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sabato 14 giugno 2025

Recensione LETTERE DAL FARO di Valentina Cebeni - Ed. Sperling & Kupfer -

 





LETTERE DAL FARO

Autore: Valentina Cebeni

Editore: Sperling & Kupfer

Anno di pubblicazione: 3 giugno 2025

Formato: Brossura

Pag. 264

Genere: Romance

€ 12,90 cartaceo

Versione digitale presente in tutti gli store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Valentina Cebeni vi racconterà chi è Nike, la protagonista del suo nuovo romanzo "LETTERE DAL FARO".

Io voglio invece raccontarvi chi è Valentina Cebeni.

Ci siamo conosciute quasi 10 anni fa, quando feci la recensione di un suo romanzo, al quale sono molto legata: "La ricetta segreta per un sogno".

Era un brutto periodo per me e lei, dopo averlo saputo, mi restò molto vicina.

Lunghe chiacchierate al telefono, confidenze e consigli ci portarono alla fiducia reciproca e, dopo qualche tempo, a conoscerci di persona, gettando le basi su una nuova e solida amicizia.

Valentina è l'Amica che, discretamente, è sempre presente, soprattutto nei momenti più bui; Valentina è l'Amica con la quale puoi parlare di tutto: lei ha sempre la parola o il consiglio giusto; Vale è quell'Amica che quando sei giù, anche se a terra lei stessa, si rialza insieme a te; Valentina è quell'Amica con la quale 6 mesi prima accenni distrattamente a un tuo desiderio e, al momento giusto, lei lo soddisfa; con Valentina non ho legami di sangue, ma la sua amicizia va oltre la biologia.

Vale è l'Amica che, insieme al suo meraviglioso papà, senza pensare ai suoi bisogni e doveri, è pronta a farsi 1000 km in una giornata, per stare con me anche solo 2 ore, durante il funerale di mio papà.

Valentina è un dono speciale che ho ricevuto dal "nostro amico", un tesoro che custodisco con cura.

Ma Valentina è molto di più di tutto questo e il suo tutto lo mette nei suoi romanzi, nei personaggi, nelle ambientazioni geografiche. Il 3 giugno, in tutte le librerie fisiche e digitali, è uscito "Lettere dal faro", un romance dalla copertina deliziosa (amo i fari, e lei lo sa! 🩷).

Questa è l'occasione giusta per farvi un bel regalo e imparare a conoscere lei e il suo "mondo" di emozioni, profumi, sapori, colori, suoni e viaggi che potrete ritrovare anche in:

Una nuova vita -La saga dei Fontamara- storico, edito da Sperling;

Un mondo libero -La saga dei Fontamara- storico, edito da Sperling;

Mandorle amare - storico, edito da Sperling;

L'ultimo battito del cuore - romance, edito da Giunti;

La ricetta segreta per un sogno - romance, edito da Garzanti;

La collezionista di meraviglie - romance, edito da Garzanti.

TRAMA

DOPO IL SUCCESSO DELLA SAGA DEI FONTAMARA TORNA UNA DELLE AUTRICI ITALIANE PIÙ AMATE

Nike arriva a Casebianche in cerca di pace, ma porta con sé le cicatrici di un passato che brucia: una relazione violenta, un amore malato e una gravidanza inattesa. Per questo si rifugia nel vecchio faro del paese, un luogo sospeso nel tempo che custodisce i segreti di una donna enigmatica, Vittoria Pontini, e delle lettere che, per cinquant'anni, ha ricevuto: confessioni accorate da persone smarrite in cerca di consiglio e parole d'amore da un uomo sposato. Attratta dal mistero di quella corrispondenza e dall'eco delle emozioni che custodisce, Nike comincia un percorso che è tanto ricerca della verità quanto rinascita. E quando nella sua vita entra Daniel, il figlio dell'uomo che ha amato Vittoria, tutto cambia. Tra lettere del passato, segreti del presente e un legame che si fa sempre più profondo, Nike e Daniel dovranno scoprire se la loro vulnerabilità li rende ancora capaci di amare e se potranno fidarsi l'una dell'altro. Perché, a volte, sono proprio le ferite a indicare la via verso la luce.

(Dalla quarta di copertina)


IMPRESSIONI

Fare una recensione non è così facile come possa sembrare. Riportare su carta le emozioni, le sensazioni che quella lettura  ha scatenato nella tua anima è una montagna ripidissima da scalare: un passo falso e i rischi di scivolare nel baratro della banalità o del vuoto sono dietro l'angolo.

Quando il romanzo da recensire ti ha scombussolato l'anima, le emozioni fanno a pugni per uscire, creando un vortice turbinante che ti porta in una realtà  così grande da non riuscire a trovare parole degne per descriverne la potenza.

Così mi sta succedendo con "Lettere dal faro".


" Bene, se sei arrivata a leggere questo biglietto vuol dire che sei a Casebianche. "


La storia di Nike, la protagonista, è una storia che comincia con un grande dolore, uno di quelli che mettono in dubbio la propria esistenza. 

Ma Nike è una fenice che, circondata dall'affetto di tante persone che la amano, riesce a rinascere dalle proprie ceneri più forte e coraggiosa che mai, pronta a  tutto pur di trovare un po' di pace e sollievo per le sue ferite.

Il suo percorso ha inizio con il  matrimonio, a Parigi, città della luce e dell'amore, trasformatosi fin troppo velocemente in inferno.

Giunta allo sfinimento, decide di tagliare i ponti da tutto per rifugiarsi in Puglia, nel faro che la fedele amica di sempre le cede, in modo che possa riprendersi e decidere cosa fare della sua vita, momentaneamente naufragata nella violenza, nella solitudine e in una gravidanza inattesa ma già così tanto importante per lei.

Nike (dal greco Vittoria) trova così il coraggio di fuggire da quello strozzatoio in cui il marito violento e alcolizzato l'ha rinchiusa. 

Stanca di lottare contro la solitudine che le si è incollata addosso sin dall'infanzia, una Nike rinnovata dall'amore di quel piccolo cuore che sta crescendo dentro di lei, sa che deve lasciarsi alle spalle il passato, senza però perdere la tempra caparbia e curiosa, quella che le permetterà di riscattare tutto il dolore provato fino al momento della fuga.

Valentina, riscattando le tante "Nike" che non ce l'hanno fatta a causa della violenza di un uomo, ha reso viva la sua Nike: i capelli sciolti che ricamano onde dorate nel vento; i suoi abiti impalpabili che danzano candidi nella fresca sinfonia blu  delle onde contro la scogliera e che, giorno dopo giorno, rivelano a occhi sempre più meravigliati la dolce rotondità del suo ventre; il calore di nuovi sentimenti che stanno prendendo vita nel suo cuore, inebriati dal profumo del timo limone e dell'elicriso dorato; la cocciutaggine che cela una decisa dolcezza, come i succulenti frutti spinosi del fico d'india che circonda il faro. 

Puoi sentire tra le labbra il sapore zuccherino e la calda luminosità dei sorrisi di Nike, il profumo fresco del rosmarino che emanano i suoi capelli lasciati liberi. Liberi come lo è lei adesso. 

E la vedi, in lontananza, la sagoma  sfumata di Nike sulla scogliera, con lo sguardo limpido, immerso nell'agrumata azzurrità  mediterranea, mentre la salsedine le fa brillare i capelli e gli occhi. 

Nel silenzio della canicola puoi farti cullare dal monotono cigolio della catena di una vecchia bici con la quale percorre il sentiero che si arrampica verso il faro e nei vicoli di Casebianche, con le guance arrossate dal sole e dalla fatica.

Puoi sentire ogni battito accelerato del suo cuore, quando la paura che il suo passato così ingombrante possa tornare e sfondare il muro di protezione che ha creato per sé e per il suo bambino.

Nike non è solo dolore e paura ma è, soprattutto, orgoglio, speranza e amore. 

È voglia di libertà, di poter viversi ogni giorno, di abbandonarsi, finalmente, a un amore vero e puro, senza divieti e catene a minare la sua voglia di essere sé stessa e ciò che ha sempre desiderato essere. Se la sua libertà si potesse tradurre in un profumo, sarebbe quello del vento, del sale, dell'azzurro e delle erbe aromatiche che crescono selvatiche nei sentieri.    

Nonostante "l'isolamento" rigenerante nel quale ha deciso di rifugiarsi, Nike non si incammina verso la rinascita da sola.

Intorno a lei ruota un caleidoscopio di personaggi positivi, belli e solari. 

Ognuno con la propria croce da trascinare ma, grazie all'arrivo della donna, un po' più leggera perché condivisa.

Perché Nike non si nega, aiuta e si lascia aiutare in nome dell'amicizia e si, anche della spiccata curiosità sul misterioso passato dell'ex proprietaria del faro in cui vive.


" Cara donna del faro, ho bisogno del tuo aiuto. "


C'è un mondo di emozioni e sentimenti da scoprire nel profondo sottobosco degli occhi di Nike, che frugano curiosi nelle lettere ritrovate nello scantinato del faro, e Valentina ce lo svela anche attraverso la perplessa e contrastante perplessità di Daniel, un affascinante chef, aumentando la nostra curiosità fino alla fine.

Il faro, simbolo di protezione, di luce che rischiara il cammino verso casa, è il filo conduttore della storia. 

Rifugio sicuro, ben ancorato alla dura scogliera della quotidianità, combatte ogni giorno una tempesta sempre diversa. 


" Qualunque sia il mistero che nasconde, giuro che lo scoprirò."


Ogni giorno più provato e usurato, ma ancora lì, aggrappato al suo sperone, pronto a ricominciare da capo ogni mattina, rivelando  segreti delicati, una tragedia terribile e tanto amore. 

La penna di Valentina scorre fluida e delicata come i leggeri abiti di Nike, tra i vicoli di Casebianche, lungo il sentiero che serpeggia tra la scogliera che porta alla caletta, nei profumi del cibo preparato dalle mani sapienti di Daniel e nell'aroma intenso del caffè alla mandorla di Giada.

Ogni capitolo è un'esplosione di colori e sapori, ma anche di suoni e musica antica, come una danza atavica e liberatoria.

Insieme a Nike il lettore percorrerà il sentiero di un viaggio sensoriale che sfocerà anche nella dura realtà che sta cercando di occultare i ricordi di un amore impossibile ma più ardente del fuoco. 

Un mulino a vento contro il quale sembra impossibile combattere ma che, grazie alla caparbietà di Nike, alzerà bandiera bianca, anche se solo per un infinito, commovente attimo.

In questo romance i temi affrontati dall'autrice sono tanti e tutti attuali. 

La violenza sulle donne è il principale, raccontato con schiettezza ma con l'animo delicato che contraddistingue Valentina. Le cicatrici, il dolore, la paura di Nike sono elementi vividi e palpabili, capaci di scatenare, nel lettore, protezione e difesa a qualunque costo.

Un altro argomento grigio e doloroso è l'Alzheimer, il male che cancella la memoria e l'autonomia dell'uomo. Valentina ha preso per mano l'argomento cullandolo ma con la consapevolezza di chi sa che dietro ogni effimera emozione scaturita da un tenue ricordo improvviso, c'è la realtà del buio con la quale dover combattere.

Lettere dal faro non è solo dolore, è anche amore per la terra che ci ospita, per il suo cibo e i profumati prodotti che offre;  è la suadente melodia della voce di una giovane donna che, attraverso il canto, trova il coraggio di inseguire la felicità; è la voglia di amare di nuovo dopo un matrimonio andato in fumo; è il profumo acre e antico dei ricordi rimasti intrappolati per troppo tempo nella carta da lettere nascosta in uno scantinato.

E poi c'è il profumo delle mandorle, del caffè nero e forte, il profumo frizzante del vento che sferza la roccia del faro, quello dolce-amaro, come il risotto ai fichi e rosmarino, della consapevolezza che la libertà ottenuta dopo una dura lotta è la base per ricominciare a vivere nella luce dell'amore per la vita.

L'unico modo per poter vivere queste spumose sensazioni è quello di fare un salto in libreria e immergervi nelle  acque cristalline di Otranto e dintorni, lasciandovi trasportare dalla sinfonia del vento.

Valentina sa scrivere, e questo romanzo ne è la conferma. Un ritorno alle origini che ha fatto centro, che ha saputo coinvolgermi nel mondo di Nike per il tempo di una notte, sempre più avida di arrivare in fondo. 

Ogni volta che arrivo ai ringraziamenti finali di un suo romanzo, mi viene voglia di chiamarla per chiederle: "Ma dove le scovi certe similitudini così perfette, da dove nascono tutte queste idee? Quanto lavora la tua mente?" E lei, con tutta la dolcezza e la calma di cui dispone mi risponde, sorridendo: "Dovrò pur guadagnarmi la pagnotta, bisogna inventarsi sempre qualcosa di nuovo."

Datele una possibilità, potreste scoprire nuovi e infiniti orizzonti dietro le nuvole afose di questa estate mordace.

Buona lettura,

Tania C.


 




domenica 23 giugno 2024

Recensione IN VIAGGIO CON IL MORTO da Milano alla Puglia di Gino Marchitelli - Ed. RedDuk

 


IN VIAGGIO CON IL MORTO

da Milano alla Puglia


Autore Gino Marchitelli

Ed. Red Duck

Formato Brossura con alette

Pag. 210

Anno di uscita 2022

€ 15,68

Formato Ebook presente negli store digitali


CONOSCIAMO L'AUTORE


Gino  Marchitelli ha passato molti dei suoi anni lavorando come tecnico elettronico sulle piattaforme petrolifere.  

Attivista della CGIL e Democrazia Proletaria, è membro del direttivo A.N.P.I. di San Giuliano Milanese e presidente dell'associazione culturale '' Il Picchio ''.

Autore di romanzi noir e progetti sociali molto apprezzati, nel 2020 ha pubblicato Panico a Milano, la terza indagine del professor Palermo.

Con Jaca Book ha pubblicato:

Campi fascisti;

Una vergogna italiana,  saggio vincitore del Premio Mario Luzi.


TRAMA


Estate 2022, un caldo infernale sta attanagliando Saint Julien, uno dei quartieri dormitorio più degradati dell'hinterland Milanese.

Improvvisamente,  in una famiglia sottoproletaria viene a mancare il nonno, da anni costretto su sedia a rotelle. 

La decisione che prenderanno Terzus, Mantide e Lucia De Cillis, conosciuta come Lucy la rossa, è quella di "nascondere" il corpo ormai rigido di nonno Tancredi. Così facendo la pensione, una fonte di reddito certa, non verrà persa.

Il folle viaggio che da Saint Julien li condurrà nel Salento Brindisino, la famiglia viaggerà insieme al piccolo Tommy, figlio di Lucy e l'adolescente Jenny, figlia di Mantide. 

Lungo la costa adriatica attraverseranno il ritratto di un'Italia bigotta, perfezionista, plasmata di luoghi comuni, corruzione, sfruttamento umano, ipocrisia e ingiustizia,  modello della realtà attuale,

Lungo il viaggio avranno modo anche di rendersi conto di ciò che c'è al di là della società in giacca e cravatta: un ecosistema di anime fragili, impoverite dal SISTEMA, private di dignità, ma anche gente che crede e lotta per la sopravvivenza e il diritto ad una vita regolare. Persone solidali e pronte a tendere una mano laddove ci sia necessità, per rendere il mondo un posto migliore


IMPRESSIONI


Cari lettori della Valigia buon fine settimana e ben ritrovati. Ora che la canicola infernale ha affondato i canini sull'Italia, è tempo di rilassarsi in spiaggia, piscina o al fresco di un bosco montano con una lettura divertente e dissacrante che sono sicura vi terrà compagnia per qualche ora.

IN VIAGGIO CON IL MORTO da Milano alla Puglia, di Gino Marchitelli, mi era stato regalato a Natale da una coppia di carissimi amici e volutamente messo in attesa delle giornate in riva al mare.

Complice un infortunio al piede, spiaggiata sul lettino sotto l'ombrellone, è finalmente arrivato il momento di leggere!

Ormai in spiaggia mi conoscono, quando mi sentono ridere da sola come un'invasata, sanno che sono immersa in letture che hanno completamente catturato la mia anima.

Questo romanzo è perfetto se volete una fresca ventata di allegria, anche se...

Si cari lettori, se, ed è proprio quel "se" a fare la differenza.

Terzus, rinominato Tarzan da Mantide, amante di Terzus che non vuole proprio farsi entrare in testa il suo nome, Jenny, figlia di Mantide e di un padre datosi alla macchia,  Lucia De Cillis, sorella di Mantide, detta Lucy la rossa, il piccolo Tommy, figlio problematico di Lucy e del marito carcerato Timoteo, Tancredi, padre di Lucy e Mantide, rappresentano la realtà di molte famiglie, fin troppo presente in Italia e nel mondo.

Un nucleo famigliare allargato e strampalato, che da sempre fa di espedienti torbidi il personale mantra di sopravvivenza.

Dove lo Stato non aiuta, sono costretti a provvedere con maniere poco ortodosse e poco legali. Ma almeno, coadiuvati dalla pensioncina di nonno Tancredi, riescono a sopravvivere a giornate sempre più dure e mordaci.

Terzus, giovane e aitante africano, approdato in Italia dopo un estenuante viaggio sul barcone, lavora come spacciatore alle dipendenze di Timoteo, marito di Lucy, da tempo in carcere. Tutto sommato è una persona buona, con un forte senso di appartenenza alla famiglia e un cuore generoso, a modo suo. È consapevole che essersi infilato in casa e nel letto di Mantide non è etico, così come non lo è spacciare, ma è l'unico lavoro che gli permette di sopravvivere in quel mondo che gli ha voltato le spalle nel momento più duro del bisogno, e quella famiglia che lo ha accolto a braccia aperte è come fosse la sua di famiglia!

Mantide, quasi analfabeta, sgrammaticata e fin troppo sfacciata, ha i capelli blu, un bel fisico che sa perfettamente come usare per ricavarne profitti personali e non. Si sente sola dopo che il padre della figlia è fuggito e Tarzan è diventato la sua oasi di felicità e pace dei sensi.

Jenny, adolescente figlia di Mantide, sta vivendo la corrente Emo. Cresciuta nel cortile tra i palazzi fatiscenti del quartiere popolare della periferia di Milano, non ha voglia di andare a scuola. Ormai si sente adulta e vivere in casa con quella famiglia di matti, così soffocante, sta diventando sempre più dura. Sa che deve trovare la sua strada, lontana da quel folklore invadente, altrimenti impazzirà. 

Personaggio indubbiamente fragile, intelligente ma lasciata a sé stessa, Jenny rappresenta l'adolescente di oggi, quello che avrebbe solo bisogno di un sostegno famigliare concreto, di essere seguita, compresa e amata, per poter brillare nella vita.

Lucy la rossa, meno bella ma molto più procace e appariscente della sorella, con la quale litiga da quando ha l'uso della parola,  è sboccata, sa a malapena leggere e scrivere e si sente sola. 

Sa che il marito, in carcere per spaccio, le vuole bene e gliene ha sempre voluto, ma sa anche di essere una donna piacente nel fiore degli anni, e non perde occasione di affondare gli artigli in mezzo alle cosce di Tarzan per placare i suoi bollori, cercando di non farsi notare dalla gelosissima sorella. D'altronde anche lei ha diritto a sentirsi donna e anche lui sembra non disdegnare le sue mercanzie. 

Basta solo non farsi scoprire, ma se anche fosse che problema ci sarebbe? Tanto resterebbe tutto in famiglia.

Tommy, figlio di Lucy e Timoteo, ha 8 anni, va a scuola ma con scarsi risultati, probabilmente dovuti ad un ritardo cognitivo mai diagnosticato e seguito, che lo portano ad assumere atteggiamenti di un bambino di due anni. 

È il personaggio che più mi ha fatto soffrire e riflettere. 

Un bambino ha bisogno d'amore, di essere seguito e curato. Il piccolo Tommy si è trovato a crescere in un una famiglia ai limiti di un "bordello incestuoso e  casalingo", senza avere nessun sostegno materiale e medico da parte di nessuno. La scuola sembra essere solo uno sfondo sfumato e mal sopportato dal quel poppante mai cresciuto. 

Il bambino si ciba solo di patatine col benestare della madre che pur di non sentirlo urlare lo asseconda; una volta rientrato da scuola si sveste, indossa il pannolino per bambini e passa il tempo succhiando il ciuccio, togliendolo solamente per mangiare patatine o attaccarsi al seno ormai sterile della madre che lo asseconda, un po' per farlo stare buono e un po' perché in fondo le fa  anche piacere che il bambino sia così legato a lei. Quando si parla di amore materno!

Il mio pensiero è andato immediatamente  ai numerosi casi simili a quello del piccolo Tommy, tutt'oggi in espansione. Quante piccole vite bistrattate, quanti sogni infranti e distrutti dalla povertà e dalla sfortuna di non avere una famiglia forte alle spalle che avrebbe potuto fare qualcosa di concreto per alleviare quella condizione di sofferenza psico-fisica!

Nonno Tancredi è il capofamiglia-padre padrone, nel tempo caduto in disgrazia durante un infortunio "sul lavoro". 

Piccolo despota delinquente, approdato al nord dal Salento, in cerca di vita facile e migliore, ha sempre vissuto di piccoli furti e rivendita del maltolto, finché non finisce in sedia a rotelle cadendo da un balcone durante un furto finito male. Nonostante tutto non perde il carattere dittatoriale e prepotente. Viene, per lo più, seguito dai nipoti.

È malato, ha grossi problemi respiratori e quell'anno la feroce morsa dell'afa estiva, arrivata fin troppo in anticipo, non gli lascia scampo.

Nel trambusto delle pittoresche liti tra Mantide e Lucy, un infarto lo addormenta per sempre. A nulla sono valse le richieste di aiuto, per nonno Tancredi è arrivata la fine.

<< Un grido agghiacciante si sparge per la casa, si propaga nel cortile e per i muri; entra nelle finestre aperte dei vicini e li fa sobbalzare nei letti. >>

Ad accorgersi della sfortunata dipartita del nonno è una terrorizzata Jenny, al risveglio, dopo una nottata in giro con gli amici.

In quella mattinata torrida il corpo del nonno è gelido e stecchito, se ne accorge pure Tommy, che in qualche modo cerca di riscaldarlo con un lembo di lenzuolo. In fondo lui al nonno vuole bene perché gli compra sempre le patatine.

Il panico si scatena tra le quattro mura desuete di quell'appartamento. 

Lucy e Mantide litigano a voce troppo alta, infastidendo il vicinato, Jenny e Tommy, ognuno perso nelle proprie elucubrazioni, vivono quasi con distacco corporeo la situazione imbarazzante.

Non si può chiamare il medico: soldi "non ce ne stanno" e il medico di sicuro, con quella canicola, starà in vacanza.

Di chiamare il  "prendimorti" nemmeno a pensarci. Chi lo pagherebbe? E poi, mica si può perdere l'unica fonte di reddito sicura per la famiglia!

Nonostante il ritratto esilarante della scena, non ho potuto esimersi dal soffermarmi a pensare a quanto il destino di molti anziani sia così comune al giorno d'oggi. Abbandonati a sé stessi e ai loro malesseri, sballottati come un inutile sacco ingombrante da un angolo all'altro, usati come bancomat per i capricci dei figli e nipoti.

Il concetto arriva dritto, come un pugno nello stomaco, facendo luce sulla solitudine e malessere di tanti nonni abbandonati al loro destino di sofferenza.

Nel bel mezzo del trambusto carnevalesco venutosi a creare, Terzus sembra aver appena pronunciato la parola magica: pensione!


<< Mah, io di questo cose non ne capisco, sei tu l'uomo di casa. Vado a cercare il polistirolo, magari nei bidoni di qualche fabbrica chiusa qui in giro lo trovo. >>


Così, grazie alla "brillante" idea di Jenny, nonno Tancredi, accomodato di sotterfugio e alla meno peggio in una cassapanca imbottita di polistirolo trovato nei bidoni della spazzatura sotto casa, sta per andare in vacanza nel trullo di famiglia in Puglia.

Terzus si occuperà della conservazione della salma e di trovare un mezzo adeguato per compiere la tratta Saint Julien-Carovigno, al trullo, senza destare sospetti o incappare in posti di blocco.

Trovato il mezzo, un vetusto e acciaccato wolkswagen anni '70, il  tempo a disposizione è poco, nella notte bisogna partire, così non li vedrà nessuno. Grazie alla sua calma "diplomatica", Terzus è riuscito anche a trovare vari punti "fidati" di rifornimento di ghiaccio secco per conservare al fresco il nonno.

Lucy e Mantide, dopo l'ennesima azzuffata per stabilire chi avesse più probabilità di racimolare qualche euro per il viaggio, riescono, grazie alle loro "arti melodrammatiche", a metter su un piccolo gruzzolo. Tarzan, per contribuire, ha dovuto piazzare roba di nicchia al suo miglior cliente. Ma se serve per il buon fine dell'impresa, ben venga!

Tra l'altro, per i sei squinternati, questo viaggio della speranza, sarà l'occasione per fare la loro prima, vera vacanza, pur facendo economia all'osso dal momento che il Salento è lontano e viaggiare costa.

Col caldo che soffoca in gola i respiri, il sudore caldo/freddo che scende lungo la schiena, nel cuore della notte, comincia il viaggio fantastico di nonno Tancredi, congelato sul tetto di un improbabile van rosso che, dall'hinterland milanese, si sta dirigendo a Bologna per poi percorrere la costa adriatica, confidando nell'aiuto di santi, madonne e provvidenza.

Qualsiasi viaggio, per quanto curato e programmato nei minimi dettagli, presenta intoppi. Figuriamoci la "vacanza" improvvisata di una salma, che a causa dell'afa sta iniziando a decomporsi.

Ora, cari lettori, ditemi come si fa a trattenere le risate quando, in tutta onestà, ci sarebbe da fermarsi a riflettere.

Gli ultimi decenni stanno affamando e impoverendo  in maniera vertiginosamente esponenziale la popolazione italiana. Ci hanno portato nella condizione che, o sei ricco o sei povero; la classe media va sempre più scomparendo, mentre aumentano le famiglie che per mettere  almeno un pasto in tavola sono costrette ad affidarsi alle associazioni benefiche o agli ultimi cassonetti rimasti.

E quando non basta nemmeno più la raccolta differenziata nell'umido, non resta che far ricorso alla legge della strada, agli espedienti, a ogni mezzo, lecito o illecito, per il diritto alla vita.

Certo, mettere il nonno in freezer sembrerebbe essere una buona idea! Nessuno saprebbe nulla e la fonte di reddito, per qualche tempo permetterebbe di vivere ai limiti della decenza.

C'è chi, come Lucy e Mantide si è trovato, in un attimo di disperazione nera, a farlo veramente; c'è chi lo ha fatto per ingordigia, nella convinzione di riuscire ad aggirare il sistema; c'è chi ci pensa ma non ha il coraggio; c'è addirittura chi ha dato degna sepoltura, ma non ha mai denunciato la dipartita all'Agenzia delle entrate, riuscendo per anni a riscuotere la pensione del caro estinto (fonte documentata)...

Qualunque siano i motivi che spingano alcune persone a compiere questi gesti estremi, credo che la disperazione sia tra i principali, e la disperazione non dovrebbe far ridere.

L'autore ha saputo ritrarre perfettamente, rendendola forse meno amara, la disperazione in cui versano molti italiani e non al giorno d'oggi.

Nel caso della strampalata sestina c'è, a monte, anche tanta ignoranza socio-culturale. I personaggi sono nati e cresciuti in un contesto ai margini della società, manovrato dalla malavita che schiaccia l'essere umano col ricatto della sopravvivenza. Le vicende tragicomiche in cui incappano i nostri portano però  naturalmente a sorriderne.

Nel "mucchio", Terzus, è un personaggio tutto sommato positivo. È forse il più "acculturato" e fondamentalmente educato: il sogno della madre è sempre stato quello che il ragazzo potesse studiare e diventare un insegnante. Ma la guerra ha spazzato via sogni e famiglia e la vita gli ha insegnato fin troppo bene quanto bisogna scendere a compromessi per cercare di restare a galla in un mare che non perdona errori. 

Nell'evolversi della storia ne conosceremo sfaccettature impensabili. Dietro alla prestanza di un fisico ingombrante tanto da incutere timore, c'è nascosto un grande cuore, capace di commuoversi, di provare sentimenti profondi e sinceri per un gesto di amichevole aiuto disinteressato.


<< Leva subito quella mano da l'!>> grida.

<< Ma quale mano? >> le risponde da finta tonta Lucy.

<< Dalla gamba dell'uomo mio! Levala o te la stacco a morsi. >>


Mantide e Lucy sono il ritratto della volgarità, dell'ignoranza ma  anche della  capacità straordinaria di non lasciarsi sconfiggere dalle batoste della vita. Tuttavia non viene da condannarle, anzi, si prova una gran tenerezza per quelle due variopinte pasticcione che riescono sempre a spuntarla, a scapito degli ignari avventori che capitano tra le loro rosse unghie sbrecciate.

I loro continui battibecchi, quasi maneschi,  faranno compagnia al lettore durante i lunghi km macinati da Terzus lungo la costa adriatica e porteranno anche all'evolversi inaspettato di situazioni ambigue e al limite dell'assurdo.

Durante il viaggio si incontreranno personaggi di ogni tipo: dai bigotti paladini difensori dei bisognosi, a invisibili emarginati di una vita parallela notturna, fino ad arrivare a poeti, sognatori e persone di un passato ingombrante che  insegue le loro tracce, km dopo km, lungo  quelle strade tortuose, nel cuore del disagio sociale. 

Gli intoppi, i cambi di rotta e i momenti di svago saranno all'ordine del giorno per la piccola carovana di quell'assurdo circo equestre, ma la speranza di portare a termine quell'impresa sembra sempre più sicura e vicina nonostante alcuni momenti di profonda paura e nauseabonde esalazioni provenienti dalla cassa di nonno Tancredi.

Chissà se il nonno riuscirà, finalmente, a trovare un po' di pace, al fresco degli ulivi che circondano il suo trullo?

È solo una questione di ore e tutto sarà finalmente "morto e sepolto".

Ma il passato è alle calcagna e la sua falcata è lunga...

Cari lettori, non vi racconto di più, lascio a voi il piacere di scoprire il finale di questa storia così assurda da essere quasi reale.


<< Che è sta puzza? >> riflette la rossa.

<< Indovina un po'?... >> risponde sarcastico Terzus.

Lucy spalanca gli occhi: << Non vorrai dire che mio padre? >>

L'altro fa cenno di sì con la testa.

<< Oh, madonna mia, madonnina santissima, stiamo inguaiati adesso. >>


Mentre le pagine scorrevano via velocemente sotto i miei occhi, ho sentito il morso ustionante dell'afa, della fame e della sete provata dalla famigliola.

Ho tremato nei momenti di panico, sono crollata dopo le peripezie andate a buon fine, mi sono commossa per Terzus e Jenny, uno dei personaggi più fragili e al contempo forti della storia.

La lettura, nonostante dialoghi palesemente popolari, coloriti e sgrammaticati, scivolerà sciolta sotto ai vostri occhi, offrendovi svariati argomenti di riflessione.

Marchitelli è una garanzia per chi cerca letture curate, impegnate ma di facile comprensione. 

Insomma, per questa rovente estate, che siate a casa, al mare, al lago o in trullo, non potete farvi mancare qualche ora di "evasione" in compagnia dell'allegra compagnia in viaggio col caro estinto.

Parola di Valigia.

Buona lettura,

Tania C.













Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...