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martedì 2 febbraio 2021

Recensione di IO SONO L'ABISSO di Donato Carrisi - Ed. LONGANESI -

 



IO SONO L'ABISSO

Donato Carrisi

Ed. Longanesi

Anno di pubblicazione 2020

Formato Cartonato

Pag. 384

Temi Maestri del thriller

Genere Thriller 

€ 22,00

Ebook disponibile in tutti i principali store online


CONOSCIAMO L'AUTORE

Donato Carrisi - foto dal sito  https://www.longanesi.it/autori/donato-carrisi/ -

Donato Carrisi nasce a Martina Franca nel 1973 e vive fra Roma e Milano. Dopo aver conseguito una laurea in giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento.

Oltre ad essere scrittore è anche regista e sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, sua la firma di molti articoli per il  Corriere della Sera. Tra i suoi romanzi, bestseller internazionali pubblicati da Longanesi, spiccano Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, La ragazza nella nebbia – dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente –, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto – da cui ha tratto il film omonimo – , Il gioco del suggeritore e La casa delle voci.

Ha vinto prestigiosi premi in Italia e all’estero come il  Prix Polar e il Prix Livre de Poche in Francia e il Premio Bancarella in Italia.

Tradotti in più di 30 lingue,  tutti i suoi romanzi  hanno venduto milioni di copie.

TRAMA

Le cinque meno dieci in punto. All’orizzonte il lago è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Gli piace il suo lavoro, sa che è necessario. E sa che proprio tra i rifiuti che le persone buttano via si celano i più oscuri segreti.

Lui sa bene come interpretarli e come usarli. Lo sa perché anche lui nasconde un segreto.

L’uomo che pulisce vive al ritmo di una routine ormai consolidata, con l’eccezione di sporadiche ma memorabili serate speciali.

Quello che ignora è che nel giro di poche ore la sua vita precisa sarà rivoltata dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Nonostante abbia scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepibile ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il gioco non c’è solo il rischio che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente.

Sin dalla più tenera età il vero rischio è sempre stato quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde.

Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce ignora: là fuori qualcuno lo sta cercando. La cacciatrice di mosche è determinata non vuole fallire nella sua missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna.

Quando dal fondo del lago emerge una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è solo una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.


IMPRESSIONI



Donato Carrisi. 

Credo che nemmeno Don Abbondio abbia problemi a ricordare chi sia ''costui''. Una delle penne più brillanti e prolifiche della narrativa thriller/noir italiana. Un giovane autore che nel giro di poco tempo è riuscito ad arrivare alla regia delle sue stesse pubblicazioni riscuotendo grande successo.

Devo confessare che non avevo mai letto nessuno dei suoi romanzi, quasi ''snobbandolo''.

All'uscita di Io sono l'abisso ho trovato la scheda di presentazione del romanzo e, leggendo la trama, mi sono incuriosita. Un bel thriller contorto dall'aria nebbiosa e lacustre! Dovevo dargli una possibilità, così grazie alla disponibilità di Elisa di Longanesi, che ringrazio, ho ricevuto subito una bella copia digitale. 

<< La sua presenza passava inosservata come quella di uno scarafaggio in una festa danzante. >>

Il romanzo in cui i protagonisti principali sono  il male e l'acqua come simbolo del male stesso, si apre con una cartolina di un paesaggio lacustre del Comasco, dove '' l'uomo che pulisce '' svolge con cura maniacale il suo lavoro di ''spazzino''. 

Ama il suo lavoro, lo fa con passione, con la stessa passione che impegna un cercatore d'oro col metal detector in una zona  archeologica. 

Per lui i rifiuti sono una fonte di ricchezza. Non esiste psicologo migliore al mondo dei  rifiuti di una persona: parlano, raccontano e svelano i segreti più intestini di ognuno di noi. 

Svolge il suo lavoro nell'ombra, anche di se stesso. Non ha un nome, non ha un volto vero e proprio pur essendo riconoscibile nel suo anonimato. Non ha una vita virtuale, nemmeno un cellulare. Un uomo ombra cresciuto nella culla del male, impersonato dalla madre che non lo ha mai amato, che lo ha sempre sbeffeggiato chiamandolo mostro grasso, deridendolo e prendendosi gioco di lui, al punto da disfarsene cercando di farlo affogare in una piscina lutulenta, dopo avergli regalato bellissimi braccioli arancioni: bucati!

L'uomo che pulisce non dimentica il male e le umiliazioni subite, ne porta ancora i segni addosso, aggiungendo nuove ''medaglie'' ogni volta che commette un errore, anche microscopico.  Con l'idea fissa ben elaborata di vendetta, passa i suoi giorni tessendo le trame di un piano minuzioso e dettagliato, collezionando rifiuti, soprattutto organici appartenenti in particolar modo ad una donna sulla sessantina, bionda e sola. 

Tra quei rifiuti, che maneggia con scrupolosità chirurgica, trova un frammento di unghia laccato di rosso.

 << Ovunque andrai, ti basterà dipingere una porta di verde e io verrò da te. >>

Un bene prezioso, una reliquia da custodire con cura, di cui renderà subito partecipe  Micky, colui che porterà a termine quella pantagruelica fame di vendetta che non gli da tregua da anni.

Miky, l'unico che in tutta la vita, non lo avrebbe mai abbandonato, nemmeno dopo aver chiuso alle spalle la porta verde...

Mentre sta pulendo un parco sul lungo lago, l'attenzione dell'uomo che pulisce viene attratta dal grido di aiuto di un bambino che sta annegando.

Nonostante riaffiorino, nella sua mente psicotica, gli atroci ricordi di  bambino grassottello coi braccioli arancioni che rischiò di affogare in piscina, si tuffa. 

Quell'io bambino, ancora vivente nel suo delirio, deve essere salvato. L'impatto con l'acqua e col corpo riporta l'uomo che pulisce alla realtà, rivelando ai suoi occhi che il bambino che stava affogando, in realtà, è una tredicenne, la ragazza dal ciuffo viola, vittima anch'essa di abusi da parte di un mondo perverso.

<< Pochi secondi e il loro legame si sarebbe sciolto. Pochi secondi e sarebbero stati entrambi liberi. Per sempre. >>

Quel ciuffo viola spera di trovare nell'uomo che pulisce un'ancora di salvezza da una famiglia che non si prende cura di lei e da un  ragazzo coetaneo che la ricatta e abusa sessualmente. L'uomo che pulisce, invece, ha il solo fine di farla scomparire, dal momento che la ragazza lo ha visto, sfilandogli il mantello dell'invisibilità, dissolvendo il muro d'ombra che proteggeva la sua vulnerabilità.

<< In quegli occhi si riconoscevano  smarrimento, impotenza ma, soprattutto, paura. >>

Trait d'union delle loro anime in delirio, è '' la cacciatrice di mosche '', una coriacea '' Miss Marple''  votata alla causa, emersa da un passato tormentato, che cerca di aiutare chi, come lei, è stata vittima della violenza degli uomini. Una madre martoriata che cerca la pace aiutando altre donne come lei, ma intrappolata nella rete dell'odio , costretta a vivere alla continua ricerca di un perdono che non riesce a concedere a causa delle ferite troppo profonde riportate.

Il sottile fil rouge che sviscera le trame della storia, come ho scritto all'inizio è l'acqua, emblema dell'oscurità in cui si cela il male. 

L'acqua inghiotte, nasconde, uccide. 

L'acqua, con il suo abisso maligno, che forgia e insidia il male nell'uomo che pulisce, segnando per sempre la sua vita.

L'atmosfera dark e opprimente che aleggia per tutta la narrazione fluente e ricca di particolari, accompagna piacevolmente il lettore in un finale dal colpo di scena forse troppo amaro, ma necessario al completamento e al senso  della storia. 

Personalmente, essendo il primo romanzo di Carrisi che leggo, posso dire che l'ho trovato molto accattivante e manipolatore. Ti ipnotizza, giocando con la tua mente, portandoti a costruire soluzioni perfette che verranno ribaltate continuamente sino a dubitare del male stesso per poi arrivare alla verità, sotto il naso per tutta la lettura.

Il romanzo, sospeso tra  quel sottile limbo tra finzione e realtà, è nato sulla base di una storia di cronaca nera, in cui l'autore, citando le sue parole, ha costruito un corpo di mostro, assemblato da parti di assassini e criminali, costretto a chiedersi perpetuamente : '' sono buono o sono cattivo? ''.

Un romanzo che consiglio a chi è alla ricerca di un noir ''diverso'' dai soliti schemi, con quel pizzico di tenerezza a ricordarci che la follia, spesso è tale per mancanza d'amore e umanità. 

Buona lettura

Tania C.




giovedì 30 gennaio 2020

Recensione di BACI AMARI E MUSICA D'AUTORE di Martina Attili - Ed- Longanesi -




BACI AMARI E MUSICA D'AUTORE

Martina Attili
Ed. Longanesi 
Pubblicazione: gennaio 2020
Pag. 223
Collana La Gaja Scienza
Brossura
€ 16,00
Ebook disponibile
Questo libro è stampato col sole. Azienda carboon-free

CONOSCIAMO L'AUTRICE


Martina Attili - foto dal web -






Nata a Roma nel 2001, Martina Attili a sei anni comincia a prendere lezioni di musica e a quattordici scrive le sue prime canzoni. Il 2017 la vede classificarsi tra gli otto finalisti di Area Sanremo. Nel 2018 col brano inedito scritto e arrangiato da lei, Cherofobia, si presenta a X Factor ipnotizzando la giuria. Il brano diventa virale prima della messa in onda dello show vincendo il disco di platino e ottenendo milioni di visualizzazione su You Tube e streaming Spotify, dando il nome all'ep e il via al tour di concerti nel 2019.
Martina è attivista testimonial del Centro Nazionale Contro il Bullismo/Bulli Stop.
Attualmente è impegnata con nuovi progetti musicali per Sony Music.
Questo è il suo primo romanzo.


TRAMA

Sara ha sedici anni e grandi sogni. Gareggia nella Nazionale di pattinaggio su ghiaccio, ma un brutto incidente le ruba i sogni e il futuro. 
Soffre, vive, combatte la paura che la attanaglia, grande quanto il vuoto che c'è nel mondo. 
Sara ha un'amica, la sua migliore amica che è la metà della sua anima, la sua famiglia e che, come tutte le famiglie, la fa sentire in gabbia e libera allo stesso tempo.
Ha un ragazzo. Quello sbagliato. Ma si innamora di quello giusto nel momento sbagliato. Fa un gran casino, si reinventa, rifiutandosi di credere a chi le dice <<è impossibile>>. Sbaglia e cade di nuove, ma non perde la forza di provare a rialzarsi.
Sara ha un dono, ha la voce di un angelo e canta, scrive i suoi pezzi strappacuore, non mangia mai. Leggera come un uccellino, nessuno può farla crollare se non è lei a volerlo.
È una ragazza come le altre. Difficile, incasinata, unica e impegnata a trovare la strada giusta in mezzo alle mille strade sbagliate. Ogni tanto si perde, bisogna perdersi, ma rimanendo aggrappati alla voglia di ritrovarsi.


IMPRESSIONI

Per questa  bella copia cartacea fresca di stampa ringrazio Elena di Longanesi che mi ha accontentata: è stato un piacere riceverla.
Un romanzo appena pubblicato,  scritto da Martina Attili, una giovane donna di appena 19 anni, ma già famosa al pubblico per la sua partecipazione a Area Sanremo e X Factor. Un personaggio che spopola sui social, con una voce che incanta. Ma Martina non è solo voce, musica e televisione. Con questo suo primo romanzo che affronta i quotidiani problemi adolescenziali, si è rivelata anche una brava scrittrice. 
Indovinata la copertina che rispecchia le grandi passioni di Sara, il pattinaggio, la musica e il rosa dei capelli. Mi ha colpita in positivo anche per questo, un dettaglio importante per un lettore. 
Non conoscendo la Attili come autrice, confidavo molto sulla trama che, oltre alla grafica, aveva attirato la mia attenzione. Mi piace il pattinaggio su ghiaccio, mi incanto sempre a veder piroettare giovani ragazzi che si sacrificano per la loro passione quindi, sicura che sarei arrivata all'ultima riga soddisfatta, mi sono avventurata nei sogni di Martina Attili e di Sara, rimanendone piacevolmente sorpresa. 

Non so se avete presente quella sensazione di completo benessere, come se un po' vi sentiste fieri di voi stessi.

Baci amari e musica d'autore è un romanzo, protagonista è Sara Sminor, una tredicenne con un brillante futuro nella Nazionale di pattinaggio su ghiaccio. 
Sara vive coi genitori e il fratello a Roma, va bene a scuola, le piace lo sport, ha anche qualche problema a gestire la rabbia, ma grazie alla sua migliore amica Emma che sa come calmarla sembra riuscire controllarlo.  Sara  ha anche  un dono speciale: canta come un angelo. Studia pianoforte da autodidatta, compone e arrangia i suoi pezzi e grazie alla sua tenacia arriva in finale ad Area Sanremo con un brano speciale  da lei composto e arrangiato: Cherofobia. 
Un brano che racconta la paura della felicità, la tendenza ad evitare situazioni che provocano gioia.

<<La cosa ti ha disturbata?>>
<<Mi disturbano un sacco di cose.>>
<<Tipo?>>
<<Le persone. Odio le persone. Non capisco perché su alcune il karma non funzioni.>>
<<Hai mai fatto del male a qualcuno per questo?>>
<<Non è evidente?>>
<<A te.>>
<<A me.>>


Sara è arrivata a comporre questo brano ripercorrendo un vissuto di circa tre anni, durante i quali ha visto momenti di gloria durante i quali ha riso, ha gioito. Poi la disgrazia che le ha rubato i sogni e il futuro: è caduta, si è rialzata, cadendo ancora, non ha perso la speranza, ma qualcosa si è rotto dentro e intorno a lei.
Mentre si stava allenando col padre per le prossime gare, Sara cade. Il dolore alla caviglia è lancinante, ma con la follia di ogni sportivo, si alza e prova ancora, ma il dolore le trapassa il cuore e il padre è costretto a prenderla in braccio e portarla dal medico.
La diagnosi non lascia spazio a dubbi: 

<<Se Sara volesse continuare a fare sport, allora dovremmo programmare un intervento.>>

Il suo raro scafoide bipartito era rotto, e aveva coinvolto anche il tendine tibiale posteriore.
Il bivio che le si presentava davanti era chiaro: continuare a pattinare, quindi fare l'intervento, o appendere i pattini al chiodo?
Il pattinaggio era importante per Sara, e tra quattro mesi avrebbe dovuto scendere in pista a Canazei. Scucendo al medico la promessa che sarebbe tornata come nuova, Sara affronta l'intervento. 
Quando il destino si accanisce contro qualcuno, lo fa con tutta la potenza di cui dispone. L'intervento al piede non riesce, compromettendo il futuro sportivo di Sara che si ritrova a dover pagare le conseguenze dell'anestesia e dei potenti anti dolorifici. Appena dimessa dall'ospedale passerà le sue giornate vomitando tutto ciò che mangiava e in preda ad un freddo che le divorava l'anima pur essendo in agosto. Il padre la obbligò a reagire, a combattere la forte disidratazione che l'aveva colpita e piano piano si rimise sui pattini, cercando di tornare quella di prima. Non partecipò ai campionati, il suo piede non funzionava più. C'era bisogno di un altro intervento.

Non andavamo d'accordo, quasi per niente, ma l'amore non è bello se non è litigarello.

Le giornate di Sara, tra sport, scuola e canto, erano scandite da burrascosi momenti passati col fidanzatino Francesco. Un ragazzo sbagliato, violento e ribelle, che cercava di tenere Sara legata a lui senza possibilità di liberarsi. Francesco era anche un traditore, un giorno baciò un'altra e lo disse a Sara. La reazione della ragazza fu quella di attaccare verbalmente Francesco e "l'altra", umiliandola e aggredendola verbalmente. 
L'episodio sfociò in un futuro di tira e molla con Francesco e in un piccolo incidente che le diagnosticò un tumore benigno al piede. Il tumore doveva essere operato per non sfociare in qualcosa di peggio.
Il liceo era cominciato, ma le cose non migliorarono in nessun campo, con Francesco era più il tempo passato a litigare e subire che quello passato nella tenerezza del primo amore. 
Poi Sara conobbe Leonardo che fece precipitare il fragile rapporto con Francesco e i suoi sentimenti  per lui.
Leonardo era tutto l'opposto di Francesco: bello, grande,  protettivo e premuroso e soprattutto cercava di spronarla a riprendere in mano la sua vita. Il ragazzo ideale! Ma lei desiderava tutto ciò?
Il secondo intervento per Sara  segnò  definitivamente la fine degli allenamenti su ghiaccio: non avrebbe mai più indossato i pattini, non avrebbe sentito mai più lo screpitio del ghiaccio ferito dalla lama. Ma Leonardo non volle sentire ragione, sapeva che Sara non doveva darsi per vinta, sarebbe tornata in pista, col tempo, pazienza e cure. Ogni giorno la spronava, prospettandole il futuro che aveva sempre sognato. Certo non sarebbe stata più quella di prima, il suo piede non funzionava al massimo delle possibilità, ma chissà... 

Non riesco a dimenticare il passato perché vorrei che fosse il mio presente, e non me importa niente dei piani B perché mi fanno pensare che il piano di partenza è fallito e conseguenza io sono una fallita.

Sara pensava di poter provare qualcosa per Leonardo, ma il suo era un amore che andava oltre l'amore stesso, per questo non avrebbero potuto stare insieme. Poi c'era Francesco, che sembrava cambiato e l'allontanamento da Leonardo fu inevitabile.

Brava Martina a descrivere così bene il fuoco delle emozioni che stavano ardendo in Sara. Con dialoghi brevi e incalzanti, pensieri contrastanti, sferzanti ha plasmato un personaggio quasi autobiografico. Sara, l'adolescente della porta accanto, in balia di un futuro che la sta consumando, protetta dalla famiglia ma violentata da se stessa in bilico sulle note della sua musica. 

Sembrava tutto così nero, lo sport, la sua ragione di vita, era diventato il suo peggior nemico. Nessuno sport sembrava potesse adattarsi al suo piede ormai perso per sempre. L'aiuto del padre la spronò ad avvicinarsi alla canoa. E a ritrovare Leonardo.
Una reticente Sarà si presentò dunque ai primi allenamenti della squadra di canottaggio con i dubbi e le insicurezze di chi sa che non ce la farà mai.
A complicare la situazione poi c'era il fatto di dover condividere una sorta di spogliatoio con soli ragazzi, Leonardo compreso. Già non si sentiva bella, figuriamoci bagnata come un pulcino, con le gambe flaccide e il busto troppo irrobustito dalle pagaiate!
Ma ancora una volta la premura e l'affetto che Leonardo provava per Sara l'aiutò a vincere le sue paure, spronandola a credere di più in se stessa e forse avrebbe anche potuto tornare a pattinare. 
La nuova situazione dava fastidio a Francesco che in preda ad una gelosia morbosa pretese che Sara lasciasse la canoa.
Ma la ragazza scelse quello che in quel momento la faceva stare bene e lasciò per l'ennesima volta la follia spesso violenta di Francesco, legandosi sempre di più a Leonardo, anche se non stavano insieme.
Nel contempo cominciò anche l'avventura Sanremo, c'erano le prove di qualificazione da superare per poter accedere a Area Sanremo.
Aveva il pezzo giusto: Cherofobia. Un brano che rappresentava tutto quello che aveva provato dall'incidente che la derubò del futuro e tutto ciò che stava vivendo adesso. Paura di essere felice.
Insieme alle amiche Jasmine e Gabriella, si qualificò per le semifinali, e sarebbero approdate presto a Sanremo. Ma l'irrequietezza e la tensione sembravano non scomparire.
Da un po' di tempo Sara era entrata in psicanalisi, non mangiava più, o meglio mangiava e poi vomitava, per stare meglio, alla ricerca di un equilibrio interiore. Parlarne in un gruppo di persone disturbate avrebbe dovuto aiutarla, ma la rabbia che provava veniva vomitata ad ogni incontro, come un affronto.

Mi dissero che quello che avevo vissuto in quegli anni non era amore. Ancora una volta mi stavano cacciando dalla mia pista fatta di sicurezze e abitudini. Fuori dalla balaustra, la paura.

Cambiò anche scuola, la vecchia le stava stretta. Quella nuova era più adatta alle sue esigenze, avrebbe potuto studiare musica, avrebbe conosciuto nuovi amici e partecipato a feste. Avrebbe avuto Lorenzo vicino.
Il ragazzo, sempre più legato a Sara, continuava a motivarla, sia nel canottaggio, facendole provare per un attimo l'ebbrezza del podio durante una gara, sia nel pattinaggio. 
Il suo piede non funzionava, è vero, ma avrebbe potuto rompersi in qualsiasi momento e senza i pattini, perciò fanculo ai dottori Sara, con l'auto di Lorenzo, avrebbe ripreso ad allenarsi sul ghiaccio. Con tutte le dovute precauzioni avrebbe potuto farcela e tutto sarebbe andato bene. Lui aveva organizzato tutto alla perfezione.
Ma la cherofobia intrinseca ebbe il sopravvento. Francesco comparve all'improvviso nella vita di Sara, sempre più folle, bugiardo e violento e motivato a distruggere la sua amicizia con Leonardo. E ci riuscì, grazie anche alla gelosia della ragazza di Leonardo che lo fece allontanare dall'amica.
Sara ci cascò di nuovo, sviluppando una dipendenza morbosa per Francesco che approfittò dell'occasione per affondare ancora di più il coltello nel suo corpo già provato.
La relazione, sempre saltuaria e  malata con Francesco, vissuta clandestinamente, non fece altro che farla sprofondare nel baratro della bulimia nervosa, nell'alcool e in una profonda crisi esistenziale, accentuata dagli episodi di bullismo che stava subendo da un po' di tempo. 
Voleva vivere Sara, ma lasciarsi andare era l'unica via di uscita che voleva intravvedere. Nemmeno l'aiuto di Emma, questa volta servì a qualcosa. La trattò male, Sara dava retta solo a se stessa, entrando in un baratro profondo di solitudine e voglia di reagire. 
Ma non poteva mollare, c'erano le semifinali per Area Sanremo alle quali partecipare. 
Sara era pronta...

Come vi ho accennato prima, questo romanzo potrebbe rappresentare la vita della nostra compagna di banco, della vicina di casa o della ragazzina che incrociamo ogni giorno sull'autobus.
Grazie alla sua giovane età, Martina Attili è attenta alle problematiche degli adolescenti figli di una società sempre in corsa e sempre più sterile, sa entrare empaticamente in sintonia con Sara, tenendo incollato il lettore in ogni pagina. Ha saputo raccontare argomenti delicati e attuali senza cadere sul pesante o, al contrario, rischiando troppa leggerezza.
Non si può non amare la fragilità di Sara, il suo essere in competizione coi suoi fantasmi. Sara è la sorellina da proteggere ma anche da riprendere e far rigare dritto.
La Attili è riuscita a dosare in maniera delicata e discreta il  metodo del bastone e della carota, in un crescendo di curiosità per arrivare al finale, aperto sul futuro come la storia di ognuno di noi, con le nostre sconfitte e le vittorie.
Consiglio questo nuovo romanzo non solo ai giovani, ma in particolar modo ai genitori, che spesso  prendono troppo alla leggera i problemi degli figli, troppo presi dai  loro sogni e dalla quotidianità per accorgersi che la vita, a volte, ci piega senza darci un aiuto per sollevare di nuovo la testa.
Buona lettura,
Tania C.


venerdì 10 gennaio 2020

Recensione GHIACCIO E ARGENTO di Stina Jackson - Ed. Longanesi -




GHIACCIO E ARGENTO

Stina Jackson
Ed. Longanesi 2019
Pag. 351
Rilegato
Collana la Gaja Scienza
€ 19,50
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTRICE

Stina Jackson - foto dal web -

Stina Jackson, nel 2019 si è consacrata tra le stelle della letteratura trhiller nordica grazie al suo attesissimo primo romanzo: Ghiaccio e Argento. Ad un anno dall'uscita, solamente con le copie vendute al nord, ha raggiunto una tiratura di 290.000 copie. Nata e cresciuta a Skellefteå, al nord della Svezia, si è trasferita in Colorado, a Denver, dando vita al suo romanzo, pubblicato in Italia ad ottobre 2019 da Longanesi.


TRAMA

Ormai da tre estati Lennart Gustafsson, Lelle, padre di una bella ragazza adolescente, non vive più. Passa ogni notte guidando la sua auto lungo i cinquecento km della Via d'Argento alla ricerca della figlia Lina, scomparsa nel nulla un giorno come tanti proprio lungo la strada che si snoda tra gli alberi secolari dell'antica foresta nel nord della Svezia. Di quella strada, che il sole di mezzanotte non riesce ad illuminare, ma che in estate sembra un nastro d'asfalto sulla luna, Lelle conosce ogni segreto, ogni specchio d'acqua e ogni paese che incontra lungo il percorso. Da tre lunghi anni sua figlia si nasconde lungo quella strada, nelle sue foreste, ma il padre può svolgere le sue ricerche solo in estate: in autunno ricomincia l'anno scolastico e si vede costretto ad interrompere le ricerche. Consapevole di non avere speranze, Lelle fa della speranza l'unica ragione di vita che gli resta.  
Meja un'adolescente che, costretta dalla madre, si ritrova a vivere in una sorta di fattoria sperduta lungo la Via dell'Argento. Lontana dai suoi affetti più cari, con la solitudine nell'anima, Meja incontrerà qualcuno con cui potrà finalmente parlare più di quanto abbia fatto sino ad allora, una nuova famiglia. Con l'arrivo dell'autunno un'altra ragazza scompare nel nulla e il destino di Meja e Lelle si intreccerà in maniera sconcertante e inscindibile.
Scavando nelle ombre più buie dell'animo umano, Stina Jackson ha saputo plasmare il carattere di ogni personaggio incontrato nel romanzo, esordendo in modo geniale come nuova stella della suspense nordica.

IMPRESSIONI

Grazie alla cortesia di Elena di Longanesi che mi ha gentilmente offerto una copia digitale di questo intrigante romanzo, ho avuto la possibilità di conoscere una nuova autrice emergente. Mi sto avvicinando alla letteratura nordica, misteriosa ed affascinante e non potevo non leggere anche questo nuovo gioiello della suspense.
Le aspettative che avevo riposto nel romanzo sono andate ben oltre ogni previsione, facendomi piacevolmente scoprire l'accattivante genialità della Jackson. 
Un romanzo corposo, 350 pagine, scivolate placidamente nella prima parte, velocemente una dopo l'altra come i km percorsi da Lelle, nella seconda parte. 
Insieme a lui mi sono spinta lungo il nastro d'Argento, alla ricerca di Lina, tra mille domande senza risposta e col tormento dell'anima per quella scomparsa inspiegabile. 

<<Accidenti>>, disse Lelle. <<Ma che cosa mi resta per cui valga la pena vivere?>>
Quando lei lo guardò, aveva gli occhi velati dall'ombra di un rimprovero.
<<Devi trovarmi. Sei l'unico che può riuscirci.>>

Lennart Gustafsson ha quarant'anni, è un insegnante di matematica e padre di Lina, una studentessa adolescente che, in una giornata qualsiasi, cosparsa di unguento anti zanzare, sta accompagnando alla fermata dell'autobus. Su quell'autobus Lina non salirà mai e non farà mai più ritorno a casa. Nessuno ha visto e sa nulla di quella ragazzina, sembra che la foresta secolare abbia inghiottito in un buco nero Lina e non permetta a nessuno di trovarla.
Lelle si ritrova a lasciarsi sopravvivere alla perdita della figlia. 

Se gli alberi potessero parlare, avrebbero avuto migliaia di testimoni. 

In balia di giornate vuote e infinite, stanco e trascurato, sa che dopo tre anni non ci sono più speranze di ritrovare Lina, ma sente che non deve mollare laddove le autorità competenti hanno gettato la spugna. Si ritrova così ogni notte, sorretto dalla compagnia del "fantasma" di Lina, a percorrere la lunga Via dell'Argento, la statale del nord della Svezia che percorre l'immensa e cupa foresta. Non può mollare proprio adesso, la sua piccola deve essere ritrovata e l'unico momento buono è adesso, con la luce e il calore estivo, prima che l'inverno stenda la sua coltre gelida a paralizzare anche la sua anima tormentata. 
L'autrice, descrivendo la foresta e le stagioni che si alternano, ha saputo creare una geniale poesia per descrivere l'animo in perenne tormento di Lelle. La lunga strada come l'infinita ricerca, il calore della luce e del sole estivo a rappresentare Lina e la sua adolescenza, il gelo invernale come il tormento che lo attanaglia ogni volta che la speranza sembra venir meno. Delicata e geniale, la Jackson ha dato vita a sentimenti puri e genuini, quelli che nessun genitore dovrebbe mai provare, quelli che si innescano quando si sopravvive ai propri figli. 

Meja annuì. Lo beveva da quando aveva memoria. Caffé o alcol, ma questo non avrebbe potuto confessarlo, non a un estraneo. Il pane era bianco e morbido, si scioglieva sulla lingua; ne mangiò una fetta dopo l'altra, aveva così fame.

Delicatamente, la Jackson interseca la strada di Lelle con quella di Meja, una ragazzina tanto bella quanto sola e bisognosa del calore di una famiglia vera. 
Per seguire la madre dedita all'alcol e antidepressivi, e alla ricerca della tranquillità finanziaria, Meja si ritrova controvoglia, in un punto sperduto, probabilmente inesistente in qualsiasi carta geografica, della Via dell'Argento. 

Non voleva seguire Silje, ma d'altro canto non aveva il coraggio di restare indietro.

La madre Silje, dopo aver conosciuto on line l'ennesimo uomo, molla tutto per andare a vivere nella casa Torbjo, forte bevitore molto più anziano di lei ma che sembra passarsela bene nonostante lo squallore della casa in cui viveva, dispersa nel nulla della foresta. Ma almeno avrebbe avuto una stanza tutta per se e del cibo da mettere sotto i denti. Anche la sua era una fame atavica di sentimenti, di calore e affetto che nessun cibo ma solo una vera famiglia poteva donare. Meja è una ragazzina cresciuta troppo in fretta, che ha imparato a badare a se stessa e alla madre sempre fatta di alcol e medicinali, ma come tutti gli adolescenti ha voglia e bisogno di sentirsi tale, viva e di essere amata.
Meja ancora ignara della svolta che la sua vita sta per intraprendere, si ritroverà a percorrere la stessa strada di Lelle, trovando l'incastro giusto per far venire alla luce la verità insabbiata dagli strati polverosi del tempo. Consapevole che la bella ragazzina non è  Lina, Lelle farà di tutto per starle vicino e  darle l'aiuto di cui ha bisogno. Non l'abbandonerà nuovamente a se stessa, soprattutto ora che anche Hanna Larsson, una diciassettenne così somigliante, non solo nell'aspetto, a Lina, è scomparsa in circostanze misteriose dalla tenda che condivideva con l'amica in un campeggio della Via dell'Argento.

Erano rimaste dieci sigarette dall'estate. Il tabacco era secco e aveva perso l'aroma. Sfrigolò recalcitrando quando gli accostò l'accendino e fece un tiro. Non riusciva a sentire le proteste di Lina, non riusciva nemmeno a vederla. La pelle sempre più flaccida, là dove la barba non era ancora ricresciuta. A volte si chiedeva se lei lo avrebbe riconosciuto, quando fosse tornata a casa. O se entrambi fossero ormai irrimediabilmente cambiati.

La scomparsa di Hanna, diciassette anni, proprio come Lina bionda e con un sorriso dolce, si abbatte come un tornado nella vita di Lelle, spingendo ancora più a fondo la lama nel suo dolore infinito. 
L'aiuto di Meja sarà fondamentale per far luce sul mistero, ma riuscirà a salvare e riportare a casa Lina e Hanna?
Lennart riuscirà a placare le fiamme che ardono la sua anima quasi ridotta alla sterilità?
Dopo una prima parte dall'avvio placido come il lungo nastro  d'argento sulla luna, l'adrenalina inizierà a scorrere dall'inizio della seconda parte del romanzo in un crescendo sempre più emozionante e carico di curiosità.
Non lasciatevi quindi scoraggiare dal numero delle pagine e dallo scandire lento e voluttuoso delle prime pagine, superata la prima serie di curve della Via d'Argento , una giostra di emozioni e sentimenti vi travolgerà sino alla fine, non così scontata come potreste supporre.
Non vi racconto di più, lascio a voi scoprire se l'anima travagliata di Lelle ritroverà il luminoso sorriso sorriso di Lina e se la fragile Meja riceverà, finalmente, l'amore di cui ha da sempre avuto bisogno.
Stina Jackson è un'autrice ricca di sorprese, da non perdere di vista perché ci regalerà ancora tante nuove avventure, che scopriremo solo leggendo.
Buona lettura

Tania C.




venerdì 22 novembre 2019

Recensione L'OSPITE CRUDELE di Rebecca Fleet -Ed. Longanesi -






L'OSPITE CRUDELE

Rebecca Fleet
Traduzione  R. Garlaschelli
Ed. Longanesi 2019
Genere Thriller
Collana La Gaia Scienza
Pag. 320
€ 18,60
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Rebecca Fleet - foto dal web -

Rebecca Fleet ha studiato ad Oxford e lavora nel campo del marketing. L'Ospite crudele è il suo romanzo d'esordio. 


TRAMA
Il giorno in cui Caroline riceve la proposta di uno scambio-case tra il suo appartamento a Leeds con una elegante villetta nel quartiere residenziale nei sobborghi di Londra, accetta senza riserve. L'idea che uno sconosciuto entri in casa sua non le da motivo di preoccuparsi, per lei, adesso, la priorità è quella di staccare la spina allontanandosi da tutto e tutti, compreso il figlio ancora piccolo. È l'ultima possibilità di salvare il suo matrimonio con Francis. Le cose non vanno però come le aveva programmate. Non solo perché i problemi che sperava di lasciarsi alle spalle continuano ad inseguirla... C'è qualcosa di strano, di inquietante nella villetta. Una vicina, all'inizio amichevole, si rivela morbosamente curiosa ed ossessiva. E dentro a quell'abitazione che per Caroline avrebbe dovuto essere estranea, col passare del tempo, compaiono segnali troppo precisi e conosciuti che la terrorizzano. Fotografie appese in corridoio, fiori nel bagno. Segnali apparentemente innocui agli occhi di tutti, ma non per Caroline. Tutto parla di lei, del suo passato e di un segreto tragico e fatale che avrebbe dovuto conoscere solo lei. Consapevole di essere, suo malgrado, caduta in una trappola e di non poter chiedere aiuto a nessuno per paura di perdere tutto ciò che sta cercando di salvare, una domanda la assilla. Chi si cela veramente dietro alla persona con la quale ha scambiato la casa? Chi si trova, in quel momento nel suo appartamento a Leeds? 



IMPRESSIONI

Tempo fa lessi la trama di questo thriller dal titolo inquietante. La curiosità mi ha spinta a chiederne una copia da poter recensire a Longanesi. Ringrazio Francesca per avermi inviato subito un ebook. 
Le aspettative su questo thriller dal titolo al contempo curioso ed agghiacciante non mi hanno deluso. Caroline, tra flashback del suo passato alternato ai ricordi di un marito che si sta lasciando andare, e  al cadenzare dei racconti inquietanti di chi sta vivendo nel loro appartamento , mi ha conquistata da subito, incollandomi al mio fedele Kindle sino alla fine. Devo ammettere che è stata una lettura impegnativa da seguire essendo un romanzo che potrei considerare corale, ma la soddisfazione provata nello scorrere delle pagine e negli intrighi dei salti temporali, ha ripagato dell'impegno della lettura. 

Non si può fare la frittata senza rompere le uova. Non si può distruggere qualcosa e desiderare nel contempo di conservarlo. Non si possono tenere al sicuro i ricordi e nel contempo desiderare di aprire gli occhi una mattina e scoprire che sono stati cancellati... Non è possibile prendersi cura di ciò che si ha e nel contempo innescare la bomba, fare un passo indietro e rimanere a guardarla mentre esplode... Si, questo io e Caroline lo capiamo bene.

Dietro all'apparenza di una bella famiglia moderna, benestante, alla quale non manca nulla, nemmeno un piccolino a riempire di allegria un bell'appartamentino a Leeds, Caroline e Francis stanno attraversando un periodo di crisi, sull'orlo della rottura. Facile è per Caroline cercare evasione dalla routine quotidiana, lasciarsi andare ad una ventata di aria fresca nelle vesti di un giovane collega che sembra veramente interessato a lei come donna. Facile è paragonare un uomo più giovane e pieno di vita ad un marito di parecchi anni più grande di lei che si sta lasciando vegetare sul divano, assuefatto al torpore degli stabilizzanti dell'umore per non affrontare la realtà, pur essendone attratto e incuriosito.  Il suo matrimonio è a rischio, la tensione in casa è insopportabile e Caroline sente che deve far qualcosa per salvarsi prima che la situazione diventi irrecuperabile. 
L'occasione giusta si presenta quando riceve la proposta di uno scambio case. Il suo appartamento a Leeds certo è bello, ma una villa nel quartiere residenziale di Londra! Quando mai le ricapiterà una simile occasione? Accettare la proposta è una buona soluzione. Staccare la spina per un po', dal un marito che pur essendo a conoscenza dei fantasmi che la stanno tormentando, preferisce essere spettatore inerme anziché scuotersi e cercare di trovare una soluzione, dal figlio piccolo che le porta continuamente via energie. Si, tutto questo l'aiuterà a salvarsi e salvare il suo matrimonio. Caroline, insieme alla sua famiglia è pronta a trasferirsi per riprendere in mano la sua vita e scuotere il marito, renderlo più responsabile. 
L'arrivo di Caroline nella casa di Londra mi ha inquietato parecchio. Una bella villa, arredata con cura, pulita e luminosa ma asettica, quasi come se fosse stata appena costruita e Caroline fosse stata la prima ospite. Nessuna traccia riconducibile al proprietario o all'inquilino. Un candore lattiginoso, vergine ma insidioso. Man mano che la donna inizia a prendere confidenza con la casa, piccoli ed apparentemente insignificanti particolari accendono lampadine di allarme nella mente di Caroline, particolari che la faranno vacillare. 

Comincio a guardare più a fondo, a scavare. Passo le mani sotto le credenze e i divani, controllo dietro le tende. Sono in camera, in gioncchio accanto al letto, quando la mia mano s'imbatte in qualcosa di duro e liscio, spinto contro la parete dietro la testiera. Lo tiro fuori e fisso la boccetta di vetro ho in mano. È un dopobarba e, non appena vedo il logo nero, lo riconosco. Avvicino il naso e il profumo scatena un'ondata istantanea di nostalgia che mi arriva al cuore, come un pugno.

Fiori improvvisamente apparsi nel bagno, musica del suo passato, profumi a lei sin troppo conosciuti. Sono solo coincidenze oppure è tutto voluto da qualcuno che sta tirando i fili di un gioco macabro del quale si ritrova ad essere pedina protagonista?
Chi si cela dietro al proprietario di quella villa che sembra rievocare i fantasmi di un passato ingombrante e mai sopito?
Chi è la vicina di casa, all'apparenza una persona gentile ma un po' curiosa, che col passar del tempo si rileva morbosamente invadente? 
Ma soprattutto chi vive in casa sua, nascosto nell'ombra, ma astuto e capace di far sgretolare ogni certezza, come a volerla punire?
A tratti incalzante e serrato per poi lasciar spazio al placido tuffo nei ricordi, lo stile col quale la Fleet ha improntato il suo romanzo, seduce il lettore, lo confonde lasciando intendere una realtà fatta di sicurezze, pronte a sgretolarsi come sabbia all'arrivo delle onde, ad essere rimesse in gioco quando il passato irrompe con prepotenza nel presente.
Arrivare alla fine è l'obiettivo primario, poco importa se bisogna preparare la cena o andare in posta. La sete di scoprire le carte in tavola e concludere il gioco, aspettando che venga calato l'asso nella manica, condurrà il lettore ad un finale del tutto inaspettato. Perché nonostante i nostri piani, le nostre certezze, la realtà è fatta di attimi, di conseguenze scatenate da cause che pensavamo sopite. La verità ha il passo lento, ma arriva sempre, ovunque. 
Consiglio questo thriller non solo agli amanti del genere, ma anche e soprattutto a chi volesse approcciarsi per la prima volta. Intrigo, mistero, passione e azione saranno vostri fedeli compagni di viaggio tra le pagine de L'ospite crudele. 
Fateci un pensierino, potrebbe essere anche un bel regalo per il prossimo Natale.
Buona lettura, 

Tania C.





domenica 29 settembre 2019

Recensione di DETONATOR di Andy McNAB - Ed. Longanesi




DETONATOR
Andy McNAB
Ed. Longanesi Luglio 2019
Collana La Gaja Scienza
Pag. 394
Traduttori Ragazzi I.- Tettamanti S.
Formato Rilegato 
€ 18,70
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTORE

Andy McNAB - foto dal web 


Andy McNab è lo pseudonimo dietro il quale l'autore si cela per motivi di sicurezza. Nel 1984 è entrato nel SAS e da allora ha preso parte a operazioni in ogni parte del mondo, fino al 1993. Nel '93 ha cominciato a scrivere, dapprima raccontando le sue esperienze come soldato in Pattuglia Bravo Two Zero e Azione immediata. Si dedica poi alla narrativa d'azione. Con Controllo a distanza, suo primo romanzo e grande successo internazionale, ha regalato agli appassionati del genere un nuovo eroe: Nick Stone. In Italia, tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Longanesi.

TRAMA

Tradito e abbandonato ad un terribile  destino sulle Alpi, quando riprende conoscenza Nick Stone capisce subito di essere vivo per miracolo.
Il s sangue sulle mani sembra provenire dalla sua testa. Ha una ferita che non riesce a vedere e la nebbia che avvolge i suoi pensieri ne è la conferma. Privo dei suoi ricordi,  l'unica cosa certa è che qualcuno ha tentato di ucciderlo. E pensa di esserci riuscito. Vendetta, il suo unico pensiero. Ma un bambino di sette anni è il suo unico aiuto e di certo non è il compagno ideale per l'inseguimento di un gruppo di spietati assassini. Sa che deve proteggere il bambino a costo della sua stessa vita, cercando di far luce su chi lo ha tradito e su cosa è realmente accaduto prima dell'incidente. Tra vittime in aumento e rocambolesche fughe in tutta Europa, diventa il ricercato numero 1 delle Squadre Speciali di tre nazioni, sulla scia di sconosciuti criminali senza scrupoli che lucrano sulle miserie umane. Il suo scopo è quello di fermare un terrorista solitario che minaccia di scatenare l'inferno nel mondo occidentale. La miccia è stata accesa, ma chi ha davvero in mano il detonatore? 


IMPRESSIONI

Sono pochi gli autori di romanzi d'azione che catturano la mia pazienza e attenzione. Se togliamo il Maestro Clive Cussler e un giovane autore australiano, Matthew Reilly, poco conosciuto in Italia, la mia biblioteca finisce li. Mi sono innamorata della copertina di Detonator mentre spulciavo il catalogo Longanesi. Letta la trama, senza conoscere l'autore, non so il perché, ma pensai subito ad un racconto autobiografico. Era invece un romanzo, ma la biografia dell'autore lasciò trasparire l'influenza del suo passato che aveva preso vita nei suoi romanzi. Chiesi speranzosa a Longanesi di poterlo recensire e, grazie a Francesca, mi arrivò subito una copia ebook.
Spinta dalla curiosità di cominciare una nuova avventura, in quanto Detonator fa parte di una serie di romanzi autoconclusivi ma legati dal filo conduttore delle avventure del protagonista, Nick Stone, mi buttai a capofitto sulle pagine luminose del Kindle durante il tragitto in pullman di una domenica fuori porta. 
Il romanzo è diviso in tre parti, la prima, più lenta e descrittiva, dove vengono presentati i protagonisti e i loro ruoli, la seconda, meditativa e di preparazione all'azione di salvataggio e la terza, quella conclusiva, di azione e terrore.  

Qualcuno - chissà chi - mi ha detto una volta che a un corpo in caduta occorrono circa cinque secondi per raggiungere la velocità limite. Allora, quanto ci vuole prima che io colpisca la terra? Ho la sensazione che un tempo avrei saputo come calcolarlo. Adesso so soltanto che è la distanza tra continuare a vivere ed essere completamente fottuto una volta per tutte.

Nick Stone, protagonista di questo nuovo capitolo, si ritrova senza ricordare come e perché, a bordo di un moderno suv in bilico su un baratro, tra le vette delle Alpi. La sua memoria è offuscata da una brutta ferita aperta alla testa, ma sa per certo che qualcosa o qualcuno lo ha fatto finire fuori strada mentre stava fuggendo.
Il circolo vizioso nel quale sembrano finiti i suoi ricordi rallenta ogni azione del suo corpo intorpidito dall'impatto dell'auto con la foresta innevata e il pericoloso dirupo. Ma la sua calma e sangue freddo riescono a metterlo in salvo. Mentre cercava di recuperare i ricordi perduti ripassando le tabelline, qualche flash lacera i suoi pensieri: non era un dottore, ma doveva aiutare qualcuno. Aveva ricevuto chiare istruzioni al riguardo da un uomo in una stanza verde. L'uomo lo chiamava Nick, quindi quello doveva essere il suo nome. Ma chi era l'uomo della stanza verde, e cosa voleva da lui?
Dei passi pesanti, poco distanti da lui, fecero scricchiolare la neve, delle voci fendevano il silenzio del bosco: doveva nascondersi, chiunque lo avesse buttato fuori strada lo voleva morto e stava cercando conferma. Erano così vicini che poteva vedere la pelle d'ebano e l'anello con le aquile di uno e la figura tarchiata dell'altro. Guardando nel dirupo i due uomini si congratularono per il buon lavoro svolto e se ne andarono.
L'aquila, Albania. Nick conosceva quel simbolo, tipico della bandiera albanese, ma perché e dove lo aveva visto? Le tempie pulsano e i pensieri scattano come ingranaggi di un meccanismo sconosciuto. Mentre cerca di ritrovare una strada sicura e lontana dagli aggressori, Nick scopre di essere armato e di avere un bagaglio degno di un soldato, poi all'improvviso la sua mente è squarciata da un ricordo...

Un gigantesco autoarticolato con un nome sulla fiancata posteriore e il logo di un'aquila impressa sui due paraurti. Il genere di aquile che immagini aggrappate a una svastica. Sento lo stridore degli pneumatici, vedo il fumo uscire dai cerchioni. Avverto l'odore di bruciato del liquido dei freni e della gomma sull'asfalto.


È un piccolo flash, ma può aiutarlo a ricordare cosa era successo prima. Attraversando la foresta innevata, descritta così minuziosamente che sembrava di sentire lo scricchiolio dei rami spezzati e della neve sotto ai piedi, Nick arriva sulla strada, poco distante dal punto del suo incidente. Una scena poco consona per il luogo gli si para davanti: un elegante suv blindato era parcheggiato davanti ad un capanno nei pressi di una cascata. Quel suv, apparentemente vuoto, gli ricorda qualcosa. Un inseguimento forse, anzi una scorta. Lui stava proteggendo il suv e quando all'improvviso un grosso camion lo ha speronato mandandolo fuori strada con lo scopo di ucciderlo. Ma chi stava proteggendo? E che fine avevano fatto i passeggeri del suv? Le voci che echeggiano nella sua testa, una lingua straniera, donne, bambini. In preda al caos Nick sale sul suv, i sedili ancora caldi, schiacciati dal peso non indifferente di una persona. Un corpo riverso coperto di sangue, fori di proiettili. Un uomo minuto, Frank. Lo aveva assoldato per proteggerlo e portare a buon fine una missione, ma quale? E quell'uomo, Frank, aveva un figlio, che fine aveva fatto il bambino di sette anni? Controllando meglio il cadavere di Frank si accorse che sotto c'era quello di un bambino di circa sette anni. Il figlio di Frank. Non era riuscito a proteggerli ed ora erano morti, uccisi da dei proiettili di qualche delinquente senza scrupoli.
Ben presto Nick si accorge che il bambino respira. Il piccolo Stephan, figlio di Frank, è vivo, era solo svenuto per la paura e per il peso del corpo del padre che gli ha fatto da scudo.
La memoria sembra fare scintille, ombre e luci si fanno largo tra la nebbia degli ultimi minuti. Stephan è vivo, si è ripreso e, anche se un po' frastornato sembra stare bene. Devono scappare da li, gli assassini potrebbero tornare e sarebbe pericoloso restare in zona se venissero a sapere che sono entrambi vivi.

Mai fare segni su una cartina. Perché dire al nemico dove stai andando e cosa stai facendo?

Per Nick e Stephan comincia così rocambolesco peregrinare da una città all'altra, confondendosi e nascondendosi per non farsi trovare. A quest'ora avranno capito che non sono morti e la caccia è di nuovo aperta e ancora più feroce.
Stephen aiuta Nick a ricordare, a far luce su spezzoni di ricordi che gli affiorano durante la fuga. Nick aiuta Stephan a capire il perché si ritrova orfano di padre, in Svizzera e in compagnia di uno strampalato agente segreto inglese che annovera un passato nei corpi speciali delle missioni nelle zone calde del mondo, sempre in prima linea.
C'è una matrigna da scovare e far "cantare", un castello da espugnare e un killer senza scrupoli da stanare. Non sarà facile, la notizia dell'incidente si è diffusa ovunque, la morte del ricco imprenditore russo Frank Timis ha riscosso clamore, soprattutto perché il figlio di sette anni, con lui al momento dell'uccisione, è stato rapito. Probabilmente da un pedofilo e quando c'è di mezzo un bambino e un pedofilo, nascondersi diventa ancora più difficile. Nick è pronto a tutto, non sarà facile, ma riuscirà a portare a termine la sua missione. Stephen è un bambino sveglio, mangia broccoletti, tifa Brindisi e legge Dostoevskji, non sarà un problema addestrarlo alla vita dura che si prospetta loro davanti. In gioco c'è la loro pelle e probabilmente molto di più. C'è la pista albanese da seguire e quella russa che sembra avere sede in Svizzera...
Attraverso un viaggio senza legge , Nick e Steve, piccolo rapper biondo sotto copertura, si vedranno coinvolti in pericolosi appostamenti e inseguimenti. Steve è ben addestrato, sa perfettamente quali sono i suoi compiti: interpretare la parte del figlio di Nick, stare nascosto nel bagagliaio della polo verde, imparare le parole d'ordine e i piani di emergenza se qualcosa fosse andato storto.
Nick lo avrebbe salvato dalle grinfie della matrigna e degli assassini che gli davano la caccia da giorni.

Riesci sempre a cacciarti nei guai. Non puoi farci niente... sei fatto così.

Nonostante i piani di Nick studiati al dettaglio anche se spartani, i conti sembrano non tornare mai. C'è sempre qualcosa che sfugge, qualcosa che all'ultimo rovina tutto e li costringe a fuggire di nuovo, finendo spesso nei guai. Svizzera, Francia, adesso Italia, precisamente verso Brindisi. In Puglia. Li  erano incentrati  gli affari di Timis. Li avrebbe trovato la risposta al perché della fuga di Frank. Li si trova il terrorista che non solo ha distrutto una famiglia e lo vuole morto ma è accecato dal delirio di onnipotenza che lo ha spinto in un gioco al potere pericoloso per una buona parte dell'umanità  occidentale.
Riuscirà Nick a fermare il conto alla rovescia e salvare l'occidente dal pericolo che sta correndo? 

Da sempre il mio mantra era: perché preoccuparsi di ciò che non si poteva cambiare? Forse, se l'avessi ripetuto all'infinito, avrei potuto iniziare a crederci ...

Con un ritmo incalzante e avvincente Andy McNab mette a segno un altro centro nel suo bersaglio. Il lettore si ritrova a percorrere strade tortuose insieme a Nick, sentendo il calore che si sprigiona nel bagagliaio incollando i vestiti addosso al piccolo Stephan. Sente le tempie pulsare e vede la nebbia diradarsi lasciando spazio ai ricordi. Sente il sapore del cioccolato sciogliersi morbido in bocca e l'accattivante profumo delle salsicce grigliate insinuarsi nelle  narici voluttuosamente. Ma sente anche scorrere l'adrenalina durante i corpo a corpo e le fughe rocambolesche di Nick.
Mille emozioni e un caleidoscopio di colori e profumi pervadono le pagine di questo romanzo. 
Anche se è un nuovo capitolo di una lunga serie, non ho riscontrato problemi ad entrare in confidenza col personaggio, a conoscerlo e capire i fantasmi che lo attanagliano. È un romanzo che può essere letto tranquillamente come qualsiasi altro romanzo autoconclusivo: c'è sempre tempo per conoscere il passato. Chi già conosce Andy McNab di sicuro apprezzerà l'emozione di questa nuova avventura del protagonista, per chi come me non ne avesse mai sentito parlare, è una possibilità per conoscere un nuovo interessante autore ed innamorarsi dello scapestrato protagonista. La prossima volta, però, cominciando dall'inizio ...

Buona lettura,
Tania C.


venerdì 20 settembre 2019

Recensione de GLI ACCOPPIATI di Jennifer Miller e Jason Feifer ed Longanesi







GLI ACCOPPIATI

Jennifer Miller e Jason Feifer
Ed. Longanesi 2019
Pag. 448
Cartonato
Collana La Gaia Scienza
€ 19,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO GLI AUTORI

Jennifer Miller e Jason Feifer - foto dal web -


JENNIFER MILLER
Moglie di Jason Feifer, è una giornalista e scrittrice. Collabora nella Styles selection del New York Times ed è autrice di romanzi di successo, tra i quali The year of Geadfly e Gli accoppiati, scritto a quattro mani insieme al marito e pubblicato nel 2019 da Longanesi. 
(Fonte: dal web)

JASON FEIFER
Nel 2019, per Longanesi pubblica Gli accoppiati, scritto insieme alla moglie Jennifer Miller. 
Collaboratore di riviste di successo come The New York Times, Mean's Healt, The Washington Post, dirige la rivista Entrepreneur. 
(Fonte: dal web)

TRAMA

Lucas Callahan è giovane, ma ha già trovato il suo amore con la A maiuscola: il giornalismo. C'è da vedere se questo amore è ricambiato. Lui le idee le ha chiare: prossimo alla laurea, lascia la facoltà di giurisprudenza, la promessa sposa sull'altare e la prospettiva di un futuro in una città di provincia, per inseguire il suo sogno di una carriera come giornalista, tuffandosi nell'anima della Grande Mela. Riesce ad ottenere un impiego alla rivista Empire, con la convinzione che presto avrebbe sfondato e scalato il successo. Ma una notte, in un bar del centro, una splendida donna lo invita a casa sua...
Carmen Kelly, bella e scaltra, avrebbe desiderato diventare una giornalista di successo ma, a causa della <<mentalità da club di soli uomini>> del giornalismo di Manhattan, si ritrova invischiata, senza possibilità di fuga, a scrivere articoli come opinionista sessuale proprio per la rivista Empire. Nel suo ultimo articolo racconta una notte di sesso con giovane  bel ragazzo incontrato in un bar del centro. Il ritratto che ne evince è di un ragazzo più giovane di lei, bello ma goffo, inesperto,  imbarazzante a tal punto da rasentare il ridicolo. Solamente dopo aver letto il crudele articolo Lucas si rende conto che la splendida donna della notte di passione è la famosa Carmen Kelly, opinionista sessuale della sua stessa rivista. Umiliato e furioso, Lucas, risponde all'articolo raccontando la sua esperienza con Carmen, firmandosi <<Mr. Bravo Ragazzo>>. Inaspettatamente, l'articolo di Lucas, pubblicato da Empire diventa virale, tanto da catturare l'attenzione del pubblico, assetato di conoscere altri dettagli. La redazione di Empire cogliendo la palla al balzo, per aumentare la tiratura delle copie, decide che Carmen e Mr. Bravo ragazzo, la cui identità è conosciuta solo a Carmen, una volta a settimana dovranno andare a letto insieme e scrivere l'esperienza in una sorta di botta e risposta. Il successo, col rovescio della medaglia, non tarda ad arrivare. I due ragazzi si ritrovano nel mezzo di un seducente gioco alla fama da parte dei ricchi e potenti della città, sino ad arrivare a scoprire molto di più di una forte attrazione l'una per l'altro. Alla fine dei giochi però c'è un bivio che li metterà davanti ad una scelta: fama e successo personale o l'onestà del cuore?

IMPRESSIONI

Poco tempo fa mi innamorai senza un preciso perché della copertina de Gli accoppiati, un nuovo romanzo edito da Longanesi. Lessi frettolosamente la trama, cosa assai insolita per me, ma la grafica semplice, moderna e al tempo stesso vintage di quei palazzoni di N.Y. era troppo attraente. Ne feci richiesta a Francesca & Francesca e le simpatiche ragazze di Longanesi, sempre disponibili, mi inviarono l'ebook. 
Mi aspettavo tutt'altro genere, la fretta ahimè, mi aveva dato la falsa convinzione di un intrigante thriller dal retrogusto rosa e piccante. Ho quindi iniziato a leggerlo con l'attenzione che si pone  solitamente ad un romanzo ad alta tensione. Man mano che leggevo, sotto l'ombrellone, mi ritrovavo invece con le lacrime agli occhi, cercando di soffocare attacchi di risate inconsulte che mi avrebbero fatto passare per pazza agli occhi dei placidi vicini spiaggiati a sonnecchiare nei loro lettini. Avevo tra le mani un romanzo esilarante, deliziosamente spiritoso e con quel pizzico di piccante che spesso si ritrova a scatenare sane risate nel lettore.

Empire
Dipinte di fronte alla zona degli ascensori in massicci caratteri scuri, quelle sei lettere erano l'equivalente di un megafono di un pugno in faccia. Quindi non c'era da stupirtsi se il semplice fatto di scendere al ventinovesimo piano tendesse a intimidire chiunque.

Questo è il pensiero che passa per la testa a Lucas, un giovane giornalista, ogni volta che si recava alla sua postazione di lavoro per l'Empire, sede della rivista nella quale riponeva il sogno ambizioso di fare carriera e diventare un giornalista famoso. Per quel lavoro, anche se doveva passare per la "gavetta", aveva rinunciato al matrimonio lasciando la fidanzata quasi sull'altare e la prospettiva di una vita tranquilla e monotona in provincia, ma soprattutto aveva rinunciato alla specializzazione in giurisprudenza, non potendo più permettersela vista la sua scarsa disponibilità finanziaria. Il lavoro all'Empire è tutto per lui ed è pronto anche a fare il "lecchino" del direttore pur di guadagnarsi un posto fisso e di successo. Era disposto anche a rinunciare alle sue dozzinali cravatte anonime in cambio di prestigiose e costose cravatte di seta di un noto stilista di grido. Seguendo la pista del compiacimento si ritrova coinvolto in assurde serate di sesso, droga e champagne, delle quali al mattino avrà solo   ricordi confusi. 

Tentare e fallire è sempre meglio di non fare nulla.

Dopo un anno quasi da asceta nella Grande Mela, Lucas decide di vivere la città notturna e si reca in un bar dove rimane folgorato dalla vista di una bella ragazza, un po' più grande di lui, ma con un magnetismo irresistibile. 

Doveva imparare a nuotare molto in fretta, se non voleva annegare nel gelido mare newyorkese.

Facendosi coraggio Lucas si fa avanti con la misteriosa ragazza e tra timidezza, impacci e impicci,  i due finiscono a letto insieme a casa della donna. 
Per Lucas è una notte diversa da quelle passate con la sua ex, una notte di fuoco e passione che va oltre la routine di una coppia navigata. La camera della donna è come un nido voluttuoso, le lenzuola costose di cotone puro e preziosi fanno si di sembrare avvolti da una morbida nuvola. Lui, abituato a biancheria dozzinale e rustica!
L'idillio di Luca però ha fine ben presto. Carmen Kelly, opinionista della rubrica hot di Empire, pubblica un articolo sulla sua recente notte passata con un ragazzo conosciuto in un bar. Il ragazzo è bello, scrive Carmen, ma talmente goffo e inesperto da rasentare il ridicolo! Senza pietà, questa è la versione che Carmen rilascia nel suo articolo. Inutile dire che Lucas, scoperta l'identità di Carmen leggendo l'articolo, ne sia rimasto profondamente umiliato e offeso. L'ira che gli pervade l'anima lo spinge a scrivere una risposta alla sua compagna di quella notte brava, inviando un articolo a Empire. L'articolo di risposta, dolce, quasi romantico, viene pubblicato a firma di Bravo Ragazzo. La querelle tra Carmen e Bravo ragazzo diventando virale, fa aumentare le vendite della rivista tanto da spingere il direttore a proporre una richiesta insolita a Carmen e di conseguenza a Bravo Ragazzo, dall'identità a lui sconosciuta.
Carmen è da sempre innamorata e amante del direttore J.J., divenendone nel tempo il giocattolo personale da usare a suo piacimento. Facendo leva sul sentimento che lo lega a Carmen, il direttore le chiederà un incontro sessuale a settimana con Bravo Ragazzo. La povera Carmen, credendo fermamente che quello potesse essere il trampolino di lancio per la celebrità e quindi di poter avere una rubrica di spessore, accetta la sfida. La coppia avrebbe dovuto incontrarsi a casa di lei e sperimentare tutto quello che passava loro per la mente, la parte passionale di Carmen e quella più romantica e razionale di Bravo Ragazzo e, alla fine dell'incontro, avrebbero dovuto scrivere i loro articoli. Ritrovarsi nell'intimità accogliente della casa di Carmen è per Lucas un sogno, come un bambino al luna park. Ma come tutti i bei sogni, la routine sembra spegnere la passione che lega i due ragazzi. Mentre Carmen continua a scrivere articoli taglienti sulle imbarazzanti performance di Lucas, il ragazzo risponde mantenendo alto il profilo delicato e romantico del suo essere. Ma più di li non si va. Il pubblico vuole di più... ed ecco l'idea brillante di Jay Jay: la coppia, per risvegliare la vitalità ormai spenta, avrebbe dovuto giocare col fuoco. Avere rapporti in Hotel, dai quelli di basso rango sino ai più lussuosi, sperimentare improbabili giocattoli e travestimenti, partecipare a improbabili festini vip dove scorrono fontane di dollari, champagne e droga, in un turbinio di vergogna, sfrontatezza, paura e indifferenza.
Il gioco di J.J. sembra funzionare, la tiratura della rivista lievita giorno dopo giorno e come un leone, è pronto a buttarsi sulle sue prede facendone un lauto pasto. 
Non ha però fatto i conti con i sentimenti dei ragazzi, andando avanti, il gioco si tramuta in qualcosa di più. Dopo qualche botta e risposta velenoso e un tiro poco etico di Carmen, Lucas rivela l'identità di bravo ragazzo, mettendoci la faccia. Il pubblico va in visibilio, ma la magia di un sentimento pulito e tenero che sembra sbocciare tra Carmen e Lucas finisce separando la vita privata e professionale dei due amanti. 
Arriva così il momento della trionfale entrata in scena di Miranda Kelly, la nonna di Carmen.
Chi è Miranda, e cosa ha in serbo per Carmen? ...

Tra gag esilaranti, imbarazzanti equivoci e bizzarre situazioni, lo potrete scoprire. Ovviamente se leggerete questo romanzo fresco e divertente. 
Mentre leggevo, tra una risata e l'altra, mi è stato facile catalogarlo come un "Cinquanta sfumature di un coppia scoppiata" , una sorta di esilarante e romantica parodia della famosa serie. Un po' alla Sex and the City e Mr. Gray a ruoli invertiti. Certo, la trama non ha clamorosi colpi di scena e potrebbe risultare un "déjà lu", ma potrebbe invece rivelarsi un serio  spunto di riflessione sul mondo del lavoro e sul punto sino al quale una persona è  disposta a spingersi  per ottenere il lavoro il lavoro dei suoi sogni. 
Un romanzo attuale, che mette in luce il pericoloso gioco delle relazioni virtuali e di favore. 

Se vi è piaciuta la recensione, non vi resta che leggere il libro.

Buona lettura,

Tania C.




Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...