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giovedì 1 aprile 2021

Recensione TI RIVEDRÒ ANCORA di Francesca Di Domenico - Ed. AltroMondo Editore -

 




TI RIVEDRÒ ANCORA

Francesca Di Domenico

Ed. AltroMondo Editore

Anno di pubblicazione 2020

Formato Brossura

Genere Narrativa rosa

Pag. 48

€ 10

Link per l'acquisto https://www.cinquantuno.it/shop/altromondo-editore/ti-rivedro-ancora/


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Francesca Di Domenico è nata a Palermo nel 1978 ma vive a Cefalù. Dopo aver conseguito la maturità classica, si dedica ormai da molti anni con passione e pazienza a quelli che ama definire i ''suoi ragazzi'', impartendo lezioni doposcuola, seguendo il loro percorso evolutivo dalle elementari alle superiori. Il suo guadagno più prezioso è il loro affetto e la grande soddisfazione nel riscontrare il suo impegno negli ottimi risultati scolastici dei ragazzi. 

Impegnata in una felice relazione, ama prendersi cura della famiglia e della casa, continuando a coltivare le sue passioni, tra le quali la scrittura che l'ha spinta a pubblicare questo suo primo romanzo.

TRAMA

Il mondo di Emma si sta sgretolando sotto ai suoi occhi. Nonostante abbia impegnato tutta sé stessa, ogni sua relazione è penosamente naufragata.

Una sera, ritrovandosi a ''navigare'' nel misterioso mondo delle chat, all'improvviso scopre un mondo che mai avrebbe immaginato, sperimentando nuove sensazioni, nuove emozioni scaturite dai messaggi di una persona sconosciuta ma talmente speciale da non poterne fare a meno.

Riscoprendo così l'amore da un'altra prospettiva...


IMPRESSIONI

Qualche settimana fa mi è arrivato un pacco a sorpresa inviato dalla cara Alice di AltroMondo Editore, alla quale vanno i miei ringraziamenti per l'attenzione e la cura che mi riserva sempre. 

Due brevi romanzi, che si leggono veramente in una manciata di minuti ma che aprono un portale verso un caleidoscopio di emozioni, pensieri e immagini che spesso ci sfiorano e alle quali prestiamo poca attenzione.

Il primo che ho letto è stato  Ti rivedrò ancora, il romanzo d'esordio nato dalla penna di Francesca Di Domenico.

La copertina, molto enigmatica, lascia presagire un contenuto forte e misterioso e, di primo acchito, molto diverso dal contenuto. Il testo poi si rivela piacevolmente, molto più intenso e intrigante.

È stanca di essere legata ad un uomo, lo è stata per molto tempo: ha deciso di vivere una vita in libertà, senza dovere rendere conto ad alcuno, se non a sé stessa. È in questo momento che si apre questa meravigliosa storia...

Emma è una giovane donna che ha difficoltà a portare avanti le sue relazioni, ma quando si innamora impegna ogni sua risorsa per dare ed ottenere il meglio. Capita però, che nonostante l'impegno finiscano tutte col crollare irreparabilmente sotto ai suoi occhi inerti.

Dopo essere rientrata da una serata passata a ballare con le amiche, Emma non ha sonno e, sperando di rilassarsi, inizia a giocare ad un gioco di ruolo al pc. Il gioco prevedeva anche una chat per chiedere aiuti e poco dopo le capitò di essere contattata da ''Goku'', un ragazzo  di nome Marco.

Marco voleva essere aiutato nel gioco, ma ben presto la chat divenne più confidenziale. Marco era di Cremona e aveva ventisette anni, tre più di Emma, che viveva in provincia di Palermo. Due anime distanti fisicamente ma che si ritrovarono ben presto molto unite mentalmente.

Per Emma, ogni giorno che passava, l'appuntamento in chat stava diventando sempre più stretto, così si scambiarono il numero di telefono con la promessa di sentirsi presto.

Ma c'era qualcosa di sfuggente in Marco, di enigmatico. Sembrava capirla più di quanto Emma riuscisse a capire se stessa, ma spesso lo sentiva distante, e non perché viveva a mille km. 

Quando avevo diciotto anni mi è successa una cosa che mi ha cambiato la vita, prima non ero così!

Una sera Marco confidò ad Emma che a diciotto anni visse un'esperienza che lo segnò per sempre. Il suo migliore amico, entrato in brutto giro, lo allontanò e si suicidò e lui, da quel momento si sentì responsabile di quel gesto estremo. Chissà quante volte l'amico aveva cercato aiuto da lui che non era stato in grado di capire quell'immenso disagio! Non se lo sarebbe mai perdonato.

Emma molto scossa da quella storia, che le rivelò l'anima sensibile di quello strano ragazzo, con pazienza e dolcezza cercò di fargli capire che in realtà l'amico, allontanandolo, aveva solo voluto proteggerlo. Di sicuro lui non avrebbe potuto fare nulla per impedirgli di fare il gesto estremo. Lo aveva deciso e nulla e nessuno gli avrebbe fatto cambiare idea.

Le parole di Emma fecero breccia su Marco e i due ragazzi cominciarono una dolce relazione a distanza. Si consideravano una coppia, ma il loro rapporto era solamente epistolare e telefonico. Certo c'erano i regali, le coccole, ma non era un rapporto ''sano'' e, quando Emma insistette, dopo un anno, di poterlo finalmente vedere di persona per dare una svolta alla loro relazione, Marco sparì con la scusa di essersi innamorato di una ragazza della sua città e di aver da poco iniziato la convivenza con lei.

Fino ad allora Emma non aveva dato peso alla cosa, ma tutte le lettere che gli inviava, per volontà di Marco, venivano spedite ad un'amica fidata che gli avrebbe fatto pervenire la corrispondenza.

Adesso era tutto chiaro, tutto quel mistero sull'indirizzo, quel suo modo strano di parlare, quasi volesse nascondersi da qualcuno... lui aveva un'altra e la loro bellissima storia era naufragata, sempre che fosse esistita, sotto il suo naso senza che lei potesse fare qualcosa per salvarla. Un'altra volta. L'ultima.

Si chiamerà Diamante nostra figlia!

Ma come era possibile dopo tutte le belle promesse che si erano scambiati?  Una vita da costruire insieme, una casa, dei figli... 

Lui che era stato in grado di capirla così bene, di entrare in sintonia col suo animo come solo pochi uomini riescono a fare!

E adesso? Che ne sarebbe stato di lei e dei suoi sentimenti calpestati? 

La disperazione di Emma sfociò in un matrimonio ''consolatore'', nel quale cercò di impegnarsi a fondo per dimenticare l'uomo che amava come non aveva mai amato nessuno in vita sua. 

Lo fece scrivendo il suo primo romanzo, nel quale si raccontò, cercando di esorcizzare la sua storia con Marco.

Il romanzo ebbe un forte successo e, la promozione del libro, la fece volare a Milano per il tour delle presentazioni nelle varie librerie del centro.

Milano... Cremona... Marco... 

Il suo amore per quello strano ragazzo non si era mai sopito, tanto che decise di cercarlo di nuovo per sapere se almeno stava bene e fosse felice della sua vita. L'unico indizio dal quale cominciare le ricerche di Marco, che era stato sempre molto riservato e vago al riguardo del suo domicilio, fu il nome dell'amica alla quale spediva i pacchi. 

Della donna però non trovò notizie, ma riuscì, dopo vari tentativi, a contattare il marito tramite un account Facebook.

Emma raccontò e si raccontò a quello sconosciuto, gli parlò anche del suo matrimonio ''riparatore'' che stava miseramente fallendo, del suo bisogno di avere notizie di Marco. 

L'uomo non si mostrò sorpreso, in realtà, sembrava conoscerla fin troppo bene. Sembrava sapere tutto di Emma, delle sue storie naufragate, della relazione epistolare con Marco, delle lettere, dei regali e del loro amore così forte ma così misterioso. 

Chi era quell'uomo, e Sonia, la moglie, a quale pro gli aveva raccontato tutto di lei? 

Lei voleva solo incontrare Marco per chiudere definitivamente col passato e Paolo, quello era il suo nome, l'accontentò...

Finalmente, dopo tanto tempo, Emma scoprì la verità, fredda, cruda e travolgente. 

Ma, in fondo al suo cuore l'aveva sempre saputa e ne ebbe la conferma dopo una brusca telefonata con Marco, la sera della presentazione del suo libro.

La sera che segnò l'inizio di una nuova, irresistibile vita...

Se cercate una storia breve ma intensa e attuale, Ti rivedrò ancora è il romanzo che fa per voi. Una mezz'ora passata in relax, magari in giardino godendovi i primi caldi raggi di sole, lasciandovi trasportare dall'uragano di emozioni che travolgono Emma.

Una girandola di colori che vi trascinerà in un modo fatto d'amore che va oltre le apparenze e i luoghi comuni. L'amore libero come lo spirito delle anime di Emma e Marco. 

L'amore capace di travolgere e rimettere in piedi due vite alla deriva, perse nel diktat che la società impone.

Per quanto si possa pensare, non è un romanzo stucchevole, tutto cuoricini e nuvolette, ma affronta la tematica rosa con la schiettezza di una scrittura semplice, giovane e fresca, capace di incuriosire e di far riflettere anche il lettore più reticente.

Se devo trovare una pecca in questo romanzo è la brevità. Avrei voluto sapere di più di Emma e Marco, l'evolversi delle loro vite, del loro sentimento così puro e mai spento, ma forse è proprio la sua brevità a renderlo così speciale. 

E poi chissà, lo scopriremo solo leggendo e seguendo Francesca Di Domenico.

Buona lettura,

Tania C.


venerdì 5 marzo 2021

Recensione PREMIATA IMPRESA PARADISO di Giovanni Pietro Nimis - Ed. KAPPA VU -

 





PREMIATA IMPRESA PARADISO

Giovanni Pietro Nimis

Ed. Kappa Vu

Anno di pubblicazione 2012

Pag. 160

Formato Brossura

€ 14

Link per l'acquisto 

https://shop.kappavu.it/prodotto/premiata-impresa-paradiso/



CONOSCIAMO L'AUTORE

Tra le principali pubblicazioni di saggistica pubblicate da Giovanni Pietro Nimis ricordiamo: edito da Marsilio Editori - Venezia I centri storici di Sauris - Ricerca di identità e ipotesi di sopravvivenza per una comunità emarginata della Carnia ( 1977 ), Friuli dopo il terremoto - Fisica e metafisica di una ricostruzione ( 1978 ), La ricostruzione possibile nel centro storico di Gemona del Friuli dopo il terremoto del 1976 ( introduzione di Francesco Tentori - 1988 - )  e per Donzelli Editore-Roma  Terre mobili - Dal Belice al Friuli, dall'Umbria all'Abruzzo ( 2009 ).

Tra le sue pubblicazioni di narrativa ricordiamo, edite da Nuova Base Editrice - Udine - Il disegno nella parete ( 1994 ), Il giorno delle mongolfiere ( 1997 ), Il monte di Saturno ( 1999 ), Comunicato clandestino ( 2000 ), Racconto friulano ( 2008 ) e per Mobydick-Faenza Il conservatore di paesaggi ( 2004 ), Il tallero di Günzburg ( 2006 ).

Racconto Friulano ha ottenuto menzione particolare al Premio Letterario ''Latisana per il Nord-Est'', edito nel 2008  e la segnalazione al Premio Letterario Biennale ''Caterina Percoto'', edizione 2008 Manzano-Udine, Selezione Narrativa.


TRAMA

La vita di famiglia che continua dopo la vita. 

Tra memoria e fantasia supplenti, troviamo veritieri rimpianti, piaceri virtuali e un perpetuo ménage, più straniato che stravolto.

In un aldilà, non specificato nel tempo, si elucubra sul perché della morte ''stipendium peccati?'' e sugli ultimi accadimenti, il ''maxiprocesso generale'' , ma molto più sentitamente sul prossimo futuro ancora terreno.

Questi sono i progetti della Premiata Impresa Paradiso.

Cosa accadrà al pozzo che ospita i loculi di nonni, figli e nipoti col loro bagaglio di rimorsi, fisime e chimere? Che altro non sono che i i fantasmi di più di un secolo di storia italiana, dall'unità ad oggi: fascismo, guerre, colonie, boom economico e affarismo che non ha risparmiato neppure i morti...

Ancora passionali, i sette personaggi, poi diventati otto con l'aggiunta dell'avo Giovanni e i congiunti ancora vivi, i ''fuorusciti e i foresti'', sintetizzano nel bene e nel male la nostra storia.

Pensieri in chiave critica, in particolar modo al riguardo della modernità e dei suoi malfunzionamenti, cominciando da quelli ambientali e urbanistici.

Ma del mondo lassù nutrono una forte nostalgia, se de profundis lo contemplano e lo replicano, o forse altro non ne conoscono o non c'è.

A meno che il sistema...

Tratto dalle parole di Mario Turello, in seconda di copertina.


IMPRESSIONI



Premiata Impresa Paradiso mi è stato gentilmente offerto, a sorpresa, dalla generosità di Casa Editrice Kappa Vu che ringrazio sentitamente.

Un testo breve ma talmente intenso e unico nel suo genere irriverente e tragicomico dietro ad una facciata di austerità dettata dai caratteri esuberanti degli improbabili inquilini ultraterreni del ''pozzo''.

Pubblicato nel 2012, Premiata Impresa Paradiso, è un romanzo precursore dei tempi, visto l'alto interesse odierno verso la letteratura funebre.

Sette curiosi personaggi dai nomi enfatizzanti, si ritrovano ''nel pozzo'', una sorta di colombario ipogeo che custodisce l'anima delle loro spoglie nelle eterne dimore, quasi fosse un allegro e brulicante condominio a conduzione familiare.

<< Se è giusto lo scopo nessuno può mancare all'appello. >>

Come in un condominio di paese, la piccola società, svolge  un'intensa attività  socio culturale. 

Pittoreschi scambi di vedute sui più disparati argomenti terreni, dall'emigrazione alla necessità di fare guerre al bisogno, ricordando Giolitti e il suo essersi sempre dichiarato contrario a trattative bellicose, argomento definito ''l'asso pigliatutto'' di Mondo.

Personaggio più sanguigno del romanzo, figlio di un fortunato costruttore di botti durante l'ascesa dei Savoia, Mondo passa la sua vita ultra terrena dentro al pozzo, nel quadrilatero,  insieme alla numerosa famiglia ma, sia ben chiaro, ognuno nel suo anello, in modo da non disturbare oltre anche l'eterno riposo. 

Tal è che non ci si poteva avvicinare alla dimora del Colonnello Valdo senza parola d'ordine. 

Ognuno aveva il dovere di rispettare la privacy dell'altro, pur essendo il quadrilatero un circolo di vecchie comari che tagliavano e cucivano cappotti per laqualunque. 

La  privacy era importante e violarla era considerato un grave affronto. Soprattutto cominciò uno strano tramestìo al di fuori del pozzo. 

Gli operai continuavano a costruire pozzi confinanti.

Alcuni di loro osarono addirittura infilare la testa dentro al loro condominio!

Il fatto provocò scalpore nel pozzo di Mondo, anche se non tutti  trovarono di vivo interesse la vicenda edilizia. 

Mentre Fiore, ad esempio, era incuriosito dalle nuove costruzioni, il Colonnello Valdo si di chiarò disinteressato alla faccenda. 

Libia invece si prodigò nel sistemare le sue armi di seduzione.

Miranda viveva l'offesa inferta da Mondo riguardo al suo generoso intervento sulla spinosa questione dei visitatori che avevano infilato la testa nel pozzo, scombussolandone la quiete eterna coi loro inopportuni ''turpiloqui''.

Le voci raccontavano di un prossimo rifacimento del quadrilatero ma in realtà cosa avrebbero fatto il Sistema? Aveva intenzione di sconvolgere ulteriormente la loro vita già abbastanza scombussolata?

- Addio sopraelevazione.

- Addio riunificazione familiare.

- Addio baci e abbracci.

Tra le varie congetture, quella di Mondo prevedeva un ampliamento del quadrilatero. 

Certo!  Tutti quei campi intorno al condominio ipogeo, altro non avrebbero potuto diventare.

Il vecchio Tam pensava invece ad un immenso ampliamento del condominio, circondato da un ventaglio di aiuole, vialetti e aree pedonale cosparse di lastre marmoree sopraelevate.

Tutto molto plausibile, a meno che il Sistema non avesse deciso di appoggiare la  congettura di Celso.

Il ''progetto'' di Celso prevedeva invece l'innalzamento di un nuovo quadrilatero, dieci, venti, trenta volte più grande, uniformato alla continua urbanizzazione del mondo fuori dal pozzo.

Celso era l'ultimo ad aver preso dimora nel pozzo. Parlava con cognizione di causa. Sapeva bene come funzionava il mondo la fuori in quel momento, quindi la sua previsione era la più attendibile e discosta da quella antica e rinsecchita di Mondo. 

<< - E non siamo noi a star qui da una vita? - domandò. >>

Miranda invece dal canto suo, già fantasticava e tuonava su un rinnovamento del pozzo: alla fine non avrebbero avuto diritto ad un rinnovamento per il solo fatto di essere i più antichi residenti del pozzo?

Cosa avrà deciso, alla fine il Sistema? Avrà trovato un accordo coi recalcitranti condomini o tutto sarà stato fatto senza tenere conto della loro pregiatissima opinione?

Non vi resta che immergervi nel pozzo, in punta di piedi e senza fare rumore, per indagare tra le scorribande della grande famiglia allargata di Mondo. 

L'invito alla riflessione sul senso della vita terrena e nell'aldilà viene spontaneo, senza forzature, accompagnato da una scrittura incalzante e scevra di ogni superfluo. 

Botta e risposta secchi, senza divagazioni, conducono il lettore in  un ''mondo'' etereo ma reale, in cui non conta più il materiale ma l'essenza. 

La memoria storica dell'epopea di una grande famiglia che continua a vivere oltre il terreno, in un ''pozzo'' diventato condomino, circolo ricreativo e focolare domestico, vi accompagnerà tra loculi e vialetti, con un sorriso stampato in faccia e una risposta tagliente da aggiungere alle elucubrazioni di Mondo. 

Senza rendervene conto sarete traghettati soavemente alla fine del romanzo e vi sembrerà di far parte di quello strampalato assembramento di anime in tempesta, che solo post mortem, hanno saputo ricrearsi un mondo meno sterile di quello umano, pur restando attaccati, senza esserne padroni, ai valori e ai sentimenti terreni.

Premiata Impresa Paradiso, se pur scorrevole e divertente, non è un romanzo facile da metabolizzare e da recensire, proprio per la sua intensità concentrata in pochi capitoli. 

Lo stile irriverente è schietto e veloce, accattivante, sempre un passo avanti al lettore, ma lo spirito orgoglioso di ogni personaggio saprà catturare gli animi più esigenti e alla ricerca di una lettura piacevole e innovativa pur nella sua brevità, punto forte della storia.

Sperando che la storia vi abbia incuriosito, lascio a voi scoprire di più, ricordandovi che potete acquistare il romanzo al link che vi ho lasciato nella scheda tecnica.

Buona lettura,


Tania C.



giovedì 11 febbraio 2021

Recensione ROSA E NOIR SUL GRANDE FIUME di William Bertoia - Ed. KAPPA VU -

 





ROSA E NOIR 

SUL GRANDE FIUME

William Bertoia

Ed. Kappa Vu

Prima edizione Aprile 2018

Collana Narrativa

Formato Brossura

Pagine 160

€ 15,00

Link per l'acquisto https://shop.kappavu.it/prodotto/rosa-e-noir-sul-grande-fiume/


CONOSCIAMO L'AUTORE


Nato nel 1943 a Casarsa ( Pordenone ), William Bertoia si diploma alla Scuola Mosaicisti dei Friuli di Spilimbergo.
Dopo un proficuo passato da ciclista dilettante che lo vide sul podio una trentina di volte e con la gratificante qualifica da Sommelier professionista che lo vede impegnato nell'enogastronomia, nel 1987, da autonomo, fonda la Friul Mosaic, un'affermata azienda leader nel settore pubblico e privato del mosaico artistico decorativo. 
Le opere dei centri benessere, musei, negozi grandi firme della moda , Chiese e Santuari italiani, hotel russi, brasiliani e kenioti portano la sua firma.
Finalmente in pensione, pur sempre impegnato nella sua azienda, dopo viaggi ed esperienze lavorative che lo vedono impegnato in oltre cinquanta Paesi del mondo, si dedica ad uno dei suoi hobby preferiti, la scrittura creativa e l'iconografia.
Tra le sue pubblicazioni spiccano alcuni testi teatrali e, nel 2015, i libri Meraviglie del mosaico, un viaggio nella storia dell'arte musiva e Il Tesoro di Cromazio, un noir ambientato nel sito archeologico di Aquileia.

TRAMA
Friuli, ubicato lungo le rive  del ''Grande Fiume'' Tagliamento, si trova il borgo storico in cui diverse vite si incrociano e diversi uomini si succedono percorrendo il letto formato da ghiaie millenarie.
Matteo, un pensionato ex migrante, in compagnia del suo fedele cagnolino Ringhio  sono i protagonisti, insieme a Teresa, il suo primo amore mai dimenticato e appena ritrovato.
Il loro rinnovato amore, appagante, dolce, trascinante e vivo si intersecò col dramma che si stava compiendo tra le barene del fiume, in mezzo ai pioppi, trascinato dal fluire della corrente.
Una zona ricca di storia e rigogliosa natura, meta delle lunghe passeggiate di Matteo e fonte di ispirazione per i suoi dipinti, si trasforma nella scena di una misteriosa tragedia.
Il rosa prende sfumature noir e i drammi del mondo irrompono di prepotenza nella tranquillità della vita del borgo e dei protagonisti.
La tenera storia d'amore dei due pensionati viene stravolta dal ritrovamento di particolari tumuli lungo la boscaglia del fiume. 
Le indagini per dare un volto e una spiegazione a quelle misteriose morti diventano la metafora tra l'essere umano e la società, tra l'indifferenza e la solidarietà, tra egoismo e umanità.
Un emozionante romanzo che appassiona il lettore coinvolgendolo a riflettere sulla sua trama.

IMPRESSIONI

Rosa e noir sul grande fiume mi è stato gentilmente offerto da  Giuliano  di Kappa Vu Edizioni in un bel pacco sorpresa. 
Ringrazio di cuore per la disponibilità e  per avermi fatto conoscere nuovi autori, dei quali sono rimasta piacevolmente sorpresa.
Se dovessi descrivere questo romanzo con una parola: poesia!
Bertoia, come il protagonista Matteo, ha dipinto la cartolina poetica di  un borgo medievale friulano sulle rive del Tagliamento,  accompagnando la mente e lo sguardo del lettore dentro al dipinto sfumato di mille emozioni diverse e forti.

Ambientato nella provincia di Pordenone, a Valvasone, il romanzo comincia dalla fine, qualche km più a sud, a  Malafesta, in provincia di Venezia dove, sulle rive del Tagliamento, l'ottuagenario Rico sta ristrutturando la sua proprietà. La piena del fiume in quei giorni è tumultuosa e trascina con sé tutto ciò che intralcia il suo decorso verso il mare.
Tra la spuma della corrente e i detriti, Rico vede emergere una mano, quasi lo stesse salutando. Dopo un primo momento di dubbi e perplessità, l'uomo non si cura più di tanto di quella mano: non avrebbe potuto fare nulla per aiutare quella povera anima ormai priva di vita. 
Di li a poco il mare avrebbe restituito il corpo e , nei giorni a seguire, avrebbe certamente saputo della scomparsa di qualcuno. 
Con un salto temporale di circa due anni, ben omogeneizzato nel filo conduttore della storia, il lettore si ritrova a Valvasone, seguendo Matteo lungo le barene del Grande Fiume insieme al cagnolino Ringhio che ha appena rinvenuto uno strano pezzetto di stoffa etnica.
Matteo ha lavorato per anni all'estero, tornato in Italia  sposa la sua Ester mettendo su una bella famiglia. 
Ha da poco passato la settantina, in pensione da qualche anno e rimasto fin troppo presto vedovo, le sue giornate sono scandite da lunghe passeggiate lungo il fiume e ore passate a dipingere sempre insieme a Ringhio, l'unica fedele compagnia di cui ama circondarsi, regalo di un nipote affinché non si sentisse troppo solo in quella grande casa.
Da quando la moglie è venuta a mancare e i figli hanno seguito la loro strada, Matteo si è ritirato a vita solitaria, tra le quattro mura della sua casa e della sua mansarda convertita in atelier artistico. 
Non è asociale, ha solo scelto con cura le persone da frequentare. 
A lui piace camminare sulle barene del fiume, osservare le rigogliosa varietà di flora e fauna che incorniciano l'antico corso del Tagliamento per poi immortalare quelle cartoline nelle  sue tele.
Prima di emigrare all'estero, Matteo visse un'intensa storia d'amore con la bella Teresa, una ragazza con grandi occhi verdi, di una decina di anni più giovane di lui, ma molto matura per i suoi sedici anni.
Il loro amore sanguigno e sincero era contrastato dalle famiglie a causa della differenza d'età, ma i ragazzi si amavano e la loro storia andò avanti finché Matteo non fu costretto ad accettare una buona proposta di lavoro che lo portò all'estero.
Con la promessa di lasciar decidere al destino il futuro della loro storia, si lasciarono, perdendosi nei percorsi di vita.
Nonostante i diversi percorsi intrapresi la loro  vita è piena e appagante, anche se sono rimasti entrambi vedovi presto.
Teresa non ha avuto figli, è sola, in età da pensione e, stanca di viaggiare per il mondo come agente di viaggio, decide di tornare a vivere con l'anziana madre nella loro villetta sul fiume a Valvasone. Ma anche la madre viene presto a mancare, lasciando la donna ancora più sola.
È una persona solare, morbida e verace, con tanta grinta e, anche se il cuore ultimamente, è un po' ballerino, fa della solitudine il suo punto di forza. 
Prendendo in mano la sua libertà, decide di andare incontro a quel destino che tanti anni fa le aveva fatto cambiare strada.
Lo stupore di Matteo è scioccante, quando si trova davanti Teresa, sempre bella e longilinea come ai tempi della loro storia, anzi ancora più bella grazie alla  maturità degli anni.
Sembra che il tempo non sia passato e, la passione di allora si risveglia come un fuoco sopito sotto le braci che aspettava solo una scintilla per infiammarsi nuovamente.

<< C'era ancora della vita da vivere, dei momenti felici da gustare, forse delle nuove pene da patire, ma il suo carattere ottimistico, la sua esuberanza e la voglia di buttarsi  nella inaspettata novità, le lasciavano intravvedere anni ancora pieni, ancora felici. >>

Da quel primo incontro in paese ne seguono altri, fatti di tenerezza e passione, come due adolescenti ma con l'esperienza e la saggezza dell'età.

L'autore ha  affrontato con delicatezza e discrezione il tema dell'amore over sessanta. Un amore e una passione che nulla hanno da invidiare alle storie adolescenziali. 
Con naturalezza e semplicità ha saputo dar vita ad un sentimento puro, mai sopito,  nonostante le diverse strade intraprese. Ha messo in luce la purezza di un sentimento nato e vissuto nella libertà di continuare ad essere sé stessi, nonostante le batoste della vita.

Nessuna ripicca, nessun litigio o tradimento. Matteo e Teresa hanno vissuto a pieno e con dignità i loro matrimoni, pur senza mai dimenticare quella piccola fiamma che  continuavano a custodire da anni nei loro cuori.
Adesso che il destino li aveva riuniti non si sarebbero più lasciati. 
La nuova vita  scorre tranquilla e spensierata, tra un viaggio ai Caraibi e una mostra dei quadri di Matteo, tutto diventa un sogno idilliaco.
A turbare le giornate da sogno il destino irrompe nella vita di Teresa: la donna viene colpita da un leggero infarto, ma l'amore di Matteo e la voglia di formare finalmente una famiglia la fanno riprendere in fretta.
Ora  nessuna ombra potrà oscurare il sole che vive dentro di loro. 

<< Fiume, che dopo le antiche  battaglie combattute sulle sue sponde e il sangue versato durante le ultime due guerre, tornava a colorarsi di morte. >>

Ma ancora una volta il destino ci mette il carico da undici.
Durante una passeggiata lungo una barena, Ringhio è inquieto, abbaia, mugola, annusa e poi la scoperta scioccante: un tumulo ancora fresco con una piccola croce di rami intrecciati ad un lembo di stoffa simile a quello che il cagnolino aveva scovato qualche tempo prima.
La curiosità di Matteo è tanta, ma il timore di scoprire qualcosa di atroce lo spinge a non scavare il tumolo. Avrebbe avvisato le forze dell'ordine in seguito. Prima doveva ritrovare il piccolo lembo di stoffa e confrontarlo con quello della croce. 
Il giorno seguente torna nel pioppeto con Ringhio, accertandosi che il tumolo fosse ancora intonso. Perlustrando la zona circostante rinviene un focolare con delle stoviglie e  un pezzo di cotenna in avanzato stato di decomposizione,  sotterrato sotto il terreno sabbioso. Ringhio, grazie al fiuto sopraffino, ritrova anche il lembo di stoffa dei giorni precedenti. 
Non ci sono più dubbi, è la stessa stoffa etnica della croce. 
Tra mille elucubrazioni e teorie i due, col piccolo lembo di stoffa ben custodito, tornano da Teresa raccontando l'accaduto. Non hanno trovato un cadavere, o meglio Matteo non ha voluto scavare, ma crede che il bivacco appartenga a dei profughi mussulmani, anche se la croce lascia presagire il contrario.
Teresa scopre che il tessuto è di cotone prodotto in Iraq e i dubbi cominciano a diventare certezze. 
Persi nelle loro indagini, senza preavviso, la coppia riceve la visita di Don Bortolo, versione più coraggiosa di Don Abbondio, venuto per chiarire la loro intenzione sulla convivenza.
In realtà, la visita di Don Bortolo,  è per Matteo, l'occasione di indagare un po' sul caso senza rivelare, per il momento,  del tumulo.
Alla domanda diretta se il sacerdote avesse ricevuto segnalazioni del passaggio di profughi lungo il fiume,
perplesso e turbato da quella strana richiesta, Don Bortolo tentenna nel rispondere, ma il caffè alla grappa di Teresa rende la lingua più sciolta. 
Il sacerdote racconta che dei suoi colleghi che abitano ''più a nord'' hanno ricevuto la confessione di un bracconiere al riguardo di strani focolari notturni da bivacco lungo gli argini del Tagliamento. 
A questo punto anche Matteo non può fare a meno di confessare il rinvenimento del tumulo, facendo promettere a Don Bortolo di carpire ai suoi colleghi qualche dettaglio in più ed eventualmente di convincere il bracconiere a confessare quello che sta nascondendo. 
Ha tempo fino all'indomani a mezzogiorno, poi avviserà la Polizia.

La scena che mi è passata davanti agli occhi è stata quella di un povero curato di campagna, sudato e allibito che, combattuto tra il segreto confessionale e un profonda voglia umanitaria di aiutare le indagini, rimuginava su se stesso facendo roteare gli occhi, tamponandosi il sudore freddo con un fazzoletto. 
Una scena che potrebbe avere un che di esilarante, come un bambino colto con le mani nella marmellata, se non fosse per la terribile tragedia in corso.
Senza entrare troppo nel complesso ambito  legale, l'autore ha ben esposto i pro e contro e le ragioni del comportamento del sacerdoti coinvolti nelle confessioni del bracconiere, riuscendo ad aiutare le indagini senza violare il segreto confessionale.

<< Hamed e Miriam hanno un sogno, far nascere il loro primogenito in una terra libera, in una terra dove regni la pace che, da anni ormai, non conoscono più. >>

Matteo avvisa il commissario Stefanutto  diventandone, insieme al fidato Ringhio, il braccio destro durante le indagini. La sua profonda conoscenza del territorio e del fiume e il fiuto portentoso del cagnolino apportano un grande aiuto alle indagini. 
Durante gli scavi nel tumulo con la croce, emerge il corpo dilaniato di una giovane donna incinta, probabilmente irachena. 
Il giorno dopo un altro tumulo viene riportato in luce nel giro di pochi metri. 
Questa volta senza croci, ma con una scatola piena di fotografie di un bambino proveniente da un paese in guerra, forse la Siria. 
Scavando nel tumulo rinvengono i resti di un bambino, crivellato da pallettoni da cinghiale.
L'ipotesi del traffico umano dei Balcani prende sempre più campo, sulla pista del bracconiere. 
Matteo e Ringhio sono felici di aiutare il commissario ma, nell'ombra, qualcuno li sta minacciando per fargli smettere le indagini. 
Ne subirà ben presto le conseguenze il povero Ringhio...

Rosa e Noir sul grande fiume non è solo un rosa dalle sfumature noir, è molto di più.
È la memoria atavica di un fiume che lungo le sue sponde ha visto scorrere la storia d'Italia;
è il sangue versato sul fronte;
è l'amore dei friulani verso la propria terra;
è la vita che fiorisce tra le sue barene i suoi boschetti del Tagliamento;
è il colore delle stagioni che si rincorrono nelle campagne;
è la speranza di anime in fuga dall'orrore, 
ma soprattutto è la denuncia del traffico umano dall'est avvenuta qualche anno fa sul confine friulano.
Un popolo in cammino da paesi devastati dalla guerra, usato come merce di scambio dai trafficanti di esseri umani. 
Gente fiera e orgogliosa, che chiedeva solo un passaggio verso la libertà e invece è andata incontro alla morte.
È un romanzo che ti entra dentro, che ti infonde tenerezza per il dolce sentimento di Matteo e Teresa, ma al contempo ti lascia tanta rabbia e dolore per i fatti accaduti, anche se c'è sempre una piccola luce di speranza che dissolve tutto quel nero.
Ho amato questo romanzo, mi sono commossa seguendo le vicende dei personaggi che avevano improvvisamente preso vita diventando quasi membri di famiglia, coi loro tratti e caratteri ben approfonditi. 
La lettura è scorrevole, mai banale e molto poetica nei ritratti paesaggistici.
Arrivare alla fine è un attimo, grazie al coinvolgimento psicologico in cui l'evolversi della storia cattura il lettore.
Consiglio caldamente questo romanzo ai lettori dall'animo romantico e sensibile, amanti della natura e del nostro meraviglioso Paese.
Sicura che ne rimarrete appagati anche voi, vi auguro una buona lettura.

Tania C.




















Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...