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mercoledì 22 gennaio 2025

Recensione IL BARBIERE ZOPPO 1969 - Una ragazza e la scoperta della resistenza di Gino Marchitelli- Ed. RedDuck - Nuova edizione

 


IL BARBIERE ZOPPO
1969 - Una ragazza e la scoperta della resistenza

Autore: Gino Marchitelli
Ed. RedDuck
Anno di pubblicazione: nuova edizione 2022
Formato: Cartaceo. Brossura con alette
Pag. 288
Ebook presente negli store digitali



CONOSCIAMO L'AUTORE

Gino Marchitelli - foto su gentile concessione dell'autore -



Gino  Marchitelli ha passato molti dei suoi anni lavorando come tecnico elettronico sulle piattaforme petrolifere.  

Attivista della CGIL e Democrazia Proletaria, è membro del direttivo A.N.P.I. di San Giuliano Milanese e presidente dell'associazione culturale '' Il Picchio ''.

Autore di romanzi noir e progetti sociali molto apprezzati, nel 2020 ha pubblicato Panico a Milano, la terza indagine del professor Palermo.

Con Jaca Book ha pubblicato:

Campi fascisti;

Una vergogna italiana,  saggio vincitore del Premio Mario Luzi.


TRAMA

Marche 1969.

Lidia ha appena intrapreso un viaggio misterioso dalla Puglia fino al cuore delle Marche, alla ricerca delle proprie origini.

Arrivata a Braccano, piccola frazione in provincia di Macerata, viene in possesso di un diario del 1937, scritto da un'adolescente dell'epoca. Nel diario viene raccontata la grande storia d'amore tra la ragazzina e un giovane, ferito e rimasto invalido in Abissinia, appena rientrato dalla guerra in Africa.

Il ragazzo apre una barberia, mettendosi contro i fascisti locali che cominceranno a infastidirlo pesantemente perché in paese non vuole comportarsi da reduce eroe.

A Braccano Lidia incontra il vecchio Aurelio e un gruppetto di giovani bit che hanno occupato la scuola.

Il gruppo di ragazzi ama trascorrere il proprio tempo ascoltando musica, discutendo dei valori della libertà e ribellione, di Woodstock e i movimenti pacifisti e dei movimenti politici e sociali del 1968-69.

Leggendo il diario, Lidia scopre la Resistenza e la lotta contro in nazifascismo portata avanti da un gruppo multietnico di partigiani impegnati sulle montagne tra Braccano e Matelica.

Aurelio fa scoprire a Lidia l'orrore dei campi di sterminio nazisti e dei focolai di un fascismo con l'Italia non ha mai voluto fare i conti.

L'anziano Aurelio traghetterà Lidia verso la consapevolezza di una nuova maturità che la spingerà a prendere decisioni importanti che cambieranno per sempre e profondamente la sua vita.

Questo romanzo è nato dall'incrocio di più memorie. Storie vere che raccontano due generazioni impegnate a lottare per i propri diritti: i partigiani del 1943-45 e i giovani dei movimenti operai del 1968.



IMPRESSIONI


La scorsa estate nella cassetta della posta trovai un piego libri, gentilmente inviato da un autore conosciuto da poco, tramite amici in comune.

La busta conteneva la nuova edizione de Il barbiere zoppo 1969 - una ragazza e la scoperta della Resistenza, un romanzo storico ambientato tra le montagne marchigiane, a Braccano, frazione di Matelica, dove la Resistenza si è scontrata con la dittatura infida e infame dei nazifascisti.

Marchitelli ha ripercorso la storia dell'eccidio di Braccano, macabramente avvenuto durante il massacro delle Fosse Ardeatine, il 24 marzo 1944.

Durante l'eccidio persero la vita il parroco partigiano di cui si parla nel romanzo e altri partigiani che fecero la storia della Resistenza italiana.

Desiderio dell'autore è quello di far conoscere e divulgare la nostra storia, ciò che oggi siamo grazie al sacrificio dei nostri cari.

Pur essendo un romanzo, le vicende narrate sono il frutto di accurate  ricerche storiche condotte da Gino: racconti e memorie di chi ha vissuto quell'epoca buia e difficile, riuscendo a sopravvivere agli orrori che imperversavano, all'epoca, in tutto il mondo.

Si sta avvicinando la Giornata della Memoria e quest'anno, con questo romanzo, ho deciso di contribuire parlandovi di questo ferino spaccato di storia nazionale che riconduce agli orrori della Shoah.

Protagonista è Lidia, una giovane donna di fine anni '60, orfana di padre, che dalla Puglia, spinta dalla madre e dalle zie, si ritroverà a compiere un viaggio nelle Marche, con lo scopo di conoscere e comprendere le proprie origini.


<< Lidia non riusciva a staccare gli occhi dal finestrino. La littorina procedeva molto lentamente e per percorrere quei sessanta chilometri avrebbe impiegato almeno due ore. >>


Lidia, bella, giovane e di buona cultura, fin troppo emancipata per il periodo, se pur con qualche dubbio a riguardo del misterioso viaggio, decide di partire. 

Treno, autobus, gambe e la curiosità negli occhi, la conducono a Braccano, nel piccolo borgo incastonato tra le smeraldine montagne marchigiane.

Ad attenderla trova il vecchio Aurelio, sopravvissuto a un passato doloroso dei campi di concentramento e diventato un enigmatico contadino dall'aspetto burbero ma che la metterà subito a proprio agio, aprendole le porte di casa.

Al limitare di un borgo che sembra si stia risvegliando dopo un lungo inverno, la casa di Aurelio è una cascina che conserva, tra le proprie mura, i profumi e il calore di tempi ormai lontani. 

Un po' come le case dei nostri nonni, dove il tempo sembra essersi fermato, nella staticità degli anni, ma la ragazza si ambienta subito, come fosse se quelle mura facessero parte di lei. 

Aurelio, costretto ad assentarsi per alcuni giorni, lascia a Lidia una scatola molto vecchia. Il suo compito sarà quello di aprirla e fare luce sul proprio passato.

Cosa nasconde quella misteriosa scatola?

Alcune fotografie, risalenti alla fine degli anni '30, che ritraggono una giovane coppia sorridente e un quadernetto logoro, dalle pagine consunte: un diario, appartenenti alla donna della foto, Lidia.

Lidia. Lidia.

Strana coincidenza che quella donna si chiami proprio come lei.


<< Titubante, sciolse lentamente il piccolo involucro dallo spago e aprì il quaderno; un forte odore di antico le penetrò nelle narici giù fin nella parte più nascosta dei polmoni, un qualcosa di vecchio e allo stesso tempo familiare invase la piccola cucina scaldata dal focherello del camino. >>


Per Lidia la curiosità di saperne di più sulla giovane omonima la spinge a immergersi subito in quelle pagine dalla calligrafia fitta e le si apre una sorta di portale che la conduce indietro di trent'anni, tra le mura di quella casa, a fare la conoscenza di una coppia, Lidia e Primo. 

Lidia, moglie innamorata e combattiva, Primo giovane soldato che, servendo la patria in Africa, era rimasto offeso a una gamba e costretto a claudicare pesantemente. Non per questo disposto a piegarsi alla dittatura fascista.

Spinta dalla curiosità e dai racconti della sua omonima, la ragazza sente il bisogno di uscire, di integrarsi con gli abitanti del borgo, in modo da riuscire a saperne di più su quella donna che porta il suo nome e del legame con Aurelio.

Coi bambini e i giovani del paese è stato facile fare amicizia e ottenere fiducia fin da subito, coi paesani ci vuole più tempo. Don Franco sembra esserle amico, ma molto evasivo sull'improvvisa partenza e assenza di Aurelio.

È bello camminare per i vicoli di Braccano, catturare volti e sorrisi degli abitanti con la sua macchina fotografica, giocare coi bambini, ma soprattutto è bello conoscere ragazzi della sua età.

Giovani dai capelli lunghi che, dopo aver occupato la scuola, si stanno aprendo agli usi e costumi della beat generation. Tra quei ragazzi c'è Angelo, che sembra far breccia nel cuore di Lidia sin dal primo sguardo.


<< Si sedettero sugli scalini della vecchia casa. Lidia entrò e ritornò fuori poco dopo stringendo il diario. Lo passò ai suoi amici, che lo esaminarono con curiosità. >>


La ragazza integratasi col gruppo fin da subito,  mette gli amici a conoscenza  del diario trovato nella scatola in casa di Aurelio e verrà aiutata a scavare a fondo nella storia, riuscendo a confrontarsi coi paesani.

Una chicca che si cela tra le pagine di questa storia, sono le fotografie raccolte dall'autore. Scatti che ritraggono volti, luoghi e oggetti che hanno dato vita ai vari personaggi presenti lungo il racconto, quasi fossero gli scatti fatti dalla protagonista.

Foto che esprimono il tepore delle case, strumenti da lavoro degli artigiani, momenti di svago collettivo, il piacere di un ballo durante le feste, la voglia di emancipazione e di ricominciare dopo gli anni più bui e duri della storia, durante i quali la vita era stata brutalmente predata di futuro e dignità.

Nel suo "peregrinare" per il villaggio e tra le anime che lo abitano, Lidia, viene a conoscenza della resistenza vissuta da Primo e Lidia, della paura dei bombardamenti, del razionamento del cibo e, soprattutto dei rastrellamenti compiuti dai nazifascisti che avevano occupato il paese. 

Primo, dopo essere rientrato dalla guerra, a causa delle ferite riportate, diventa barbiere del paese, costretto a "offrire" i suoi servizi anche ai nazisti e venendo presto a conoscenza di atti atroci compiuti verso gli abitanti del paese.

Primo e la sua Lidia non ci stanno, si ribellano, lottano con tutte le loro forze per dare un futuro migliore alla figlia piccolissima, ma per loro si apriranno i cancelli dei campi di sterminio. 

Lidia è sempre più sconvolta dagli accadimenti avvenuti in paese e alla coppia durante quel quarto di secolo da poco trascorso, raccontati in quelle pagine.

Prende nuova consapevolezza di un periodo storico che ha segnato profondamente l'umanità e decide di lottare lei stessa per evitare che certi errori possano ripetersi in futuro a scapito della democrazia e libertà umana.

Si apre così, alla luce di importanti scoperte, il nuovo cammino di Lidia che la porterà a Milano, in Piazza Fontana, il 12 dicembre 1969.

I fatti di cronaca nera dell'epoca sono fonte ispiratrice del sequel de Il barbiere zoppo. 1969 - Una ragazza e la scoperta della Resistenza, intitolato Milano tra utopia & rivoluzione edito da RedDuck.

Di questo romanzo ho amato ogni pagina, la scrittura semplice e fluida, la ricchezza accurata di nozioni storiche e geografiche, l'evoluzione del personaggio di Lidia.

È un romanzo che mi sento di consigliare a chi ama la nostra storia e desidera conoscerne i fatti in altri luoghi italiani.

Mai come in questo periodo storico che stiamo vivendo, è importante conoscere e riflettere sulla nostra storia.

Sicura che non ve ne pentirete, vi invito alla lettura. Potete trovare la copia cartacea on line.

Ringraziando ancora Gino Marchitelli per questo dono, vi auguro buona lettura,

Tania C.














domenica 23 giugno 2024

Recensione IN VIAGGIO CON IL MORTO da Milano alla Puglia di Gino Marchitelli - Ed. RedDuk

 


IN VIAGGIO CON IL MORTO

da Milano alla Puglia


Autore Gino Marchitelli

Ed. Red Duck

Formato Brossura con alette

Pag. 210

Anno di uscita 2022

€ 15,68

Formato Ebook presente negli store digitali


CONOSCIAMO L'AUTORE


Gino  Marchitelli ha passato molti dei suoi anni lavorando come tecnico elettronico sulle piattaforme petrolifere.  

Attivista della CGIL e Democrazia Proletaria, è membro del direttivo A.N.P.I. di San Giuliano Milanese e presidente dell'associazione culturale '' Il Picchio ''.

Autore di romanzi noir e progetti sociali molto apprezzati, nel 2020 ha pubblicato Panico a Milano, la terza indagine del professor Palermo.

Con Jaca Book ha pubblicato:

Campi fascisti;

Una vergogna italiana,  saggio vincitore del Premio Mario Luzi.


TRAMA


Estate 2022, un caldo infernale sta attanagliando Saint Julien, uno dei quartieri dormitorio più degradati dell'hinterland Milanese.

Improvvisamente,  in una famiglia sottoproletaria viene a mancare il nonno, da anni costretto su sedia a rotelle. 

La decisione che prenderanno Terzus, Mantide e Lucia De Cillis, conosciuta come Lucy la rossa, è quella di "nascondere" il corpo ormai rigido di nonno Tancredi. Così facendo la pensione, una fonte di reddito certa, non verrà persa.

Il folle viaggio che da Saint Julien li condurrà nel Salento Brindisino, la famiglia viaggerà insieme al piccolo Tommy, figlio di Lucy e l'adolescente Jenny, figlia di Mantide. 

Lungo la costa adriatica attraverseranno il ritratto di un'Italia bigotta, perfezionista, plasmata di luoghi comuni, corruzione, sfruttamento umano, ipocrisia e ingiustizia,  modello della realtà attuale,

Lungo il viaggio avranno modo anche di rendersi conto di ciò che c'è al di là della società in giacca e cravatta: un ecosistema di anime fragili, impoverite dal SISTEMA, private di dignità, ma anche gente che crede e lotta per la sopravvivenza e il diritto ad una vita regolare. Persone solidali e pronte a tendere una mano laddove ci sia necessità, per rendere il mondo un posto migliore


IMPRESSIONI


Cari lettori della Valigia buon fine settimana e ben ritrovati. Ora che la canicola infernale ha affondato i canini sull'Italia, è tempo di rilassarsi in spiaggia, piscina o al fresco di un bosco montano con una lettura divertente e dissacrante che sono sicura vi terrà compagnia per qualche ora.

IN VIAGGIO CON IL MORTO da Milano alla Puglia, di Gino Marchitelli, mi era stato regalato a Natale da una coppia di carissimi amici e volutamente messo in attesa delle giornate in riva al mare.

Complice un infortunio al piede, spiaggiata sul lettino sotto l'ombrellone, è finalmente arrivato il momento di leggere!

Ormai in spiaggia mi conoscono, quando mi sentono ridere da sola come un'invasata, sanno che sono immersa in letture che hanno completamente catturato la mia anima.

Questo romanzo è perfetto se volete una fresca ventata di allegria, anche se...

Si cari lettori, se, ed è proprio quel "se" a fare la differenza.

Terzus, rinominato Tarzan da Mantide, amante di Terzus che non vuole proprio farsi entrare in testa il suo nome, Jenny, figlia di Mantide e di un padre datosi alla macchia,  Lucia De Cillis, sorella di Mantide, detta Lucy la rossa, il piccolo Tommy, figlio problematico di Lucy e del marito carcerato Timoteo, Tancredi, padre di Lucy e Mantide, rappresentano la realtà di molte famiglie, fin troppo presente in Italia e nel mondo.

Un nucleo famigliare allargato e strampalato, che da sempre fa di espedienti torbidi il personale mantra di sopravvivenza.

Dove lo Stato non aiuta, sono costretti a provvedere con maniere poco ortodosse e poco legali. Ma almeno, coadiuvati dalla pensioncina di nonno Tancredi, riescono a sopravvivere a giornate sempre più dure e mordaci.

Terzus, giovane e aitante africano, approdato in Italia dopo un estenuante viaggio sul barcone, lavora come spacciatore alle dipendenze di Timoteo, marito di Lucy, da tempo in carcere. Tutto sommato è una persona buona, con un forte senso di appartenenza alla famiglia e un cuore generoso, a modo suo. È consapevole che essersi infilato in casa e nel letto di Mantide non è etico, così come non lo è spacciare, ma è l'unico lavoro che gli permette di sopravvivere in quel mondo che gli ha voltato le spalle nel momento più duro del bisogno, e quella famiglia che lo ha accolto a braccia aperte è come fosse la sua di famiglia!

Mantide, quasi analfabeta, sgrammaticata e fin troppo sfacciata, ha i capelli blu, un bel fisico che sa perfettamente come usare per ricavarne profitti personali e non. Si sente sola dopo che il padre della figlia è fuggito e Tarzan è diventato la sua oasi di felicità e pace dei sensi.

Jenny, adolescente figlia di Mantide, sta vivendo la corrente Emo. Cresciuta nel cortile tra i palazzi fatiscenti del quartiere popolare della periferia di Milano, non ha voglia di andare a scuola. Ormai si sente adulta e vivere in casa con quella famiglia di matti, così soffocante, sta diventando sempre più dura. Sa che deve trovare la sua strada, lontana da quel folklore invadente, altrimenti impazzirà. 

Personaggio indubbiamente fragile, intelligente ma lasciata a sé stessa, Jenny rappresenta l'adolescente di oggi, quello che avrebbe solo bisogno di un sostegno famigliare concreto, di essere seguita, compresa e amata, per poter brillare nella vita.

Lucy la rossa, meno bella ma molto più procace e appariscente della sorella, con la quale litiga da quando ha l'uso della parola,  è sboccata, sa a malapena leggere e scrivere e si sente sola. 

Sa che il marito, in carcere per spaccio, le vuole bene e gliene ha sempre voluto, ma sa anche di essere una donna piacente nel fiore degli anni, e non perde occasione di affondare gli artigli in mezzo alle cosce di Tarzan per placare i suoi bollori, cercando di non farsi notare dalla gelosissima sorella. D'altronde anche lei ha diritto a sentirsi donna e anche lui sembra non disdegnare le sue mercanzie. 

Basta solo non farsi scoprire, ma se anche fosse che problema ci sarebbe? Tanto resterebbe tutto in famiglia.

Tommy, figlio di Lucy e Timoteo, ha 8 anni, va a scuola ma con scarsi risultati, probabilmente dovuti ad un ritardo cognitivo mai diagnosticato e seguito, che lo portano ad assumere atteggiamenti di un bambino di due anni. 

È il personaggio che più mi ha fatto soffrire e riflettere. 

Un bambino ha bisogno d'amore, di essere seguito e curato. Il piccolo Tommy si è trovato a crescere in un una famiglia ai limiti di un "bordello incestuoso e  casalingo", senza avere nessun sostegno materiale e medico da parte di nessuno. La scuola sembra essere solo uno sfondo sfumato e mal sopportato dal quel poppante mai cresciuto. 

Il bambino si ciba solo di patatine col benestare della madre che pur di non sentirlo urlare lo asseconda; una volta rientrato da scuola si sveste, indossa il pannolino per bambini e passa il tempo succhiando il ciuccio, togliendolo solamente per mangiare patatine o attaccarsi al seno ormai sterile della madre che lo asseconda, un po' per farlo stare buono e un po' perché in fondo le fa  anche piacere che il bambino sia così legato a lei. Quando si parla di amore materno!

Il mio pensiero è andato immediatamente  ai numerosi casi simili a quello del piccolo Tommy, tutt'oggi in espansione. Quante piccole vite bistrattate, quanti sogni infranti e distrutti dalla povertà e dalla sfortuna di non avere una famiglia forte alle spalle che avrebbe potuto fare qualcosa di concreto per alleviare quella condizione di sofferenza psico-fisica!

Nonno Tancredi è il capofamiglia-padre padrone, nel tempo caduto in disgrazia durante un infortunio "sul lavoro". 

Piccolo despota delinquente, approdato al nord dal Salento, in cerca di vita facile e migliore, ha sempre vissuto di piccoli furti e rivendita del maltolto, finché non finisce in sedia a rotelle cadendo da un balcone durante un furto finito male. Nonostante tutto non perde il carattere dittatoriale e prepotente. Viene, per lo più, seguito dai nipoti.

È malato, ha grossi problemi respiratori e quell'anno la feroce morsa dell'afa estiva, arrivata fin troppo in anticipo, non gli lascia scampo.

Nel trambusto delle pittoresche liti tra Mantide e Lucy, un infarto lo addormenta per sempre. A nulla sono valse le richieste di aiuto, per nonno Tancredi è arrivata la fine.

<< Un grido agghiacciante si sparge per la casa, si propaga nel cortile e per i muri; entra nelle finestre aperte dei vicini e li fa sobbalzare nei letti. >>

Ad accorgersi della sfortunata dipartita del nonno è una terrorizzata Jenny, al risveglio, dopo una nottata in giro con gli amici.

In quella mattinata torrida il corpo del nonno è gelido e stecchito, se ne accorge pure Tommy, che in qualche modo cerca di riscaldarlo con un lembo di lenzuolo. In fondo lui al nonno vuole bene perché gli compra sempre le patatine.

Il panico si scatena tra le quattro mura desuete di quell'appartamento. 

Lucy e Mantide litigano a voce troppo alta, infastidendo il vicinato, Jenny e Tommy, ognuno perso nelle proprie elucubrazioni, vivono quasi con distacco corporeo la situazione imbarazzante.

Non si può chiamare il medico: soldi "non ce ne stanno" e il medico di sicuro, con quella canicola, starà in vacanza.

Di chiamare il  "prendimorti" nemmeno a pensarci. Chi lo pagherebbe? E poi, mica si può perdere l'unica fonte di reddito sicura per la famiglia!

Nonostante il ritratto esilarante della scena, non ho potuto esimersi dal soffermarmi a pensare a quanto il destino di molti anziani sia così comune al giorno d'oggi. Abbandonati a sé stessi e ai loro malesseri, sballottati come un inutile sacco ingombrante da un angolo all'altro, usati come bancomat per i capricci dei figli e nipoti.

Il concetto arriva dritto, come un pugno nello stomaco, facendo luce sulla solitudine e malessere di tanti nonni abbandonati al loro destino di sofferenza.

Nel bel mezzo del trambusto carnevalesco venutosi a creare, Terzus sembra aver appena pronunciato la parola magica: pensione!


<< Mah, io di questo cose non ne capisco, sei tu l'uomo di casa. Vado a cercare il polistirolo, magari nei bidoni di qualche fabbrica chiusa qui in giro lo trovo. >>


Così, grazie alla "brillante" idea di Jenny, nonno Tancredi, accomodato di sotterfugio e alla meno peggio in una cassapanca imbottita di polistirolo trovato nei bidoni della spazzatura sotto casa, sta per andare in vacanza nel trullo di famiglia in Puglia.

Terzus si occuperà della conservazione della salma e di trovare un mezzo adeguato per compiere la tratta Saint Julien-Carovigno, al trullo, senza destare sospetti o incappare in posti di blocco.

Trovato il mezzo, un vetusto e acciaccato wolkswagen anni '70, il  tempo a disposizione è poco, nella notte bisogna partire, così non li vedrà nessuno. Grazie alla sua calma "diplomatica", Terzus è riuscito anche a trovare vari punti "fidati" di rifornimento di ghiaccio secco per conservare al fresco il nonno.

Lucy e Mantide, dopo l'ennesima azzuffata per stabilire chi avesse più probabilità di racimolare qualche euro per il viaggio, riescono, grazie alle loro "arti melodrammatiche", a metter su un piccolo gruzzolo. Tarzan, per contribuire, ha dovuto piazzare roba di nicchia al suo miglior cliente. Ma se serve per il buon fine dell'impresa, ben venga!

Tra l'altro, per i sei squinternati, questo viaggio della speranza, sarà l'occasione per fare la loro prima, vera vacanza, pur facendo economia all'osso dal momento che il Salento è lontano e viaggiare costa.

Col caldo che soffoca in gola i respiri, il sudore caldo/freddo che scende lungo la schiena, nel cuore della notte, comincia il viaggio fantastico di nonno Tancredi, congelato sul tetto di un improbabile van rosso che, dall'hinterland milanese, si sta dirigendo a Bologna per poi percorrere la costa adriatica, confidando nell'aiuto di santi, madonne e provvidenza.

Qualsiasi viaggio, per quanto curato e programmato nei minimi dettagli, presenta intoppi. Figuriamoci la "vacanza" improvvisata di una salma, che a causa dell'afa sta iniziando a decomporsi.

Ora, cari lettori, ditemi come si fa a trattenere le risate quando, in tutta onestà, ci sarebbe da fermarsi a riflettere.

Gli ultimi decenni stanno affamando e impoverendo  in maniera vertiginosamente esponenziale la popolazione italiana. Ci hanno portato nella condizione che, o sei ricco o sei povero; la classe media va sempre più scomparendo, mentre aumentano le famiglie che per mettere  almeno un pasto in tavola sono costrette ad affidarsi alle associazioni benefiche o agli ultimi cassonetti rimasti.

E quando non basta nemmeno più la raccolta differenziata nell'umido, non resta che far ricorso alla legge della strada, agli espedienti, a ogni mezzo, lecito o illecito, per il diritto alla vita.

Certo, mettere il nonno in freezer sembrerebbe essere una buona idea! Nessuno saprebbe nulla e la fonte di reddito, per qualche tempo permetterebbe di vivere ai limiti della decenza.

C'è chi, come Lucy e Mantide si è trovato, in un attimo di disperazione nera, a farlo veramente; c'è chi lo ha fatto per ingordigia, nella convinzione di riuscire ad aggirare il sistema; c'è chi ci pensa ma non ha il coraggio; c'è addirittura chi ha dato degna sepoltura, ma non ha mai denunciato la dipartita all'Agenzia delle entrate, riuscendo per anni a riscuotere la pensione del caro estinto (fonte documentata)...

Qualunque siano i motivi che spingano alcune persone a compiere questi gesti estremi, credo che la disperazione sia tra i principali, e la disperazione non dovrebbe far ridere.

L'autore ha saputo ritrarre perfettamente, rendendola forse meno amara, la disperazione in cui versano molti italiani e non al giorno d'oggi.

Nel caso della strampalata sestina c'è, a monte, anche tanta ignoranza socio-culturale. I personaggi sono nati e cresciuti in un contesto ai margini della società, manovrato dalla malavita che schiaccia l'essere umano col ricatto della sopravvivenza. Le vicende tragicomiche in cui incappano i nostri portano però  naturalmente a sorriderne.

Nel "mucchio", Terzus, è un personaggio tutto sommato positivo. È forse il più "acculturato" e fondamentalmente educato: il sogno della madre è sempre stato quello che il ragazzo potesse studiare e diventare un insegnante. Ma la guerra ha spazzato via sogni e famiglia e la vita gli ha insegnato fin troppo bene quanto bisogna scendere a compromessi per cercare di restare a galla in un mare che non perdona errori. 

Nell'evolversi della storia ne conosceremo sfaccettature impensabili. Dietro alla prestanza di un fisico ingombrante tanto da incutere timore, c'è nascosto un grande cuore, capace di commuoversi, di provare sentimenti profondi e sinceri per un gesto di amichevole aiuto disinteressato.


<< Leva subito quella mano da l'!>> grida.

<< Ma quale mano? >> le risponde da finta tonta Lucy.

<< Dalla gamba dell'uomo mio! Levala o te la stacco a morsi. >>


Mantide e Lucy sono il ritratto della volgarità, dell'ignoranza ma  anche della  capacità straordinaria di non lasciarsi sconfiggere dalle batoste della vita. Tuttavia non viene da condannarle, anzi, si prova una gran tenerezza per quelle due variopinte pasticcione che riescono sempre a spuntarla, a scapito degli ignari avventori che capitano tra le loro rosse unghie sbrecciate.

I loro continui battibecchi, quasi maneschi,  faranno compagnia al lettore durante i lunghi km macinati da Terzus lungo la costa adriatica e porteranno anche all'evolversi inaspettato di situazioni ambigue e al limite dell'assurdo.

Durante il viaggio si incontreranno personaggi di ogni tipo: dai bigotti paladini difensori dei bisognosi, a invisibili emarginati di una vita parallela notturna, fino ad arrivare a poeti, sognatori e persone di un passato ingombrante che  insegue le loro tracce, km dopo km, lungo  quelle strade tortuose, nel cuore del disagio sociale. 

Gli intoppi, i cambi di rotta e i momenti di svago saranno all'ordine del giorno per la piccola carovana di quell'assurdo circo equestre, ma la speranza di portare a termine quell'impresa sembra sempre più sicura e vicina nonostante alcuni momenti di profonda paura e nauseabonde esalazioni provenienti dalla cassa di nonno Tancredi.

Chissà se il nonno riuscirà, finalmente, a trovare un po' di pace, al fresco degli ulivi che circondano il suo trullo?

È solo una questione di ore e tutto sarà finalmente "morto e sepolto".

Ma il passato è alle calcagna e la sua falcata è lunga...

Cari lettori, non vi racconto di più, lascio a voi il piacere di scoprire il finale di questa storia così assurda da essere quasi reale.


<< Che è sta puzza? >> riflette la rossa.

<< Indovina un po'?... >> risponde sarcastico Terzus.

Lucy spalanca gli occhi: << Non vorrai dire che mio padre? >>

L'altro fa cenno di sì con la testa.

<< Oh, madonna mia, madonnina santissima, stiamo inguaiati adesso. >>


Mentre le pagine scorrevano via velocemente sotto i miei occhi, ho sentito il morso ustionante dell'afa, della fame e della sete provata dalla famigliola.

Ho tremato nei momenti di panico, sono crollata dopo le peripezie andate a buon fine, mi sono commossa per Terzus e Jenny, uno dei personaggi più fragili e al contempo forti della storia.

La lettura, nonostante dialoghi palesemente popolari, coloriti e sgrammaticati, scivolerà sciolta sotto ai vostri occhi, offrendovi svariati argomenti di riflessione.

Marchitelli è una garanzia per chi cerca letture curate, impegnate ma di facile comprensione. 

Insomma, per questa rovente estate, che siate a casa, al mare, al lago o in trullo, non potete farvi mancare qualche ora di "evasione" in compagnia dell'allegra compagnia in viaggio col caro estinto.

Parola di Valigia.

Buona lettura,

Tania C.













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