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domenica 14 gennaio 2024

Recensione LE MANI SULLA GUARDIA COSTIERA di NELLO SCAVO - Ed. Chiarelettere -

 



LE MANI SULLA GUARDIA COSTIERA

Nello Scavo

Ed. Chiarelettere

Genere Grandi Inchieste

Collana Principio Attivo

Pagine 176

Formato Brossura con alette

€ 15 

Formato ebook presente in tutti gli store digitali


CONOSCIAMO L'AUTORE

Nello Scavo - immagine dal sito Chiarelettere -


Nello Scavo, inviato speciale di "Avvenire", da anni indaga su criminalità e terrorismo globale.

Portano la sua firma molti servizi delle zone più calde come la ex Jugoslavia, il Sud Est asiatico, America Latina, paesi dell'ex urss, Corno d'Africa e Maghreb.

Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti spicca il Premio cidu per i Diritti Umani -  Ministero degli Esteri (2020) e il Premiolino 2020.


TRAMA


Una fitta e impenetrabile cappa di nebbia è calata sulla Guardia Costiera.

Malgrado le incalzanti domante dei giornalisti e magistrati riguardo le numerose stragi di migranti, il silenzio regna sovrano sulle responsabilità, sulle origini degli ordini e  sul potere dei mandanti.

Nonostante il costante ed eroico impegno nel salvare vite umane, si sta oggi combattendo una "guerra" politica finalizzata a destituire autonomia e potere solo per accordo elettorale.

Portare in luce questo affaire di corte è solo il primo anello di una maglia facente parte di una complessa catena nella quale tramano mafie mediterranee, oligarchi russi,  contrabbandieri di petrolio e trafficanti di uomini, impegnati a produrre giri di affari da miliardi di euro.

Nello Scavo ha minuziosamente ricostruito le prove, fino a oggi tenute nascoste, dei patti segreti tra Stati, raccogliendo testimonianze di ufficiali in pensione, gole profonde del sistema di accoglienza e infiltrati.

Grazie alle testimonianze inedite riportate, insieme a documenti ufficiali, Nello Scavo accende finalmente una luce sull'oscuro mondo dei loschi traffici mediterranei,  volti ad alimentare la sete di potere di chi  non si fa scrupoli a sfruttare la vita umana di qualsiasi età. 


IMPRESSIONI


<< C'è un principio non scritto che risiede nell'animo di ogni marinaio: quello di prestare aiuto a chiunque rischi di perdere la propria vita in mare >>.

"Le mani sulla Guardia Costiera - come la politica minaccia l'indipendenza di una grande istituzione italiana -", inchiesta di Nello Scavo, mi è stata gentilmente proposta e offerta, in versione cartacea  da Tommaso e Alice di Chiarelettere, sempre molto disponibili e attenti ai miei gusti letterari.

La copertina è accattivante e in tema col contenuto dell'inchiesta.

Un mare agitato, cupo, nebuloso, come tutto ciò che ruota intorno al "traffico umano" nel Mediterraneo. Ma presenta anche un'area di mare increspato più chiara, quasi come una luce. 

Quella luce che l'autore sta cercando di fare da anni, mettendosi in gioco per la causa.

Chi di noi non ha mai fantasticato guardando i film e le fiction dedicate a imprese eroiche della Guardia Costiera italiana?

Chi, da piccolo,  non ha mai fantasticato di indossare la candida divisa estiva, sostituita dall'eleganza di quella blu marine invernale?

Una delle istituzioni militari italiane più importanti e impegnate a 360° tra cielo, terra e mare durante le emergenze marine, fluviali e lacustri, formata da uomini forti, eroi coraggiosi e generosi che ogni giorno si impegnano per difendere la nostra Terra da pericoli di ogni genere e a salvare chi rischia di perdere la propria vita in mare. 

Nello Scavo, grazie a un'accurata e minuziosa indagine, ha raccolto dettagliate testimonianze, documenti e prove riguardo certi "ambigui traffici marini", avvolti in una spessa coltre di nebbia e silenzio dietro al cui operato poco chiaro sembrerebbe celarsi il glorioso Corpo militare nazionale, la Guardia Costiera.

Il giornalista rimarca anche i valori sui quali  era stata fondata e per i quali ha sempre lavorato la Guardia Costiera, sempre fedele al suo motto "Omnia vincit animus".

Da qualche tempo, però, qualcuno sta remando contro l'operato italiano di questa grande istituzione militare, muovendo accuse pesanti.

Ma quanto sono fondate queste accuse? Quanta verità si cela dietro ad alcune di loro?

Giochi di potere politico e di interessi geopolitici, che mirano al predominio del Mediterraneo, stanno cercando di "affondare" la G.C. nazionale, gettando fango e portando a galla fatti poco chiari avvenuti nel "Mare Nostrum",  riguardo la responsabilità di alcune operazioni di salvamento dei migranti, avvenute nelle acque del Mediterrane, dove pare che le Ong interessate alle manovre di soccorso, ignorando gli ordini superiori istituzionali di Marina Italiana, si siano inoltrate molte miglia marittime ben oltre il confine della costa libica col benestare della G.C. italiana.

Pesanti, sono state anche le accuse, poi smentite, che vedevano le flotte navali atte a seguire le operazioni di SAR (search and rescue n.d.r.)  come un incentivo, un velato invito, ad aumentare il traffico umano. 

Il giornalista rimarca anche i valori sui quali era stata fondata e per i quali ha sempre lavorato la Guardia Costiera.

Nonostante l'accuratezza e la precisione delle indagini, quando si cerca di portare alla luce la verità, chi si mette in gioco ogni giorno per la causa, diventa scomodo, soprattutto a chi la verità la vuole tenere celata, continuando a lucrare a scapito di innocenti vite umane, tra le quali quelle di tantissimi bambini.

<< "Da questo momento lei è sotto protezione".

Pausa. Silenzio. Addio alla vita di prima. Così, in sette parole. Non riuscii a dire null'altro. Il perché lo avevo capito da solo. >>

Oggi Nello Scavo, per aver "dato la caccia" a uno dei più crudeli trafficanti di umani, il libico Al Milad, si trova a dover vivere sotto scorta, con una minaccia di morte che pende come una Spada di Damocle sulla sua testa.

Al-Bija, lo spietato aguzzino libico a capo di una potente cupola mafiosa della Libia del nord, che si arricchisce approfittandosi della disperazione umana, sembrerebbe essere il diretto responsabile di pestaggi e torture avvenuti nei campi profughi libici, con tanto di immagini e video che lo incastrano, ma soprattutto è sospettato di essere l'artefice di  molti naufragi finiti in tragedia, al soldo del "padrino" Mohammed Kashlaf, capo della sicurezza di una importante raffineria e trafficante di esseri umani, dietro al traffico illecito di petrolio, come una sorta di scatole cinesi.

Nonostante le pesanti accuse, Al-Bija, nel 2017 è stato ossequiosamente ricevuto in Italia, con tutti gli onori del caso, come Capo della Guardia Costiera libica, ritenuto valoroso uomo degno di fiducia nei riguardi della regolamentazione dei numerosi esodi, ovviamente dietro lauto e tacito pagamento di ingenti somme di denaro.

Nel 2018, nonostante la manovra salviniana contro le Ong, Al-Bija vede rafforzare il suo potere, ricevendo la promozione militare al grado di Maggiore. 

In parallelo aumentava anche la crudeltà verso i disperati che dal "lager" di Ez Zauia, dopo aver versato i risparmi di una vita, venivano stipati come sardine in una scatoletta senza motore né riparo e lasciati in mano al destino, per essere poi catturati dalla Guardia Costiera libica e riportati nei campi, dove avrebbero subito nuove e atroci violenze prima di essere di nuovo buttati in mare in balia delle intemperie. 

Alla luce di queste innumerevoli atrocità, le sanzioni Onu, che già da anni venivano inferte alla Libia, non sono mai state solute.

<< Per venirne a capo, come vedremo, bisogna ficcare il naso a La Valletta, proprio dove nel 2017 venne uccisa con un'autobomba la giornalista investigativa maltese Daphne Caruana Galizia, la cui morte ha molto a che fare con gli affari sporchi lungo le rotte del Mediterraneo. >>

Scavo sostiene che il crimine peggiore non è quello delle inchieste giornalistiche, ma l'omertà dello Stato, che copre la discriminazione col silenzio, proprio come era accaduto a Malta.

<< Una storia che va raccontata dalla fine. >>

Nel 2017, a La Valletta, con l'ausilio di un'autobomba, venne tragicamente assassinata la giornalista maltese Daphne Galizia.

La donna, della quale Nello Scavo si ritrovò a seguirne le tracce tracce investigative, fu dipinta dai funzionari del governo maltese come una "strega pazza", proprio mentre stava indagando su diverse piste che spaziavano dalla mafia ai casinò maltesi, dal traffico di petrolio a quello del gas e, in particolar modo, su quella del traffico umano nelle acque mediterranee e il coinvolgimento  nelle  losche manovre di copertura del corrotto governo laburista maltese, manovrato dalla malavita.

Calunnie e diffamazione furono l'anticamera per la sua eliminazione, magistralmente passate sotto silenzio.

<< Di tempo ne è passato. Ma in parlamento anche quella volta prevalse la scelta di sempre, la solita. Il silenzio.>>

Non da meno Scavo, durante le sue indagini,  riuscì a  raccogliere materiale sufficiente a denunciare sordidi intrighi governativi riguardanti l'alternarsi di governanti e le loro prese di posizione per fermare il traffico umano, senza mai risolvere il problema dignitosamente e senza sacrifici di vita umana, finendo per essere lui stesso minacciato dalla mafia libica e senza avere risposte dalle istituzioni. 

Di orrori da raccontare ce ne sarebbero ancora tantissimi, ogni capitolo dell'inchiesta è un invito all'approfondimento, a saperne sempre di più, aprendo un "Vaso di Pandora" senza fondo. 

Se anche a voi interessa la cronaca nera nazionale e internazionale, se amate le inchieste o semplicemente se siete curiosi di sapere, "Le mani sulla Guardia Costiera" è una interessante lettura che fa al caso vostro.

Non tutto è di facile comprensione, non tanto per la narrazione, che è semplice e scorrevole, quanto per l'elaborazione di tutte informazioni e, soprattutto, per  cercare di capire il perché l'essere umano possa arrivare a tanta cattiveria e delinquenza. 

Esseno un'inchiesta, quindi una raccolta di articoli e testimonianze, richiede un po' di impegno nella lettura e un minimo di conoscenza politica e militare, che può essere tranquillamente soddisfatta approfondendo ciò che non è chiaro, sul valore e operato della Guardia Costiera  e del mondo militare italiano.

Chiedo venia se ho fatto confusione ed errori di comprensione (gradirei se me li segnalaste), anche se l'argomento mi interessa, non è proprio il mio forte e spesso ho avuto bisogno di rileggere alcuni capitoli.

Colgo l'occasione per augurarvi  buona domenica e tante belle letture.

Alla prossima,

Tania C.


venerdì 11 dicembre 2020

Recensione di NAVI MUTE - Giampiero Cazzato - Marco Di Milla - Ed. ALL AROUND

NAVI MUTE

Giampiero Cazzato

Marco Di Milla

Ed. All Around 2020

Pag. 217

Copertina flessibile

Collana Storie di mare

€ 16,00


CONOSCIAMO GLI AUTORI


Giampiero Cazzato

Giornalista e scrittore, è il redattore della rivista Porti. In passato ha lavorato per Liberazione trattando argomenti di politici e sociali e fu poi inviato parlamentare per la rivista Rinascita della sinistra. Oggi collabora con la rivista online dell'Anpi, Patria indipendente e con Il Venerdì di Repubblica.


Marco Di Milla

Pubblicista e giornalista sin dal 2014, a sua firma furono pubblicati diversi articoli su riviste specializzate in ambito marittimo e letterario. 

Curatore di diverse trasmissioni radiofoniche per RTL 102.5 e Radio Guardia Costiera, ideò il  premio letterario "Non lo spegni il mare".

Militare di carriera, arrivato al grado di 1° Maresciallo in servizio al Corpo delle Capitanerie di porto dal 1995.

Ad oggi è Capo Redattore del Notiziario della Guardia Costiera e addetto all'Ufficio Comunicazione del Comando Generale a Roma.


TRAMA

La notte tra il 12 e 13 dicembre 1995, poco prima del suo trentanovesimo compleanno, il comandante della Guardia Costiera, Natale De Grazia, in circostanze ancora poco chiare, muore.

A quasi 25 anni dal decesso, non è ancora stata fatta luce sulla causa poco chiara.

Con un'autovettura di servizio, De Grazia si stava recando a La Spezia per cercare di avere maggiori informazioni al riguardo dell'affondamento delle "navi a perdere", quelle imbarcazioni cariche di rifiuti tossici fatte affondare per mano della criminalità organizzata.

Dopo una sosta per la cena all'altezza di Nocera, sulla Salerno-Reggio Calabria, il comandante muore.

Il referto, firmato dai medici legali, riporta "Morte improvvisa dell'adulto".

La Commissione parlamentare d'inchiesta sull'illecito legato al ciclo dei rifiuti, nel 2012 richiede un nuovo esame autoptico, ottenendo un responso ben diverso dal primo referto. 

Il malore, causa della morte di De Grazia, viene ricondotto ad una causa tossica...

La morte di De Grazia, insignito di una medaglia d'oro al merito di Marina nel 2004 dall'allora presidente della Repubblica Ciampi, è ancora oggi uno dei tanti misteri italiani irrisolti.

A 25 anni dalla sua morte, questo libro è un omaggio alla memoria del Comandante De Grazia e ala suo impegno al servizio delle istituzioni.


IMPRESSIONI


Questo libretto mi è stato regalato dal mio fidanzato, chiedendomi di recensirlo per far conoscere l'operato minuzioso, al servizio delle istituzioni, di un  Ufficiale della Guardia Costiera e cercare di dar visibilità al mistero che aleggia intorno al decesso del Comandante Natale De Grazia.

All'epoca dei fatti ero appena ventenne e lavoravo nell'Arsenale Militare di La Spezia, mia città natale.

Ricordo che nell'aria si vociferava parecchio sullo smaltimento delle navi dei veleni e sulla morte improvvisa di un Ufficiale della Capitaneria che stava portando avanti delle indagini al riguardo, ma ero ancora troppo giovane e lontana da quel mondo, avevo iniziato a lavorare da poco meno di un mese, per interessarmi all'argomento in maniera approfondita. Grazie a questo libro ho avuto modo di rispolverare vecchi ricordi e conoscere meglio i fatti di cui tutti parlavano.

<< La disperazione più grande che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere rettamente sia inutile. >>

Era la notte tra il 12 e 13 dicembre 1995. 

Insieme alle lacrime di Santa Lucia, si spense anche la vita di un giovane uomo, Primo Maresciallo della Guardia Costiera, prestante servizio alla Capitaneria di Porto di Reggio Calabria: il Comandante, non ancora trentanovenne, Natale De Grazia.

De Grazia, su ordine del Sostituto Procuratore Francesco Neri, stava viaggiando sotto copertura verso La Spezia dalla Calabria in compagnia di due appartenenti all'Arma dei Carabinieri, per un incontro privato con una persona che aveva importanti confidenze da rivelargli a riguardo della delicata indagine sull'affondamento di navi radioattive che stava svolgendo.

<< Era fatto così De Grazia, nonostante il sistema suggerisse comportamenti servili e convenevoli, non calava la testa davanti a nessuno, soprattutto davanti al nepotismo e all'arroganza di notabili personaggi influenti. >>

Grazie alla sua preparazione e alla sua dedizione alla Marina e alla giustizia, il Comandante De Grazia era la sola persona in grado di poter fare luce sul crimine ambientale in atto, conoscendo carte, registri e rotte di quei ''relitti''. Si presumeva che le navi venissero tossiche venissero affondate apposta in tutto il Mediterraneo per truffare le assicurazioni e creare discariche abusive di rifiuti tossici.

Dopo aver cenato si rimisero in viaggio e il Comandante si appisolò. 

Qualche ora di sonno e dopo un po' di km macinati, cercarono di rianimarlo, ma il corpo di De Grazia si stava spegnendo lentamente. 

"Morte improvvisa nell'adulto" (infarto del miocardio), la causa riportata sul referto dai medici legali intervenuti, ma i fatti raccontavano una storia diversa che lasciava trapelare un'ipotesi di avvelenamento. 

Il mistero che aleggia intorno alla sua morte è tutt'oggi uno dei più grandi gialli italiani ancora irrisolti.

Con questo libro, oltre che far luce sulle circostanze misteriose e poco chiare della morte, si vuole ricordare quanto si sia adoperato l'irreprensibile Comandante De Grazia riguardo all'inchiesta delle "navi mute'' collegate allo smaltimento dei rifiuti radioattivi nel Mediterraneo. 

Le navi a perdere, circa una trentina, tra il 1989 e il 1995 , si presume siano state ''affondate'' senza essere bonificate,  nel Mediterraneo e soprattutto  lungo la costa calabrese, finendo per inquinare  e distruggere un ecosistema unico e prezioso, con tutte le gravi conseguenze che si ripercuoteranno sull'ambiente e sulla società. L'obiettivo era quello di caricare questi navi con rifiuti radioattivi che avrebbero dovuto essere smaltiti secondo procedure mirate alla salvaguardia dell'ambiente e molto costose. Una volte caricate, le navi prendevano il largo per poi simulare un naufragio e il gioco era fatto: i rifiuti erano tragicamente affondati intascando pure il risarcimento dell'assicurazione.

Oltre al Comandante De Grazia, si occuparono del caso anche la giornalista Ilaria Alpi e il suo cineoperatore Miran Hovratin, entrambi uccisi nel '94 a Mogadiscio in circostanze ancora irrisolte. Le premature e tragiche morti sembrano essere collegate per via delle inchieste che la Alpi e Hovratin stavano conducendo proprio sullo smaltimento illegale delle navi radioattive.

Nel libro vengono accuratamente riportare le varie fasi dell'inchiesta riguardo le navi e i rifiuti che contenevano mettendo in risalto lo scrupoloso lavoro al quale  De Grazia si stava dedicando con grande senso civico e dovere morale di uomo, ancor prima di Ufficiale di Marina.

Il libro si divide in due parti, la prima che riporta i momenti della tragica morte di De Grazia, le sue indagini e le inchieste che seguirono, la seconda da voce ai commoventi ricordi della moglie Anna Vespia e a quelli di colleghi e amici del Comandante, dai quali ne evince il ritratto di un uomo umile e coraggioso, che amava il mare e il suo lavoro e non era disposto a piegarsi davanti a nulla pur di far trionfare la verità.

Nella seconda parte del testo c'è anche un'accurata e bellissima raccolta di fotografie che ritraggono De Grazia durante momenti felici con la famiglia e al lavoro, sorridente e felice in mezzo a quel mare che tanto amava.

Il Comandante Natale De Grazia nel 1994 fu insignito dal Presidente dello Stato Carlo Azeglio Ciampi della medaglia d'oro al merito della Marina, riconosciutagli grazie  al suo spiccato senso del dovere che  contribuì insieme al sacrificio personale  a non fargli  abbassare mai  la testa davanti alle ostilità pressorie, continuando a svolgere delicate indagini sui traffici illeciti a carico delle navi mercantili. 

Da quel 13 dicembre 1995 sono passati 25 anni e la moglie e i figli ancora non hanno trovato una risposta al mistero che avvolge la morte di De Grazia. Questo libro è stato scritto per onorarne la memoria e la titanica lotta che stava combattendo contro un muro di omertà e mezze verità, ma  anche con la speranza  che si continui ad indagare per far finalmente emergere la verità sui fatti realmente accaduti quella notte. 

Sicuramente non è un romanzo  da leggere con spensieratezza, ma è un interessante opportunità per conoscere un pezzo di storia italiana degli anni '90.  

Per gli appassionati di Marina, Marineria mercantile e del nostro meraviglioso mare è un libro da non perdere. Per chi è appassionato di misteri e ''cold case'' all'italiana potrà iniziare da questa storia forte e dettagliata per portare avanti indagini personali.

Questa recensione la scrissi ad agosto, ma ho deciso di pubblicarla oggi, 12 novembre 2020 per commemorare il giorno in cui si spense  Natale De Grazia. 

Venticinque anni fa, una settimana prima del suo trentanovesimo compleanno.

Per chi volesse approfondire l'argomento, allego qui sotto il link di una dettagliata puntata di Blu notte ''Navi a perdere'' condotta da Carlo Lucarelli 

https://www.raiplay.it/video/2011/08/Navi-a-perdere---Il-mare-dei-veleni---Blu-Notte-302f9b21-caa7-4a87-b1b1-bbabf13082c6.html

Vi auguro una buona lettura


Tania C.




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