente vi verrà fame, quindi vi lascio la mia personalissima ricetta per un succulento panino caldo "Il cielo degli invisibili", compagno gustoso della mia notte di lettura :
Una ciabatta o schiacciata da tostare e farcire
2 fette di prosciutto cotto
Due fettine di scamorza affumicata
Due fette a striscioline di pomodori secchi sott'olio
Olive taggiasche tritate e scaglie di parmigiano o grana, per i più audaci pecorino sardo, a sentimento.
Farcire il panino leggermente tostato in precedenza, grigliare per far fondere i formaggi e, con buona pace di colesterolo e trigliceridi, buon appetito e buona lettura.

P.s. In caso di bisogno, il buon #BiagioMariaAnsaldi, è ben fornito di tisane digestive, gastroprotettore e antiacido, sempre pronto ad aiutarvi.
Basta chiedere.
Ovviamente, François, mi devi un panino "Il cielo degli invisibili" da Otello...

Con François Morlupi - foto personale -



Questa è stata la mia fantastica esperienza alla presentazione di Morlupi.
Un ringraziamento speciale lo voglio fare in primis proprio a lui che nonostante lo sciopero dei treni ha deciso di presenziare lo stesso, rendendosi disponibile con noi fedeli lettori e intrattenendoci con tantissime curiosità e aneddoti sul mondo degli invisibili;
grazie di cuore alle ragazze della libreria Fogola di Pisa che hanno realizzato questo evento da me tanto atteso. Io vivo in provincia di La Spezia dove, purtroppo, le librerie sono molto restie a prestarsi per le presentazioni e Libreria Fogola mi ha offerto una grande opportunità;
grazie a Chiara Cini, fantastica giornalista e intervistatrice, che ha saputo cogliere l'anima de "Il cielo degli invisibili" in maniera incalzante, facendomi rivivere ogni pagina di questa storia così umana e tenera come fossi io stessa tra quelle pagine.
Se, incuriositi dalla trama della storia, vi state chiedendo quale sia la morale di questo romanzo e della presentazione, posso rispondervi senza esitare:
in un mondo che corre veloce e non vuol trovare tempo per fermarsi a guardare un cielo stellato e ascoltare una melodia trasportata dal vento, siamo tutti invisibili.
Buona lettura
Tania C. - La Valigia del Tempo -

Con Françoi Morlupi - foto personale -

sabato 14 giugno 2025

Recensione LETTERE DAL FARO di Valentina Cebeni - Ed. Sperling & Kupfer -

 





LETTERE DAL FARO

Autore: Valentina Cebeni

Editore: Sperling & Kupfer

Anno di pubblicazione: 3 giugno 2025

Formato: Brossura

Pag. 264

Genere: Romance

€ 12,90 cartaceo

Versione digitale presente in tutti gli store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Valentina Cebeni vi racconterà chi è Nike, la protagonista del suo nuovo romanzo "LETTERE DAL FARO".

Io voglio invece raccontarvi chi è Valentina Cebeni.

Ci siamo conosciute quasi 10 anni fa, quando feci la recensione di un suo romanzo, al quale sono molto legata: "La ricetta segreta per un sogno".

Era un brutto periodo per me e lei, dopo averlo saputo, mi restò molto vicina.

Lunghe chiacchierate al telefono, confidenze e consigli ci portarono alla fiducia reciproca e, dopo qualche tempo, a conoscerci di persona, gettando le basi su una nuova e solida amicizia.

Valentina è l'Amica che, discretamente, è sempre presente, soprattutto nei momenti più bui; Valentina è l'Amica con la quale puoi parlare di tutto: lei ha sempre la parola o il consiglio giusto; Vale è quell'Amica che quando sei giù, anche se a terra lei stessa, si rialza insieme a te; Valentina è quell'Amica con la quale 6 mesi prima accenni distrattamente a un tuo desiderio e, al momento giusto, lei lo soddisfa; con Valentina non ho legami di sangue, ma la sua amicizia va oltre la biologia.

Vale è l'Amica che, insieme al suo meraviglioso papà, senza pensare ai suoi bisogni e doveri, è pronta a farsi 1000 km in una giornata, per stare con me anche solo 2 ore, durante il funerale di mio papà.

Valentina è un dono speciale che ho ricevuto dal "nostro amico", un tesoro che custodisco con cura.

Ma Valentina è molto di più di tutto questo e il suo tutto lo mette nei suoi romanzi, nei personaggi, nelle ambientazioni geografiche. Il 3 giugno, in tutte le librerie fisiche e digitali, è uscito "Lettere dal faro", un romance dalla copertina deliziosa (amo i fari, e lei lo sa! 🩷).

Questa è l'occasione giusta per farvi un bel regalo e imparare a conoscere lei e il suo "mondo" di emozioni, profumi, sapori, colori, suoni e viaggi che potrete ritrovare anche in:

Una nuova vita -La saga dei Fontamara- storico, edito da Sperling;

Un mondo libero -La saga dei Fontamara- storico, edito da Sperling;

Mandorle amare - storico, edito da Sperling;

L'ultimo battito del cuore - romance, edito da Giunti;

La ricetta segreta per un sogno - romance, edito da Garzanti;

La collezionista di meraviglie - romance, edito da Garzanti.

TRAMA

DOPO IL SUCCESSO DELLA SAGA DEI FONTAMARA TORNA UNA DELLE AUTRICI ITALIANE PIÙ AMATE

Nike arriva a Casebianche in cerca di pace, ma porta con sé le cicatrici di un passato che brucia: una relazione violenta, un amore malato e una gravidanza inattesa. Per questo si rifugia nel vecchio faro del paese, un luogo sospeso nel tempo che custodisce i segreti di una donna enigmatica, Vittoria Pontini, e delle lettere che, per cinquant'anni, ha ricevuto: confessioni accorate da persone smarrite in cerca di consiglio e parole d'amore da un uomo sposato. Attratta dal mistero di quella corrispondenza e dall'eco delle emozioni che custodisce, Nike comincia un percorso che è tanto ricerca della verità quanto rinascita. E quando nella sua vita entra Daniel, il figlio dell'uomo che ha amato Vittoria, tutto cambia. Tra lettere del passato, segreti del presente e un legame che si fa sempre più profondo, Nike e Daniel dovranno scoprire se la loro vulnerabilità li rende ancora capaci di amare e se potranno fidarsi l'una dell'altro. Perché, a volte, sono proprio le ferite a indicare la via verso la luce.

(Dalla quarta di copertina)


IMPRESSIONI

Fare una recensione non è così facile come possa sembrare. Riportare su carta le emozioni, le sensazioni che quella lettura  ha scatenato nella tua anima è una montagna ripidissima da scalare: un passo falso e i rischi di scivolare nel baratro della banalità o del vuoto sono dietro l'angolo.

Quando il romanzo da recensire ti ha scombussolato l'anima, le emozioni fanno a pugni per uscire, creando un vortice turbinante che ti porta in una realtà  così grande da non riuscire a trovare parole degne per descriverne la potenza.

Così mi sta succedendo con "Lettere dal faro".


" Bene, se sei arrivata a leggere questo biglietto vuol dire che sei a Casebianche. "


La storia di Nike, la protagonista, è una storia che comincia con un grande dolore, uno di quelli che mettono in dubbio la propria esistenza. 

Ma Nike è una fenice che, circondata dall'affetto di tante persone che la amano, riesce a rinascere dalle proprie ceneri più forte e coraggiosa che mai, pronta a  tutto pur di trovare un po' di pace e sollievo per le sue ferite.

Il suo percorso ha inizio con il  matrimonio, a Parigi, città della luce e dell'amore, trasformatosi fin troppo velocemente in inferno.

Giunta allo sfinimento, decide di tagliare i ponti da tutto per rifugiarsi in Puglia, nel faro che la fedele amica di sempre le cede, in modo che possa riprendersi e decidere cosa fare della sua vita, momentaneamente naufragata nella violenza, nella solitudine e in una gravidanza inattesa ma già così tanto importante per lei.

Nike (dal greco Vittoria) trova così il coraggio di fuggire da quello strozzatoio in cui il marito violento e alcolizzato l'ha rinchiusa. 

Stanca di lottare contro la solitudine che le si è incollata addosso sin dall'infanzia, una Nike rinnovata dall'amore di quel piccolo cuore che sta crescendo dentro di lei, sa che deve lasciarsi alle spalle il passato, senza però perdere la tempra caparbia e curiosa, quella che le permetterà di riscattare tutto il dolore provato fino al momento della fuga.

Valentina, riscattando le tante "Nike" che non ce l'hanno fatta a causa della violenza di un uomo, ha reso viva la sua Nike: i capelli sciolti che ricamano onde dorate nel vento; i suoi abiti impalpabili che danzano candidi nella fresca sinfonia blu  delle onde contro la scogliera e che, giorno dopo giorno, rivelano a occhi sempre più meravigliati la dolce rotondità del suo ventre; il calore di nuovi sentimenti che stanno prendendo vita nel suo cuore, inebriati dal profumo del timo limone e dell'elicriso dorato; la cocciutaggine che cela una decisa dolcezza, come i succulenti frutti spinosi del fico d'india che circonda il faro. 

Puoi sentire tra le labbra il sapore zuccherino e la calda luminosità dei sorrisi di Nike, il profumo fresco del rosmarino che emanano i suoi capelli lasciati liberi. Liberi come lo è lei adesso. 

E la vedi, in lontananza, la sagoma  sfumata di Nike sulla scogliera, con lo sguardo limpido, immerso nell'agrumata azzurrità  mediterranea, mentre la salsedine le fa brillare i capelli e gli occhi. 

Nel silenzio della canicola puoi farti cullare dal monotono cigolio della catena di una vecchia bici con la quale percorre il sentiero che si arrampica verso il faro e nei vicoli di Casebianche, con le guance arrossate dal sole e dalla fatica.

Puoi sentire ogni battito accelerato del suo cuore, quando la paura che il suo passato così ingombrante possa tornare e sfondare il muro di protezione che ha creato per sé e per il suo bambino.

Nike non è solo dolore e paura ma è, soprattutto, orgoglio, speranza e amore. 

È voglia di libertà, di poter viversi ogni giorno, di abbandonarsi, finalmente, a un amore vero e puro, senza divieti e catene a minare la sua voglia di essere sé stessa e ciò che ha sempre desiderato essere. Se la sua libertà si potesse tradurre in un profumo, sarebbe quello del vento, del sale, dell'azzurro e delle erbe aromatiche che crescono selvatiche nei sentieri.    

Nonostante "l'isolamento" rigenerante nel quale ha deciso di rifugiarsi, Nike non si incammina verso la rinascita da sola.

Intorno a lei ruota un caleidoscopio di personaggi positivi, belli e solari. 

Ognuno con la propria croce da trascinare ma, grazie all'arrivo della donna, un po' più leggera perché condivisa.

Perché Nike non si nega, aiuta e si lascia aiutare in nome dell'amicizia e si, anche della spiccata curiosità sul misterioso passato dell'ex proprietaria del faro in cui vive.


" Cara donna del faro, ho bisogno del tuo aiuto. "


C'è un mondo di emozioni e sentimenti da scoprire nel profondo sottobosco degli occhi di Nike, che frugano curiosi nelle lettere ritrovate nello scantinato del faro, e Valentina ce lo svela anche attraverso la perplessa e contrastante perplessità di Daniel, un affascinante chef, aumentando la nostra curiosità fino alla fine.

Il faro, simbolo di protezione, di luce che rischiara il cammino verso casa, è il filo conduttore della storia. 

Rifugio sicuro, ben ancorato alla dura scogliera della quotidianità, combatte ogni giorno una tempesta sempre diversa. 


" Qualunque sia il mistero che nasconde, giuro che lo scoprirò."


Ogni giorno più provato e usurato, ma ancora lì, aggrappato al suo sperone, pronto a ricominciare da capo ogni mattina, rivelando  segreti delicati, una tragedia terribile e tanto amore. 

La penna di Valentina scorre fluida e delicata come i leggeri abiti di Nike, tra i vicoli di Casebianche, lungo il sentiero che serpeggia tra la scogliera che porta alla caletta, nei profumi del cibo preparato dalle mani sapienti di Daniel e nell'aroma intenso del caffè alla mandorla di Giada.

Ogni capitolo è un'esplosione di colori e sapori, ma anche di suoni e musica antica, come una danza atavica e liberatoria.

Insieme a Nike il lettore percorrerà il sentiero di un viaggio sensoriale che sfocerà anche nella dura realtà che sta cercando di occultare i ricordi di un amore impossibile ma più ardente del fuoco. 

Un mulino a vento contro il quale sembra impossibile combattere ma che, grazie alla caparbietà di Nike, alzerà bandiera bianca, anche se solo per un infinito, commovente attimo.

In questo romance i temi affrontati dall'autrice sono tanti e tutti attuali. 

La violenza sulle donne è il principale, raccontato con schiettezza ma con l'animo delicato che contraddistingue Valentina. Le cicatrici, il dolore, la paura di Nike sono elementi vividi e palpabili, capaci di scatenare, nel lettore, protezione e difesa a qualunque costo.

Un altro argomento grigio e doloroso è l'Alzheimer, il male che cancella la memoria e l'autonomia dell'uomo. Valentina ha preso per mano l'argomento cullandolo ma con la consapevolezza di chi sa che dietro ogni effimera emozione scaturita da un tenue ricordo improvviso, c'è la realtà del buio con la quale dover combattere.

Lettere dal faro non è solo dolore, è anche amore per la terra che ci ospita, per il suo cibo e i profumati prodotti che offre;  è la suadente melodia della voce di una giovane donna che, attraverso il canto, trova il coraggio di inseguire la felicità; è la voglia di amare di nuovo dopo un matrimonio andato in fumo; è il profumo acre e antico dei ricordi rimasti intrappolati per troppo tempo nella carta da lettere nascosta in uno scantinato.

E poi c'è il profumo delle mandorle, del caffè nero e forte, il profumo frizzante del vento che sferza la roccia del faro, quello dolce-amaro, come il risotto ai fichi e rosmarino, della consapevolezza che la libertà ottenuta dopo una dura lotta è la base per ricominciare a vivere nella luce dell'amore per la vita.

L'unico modo per poter vivere queste spumose sensazioni è quello di fare un salto in libreria e immergervi nelle  acque cristalline di Otranto e dintorni, lasciandovi trasportare dalla sinfonia del vento.

Valentina sa scrivere, e questo romanzo ne è la conferma. Un ritorno alle origini che ha fatto centro, che ha saputo coinvolgermi nel mondo di Nike per il tempo di una notte, sempre più avida di arrivare in fondo. 

Ogni volta che arrivo ai ringraziamenti finali di un suo romanzo, mi viene voglia di chiamarla per chiederle: "Ma dove le scovi certe similitudini così perfette, da dove nascono tutte queste idee? Quanto lavora la tua mente?" E lei, con tutta la dolcezza e la calma di cui dispone mi risponde, sorridendo: "Dovrò pur guadagnarmi la pagnotta, bisogna inventarsi sempre qualcosa di nuovo."

Datele una possibilità, potreste scoprire nuovi e infiniti orizzonti dietro le nuvole afose di questa estate mordace.

Buona lettura,

Tania C.


 




mercoledì 26 febbraio 2025

IL LIBRO A FUMETTI DELLA STORIA DI LUNI La città romana di Luna dalle origini alla decadenza Palandrani - Guerra - ED. CIRCOLO LEONARDO EDITORE

 



IL LIBRO A FUMETTI DELLA STORIA DI LUNI

La città romana di Luna dalle origini alla decadenza


Autori: Palandrani 

Illustrazioni: Guerra

Ed. CIRCOLO LEONARDO EDITORE

Anno di pubblicazione: Massa 2002

Genere: Storico


CONOSCIAMO GLI AUTORI

CLAUDIO PALANDRANI

Palandrani nasce a Pontremoli (MS) il 30 settembre 1954. 

Dopo il percorso di studi superiori all'Istituto Statale d'Arte "Felice Palma", si diploma nel 1973.

Segue una laurea in Architettura presso l'Università degli Studi di Firenze.

Opera per anni in ambito di marketing creativo e design industriale, alle dipendenze di un'azienda di Parma.

Attualmente impegnato nella libera professione di architetto, è anche titolare della cattedra di Progettazione e Geometria Descrittiva presso l'Istituto Statale d'Arte di Massa, dove vive e lavora.


NICOLA GUERRA

Nato a Massa il 25 novembre 1969, frequenta l'Istituto Statale d'Arte "Felice Palma" di Massa. Dopo aver conseguito il diploma di maturità artistica, presso il Liceo Artistico di Carrara, frequenta, sempre a Carrara, il corso di Pittura presso l'Accademia di Belle Arti.

Vive e lavora a Massa svolgendo l'attività di illustratore pubblicitario e disegnatore  di fumetti.


UN PO' DI STORIA E IMPRESSIONI



Anfiteatro romano Città di Luni, foto personale


Cari lettori della Valigia buon pomeriggio. 

Oggi vi lascio una recensione un po' insolita. 

Il genere storico non è il mio cavallo di battaglia, anzi, non mi vergogno a confessarvi che spesso e volentieri, evito come la peste romanzi, saggi, e testi puramente storici, a meno che non sia interessata a un periodo storico in particolare o ad accadimenti specifici.

L'eccezione che conferma la regola è il testo a fumetti che vi presento oggi, intitolato: IL LIBRO A FUMETTI DELLA STORIA DI LUNI. La città romana di Luna dalle origini alla decadenza.

Questo testo illustrato magistralmente, racconta la storia, la gloria e la caduta del mio paese, Luni, il primo comune ligure per chi proviene da Roma, insignito del titolo di Città di Luni da Sergio Mattarella, proprio per il valore e prestigio storico della cittadina romana di Luna.

Io sono di La Spezia, ma vivo a Luni da sempre e ho sempre ritenuto importante conoscere le proprie origini e quelle del luogo in cui si vive, perciò, quando ho notato questo testo nella biblioteca comunale, non ho potuto fare a meno dal noleggiarlo.

A grandi linee la storia la conoscevo già, grazie alla mia maestra delle elementari che ci portava spesso al sito archeologico e ci raccontava le gesta dell'antica e grandiosa Luni, splendida Civitas.

La città di Luni nacque in una landa pianeggiante chiamata piana del Magra, il fiume che ne bagna le sponde, nella riviera di Levante, ai piedi delle Alpi Apuane della vicina Toscana.

Le antiche tribù  vivevano lungo il territorio che va dal mare e si inerpica sulle aspre montagne dell'entroterra.

Leggenda narra che nel '700 a.C. gli Etruschi fossero abitudinari a spingere le loro incursioni tra Arno e valle del Magra, scontrandosi con la popolazione indigena. Ma di poca rilevanza e riscontro è la documentazione archeologica.

Per i romani, invece, dal 280 al 177 a.C. fu impresa non facile resistere ai Liguri-Apuani che cercarono di difendere il loro territorio dal dominio degli "invasori".

A causa di ferine azioni da parte dei romani, i Liguri - Apuani si videro sconfitti e la popolazione ribelle costretta alla deportazione di massa nel Sannio.

Nel 177 a.C., il vuoto demografico venutosi a creare, fu colmato pochi anni dopo con l'invio di 2000 coloni romani per ripopolare quelle terre. Era l'anno 177 a.C. anno della fondazione di Portus Lunae, ma alcuni gruppi di Liguri-Apuani, sfuggiti alla deportazione, continuarono a contrastare i romani, cercando di difendere la propria terra.

Proprio in quell'anno venne fondato Portus Lunae.

Nel 155 a.C. il Console Claudio Marcello , riuscì a sconfiggere definitivamente i ribelli resistenti sulle alture di Monte Marcello, un colle a picco sulla rocciosa costa marina, vicino alla cittadina.

Dopo aver preso dominio di tutto il territorio, i Romani proseguirono le loro opere di colonizzazione, bonificando tutto il territorio paludoso e collinare circostante, ripristinandolo a terreno agricolo.

Portus Lunae si stava avviando verso lo sfavillio opulento dell'età imperiale, sostenuta dalla produttiva esportazione del pregiato marmo di Carrara che, dopo essere stato sapientemente e ingegnosamente portato a valle con tecniche di ingegneria umana, veniva imbarcato alla volta di Roma.

I preziosi rinvenimenti del sito archeologico di Luni hanno messo in luce la bellezza e lo splendore di Portos Lunae, tanto da pensare che venisse essere messa in competizione con la bellezza immensa di Roma.

Mentre l'Impero romano iniziava il suo declino, nel '410 d.C. i Goti, comandati da Alarico, invasero Roma devastandola ma Luni, grazie alla sua posizione geografica strategica, riuscì a resistere ancora per qualche tempo alle invasioni, finché i Goti non ci misero le grinfie sopra in tutto il territorio circostante.

Dal 489 al 553, il dominio gotico allargò la sua estensione anche nella piana di Luni e, nel 553, i Bizantini di Narsete, sconfissero i Goti occupando la cittadina, ben conscio dell'importanza economica e strategica del territorio. 

I Bizantini, per difendersi dall'avanzata Longobarda, realizzarono una cospicua rete di castelli e fortini che si estesero fino a Ravenna.

Nel 643 d.C. i Longobardi ebbero la meglio e governarono circa 130 anni sulla Lunigiana e Luni fino a Garfagnana e Lucchesia.

Gli anni a seguire furono duri per tutta l'Italia e anche per Luni, furono anni di dominio barbaro.

Con la vittoria di Carlo Magno sui Longobardi, il dominio Franco portò a un regime feudale che sconvolse profondamente Luni

Il VII e l’VIII secolo furono anni di imbarbarimento per la Lunigiana e per l'Italia intera. Dopo la vittoria di Carlo Magno sul re longobardo Desiderio a Pavia (774 d.C.), la dominazione
Franca introdusse ovunque il regime feudale. In quegli anni Luni subì un vero sconvolgimento.

Leggenda narra che Luni subì invasioni e distruzioni per ben otto volte.

La prima, in data 856 d.C., avvenne per mano dei normanni, i quali, credendo di essere giunti a Roma, vennero ''ingannati'' dallo splendore del porto e della bianca città di marmo che decisero di depredarla delle sue opere d'arte e ricchezze per poi distruggerla, uccidendo il Vescovo e tantissimi cittadini.

A causa delle continue incursioni degli invasori, la popolazione rimasta fu vittima di pestilenze e venne costretta ad abbandonare il lavoro agricolo, retrocedendo alla più facile pastorizia, a nuova avanzata delle paludi e al diffondersi della malaria.

La retrocessione portò Luni all'indebolimento e vulnerabilità, diventando facile preda dei pirati Saraceni e di Mughaid che invasero la città profanandola e islamizzandola, trasformando in Moschee le Chiese del territorio.

La disfatta di Luni è incerta, a causa della mancanza di documentazioni storiche. 

Sarà a partire dal X secolo che grazie al Codice Pelavicino, il "LIBERIRIUM"  della Curia Lunense, che si potranno avere documenti, atti vescovili e notizie certe sulla storia di Luni e Lunigiana Medioevale.

A grandi linee questa è la storia gloriosa di Luni, splendida Civitas. 

Ho raccolto e riportato queste notizie dalle pubblicazioni del professor Elio Gentili, custode storico di Città di Luni. 

Ovviamente nel racconto a fumetti è tutto molto più articolato e impreziosito di dialoghi e aneddoti, oltre che ad accenni storici approfonditi. 

Lo stile dell'autore è molto semplice, rendendo la lettura adatta sia a bambini che adulti, anche ai più ostici e diffidenti verso le letture storiche.

I fumetti sono sapientemente illustrati, le figure caratterizzano appieno emozioni, sentimenti, fisicità delle persone dell'epoca e la ricostruzione storica è fedele a ciò che si può ammirare nel sito archeologico.

Questo prezioso testo storico è un gioiellino da non lasciarsi scappare se siete amanti del genere.

Come vi ho accennato, in questo periodo ho avuto il piacere di riscoprire l'importanza delle biblioteche. Non solo il risparmio economico, etico e ecologico a livello globale è inestimabile, ma ancora più preziosa è la memoria storica che custodiscono, insieme a qualche rarità come questo testo.

Ho fatto ricerca in rete ma non ho trovato siti dove poter acquistare il cartaceo, a parte qualche venditore privato, ma con prezzi esorbitanti per un usato. 

Il mio consiglio, per chi fosse interessato, è di farne ricerca in biblioteca.

Mi scuso con gli storici per eventuali errori e "castronerie" scritte, non sono storica e sicuramente mi sono sfuggite molti aneddoti e fatti. 

Sperando di avervi incuriosito, vi auguro buona lettura, lasciandovi alcune immagini scattate personalmente, nel sito archeologico di Città di Luni.

Tania C.


LUNI SPLENDIDA CIVITAS

SITO ARCHEOLOGICO














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