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mercoledì 15 settembre 2021

Recensione IL TRAGHETTATORE Cuori in transito - di Annalisa Menin - Ed. Giunti

 



IL TRAGHETTATORE

Cuori in transito

Annalisa Menin

Ed. Giunti 

Anno pubblicazione 24/03/2021

Formato Brossura con bandelle

Pag. 432

Collana A

€ 14,00

Formato ebook presente in tutti gli store digitali


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Annalisa Menin è nata a  Venezia ma naturalizzata americana. Imprenditrice esperta di Branding e Comunicazione, scrittrice, dal 2006 vive a New York.

Il giorno dopo il suo trentesimo compleanno perde il marito e da quel giorno prende il via il lancio del blog Il Mio Ultimo Anno a New York, nel quale racconta la sua storia  nell'omonimo libro, e fonda la sua agenzia creativa Octonano.

La sua iniziativa benefica Remembering Marco, aiuta molti giovani studenti italiani pronti a vivere il Sogno Americano.


TRAMA

Anna Venier è una giovane veneziana di trentatré anni che vive a New York da dieci anni. 

È coraggiosa e determinata, intraprendente, nonostante la vita le abbia riservato fin troppi alti e bassi. Il più devastante di tutti è stata la morte dell'amato marito Marco, il marito. 

Dopo tre anni di lutto, Anna ha deciso che è arrivato il momento di rimettersi in gioco, anche sentimentalmente...

Ma la famosa dating scene newyokese è tutt'altro che semplice, tempestata com'è di uomini che appaiono e scompaiono in un baleno. 

Poi, cosa cercare in una relazione quando si è già vissuto il grande amore?

Dopo appuntamenti non andati a buon fine, uscite con le amiche e lunghe telefonate notturne con l'amica più stretta e confidente, ecco che Ale trova l'idea del Traghettatore, un uomo che darà un passaggio ad Anna verso un nuovo capitolo della sua vita. Come trovare la persona giusta?

Sullo sfondo di una New York vera e maestosa Anna, tra mille domande, incertezze ed entusiasmi, si ritroverà a destreggiarsi tra possibili traghettatori ed un nuovo e importante progetto di lavoro, quello che potrebbe darle la svolta nella carriera. Non prima di aver zittito quella vocina interna che la vorrebbe triste e sola.

Prima o poi, nella vita, tutti hanno bisogno di un traghettatore, che sia per amore, amicizia o lavoro, e non bisogna aver paura  di dimostrarci per ciò che siamo veramente poiché, alla fine, sono solo le emozioni.


IMPRESSIONI


Ringrazio  Giunti Editore che mi ha gentilmente offerto la bellissima copia cartacea di IL TRAGHETTATORE Cuori in transito.

Un romanzo che nasce dalla penna e dal vissuto di Annalisa Menin, un'autrice che non conoscevo ma che mi è arrivata dritta all'anima.

Oltre alla storia intensa e forte, di questo libro mi ha colpito molto la copertina. Rilassante, nei toni del verde Tiffany, con bellissimo skyline di New York e un'adorabile barchetta che trasporta un cuoricino rosso. Rosso come la passione, pronto per essere traghettato verso nuovi orizzonti.

Una particolarità del romanzo, molto simpatica, è che al suo interno si trova un foglio di carta per origami rosso fuoco, per costruire la propria barchetta ''traghettatrice''.

Personaggi principali della storia sono Anna, nata in provincia di Venezia, ma ormai da tempo cittadina americana, Marco il giovane marito deceduto il giorno dopo il trentesimo compleanno di Anna, a causa di un male che lo ha divorato in poco tempo, Ale la migliore amica e confidente di Anna, nonché valido braccio destro e Alvise Pisani, un eccentrico artista, che incrocerà la strada lavorativa di Anna e Ale.

I personaggi in sottofondo sono le amiche di Anna e Ale, un traghettatore narcisista, parrucchiere di Anna, Rafa un possibile traghettatore, amico di Anna e Marco e Lucia, la fidata segretaria di Alvise.

<< Devo dire che mi sono arresa abbastanza facilmente...

Finché un giorno, dal nulla, compare lui ... >>

L'anima di Anna è divisa in due: Anna paura e Anna Rock.

Dopo la morte di Marco, Anna paura ha lottato con tutta sé stessa per andare avanti. Si è buttata a capofitto nel lavoro, si è stretta alle amiche e alla città che lei e Marco avevano scelto per formare la loro famiglia, New York.. Sono passati tre anni duri, dove le giornate no forse avevano superato quelle più spensierate. 

La paura di Anna paura era quella di dover continuare a difendere il proprio intimo, il proprio vissuto. 

Anna non voleva permettere a nessuno di trovare la chiave d'accesso al suo dolore profondo. Ma adesso tutto stava cambiando.

Adesso era arrivato il momento di reagire, non poteva vivere di solo  lavoro e grattacieli. 

Anna rock aveva bisogno di sentirsi di nuovo viva e ''libera''. Marco stesso non avrebbe voluto vederla in un angolo a rimuginare su quanto la vita era stata ingiusta.

Così, dopo aver conosciuto a New York un affascinante romano, il Commercialista, Anna decide di volare a Roma per passare un po' di tempo con lui e buttare le basi per la nuova sé stessa.

Dopo un estenuante volo, Anna odia volare, Roma si svela ai suoi occhi così come il Commercialista. 

Appena arrivata scopre che l'uomo ha un figlio del quale aveva accuratamente evitato di parlarle. 

Come se non bastasse il ''marpione'', così definito da Ale, le svela che proprio quella sera non sarebbe stato con lei perché la Roma giocava e la Roma veniva prima di tutto! Caro lui, aveva anche provato a cercare un biglietto per Anna, ma era tutto sold out.

Non doveva essere delusa, lui l'avrebbe accompagnata all'hotel che le aveva prenotato e, dopo la partita, sarebbe passato a prenderla per una cenetta!

Perplessa, rimuginando sul motto del suo blog ''Should i stay or should i go, I go  fu la decisione.

Archiviato il marpione e tornata a New York, Anna non mollò, decidendo di continuare a cercare di condurre una vita piena e appagante, anche nel campo sentimentale. 

Non senza l'appoggio dell'amica Ale, pronta a sostenere la tesi che per Anna servisse urgentemente un ''traghettatore'', un uomo che avrebbe dovuto ''accompagnarla'' verso l'amore, verso l'uomo giusto senza mettere troppo in gioco i sentimenti. 

Nonostante dubbi e reticenze, Anna si lasciò convincere che l'amore verso Marco non sarebbe mai venuto meno, che sarebbe stata in grado di amare un altro uomo in  modo diverso se pur ugualmente intenso.

Comincia così una tragicomica ricerca del traghettatore, nelle vesti di parrucchiere narcisista che si diverte a giocare con la sua anima o di qualche bello e dannato ma intenzionato solo all'avventura di una notte.

<< Time waits for no one>>  

La donna, sempre più sconfortata dal genere di uomini che si incontrano oggi per il mondo, sta quasi per lasciar perdere il discorso traghettatore, quando Rafa, un carissimo amico di Marco, le dona tutto il suo appoggio proponendosi come traghettatore per cercare di rimettersi in carreggiata, di andare avanti e ricominciare una nuova vita, in quello che sarà probabilmente il suo ultimo anno a New York.

Mentre l'amicizia tra Anna e Rafa stava diventando ogni giorno più stretta e intima, Ale invitò l'amica ad una mostra di pittura con la scusa di crearle nuove opportunità di lavoro per la sua carriera da organizzatrice di eventi.

Dopo le prime reticenze, Anna si recò di buon grado alla mostra che si rivelò  interessante, soprattutto dopo aver notato un particolare quadro dipinto da un quotato artista: Alvise Pisani.

Artista stravagante, tutto d'un pezzo, fermo sui propri punti, chiuso ed enigmatico ma innovativo, Alvise entrò nella vita di Anna in punta di piedi, stravolgendola.

La frequentazione con Alvise  divenne una girandola di esperienze sempre diverse ed emozionanti, facendo crollare le sue certezze come castelli di sabbia lambiti dalle onde ma, proprio grazie ai dubbi e alle paure da superare, ogni giorno si presentava l'occasione per rimettersi in gioco sfidando sé stessa e le proprie possibilità.

Alvise si rivelò un caleidoscopio di sorprese e placido mistero, di brio misto a tranquillità, tanto che fu naturale per Anna, lasciarsi trasportare dal quell'insolito traghettatore così flemmatico e molto più grande di lei. 

Anche se spesso quell'uomo sembrava essere così indifferente e distaccato, perso nel suo  passato ingombrante ed enigmatico.

<< E mi lascio andare a lui. Totalmente. >>

Era Alvise il Traghettatore della felicità? 

Era davvero pronta Anna a spiccare il salto nel buio di un futuro all'insegna delle sorprese, dell'imprevisto, dello stupore e dell'ignoto che l'artista le stava offrendo?

O forse sarebbe stata meglio la routine del rifugio sicuro e tranquillo del caldo abbraccio di Rafa, l'amico di sempre, pronto a tendere una mano nei momenti di sconforto?

<< Sono tutti felici gli altri? Oppure siamo tutti cuori in transito, in perenne movimento?. >>

Ovviamente lascio a voi scoprirlo, pagina dopo pagina, fino alla fine, che per Anna sarà solo l'inizio...

Annalisa Menin ha scritto questo romanzo prendendo spunto dalla propria vita, in seguito all'auto pubblicazione di una sorta di prequel ''Il mio ultimo anno a New York'' in cui racconta del suo arrivo nella Grande Mela, l'incontro con Marco, che all'inizio la respingeva e la sua scalata nella carriera.

Il Traghettatore Cuori in transito, è un romanzo fresco, innovativo e frizzante, dove la drammaticità del lutto da superare diventa punto di forza della storia, rendendola vera. 

Lo potete tranquillamente leggere come autoconclusivo, a meno che Anna non abbia veramente trovato il suo traghettatore e si sia decisa a restare a New York...

Nell'attesa di prossime notizie da parte di Anna, non mi resta che augurarvi buona lettura lasciandovi cullare dal dolce rollio di un traghettatore misterioso.

Buona lettura

Tania C.





venerdì 20 settembre 2019

Recensione de GLI ACCOPPIATI di Jennifer Miller e Jason Feifer ed Longanesi







GLI ACCOPPIATI

Jennifer Miller e Jason Feifer
Ed. Longanesi 2019
Pag. 448
Cartonato
Collana La Gaia Scienza
€ 19,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO GLI AUTORI

Jennifer Miller e Jason Feifer - foto dal web -


JENNIFER MILLER
Moglie di Jason Feifer, è una giornalista e scrittrice. Collabora nella Styles selection del New York Times ed è autrice di romanzi di successo, tra i quali The year of Geadfly e Gli accoppiati, scritto a quattro mani insieme al marito e pubblicato nel 2019 da Longanesi. 
(Fonte: dal web)

JASON FEIFER
Nel 2019, per Longanesi pubblica Gli accoppiati, scritto insieme alla moglie Jennifer Miller. 
Collaboratore di riviste di successo come The New York Times, Mean's Healt, The Washington Post, dirige la rivista Entrepreneur. 
(Fonte: dal web)

TRAMA

Lucas Callahan è giovane, ma ha già trovato il suo amore con la A maiuscola: il giornalismo. C'è da vedere se questo amore è ricambiato. Lui le idee le ha chiare: prossimo alla laurea, lascia la facoltà di giurisprudenza, la promessa sposa sull'altare e la prospettiva di un futuro in una città di provincia, per inseguire il suo sogno di una carriera come giornalista, tuffandosi nell'anima della Grande Mela. Riesce ad ottenere un impiego alla rivista Empire, con la convinzione che presto avrebbe sfondato e scalato il successo. Ma una notte, in un bar del centro, una splendida donna lo invita a casa sua...
Carmen Kelly, bella e scaltra, avrebbe desiderato diventare una giornalista di successo ma, a causa della <<mentalità da club di soli uomini>> del giornalismo di Manhattan, si ritrova invischiata, senza possibilità di fuga, a scrivere articoli come opinionista sessuale proprio per la rivista Empire. Nel suo ultimo articolo racconta una notte di sesso con giovane  bel ragazzo incontrato in un bar del centro. Il ritratto che ne evince è di un ragazzo più giovane di lei, bello ma goffo, inesperto,  imbarazzante a tal punto da rasentare il ridicolo. Solamente dopo aver letto il crudele articolo Lucas si rende conto che la splendida donna della notte di passione è la famosa Carmen Kelly, opinionista sessuale della sua stessa rivista. Umiliato e furioso, Lucas, risponde all'articolo raccontando la sua esperienza con Carmen, firmandosi <<Mr. Bravo Ragazzo>>. Inaspettatamente, l'articolo di Lucas, pubblicato da Empire diventa virale, tanto da catturare l'attenzione del pubblico, assetato di conoscere altri dettagli. La redazione di Empire cogliendo la palla al balzo, per aumentare la tiratura delle copie, decide che Carmen e Mr. Bravo ragazzo, la cui identità è conosciuta solo a Carmen, una volta a settimana dovranno andare a letto insieme e scrivere l'esperienza in una sorta di botta e risposta. Il successo, col rovescio della medaglia, non tarda ad arrivare. I due ragazzi si ritrovano nel mezzo di un seducente gioco alla fama da parte dei ricchi e potenti della città, sino ad arrivare a scoprire molto di più di una forte attrazione l'una per l'altro. Alla fine dei giochi però c'è un bivio che li metterà davanti ad una scelta: fama e successo personale o l'onestà del cuore?

IMPRESSIONI

Poco tempo fa mi innamorai senza un preciso perché della copertina de Gli accoppiati, un nuovo romanzo edito da Longanesi. Lessi frettolosamente la trama, cosa assai insolita per me, ma la grafica semplice, moderna e al tempo stesso vintage di quei palazzoni di N.Y. era troppo attraente. Ne feci richiesta a Francesca & Francesca e le simpatiche ragazze di Longanesi, sempre disponibili, mi inviarono l'ebook. 
Mi aspettavo tutt'altro genere, la fretta ahimè, mi aveva dato la falsa convinzione di un intrigante thriller dal retrogusto rosa e piccante. Ho quindi iniziato a leggerlo con l'attenzione che si pone  solitamente ad un romanzo ad alta tensione. Man mano che leggevo, sotto l'ombrellone, mi ritrovavo invece con le lacrime agli occhi, cercando di soffocare attacchi di risate inconsulte che mi avrebbero fatto passare per pazza agli occhi dei placidi vicini spiaggiati a sonnecchiare nei loro lettini. Avevo tra le mani un romanzo esilarante, deliziosamente spiritoso e con quel pizzico di piccante che spesso si ritrova a scatenare sane risate nel lettore.

Empire
Dipinte di fronte alla zona degli ascensori in massicci caratteri scuri, quelle sei lettere erano l'equivalente di un megafono di un pugno in faccia. Quindi non c'era da stupirtsi se il semplice fatto di scendere al ventinovesimo piano tendesse a intimidire chiunque.

Questo è il pensiero che passa per la testa a Lucas, un giovane giornalista, ogni volta che si recava alla sua postazione di lavoro per l'Empire, sede della rivista nella quale riponeva il sogno ambizioso di fare carriera e diventare un giornalista famoso. Per quel lavoro, anche se doveva passare per la "gavetta", aveva rinunciato al matrimonio lasciando la fidanzata quasi sull'altare e la prospettiva di una vita tranquilla e monotona in provincia, ma soprattutto aveva rinunciato alla specializzazione in giurisprudenza, non potendo più permettersela vista la sua scarsa disponibilità finanziaria. Il lavoro all'Empire è tutto per lui ed è pronto anche a fare il "lecchino" del direttore pur di guadagnarsi un posto fisso e di successo. Era disposto anche a rinunciare alle sue dozzinali cravatte anonime in cambio di prestigiose e costose cravatte di seta di un noto stilista di grido. Seguendo la pista del compiacimento si ritrova coinvolto in assurde serate di sesso, droga e champagne, delle quali al mattino avrà solo   ricordi confusi. 

Tentare e fallire è sempre meglio di non fare nulla.

Dopo un anno quasi da asceta nella Grande Mela, Lucas decide di vivere la città notturna e si reca in un bar dove rimane folgorato dalla vista di una bella ragazza, un po' più grande di lui, ma con un magnetismo irresistibile. 

Doveva imparare a nuotare molto in fretta, se non voleva annegare nel gelido mare newyorkese.

Facendosi coraggio Lucas si fa avanti con la misteriosa ragazza e tra timidezza, impacci e impicci,  i due finiscono a letto insieme a casa della donna. 
Per Lucas è una notte diversa da quelle passate con la sua ex, una notte di fuoco e passione che va oltre la routine di una coppia navigata. La camera della donna è come un nido voluttuoso, le lenzuola costose di cotone puro e preziosi fanno si di sembrare avvolti da una morbida nuvola. Lui, abituato a biancheria dozzinale e rustica!
L'idillio di Luca però ha fine ben presto. Carmen Kelly, opinionista della rubrica hot di Empire, pubblica un articolo sulla sua recente notte passata con un ragazzo conosciuto in un bar. Il ragazzo è bello, scrive Carmen, ma talmente goffo e inesperto da rasentare il ridicolo! Senza pietà, questa è la versione che Carmen rilascia nel suo articolo. Inutile dire che Lucas, scoperta l'identità di Carmen leggendo l'articolo, ne sia rimasto profondamente umiliato e offeso. L'ira che gli pervade l'anima lo spinge a scrivere una risposta alla sua compagna di quella notte brava, inviando un articolo a Empire. L'articolo di risposta, dolce, quasi romantico, viene pubblicato a firma di Bravo Ragazzo. La querelle tra Carmen e Bravo ragazzo diventando virale, fa aumentare le vendite della rivista tanto da spingere il direttore a proporre una richiesta insolita a Carmen e di conseguenza a Bravo Ragazzo, dall'identità a lui sconosciuta.
Carmen è da sempre innamorata e amante del direttore J.J., divenendone nel tempo il giocattolo personale da usare a suo piacimento. Facendo leva sul sentimento che lo lega a Carmen, il direttore le chiederà un incontro sessuale a settimana con Bravo Ragazzo. La povera Carmen, credendo fermamente che quello potesse essere il trampolino di lancio per la celebrità e quindi di poter avere una rubrica di spessore, accetta la sfida. La coppia avrebbe dovuto incontrarsi a casa di lei e sperimentare tutto quello che passava loro per la mente, la parte passionale di Carmen e quella più romantica e razionale di Bravo Ragazzo e, alla fine dell'incontro, avrebbero dovuto scrivere i loro articoli. Ritrovarsi nell'intimità accogliente della casa di Carmen è per Lucas un sogno, come un bambino al luna park. Ma come tutti i bei sogni, la routine sembra spegnere la passione che lega i due ragazzi. Mentre Carmen continua a scrivere articoli taglienti sulle imbarazzanti performance di Lucas, il ragazzo risponde mantenendo alto il profilo delicato e romantico del suo essere. Ma più di li non si va. Il pubblico vuole di più... ed ecco l'idea brillante di Jay Jay: la coppia, per risvegliare la vitalità ormai spenta, avrebbe dovuto giocare col fuoco. Avere rapporti in Hotel, dai quelli di basso rango sino ai più lussuosi, sperimentare improbabili giocattoli e travestimenti, partecipare a improbabili festini vip dove scorrono fontane di dollari, champagne e droga, in un turbinio di vergogna, sfrontatezza, paura e indifferenza.
Il gioco di J.J. sembra funzionare, la tiratura della rivista lievita giorno dopo giorno e come un leone, è pronto a buttarsi sulle sue prede facendone un lauto pasto. 
Non ha però fatto i conti con i sentimenti dei ragazzi, andando avanti, il gioco si tramuta in qualcosa di più. Dopo qualche botta e risposta velenoso e un tiro poco etico di Carmen, Lucas rivela l'identità di bravo ragazzo, mettendoci la faccia. Il pubblico va in visibilio, ma la magia di un sentimento pulito e tenero che sembra sbocciare tra Carmen e Lucas finisce separando la vita privata e professionale dei due amanti. 
Arriva così il momento della trionfale entrata in scena di Miranda Kelly, la nonna di Carmen.
Chi è Miranda, e cosa ha in serbo per Carmen? ...

Tra gag esilaranti, imbarazzanti equivoci e bizzarre situazioni, lo potrete scoprire. Ovviamente se leggerete questo romanzo fresco e divertente. 
Mentre leggevo, tra una risata e l'altra, mi è stato facile catalogarlo come un "Cinquanta sfumature di un coppia scoppiata" , una sorta di esilarante e romantica parodia della famosa serie. Un po' alla Sex and the City e Mr. Gray a ruoli invertiti. Certo, la trama non ha clamorosi colpi di scena e potrebbe risultare un "déjà lu", ma potrebbe invece rivelarsi un serio  spunto di riflessione sul mondo del lavoro e sul punto sino al quale una persona è  disposta a spingersi  per ottenere il lavoro il lavoro dei suoi sogni. 
Un romanzo attuale, che mette in luce il pericoloso gioco delle relazioni virtuali e di favore. 

Se vi è piaciuta la recensione, non vi resta che leggere il libro.

Buona lettura,

Tania C.




lunedì 11 marzo 2019

Recensione di SEMPRE PIÙ MAGRE di Victoire Dauxerre





SEMPRE PIÙ MAGRE
LA DENUNCIA DI UNA GIOVANE TOP MODEL


Victoire Dauxerre con Valérie Péronnet
Ed. Chiarelettere settembre 2017
Pag. 242
€ 16,00
Copertina flessibile 
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Victoire Dauxerre foto dal web

Victoire Maçon Dauxerre è, ad oggi, una bella ventenne in salute che studia recitazione a Londra intraprendendo i primi passi in teatro, la sua vera passione.
Dopo la fine del liceo viene notata da un talent scout di modelle che le prospetta una vita di lusso sotto i riflettori delle Capitali della moda, decantandola come la nuova Schiffer.
Per Victoire, attirata dal mondo del cinema e del teatro, la prospettiva è talmente allettante che decide di accettare la proposta di diventare la nuova top model mondiale. 
Inizia così il suo calvario che, passerella dopo passerella, la trascinerà nel buco nero dell'anoressia pur di riuscire ad entrare in una taglia 36.
Con Sempre più magre,  diario denuncia, divenuto best seller in Francia vendendo oltre cinquantamila copie, ispira la legge francese contro l'anoressia, che, oltralpe, costringe le agenzie di modelle a sottoporre le mannequin ad accurati controlli medici che attestino il loro stato di salute, con particolare riferimento all'indice di massa corporea.


Valérie Péronnet foto dal web



Valèrie Pèronnet nasce nel 1964 a Dakar. Diventata giornalista indipendente collabora con la rivista Psychologies Magazine. Scrive oltre trenta racconti, saggi e testimonianze come ghost writer. Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo.

TRAMA


"Ma tu sei la nuova Claudia Schiffer!". 

Victoire ha diciassette anni, ha appena finito il liceo a Parigi, la città dove vive, quando per strada viene fermata da un talent scout di modelle che non fa che decantare le lodi della sua bellezza e prospettarle un futuro da top model. Come molte sue coetanee, a maturità finita, non ha ancora chiaro cosa fare nella vita. Non ha superato i test d'ingresso  per l'Università ed entra in crisi. L'offerta di fama e guadagni facili, bella vita tra viaggi e hotel di lusso, abiti di alta moda e feste vip che le fa il talent scout sembra  allettante.
Un metro e settantotto per 56 chili , Victoire, prepara il suo book fotografico con la paura di non riuscire ad entrare nei vestiti da passerella. Con la spada di Damocle della famigerata taglia 36, comincia a nutrirsi di 3 mele al giorno per perdere peso velocemente. La sua prima fashion week la vede sfilare a New York, ma in sei mesi ottiene ventidue défilé tra Parigi e Milano dove sfila per Céline, Alexandre Mc Queen, Miu Miu  e altri marchi famosi. Adorata dagli stilisti, alla fine dell'anno, si piazza nella top 20 di modelle più richieste, grazie alla sua taglia 36, la più richiesta.
Mentre la sua carriera vola verso il culmine della gloria, la sua vita scivola sempre di più verso l'inferno.
Manipolata dalla vocina che la spinge verso la magrezza, ridotta al peso di 47 chili e all'anoressia, Victoire inizia a vedere il mondo delle top model e della moda per quello che è realmente, una catena di montaggio dove le modelle sono considerate come oggetti, costrette ad estenuanti attese per un casting ed a farsi la guerra tra di loro per la prima pagina. Ridotta pelle e ossa quasi come fosse una gruccia, vuota ed isterica, Victoria arriva a toccare il fondo del baratro prima di potersi rialzare e ritrovare la strada della salvezza che la porterà verso il futuro che ha sempre sognato.


IMPRESSIONI

Ho notato questo diario biografico tra le pubblicazioni di Chiarelettere e , sempre gentili e disponibili me ne hanno mandato una copia omaggio per poterla recensire: per questo la ringrazio ancora tantissimo. 
Sapevo a cosa sarei andata incontro leggendo quelle pagine di vita vissuta e sofferta. Sapevo che non sarebbe stata una lettura spensierata e leggera, ma volevo saperne di più su quello che si cela dietro al dorato mondo delle griffes prestigiose. Un mondo torbido, fatto di guerre intestine tra ragazze disperate e scheletriche, manipolate dal clichè del magro è bello, dal mito che "taglia 36 è perfezione assoluta". 
Leggendo la storia di Victoire ho provato una girandola di sentimenti, devo dire non tutti positivi, che alla fine mi hanno lasciato una morsa nello stomaco. No, non la morsa della fame, ma del dolore, quello che si prova quando ci rendiamo conto che spesso l'essere umano è considerato solo un oggetto per il piacere e l'arricchimento altrui: carne da macello! 
Tra rabbia, impotenza e dolore fisico ogni volta che stava male Victoire, mille pensieri hanno affollato la mia mente.  Ammetto che per un attimo mi sono vista scorrere davanti uno di quei filmati sui campi di concentramento: le modelle costrette alla fame ed ai ritmi serrati dei casting, oggetti da sfruttare come gli Ebrei nei campi. 
Il primo pensiero, comunque, è stato quello della famiglia, che sembra quasi spingere la ragazza verso il baratro per un momento di gloria. Magari per dei sogni infranti in gioventù. E'giusto costringere un figlio che soffre, che sta male a proseguire su una strada sbagliata, farlo arrivare quasi alla distruzione solo per denaro o fama?
Il secondo pensiero che continua tutt'ora a rigirarmi nella mente è che, consapevoli di tutta la sofferenza e lo squallore che gira attorno al mondo della moda, si continua ad osannare e idolatrare gli stilisti (i quali nonostante tutto, non smettono di trattare i loro modelli anoressici come grucce), a sostenerli acquistando le loro creazioni a prezzi esorbitanti, incentivando e propagandando i canoni errati  di corpi vuoti, grigi e fragili come cristallo, pari a bellezza e salute. E' giusto tutto ciò? Non bisognerebbe fare qualcosa per mettere fine al clichè del sottopeso è bello e salutare perchè lo impone la moda?

"La bruttezza immonda, scheletrica, schifosa, in mezzo a tutte quelle bellezze. La morte ornata di luci, trucco, pellicce, seta, merletti, raso, pelli preziose e tacchi diciotto. La morte che per poco non mi cattura."

Victoire è una bella ragazza francese, solare, educata, socievole e gentile.  Ha diciassette anni e vive a Parigi coi genitori, due fratelli che ama più di se stessa e la sua gatta confidente Plume. Finita la maturità, con una storia sentimentale fallita a causa del fidanzato che la molla per la ex e coi test di ammissione all'Università falliti, il suo futuro sembra nero e privo di opportunità. Ma Parigi è una delle  capitali della moda, e sarà un talent scout di top model , Seb, a convincerla, mentre la incontra a fare shopping, che è la nuova Claudia Schiffer. Dopo il primo momento di perplessità, per la ragazza, quelle parole diventano un richiamo. Lei che ha sempre sognato una  vita sotto i riflettori, di fare l'attrice. Seb ha saputo essere convincente, Elite, un'importante agenzia di modelle vuole farne la top model rivelazione, che tutti gli stilisti si contenderanno. Con l'aiuto del padre che la segue nel contesto burocratico e col sostegno dei fratelli e della madre, finalmente contenta che abbia trovato una strada da seguire, Victoire fa il suo primo book fotografico, pronta per volare a New York senza perdere tempo, sotto l'ala protettrice di Seb. 
Deve però mettersi in testa che la sua taglia 40 è troppo per le passerelle: dovrà scendere alla 36 se vorrà sfilare ed essere la top.

"Subito va bene, ma non prima di aver scelto con lui la mia <<divisa da mannequin>>: jeans neri ultraslim per mettere in evidenza il lato B, maglietta nera Petit Bateau per esaltare il lato A, e poi <<un accessorio vintage e uno di lusso: è questo che crea l'equilibrio magico della moda, baby>>.

Inizia per Victoria una nuova avventura nella capitale USA, lontana dalla famiglia che il sedicente Seb è riuscito ad estromettere, con la compagnia di un peluche di nome Yuki intriso del profumo della madre e di due colleghe con le quali dividerà un appartamento. 
Arrivata a New York il suo peso è drasticamente calato in pochi giorni da 56 a 47 kg, i suoi pasti si suddividono in 3 mele al giorno innaffiate da pepsicola zero, perchè le bolle gonfiano e danno sazietà.

<<Per le campagne prendono anche una ragazza taglia 40 ma per la passerella devi indossare assolutamente una 36>>

Con la fashion week newyorkese inizia per Victoria un periodo difficile. I casting da fare, sotto pressione, trattata come un oggetto e lasciata per ore in attesa seduta sul pavimento di capannoni o uffici improbabili, circondata sempre più spesso  dalla rivalità e  cattiveria pressante tra colleghe. La solitudine e la mancanza della famiglia a stringerle lo stomaco in una morsa, d'altronde Seb le aveva detto che la madre non poteva seguirla durante i suoi spostamenti. E la fame che inizia ad attanagliarla insieme al freddo . Ma in agenzia sono stati chiari: se vuole essere una top model, la Top Model rivelazione, non deve aumentare di peso e deve riuscire a mantenere la taglia 36. 

"<<Ho ricevuto il tuo secondo messaggio, amore. Quarantasette chili sono davvero pochi per la tua statura. Promettimi che non scenderai oltre questa soglia>> <<Te lo prometto, mamma, non scenderò oltre>> a meno che non me lo chiedano, naturalmente."

A causa della sua tenace costanza e alla voce che le rimbomba nel cervello come un mantra "se mangi ingrasserai e non entrerai nei vestiti", Victoire viene risucchiata nel buco nero nell'anoressia senza rendersene conto. L'ossessione per la bilancia, lo specchio che le rimanda continuamente la visione di una ragazza sempre troppo grassa per poter sfilare, la spingono all'uso e abuso di lassativi, clisteri e sonniferi. I suoi pasti sempre più scarni e privi di calorie consistono in verdure al vapore scondite o frutta consumati sotto l'occhio indagatore di Seb e dei vari agenti, seguiti, ogni tanto da proteine magre come pesce e carne bianca e , una volta a casa, da lassativi e clisteri. E' sempre più dura per Victoire tenere il ritmo frenetico e competitivo di N.Y., la stanchezza e la nostalgia di casa cominciano a farsi sentire e il suo corpo a cedere. 
La pelle che brucia, sembra sgretolarsi come cristallo sotto i piedi ad ogni movimento, il ciclo è scomparso, i capelli stanno cadendo a ciocche. Il suo colorito diventa grigio, il sorriso viene strappato via da un broncio affilato e uno sguardo vuoto, perso nel nulla della demotivazione.
Ma per Victoire tutto ciò è normale, dipende solo dalla tensione delle campagne e dei casting a ritmo serrante. 
Tornata a Parigi per poi partire per la fashion week a Milano iniziano i primi dubbi. Dopo un casting andato male, sentitasi come un oggetto inutile tra le mani della guro degli stilisti italiani, Victoria decide di mollare. E' stanca, sente che quel lavoro non fa per lei. Capisce che Seb l'ha usata e manipolata per i suoi scopi lucrosi. 
Pronta a mettere fine a tutto e  tornare a casa, sarà l'arrivo della madre a farle cambiare idea, a darle un motivo per continuare almeno sino alla fine della fashion week che si terrà a Parigi. C'è un contratto in ballo e un budget consistente oltre al successo e alla fama ... L'esperienza italiana non è del tutto positiva, ma la fashion week di Parigi, a casa sua, tra i suoi affetti, sembra andare meglio. 
Gli stilisti fanno a gara per averla nelle loro catwalks. Le riviste di moda si contendono il suo corpo, ma Victoire è sempre più stanca e inorridita da quel mondo che la sta trasformando in uno scheletro musone, privo di sentimenti e educazione. 

"Non ne posso più di questa sofferenza. Della voce malefica che mi ripete in continuazione <<Sei grassa, sei brutta, sei una buona a nulla. Hai fallito su tutti i fronti. Mangiare, mangiare, non sai fare altro.>> Voglio riposare. Uscire da questo corpo immondo che odio. Voglio che finisca.>>

Lei, gentile e solare, che aveva sempre avuto una buona parola per colleghe e truccatori, per gli stilisti e gli agenti, sta diventando isterica e capricciosa, manipolata dai fili di un perfido burattinaio, quale è il mondo delle top model. 
E soprattutto è affamata. I morsi della fame sono troppo pesanti per lei, tanto da farla cedere al richiamo nevrotico e inconsulto del cibo troppo a lungo ignorato e così ingrassare. 
Nemmeno la vocina può nulla contro la sua fame d'amore e di comprensione, contro la sua voglia di essere amata e voluta per ciò che è realmente. 
Victoire, oramai nella morsa della distruzione cede, lascia il mondo delle passerelle, le guerre tra modelle e gli abiti taglia 36. 
Una manciata di pillole e tutto finirà: fame, solitudine, stanchezza ... 
Fortunatamente l'aiuto tempestivo del fratello e il sostegno della famiglia sono serviti a salvare Victoire dalla morte e, col tempo, a farle finalmente trovare la sua strada e l'amore, salvandola da un mondo che invece di portarla al successo voleva portarla alla distruzione per opera delle sue stesse mani.
Oggi Victoire sembra aver trovato la sua strada nel teatro, come desiderava da sempre. Ha trovato una forma fisica accettabile e un fidanzato. Ma soprattutto ha trovato il coraggio di denunciare i soprusi ai quali è stata sottoposta e, grazie ad un deputato, è riuscita a far passare la legge contro l'anoressia, che dovrebbe valutare le modelle non più in base alla taglia ma all'indice di massa corporea. Purtroppo c'è ancora molto da fare per migliorare questa legge e per far entrare in testa agli stilisti che una taglia 36, un corpo scheletrico e un viso imbronciato non sono indice di salute e bellezza, nemmeno con la griffe più prestigiosa ...

Che altro aggiungere? Ci sarebbe tanto da dire, da analizzare. Il diario di Victoire è forte, duro, a tratti spietato come gli otto mesi di passerella lo sono stati con lei. Chi avrà voglia di leggerlo potrà scoprire tutti i particolari di cui non ho volutamente parlato. E' una storia che si legge d'un fiato, scritta con uno stile semplice, scorrevole e con un pizzico di verve che sprona il lettore ad andare avanti, alla curiosità di conoscere qualcosa in più sulla vita di Victoire. 
Può piacere o non piacere, ma è una storia vera, vissuta realmente sulla ''pelle'' o sarebbe meglio dire sulla "pelle e ossa" della protagonista e non lascia indifferenti. 
Non aggiungo altro, solo, nel caso decideste di immergervi nella lettura di questo libro, di armarvi di tanta calma, di immedesimarvi in Victoria e di comprendere a cosa può portare la fame d'amore e di gloria.

Buona lettura Tania C.








sabato 23 febbraio 2019

Recensione di VIVIAN di Christina Hesselholdt


VIVIAN

Ed. Chiarelettere 
Ottobre 2018
Pag. 185
Copertina flessibile
ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE

foto dal web

Christina Hesselholdt, nata a Copenaghen nel 1962, è una scrittrice di grande fama, molto acclamata tra le autrici della letteratura nordica. Vincitrice di importanti premi, tra i quali Beatrice, Jytte Borberg e del Premio della Critica danese, entra a far parte dell'Antologia internazionale Best European Fiction 2013 di Dalkey Archive Press. Con Vivian  vince il Romanprisen 2017, come miglior romanzo danese dell'anno. Con Vivian, la Hesselholdt si classifica tra i finalisti al Premio del Consiglio nordico.



TRAMA

Vivian Maier è un'anonima bambinaia presso varie famiglie borghesi americane. Durante un'asta di Chicago, avvenuta dopo la sua morte, il ritrovamento casuale di alcune sue fotografie, elegge Vivian  una delle fotografe più amate di tutti i tempi. I suoi innumerevoli scatti, spesso ritratti ''rubati'' alla quotidianità, descrivono la realtà dell'America nella seconda metà del '900.
Christina Hesselholdt, in un'alternarsi di voci e  prospettive, disegna una enigmatica biografia, quasi come un racconto, della donna e dell'artista.
A dar voce al racconto sono i genitori di "Viv",  i membri di una delle famiglie per le quali ha lavorato e Vivian stessa, moderati da un Narratore che plasma i personaggi.
Con la freschezza che ricorda lo spirito degli scatti di Vivian, l'autrice mette in luce un ritratto intimo e sfaccettato della fotografa, invogliandoci a conoscere il suo difficile passato a New York durante l'infanzia, la vita benestante nei lussuosi quartieri di Chicago durante i movimenti socio politici del centro città, risalendo il percorso, attraverso i suoi primi scatti sulle Alpi francesi ,  della sua appassionante carriera di fotografa. Con originale vivacità, la Hesselhdolt , ci racconta il mondo di Vivian attraverso il suo sguardo, lasciandole la scena che, in vita, si è sempre negata nascondendosi.



IMPRESSIONI


Non finirò mai di ringraziare Giulia  di Chiarelettere che, a sorpresa mi ha omaggiato, in edizione cartacea, di  questo romanzo. 
Non conoscevo Christina Hesselhdolt, ma conoscevo Vivian Maier avendo assistito ad una sua mostra l'estate scorsa, proprio nella Torre del Castello dei Vescovi di Luni a Castelnuovo Magra, solo cinque minuti da casa mia! 
Sono rimasta piacevolmente sorpresa nell'apprendere che una delle sue opere  descrivesse la biografia romanzata di una delle più singolari ed originali fotografe rimaste nell'ombra per anni. 
Vivian Maier è considerata, ad oggi, una delle maggiori esponenti di un gruppo di fotografi appartenenti al genere Street Photography, i fotografi di strada. 

" (VIV) Ad alcuni piace essere fotografati, ad altri no. Molti non se ne accorgono neppure. In ogni caso li fotografo, che gli piaccia o meno" ... 

Vivian Maier è una eccentrica tata, alta un metro e ottanta, dinoccolata e secca, con la Rolleiflex sempre al collo, sempre pronta allo scatto, ma molto riservata e schiva, tanto da usare differenti nomi per farsi chiamare. Nomi che ritroveremo come voci narranti tra le pagine del romanzo, quasi come fossero persone a se.
Nata a New York nel 1926 in una famiglia problematica, il padre alcolizzato e il fratello con disturbi mentali. 
Visse alcuni anni in Francia, per poi tornare a New York, dove imparò l'arte fotografica da autodidatta,  con l'aiuto delle nuove apparecchiature fotografiche , molto più comode e semplici da trasportare a tracolla.
Nonostante il suo carattere schivo e burbero è molto mata dai bambini che accudisce, se pur usando spesso metodi poco ortodossi, per crescerli forti e indipendenti.  Viv non riesce invece a creare legami con gli uomini che la circondano, a causa di dolori e dispiaceri personali provocati dalle persone che le stanno intorno e, molto probabilmente, anche a causa di violenze subite durante l'infanzia.  
Col tempo e grazie alla fotografia, Vivian è diventata una donna indipendente ed emancipata: non più una donna ''Kodak'', apparecchiatura  simbolo, seducente e di facile utilizzo  che "persino le donne potevano riuscirci", bensì una donna Rolleiflex, più complicata, non alla portata di tutti e che sa bene ciò che vuole.
Quello che vuole Vivian lo esprime nel suo elemento naturale, la strada, ritraendo per lo più le persone che incontrava, dagli emarginati alle ricche dame, mettendo sul banco degli imputati l'enorme abisso tra i ceti sociali. Lo faceva senza chiedere il permesso, irrompendo nell'intimità delle persone, pur rimanendo in ombra, senza farsi notare, in modo da poter proseguire coi suoi scatti.

"(VIV) Lascio che la mia ombra cada sulle persone e la fotografo coi gomiti sollevati. Divento parte del loro mondo senza che lo sappiano. Mi sono immersa nelle loro vite"

Vivian ritrae la società americana con la sua Rolleiflex custodita in grembo , mirando verso l'alto, in modo da portare in primo piano la vera essenza della persona che stava immortalando.

" (VIV) Il panettiere ha domandato <<Perchè scatta così tante foto?>> <<Le ha contate?>> ho ribattuto io. Non ha saputo cos'altro dire."

Di Vivian Maier non si sa molto altro, i suoi scatti, più di 1500, sono stati rinvenuti come negativi durante un'asta a Chicago. A Vivian non piaceva sviluppare le sue foto anche se a chiunque le chiedesse di poterle vedere non diceva mai no, ma trovava modo e maniera per non farle vedere o trovare, adducendo spesso alla scusa dello smarrimento tra i mille scatti e ritagli collezionati compulsivamente.
I suoi primi approcci col mondo della fotografia ebbero come scenario  le Alpi francesi, dove un fotografo, fece delle cartoline con gli scatti migliori della donna. 

Questa biografia romanzata, narrata a più voci, è un piccolo diamante grezzo con cui l'autrice ha voluto omaggiare Vivian, una donna dall'aspetto ''grezzo'' ma che, smussata della scorza più dura, rivela un arcobaleno di luci e ''colori'' racchiusi anche nell'animo di ogni suo scatto. 
Lo stile delicato, quasi etereo, usato dalla Hesselholdt è un alternarsi di memorie che prendono voce dalle varie persone che hanno incrociato la vita di Vivian. Per buona parte del romanzo, sarà Viv stessa ad intrattenere uno scambio di dialoghi col narratore. 
C'è, forse, il rischio di andare un po' in confusione cercando di seguire i numerosi personaggi e i salti temporali, ma  la voglia di conoscere, di sapere di più sulla misteriosa e brusca tata fotografa, tiene legati alle pagine sino al finale. 
Che non è un finale, perchè la schiva, bisbetica e misteriosa Vivian vive e continua a raccontarsi nei suoi scatti. Lei, che è sempre voluta restare in ombra ...

"La terra si è sollevata, incombendo su di me, io ho cercato un appiglio , ma ho mancato la presa. Poi, dopo che hanno chiamato l'ambulanza, ho tentato di aggrapparmi alla panchina, tuttavia le mie mani non riuscivano ad afferrarla, e ho pensato al lembo del vestito di mia madre, a come lo tenevo stretto, e a come alla fine lei riuscisse sempre a divincolarsi."

Vivian Maier - Foto dal web

La Maier morirà a Chicago, divenuta ormai sua residenza definitiva, il 21 aprile 2009 a causa dell'aggravarsi di danni conseguenti ad una caduta sul ghiaccio alla fine del 2008.


Per chi volesse saperne di più sulla mostra di Vivian  Maier tenutasi la scorsa estate a Castelnuovo Magra (La Spezia), lascio il link della pagina dove potrete ammirare alcuni dei suoi primi approcci sulle Alpi Francesi e alcuni scatti inediti



Sempre per chi volesse approfondire, lascio il link di un video youtube molto suggestivo con gli scatti di Vivian



Voler abbinare questa biografia corale romanzata ad una pietanza non è facile. Vivian è un personaggio dal carattere brusco, schivo e spesso scostante, ma al contempo fragile e sensibile quando si tratta della sua vita privata. Tanto da conservare compulsivamente tutte le sue cose nella sua camera chiusa a chiave ed impedirne l'accesso a chiunque. Era una donna compulsiva, accumulava ritagli di foto di giornale e i suoi stessi scatti. 

"Narratore <<Le cose ritornano; una conduce all'altra come i pensieri: ecco perchè non riesce a buttare un oggetto oppure un altro. Interromperebbe la catena.>>"

Un personaggio difficile, dai retrogusti sfaccettati soavemente agrodolci al primo approccio e con un cuore corposo e amaro. A questo punto la potrei abbinare ad un vino, il Negroamaro, dal retrogusto amarognolo dal sapore asciutto e secco, vellutato, dolce e nel contempo  armoniosamente fruttato.

Buona lettura Tania C.












Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...