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giovedì 26 novembre 2020

Recensione GLI OROLOGI DI PRAGA di Paolo Ganz - Bottega Errante Editore -


 



GLI OROLOGI DI PRAGA

Paolo Ganz

Ed. Bottega Errante  2020

Pag. 158

Copertina flessibile

Illustrazioni Elisabetta Damiani

€ 14,00


CONOSCIAMO L'AUTORE

Paolo Ganz - foto da

 https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.bottegaerranteedizioni.it%2F%3Fteam%3Dpaolo-ganz&psig=AOvVaw16dnOniXOF65z-YmMGI1oF&ust=1606300195639000&source=images&cd=vfe&ved=0CAMQjB1qFwoTCIjx_tb8mu0CFQAAAAAdAAAAABAD

Paolo Ganz, scrittore, è nato a Venezia e da alcuni anni vie davanti all'Adriatico, al Lido. Oltre ad essere musicista e viaggiatore è anche inventore, raccoglie e racconta storie, ambientandole nella sua terra. Tra i suoi scritti annovera articoli, saggi, canzoni e musica, poesie. Dopo l'esperienza presso alcune testate giornalistiche, nel 2006 pubblica il suo primo romanzo, Nel nome del blues per Agorà Factory, seguito da Venice Rock'n'roll edito da Fernendel enl 2011. Per Studio LT2 nel 2011 pubblica Calle dei Bombardieri, Armonicomio per Fernendel nel 2012. Nel 2013 per La Toletta pubblica Perché a nessuno piace il mio caffé. Nel 2014 edito da Mare di Carta esce Piccolo Taccuino Adriatico, classificatosi al secondo posto nella sezione narrativa premio Carlo Marincovich 2015. Nel 2014 esce per La Toletta El muerto vivo. Nel 2016 per Mare di Carta, menzione premio Gambrinus Mazzotti 2017, pubblica Venezia - Guida poetica alla città di pietre e acqua. Con Ediciclo pubblica nel 2017 La Grecia di isola in isola, la raccolta di poesie Lucernari e il quaderno Il racconto degli zattieri. Con Giovanni Giusto ha collaborato alla realizzazione dello spettacolo Revoluciòn- l'avventurosa vita di Gino Doné e all'antologia Porto Marghera - Cento anni di storie 1917-2017, pubblicati da Helvetia Editrice 2017.

È autore del primo e più completo metodo per armonica Blues italiano, (Bèrben 1987).

Per saperne di più, il suo sito www.paologanz.it

Per Bottega Errante ha pubblicato Venezia complice, collana camera con vista.

(Fonte: Bottega Errante)


TRAMA

Per capire Praga bisogna viverla di giorno e di notte, soprattutto la notte; percorrere i suoi portici e calpestare le pietre delle sue strade, dove si può trovare, nascosta tra le fessure, una moneta perduta molto tempo prima.

In bilico su una fune sospesa tra passato e presente, con taccuino e penna per non dimenticare nulla, Paolo Ganz, ci racconta la sua Praga.

Luoghi, personaggi e incontri fanno sono lo scenario di un affresco affascinante, perché a Praga può succedere di incontrare il proprio doppio, la persona che non siamo mai stati o che non abbiamo mai avuto il coraggio di diventare.


IMPRESSIONI

The world of Franz Kafka, Praha 1 - foto personale -

Esattamente un anno fa ho fatto il mio ultimo viaggio prima che il covid facesse calare la sua cappa nera sul mondo limitando gli spostamenti. La meta era Praga, quella capitale europea della quale avevo tanto sentito parlare ma  che ancora non avevo mai visitato. Così, emozionata per ciò che la nuova meta mi avrebbe proposto, mi imbarcai fiduciosa che una volta atterrata, la città mi avrebbe regalato tante nuove emozioni.


Praga, Piazza della città vecchia - foto personale -

La magia mi pervase subito, complici colori e luci di un autunno oramai agli sgoccioli. 

Vigneti del  Pražský hrad - foto personale -

Praga mi si parò davanti con la maestosità del suo magnetismo gotico. Catapultata in un'altra dimensione iniziai il mio peregrinare per la città, soprattutto di notte. Una città all'apparenza vuota, ma brulicante di anime in cerca di emozioni e calore dato da fiumi di ottima birra contornati da un goloso gulash

Piccole gioielli di una Praga nascosta - foto personale -
.

<< Sono venuto a Praga per fondare una città, una notte alle 

dieci del mattino. >>


Paolo Ganz decide di tornare a Praga dopo aver partecipato per caso ad una conferenza letteraria in una biblioteca. 

Non potendo fare a meno di esimersi dall'acquistare almeno un libro, si ritrova con la borsa piena di testi su Praga. Aveva sentito un richiamo da parte di quella città ed era giunta l'ora di tornarci, di ripercorrere le sue strade attraverso un viaggio storico-letterario firmato da autori di spicco della Praga letteraria:  Hasek e Kafka che non avranno mai la possibilità di incontrarsi e conoscersi, Hrabal e Kundera con l'insostenibile leggerezza dell'essere umano. Attraverso ricordi  vividi scaturiti dalle pagine delle loro opere e calpestando i loro passi enogastronomici nei locali più famosi frequentati dagli scrittori, l'autore ci fa vivere Praga e la sua storia, rievocata anche da aneddoti su personaggi che per la città hanno dato la vita, come Jan Palach, divenuto il simbolo Cecoslovacco della resistenza antisovietica dandosi fuoco in Piazza San Vinceslao.


Praga, la Moldava vista da Ponte Carlo - foto personali -

Passo dopo passo, percorrendo l'imponenza di Ponte Carlo e costeggiando la placidità della Moldava,  ci conduce poi nel Quartiere Ebraico, luogo mistico e magnetico grazie al Cimitero Ebraico, alle sue Sinagoghe e al famoso Golem di Meyrik che si palesa ogni 33 anni.


Praga, Cimitero Ebraico - foto personale -
Praga, Cimitero Ebraico - foto personale -

<< Come Praga possa interagire con l’umore degli innamorati io ora lo ignoro. Dico 'ora' perché sicuramente un giorno lo scoprirò' Fatto sta che un amore nascente qui troverà nutrimento e calore; se invece traballa in preda a chissà quali incertezze, Praga gli indicherà la strada della sua ghigliottina. >>


Graffiti di Praga - foto personale -

Ma la Praga di Ganz non è solo storia e letteratura. È  vita, degrado, romanticismo. Di giorno, ma soprattutto di notte, la città si rivela al viaggiatore scoprendo la sua anima pulsante fatta di sentimenti forti, di gente arrivata e di gente, come gli artisti di strada, che non si è mai persa, restando in bilico sull'orlo di una voragine pronta ad inghiottirli perché hanno preferito essere invece che apparire. La città si svela agli occhi di sa riconoscerne l'anima fiera e accogliente, pronta a soddisfare la curiosità del viaggiatore più esigente. 

Ganz riscopre una città che è musica  sprigionata dalle  note delle canzoni di Marta Kubisova, simbolo della Primavera di Praga.

Praga, Torre dell'orologio - foto personale -

E camminando insieme a lui, lentamente, immersi nei vicoli brulicanti di anime, si viene rapiti dalla magia. 

Chi non è mai stato a Praga può solo aver sentito parlare dell'aura magica che la avvolge. Chi ha avuto la fortuna di visitarla sa bene quanto la magia sia un tratto dominante della città, iniziando dall'ipnotismo della Torre dell'orologio astronomico, cuore esoterico della città vecchia, sino ad arrivare, un po' per folklore e un po' credo, a farsi leggere il futuro nei Tarocchi ispirati alla saggezza astrologica della città.

Con questo racconto di viaggio Ganz mi ha fatto rivivere il mio viaggio del cuore in una città che mi ha accolto tra le sue braccia come fosse un sogno.

La gioia provata aspettando i rintocchi dell'orologio, come una bambina davanti ad un negozio di giocattoli, l'emozione di percorrere di notte le piccole vie vuote, nascoste nel cuore della città vecchia, l'atmosfera magica e d'altri tempi respirata al Pražský hrad, il castello sulla collina che domina la città, sono ricordi che mi porterò sempre nel cuore, con la speranza che si possa tornare presto a viaggiare. 

Perché il mio prossimo viaggio mi porterà nuovamente a percorrere il porfido di Ponte Carlo e ad osservare la Moldava che scorre paciosa lungo le sue sponde brulicanti.

Questo racconto, da leggere come un romanzo storico, è un concentrato di emozioni provate non solo dall'autore, ma anche da chi ha conosciuto Praga o da chi ha sempre sognato di conoscerla. 

Sulle note di una poesia musicale, orecchiabile e scorrevole,  Ganz  trascina il viaggiatore sulle tracce della bizzarria di Kafka, tra le leggende folkloristiche e nelle allegre birrerie  della città vecchia, avvolte dal manto stellato delle notti magiche che solo Praga sa regalare a chi la vive con l'anima, tenendolo incollato alle pagine fino alla fine del viaggio. 

Fine per ora...

Come per Ganz, il richiamo a tornare ancora una volta, è forte, e grazie al suo libro, quando vi tornerò, conoscerò una Praga diversa, che va ben oltre alla sua bellezza turistica.

Per riprendere le parole del Piccolo Principe : ''L'essenziale è invisibile agli occhi'' e Ganz ha saputo cogliere e tradurre in poesia l'essenzialità di una Praga nascosta agli occhi del turista ma non a quelli di un viaggiatore.

Un libro che consiglio a chi ama Praga, a chi desidera ancora viaggiare e scoprire nuove città, a chi cerca atmosfere magiche e forti emozioni, oltre che alla buona tavola e al buon bere.

Particolarità del racconto sono le splendide illustrazioni di Elisabetta Damiani che impreziosiscono il testo.

Sperando di avervi incuriositi, vi lascio il link di Bottega Errante per acquistare questo magico racconto del viaggio dell'anima di Ganz.

https://www.bottegaerranteedizioni.it/?product=gli-orologi-di-praga 

Un ringraziamento sentito va ad Alessandro di Bottega Errante per il gentile invio della copia omaggio.


Buona lettura,


Tania C.












venerdì 13 novembre 2020

Recensione SCUSATE LA POLVERE cimiteri, sospiri e piccoli miracoli di Paolo Patui - Ed. Bottega Errante -

 




SCUSATE LA POLVERE

cimiteri, sospiri e piccoli miracoli

Paolo Patui

Ed. Bottega Errante

Copertina flessibile

Prima edizione 2019

Formato tascabile

Collana Camera con vista

Pag. 175

€ 15


CONOSCIAMO L'AUTORE

Paolo Patui - foto da

 https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.sandanielemagazine.com%2Fen%2Fpaolo-patui-2%2F&psig=AOvVaw3idYXevuxnY5plqgIuy2uY&ust=1605348668456000&source=images&cd=vfe&ved=0CAMQjB1qFwoTCJjmofuj_-wCFQAAAAAdAAAAABAN

Paolo Patui è un insegnante in pensione. Dalle sue idee nasce la rassegna "Leggermente", da quindici anni tenuta a San Daniele del Friuli e rinomata a livello nazionale.

Insieme a Elio Bartolini ha composto Bigatis per il teatro e per Rai Tv regionale ha tradotto in friulano alcune puntate della Pimpa e Lupo Alberto.

Dopo aver plasmato la Maratona di New York al Friuli, ha abbandonato la corsa a piedi in favore della bicicletta, testimoniandolo anche sul suo Decalogo semiserio di un ciclista anomalo, edito da Ediciclo nel 2018.

Porta la sua firma Volevano essere i Tupamaros, edito nel 2005 da Kappa Vu, definito da Gianni Mura come << i cinque racconti di calcio che sarebbero piaciuti a Pasolini>>.

Nonostante si diletti a vagare per cimiteri perduti, scrive col sorriso per i suoi lettori e per sé.


TRAMA


Sotto la guida di un inverosimile custode, sfinito dall'amico runner che si allena lungo la perimetrale dei cimiteri, affascinato da una misteriosa studentessa dark gothic, un narratore spaventato da nuova vita a storie sepolte nei cimiteri che si ritrova a visitare. Lungo il suo peregrinare nei giardini del silenzio scoprirà necropoli insolite, si addentrerà nell'intimità nascosta del cimitero dei ''senza nome'', incastonato nella foresta berlinese. 

Si trasferirà nel Fairview Cemetery dove sono sepolti le vittime del Titanic, attraverserà la desolazione del cimitero abbandonato di San Finocchi a Volterra, camposanto privato degli ospiti del manicomio.

Le sue escursioni lo vedono partire spesso dal cimitero di San Vito a Udine, dove fa interessanti scoperte su sconosciuti di riti di sepoltura orientali, come quello indonesiano che vede restituire le salme alla natura deponendole dentro alle cavità degli alberi. 

Attraverso un viaggio all'apparenza lugubre e buio, si ritroverà nell'accogliente abbraccio fraterno e universale delle vite perdute, dei sorrisi dimenticati e delle speranze realizzate e polverizzate dal quel grande mistero che è l'esistenza.


IMPRESSIONI

"Per quanto tu ti prepari non è mai tutto a posto, alla perfezione. In ordine come avrebbe detto mio papà. Un po' di polvere la lasci sempre in un angolo della tua vita."

Poco tempo fa ho scoperto le pubblicazioni di Bottega Errante Editore e ne sono rimasta colpita. 

Mi ha attirato subito la copertina di un romanzo, raffigurante un cancello simil gotico con due cipressi sotto una falce di luna immersa in un cielo blu, che quasi ricorda il cancelletto degli Addams.

Né lugubre né macabra ma affascinate e ipnotica su uno sfondo grigio polvere.

Anche il titolo è altrettanto curioso: Scusate la polvere cimiteri, sospiri e piccoli miracoli

Ho letto la trama e subito decisi che quel libro dovevo assolutamente leggerlo e recensirlo.

Così grazie alla gentilezza di Alessandro ne ricevetti  una bella copia cartacea. Trama singolare, copertina accattivante, formato maneggevole e un buon profumo di libri, cosa desiderare di più? 

Il mio sesto senso anche questa volta ha fatto centro regalandomi nuove emozioni e nuove avventure. 

Mi piacciono i cimiteri, sono pure iscritta ad un gruppo a tema su Facebook, trovo che abbiano un fascino magico. 

<< A tutti capita prima o poi di correre verso un cimitero. >>

Come il protagonista del romanzo, quando mi trovo in un luogo nuovo sono spinta dalla curiosità di vedere il cimitero, ammirarne lo stile, gironzolare tra le tombe, cercare quelle più singolari o antiche e immaginare la storia dietro a volti sconosciuti e spesso sorridenti. 

Certo io entro volutamente e soprattutto non per caso e in tenuta da runner inseguendo i miei compagni di corsa, ma alla fine il risultato della visita è il medesimo. Scoprire volti dimenticati dal tempo e rispolverare le loro storie, ridare vita  a chi si è addormentato nel sonno del riposo eterno perché

<< La vita non muore mai. Viene affidata a chi resta. >>

Il nostro runner sta correndo lungo le mura di cinta del cimitero di Udine insieme ad un amico. Piove, è una giornata grigia, l'ideale per una bella corsa, anche per lui che non è abituato. Tenere il tempo dell'amico al momento sembra abbastanza facile, senza scatti veloci e andatura costante ma, ad un certo punto il compagno di corsa si infila dentro al cimitero scomparendo tra i vari settori e, per il povero runner improvvisato non resta che aggirarsi sconsolato tra i colombai e le tombe. Ogni tanto soffermandosi su una foto o un nome che attirava l'attenzione.

Durante il vagabondaggio tra le lapidi fa uno strano incontro: un uomo intabarrato sotto ad un cappello grondante e in un pastrano inzuppato. Il signore, alto e serio, sembrerebbe essere il custode del cimitero e della sapienza.

Dietro ogni foto che si soffermeranno a guardare c'è una storia di vita vissuta, spezzata troppo presto o mai venuta al mondo, finita tragicamente o spentasi in serenità e per ogni anima dietro quelle foto, il custode filosofo, sembra avere sempre a disposizione l'aforisma giusto. Che sia De André o Proust, dalle tasche del pastrano spuntava sempre il libro giusto al momento giusto per approfondire la storia di quelle anime e di quella del professore-runner.  Passando di lapide in lapide  l'insegnante friulano, runner per caso, scoprirà tombe di persone che hanno fatto parte del suo passato, ognuno con la propria storia da raccontare o da rispolverare attraverso una fotografia o un epitaffio sbiadito dall'usura del tempo.

Passare il suo tempo  tra le tombe dei cimiteri diventerà per lui un'abitudine quasi quotidiana. E lo farà durante le gite scolastiche al Cimitero Monumentale di Torino, in mezzo al quale racconterà ai suoi studenti la storia del grande Torino finita in tragedia a Superga, la storia dei soldati deceduti durante la Prima Grande Guerra o quella di Isa Bluette la famosa e avvenente attrice teatrale scomparsa alla fine degli anni '30.

Giunto a Milano si addentrerà tra i lotti che sembrano giardini scultorei tale è le bellezza delle tombe monumentali, visitando quelle di grandi artisti che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano da Wanda Osiris a Dario Fo, da Jannacci a Gaber e molti altri personaggi di spicco mescolati al riposo eterno di gente comune ma dal vissuto non meno intenso o drammatico.



Cimitero Ebreo di Praga - foto personale -

Le gite scolastiche lo vedranno nel Cimitero Monumentale Ebreo di Praga, con le sue tombe stratificate e all'apparenza buttate li a caso, a dimora sotto l'ombra protettiva di ippocastani e platani. In quel luogo mistico e pieno di fascino gotico, intriso di dolore ma di una dolcezza tranquillizzante, il professore avrà modo di conoscere un'alunna molto particolare che ha catturato la sua attenzione. 


Cimitero Ebreo di Praga - foto personale-

La ragazzina dall'aria appariscente, nascosta dentro ai suoi vestiti punk, truccata come un'insegna al neon e i capelli altrettanto variopinti, nasconde la storia di una tragedia famigliare che l'ha colpita nel profondo: quella del padre morto suicida. 

Proprio grazie (o a causa) a quella tragedia, la ragazza cominciò ad interessarsi ai cimiteri, curiosa di conoscere  costumi e usanze funebri di tutto il mondo e, dell'archivio del suo sapere ne farà un interessante racconto al professore.

Il continuo viaggio necrologico lo porterà a Parigi nel famoso Cimitero di Père-Lachaise, un parco museale, meta del continuo pellegrinaggio di fans e curiosi, alla ricerca dell'ultima dimora di miti del rock, del calibro di Jim Morrison, della letteratura, per citarne uno tra tanti Molière  e personaggi storici come gli amanti leggendari Abelardo ed Eloisa.

In Europa raggiungerà la Romania dove rimarrà rapito dal fascino di un piccolo cimitero caleidoscopio, un giardino pieno di colore e di positività.

<< Nei cimiteri non valgono le leggi dei vivi. Bello e giusto, ma non sempre vero. >>

A Berlino scoprirà anche il Cimitero dei Senza Nome, un'area di foresta dove vengono seppelliti tutte quelle persone che si sono suicidate in quella foresta. Il cimitero è conosciuto anche come Cimitero dei suicidi.

Il nostro runner si spingerà anche oltreoceano, visitando il Cimitero delle Stelle di Hollywood, quello sottomarino di Halifax, a Miami, dedicato alle vittime della tragedia del Titanic. In Africa scoprirà che i defunti verranno ricordati raffigurando il loro mestiere sulla lapide-scultura.

In oriente potrà rendersi conto di quanto l'uomo sia legato con la natura vedendo salme tumulate dentro agli alberi.

Ma saranno i cimiteri friulani e quello di Udine in particolare dove il professore passerà la maggior parte del suo tempo alla ricerca del significato della vita ripercorrendo una sorta di albero genealogico formato da amici, parenti e sconosciuti. Tutti con qualcosa da raccontargli.

<< Lasciamo tutti qualcosa. >>

Questo viaggio geo-cimiteriale (concedetemi il termine) attraverso le usanze funebri di tutto il mondo sarà, oltre che un arricchimento storico e sociale anche un viaggio introspettivo per imparare ad elaborare la morte per comprendere meglio la vita di ognuno di noi.

Mi è piaciuto questo romanzo così profondo e così dolcemente ironico.

L'autore ha toccato delicatamente le corde di un argomento che fa paura a tutti, cercando di esorcizzarlo con un linguaggio leggero e poetico, spingendoci a confrontarci con la nostra paura di ciò che non conosciamo e che abbiamo sempre associato alla negatività.

Cimitero marino di Madhia ( Tunisia ) - foto personale -

Come vi ho già raccontato i cimiteri mi sono sempre piaciuti, soprattutto quelli dei paesini, piccole bomboniere, incastonati tra boschi e vallate coperte di neve o  quelli che si affacciano sul mare come a Madhia (Tunisia), con in mezzo un grosso faro marino ad illuminarlo e i panni del custode stesi ad asciugare al vento riparati dal candore delle mura imbiancate a calce della sua abitazione.

Leggendo ho avuto modo di rispolverare ricordi d'infanzia che mi vedevano bambina, a 4 anni, davanti alla lapide di un'anziana vecchina, classe 1878, perfetta sconosciuta ma con la faccia buona e gioiosa, a portarle e fiori e un saluto. La vecchina, che avevo nominato Claudia (non sapevo ancora leggere) c'è ancora. Si chiama Maria ed ha mantenuto il suo sorriso buono e accogliente, da nonnina delle fiabe, nonostante non abbia mai conosciuto la sua storia. Abbandonata a se stessa all'epoca, lo è ancora oggi e ogni volta che passo davanti a quella lapide un sorriso e un pensiero per lei non mancano mai . 


Consiglio fortemente questo romanzo-saggio a chiunque voglia scoprire aneddoti particolari sui cimiteri del mondo, ma in particolar modo a chi ha bisogno di elaborare il concetto della morte e il significato di vita, ad di la del credo professato.

Lo stile scorrevole e il linguaggio semplice rendono il testo alla portata di ogni lettore, da quello più scettico e curioso a quello più esigente.

Le pagine scorrono in fretta, incuriosendo il lettore e stimolando alla ricerca di nuovi aneddoti e notizie sui luoghi citati. Per molti sarà come ripercorrere un viaggio già fatto e ricordarne i momenti più significativi, per altri sarà il paese delle meraviglie, una matrioska di persone, culture e storie che non avranno mai fine.

Sperando di avervi incuriositi vi invito a dare uno sguardo al sito di Bottega Errante, dove eventualmente potrete anche acquistare il libro. Lascio il link qui sotto:

https://www.bottegaerranteedizioni.it/?post_type=product&paged=2

Ringrazio ancora Bottega Errante per l'opportunità e vi auguro una buona lettura.

Tania C.













Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

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