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giovedì 13 gennaio 2022

Recensione IL DIGIUNATORE di Enzo Fileno Carabba - Ed. Ponte Alle Grazie -

 



IL DIGUNATORE


Enzo Fileno Carabba
Ed. Ponte Alle Grazie 
Data di uscita 13 gennaio 2022
Copertina: Brossura
Pag. 254
€ 16,00

RECENSIONE

Cari lettori della Valigia buongiorno. 

Come promesso vi lascio la recensione  de 

IL DIGIUNATORE 

di Enzo Fileno Carabba, edito da Ponte Alle Grazie, che ringrazio per l'opportunità concessami di leggerlo in anteprima.

Esce oggi in libreria il romanzo basato sulla vita di un personaggio realmente esistito: Giovanni Succi, il digiunatore di Cesenatico che ispirò Kafka.

Nell'opulenza gastronomica della cittadina romagnola di  Cesenatico di Ponente, nel 1850 nacque Giovanni Succi, personaggio curioso, sempre in cerca di stimoli e sfide, che diventerà il più famoso digiunatore di tutti i tempi. Tanto famoso da ispirare a Kafka il racconto '' Un artista del  digiuno ''.

Sin dalla nascita, Giovanni, ha sempre vissuto in una famiglia benestante, dove il cibo non è mai mancato, anzi.

A mancargli, invece, era la tranquillità. 

Giovanni continuava a sentire lo stimolo di trovare sempre qualcosa di meglio con cui confrontarsi, mettersi in gioco. Una continua ricerca di qualcosa di grande che potesse vederlo trionfare sul podio dell'Olimpo delle grandi imprese.

Si sentiva attratto da tutto ciò che lo circondava, facendo vagare la mente a situazioni in cui si vedeva primeggiare in ogni percorso che avrebbe voluto intraprendere.

Il circo coi saltimbanco fu la sua prima grande fonte di  ispirazione: lui sapeva che avrebbe potuto benissimo riuscire ad imitarli, anzi a superarli, diventando impareggiabile.

Le manie di grandezza lo spinsero a tentare fortuna in Africa, dove avrebbe  aperto una non ben definita attività commerciale che avrebbe ricoperto di lustro e gloria la sua persona. 

Proprio in Africa, dopo vari fallimenti, la malaria lo costrinse ad arrestare la sua corsa al podio, facendogli rischiare gravemente la vita. 

In Africa, un potente stregone, lo farà guarire grazie al potere di un miracoloso elisir e di un lungo digiuno. 

Nel cuore profondo di un'Africa pagana e sciamanica,  il digiuno si rivelerà la giusta panacea per tutti i suoi problemi.

Rientrato dall'Africa, farà del digiuno la sua filosofia di vita, decidendo di  mettersi in mostra al pubblico che non lesinava denaro per vederlo digiunare.

Il digiuno divenne così la sua linfa vitale, digiunando per vivere, fu per lui come nutrirsi senza cibo, traendo nutrimento dalle sue stesse forze. 

Più si trovava al centro dell'attenzione, più il digiuno diventava cibo per corpo ed anima.

Ovviamente la cassa di risonanza della sua stravaganza risuonò talmente forte sia in Italia che nel mondo, tanto da attirare molti curiosi, soprattutto ristoratori, che lo reclamavano nel loro locale per esibirlo come fenomeno sensazionale, dove la gente pagava per mangiare, ma soprattutto per vedere digiunare Giovanni, rinchiuso in una gabbia al centro della sala.

La novità ''del digiunatore'' fu come un fuoco d'artificio, spumeggiante e brillante, ma molto effimera e per Giovanni si aprirono bel presto le porte del manicomio. Dopo lo sprint della novità, il pubblico cominciò a stancarsi ben presto di quella ingombrante presenza e cominciò ad additarlo come truffatore.

<< Il digiunatore aveva un sincero entusiasmo per il mondo, perfino per l'organizzazione del manicomio in cui era rinchiuso. >>

Entrò e uscì più volte da strutture psichiatriche, senza farsene troppo cruccio anzi, riuscendo ogni volta ad integrarsi perfettamente proprio grazie alla sua affabilità e versatilità e, molto probabilmente anche a  causa di una leggera personalità borderline narcisista.

La sua indole comunicativa, fece si che riuscisse a stabilire rapporti di auto aiuto coi pazienti, affinando il suo nuovo potere. quello di '' calmare col respiro '' le ansie di chi gli stava vicino.

Per ogni volta che venne internato per le sue follie, additato come ciarlatano, seguirono le dimissioni con l'esito di una persona sana e guarita. Ma poco dopo, come per un beffardo gioco del destino, gli si aprivano di nuovo le porte dei manicomi.

Tra un ricovero e l'altro, la sua voglia di mettersi in gioco e la sua curiosità, così difficili da arginare, lo spinsero a errare per il mondo, dove  poté confrontarsi con  personaggi come Buffalo Bill, Salgari, Verdi e Franz Kafka

<< Non erano solo le cose che diceva a cambiare le persone. Era soprattutto come respirava >>.

Personaggio manipolatore e affabulatore, Giovanni riuscì a catturare l'attenzione di Kafka che gli dedicò uno dei suoi racconti più belli.

Eterno fanciullo nel paese dei balocchi, Giovanni Succi mi ha ricordato, di primo acchito, Pinocchio di Collodi. 

Per essere più precisi, il precursore del famoso burattino di legno.

Curioso e giocoso, capace di adattarsi ad ogni circostanza per cercare di essere al centro dell'attenzione, spesso finì per bruciarsi i piedi al fuoco della smania di successo. Imprigionato, come Pinocchio da Mangiafuoco, finirà per avere la libertà a patto di rigare dritto e con qualche spicciolo in tasca. 

Ma per uno spirito libero e ribelle come Giovanni, rigare dritto significava vivere sempre sul filo del rasoio, col rischio di essere ingoiato dalla balena, il ventre avido della vita, che lo costringerà a fare chiarezza con il suo io più intimo: quello di ''burattino'' in balia di un pubblico sempre più esigente e svogliato o quello di ''bambino'', premiato dalla fatina/volontà e bisogno di attenzioni,  reso ''immortale'' grazie alle sue rocambolesche avventure.

Come finisce Pinocchio è un fiaba conosciuta, scritta e riscritta. Come finisce il percorso, concedetemi il termine, evolutivo di Giovanni Succi, è storia vera e vissuta.

Come Pinocchio, anche il  ''burattino'' Succi, grazie alla sua voglia di vincere ed alle sue forti doti persuasive, riuscì nel suo intento: quello di diventare un ''highlander'' del digiuno, famoso nel mondo e pure nella sua città dove esiste ancora una via a lui dedicata.

Se pur molte delle avventure di Succi sono state inventate dall'autore per ''esigenze di copione'', ho letto questo romanzo con la stessa curiosità che immagino avrebbe avuto Succi, al cospetto di un altro ''sé stesso'', assetata di attingere alle sue  nuove peripezie strampalate.

La lettura è filata via liscia, grazie al linguaggio fine e leggiadro dei capitoli brevi ma pieni di verve, che donano al romanzo la marcia in più per arrivare alla fine.

<< Ma Dio ti parla? Non me ne ero accorto >> chiese Filsero.

<< Dio è muto ma io sono telepatico >>.

Delicate le scene di humor irriverente.

L'umanità di Enzo Fileno Carabba traspare dalle descrizioni esilaranti, nella loro tragicità, dei ricoveri in manicomio. Mai traspare l'aria pesante e cupa, spesso di terrore, che si respirava in quelle strutture. 

Sicuramente Il digiunatore è un romanzo che fa riflettere molto su noi stessi, sull'etica e su ciò di cui abbiamo realmente bisogno non solo come persona singola, ma come società.

A cosa possiamo realmente rinunciare nella vita per arrivare ad essere veramente ''immortali'', non attaccati al materiale?

L'autore fa leva su questa domanda per aprire il contest #fareameno, invitando voi lettori a farci sapere di cosa potreste fare a meno oggi. Come già scrissi nella presentazione del romanzo, io posso  #fareamenodiquellochemistastretto

Per chi volesse approfondire la lettura, lascio il link della presentazione del romanzo 

https://valigiadeltempo.blogspot.com/2022/01/segnalazione-di-novita-il-digunatore-di.html

Sperando che la vita di Succi abbia incuriosito anche voi, vi invito  alla lettura e a partecipare al contest.


Buona lettura


Tania c.






giovedì 6 gennaio 2022

Segnalazione di novità: IL DIGUNATORE di Enzo Fileno Carabba - Ed. Ponte Alle Grazie -

 



IL DIGIUNATORE
Enzo Fileno Carabba
Ed. Ponte Alle Grazie 
Data di uscita 13 gennaio 2022
Copertina: Brossura
Pag. 254
€ 16,00


CONOSCIAMO L'AUTORE

Enzo Fileno Carabba nato a Firenze nel 1966. 

Autore di romanzi pubblicati in Italia e all’estero, di racconti, sceneggiature radiofoniche, libri per bambini, libretti d’opera e poesie, nel 1990 vinse il Premio Calvino con il romanzo Jakob Pesciolini.

Il suo ultimo libro è Vite sognate del Vasari (Bompiani, 2021). 

Vive a Impruneta.

www.enzofilenocarabba.it



 
ANTEPRIMA

Cari lettori della Valigia buon anno e buona Epifania.
Sono veramente contenta di anticiparvi l'opportunità concessami da Matteo di Ponte Alle Grazie, al quale vanno i miei ringraziamenti per la copia cartacea ricevuta circa un mesetto fa, di un un romanzo dai toni pacati ma molto intenso, basato di su una storia vera. Questa non è una recensione vera e propria, dal momento che il testo ancora non è uscito in vendita ma, ai blogger che hanno  aderito al contest #fareameno, spiegato più avanti, dopo la lettura in anteprima, è stato concesso di parlare del romanzo solo dopo i primi di gennaio. Mi sembra più corretto pubblicare la recensione il giorno dell'uscita in libreria.

Queste le parole di Ponte Alle Grazie.

<< Ecco in anteprima, esce il 13 gennaio 2022, il romanzo di Enzo Fileno Carabba '' Il digiunatore '', un'uscita alla quale teniamo moltissimo e che crediamo si distingua dalla maggior parte della narrativa attuale. >>

IL DIGIUNATORE, questo il titolo del romanzo, racconta la storia di Giovanni Succi, il digiunatore (per vocazione e per spettacolo) che ispirò un racconto di Kafka.
Con forza immaginifica e documentazione sorprendente, Carabba racconta e inventa le incredibili vicende di questo personaggio storicamente esistito, che incrociò Freud e Salgari, i viaggi di esplorazione e il circo, intercettò la nascita del cinema, del socialismo e della psicanalisi.
Carabba ci porta con maestria nel mondo delle carovane e dei prodigi, in un percorso tra spiritismo e ascetismo, abitato da saltimbanchi, freaks e profeti. 
Lo fa attraverso un personaggio che pare anticipare e illuminare molte correnti che inneveranno il Novecento. Ma il romanzo di Carabba ha moltissimo da dire anche sul nostro presente, e con il percorso unico e divertito di Succi, sorta di felice connubio fra Candide e Forrest Gump, l'autore (de)scrive, con una penna calviniana, molte delle domande che ci visitano ancora.


Dal libro

'''Ora che devo fare? '' Chiese Giovanni a fine giornata, pervaso da un sentimento di onnipotenza. Avvertiva dentro di sé lo spirito del leone. Era pronto a un esercizio difficile.    ''Io consiglio la felicità'' disse il maestro. Aveva una voce bellissima. ''

''Per questo gli piaceva digiunare: fronteggiava Oppa Oba, cercava di raggiungere l'essenziale. Per questo gli piaceva stare in gabbia, replicando condizioni di vita sempre identiche. Per sconfiggere l'ubiquità.''


Opinioni di autori, critica e stampa


''Un grande mito moderno: la vita di Giovanni Succi, il più grande digiunatore di tutti i tempi''
( Emanuele Trevi )

''Enzo Fileno Cabarra narra una storia dal fascino assoluto con la voce dell'aedo e la penna del compositore di una sinfonia fantastica. Il digiunatore è un romanzo picaresco e avventuroso, sostenuto da una scrittura raffinata e ipnotica.''
( Matteo Strukul )

'' La prosa sorprendente di Enzo Fileno Carabba intreccia sogno e realtà come fili indissolubili dell'incanto meraviglioso e pauroso dell'esistenza ''
( Elisabetta Rasy )


TRAMA

Nato a metà Ottocento a Cesenatico Ponente, terra di mangiatori, Giovanni Succi si impone sulla scena del mondo come il più grande digiunatore di tutti i tempi.

C’è qualcosa in lui di invulnerabile, che non si arrende neanche all’evidenza. Qualcosa che ha imparato ancora bambino dalle carovane dei circhi, quando scendevano dal Paradiso Terrestre verso la pianura romagnola. Alla saggezza errante dei saltimbanchi, Giovanni deve la sua gioia e la sua salvezza, l’urgenza di diventare quello che è: uno spirito sensibile, un leone indomabile, un profeta immortale-

Guidato dall’utopia del socialismo e dal battito del suo cuore, veleggia libero come un elisir attraverso deserti e savane, cespugli e radure, nuvole e gabbie, e mette il suo digiuno al servizio dell’umanità. Coltivando in sé la sorgente di una speranza illimitata – riflessa in donne dai nomi armoniosi quali Ginevra, Gigliola, Guerranda –, segue il suo respiro per il mondo, dal Canale di Suez al manicomio della Lungara, dalle strade del Cairo e di Milano alle corsie della Salpêtrière.

Incontra donne-belve e grandi esploratori, Sigmund Freud e Buffalo Bill, mentre l’Occidente sfocia nella modernità e perde per sempre l’innocenza.

In questa biografia sentimentale, Carabba parte da una storia vera per trasfigurarla in un grande romanzo, che ci svela il valore del dubbio, le acrobazie dell’entusiasmo, la fierezza della semplicità. Perché è proprio lì, sul confine tra il pieno e il vuoto, dove la nebbia personale si dissolve nell’incontro con gli altri, che si nasconde la promessa dell’eternità.


LA PROPOSTA SOCIAL

Scopo dell'autore e della Casa Editrice è quello di spronare il lettore alla riflessione su cosa o chi si possa fare a meno oggi. 
La privazione da qualcuno o qualcosa può veramente investirci di un superpotere?
Da una perdita, una sottrazione, un'astinenza, si può trarre un inaspettato vantaggio?
Usando l'hastag #fareameno, viene quasi naturale domandarsi se, in un mondo di opulenza di materialismo, sovrabbondanza di informazione, overdose di oggetti e stimoli, si possa rinunciare e a cosa, per riconquistare noi stessi e quale ''digiuno'' potrebbe essere quello giusto da iniziare a praticare oggi.

Che sia materiale o spirituale, quale sarà la vostra rinuncia per migliorare la vostra vita?
Lettori e followers, a voi le proposte.

Per quanto mi riguarda, ho iniziato a #fareameno di tutto quello che ormai mi va ''stretto'', che siano abiti, cibi o persone. Voglio stare bene con me stessa, senza essere condizionata da fattori esterni o subire imposizioni solo perché ''bisogna''.
#fareamenodiquellochemistastretto.

Ho scelto il giorno dell'Epifania per parlarvi di questa nuova uscita perché volevo farvi un piccolo dono: quello di aprire l'anno con un pizzico di magia e col proposito di una vita più leggera e serena.

Vi ricordo l'uscita in libreria, 13 gennaio 2022, in contemporanea con l'uscita della mia recensione completa.

Per il momento auguro buona lettura.

Tania C.



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