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sabato 9 marzo 2024

Recensione LA PORTALETTERE DI PARIGI di MEG WAITE CLAYTON - Ed. HARPERCOLLINS ITALIA -

 




LA PORTA LETTERE DI PARIGI

Autore: Meg Waite Clayton

Traduttore: Claudia Marseguerra

Editore: HarperCollins Italia

Pubblicato: 16 gennaio 2024

Formato: Rilegato

Pag. 464

€ 18,90

Formato ebook presente in tutti gli store digitali


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Meg Waite Clayton conseguì la laure in giurisprudenza nel Michigan, divenendo autrice di romanzi di successo che vinsero diversi premi letterari. 

Negli anni inizia a collaborare con prestigiose testate come ?New York Times", "Forbes", "Washington Post", dedicandosi spesso al mondo femminile nella società e a tutto ciò che le donne devono affrontare ogni giorno.  


TRAMA

Naneé è una bella ragazza, ricca e con uno spiccato spirito d'avventura. 

Per lei libertà significa imparare a pilotare un aereo.

Quando i carri armati tedeschi invadono la Francia ed entrano a Parigi, il cuore di Naneé è pronto a unirsi alla Resistenza.

Col soprannome "la portalettere", Naneé comincia a consegnare informazioni ai clandestini, usando la sua scaltrezza e il suo fascino per salvare i fuggiaschi e metterli in salvo in ripari sicuri. Edouard Moss, fotografo, fugge dalla Germania con la figlia ancora piccola e viene internato in un campo di lavoro francese. Ben presto incontra Nanée, intrecciando la sua vita con quella della donna, dando vita a un amore romantico ma pericoloso, vissuto nel bel mezzo del fuoco della guerra... 

La storia di Nanée e Edouard è ispirata alla vita reale della ricca ereditiera di Chicago Mary Jane Gold, la quale lavorò assiduamente fianco a fianco col giornalista americano Varian Fry, per riuscire a far espatriare clandestinamente dal territorio francese artisti e intellettuali. La portalettere di Parigi è la storia di una donna coraggiosa, la cui forza è simbolo di speranza in quell'epoca dominata dal terrore. Dopo il successo di L'ultimo treno per la libertà, Meg Waite Clayton rielabora i giorni cupi dell'occupazione tedesca in Francia, dando vita a un romanzo d'amore, pericolo ed eroismo ineguagliabile. 


IMPRESSIONI


Amici della Valigia ben ritrovati. 

Il romanzo che vi presento oggi mi è stato gentilmente offerto da Jennifer Carretta di HarperCollins Italia, alla quale vanno i miei ringraziamenti, per l'opportunità concessami. 

È passata da poco la Giornata della Memoria, certi orrori non vanno mai dimenticati e nemmeno soffocati.

Parlarne, farli conoscere, è oggi l'unica maniera per cercare di non ripeterli, anche se i fatti di cronaca sembrano riscrivere ogni giorno l'identica storia di quegli anni bui.

La portalettere di Parigi è molto di più di un romanzo storico, è la testimonianza della memoria di chi ha combattuto, mettendosi in gioco fino fine alla fine, per poter vivere in un mondo libero, per difendere il valore e il diritto alla vita.

Si tratta di una storia "diversa" da quella raccontata sui libri di scuola. Non riporta la "Memoria" di chi, fortunatamente è riuscito a sopravvivere ai campi di sterminio. 

Questa è una storia forte, che osa, sfidando i canoni e le ideologie di un'epoca nera e dittatoriale. 

Una storia al femminile, di emancipazione, di forza e speranza. 

Prendendo spunto dalla vita reale di Mary Jane Gold, un'ereditiera americana che, durante il periodo buio della Seconda Guerra Mondiale, invece di pensare alla propria salvezza, scelse di collaborare col giornalista Varian Fry e l'amica Miriam Davenport, impegnandosi nel nobile fine di aiutare quanti più ebrei possibili a salvarsi, l'autrice crea il personaggio di Nanée, dando vita a una donna dagli occhi profondi e una mente brillante, coraggiosa e con uno spiccato spirito di avventura. 

<< Era arrivato il momento. La Germania aveva invaso la Polonia, spingendo Francia e Gran Bretagna a dichiarare guerra. Il miracolo che Nanée e tutti in Francia pensavano li avrebbe salvati non era avvenuto. Invece erano ricomparsi i manifesti di appel immédiate che incitavano i francesi ad arruolarsi, manifesti che erano stati tolti dopo la crisi di Monaco, un anno prima. Questa volta la chiamata alle armi era reale. >>

Nanée sfida ogni giorno la paura: come la sua alter ego umana, pilota il super leggero monoplano a motore Vega Gull, un velivolo usato  per turismo negli anni '30 dalla flotta aerea britannica. 

Con lo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, i monoplani, familiarmente chiamati "i gabbiani", vennero requisiti dal governo, diventando parte integrante della flottiglia aerea militare britannica, impegnata a combattere il fuoco nemico. Alcuni vennero abbattuti, altri vennero costretti a cambiare bandiera.

La narrazione del romanzo si divide in due parti.

La prima parte, più lenta e descrittiva, mette in luce i personaggi che si incontreranno durante la storia, l'evolversi dell'avanzata delle truppe tedesche, il terrore e la paura di sentirsi il fiato sul collo da parte dei nazisti, mentre nella seconda, più frizzante e romantica, conosceremo più a fondo il lato più umano e sociale dei personaggi, la nascita di un profondo legame tra Nanée e uno dei protagonisti, la lotta per la libertà, il coraggio e la forza di rialzarsi sempre, nonostante le avversità. 

Protagonista principale è l'affascinante Nanée che rappresenta la "sfacciataggine" e la classe senza freni di una donna che, nonostante il periodo storico, non ha paura di essere sé stessa, mostrando la spropria femminilità, celata dietro a dei pantaloni cargo, un paio di occhialetti da aviatore e col  sensuale drappo di seta bianca fluttuante intorno al collo.

<< ... ora la Francia era in guerra con la Germania, ma lui era ebreo, un profugo dalla brutalità di Hitler, santo cielo. Come si poteva pensare che fosse una spia del Reich? >>

Lei non ha paura di lottare, è pronta a usare tutte le sue armi per la difesa dei diritti umani, per la libertà, così come non ha paura di lasciare che il suo cuore culli dolci ma pericolosi sentimenti per il fotografo tedesco Edouard Moss e la tenera figlioletta Luki, sempre abbracciata al suo unico e piccolo amico, un  canguro di peluche. 

Moss, dopo la perdita della moglie, per fuggire alla cattura da parte della Gestapo che stava alle calcagna di ogni artista ispirato alle correnti artistiche considerate oltraggiose verso la razza ariana e la Germania, fugge in Francia, precisamente in Provenza, cercando un rifugio sicuro soprattutto per la figlioletta, ancora troppo piccola e ingenua per comprendere il male che si sta abbattendo sulla terra ai danni dell'umanità.

La tranquillità è effimera e, dopo una brevissima tregua, anche la Francia viene invasa di nazisti, pronti a fare tabula rasa pur di catturare ogni sorta di "indesiderati". 

Fin troppo presto, per Moss, si aprono i cancelli dei campi lavoro francesi, spazzando via come un tornado quel fievole barlume di normalità e speranza di una vita libera per lui e la figlia.

In quel periodo Nanée, invece di usufruire del suo passaporto americano e mettersi al sicuro in Patria natia, decide di allearsi con la resistenza francese, diventando "la portalettere", una sorta di postina che consegna importanti messaggi agli alleati e si adopera per trovare alloggi sicuri per quanti più fuggiaschi possibili. Tutto, per evitare che finissero sotto le torture dei nazisti aguzzini.

<< Nanée non si era mai considerata una senzatetto, ma sentendo queste poche parole si rese conto di essere stata una specie di rifugiata per almeno dieci anni. Era sporca. Moriva di fame, eppure non era disposta a mangiare ciò che avrebbe potuto dare a Peterkin. A quanto pare suo padre si sbagliava: i soldi non possono comprare tutto. >>

Grazie alla propria forza e alla collaborazione di chi ha saputo fidarsi della sua umanità e darle aiuto, Nanée riuscirà a salvare centinaia di vite innocenti.

Dosando sapientemente finzione e realtà, la Clayton ha saputo dare vita a una storia che scorre sciolta e libera sotto l'attenzione del lettore più scrupoloso.

Certo, la prima parte è un po' lenta, ma superate le prime cento pagine si verrà catapultati insieme a Nanée nel vorticoso rombo dei cieli francesi, al comando di un Vega Gull, pronti a sfidare il fuoco nemico, incuranti della sottile linea di confine tra la vita e la morte.

Gli avvenimenti storici ai quali l'autrice fa riferimento sono accurati, frutto di un'eccellente preparazione e un'accurata ricerca.

I personaggi sono ben strutturati, descritti con dovizia di particolari nell'aspetto fisico. 

Capelli, profondità degli occhi, abiti, pelle... tutto risalta alla perfezione, come se l'autrice avesse avuto i personaggi in posa di fronte a lei, per farne un dipinto in 3D.

<< Va tutto bene, Pemmy. Papà ha detto che veniva qui oggi, ma oggi non è ancora finito. >>

L'aspetto psicologico è il punto di forza della narrazione, i personaggi entrano subito in empatia col lettore, tanto da percepirne le emozioni, il terrore, la gioia per ogni piccola cosa, insignificante ai giorni nostri, ma preziosissima per l'epoca, come i momenti di tenerezza, di tranquillità, di pura innocenza sgorgante dagli occhi e dai pensieri di Luki.

<< La triste verità è che molto del male viene compiuto da persone che non si decidono mai a essere buone o cattive. >>

Hannah Arendt, La vita della mente

Non potrete non amare questo racconto e, soprattutto, non potrete fare a meno di approfondire cercando altri particolari e aneddoti sulla vita di May Jane Gold, la donna che grazie al suo animo nobile e spregiudicato riuscì a mettere al sicuro circa 2.000 persone, salvando anche Marc Chagall e l'autrice Hannah Arendt.

Invito alla lettura tutti quei lettori  come Nanée, che nonostante le mille difficoltà presenti sul proprio percorso di vita, non perdono mai la fiducia e la speranza di un domani migliore, di una vita libera e in pace, senza rinunciare ai sentimenti, facendo proprio leva sull'amore che ci unisce a chi percorre il cammino con noi.

Quasi 500 pagine, sono tante, richiedono un po' di impegno, ma sono sicura che non vi pentirete di aver speso qualche ora in compagnia di una donna che ha speso la sua gioventù agiata per inseguire l'ideale di libertà e di emancipazione.

Ieri il calendario ricordava la "festa della donna". Data fittizia per ricordare non una festa, ma per  commemorare un gruppo di operaie che, l'8 marzo 1908, a New York, persero la vita nel rogo della fabbrica Cottons, diventando il simbolo della parità e uguaglianza dei diritti tra uomini e donne.

Ideali per i quali Nanée-Mary Jane Gold ha lottato con tutte le sue forze.

Credo che le premesse per una piacevole lettura ci siano tutte, quindi fate un saltino in libreria e godetevi il volo radente sulla rotta di Nanée.

Buona lettura, 

Tania C.











venerdì 13 novembre 2020

Recensione SCUSATE LA POLVERE cimiteri, sospiri e piccoli miracoli di Paolo Patui - Ed. Bottega Errante -

 




SCUSATE LA POLVERE

cimiteri, sospiri e piccoli miracoli

Paolo Patui

Ed. Bottega Errante

Copertina flessibile

Prima edizione 2019

Formato tascabile

Collana Camera con vista

Pag. 175

€ 15


CONOSCIAMO L'AUTORE

Paolo Patui - foto da

 https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.sandanielemagazine.com%2Fen%2Fpaolo-patui-2%2F&psig=AOvVaw3idYXevuxnY5plqgIuy2uY&ust=1605348668456000&source=images&cd=vfe&ved=0CAMQjB1qFwoTCJjmofuj_-wCFQAAAAAdAAAAABAN

Paolo Patui è un insegnante in pensione. Dalle sue idee nasce la rassegna "Leggermente", da quindici anni tenuta a San Daniele del Friuli e rinomata a livello nazionale.

Insieme a Elio Bartolini ha composto Bigatis per il teatro e per Rai Tv regionale ha tradotto in friulano alcune puntate della Pimpa e Lupo Alberto.

Dopo aver plasmato la Maratona di New York al Friuli, ha abbandonato la corsa a piedi in favore della bicicletta, testimoniandolo anche sul suo Decalogo semiserio di un ciclista anomalo, edito da Ediciclo nel 2018.

Porta la sua firma Volevano essere i Tupamaros, edito nel 2005 da Kappa Vu, definito da Gianni Mura come << i cinque racconti di calcio che sarebbero piaciuti a Pasolini>>.

Nonostante si diletti a vagare per cimiteri perduti, scrive col sorriso per i suoi lettori e per sé.


TRAMA


Sotto la guida di un inverosimile custode, sfinito dall'amico runner che si allena lungo la perimetrale dei cimiteri, affascinato da una misteriosa studentessa dark gothic, un narratore spaventato da nuova vita a storie sepolte nei cimiteri che si ritrova a visitare. Lungo il suo peregrinare nei giardini del silenzio scoprirà necropoli insolite, si addentrerà nell'intimità nascosta del cimitero dei ''senza nome'', incastonato nella foresta berlinese. 

Si trasferirà nel Fairview Cemetery dove sono sepolti le vittime del Titanic, attraverserà la desolazione del cimitero abbandonato di San Finocchi a Volterra, camposanto privato degli ospiti del manicomio.

Le sue escursioni lo vedono partire spesso dal cimitero di San Vito a Udine, dove fa interessanti scoperte su sconosciuti di riti di sepoltura orientali, come quello indonesiano che vede restituire le salme alla natura deponendole dentro alle cavità degli alberi. 

Attraverso un viaggio all'apparenza lugubre e buio, si ritroverà nell'accogliente abbraccio fraterno e universale delle vite perdute, dei sorrisi dimenticati e delle speranze realizzate e polverizzate dal quel grande mistero che è l'esistenza.


IMPRESSIONI

"Per quanto tu ti prepari non è mai tutto a posto, alla perfezione. In ordine come avrebbe detto mio papà. Un po' di polvere la lasci sempre in un angolo della tua vita."

Poco tempo fa ho scoperto le pubblicazioni di Bottega Errante Editore e ne sono rimasta colpita. 

Mi ha attirato subito la copertina di un romanzo, raffigurante un cancello simil gotico con due cipressi sotto una falce di luna immersa in un cielo blu, che quasi ricorda il cancelletto degli Addams.

Né lugubre né macabra ma affascinate e ipnotica su uno sfondo grigio polvere.

Anche il titolo è altrettanto curioso: Scusate la polvere cimiteri, sospiri e piccoli miracoli

Ho letto la trama e subito decisi che quel libro dovevo assolutamente leggerlo e recensirlo.

Così grazie alla gentilezza di Alessandro ne ricevetti  una bella copia cartacea. Trama singolare, copertina accattivante, formato maneggevole e un buon profumo di libri, cosa desiderare di più? 

Il mio sesto senso anche questa volta ha fatto centro regalandomi nuove emozioni e nuove avventure. 

Mi piacciono i cimiteri, sono pure iscritta ad un gruppo a tema su Facebook, trovo che abbiano un fascino magico. 

<< A tutti capita prima o poi di correre verso un cimitero. >>

Come il protagonista del romanzo, quando mi trovo in un luogo nuovo sono spinta dalla curiosità di vedere il cimitero, ammirarne lo stile, gironzolare tra le tombe, cercare quelle più singolari o antiche e immaginare la storia dietro a volti sconosciuti e spesso sorridenti. 

Certo io entro volutamente e soprattutto non per caso e in tenuta da runner inseguendo i miei compagni di corsa, ma alla fine il risultato della visita è il medesimo. Scoprire volti dimenticati dal tempo e rispolverare le loro storie, ridare vita  a chi si è addormentato nel sonno del riposo eterno perché

<< La vita non muore mai. Viene affidata a chi resta. >>

Il nostro runner sta correndo lungo le mura di cinta del cimitero di Udine insieme ad un amico. Piove, è una giornata grigia, l'ideale per una bella corsa, anche per lui che non è abituato. Tenere il tempo dell'amico al momento sembra abbastanza facile, senza scatti veloci e andatura costante ma, ad un certo punto il compagno di corsa si infila dentro al cimitero scomparendo tra i vari settori e, per il povero runner improvvisato non resta che aggirarsi sconsolato tra i colombai e le tombe. Ogni tanto soffermandosi su una foto o un nome che attirava l'attenzione.

Durante il vagabondaggio tra le lapidi fa uno strano incontro: un uomo intabarrato sotto ad un cappello grondante e in un pastrano inzuppato. Il signore, alto e serio, sembrerebbe essere il custode del cimitero e della sapienza.

Dietro ogni foto che si soffermeranno a guardare c'è una storia di vita vissuta, spezzata troppo presto o mai venuta al mondo, finita tragicamente o spentasi in serenità e per ogni anima dietro quelle foto, il custode filosofo, sembra avere sempre a disposizione l'aforisma giusto. Che sia De André o Proust, dalle tasche del pastrano spuntava sempre il libro giusto al momento giusto per approfondire la storia di quelle anime e di quella del professore-runner.  Passando di lapide in lapide  l'insegnante friulano, runner per caso, scoprirà tombe di persone che hanno fatto parte del suo passato, ognuno con la propria storia da raccontare o da rispolverare attraverso una fotografia o un epitaffio sbiadito dall'usura del tempo.

Passare il suo tempo  tra le tombe dei cimiteri diventerà per lui un'abitudine quasi quotidiana. E lo farà durante le gite scolastiche al Cimitero Monumentale di Torino, in mezzo al quale racconterà ai suoi studenti la storia del grande Torino finita in tragedia a Superga, la storia dei soldati deceduti durante la Prima Grande Guerra o quella di Isa Bluette la famosa e avvenente attrice teatrale scomparsa alla fine degli anni '30.

Giunto a Milano si addentrerà tra i lotti che sembrano giardini scultorei tale è le bellezza delle tombe monumentali, visitando quelle di grandi artisti che hanno fatto la storia dello spettacolo italiano da Wanda Osiris a Dario Fo, da Jannacci a Gaber e molti altri personaggi di spicco mescolati al riposo eterno di gente comune ma dal vissuto non meno intenso o drammatico.



Cimitero Ebreo di Praga - foto personale -

Le gite scolastiche lo vedranno nel Cimitero Monumentale Ebreo di Praga, con le sue tombe stratificate e all'apparenza buttate li a caso, a dimora sotto l'ombra protettiva di ippocastani e platani. In quel luogo mistico e pieno di fascino gotico, intriso di dolore ma di una dolcezza tranquillizzante, il professore avrà modo di conoscere un'alunna molto particolare che ha catturato la sua attenzione. 


Cimitero Ebreo di Praga - foto personale-

La ragazzina dall'aria appariscente, nascosta dentro ai suoi vestiti punk, truccata come un'insegna al neon e i capelli altrettanto variopinti, nasconde la storia di una tragedia famigliare che l'ha colpita nel profondo: quella del padre morto suicida. 

Proprio grazie (o a causa) a quella tragedia, la ragazza cominciò ad interessarsi ai cimiteri, curiosa di conoscere  costumi e usanze funebri di tutto il mondo e, dell'archivio del suo sapere ne farà un interessante racconto al professore.

Il continuo viaggio necrologico lo porterà a Parigi nel famoso Cimitero di Père-Lachaise, un parco museale, meta del continuo pellegrinaggio di fans e curiosi, alla ricerca dell'ultima dimora di miti del rock, del calibro di Jim Morrison, della letteratura, per citarne uno tra tanti Molière  e personaggi storici come gli amanti leggendari Abelardo ed Eloisa.

In Europa raggiungerà la Romania dove rimarrà rapito dal fascino di un piccolo cimitero caleidoscopio, un giardino pieno di colore e di positività.

<< Nei cimiteri non valgono le leggi dei vivi. Bello e giusto, ma non sempre vero. >>

A Berlino scoprirà anche il Cimitero dei Senza Nome, un'area di foresta dove vengono seppelliti tutte quelle persone che si sono suicidate in quella foresta. Il cimitero è conosciuto anche come Cimitero dei suicidi.

Il nostro runner si spingerà anche oltreoceano, visitando il Cimitero delle Stelle di Hollywood, quello sottomarino di Halifax, a Miami, dedicato alle vittime della tragedia del Titanic. In Africa scoprirà che i defunti verranno ricordati raffigurando il loro mestiere sulla lapide-scultura.

In oriente potrà rendersi conto di quanto l'uomo sia legato con la natura vedendo salme tumulate dentro agli alberi.

Ma saranno i cimiteri friulani e quello di Udine in particolare dove il professore passerà la maggior parte del suo tempo alla ricerca del significato della vita ripercorrendo una sorta di albero genealogico formato da amici, parenti e sconosciuti. Tutti con qualcosa da raccontargli.

<< Lasciamo tutti qualcosa. >>

Questo viaggio geo-cimiteriale (concedetemi il termine) attraverso le usanze funebri di tutto il mondo sarà, oltre che un arricchimento storico e sociale anche un viaggio introspettivo per imparare ad elaborare la morte per comprendere meglio la vita di ognuno di noi.

Mi è piaciuto questo romanzo così profondo e così dolcemente ironico.

L'autore ha toccato delicatamente le corde di un argomento che fa paura a tutti, cercando di esorcizzarlo con un linguaggio leggero e poetico, spingendoci a confrontarci con la nostra paura di ciò che non conosciamo e che abbiamo sempre associato alla negatività.

Cimitero marino di Madhia ( Tunisia ) - foto personale -

Come vi ho già raccontato i cimiteri mi sono sempre piaciuti, soprattutto quelli dei paesini, piccole bomboniere, incastonati tra boschi e vallate coperte di neve o  quelli che si affacciano sul mare come a Madhia (Tunisia), con in mezzo un grosso faro marino ad illuminarlo e i panni del custode stesi ad asciugare al vento riparati dal candore delle mura imbiancate a calce della sua abitazione.

Leggendo ho avuto modo di rispolverare ricordi d'infanzia che mi vedevano bambina, a 4 anni, davanti alla lapide di un'anziana vecchina, classe 1878, perfetta sconosciuta ma con la faccia buona e gioiosa, a portarle e fiori e un saluto. La vecchina, che avevo nominato Claudia (non sapevo ancora leggere) c'è ancora. Si chiama Maria ed ha mantenuto il suo sorriso buono e accogliente, da nonnina delle fiabe, nonostante non abbia mai conosciuto la sua storia. Abbandonata a se stessa all'epoca, lo è ancora oggi e ogni volta che passo davanti a quella lapide un sorriso e un pensiero per lei non mancano mai . 


Consiglio fortemente questo romanzo-saggio a chiunque voglia scoprire aneddoti particolari sui cimiteri del mondo, ma in particolar modo a chi ha bisogno di elaborare il concetto della morte e il significato di vita, ad di la del credo professato.

Lo stile scorrevole e il linguaggio semplice rendono il testo alla portata di ogni lettore, da quello più scettico e curioso a quello più esigente.

Le pagine scorrono in fretta, incuriosendo il lettore e stimolando alla ricerca di nuovi aneddoti e notizie sui luoghi citati. Per molti sarà come ripercorrere un viaggio già fatto e ricordarne i momenti più significativi, per altri sarà il paese delle meraviglie, una matrioska di persone, culture e storie che non avranno mai fine.

Sperando di avervi incuriositi vi invito a dare uno sguardo al sito di Bottega Errante, dove eventualmente potrete anche acquistare il libro. Lascio il link qui sotto:

https://www.bottegaerranteedizioni.it/?post_type=product&paged=2

Ringrazio ancora Bottega Errante per l'opportunità e vi auguro una buona lettura.

Tania C.













sabato 21 settembre 2019

Recensione di SPARKLING di Federica Rossi - Ed. Altromondo -




SPARKLING

Federica Rossi
Ed. Altromondo 2019
Pag. 130
Copertina flessibile
Collana Mondo di dentro
€ 12,00
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTRICE



Federica Rossi: mestiere sognatrice. Blogger e digital designer per passione. Non ha mai smesso di credere alle favole e qualcuna l'ha vissuta in prima persona. Ama viaggiare e tutto ciò che è bello e cerca sempre il lato glamour di ogni cosa.
Conseguita la laurea in Scienze delle Comunicazioni e dopo aver lavorato come assistente commerciale per dieci anni, rimette in gioco la sua vita reinventandosi scrittrice. Scrive per cavalcare la fantasia, prendendo ispirazione dalla sua stessa vita. Vive a Reggio Emilia col marito e la loro cagnolina Ginger.


TRAMA

Parigi. Natale. Clo si prepara per un viaggio, quello che le cambierà la vita. Un susseguirsi di eventi, tra le note de La vie en rose, tra i vicoli di Parigi che mantiene la sua fama di città dell'amore. Insieme a lei il fidanzato, che verrà messo alla prova dal destino, un corteggiatore che farà vacillare il cuore. Un viaggio frizzante, come le bollicine di un calice di champagne ... o due.


IMPRESSIONI

La carissima Alice di Casa Editrice Altromondo, che ringrazio tantissimo per la fiducia che ripone in me,  a sorpresa, pochi giorni fa, mi inviò un ebook dallo strano titolo, che quasi lasciava presagire un fantasy , genere che non amo particolarmente. Il romanzo dell'emergente Federica Rossi è invece a tinte rosa, ambientato a Parigi e mai titolo poteva essere più attinente: Sparkling: scintillante.
E le scintille questo lungo racconto, le fa, col botto finale.

Viaggiare toglie il paraocchi che, anche involontariamente, ci si mette addosso presi dallo stress quotidiano. Ogni viso ha una storia, ogni sguardo racconta qualcosa.

Quando si è giovani, ricchi, belli e viziati, la vita sembra sorridere ancora di più. Questo lo sa bene Clo, griffata da capo a piedi, scintillante come mai, mentre aspetta di salire a bordo dell'aereo che la porterà per dieci giorni da favola a Parigi insieme al fidanzato Filippo. Un delizioso appartamentino li attende, caldo e accogliente dopo intense giornate alla scoperta della capitale dell'amore. La città è un sogno, pronta a festeggiare il Capodanno  e a spandere nell'aria il profumo della magia natalizia.
Clo e Filippo sono una coppia già da parecchio tempo, oramai collaudata. Clo è pronta a fare il grande passo, e ogni volta che insieme a Filippo partono per un viaggio, spera sempre di ricevere la proposta che coronerà il suo sogno. I viaggi si susseguono, lei trova anche l'anello perfetto da un antiquario: un meraviglioso zaffiro d'epoca contornato da splendidi diamanti. Perfetto per la sua mano. Ogni anno con Filippo torna dall'antiquario. Ogni anno lo prova l'anello, ma la proposta non arriva mai. Nemmeno quell'anno, quando entrando per l'ennesima volta dall'antiquario di Madonna di Campiglio, scopre con desolazione che quell'anello, il suo anello, è stato venduto mesi prima. 
Clo parte dunque per il viaggio con la speranza che Parigi potesse convincere il timido Filippo a dire quelle  due parole magiche: "Vuoi sposarmi?", ma anche decisa a porre fine alla loro storia se il viaggio si fosse rivelato l'ennesimo buco nell'acqua. D'altronde c'era chi la desiderava ardentemente, anche solo per una notte. E forse, vista la titubanza di Filippo, era il caso di continuare a mantenere i contatti col corteggiatore misterioso. Si, avrebbe risposto ad un suo messaggio arrivatole tempo fa, non si può mai sapere ...

Era emozionato e si vedeva, a Clo brillavano gli occhi. Era un momento magico, in una peretta cornice nella penombra del tardo pomeriggio. 
<<Ti amo>> sussurrò Clo.
Filippo stava per dire qualcosa quando il barboncino della commessa salì sulla panchina in mezzo a loro e chiese coccole a Clo con lo sguardo. Clo era un'amante degli animali...


Dal canto suo Filippo, timido, spesso impacciato, ma teneramente romantico e innamoratissimo di Clo, ha organizzato il viaggio dei sogni in ogni minimo dettaglio. Tutto doveva essere perfetto per farle la proposta. Nulla doveva andare storto. Aveva organizzato vari piani per chiedere la mano della sua amata Clo, se qualcosa fosse andato storto da una parte, avrebbe potuto riprovarci in un altro magico luogo. Aveva scelto anche un apposito abbigliamento. Un po' fuori luogo, secondo Clo.
Ma tutto sembra ruotare contro Filippo, dall'ambiente esterno alla stessa Clo, dal carattere impulsivo e testardo. Ogni piccola magia che Filippo aveva studiato, creato e messa in atto, svanisce in un colpo. Una foglia che cade, una parola di Clo al momento sbagliato e puff! L'incanto del momento si è rotto. L'attimo fuggente non è stato colto.

Lei se lo sentiva che la storia era arrivata al capolinea. Che momento triste. Però Clo pensò che tutti i mali non vengono per nuocere, che se qualcuno da lassù aveva deciso così era perché per lei c'era un altro progetto.

Nonostante tutte le meravigliose sorprese, le fantastiche cene e la visite alla città organizzate da Filippo, Clo è sempre più convinta che la loro storia sia arrivata al capolinea. Filippo vuole lasciarla. La maledizione del 31 dicembre le si rivolta contro: il 31 aveva lasciato e il 31 verrà lasciata. Deve farsene una ragione e magari lasciarlo lei per prima, o forse era meglio a viaggio concluso? Sicuramente la nuova vita da single che le si prospettava era tutta in rosa, avrebbe avuto più tempo per se e per tutto ciò che aveva trascurato durante la sua storia con Filippo, come le amiche, per esempio. 
Ma la fervida mente di Clo viaggia sempre troppo in fretta e spesso salta le stazioni più importanti ...
Riuscirà il povero Filippo, dopo mille tentativi rovinosamente naufragati, a dichiararsi a Clo? Che fine avrà fatto il meraviglioso zaffiro vintage tanto caro a Clo?Se siete curiosi di scoprirlo non vi resta che acquistare il romanzo e spendere circa un'ora immersi in questo sogno scintillante, nemmeno il tempo di un volo Milano-Parigi. Il romanzo di Federica Rossi l'ho letto in assoluto relax,  scorre via liscio tra mille cambi di scena e di pensiero, alternando momenti in cui avrei letteralmente voluto strozzare Clo per la sua frivolezza, il suo essere viziata e la continua ricerca di compiacimento, a momenti durante i quali mi sfuggito un sorriso per la sua specialità di fare la "guastafeste" e il suo modo di cadere sempre in piedi, trovando un lato positivo in ogni situazione. Avrei voluto prendere in braccio Filippo, come si fa coi cuccioli abbandonati e impauriti per cercare di rassicurarlo, di spronarlo a non mollare la presa. Ma fortunatamente il carattere di Filippo, dietro la timidezza, è forte.
Un romanzo adatto ad un pubblico giovane, frizzante e scintillante. Provare per credere.
Buona lettura,
Tania C.




lunedì 11 marzo 2019

Recensione di SEMPRE PIÙ MAGRE di Victoire Dauxerre





SEMPRE PIÙ MAGRE
LA DENUNCIA DI UNA GIOVANE TOP MODEL


Victoire Dauxerre con Valérie Péronnet
Ed. Chiarelettere settembre 2017
Pag. 242
€ 16,00
Copertina flessibile 
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Victoire Dauxerre foto dal web

Victoire Maçon Dauxerre è, ad oggi, una bella ventenne in salute che studia recitazione a Londra intraprendendo i primi passi in teatro, la sua vera passione.
Dopo la fine del liceo viene notata da un talent scout di modelle che le prospetta una vita di lusso sotto i riflettori delle Capitali della moda, decantandola come la nuova Schiffer.
Per Victoire, attirata dal mondo del cinema e del teatro, la prospettiva è talmente allettante che decide di accettare la proposta di diventare la nuova top model mondiale. 
Inizia così il suo calvario che, passerella dopo passerella, la trascinerà nel buco nero dell'anoressia pur di riuscire ad entrare in una taglia 36.
Con Sempre più magre,  diario denuncia, divenuto best seller in Francia vendendo oltre cinquantamila copie, ispira la legge francese contro l'anoressia, che, oltralpe, costringe le agenzie di modelle a sottoporre le mannequin ad accurati controlli medici che attestino il loro stato di salute, con particolare riferimento all'indice di massa corporea.


Valérie Péronnet foto dal web



Valèrie Pèronnet nasce nel 1964 a Dakar. Diventata giornalista indipendente collabora con la rivista Psychologies Magazine. Scrive oltre trenta racconti, saggi e testimonianze come ghost writer. Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo.

TRAMA


"Ma tu sei la nuova Claudia Schiffer!". 

Victoire ha diciassette anni, ha appena finito il liceo a Parigi, la città dove vive, quando per strada viene fermata da un talent scout di modelle che non fa che decantare le lodi della sua bellezza e prospettarle un futuro da top model. Come molte sue coetanee, a maturità finita, non ha ancora chiaro cosa fare nella vita. Non ha superato i test d'ingresso  per l'Università ed entra in crisi. L'offerta di fama e guadagni facili, bella vita tra viaggi e hotel di lusso, abiti di alta moda e feste vip che le fa il talent scout sembra  allettante.
Un metro e settantotto per 56 chili , Victoire, prepara il suo book fotografico con la paura di non riuscire ad entrare nei vestiti da passerella. Con la spada di Damocle della famigerata taglia 36, comincia a nutrirsi di 3 mele al giorno per perdere peso velocemente. La sua prima fashion week la vede sfilare a New York, ma in sei mesi ottiene ventidue défilé tra Parigi e Milano dove sfila per Céline, Alexandre Mc Queen, Miu Miu  e altri marchi famosi. Adorata dagli stilisti, alla fine dell'anno, si piazza nella top 20 di modelle più richieste, grazie alla sua taglia 36, la più richiesta.
Mentre la sua carriera vola verso il culmine della gloria, la sua vita scivola sempre di più verso l'inferno.
Manipolata dalla vocina che la spinge verso la magrezza, ridotta al peso di 47 chili e all'anoressia, Victoire inizia a vedere il mondo delle top model e della moda per quello che è realmente, una catena di montaggio dove le modelle sono considerate come oggetti, costrette ad estenuanti attese per un casting ed a farsi la guerra tra di loro per la prima pagina. Ridotta pelle e ossa quasi come fosse una gruccia, vuota ed isterica, Victoria arriva a toccare il fondo del baratro prima di potersi rialzare e ritrovare la strada della salvezza che la porterà verso il futuro che ha sempre sognato.


IMPRESSIONI

Ho notato questo diario biografico tra le pubblicazioni di Chiarelettere e , sempre gentili e disponibili me ne hanno mandato una copia omaggio per poterla recensire: per questo la ringrazio ancora tantissimo. 
Sapevo a cosa sarei andata incontro leggendo quelle pagine di vita vissuta e sofferta. Sapevo che non sarebbe stata una lettura spensierata e leggera, ma volevo saperne di più su quello che si cela dietro al dorato mondo delle griffes prestigiose. Un mondo torbido, fatto di guerre intestine tra ragazze disperate e scheletriche, manipolate dal clichè del magro è bello, dal mito che "taglia 36 è perfezione assoluta". 
Leggendo la storia di Victoire ho provato una girandola di sentimenti, devo dire non tutti positivi, che alla fine mi hanno lasciato una morsa nello stomaco. No, non la morsa della fame, ma del dolore, quello che si prova quando ci rendiamo conto che spesso l'essere umano è considerato solo un oggetto per il piacere e l'arricchimento altrui: carne da macello! 
Tra rabbia, impotenza e dolore fisico ogni volta che stava male Victoire, mille pensieri hanno affollato la mia mente.  Ammetto che per un attimo mi sono vista scorrere davanti uno di quei filmati sui campi di concentramento: le modelle costrette alla fame ed ai ritmi serrati dei casting, oggetti da sfruttare come gli Ebrei nei campi. 
Il primo pensiero, comunque, è stato quello della famiglia, che sembra quasi spingere la ragazza verso il baratro per un momento di gloria. Magari per dei sogni infranti in gioventù. E'giusto costringere un figlio che soffre, che sta male a proseguire su una strada sbagliata, farlo arrivare quasi alla distruzione solo per denaro o fama?
Il secondo pensiero che continua tutt'ora a rigirarmi nella mente è che, consapevoli di tutta la sofferenza e lo squallore che gira attorno al mondo della moda, si continua ad osannare e idolatrare gli stilisti (i quali nonostante tutto, non smettono di trattare i loro modelli anoressici come grucce), a sostenerli acquistando le loro creazioni a prezzi esorbitanti, incentivando e propagandando i canoni errati  di corpi vuoti, grigi e fragili come cristallo, pari a bellezza e salute. E' giusto tutto ciò? Non bisognerebbe fare qualcosa per mettere fine al clichè del sottopeso è bello e salutare perchè lo impone la moda?

"La bruttezza immonda, scheletrica, schifosa, in mezzo a tutte quelle bellezze. La morte ornata di luci, trucco, pellicce, seta, merletti, raso, pelli preziose e tacchi diciotto. La morte che per poco non mi cattura."

Victoire è una bella ragazza francese, solare, educata, socievole e gentile.  Ha diciassette anni e vive a Parigi coi genitori, due fratelli che ama più di se stessa e la sua gatta confidente Plume. Finita la maturità, con una storia sentimentale fallita a causa del fidanzato che la molla per la ex e coi test di ammissione all'Università falliti, il suo futuro sembra nero e privo di opportunità. Ma Parigi è una delle  capitali della moda, e sarà un talent scout di top model , Seb, a convincerla, mentre la incontra a fare shopping, che è la nuova Claudia Schiffer. Dopo il primo momento di perplessità, per la ragazza, quelle parole diventano un richiamo. Lei che ha sempre sognato una  vita sotto i riflettori, di fare l'attrice. Seb ha saputo essere convincente, Elite, un'importante agenzia di modelle vuole farne la top model rivelazione, che tutti gli stilisti si contenderanno. Con l'aiuto del padre che la segue nel contesto burocratico e col sostegno dei fratelli e della madre, finalmente contenta che abbia trovato una strada da seguire, Victoire fa il suo primo book fotografico, pronta per volare a New York senza perdere tempo, sotto l'ala protettrice di Seb. 
Deve però mettersi in testa che la sua taglia 40 è troppo per le passerelle: dovrà scendere alla 36 se vorrà sfilare ed essere la top.

"Subito va bene, ma non prima di aver scelto con lui la mia <<divisa da mannequin>>: jeans neri ultraslim per mettere in evidenza il lato B, maglietta nera Petit Bateau per esaltare il lato A, e poi <<un accessorio vintage e uno di lusso: è questo che crea l'equilibrio magico della moda, baby>>.

Inizia per Victoria una nuova avventura nella capitale USA, lontana dalla famiglia che il sedicente Seb è riuscito ad estromettere, con la compagnia di un peluche di nome Yuki intriso del profumo della madre e di due colleghe con le quali dividerà un appartamento. 
Arrivata a New York il suo peso è drasticamente calato in pochi giorni da 56 a 47 kg, i suoi pasti si suddividono in 3 mele al giorno innaffiate da pepsicola zero, perchè le bolle gonfiano e danno sazietà.

<<Per le campagne prendono anche una ragazza taglia 40 ma per la passerella devi indossare assolutamente una 36>>

Con la fashion week newyorkese inizia per Victoria un periodo difficile. I casting da fare, sotto pressione, trattata come un oggetto e lasciata per ore in attesa seduta sul pavimento di capannoni o uffici improbabili, circondata sempre più spesso  dalla rivalità e  cattiveria pressante tra colleghe. La solitudine e la mancanza della famiglia a stringerle lo stomaco in una morsa, d'altronde Seb le aveva detto che la madre non poteva seguirla durante i suoi spostamenti. E la fame che inizia ad attanagliarla insieme al freddo . Ma in agenzia sono stati chiari: se vuole essere una top model, la Top Model rivelazione, non deve aumentare di peso e deve riuscire a mantenere la taglia 36. 

"<<Ho ricevuto il tuo secondo messaggio, amore. Quarantasette chili sono davvero pochi per la tua statura. Promettimi che non scenderai oltre questa soglia>> <<Te lo prometto, mamma, non scenderò oltre>> a meno che non me lo chiedano, naturalmente."

A causa della sua tenace costanza e alla voce che le rimbomba nel cervello come un mantra "se mangi ingrasserai e non entrerai nei vestiti", Victoire viene risucchiata nel buco nero nell'anoressia senza rendersene conto. L'ossessione per la bilancia, lo specchio che le rimanda continuamente la visione di una ragazza sempre troppo grassa per poter sfilare, la spingono all'uso e abuso di lassativi, clisteri e sonniferi. I suoi pasti sempre più scarni e privi di calorie consistono in verdure al vapore scondite o frutta consumati sotto l'occhio indagatore di Seb e dei vari agenti, seguiti, ogni tanto da proteine magre come pesce e carne bianca e , una volta a casa, da lassativi e clisteri. E' sempre più dura per Victoire tenere il ritmo frenetico e competitivo di N.Y., la stanchezza e la nostalgia di casa cominciano a farsi sentire e il suo corpo a cedere. 
La pelle che brucia, sembra sgretolarsi come cristallo sotto i piedi ad ogni movimento, il ciclo è scomparso, i capelli stanno cadendo a ciocche. Il suo colorito diventa grigio, il sorriso viene strappato via da un broncio affilato e uno sguardo vuoto, perso nel nulla della demotivazione.
Ma per Victoire tutto ciò è normale, dipende solo dalla tensione delle campagne e dei casting a ritmo serrante. 
Tornata a Parigi per poi partire per la fashion week a Milano iniziano i primi dubbi. Dopo un casting andato male, sentitasi come un oggetto inutile tra le mani della guro degli stilisti italiani, Victoria decide di mollare. E' stanca, sente che quel lavoro non fa per lei. Capisce che Seb l'ha usata e manipolata per i suoi scopi lucrosi. 
Pronta a mettere fine a tutto e  tornare a casa, sarà l'arrivo della madre a farle cambiare idea, a darle un motivo per continuare almeno sino alla fine della fashion week che si terrà a Parigi. C'è un contratto in ballo e un budget consistente oltre al successo e alla fama ... L'esperienza italiana non è del tutto positiva, ma la fashion week di Parigi, a casa sua, tra i suoi affetti, sembra andare meglio. 
Gli stilisti fanno a gara per averla nelle loro catwalks. Le riviste di moda si contendono il suo corpo, ma Victoire è sempre più stanca e inorridita da quel mondo che la sta trasformando in uno scheletro musone, privo di sentimenti e educazione. 

"Non ne posso più di questa sofferenza. Della voce malefica che mi ripete in continuazione <<Sei grassa, sei brutta, sei una buona a nulla. Hai fallito su tutti i fronti. Mangiare, mangiare, non sai fare altro.>> Voglio riposare. Uscire da questo corpo immondo che odio. Voglio che finisca.>>

Lei, gentile e solare, che aveva sempre avuto una buona parola per colleghe e truccatori, per gli stilisti e gli agenti, sta diventando isterica e capricciosa, manipolata dai fili di un perfido burattinaio, quale è il mondo delle top model. 
E soprattutto è affamata. I morsi della fame sono troppo pesanti per lei, tanto da farla cedere al richiamo nevrotico e inconsulto del cibo troppo a lungo ignorato e così ingrassare. 
Nemmeno la vocina può nulla contro la sua fame d'amore e di comprensione, contro la sua voglia di essere amata e voluta per ciò che è realmente. 
Victoire, oramai nella morsa della distruzione cede, lascia il mondo delle passerelle, le guerre tra modelle e gli abiti taglia 36. 
Una manciata di pillole e tutto finirà: fame, solitudine, stanchezza ... 
Fortunatamente l'aiuto tempestivo del fratello e il sostegno della famiglia sono serviti a salvare Victoire dalla morte e, col tempo, a farle finalmente trovare la sua strada e l'amore, salvandola da un mondo che invece di portarla al successo voleva portarla alla distruzione per opera delle sue stesse mani.
Oggi Victoire sembra aver trovato la sua strada nel teatro, come desiderava da sempre. Ha trovato una forma fisica accettabile e un fidanzato. Ma soprattutto ha trovato il coraggio di denunciare i soprusi ai quali è stata sottoposta e, grazie ad un deputato, è riuscita a far passare la legge contro l'anoressia, che dovrebbe valutare le modelle non più in base alla taglia ma all'indice di massa corporea. Purtroppo c'è ancora molto da fare per migliorare questa legge e per far entrare in testa agli stilisti che una taglia 36, un corpo scheletrico e un viso imbronciato non sono indice di salute e bellezza, nemmeno con la griffe più prestigiosa ...

Che altro aggiungere? Ci sarebbe tanto da dire, da analizzare. Il diario di Victoire è forte, duro, a tratti spietato come gli otto mesi di passerella lo sono stati con lei. Chi avrà voglia di leggerlo potrà scoprire tutti i particolari di cui non ho volutamente parlato. E' una storia che si legge d'un fiato, scritta con uno stile semplice, scorrevole e con un pizzico di verve che sprona il lettore ad andare avanti, alla curiosità di conoscere qualcosa in più sulla vita di Victoire. 
Può piacere o non piacere, ma è una storia vera, vissuta realmente sulla ''pelle'' o sarebbe meglio dire sulla "pelle e ossa" della protagonista e non lascia indifferenti. 
Non aggiungo altro, solo, nel caso decideste di immergervi nella lettura di questo libro, di armarvi di tanta calma, di immedesimarvi in Victoria e di comprendere a cosa può portare la fame d'amore e di gloria.

Buona lettura Tania C.








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