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sabato 30 marzo 2024

Recensione UN ANIMALE SELVAGGIO di Joel Dicker - Ed La Nave di Teseo -

 





UN ANIMALE SELVAGGIO
Autore: Joel Dicker
Editore: La Nave di Teseo
Traduzione: Milena Zemira Ciccimarra
Pubblicazione: 25 marzo 2024
Formato: Brossura con alette
Pag.: 448
€ 22
Formato ebook presente in tutti gli store digitali

CONOSCIAMO L'AUTORE

Joel Dicker, professione scrittore, nasce a Ginevra, in Svizzera nel 1985.
La consacrazione al pubblico avviene col suo secondo romanzo, La verità sul caso Harry Quebert, scritto dopo Les derniers jours de nos pères, che ha ricevuto il Prix des écrivains genevois, nel 2010.
Il Caso Harry Quebert, tradotto in oltre 25 paesi, ha ricevuto il Grand Prix du roman de l'Academie Française nel 2012 e, sempre nel 2012 il Prix Goncourt des lycéens.
Nel 2016 Bompiani pubblica La tigre.
Scalano la vetta della top ten internazionale La scomparsa di Stephanie Mailer (2019 La Nave di Teseo), L'enigma della camera 622 (2022 La Nave di Teseo) e Il caso Alaska Sanders (2022 La Nave di Teseo).
Nel 2024 esce Un animale selvaggio.

TRAMA

2 luglio 2022, due ladri rapinano una importante gioielleria di Ginevra. 
Non sarà un colpo come tutti gli altri. 
Venti giorni prima, in un elegante sobborgo sulle rive del lago, Sophie Braun è in procinto di festeggiare il suo quarantesimo compleanno. 
La vita le sorride, vive con il marito Arpad e i due figli in una magnifica villa circondata da un bosco. 
Sono entrambi ricchi, belli, felici. 
Ma il loro mondo idilliaco all'improvviso s'incrina. 
I segreti che custodiscono  da troppo tempo cominciano a essere troppi perché possano restare nascosti per sempre. Il loro vicino, un poliziotto sposato e dalla reputazione impeccabile, è ossessivamente attratto da quella coppia perfetta e da quella donna conturbante. 
La osserva, la ammira, la spia in ogni momento dell'intimità. Nel giorno del compleanno di Sophie, un uomo misterioso si presenta con un regalo che sconvolgerà la sua vita dorata. 
I fili che intrappolano queste vite portano lontano nel tempo, lontano da Ginevra e dalla villa elegante dei Braun, in un passato che insegue il presente e che Sophie e Arpad dovranno affrontare per risolvere un intrigo diabolico, dal quale nessuno uscirà indenne. Nemmeno il lettore.

IMPRESSIONI

Amici della Valigia ben ritrovati. 
La recensione di oggi è per augurarvi una serena Pasqua e darvi un consiglio di lettura per questo fine settimana.
Bando alle ciance e veniamo subito al dunque, all'evento che molti lettori, compresa la sottoscritta, hanno aspettato a sufficienza! per 12 anni! Ad Azkaban!
Ehmm... scusate, quella è un'altra storia.
Dicevo, dopo due lunghissimi anni, il 25 marzo, finalmente, è uscito in libreria il romanzo più atteso di sempre: Un animale selvaggio di Dicker.
L'attesa è stata snervante. 
Dopo vari depistaggi su titolo, copertine, date di pubblicazione, il 25 ero davanti alla libreria ancora chiusa ma con le idee ben chiare di trama e copertina, in attesa che la libraia aprisse la porta e mi facesse annusare la mia copia, prenotata da tempo.
È stato faticosissimo arrivare a casa e non buttarmi subito tra le pagine di quel romanzo che ho bramato per mesi, ma che dico, anni!
Infatti non ho resistito e, in una notte, sono arrivata alla fine delle 448 pagine, letteralmente volate sotto ai miei occhi.
Che Dicker è il genio del male ve l'ho già detto?
Ebbene, questa volta non ci racconta la solita storia dello sventurato pescatore o runner che rinviene accidentalmente il cadavere di un'adolescente troppo libertina fuggita da casa.
No! 

<< Poi la porta si aprì, e Greg e Karine rimasero folgorati davanti alla coppia venuta ad accoglierli: Sophie e Arpad. >>


Questa volta il format thriller-poliziesco assume anche delle sfumature hard-rosa, narrando i "grossi guai in Paradiso" di una famiglia impeccabile della Ginevra bene e dei loro vicini, più borghesi ma con tanta voglia di riscatto sociale ed economico.
La famiglia Braun incarna la famiglia del Mulino Bianco, inserita in una società fatta di apparenze e ostentazioni: vive in una lussuosa villa di vetro circondata da una folta foresta, è formata dalla bionda Sophie, bella e selvaggia, madre premurosa e moglie innamorata del marito, sempre elegantemente impeccabile col suo fisico statuario e talmente perfetta da far girare la testa a chiunque le si avvicini; Arpad, il borioso marito, imbalsamato e ultimamente un po' apatico ma sempre affascinante. 
Impiegato bancario che guida una Porche e sfoggia il rolex d'oro sul polsino di abiti dal taglio sartoriale sempre fresco e, infine, da due splendidi figli, compagni di giochi dei figli di Greg, vicino di casa e agente  appartenente alla squadra d'assalto del corpo della  polizia ginevrina. 
La famiglia di Greg vive oltre la foresta, a pochi centinaia di metri dalla villa di vetro, in una piccola villetta modesta, definita Obbrobrio dall'insoddisfatta moglie Karine. 
La coppia ha un cane, Sandy e due figli. 
Greg, insieme ad Arpad, fa volontariato nel bar della società  sportiva dei loro figli, stringendo presto amicizia, ma diventandone ben presto geloso.
A parte Karine, nessuno conosce la vera carica che Greg ricopre nel corpo di polizia. 
Il suo mephisto nero lo protegge dalla realtà e da eventuali ritorsioni. 
È  forte e carismatico ma un po' troppo sicuro di sé. 
Sarà proprio il la bomba chimica di testosterone e ormoni che lo metterà  spesso in situazioni poco chiare e pericolose.
Dalla sua, ha il pregio di essere un gran parac..o, anche se un  distratto!

<< Non poteva dirlo al marito, ma in fondo voleva una vita come quella di Arpad e Sophie. >>


Il personaggio di Karine è quello che ho amato di meno. 
Più fastidiosa di una mosca, è frivola, perennemente insoddisfatta e con la smania di voler vivere e apparire come la donna che non potrà mai essere, finendo per fare la vittima di una situazione alla quale non ha mai lesinato a dare il suo ingrato contributo.
Lavora come come "leggiadra e gioiosa commessa"  in un negozio di abbigliamento, sognando una carriera manageriale che non avrà mai.
Da sempre gelosa del marito e di chiunque gli stia intorno, è  in perenne lotta col suo lavoro, quello che ha permesso alla sua famiglia di poter vivere dignitosamente, anche se  più modestamente rispetto ai Braun.
Non passa giorno che la donna non cerchi di emulare l'amata/odiata vicina di casa Sophie, facendo di tutto per diventarle amica ma logorandosi il fegato e la mente dall'invidia. 
Continua a punzecchiare e rinfacciare Greg per la scelta poco felice dell'acquisto dell'Obbrobrio. 
A lei non era mai piaciuto quel quartiere così squallido e popolare, lei era portata per una vita fatta di lusso e mondanità, proprio come i loro vicini.
Greg, dal canto suo, pur amandola, ha smesso da un po' di provare interesse per la moglie, sempre ostile e refrattaria a ogni suo  approccio e sempre più delusa e pretenziosa, dopo aver partecipato alla festa per i quarant'anni di Arpad. 
Dopo averla conosciuta, per Greg è facile invaghirsi della bella e viziata quanto irrequieta Sophie, tanto dal farla diventare una morbosa ossessione e mettere a rischio il proprio lavoro e la vita coniugale.
Sophie diventa il suo chiodo fisso: comincia a spiarla in orari improbabili, dal folto della foresta e ogni scusa è buona per uscire di casa a spiarla. 

<< Greg si fermò in mezzo agli alberi, legò Sandy a un tronco e andò a sistemarsi tra i cespugli per osservare la Casa di Vetro. Era ancora tutto spento. >>

L'ossessione per quella donna così desiderabile lo porterà a sporcarsi le mani, a spiarla  nell'intimità e a spiare anche Arpad, scoprendo che la famiglia idilliaca dalla quale anche sua moglie è tormentata, non è poi così limpida e invidiabile.
La smania  gli farà scoprire che i Braun non sono la famiglia felice e benestante che vogliono far credere. 
Dietro ai cristalli della loro lussuosa Casa di Vetro, si nascondono inquietanti segreti che dovrà, a tutti i costi, approfondire, soprattutto ora dalla sera in cui ha scoperto casualmente che l'insopportabile e borioso Arpad sta progettando una rapina.
Un po' per placare le pretese e la gelosia morbosa di Karine e un po' per far finalmente fuori Arpad e avere campo libero con Sophia. 
Ora che ha anche scoperto che la donna è perseguitata da uno strano personaggio sbucato dal passato poco pulito di Arpad, non ci sarà più bisogno di ricorrere a sotterfugi per assentarsi da casa...
In un crescendo di misteriosi e pericolosi intrecci che saranno la causa di molti passi falsi di Greg, Dicker srotola una trama solida e machiavellica, degna del più abile mentalista. 
Il lettore si ritroverà incollato alle pagine, avido di conoscere i sordidi sviluppi della storia.

<< SEDICI ANNI PRIMA. LUGLIO 2006. DRAGUIGNAN, FRANCIA.
Draguignan, a cinquanta chilometri da Saint-Tropez. Il furgone cellulare si fermò tra le mura di cinta della prigione. Era arrivato un gurpo di nuovi detenuti. >>

La struttura del romanzo è quella tipica di Dicker: flashback, salti spazio temporali, punti di vista dei personaggi legati da un impercettibile fil rouge che guiderà attraverso segreti scottanti, nodi da sciogliere, curve pericolose e lunghe strade da percorrere con ogni mezzo lungo l'Europa, alla conclusione del romanzo, completamente spiazzati e allibiti dall'abilità di mescolare le carte in tavola senza che il lettore se ne renda conto, se non a fatti compiuti.
Ho amato ogni pagina di questo romanzo, ogni singolo personaggio. Chi più, chi meno, ha saputo tener viva la mia curiosità e la mia attenzione tutta la notte, fermandomi solo per soste tecniche.  
Arrivata ai ringraziamenti finali mi sono sentita appagata ma già nostalgica delle atmosfere lattiginose della foresta ginevrina, ma soprattutto di quelle azzurre e salmastre di Saint-Tropez. Si, perché Dicker, oltre che intrigare noi lettori con le sue trame perverse, ci fa anche viaggiare lungo paesaggi da sogno. 
Di ogni luogo incontrato durante la lettura, se ne possono percepire i rumori, i suoni, le brezze profumate e i sapori. Una girandola di emozioni che porta al desiderio di mettersi in viaggio. 
La mia sorpresa più grande, leggendo questo romanzo, è stata quella di ripercorrere le tappe di uno dei miei viaggi più belli, sentendomi quasi protagonista della storia e facendomene innamorare ancora di più, tachicardia e adrenalina fuori controllo comprese!
A questo punto qualcuno di voi potrebbe chiedersi cosa significhi il titolo del romanzo, visto e considerato che, a parte Sandy, il cucciolone di Greg, non ho parlato di animali selvatici e feroci.
Domanda lecita, avete ragione. 
Ma che thriller sarebbe se vi rivelassi proprio tutto?
Sperando di avervi incuriositi a sufficienza, non mi resta di invitarvi alla lettura e augurarvi una buona Santa Pasqua.
Buona lettura,
Tania C.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                  

martedì 6 febbraio 2024

Recensione LA NINNA NANNA DEGLI ALBERI di Alice Bassoli - Ed. Corbaccio -



 LA NINNA NANNA DEGLI ALBERI

Autore Alice Bassoli

Ed. Corbaccio

Anno di pubblicazione 2024

In commercio dal 6 febbraio 2024

Collana Narratori Corbaccio

Genere Giallo/Thriller/Noir

Formato Brossura con alette

Pag.  288

€ 16,90

Formato ebook presente in tutti gli store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE 

Alice Bassoli nasce nel 1981 a Reggio Emilia, dove vive e lavora.

Fin da bambina inventa storie ma comincia a scriverle dopo i trent'anni, prendendo ispirazioni dai suoi due romanzi speciali, quelli che ancora oggi porta nel cuore.

È con La ninna nanna degli alberi che, tra più di millecinquecento candidature, si piazza tra i cinque finalisti del concorso Amazon Storyteller 2022.


TRAMA

2018, Dicembre.

Isabella non aveva mai più fatto ritorno in quel paese incastonato tra i boschi delle dolci colline dell'Appennino tosco-emiliano, nella casa della zia dove, da bambina, passava le vacanze.

Passavano. Lei e la gemella Valeria. 

In quel paesino trascorrevano l'estate insieme ai ragazzi del posto, tra bagni nelle fresche acque del torrente, i primi baci che li facevano sentire adulti e, per passare i lunghi pomeriggi di noia, le incursioni in una fatiscente villa abbandonata. Meglio ancora se la villa faceva paura, soprattutto di notte, quando si vedevano luci e si sentivano rumori strani...

Successe poi che una sera di luglio Valeria non fece ritorno a casa della zia.

Era scomparsa, come svanita nel nulla, lasciandosi dietro una scia di domande senza risposta.

Da vent'anni Isabella vive con l'anima divisa in due, da una parte ha cercando di vivere una vita apparentemente normale creandosi una famiglia, divorziando e vivendo con la figlia, dall'altra costruendo muri e confini per lasciar fuori dal suo mondo ricordi, persone e luoghi di quel tempo. Quei confini, in quei lunghissimi vent'anni, non li oltrepassò più.

Ma, adesso che zia Adele è venuta a mancare, si ritrova ad averne ereditato la casa e un indizio contenuto in essa.

Isabella, a questo punto, sa che se vuol liberarsi dei fantasmi del passato e fare pace con sé stessa, deve accettare quell'eredità e raccoglierne l'indizio per fare finalmente chiarezza su tutto ciò da quel maledetto giorno in poi le era sfuggito.


IMPRESSIONI


Per la copia cartacea di La ninna nanna degli alberi ringrazio calorosamente Valentina di Casa Editrice Corbaccio, che esaudendo il mio desiderio, mi ha dato la possibilità di leggere il romanzo con largo anticipo rispetto all'uscita in libreria.

Senza nemmeno leggerne la trama, fui attirata dalla copertina e dal titolo che lasciavano presagire una storia dolce, malinconica, probabilmente con dei bambini e le loro spericolate avventure come protagonisti. 

Non ero andata poi così lontano, la lettura della sinossi confermò buona parte delle mie supposizioni. Scoprire poi che l'ambientazione della storia racconta di luoghi della mia infanzia è stato il segnale che il mio "naso" letterario non aveva sbagliato il colpo. 

Leggere il romanzo è stato un'esperienza che si è spinta ben oltre le mie aspettative! 

Pagina dopo pagina sono stata letteralmente risucchiata dalla storia tanto da iniziarla e finirla in una notte perché non riuscivo a staccarmi dai suoi sibillini intrecci.

Quello che mai mi sarei aspettata da questo romanzo, è il fatto che sia completo, che sia stato scritto col giusto mix di tutti quei fattori che fanno di una storia La Storia!

Un pizzico di romanticismo, una spolverata leggerissima di eros, la giusta miscela tra horror, suspense e dramma, un po' di avventura che non guasta e tanto, tanto mistero.

Atmosfere e avventure che riportano agli anni '80, a Twin Peaks, Stand by me, It, ma con un velato accenno al più attuale Dicker, ripercorrendo il sentiero dei ricordi con  la tensione a fior di pelle e l'attenzione sempre più viva.

La ninna nanna degli alberi racconta la storia di Valeria e Isabella, gemelle di Reggio Emilia che, fin da bambine, trascorrevano le loro vacanze a casa di zia Adele e dell'iracondo marito Alfonso, un uomo irascibile, prepotente e che non hanno mai considerato come zio.

Il personaggio è stato costruito talmente bene, con dovizia di particolari, che viene naturale provare ripudio per una persona così truculenta.

Il paesino, dal nome immaginario, Cadelbove, è sito nelle dolci colline del Reggiano, probabilmente tra Castelnovo ne' Monti, Felina e Reggio Emilia e, per le ragazze, è un luogo del cuore. 

È sempre stato bello ritrovarsi, ogni estate, a casa di zia Adele, anche se ciò comportava la convivenza forzata col dispotico e arrogante marito della zia, Alfonso.

Nonostante tutto alle ragazze, alla fine poco importava dei continui rimbrotti dell'uomo, una volta nell'intimità della loro camera, con la musica a tutto volume, ogni ombra nera svaniva e poi c'erano Alberto e Lorenzo con tanta voglia di vivere, di essere liberi e fare nuove esperienze.

Isabella e Valeria hanno diciassette anni, sono giovani, belle, con un corpo statuario che  fa girare la testa ai ragazzi del paese che fanno parte del loro gruppetto: il timido e goffo Lorenzo e il fratello Alberto.

Valeria è più consapevole della propria femminilità e molto più disinibita rispetto alla gemella più semplice e introversa. 

Isabella, invece, ha ancora l'anima acerba di chi si approccia all'adolescenza: ogni giorno più bella e desiderata, senza la consapevolezza del proprio corpo.

Proprio Isabella fa breccia nel cuore e nell'anima di Lorenzo, diventando il suo chiodo fisso, anche se il ragazzo, ancora troppo impacciato e influenzabile non troverà mai il coraggio di dichiararsi. Così come non riuscirà a dichiararsi Isabella, che comincia a provare qualcosa per Lorenzo.

Tutto ciò non va giù a Monica Cavicchioli, figlia del violento Maresciallo dei Carabinieri del paese e componente maliziosa e  "ingombrante" del quartetto.

Monica, innamorata di Lorenzo, vede nelle gemelle Celsi il pericolo; prova un'invidia talmente radicata, esacerbata dalla violenta situazione familiare, da corroderle l'anima e farla agire senza riflettere. 

Si sente inferiore, è sgraziata, troppo formosa nei punti sbagliati, sa di non essere la classica bellezza che attira le attenzioni dei  ragazzi e sa di non poter competere con la bellezza giunonica delle gemelle, soprattutto di quella che lei considera una "gatta morta": Isabella.

Ma è manipolatrice e sa anche come far valere il suo forte ascendente su Lorenzo, creando in lui una forte dipendenza sessuale.

Alberto è il "filtro" del gruppo, il ragazzo buono,  con quel pizzico di intraprendenza tipica dell'età che cerca di affrontare tutto con distaccata diplomazia, rifugiandosi nella musica. Non è immune al fascino di Valeria.

Forse è il personaggio più marginale, quello un po' in ombra rispetto agli altri. Più "distaccato", passatemi il termine, socialmente. A lui piace la musica, il rock, ama suonare i suoi strumenti e, pur essendo partecipe e coinvolto nella vita del gruppo, resterà sempre un passo indietro, quasi a protegger loro le spalle come un fratello maggiore. 

Lorenzo è il muro portante del gruppo. Timido, goffo, un po' eccentrico nel vestire, da sempre innamorato di Isabella ma affascinato da Valeria, si lascia facilmente influenzare da Monica, senza mai distogliere e celare il suo interesse per Isabella.

L'autrice è riuscita a plasmare  non solo l'aspetto fisico ma anche quello psicologico di ogni personaggio, mettendone in risalto luci e ombre del carattere, i  disagi e i fantasmi interni,  dando loro una vita autonoma, quasi come fossero i "ragazzi della porta accanto". Viene naturale uscire di casa e cercarli, sperando di vederli uscire dal portone del dirimpettaio.

Lorenzo, Alberto, Valeria e Isabella, durante l'estate del 1998, per cercare di evadere dalla routine delle scampagnate al torrente, decidono di fare un'incursione nella villa diroccata e abbandonata da tempo immemore, confinante con la casa di zia Adele.

Come moderni urbex, spronati dalla curiosa spavalderia di Valeria, tranciano il catenaccio del cancello ed entrano nella villa. A nulla valgono i rimproveri di Lorenzo e Isabella, ai quali quel luogo mette disagio e vogliono uscire.

<< Alberto fece luce sulla vernice logora della porta. Vide segni geometrici inquietanti dipinti con un aerografo. Un osso legato a un nastro nero penzolava dallo stipite. >>

La casa versa in uno stato di fatiscenza avanzata da vent'anni: pavimentazione sconnessa, calcinacci, assi rotte, tanta polvere e, in una delle stanze c'è qualcosa di molto strano.

Un osso, appartenute a chissà quale genere di creatura, penzola dallo stipite della porta, stelle a cinque punte e strani disegni geometrici sono disegnati  ovunque: tutto fa pensare che dentro a quella stanza avvengano riti satanici.

La stanza del male! Quello sembra proprio essere il nome giusto per quel luogo.

Isabella e Lorenzo cercano di convincere Valeria a uscire da quella strana casa così macabra e alla ragazza, seguita da Alberto, non resta che fare dietro front e uscire, passando però, per il giardino, sul retro della casa, confinante con la camera da letto di zia Adele.

Come tutta la casa, anche il giardino versa in condizioni di degrado. C'è un pozzo profondo, chiuso con un coperchio di fortuna, un dondolo arrugginito, erbacce e muretti sconnessi. 

L'atmosfera gotica e suggestiva del luogo rapisce da subito il lettore che si ritrova a esplorare ogni angolo di quella antica villa ormai preda del tempo.

La curiosità di sapere quale sia il mistero che si cela in quella strana camera e in quel giardino tiene incollati alle pagine con la speranza di scoprire qualche torbido segreto.

<< Caro diario, sono tornata da sola nella casa abbandonata, all'insaputa degli altri. Mi sono diretta verso la stanza del male. Ho trovato la porta socchiusa. Il corridoio era buio. E proprio quel buio deve avermi protetta dal loro sguardo. >>

Il "segreto", effettivamente c'è, e lo scoprirà Valeria, tornando in quella casa più volte e senza il gruppo. Un segreto terribile, che mai avrebbe potuto immaginare. E da quel giorno Valeria cambierà, non sarà più la stessa ragazza solare e vivace di pochi giorni prima. 

La prima ad accorgersi del repentino e strano cambiamento è Isabella ma, per quanto faccia, nulla serve a far ritrovare il sorriso alla gemella.

Valeria è spaventata da qualcosa che ha visto in quella casa, si è chiusa in sé stessa. Ha paura, è schiva e pian piano scivola nel tunnel dell'autodistruzione, finché una notte, improvvisamente, scompare senza lasciare tracce.

Cominciano le ricerche estenuanti, col coinvolgimento del lettore, che si ritrova a seguire piste nei boschi del paese, a interrogare persone e a tornare in quella casa maledetta alla ricerca di risposte. 

I giorni si susseguono, come grani di un rosario,  ma di Valeria nessuna traccia. Qualcuno asserisce di averla incontrata a Reggio Emilia, altri di averla vista in giro; la disperazione di Isabella comincia a crescere attimo dopo attimo. Lo sente nella pancia che è successo qualcosa di brutto alla sorella. 

Il tempo passa inesorabile, Isabella è cresciuta, ha quasi quarant'anni. Dal giorno della scomparsa della sorella sono passati più di vent'anni e in tutto quel tempo Isabella ha creato una sua famiglia, ha una figlia adolescente che è il ritratto di Valeria, ha divorziato dal marito, pagando tutto a caro prezzo. 

Per riuscire ad andare avanti e superare quella tragedia, per Isabella, abbandonarsi all'oblio dell'alcool sembra la soluzione più rapida ed efficace.

Il destino però ha altri piani per lei, costringendola a tornare al paese, per gestire l'eredità lasciatale da zia Adele, appena scomparsa.

Così, dopo una vita a cercare di convivere col dolore della perdita di Valeria e a stare lontana da Cadelbove, Isabella si ritrova ad aver ereditato la casa di zia Adele e tutto ciò che contiene, in particolar modo gli anagrammi creati dalla zia, coi quali giocava sempre fin da quando era bambina.

Tornare in quella casa è una doccia fredda, troppo dolore si cela ancora tra quelle mura e nella sua anima. 

Negli anni non è mai riuscita ad accettare la scomparsa di Valeria. Solo l'alcool, nel tempo, è diventato un fedele compagno, creando una bolla illusoria di quiete. 

Isabella sa che è arrivato il momento di andare finalmente avanti e fare i conti col passato. 

La figlia Emma, cresciuta forse troppo in fretta, è il suo perno, il punto fermo dal quale ripartire dopo ogni sbronza, dopo ogni giornata no.

Appena tornata a Cadelbove, Isabella, durante una delle sue crisi alcooliche, ritrova Lorenzo. Non sembra più il ragazzino insicuro e goffo, anzi. Un po' appesantito, coi segni del tempo sulle spalle, ma pronto come sempre a tenderle una mano nel momento del bisogno, soprattutto ora che è diventato un carabiniere.

Insieme a Lorenzo ritrova anche Alberto e Monica, ora moglie di Lorenzo e madre del nuovo amico di Emma, Gabriele.

I due adolescenti diventano amici da subito e, come i loro genitori, provano una forte attrazione per la casa abbandonata, tanto da iniziare a esplorarla con avida curiosità, la stessa appartenuta a Valeria.

<< ... sul marciapiede, esattamente davanti al cancello dell'abitazione di Monica e Lorenzo, qualcuno aveva messo un giglio e accanto un braccialetto di perline colorate. >>

Mentre i ragazzi giocano agli esploratori, il vecchio gruppo si riunisce, facendo riemergere antichi rancori e sentimenti mai sopiti. Tutto gira intorno al fantasma di Valeria, tormentando Isabella e scaldando gli animi di Lorenzo e Monica.

Ma qualcosa non torna. 

Uno strano anagramma di zia Adele e alcuni oggetti appartenuti a Valeria, lasciano presagire che la ragazzina scomparsa vent'anni prima, oggi sia ancora viva e già da un po' di tempo si stia quasi prendendo gioco di loro seminando oggetti nei luoghi frequentati dal gruppo.

Per fare luce sul mistero non resta che indagare, partendo proprio dal punto in cui tutto iniziò, la villa abbandonata...

Cosa si nascondeva nella stanza del male? Chi o cosa aveva visto Valeria in quella stanza? 

Dopo vent'anni è ora di scoprirlo, senza tralasciare nessun particolare, grazie anche al prezioso aiuto di Emma e Gabriele.

Da questo punto in poi è tutto un crescendo di emozioni, tensione e brividi.

Avvalendosi di salti temporali tra passato e presente, la Bassoli costruisce omogenei intrecci, intriganti e subdoli,  rivoltando teorie e scenari, come un continuo reload che, ogni volta, smonta ogni certezza.

Ci sono indizi e piste da seguire ma, nonostante la speranza di ritrovare la gemella viva, tutto sembra portare a un buco nero.

I capitoli scorrono sciolti, senza eclatanti colpi di scena, ma dando nuove possibilità al lettore, che arriverà al finale con la perplessità di chi ha sempre avuto la soluzione sotto il naso, ma così ben mimetizzata da non accorgersene. 

Gli argomenti trattati nel romanzo sono attuali e curati dall'autrice con delicatezza, senza giudizi né condanne, ma in maniera talmente veritiera che si potrebbe quasi pensare che Alice Bassoli abbia preso spunto da fatti di cronaca realmente accaduti. 

Che altro dire di questa storia così accattivante? Correte in libreria a prendere la vostra copia per immergervi in quest'avventura geniale.

Piccolo spoiler, questo romanzo è rigorosamente da leggere con la colonna sonora originale di Isabella per avere qualche brivido in più.

Non mi resta che fare i complimenti ad Alice Bassoli e augurarle tutto il successo che merita.

A voi lettori auguro buona lettura e vi aspetto presto con una nuova recensione.

Tania C.








mercoledì 23 febbraio 2022

Recensione IL CERCATORE DI TENEBRE di Femi Kayode - Ed. Longanesi -

 




IL CERCATORE DI TENEBRE

Autore Femi Kayode

Traduzione Andrea Carlo Cappi

Ed. Longanesi

Anno di uscita 2022

Genere Azione-Thriller psicologico

Collana La Gaja Scienza

Formato Cartonato con sovraccoperta

€ 18,60

Pag. 400


CONOSCIAMO L'AUTORE


Femi Kayode, nigeriano, ha studiato psicologia e si è sempre dedicato alla scrittura. Ha lavorato a lungo nella pubblicità e nella tv come autore di programmi e di sceneggiature. Il cercatore di tenebre, il suo romanzo d’esordio, ha vinto il Little, Brown Crime Fiction Award ed è stato tradotto in tutto il mondo. Vive in Namibia, con la moglie e i due figli.


TRAMA

Tre ragazzi, un atroce destino. Il mondo intero ha visto chi li ha uccisi. Quello che nessuno sa è il perché.

Lo psicologo forense Philip Taiwo in Nigeria è considerato  uno dei più autorevoli esperti del comportamento e della violenza delle folle.  È per questo che a lui si rivolge un importante manager nigeriano per indagare su un atroce fatto di cronaca che ha visto fra le vittime suo figlio: la tortura pubblica e l’omicidio di tre studenti universitari di Okriki da parte della folla. Fin dal momento in cui Philip scende dall’aereo che da Lagos lo porta nella remota cittadina, ed è investito dalla frenesia di­sordinata del piccolo aeroporto, si rende conto che l’indagine sarà tutt’altro che semplice. Soprattutto perché gli anni trascorsi negli Stati Uniti gli hanno fatto dimenticare gli usi e le abitudini dei suoi conterranei, il tribalismo ancora forte che regola le relazioni. Con l’aiuto del suo fedele autista personale, Chika, Philip deve lottare contro i tanti che cercano di intralciare le indagini, e più approfondisce più si rende conto che avvicinarsi alla verità è un percorso sempre più pericoloso.

Ispirato a un tragico episodio realmente accaduto, Il cercatore di tenebre è un romanzo che scava alle radici più profonde del male e che spalanca le porte alla magia senza confini del­l’Africa contemporanea, raccontando tutti i contrasti col mondo occidentale e la stupefacente ricchezza di una cultura ancestrale piena di luci e di tenebre.


IMPRESSIONI

Per questa bella copia cartacea de ''Il cercatore di tenebre'' di Femi Kayode, arrivatami a sorpresa, ringrazio i ragazzi di Casa Editrice Longanesi. 

Mi ha fatto veramente piacere riceverla perché ero rimasta affascinata dalla trama e dallo scenario di una splendida e travagliata terra della mia amata Africa.

Il romanzo è ambientato in Nigeria, una sconfinata regione piuttosto selvaggia e inospitale, con un'importante sbocco sul mare.

L'autore, percorrendo i fatti di una macabra esecuzione di massa  realmente accaduta nel 2012, ci porta a Lagos, più precisamente ad Okriki, una immaginaria città universitaria dell'entroterra dal torrido clima equatoriale, poco distante da Port Harcourt, P.H. per i nigeriani. 

La Nigeria è uno degli Stati più ancestrali e radicati dell'Africa centro-occidentale, nonché il più popoloso. I nigeriani, molto legati alle  tradizioni tribali tramandate da generazioni e che richiamano alla violenza di una vendetta collettiva, hanno compiuto un macabro massacro ai danni di tre universitari. 

Tre giovani, bruciati vivi dopo essere stati selvaggiamente torturati da una folla inferocita per motivi all'apparenza diversi e assurdi. 

Uno dei giovani barbaramente linciati è il figlio un influente e ricco banchiere del luogo, Emeka Nwamadi

Da qui comincia l'emozionante racconto narrato dalla voce di Philip Taiwo, nigeriano, psicologo forense, formatosi negli Stati Uniti e divenuto famoso in Nigeria grazie alla sua professionalità nello studio sul comportamento violento delle masse durante i crimini.

Trasferitosi nuovamente in Nigeria, le certezze di Philip crollano quando l'unione della sua  bella famiglia viene messa in pericolo: la moglie Folake, brillante avvocato,  lo sta palesemente tradendo con un ragazzo molto più giovane di lei e sembra decisa a portare avanti la relazione, tenendolo all'oscuro e giocando alla moglie innamorata e non ricambiata da un marito ''assente''. 

Lui ha visto tutto, ma non ha il coraggio di parlarne se prima la moglie non si decide a confessare. 

La sua integrità psicologica sta vacillando, tra la paura di perdere tutto ciò che ama e il pensiero di trovare una spiegazione razionale al tradimento di Folake.

A causa di questa insicurezza anche il rapporto coi figli, due gemelli e una bambina, sembra raffreddarsi.

Per cercare di distrarsi dai drammi personali e andando contro alla volontà di Folake che lo vorrebbe a casa al sicuro con lei, Philp decide di accettare le pressioni del padre affinché si occupi di un barbaro pluriomicidio successo un anno prima: il linciaggio da parte della folla di tre studenti nigeriani di Okriki. 

La sua missione è quella di indagare in particolare sulla morte del figlio di un carissimo amico di suo padre, Emeka Nwamadi, cercando di scagionare la memoria del ragazzo dall'accusa di furto.

Il caso ha destato molto scompiglio in tutta la Nigeria, il video dei tre ragazzi messi al rogo ancora vivi dopo un violento pestaggio da parte del branco, ha fatto il giro del mondo, sia nella finzione del romanzo che nella  realtà, anche se il macabro video non è più presente in rete e se i ragazzi deceduti erano quattro.

Compito di Philip è sì quello di scoprire il perché il figlio del banchiere, giovanotto di buona famiglia e studente modello, si trovasse implicato nel linciaggio con l'accusa di furto, ma soprattutto  far luce su cosa abbia spinto quel nugolo di gente ad usare una violenza talmente barbara, al limite del disumano verso i tre ragazzi.

Anche se la Polizia che un anno prima si è occupata del caso lo ha archiviato come legittima difesa per i furti subiti, molte persone, oltre ai genitori dei ragazzi, non sono convinte dei fatti accaduti, consapevoli di come sono state svolte le indagini e di come funziona il sistema legale da quelle parti.

Nel 2013 si cercò di mettere in atto, senza successo, un codice di condotta per limitare gli abusi, quasi sempre causati da problemi di ordine tecnico all'interno dei corpi di polizia, sottopagati e sfruttati, quindi facilmente corruttibili. 

La Costituzione vigente in Nigeria proibisce e punisce  la tortura ma, nonostante nel 2017 ci fu un atto implementativo anti tortura, non ufficiale, ancora oggi si registrano casi di grave abuso da parte delle Forze dell’Ordine. I Corpi di Polizia nigeriana sono stati spesso accusati di corruzione, estorsione, violenza sessuale e violazione dei diritti umani. 

<< Mentre Cika e io torniamo alla macchina, non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione che gli occhi gelidi dell'ispettore Omereji ci stiano seguendo. >>

Così, aiutato dal fidato autista Chika e dalla misteriosa Salome, una bellissima donna conosciuta durante il viaggio in aereo tra Lagos e P.H., Philip inizia le sue personali indagini sul caso recandosi nella torrida e  ostile Okriki.

Arrivato nella cittadina universitaria si rende subito conto di quanto la permanenza negli Stati Uniti lo abbia cambiato, non solo fisicamente, ma socialmente e psicologicamente.

Gli sembra quasi che durante gli anni negli States, la sua memoria sia stata offuscata da una coltre grigia che gli ha impedito di ricordare quanto la sua terra sia ancora legata alle  ataviche tradizioni tribali e di quanto corruzione e abusivismo da parte delle Forze dell'Ordine regnino sovrani. 

La legislatura nigeriana è un labirinto molto intricato per via della concomitanza di leggi statali, locali e federali e per la grande varietà di fonti legislative, in vigore a seconda della regione  di appartenenza.

In pratica è una sistema common law che non viene applicato uniformemente in tutto lo Stato, differenziandosi in due principali sistemi giuridici, quello del nord di stampo religioso e quello del sud  con suo  proprio Codice Penale, differente da quello del nord ma entrambi arricchiti da norme non scritte e non ufficiali tuttavia correntemente applicate dalle varie tribù etniche e culturali. 

Per Philip e Chika si prospetta una sfida ardua e pericolosa, e Chika, suo malgrado, deve spesso ricordare a Philip che la Nigeria non è l'America dove le indagini possono essere condotte alla luce del sole, senza sporchi sotterfugi e nella legalità.

In Nigeria,  a mettere le mani in una ferita aperta e mai curata si corre il rischio di ''infettarsi'', esponendosi a gravi pericoli manovrati dall'occhio vigile di una sorta di ''Grande Fratello'' che controlla, spesso anticipando, ogni loro mossa. Philip lo imparerà fin da subito, seguendo false piste, cercando ciò che non deve essere trovato e finendo nei guai per poi dover ricominciare tutto dall'inizio.

Scoprirà che le sue indagini lo porteranno ad aprire un nuovo ''Vaso di Pandora'' pronto a rilasciare tutto il male e la ferocia di un popolo allo stremo e in fondo al vaso non sempre c'è la speranza.

<< Ciao Americano. Ho sentito che hai fatto scalpore oggi, in città. >>

Intorno al necklacing subito dai ''Tre di Okriki'' aleggiano troppi misteri irrisolti, troppi insabbiamenti e, in particolar modo, l'ostilità dei cittadini tende a confondere le indagini portando spesso i due uomini in fondo a vicoli ciechi e mettendo in grave pericolo la loro vita.

Chika stesso sembra nascondere un grosso segreto sul suo passato, divenendo fonte di pericolo per entrambi.

Anche Salome, nonostante si dimostri disponibile ad aiutarli a fare finalmente luci sul linciaggio, sembra nascondere importanti segreti sui fatti realmente accaduti quel giorno.

<< Mi hai fatto sorvegliare? >>

<< Non è come pensi tu, Americano. Volevo essere sicura che stessi bene. >>

Chi sono, in realtà Chika e Salome? Perché lui sembra già conoscere il perché dei fatti sui quali indagando e perché Salome sembra conoscere le loro mosse? 

Chi era in realtà il figlio di Emeka Nwamandi e faceva veramente parte di una Confraternita-Setta Universitaria?

Le confraternite universitarie nigeriane hanno da sempre commesso atti violenti di origine politica, etnica, religiosa e sessuale, contro diverse persone, provocando gravi danni fisici e mentali fino ad arrivare alla morte, spesso per linciaggio da parte di una folla inferocita.

Perché la Polizia, dopo aver arrestato alcuni dei ragazzi che hanno preso parte al linciaggio li ha rilasciati dopo poco per insufficienza di prove senza fare ulteriori indagini?

<< Non riesco a risolvere il  dilemma, perché  comincio a precipitare in uno spazio vuoto senza fine. >>

Tra scariche di adrenalina e sparatorie al cardiopalma, tra ambigui giri di droga e attentati in nome della religione, Philip, riuscirà a comprendere cosa ha spinto la folla a compiere un atto così squilibrato e chi è il vero colpevole?

Scavando nel torbido di una società ostile, il rischio di perdere le speranze e la fiducia, oltre la vita,  è altissimo e lo psicologo capirà a sue spese che se vorrà  trovare delle risposte plausibili, dovrà fidarsi solo di sé stesso, perché nulla è come sembra e nessuno è chi dice di essere, nemmeno suo padre, perché certe domande una risposta non ce l'hanno...

Anche se è al suo primo romanzo, l'autore mette tutto sé stesso per dare voce alla disperazione di una madre che ha perso il figlio nel modo più disumano che possa esistere: nudo, linciato e bruciato vivo per mano di un gruppo formato  dai suoi stessi concittadini. 

Così sono andati i fatti:

''È il 2012 e in Nigeria quattro studenti universitari, a causa di un equivoco alquanto sospetto, sono stati pestati e bruciati vivi dalla folla che li ha scambiati per ladri.

I ragazzi si erano recati in un villaggio per cercare di aiutare un amico a recuperare dei soldi che aveva prestato ad un altro ragazzo, restio a saldare il debito.

Nel giro di poco tempo i quattro amici vengono scambiati per ladri e, mentre qualcuno gridava ''al ladro'', la folla radunatasi intorno ai ragazzi, inspiegabilmente in presa da una furia distruttiva, li stava massacrando di botte per poi bruciarli ancora vivi.

Nessuno si è degnato di avvisare le Forze dell'Ordine. In Nigeria è impensabile, in quanto la Polizia, collusa e corrotta, è considerata molto più pericolosa dei criminali stessi. 

Così i quattro ragazzi vengono lasciati in balia della violenza di una delle numerose gang di giustizieri del villaggio, che agiscono privatamente, in nome della violenza gratuita.

Alla fine di questa barbarie, dopo che i video dei quattro ragazzi nudi, massacrati e bruciati hanno fatto il giro dei media di tutto il mondo, sono state arrestate tredici persone e sono stati denunciati altri episodi simili in giro per la Nazione seguite da calorose proteste volte a chiedere aiuto per far cessare questi episodi violenti.

Ed è proprio la madre di uno dei ragazzi che si fa portavoce dei tanti omicidi compiuti, continuando a lottare affinché si prendano provvedimenti per mettere fine a queste atrocità prive di ogni senso umano.

Un grido disperato che, senza uno stato di diritto e un sistema di Forze dell'Ordine integerrimo è destinato a perdersi nell'immensità della savana nigeriana.'' 

( fonte dalle pagine di cronaca locale dell'epoca trovate in rete )

Ho letto d'un fiato questa storia, insieme a Philip ho sentito il sudore colarmi lungo la schiena e il respiro mozzato dall'afa equatoriale. Ho sentito il cuore schizzare in gola mentre veniva descritta la scena dell'omicidio e ho sentito il fuoco della rabbia divampare mentre la Polizia e i cittadini cercavano di insabbiare i fatti mettendo tutto a tacere.

Come Philip mi sono chiesta pure io cosa spinge una o più persone a scagliarsi contro un proprio simile solo per torturarlo fino a fargli esalare l'ultimo respiro.

L'unica risposta plausibile,  inconcepibile, che ho cercato  di  darmi è la follia, ma non è una risposta che posso accettare.

Femi Kayode, col suo primo romanzo, riesce a far centro, dando vita ad una storia mai scontata, ricca di suspense e azione, capace di coinvolgere il lettore con tutti i sensi, dalla vista al gusto, senza tralasciare emozioni per il propriocettivo.

Ottima la traduzione di Andrea Carlo Coppi che rende fluida e piacevole la lettura.

Consiglio questo romanzo a chi ama l'azione, i misteri e l'Africa, sicura che sarà una lettura interessante e ricca di spunti su cui riflettere.

Con la speranza che Kayode continui a scrivere altre storie avvincenti, vi auguro buona lettura.

Tania C.




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giovedì 15 aprile 2021

Recensione SANGUE INQUIETO di Robert Galbraith - Ed. Salani -

 



SANGUE INQUIETO

Robert Galbraith (J.K. Rowling)

Ed Salani Editore

Formato Cartonato con sovraccoperta

Prima pubblicazione  2021

Genere Gialli e misteri

Collana Romanzi Salani

Pagine 1104

€ 24,90

Ebook presente in tutti i maggiori store digitali


CONOSCIAMO L'AUTORE

Credo che, ad oggi, la vera identità di Robert Galbraith sia ben nota a tutti, o per lo meno a tutti i Potterhead. Robert Galbraith altri non è che lo pseudonimo con cui Zia J.Ro, ovvero J.K. Rowling firma i suoi thriller. Il genere crime è sempre stato la sua passione di lettrice, tanto da spingerla a scrivere dei gialli classici ma consolidati nell'ambientazione. La scelta dello pseudonimo nasce dopo la notorietà raggiunta dalla saga Harry Potter. La Rowling desiderava che i suoi romanzi sotto pseudonimo venissero giudicati,apprezzati e inseriti nel mondo del thriller per lo stile e la capacità dell'autore, Robert Galbraith, e non per la sua fama di ''mamma'' del famoso maghetto. 
Inutile dire che il pubblico restò affascinato dalla nuova saga di Cormoran Strike, portando quindi Galbraith al successo e in vetta alle classifiche nazionali ed internazionali. 
I primi tre romanzi della saga Strike sono stati adattati ad una miniserie televisiva della Brontë Film and Television.
Nonostante la vera identità di Galbraith sia ormai nota a tutti, la Rowling continua a scrivere usando lo pseudonimo per tenere distinte le sue opere in giallo dalle altre, di modo che il pubblico sia cosciente di cosa aspettarsi dalla saga di Cormoran Strike.

I titoli della saga completa:

Il richiamo del cuculo 
Il baco da seta
Le vie del male
Bianco letale

TRAMA

Il nuovo caso arriva nelle mani di Cormoran Strike in una buia serata d’agosto, davanti al mare della Cornovaglia, mentre è fuori servizio e sta cercando una scusa per telefonare a Robin, la sua socia. In quel momento tutto desidera tranne che parlare con una sconosciuta che gli chiede di indagare sulla scomparsa della madre, Margot Bamborough, avvenuta per giunta quarant’anni prima.

Un cold case più complesso del previsto, con un serial killer tra i piedi e un’indagine della polizia a suo tempo molto controversa, fra predizioni dei tarocchi, testimoni sfuggenti e piste oscuramente intrecciate.

Galbraith ritorna con un nuovo, magnetico capitolo della storia di Robin e Strike, una delle coppie di investigatori più amate di sempre.


IMPRESSIONI


La nuova avventura, tanto attesa, di Cormoran Strike, mi è stata gentilmente offerta da Riccardo di Salani Editore che ringrazio per avermi accontentata.

Più di mille pagine che mi hanno un po', consentitemi il gioco di parole, ''inquietato'' proprio per la mole, ma superato lo scoglio dei primi capitoli, il romanzo si legge da sé. 

Per chi conosce la saga e zia Rowling, sa che la sua prolissità crea dipendenza, tanto da arrivare alla fine e sentire un profondo senso di solitudine, quasi come se l'avventura di Strike e Robin, racchiusa in quasi millecento pagine, non fosse bastata a tenerci compagnia per alcuni giorni.

<< Guardò l'orologio. Quel giorno Robin era di riposo, ma c'era la remota possibilità che fosse ancora sveglia e lui aveva un valido pretesto per scriverle un sms ... >>

Dopo averli lasciati, nel finale aperto di Bianco letale, li ritroviamo alle prese con la quotidianità dei casi e dei loro problemi personali da risolvere. 

Strike si trova momentaneamente in Cornovaglia, dove sta vivendo un momento di dolore.  L'amata zia Joan, la donna che gli ha fatto da madre, la colonna portante nella sua difficile vita, sta giungendo al termine di una brutta malattia, lasciando l'uomo nello sconforto ma intento a cercare nuove cure che possano salvarla.

<< Non avevo mai visto un divorzio così controverso in una coppia senza figli. >>

Robin invece, tramite un divorzio ostico, sta cercando di mettere finalmente fine al suo matrimonio con Matthew, l'uomo che l'ha tradita ma che da sempre la fa sentire in colpa per il suo lavoro all'agenzia di Strike, che non l'ha mai accettata fino in fondo, soprattutto per il suo amore verso l'investigazione. 

Mentre Robin cercava di chiudere col passato, Strike, ancora in Cornovaglia, una notte d'agosto, si ritrovò ad ascoltare la richiesta disperata di una donna sconosciuta. La donna gli  chiese aiuto per fare luce sul caso della misteriosa scomparsa della madre.

Un caso all'apparenza semplice per Strike, da dilettanti, se non fosse che Margot Bamborough, questo il nome della donna da ritrovare, non fosse scomparsa nel 1974, ben quarant'anni prima. 

Margot Bamborough era una dottoressa di nemmeno trent'anni, emancipata, fervente femminista e impegnata con tutte le sue forze  nella carriera di medico condotto. Abituata a cavarsela da sola, per sbarcare il lunario e poter accedere alla facoltà di medicina, aveva pure posato per Play Boy. 

La sua scomparsa, avvenuta una sera dopo essere uscita dal lavoro, rimase sempre un mistero, divenuto poi un caso non risolto, nonostante il quadro generale della situazione presentasse un presunto colpevole.

Il presunto colpevole, il  ''Macellaio dell'Essex'', al secolo Dennis Creed, un uomo noto per gli efferati delitti e violenze fisiche e psicologiche su numerose donne. Solo poche delle sue vittime riuscirono a sopravvivere, con i conseguenti traumi a segnarne per sempre la vita. 

Il corpo di Margot non fu mai ritrovato, né Creed si dichiarò mai colpevole, ma per chi, all'epoca si occupò del caso, non ci furono dubbi sull'identità del responsabile, ponendo fine alle indagini e archiviando il caso.

Ritenere Creed colpevole diventò naturale, dal momento che all'epoca della scomparsa di Margot era un efferato serial killer che seviziava, violentava e uccideva le donne cadute nelle sue mani, travestendosi da donna e conservando macabri cimeli di biancheria delle sue  vittime dopo aver compiuto il delitto.

Un poliziotto dell'epoca tentò di far luce, seguendo piste assurde e inquietanti, tanto da andare fuori di testa per quel caso. 

L'uomo venne quindi internato in una clinica psichiatrica e, il suo successore, a fronte di improbabili testimoni, che continuavano a ritrattare la loro versione  portandolo fuori strada, dichiarò la scomparsa della donna, definita da Talbot come un caso di oscure pratiche esoteriche, offrendo  alla giustizia il pretesto di trovare un colpevole non confesso, facendo così archiviare la pratica Bamborough. 

Ma nel 2014, ben quarant'anni dopo, Anna, la figlia di Margot, ancora non si era messa l'anima in pace sulla scomparsa della madre, quando lei era soltanto una bambina. 

Adesso  era arrivato il momento di far riaprire il caso e, nessuno meglio di Strike e Robin, avrebbe potuto riuscire nell'impresa.

Inutile dire che Strike, anche se già impegnato in altri casi, accettò la richiesta di aiuto di Anna. 

Insieme a Robin cominciarono a rivedere tutti i documenti riguardanti le indagini svolte da Bill Talbot, il poliziotto impazzito, che all'epoca indagò sul caso.

Il fatto che per l'uomo quel caso fosse un'ossessione, avrebbe potuto deviare dalla realtà la sua mente, già provata da una brutta crisi di nervi,  fuorviando le indagini e perdendo preziosi indizi.

<< ** Non ho idea di cosa significhino questi due simboli. Non li ho trovati in nessun sito di astrologia. Secondo me Talbot li ha inventati... >>

Le indagini di Strike, al quale Anna ha concesso il tempo limite di un anno,  cominciarono cercando di ricostruire gli eventi degli ultimi momenti di vita di Margot. 

Non sarebbe stato facile risalire ai testimoni e agli amici della donna, dal momento che dopo quarant'anni, molti erano ormai deceduti e soprattutto non sarebbe stato facile venire a capo degli strani appunti rinvenuti in un quadernetto dell'agente Talbot. 

Durante le sue indagini l'uomo raccolse nomi di testimoni collegandoli ai loro segni zodiacali, annotandoli sul suo quaderno, ma per quale motivo? Cosa c'entravano tutte quelle annotazioni astrologiche ed esoteriche?

Con la verità sotto gli occhi ma ben travestita da mutevoli pregiudizi, il lettore verrà coinvolto nelle nebbiose giornate investigative di Strike. 

Un anno, 365 giorni, possono sembrare tanti ma, presi dall'evolversi dei fatti, scorreranno velocemente costringendo Strike e Robin ad un intensivo impegno per fare luce in tutta quella nebbia di fatti, bugie, verità modificate e non dette.

<< Be' , non c'è niente di male a voler essere migliori o diversi, no? >> disse Robin.

<< Non c'è niente di male a voler migliorare le cose >>.

Mentre le indagini proseguono serrate, Strike e Robin saranno costretti a mettere a nudo i loro animi, cercando di capire quale sia il reale sentimento che li accomuna. 

Amore o solo una profonda e sincera amicizia?

Il personaggio di Robin si è evoluto dall'inizio della saga, da timida ed insicura segretaria, è diventata una scaltra e fredda investigatrice, più sicura di sé e di ciò che desidera. 

Ma i sentimenti sono sempre l'ostacolo più difficile da superare, specialmente quando riguardano il cinico Strike, sempre alle prese col un passato ingombrante che continua ad inquinare il suo presente coi fantasmi di Charlotte, l'ex fidanzata, della madre e di un padre da sempre assente ma esibizionista...

Per chi conosce la Rowling, sa che 1100 pagine non sono un ostacolo insormontabile ma, grazie alla sua penna affilata e sciolta, scorreranno verso la  soluzione del caso.

Anche questa volta l'autrice è riuscita, attraverso i dialoghi, a coinvolgere il lettore, quasi fosse un personaggio capace di interagire coi protagonisti. 

<< Grazie, Strike. Significa molto, davvero >>.

Non lasciatevi dunque spaventare dal volume del testo, la storia, nonostante la mancanza di colpi di scena e accadimenti straordinari, vi trascinerà comunque nelle sue spire noir fino a dissolverle nel rosa, ancora un po' sbiadito dell'eterno ''corteggiamento'' del gatto col topo, che ben rappresenta la storia tra Robin e Strike. 

Un romanzo denso, ricco di descrizioni e dialoghi, di indizi, che rischiano di depistare, di far perdere il sentiero della verità, ma che lascerà, una volta di più, in attesa di un nuovo capitolo. 

Consigliato a chi ha già letto gli altri quattro romanzi della saga ma anche a chi volesse approcciarsi per la prima volta., percorrendo a ritroso la lettura. 

Forse troverà qualche difficoltà nel gestire a ritroso l'eterna lotta tra i cuori dei protagonisti, ma credo sia uno scoglio che si possa gestire bene, d'altronde Strike è molto abile anche  in questo, non trovate?

Buona lettura,

Tania C. 





Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...