Visualizzazione post con etichetta #resilienza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #resilienza. Mostra tutti i post

giovedì 26 gennaio 2023

Recensione UNA NUOVA VITA e UN MONDO LIBERO La saga dei FONTAMARA di Valentina Cebeni - Ed. Sperlidisseng & Kupfer -

 




UNA NUOVA VITA - UN MONDO LIBERO

La saga dei Fontamara





UNA NUOVA VITA

La saga dei Fontamara

Valentina Cebeni

Ed. Sperling & Kupfer

Collana PickWick

Genere Narrativa Italiana, Saga familiare

Pag. 730

€ 13,90

Formato Brossura

Formato Ebook presente in tutti gli store digitali


TRAMA

Anni trenta, Cuba. 

Fernando Fontamara, amato marito di Eva Morris viene a mancare e la donna, insieme ai quattro figli, è costretta a fuggire a Roma, trovando accoglienza dalla famiglia del cognato.

Convivere coi parenti italiani non è facile: Giacomo Fontamara è un uomo arrogante e fascista. Sposò Ottavia solo per sete di potere, riuscendo a mettere le mani sul biscottificio di proprietà della moglie, portandolo al collasso a causa della sua cattiva gestione. Le conseguenze  disastrose si ripercossero anche sul matrimonio e nel rapporto coi figli.

L'arrivo dei cugini da Cuba porterà scompiglio nella loro quotidianità, ricreando, giorno dopo giorno, legami perduti nel tempo e facendo nascere nuove complicità, soprattutto tra le donne della famiglia.

Saranno proprio i cugini ''cubani'' a tagliare le onde per attraversare la tempesta e salvare la grande famiglia dei Fontamara.





UN MONDO LIBERO 

La saga dei Fontamara


Valentina Cebeni

Ed. Sperling & Kupfer

Anno di uscita 2022



Genere Narrativa Italiana, Saga familiare

Pag. 528

€ 18,90

Formato Cartonato con sovraccoperta

Formato Ebook presente in tutti gli store digitali


TRAMA

Roma, autunno 1942. In Italia, come nel resto del mondo, imperversa ormai da tempo una spietata guerra che vede impegnata anche la famiglia Fontamara al completo. 

Ogni uomo in grado di combattere, viene impiegato al fronte, mentre chi è costretto a rimanere in città, già provato dalla guerra e dagli stenti del periodo, deve vedersela con l'ombra cupa del governo e delle sue nuove disposizioni. 

Sono quelli gli anni più neri per la Pregiata Forneria Principi, ma grazie alla capofamiglia Eva, che sa come mettere a frutto il suo spiccato senso degli affari, il biscottificio avrà la possibilità di accaparrarsi molte richieste da parte del regime per poi utilizzarne i proventi proprio per aiutare tutte quelle persone che vogliono annientare le leggi razziali introdotte proprio da quel regime dittatoriale. Intanto il conflitto bellico sta avanzando senza freni e senza pietà né speranze, lasciando alle spalle vittime innocenti.

Myriam, terzogenita figlia  di Eva, prende una decisione difficile: si arruola come infermiera volontaria.  Diana, la figlia secondogenita, è sempre più combattiva, tradita dalle proprie pericolose e incoerenti scelte di vita. Lia, sorella di Fernando, vede impietosamente svanire il suo sogno di rivedere il marito Ettore, così come per  la cognata Eva sta crollando quello di poter riabbracciare ancora una volta il primogenito Gabriel, piegato dalla scelta tra la vita o la morte dopo l'armistizio.

Intanto la guerra si impadronisce di  Roma, esasperando animi e routine quotidiana. È arrivato, purtroppo,  il temuto  momento di scendere in campo giocando tutto per tutto, durante le corse verso i bunker durante i bombardamenti, nello slalom tra  macerie e vittime di una città ribelle che eleva il suo grido silenzioso innanzi ai rastrellamenti.

Nonostante i tragici fatti, la famiglia Fontamara, facendo leva proprio su quel forte legame, non solo di sangue, che la unisce, troverà ancora una volta con determinazione la forza per combattere, anche se divisa fisicamente, per l'ideale comune di libertà. Una libertà che ha sempre il sapore di un ritorno a casa.

Un mondo libero è il secondo avvincente capitolo della saga famigliare che ha già appassionato migliaia di lettori, una storia commovente di coraggio e resilienza.



CONOSCIAMO L'AUTRICE

Valentina Cebeni, nasce e vive a Roma dal 1985, ma nelle sue vene scorre sangue sardo. La Sardegna, madre delle sue radici, col suo mare cristallino, è la terra della sua infanzia. Tra il viola delle bacche di mirto e la tranquillità delle calette in cui immergersi, passa le sue estati a casa dei nonni che ama e ricorda con tanto affetto.                            Giovane scrittrice, tradotta in tutta Europa, con enorme successo in Germania, il suo motto è ‘’ My head is a jungle… piena di pensieri, parole, emozioni e sentimenti’’, ha al suo attivo già tre romanzi:

L’ultimo battito del cuore, col quale esordisce nel 2013, edito da Giunti;

La ricetta segreta per un sogno e La collezionista di meraviglie, editi da Garzanti;

La saga dei Fontamara: Una nuova vita e Un mondo libero, editi da Sperling & Kupfer.

Natale in casa Fontamara, spin-off della saga, edito da Sperling & Kupfer solo in formato ebook.


IMPRESSIONI

Amici della Valigia buongiorno.

In occasione della Giornata della Memoria, quest'anno, ho deciso di lasciarvi in compagnia di una saga un po' diversa, alla quale tengo molto.

È una saga familiare storica alla quale mi sono subito affezionata, non solo perché l'autrice è una mia carissima amica ma soprattutto per la sua capacità di incollarmi, ogni volta, alle pagine, facendomi entrare nel cuore della storia.

Una nuova vita e Un mondo libero La saga dei Fontamara, portano la firma di Valentina Cebeni, raccontando gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale a Roma, dove vive la grande famiglia allargata Fontamara, immigrata a Cuba negli anni '20  per poi rientrare in Italia alla morte del padre, quando anche Cuba sta diventando pericolosa per la loro sopravvivenza.

Non mi voglio dilungare sulla trama, la potete leggere nella quarta di copertina o qui sopra, voglio invece raccontarvi del personaggio principale di questa saga.

No, non è la guerra in sé, né la famiglia Fontamara, per quanto titoli e trama possano lasciar trapelare.

Protagonista principale è l'amore. 

In questo caso, principalmente l'amore e la capacità di amare delle donne, fulcro della saga.

Quello forte, indiscusso, che va oltre i confini, razza, credo politico e religioso, quello che ti avvolge nelle sue spire e ti incanta, quello malato, che ti porta a conseguenze disastrose.

Ogni personaggio che si incontra durante la lettura è alle prese con l'amore.

<< Eva sgranò gli occhi, e affondò le unghie nel bracciolo della sedia. "Questo è fuori discussione. I miei figli e io apparteniamo a questa terra, a questa casa. Come potete chiederci di andarcene?">>

Eva, vedova combattiva di Fernando, si ritrova, a causa di un passionale ma insano amore di gioventù, a dover fuggire dalla vita libera e solare di Cuba, lasciando la gestione dello zuccherificio di famiglia, la Central Santa Sophia, ai suoceri. 

Arrivata in Italia insieme ai figli, viene accolta in casa Principi, zii e cognati proprietari del Pregiato biscottificio romano.

La famiglia alloggerà, ospite degli zii, prima a Roma poi, coi primi venti di guerra, si sposterà nella splendida campagna romana, nella Tenuta La Gioiosa, villa della moglie di Giacomo, il cognato di Eva, uomo burbero e fedifrago, capace di abbandonare a sé stesso il frutto del proprio sangue. 

<<Gabriel chiuse l'occhio sinistro e accarezzò con l'indice il grilletto, poi mise a fuoco la bottiglia che Ernesto aveva sistemato sulla pietra e fece fuoco.>>

Gabriel, figlio primogenito di Eva e Fernando, è un ragazzone dal cuore buono, sempre pronto a difendere e a combattere per la causa. Sarà proprio il suo amore per la famiglia e per le origini italiane a fargli prendere la decisione di arruolarsi. Lontano da casa conoscerà il grande amore, per il quale spezzerà il cuore di una giovane domestica della famiglia Fontamara-Principi.

Diana, secondogenita e giovane donna di una bellezza selvaggia e procace, si sente tradita dalla sua famiglia per essere stata costretta a emigrare  in Italia, in casa degli zii paterni dove crede di essere ospite poco accettata. 

Costretta a forza a lasciare il suo grande amore a Cuba, perché legato all'amore malsano e pericoloso vissuto in gioventù dalla madre, non riesce a far pace con le proprie emozioni, finendo nelle spire di una guerra al massacro contro sé stessa e chi la circonda, ma soprattutto contro quella che lei vede come colpevole di tutta la situazione, la madre Eva. 

<< Forse ora penserai che le mie siano solo parole stupide, vuote, ma, credimi, ne va della tua felicità.>>

Diana è il personaggio che saprà catturare l'attenzione del lettore e portarla oltre le pagine. Si soffre, ci si inquieta, si combinano guai con lei, ma si ride anche, si passano momenti di gioia e passione che lasciano quasi sperare in una sorta di redenzione del protagonista "bello e dannato".

<<Tutto corre fuorché il tempo, in questi anni maledetti, pensò, mentre si asciugava la fronte col dorso della mano e si tastava le gambe doloranti.>>

Myriam è la figlia terzogenita, forse quella più remissiva, una  sognatrice pacata. Bella e intelligente, dai toni soavi, quando si innamora diventa un fiume in piena di emozioni, spesso messe in secondo piano dai disastri combinati da Diana, alla quale è molto legata. Myriam per amore del suo Giovanni, prigioniero per non essersi piegato al volere del regime, sceglierà di combattere in prima linea arruolandosi come infermiera, mettendosi a rischio per salvare chi sta combattendo per la patria e per le vittime dell'odio omofobo e razziale che sta ormai imperversando anche a Roma.

Clio e Viola sono le piccole di casa, una ventata di aria fresca tra la cappa pesante della guerra.

Clio quarta e ultima figlia di Eva, è solare, vivace, brillante e con un grande cuore. Ama come una sorella Viola, la cuginetta illegittima riconosciuta, senza amore, dal padre  e dalla moglie. La piccola è figlia dell'avventura di una delle molteplici notti brave, tra alcol e donne di dubbia integrità morale, di zio Giacomo Fontamara, despota traditore, perennemente immischiato in affari poco legali che gli faranno quasi perdere il Pregiato biscottificio Principi di proprietà di Ottavia, la dolce moglie tradita e incinta, segnata da un crudele destino.

Lia, sorella di Giacomo e Fernando, è la zia dalle spalle grandi, protettiva, piena d'amore per la famiglia, tanto da rinunciare alla sua gioventù per loro, finché, non conoscerà il futuro marito, proprio con l'arrivo dei Fontamara di Cuba.

<<''Che cosa cerchi, qui, che altrove non trovi?" gli chiese spezzando il biscotto in piccoli bocconi. "Insomma , che cos'ha questo posto di così speciale?" Tommaso si guardò intorno, e spolverò i pantaloni dalle briciole. "Le persone, te l'ho detto.">>

Tommaso è il quarto fratello Fontamara. Anima pura ma combattiva, ribelle e fragile allo stesso tempo. È lo zio che non giudica ma allarga le braccia e accoglie, consola, ama i nipoti. In particolar modo Diana, la nipote più bisognosa di affetto e di una guida che non sappia solo riprenderla per i suoi errori commessi. 

Per lui è un momento duro quello che sta vivendo e sa cosa significa, per la nipote, essere sempre giudicata solo per il diritto di essere sé stessi. 

È innamorato, ricambiato, ma costretto a vivere il suo amore clandestinamente per evitare ulteriori ripercussioni o la vita stessa di entrambi da parte del regime.

Tommaso è il personaggio che più mi è piaciuto della saga. L'angelo custode che ogni nipote vorrebbe avere, sempre pronto ad offrire un abbraccio e una fetta di torta. Sempre pronto ad ascoltare e a spronare, a credere nelle proprie possibilità, invece di cedere alla dittatura del fratello Giacomo.

A completare la famiglia ci sono i cugini Fontamara, i figli di zio Giacomo e Ottavia: Ernesto e Angela.

Giacomo Fontamara, fratello di Fernando, Lia e Tommaso, non ha bisogno di presentazione, tale è la sua fama di losco libertino.

Ottavia Principi, ereditiera della Forneria Principi, della Villa romana e della Tenuta La Gioiosa, la moglie, è una donna annientata dalle angherie del marito. Accetta le sue umiliazioni per anni, incapace di provare pietà e amore per la piccola Viola. L'aiuto di Eva sarà la svolta per lei. Se solo il destino non ci avesse mezzo le grinfie!

Ernesto figlio primogenito ribelle, sbruffone e rissoso, votato alle camice nere tanto da sposarne la causa, ama follemente la madre, vista da lui come figura fragile, da proteggere dalle angherie di un padre alcolizzato, violento e donnaiolo. Per lei è disposto a tutto, pur di vendicare le umiliazioni subite.

Angela è viziata, non particolarmente bella, un po' in sovrappeso. Cerca attenzioni mettendosi in mostra con abiti lussuosi e facendo brutti scherzi a Diana, ma finirà con l'innamorarsi di un bravo ragazzo che la sposerà e le farà mettere la testa a posto. È un personaggio all'inizio ambiguo, ma troverà il suo riscatto, anche se a caro prezzo.

Angela e il marito avranno un figlio, Mosè, colpevole di essere nato in uno dei più brutti periodi storici del mondo. Il marito di Angela è ebreo, un non gradito, da sterminare il prima possibile.

La famiglia Fontamara farà di tutto per proteggerli, ma a volte l'odio sembra vincere alcune battaglie nello scontro con l'amore...

Ogni personaggio, ben strutturato in ogni suo aspetto, al punto da sembrare reale, vive una vita piena, densa di sentimento e cuore.

Combattono ognuno le proprie battaglie, senza abbassare mai lo sguardo, rialzandosi dopo ogni colpo inferto che lo ha messo al tappeto.

Lo sa bene Tommaso, che pur ammaccato e con ferite nel cuore che non si rimargineranno mai, non perde la speranza e la voglia di amare, di vivere in un mondo libero.

Valentina ha saputo toccare temi forti e scottanti legati al periodo storico, senza mai cadere nella volgarità o nella crudezza dei fatti. 

"Rispettoso" credo possa essere la parola giusta per definire lo stile di questa saga avvincente.

Con mano lieve, la sua penna sfiora le pagine del cuore, riportando fedelmente fatti storici di una Roma che non è mai scomparsa. Lo stesso Pregiato biscottificio Principi ha resistito al tempo e alla storia.

Ogni fatto narrato è frutto delle sue scrupolose ricerche sul campo, di interviste, incursioni nella storia, e lunghe giornate tra i vicoli del quartiere ebraico di Roma, sperimentando odori, sapori e anime di un tempo poi non così lontano.

Dalle pagine soffia il vento gelido dei campi di concentramento, si può udire la live cadenza dei corpi scheletrici costretti a marciare quasi nudi sotto la neve, diretti al campo o ai forni, i colpi dei fucili che lacerano le carni di chi vuole solo difendere il diritto di essere uomo, cittadino del mondo. 

Tutto in un sottotono assordante che solo Valentina, con la sua sensibilità, ha saputo descrivere.

Qualche lacrima scende, inarrestabile, perché spesso, ciò che si legge tra le righe, fa più male dell'inchiostro nero su carta candida.

Ma scendono anche lacrime di speranza, dettate dall'amore, collante della grande famiglia Fontamara.

<<La guerra è finita>>, disse piano, mentre la distanza fra loro si accorciava e lei lo fissava incredula, con gli occhi che sorridevano e le mani che tremavano intrecciate a nascondere l'emozione. E arrivò, con una violenza che non si aspettava.>>

Nella vita, anche se indipendentemente dalla nostra volontà, è facile perdersi, finire in un vortice che trascina a fondo, ma l'amore, soprattutto quello della propria famiglia, è l'ancora che ci permetterà di tornare a galla e salvarci.

Chissà che questo amore non riesca a salvare anche Diana, perché ha ancora tanto da raccontarci.

Per finire, cari lettori, vorrei richiamare la vostra attenzione sulle copertine dei due romanzi, semplicemente strepitose. 

Due dipinti dai colori brillanti coi tratti tipici anni '40, raffiguranti delle donne. 

Libere e resilienti come le donne Fontamara. 

A questo punto credo sia doveroso leggere questa saga che scorrerà a ritmo serrato sotto ai vostri occhi. 

Una piccola chicca contenuta in "Una nuova vita" è l'accenno ad un dolce tipico della cucina giudaica romana, un dolcetto che viene offerto sotto forma di biscotto a Eva da parte dello zio Tommaso. 

Incuriosita ho chiesto delucidazioni in proposito a Valentina che mi ha spiegato essere la Pizza di Beridde, dolce povero, quasi uno svuota dispensa, ma ricco di sapore e profumi antichi e corposi. 

Ho provato a farlo e non mi sono più fermata, crea dipendenza! La ricetta la trovate tranquillamente in rete, provatela perché merita.

Ma non finisce qui! Per chi fosse in preda alla sindrome dell'abbandono, Valentina, a Natale, ci ha regalato un arricchimento, un "terzo capitolo" che si svolge nell'arco temporale tra Una nuova vita e Un mondo libero. Lo definiscono spin-off, ma è molto di più. 

Si intitola "Natale in casa Fontamara" e vi lascio qui sotto la mia recensione, perché anche se Natale è appena trascorso, il nostro cuore ne ha bisogno sempre.

https://valigiadeltempo.blogspot.com/2022/12/recensione-natale-in-casa-fontamara-di.html

Cosa aspettate ancora? Correte in libreria e lasciatevi coccolare dalle braccia accoglienti della famiglia Fontamara.

Buona lettura

Tania C.







mercoledì 22 gennaio 2020

Recensione di AADAM ED EEVA di Arto Paasilinna - Ed. IPERBOREA -




AADAM ED EVA
Aarto Paasilinna
Ed. IPERBOREA 29 novembre 2019
Prima pubblicazione 1993 ad Helsinki
Pag. 243
Coperitina semirigida goffrata
Traduzione dal finlandese di Marcello Ganassini
€ 17,00


CONOSCIAMO L'AUTORE

Aarto Pasilinna - foto dal web-

Aarto Paasilinna (20 aprile 1942 - 15 ottobre 2018) è stato un ex guardaboschi, ex giornalista ed ex poeta. In Finlandia è diventato uno scrittore di fama grazie alla capacità di raccontare ogni storia tragica ridendo. Dopo L'anno della lepre, che in Italia ha superato le 120.000, Iperborea ha pubblicato altri suoi diciassette romanzi tra i quali Piccoli suicidi tra amici, Il bosco delle Volpi Impiccate e Il miglior amico dell'orso.

TRAMA

Aadam Rymättylä è un piccolo imprenditore svedese che si giostra tra una fila interminabile di crediti, debiti e pignoramenti e una squadra di figli da mantenere: sette figli con tre diverse madri, a dimostrazione della sua passione inarrestabile per l'amore, che ovviamente, come tutte le cose, ha il suo prezzo.
Costretto a vivere nel magazzino della ditta di Tattarisuo a Helsinki, non si lascia abbattere dagli eventi e, continuando i suoi esperimenti esplosivi, spera di riuscire un giorno, a mettere a punto una nuova batteria ultra leggera in grado di rivoluzionare il sistema energetico mondiale. Ma la malasorte sembra accanirsi contro di lui facendolo finire dietro le sbarre.
Spesso, nei romanzi di Paasilinna, la resilienza dei suoi personaggi viene aiutata dall'arrivo di una donna che salva la situazione. Così accade allo sfortunato Aadam: un'intraprendente avvocatessa, Eeva Kontupohja, crede nella sua innocenza e nella potenzialità del suo genio inventivo. Lassù, finalmente, qualcuno li ama: il prototipo della batteria miracolosa inventata da Rymättylä funziona veramente, dando il via alla rivoluzione energetica, proiettando l'improbabile coppia Aadam-Eeva nella scalata ai vertici della ricchezza mondiale. 
Ma quali sono le conseguenze di un'invenzione che minaccia  gli affari dei potenti della terra e mette a rischio gli equilibri politici ed economici del mondo?
Precursore dei temi scottanti e dei protagonisti  del presente, Paasilinna accompagna insieme al fidato tassista Sorjonen, il suo Adamo novello tra riunioni segrete dei petrolieri, reginette del latte innamorate e sicari professionisti, fino ai confini del mondo con una domanda: può una ricchezza senza limiti convivere con le migliori intenzioni?

IMPRESSIONI

Per questa allegra e colorata copia cartacea di Aadam ed Eeva di Paasilinna ringrazio infinitamente Irina per avermela gentilmente offerta. Non conoscevo Paasilinna, nemmeno di fama, l'ho scoperto grazie all'uscita di questo romanzo e me ne sono innamorata, dispiacendomi di averlo conosciuto solo ad un anno dalla sua morte. Ma voglio leggere tutti i suoi romanzi, è una promessa che faccio a me stessa. Di Aadam ed Eeva mi ha catturatto fin da subito la copertina dai colori accesi, divertenti e dal disegno naif che mi ricorda un baobab con un grosso serpente attorcigliato al tronco, sulla riva di un assolato fiume. Psichedeliche zampette di passerotto fanno da sfondo, fluttuando in una cornice dai toni arancio e azzurro. Insomma, una bellissima copertina che cattura lo sguardo incuriosendo il lettore. La trama poi, esilarante e originale, mi ha richiamato alla memoria le tragicomiche avventure del Marcovaldo di Calvino, pur nella loro diversa unicità.

Aadam Rymättylä capì che aveva fatto la scoperta del secolo. Quando un uomo si mette in gioco anima e corpo, la vittoria finale non è mai impossibile.

Adam Rymättylä (Rumattula) è una persona resiliente, un uomo che nonostante le insidie del destino non si è mai lasciato abbattere. Un po' per  indole, un po' per gran botta di fondo schiena, è sempre caduto in piedi, trovando, ogni volta, il lato buono in ogni cosa, anche la più spiacevole.
Aadam, con una grande passione per l'amore, caduto in disgrazia dopo vari divorzi e sette figli con tre mogli diverse, vive e lavora nel capannone di una ditta di Tattarisuo, in Finlandia,  producendo batterie.
Da qualche tempo sta cercando di mettere a punto una batteria ultrapiatta e leggera, ma con un buon potenziale di durata e resistenza a scarso impatto ambientale. Un prototipo in grado di rivoluzionare il mondo delle batterie e il sistema energetico mondiale, apportando grandi benefici anche al pianeta.
Dopo vari tentativi saltati letteralmente in aria, sembra che il suo prototipo sia finalmente riuscito, potente e leggero, pronto per essere lanciato sul mercato.
Messo alle strette dal marito dell'ex moglie, un professore di educazione fisica, che pretendeva il saldo degli alimenti per i figli affidati alla madre, e dai debiti con il gestore della telefonia che gli aveva tagliato i fili del telefono per bollette insolute, l'inventore decide di provare a mettere sul mercato la sua invenzione in modo da racimolare qualche soldo. Preparò due prototipi, li caricò al massimo della loro potenza e andò a sperimentarli di persona su dei veicoli in una fabbrica della vicina Järvenpää. 
L'invenzione suscitò meraviglia e stupore e l'uomo, soddisfatto, ripresi i suoi prototipi e le sue formule, tornò a Tattarisuo. Ad attenderlo una spiacevole sorpresa. Il capannone della ditta, la sua casa, stava ardendo tra alte fiamme e nessuno ancora aveva chiamato i soccorsi. La spiegazione fu che al centralino dei pompieri era arrivata una chiamata con l'ordine di non spegnere l'incendio, su richiesta di Rymättylä stesso. 
Allibito il povero Aadam restò inerme a guardare il propagarsi delle fiamme. Era quella una ventosa estate e il fuoco si spinse alla foresta, così il Vigili del fuoco dovettero intervenire per forza.

Quando tutto va male ci si consola al pensiero che peggio di così non può andare.

L'incendio fu domato, ma Aadam aveva perso tutto: la ditta, la casa, i pochi risparmi e il lavoro. Ma il peggio era in agguato. Una denuncia anonima alla polizia lo aveva incastrato come responsabile dell'incendio. Il fatto che fosse in grave crisi economica e che la ditta fosse sull'orlo del fallimento era un buon movente per appiccare l'incendio e raggirare le assicurazioni. Qualcuno lo aveva incastrato, chissà forse proprio Lottoperä, il marito dell'ex moglie, approfittando del fatto che lui fosse fuori sede per provare le batterie. Poteva anche provarlo, i meccanici avrebbero testimoniato, ma la polizia sembrava non voler sentir ragione: prima le indagini e intanto in prigione!
Lo sventurato ometto, in realtà omone vista la stazza, si ritrovò dietro le sbarre nella prigione, a Tattarisuo nell'attesa delle indagini. Avrebbe dovuto trovarsi un buon avvocato per venire fuori dalle accuse di incendio doloso premeditato. Ma i soldi dove li avrebbe presi? Il suo portafoglio era bruciato nel rogo del capannone insieme alla sua auto. Poco importa, gli avrebbero dato un avvocato d'ufficio, ma al momento l'importante era che il carcere gli avrebbe offerto un tetto, un letto e del cibo. Arrivato nella sua cella, il buon carattere di Aadam riuscì a trovare il buono della situazione: una piccola cella con letto e coperte, del cibo, un bagno privato e tanto tempo a disposizione per rifinire e migliorare la sua batteria, tutto gratis. Aveva con se i prototipi e le formule, chiese carta e penna e si mise all'opera. Passò alcuni giorni nell'attesa che le indagini facessero il loro corso e lo scagionassero, gli venne anche affidato un avvocato: una strampalata rossa, molto appariscente e dalla parlantina spigliata: Eeva Kontupohja. 
La donna, all'inizio un po' reticente per questa "causa persa" , fece un passo indietro quando Aadam le raccontò della batteria miracolosa: quell'uomo non era uno sprovveduto! Avrebbe fatto i suoi controlli e perorato la sua causa e poi chissà, magari avrebbe potuto mettersi in società con lui per il lancio della batteria miracolosa.
Intanto ne avrebbero potuto parlare davanti ad un bicchiere di vino, di birra, di cognac...
Eeva era un avvocato scaltro, con una spiccata furbizia ma, come Aadam amava l'amore per le donne, lei amava l'alcool. Non era un'etilista, no. O forse si? Non era importante, se la batteria avesse funzionato e fosse riuscita a mettersi in società con Aadam, l'alcool sarebbe stato l'ultimo dei suoi problemi.
Per Aadam la ruota cominciò a girare dalla parte giusta: lasciato l'alloggio provvisorio sul divano dell'ufficiale giudiziario che gli aveva pignorato tutto, si ritrovò a vivere, mantenuto, nello spazioso appartamento di Eeva. Avrebbe voluto tanto farsi aiutare dal suo amico tassista con la passione per la medicina, Sorjonen, ma al momento era in viaggio, quindi la soluzione ideale era accettare l'invito dell'avvocato. Avrebbe avuto una bella camera tutta per lui, un grande bagno con tutto il necessario per la toelette, qualche soldino nel portafoglio e del cibo fresco, oltre a tanto alcool. Ma non solo, la casa, quasi sempre vuota, era il luogo ideale per proseguire nella messa a punto della batteria. Ancora una volta la resilienza del personaggio viene a galla. Delicatamente, in maniera bonaria, tipica del carattere bonaccione di Aadam. 

Era chiaro che se quella batteria fosse entrata in produzione avrebbe inferto un colpo mortale al mercato del petrolio.

Ubriaca di manie di grandezze e di shortini, Eeva, all'insaputa di Aadam, decise di testare sul campo il potere della batteria. Il bosco intorno al capannone bruciato sarebbe stato l'ideale in quella serata piovosa. Eeva fece arrivare una grossa betoniera, attaccò la batteria e, sotto la pioggia torrenziale e il vento si gongolò allo sprigionarsi della potenza. Lasciata la betoniera in funzione per tutta la notte, fece ritorno a casa. Quella notte, Eeva e la piccola batteria scatenarono l'inferno. Con la complicità della tempesta, lo sferragliare della betoniera, richiamò alcuni curiosi. Nessuno osò avvicinarsi a quella strega coi capelli rossi che sembrava stesse giocando coi feroci demoni atmosferici.
Da quel momento in poi si costituì la società di Aadam ed Eeva per la produzione di batterie ultraleggere e super potenti.
Dopo un tragicomico viaggio  con tappa a Nuova Delhi, dove Eeva in preda ai fumi di diversi drink voleva mettersi in società con un ingegnere  che voleva costruire dighe sul fiume sacro, la coppia fece finalmente scalo in Nuova Zelanda. Sceso dall'aereo dopo una notte insonne a causa della sbornia di Eeva, il povero Aadam salì sull'autobus che li avrebbe portati all'hotel dove si sarebbe tenuto il congresso sull'energia, e si addormentò. Disastro!
Arrivato in hotel si accorse di aver perso l'avvocatessa. Dove era finita? L'autobus aveva fatto una sosta e lei era scesa per una sigaretta e poi? Svanita nel nulla e l'autobus ripartì con un assonnato Aadam.
Il giorno dopo la polizia consegnò una recalcitrante avvocatessa in piena sbornia e in uno stato pietoso al perplesso inventore. L'avevano ritrovata che stava cantando a squarciagola  canzoni sulla tosatura delle pecore, bevendo insieme a degli operai che l'avevano aiutata a rialzarsi quando era caduta in una buca fangosa, ad Auckland.
Mentre la donna smaltiva la sbornia al fresco di un pascolo tra placide mucche, Aadam partecipò come conferente al congresso, annunciando la sua invenzione e tutti i benefici che avrebbe apportato all'umanità.
In molti erano interessati alla batteria, Russi, Giapponesi, Europei. Gli arabi no. Per i magnate del petrolio, la messa in commercio della batteria avrebbe rappresentato un'ingente perdita nell'estrazione e vendita petrolifera. 
Questa cosa non s'aveva da fare. Qualcuno avrebbe dovuto fermare Rumattula prima che la batteria finisse sul mercato.
Da quel giorno la vita di Aadam ed Eeva subirà una svolta positiva: la coppia strampalata si fidanzerà, e per festeggiare inizierà per loro un tour alcoolico in giro per il mondo. 
Intanto i Giapponesi, dopo un ennesimo  trgicomico viaggio d'affari con Aadam ed Eeva, firmeranno un miliardario contratto per la produzione delle batterie che sbancheranno il mercato mondiale dell'energia.

Il sicario professionista Luigi Rapaleore aveva i piedi congelati. Non che ci fosse da stupirsi: dovevano esserci quaranta gradi sotto zero.

Ma c'era qualcuno che stava tramando alle spalle di Aadam. Gli arabi, con lo spettro di un'imminente crisi petrolifera, vogliono far fuori Rumattula ed assoldano un infallibile killer italiano, il siciliano Luigi Rapaleore. 
Killer spietato e infaticabile, si mise presto sulle tracce dell'inventore, sapendo che non avrebbe dovuto fallire se avesse voluto guadagnare una cospicua ricompensa.
Eeva però aveva messo in preventivo la loro tutela, ora che erano diventati miliardari, perciò assoldò due anonime guardie del corpo giapponesi. Avrebbero svolto il loro compito sino a che le batterie non avessero sfondato nel mercato.
Durante il viaggio in Lapponia coi Giapponesi Rapaleore si nascose nella foresta innevata aspettando che Rumattula gli capitasse a tiro per sparargli. La morsa del freddo polare si impossessò del suo corpo e quando vide Aadam che sfrecciava su una motoslitta rincorrendo una renna impazzita che trainava i giapponesi, non riuscì nel suo intento. Il freddo lo aveva paralizzato, non sentiva più una gamba e i piedi e si risvegliò in ospedale senza una gamba e tre dita dell'altro piede.
Ma non si sarebbe dato per vinto, avrebbe portato a buon fine il suo incarico, anche se il contratto era stato firmato. Dotato di una protesi, presto si rimise in piedi pronto a far fuoco sul suo bersaglio, adesso era una questione personale...
Rumattula, oltre ad essere un resiliente amante dell'amore, aveva anche l'ingenuità dei buoni di cuore. Suo desiderio, ora che le possibilità finanziarie non gli mancavano era quello di aiutare chi si fosse trovato in difficoltà come lui. In fondo anche lui aveva ricevuto aiuto: l'amico tassista, l'ufficiale giudiziario, Eeva... Decise quindi, dopo aver finanziato gli studi in medicina dell'amico tassista, di aiutare un'anziana bisognosa che si era impossessata di un cimelio appartenente allo Stato. Scovata la donna, partì per portarle il suo aiuto, seguito dalle guardie del corpo e da Rapaleore, pronto a farlo fuori alla prima occasione. Ma l'impresa del killer finì in tragedia: dopo un conflitto a fuoco dove ebbe la peggio finendo le munizioni, fu costretto alla fuga dalle guardie del corpo di Aadam e, nel darsi alla macchia nella foresta perse la protesi che si spezzò, facendolo nuovamente finire in ospedale... Ora più che mai la questione era diventata veramente personale...
Nel frattempo le batterie stavano facendo impazzire il mondo, tutti le volevano, tutti volevano Rimättylä, che diventava ogni giorno più ricco. Mentre la coppia si arricchiva, Eeva, dopo una lite col fidanzato,  passò le sue giornate  alcoliche  da un locale etilico all'altro  comprando appartamenti in ogni parte del mondo. Aadam, molto più oculato e pratico, dopo aver aiutato chi si trovava in difficoltà, aveva solo un desiderio, quello di essere lanciato in orbita e vedere alba e tramonto della sua amata Finlandia dallo spazio. I soldi, si sa, aprono tante porte, e organizzare un lancio spaziale non fu poi così difficile e proibitivo per Aadam. 
Ma prima del lancio bisognava portare a termine una spedizione di lavoro in Russia. La coppia, fatta pace in Portogallo, nel nuovo vigneto di Eeva, insieme  alle fidate guardie del corpo, l'amico tassista diventato medico e un gruppetto di mogli di diplomatici con servitù al seguito ed altre persone, partì su un treno che sfrecciando lungo i binari della Transiberiana li avrebbe portati in Siberia. Durante il viaggio, però, ci fu un incidente. Il vagone sul quale viaggiavano si staccò improvvisamente dal trattore fermandosi in mezzo al nulla, con pochi viveri ed un povero cameriere  fortemente claudicante che prestava servizio per la moglie di un diplomatico.
E adesso come avrebbero fatto ad arrivare in Siberia o a tornare indietro? Erano dispersi, fermi su un binario ed  esposti al pericolo di un incidente ferroviario col prossimo treno che avesse compiuto quella tratta. Ma pensandoci bene una possibilità di salvarsi esisteva, Aadam doveva portare a termine la sua missione e partire per lo spazio...

Il romanzo, diviso in due parti, scorre veloce come il treno sulla Transiberiana trasportandoci al colpo di scena finale, inaspettato e "resiliente". 
Tra una risata in sordina e una a squarciagola, in una notte, sono arrivata alla fine con le lacrime agli occhi. 
Lo stile semplice, coinvolgente e comico trascina il lettore dentro alle pagine senza permettergli di uscirne. I personaggi catturano, diventano membri della famiglia e la loro storia viene presa a cuore dal lettore. Non si può non amare Aadam, un omone buono, fiducioso ed ingenuo, generoso e riconoscente, che ricorda tantissimo il Marcovaldo nell'ingenuo entusiasmo di fare, ma a differenza sua, è proprio l'ingenuità bonaria che lo farà arrivare molto lontano. Eeva è più schiva, avida di potere e denaro, ma non venale, generosa a modo suo e sotto una corazza rigida forgiata dall'alcool si nasconde un cuore grande e sentimentale, capace di vedere al di la delle apparenze.
Il libro, pubblicato per la prima volta ad Helsinki nel 1993, precursore dei tempi per l'argomento trattato, ad oggi è un ottimo spunto di riflessione sui passi fatti dalla tecnologia e sull'impatto ambientale.
Il mio consiglio è quello di passare qualche ora all'insegna del buon umore in compagnia di Aadam ed Eeva, perché come ci ricorda il nostro protagonista, la vita va vissuta con un pizzico di leggerezza e tutto si sistemerà. 
O quasi ...

Buona lettura,

Tania C.




Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...