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giovedì 4 maggio 2023

Recensione L'ULTIMO BAR di Massimo Bigi - Ed. Ass. Terre Sommerse -

 






L'ULTIMO BAR

Autore Massimo Bigi

Ed. Ass. Terre Sommerse

Formato Brossura

Pag. 104

€ 19,90 con cd allegato

Ebook presente in tutti gli store digitali, anche con cd allegato



CONOSCIAMO L'AUTORE


Massimo Bigi, foto su sua gentile concessione 


Massimo Bigi nasce nel 1958 a Castiglione del Lago (Perugia),

suggestiva cittadina sulle rive del Trasimeno.

Cresce con uno spiccato amore per la musica e la lettura ma

non si considera né musicista né scrittore.

Da chitarrista anarchico a divenire tecnico del suono, il passo è 

breve e la sua passione per la musica lo farà approdare poi 

nell’ambito della produzione musicale.

Per alcuni anni si fa le ossa in qualità di tour manager presso la 

famosa agenzia romana “Teatro e Musica” di Fausto Paddeu.

Grazie a questa esperienza ha l’opportunità di lavorare con 

importanti artisti italiani, tra i quali Enrico Ruggeri. Proprio col 

Rouge scatta un grande feeling che si trasforma ben presto in 

una forte e indissolubile amicizia che farà emergere Massimo 

come autore di brani musicali, prodotti dallo stesso Ruggeri.

Nel 2020, prodotto da Enrico, pubblica l’album “Bestemmio e 

Prego” che già dal primo ascolto accoglie i favori del pubblico e 

della critica musicale.

Bigi, pur provandoci, non si ferma e continua a collaborare 

sempre con Ruggeri all’album “LA RIVOLUZIONE”, firmando 

alcuni brani e partecipando come ospite al tour omonimo.

In questi giorni è uscito nelle librerie e in tutti gli store digitali il 

suo nuovo lavoro intitolato “L’ULTIMO BAR”, un libro di racconti 

corredato da un “concept album”.



IMPRESSIONI DI UN'ANIMA PERSA

ALL'ULTIMO BAR



<<... L'ultimo dei bar alla fine è solo un bar ... >>


Buonasera lettori della Valigia.

Quella che state per leggere è una recensione un po' diversa dalle mie solite, che raccontano le mie letture o i miei viaggi di  approfondimento. Quella di oggi è si la recensione di un libro, ma anche di un album musicale e il racconto di una mia elettrizzante esperienza all'interno di quel mondo. 

Quando, per la prima volta, vidi Massimo, il Bigi (per gli amici), ero poco più di un'adolescente, innamorata follemente delle poesie musicali di Ruggeri.  

Un amico in comune, proprio durante un concerto di Rouge, del quale Massimo era tour manager, me lo fece conoscere e, da allora, non ho mai perso i contatti. 

È impossibile non volergli bene e non essere amici del "Bigi", la sua carica travolgente è contagiosa, ti cattura, il suo spirito sognatore  ha la capacità di trascinarti nel cuore delle sue idee e diventarne parte attiva, proprio quello che mi è successo lo scorso anno.

Con l'umiltà e il grande cuore che lo identificano, l'estate scorsa, il Bigi mi chiese di aiutarlo nel suo nuovo progetto che riguardava la prossima uscita di un libro di racconti allegato ad un album di canzoni, nati dalla sua penna e dai suoi accordi.

Come dirgli di no, come rifiutare, quando un amico ha bisogno di te?

Iniziai così, onorata di tanta fiducia riposta in me, la mia nuova e personalissima avventura nell'affascinate mondo degli editor, ascoltando i brani,  leggendo in anteprima i racconti e sistemando qua e la qualche congiuntivo ribelle.

Un racconto al giorno, emozioni intense, nuovi luoghi da esplorare, nuove menti con le quali interagire ed  entrare in sintonia.

I racconti di Massimo sono contenuti nel libro "L'Ultimo Bar", allegato ad un album progressive di canzoni che ho personalmente  definito rock "da meditazione".

Ogni racconto è dedicato ai protagonisti delle canzoni e alle loro esperienze di vita. Sono tutti personaggi che potrebbero far parte della quotidianità di ognuno di noi,  col loro bagaglio emozionale, trascinato fino a L'Ultimo Bar.

Ubicato in una qualsiasi provincia americana, L'Ultimo Bar, è il protagonista principale di ogni racconto. 

Locale dal sapore legnoso, vintage. L'aria densa di volute di fumo e vapori di alcol sapientemente dosato dall'abilità di Frank, il suo gestore.

<<... Perso nei miei giorni aspettando treni che non passano nemmeno per pietà... >>

Tra polvere, cielo afoso e laghi, ogni personaggio si ritrova a passare dal bar scandendo il  tempo cullato dall'abbraccio di  una dolce malinconia che trasporta chi legge e ascolta in un'atmosfera così familiare e accogliente, che quasi dispiace dover tornare alla realtà una volta letto il racconto e ascoltato il brano.

Nulla vieta, però, di continuare a scambiare due chiacchiere con Frank, di raccontargli i nostri problemi o, semplicemente, le nostre giornate. 

Lui, anche se non ha la soluzione concreta, sa sempre di cosa abbiamo bisogno per superare il momento critico. Birra, vodka, gin, una buona parola e una pacca amichevole sulla spalla, sono gli ingredienti che rifiniscono il suo carattere talmente taciturno da essere prolisso e  rendono il suo locale il refugium peccatorum perfetto per chi  si perde dentro le buche seminate lungo le strade della vita.

<<... Ho visto gente perdersi in un bicchiere altre non perdersi mai... >>

I clienti fissi dell'Ultimo Bar sono persone al margine, che dalla vita non hanno avuto sconti ma che hanno ben chiaro ciò che vogliono: un po' di comprensione e amore. 

Anime nate o finite nelle tempeste che la vita ti fa trovare lungo il percorso. 

Lottano, sperano, ci credono fino in fondo per poi sbattere contro il muro della realtà ma, dietro a quel muro, c'è Frank col suo fantastico margarita appena versato, pronto ad elargire i suoi saggi e muti consigli. 

Dietro il bancone c'è anche Cheryl, la ragazza del bar, nuova arrivata, pronta a servirti e a scambiare qualche parola di conforto, cercando di placare i suoi tormenti di apprensiva madre single. 

In un angolo, immersa nel fumo denso delle sue sigarette, puoi trovare  Rachel, davanti ad un bicchiere di lacrime e gin tonic, persa nelle sue domande e nelle cattiverie che altre donne le incollano addosso senza pietà. Nessuno sa quando, come e perché sia arrivata a L'Ultimo Bar e nessuno glielo chiederà mai. C'è, fa parte di quel luogo e questo basta a farla salire di diritto nella giostra delle anime perse.

<<... Quattro anime perse nella penombra del fumo tra un liquore e un profumo sorridendo a nessuno si lasciano andare in braccio al tempo ...>>

Altri personaggi si avvicendano durante le giornate liquide e fumose del bar. 

Storie, ricordi, attimi di altre anime che hanno incrociato e segnato le loro vite. 

Entri, ti siedi e tutto accade con effetto domino: i pensieri si sciolgono liberi nell'aria diventando un pot-pourri di confidenze comuni. Nessuno chiede di più e, anche se a volte si parla troppo, l'ascolto prevale sulla curiosità perché non serve sapere altro di più del qui e ora. 

È proprio in quel momento, quando capisci di essere ascoltato senza giudizi universali appesi sopra la testa come una Spada di Damocle, che diventi parte di quel microcosmo nebuloso, di una famiglia un po' al limite, ma pronta ad accogliere e dare una nuova possibilità di riscatto.

Ho definito L'Ultimo Bar "Un viaggio nel cuore dell'umanità al margine di sé stessa" perché ogni brano e ogni racconto invitano a riflettere, a scavare nel margine della nostra anima per capire quanto essere sé stessi e riuscire a stare a galla nella società, a volte, possa essere difficile nonostante i nostri sforzi per essere compresi e accettati. 

Massimo, con una delicatezza pacata e sottile è riuscito a trasmettere il disagio di certe situazioni sull'orlo del precipizio e a farne il punto di forza del carattere di ogni personaggio.

Tra un giro di do e i tre puntini di sospensione, emerge dalle proprie ceneri la voglia di nuova vita che cerca di farsi strada  nello strato coriaceo del terreno nel quale era iniziata. 

Per quanta strada possiamo aver fatto, se vogliamo andare avanti, dobbiamo tornare al punto esatto dal quale eravamo partiti, come Massimo che, a due anni dalla pubblicazione del suo album "Bestemmio e prego", si è rimesso in gioco, tornando esattamente al punto dal quale era partito: con la sua chitarra  all'Ultimo Bar. 


La grande e preziosa amicizia tra Bigi e Rouge - foto su gentile concessione di Massimo -


Per chi ancora non conoscesse questo, come lui stesso si definisce "Chitarrista anarchico e distratto, inciampa su note e pause come fossero scalini non adatti al suo passo irregolare" , mi sento in dovere di consigliare, oltre all'ascolto dei brani, la lettura dei racconti.

Come già scrissi all'uscita del cofanetto, i motivi per acquistarlo sono tanti:

1. È un album di canzoni d'autore allegato ad un libro di racconti che svelano il dietro le quinte dei personaggi delle canzoni. Quindi prenderete 2 piccioni con una fava, e non c'è cosa più bella che leggere con un coinvolgente sottofondo musicale.

2. Se dico che sono canzoni d'autore, significa che in questo album, oltre al Bigi, sensibile paroliere e chitarrista graffiante, ci hanno messo l'anima, voce e chitarre grandi nomi del panorama musicale italiano: il chitarrista magico Riccardo Cherubini, la soave Andrea Mirò e il poeta chansonnier Enrico Ruggeri.

3. Il percorso di questo progetto è stato lungo, intenso, divertente e merita di essere conosciuto.

4. Sarà un'avventura che vi porterà in luoghi nascosti della vostra anima e non mancheranno spunti sui quali riflettere.

5. I racconti sono brevi, scorrevoli e scritti con un linguaggio semplice, poiché la sottoscritta "bacchettona" ha "volutamente" lasciato correre qualche licenza poetica molto personale... (volutamente...)


6. La prefazione del libro è stata scritta da Enrico Ruggeri ed è già quella una poesia. Subito dopo la sua prefazione, e di questo mi sento onorata e orgogliosa, c'è la mia esperienza a L'Ultimo Bar quindi, se mi volete bene, sentirete il bisogno di leggerla.

Ultimo, ma non per importanza, il libro ha una cover pazzesca che racchiude l'essenza di tutto il lavoro fatto. Un piccolo capolavoro di arte grafica senza tempo ma che buca lo schermo e brucia l'asfalto.

Sperando di avervi convinti, vi auguro buona lettura e buon ascolto, ricordandovi che l'alcol, se ne abusiamo, può far male ma musica e libri sono terapeutici.

A presto, con nuove recensioni,

Tania C.






 

 


sabato 17 ottobre 2020

Recensione musicale di COME SE FOSSE FACILE di Massimo Bigi feat Enrico Ruggeri

 COME SE FOSSE FACILE


Massimo Bigi e Enrico Ruggeri. Foto su concessione di Massimo Bigi

Cari amici della Valigia buongiorno.

Oggi mi sono presa un giorno di pausa dai miei amati libri per ascoltare un po' di buona musica. 

Il 2 ottobre 2020 è uscito il singolo Come se fosse facile di Massimo Bigi feat. Enrico Ruggeri, seguito poi dall'album, prodotto con lo zampino di una delle più famose e poliedriche voci italiane, proprio Enrico Ruggeri. 

Dopo mesi di impegnativo lavoro, partendo dalle fondamenta di un gelido inverno, passando per le mura di una torrida estate, finalmente Il Bigi, come è conosciuto da tutti, con l'aiuto dell'amico storico Enrico Ruggeri e tutto il loro staff, è giunto a conclusione della sua opera, l'album Bestemmio e prego.

In uscita il 16 ottobre, Bestemmio e prego è un album al quale il Bigi e Ruggeri hanno lavorato gomito a gomito da ''decenni''.  

A 62 anni Bigi, di Castiglione del Lago,  dal 1993 cresciuto come direttore musicale prima e  come tour manager di Enrico  poi, è oggi un graffiante cantautore. Uno di quelli che bucano l'anima di chi si ritrova nelle parole delle sue canzoni. 

Ho avuto modo di conoscerlo ai tempi di Peter Pan Tour, a Lizzano in Belvedere, in montagna, grazie ad un amico in comune. Massimo era appena diventato Tour manager di Ruggeri e, quell'estate una tappa del tour era prevista nello stadio del paesino vicino a dove ho passato l'adolescenza.

All'epoca ero una ragazzina, innamorata di Enrico e disposta a fare ore di coda pur di avere un posto in prima fila appiccicata alle transenne del palco. Un sogno avverato, poter assistere a quel concerto quasi sul palco! 

Grazie all'aiuto del nostro amico  Andrea e grazie alla disponibilità di Massimo,  per la mia felicità, riuscii  ad avere il badge per i camerini, anche se poi non mi invitarono a mangiare le tigelle! Brutti che erano, tutti e tre, a me le tigelle piacevano e piacciono ancora tanto, quindi se volessero rimediare a quel mancato invito io sono sempre disponibile.

Di anni ne sono passati parecchi da quel '93, all'epoca Bigi era agli esordi, ma il tempo lo ha maturato, trasformando i suoi pensieri in ottima musica dall'anima rock.

Vi voglio parlare oggi proprio del singolo tratto dall'album : Come se fosse facile.

Una canzone che, dalla prima nota, mi è entrata subito in circolo, nel profondo della mia anima e li è rimasta, riecheggiandomi in testa ogni momento della giornata. 

Una canzone che racconta di quanto non sia semplice, ogni giorno, alzarsi col sorriso e vedere il bicchiere mezzo pieno.

Ascoltandola più volte, è anche molto orecchiabile, ho iniziato a riflettere sul messaggio che mi è arrivato.

In un mondo che, soprattutto adesso, è diventato ostile in ogni campo, dal lavoro ai rapporti sociali, non è  facile alzarsi da letto la mattina e trovare la forza per andare avanti senza cedere alla via più facile, quella di comodo ma che spesso non porta da nessuna parte.

Giorni ''vuoti'', statici, durante i quali non accade nulla dove il tempo sembra essere fermo anche se passa inesorabile e veloce in mezzo a gente così diversa ma tutta uguale, persa in in una vita sempre più virtuale.

<<Come se fosse facile uscire la mattina di casa, evitare ostacoli e prigioni, salutare fare finta che va bene perché è quello che conviene. Come se fosse facile>> 

(Cit. dal singolo Come se fosse facile Bigi-Ruggeri)

Mentre si riflette sul senso di questi giorni  è inevitabile fare il punto della situazione: l'unica strada da percorrere sembra quella di piegarsi alla convenienza del sorriso stampato in faccia e del ''va tutto bene''.

Dentro a queste parole ci ritrovo il mio vissuto, la mia quotidianità. Anni che mi scivolano via veloci nella lentezza di giorni che spesso sembrano tutti uguali, scanditi dagli schemi perpetui della routine. 

Spesso non ho voglia di raccontare ad un mondo che non è più capace di fermarsi un attimo ad ascoltare, quello che sta mi sta succedendo. Il mantra è sempre quello: sorridi e vai avanti, tanto a nessuno importa come stai. 

Quante volte ce lo siamo sentiti ripetere dai nostri genitori o da chi ci sta vicino?

Ma non è così scontato, quando hai una giornata storta,  quando tutto ti sembra inutile, quando non gira, stamparsi in faccia quel sorriso e convincersi che tutto va bene, soprattutto quando non sei disposto a venire a patti con la convenienza di comodo o solo per non darlo a vedere agli "altri".

Come se fosse facile stamparselo in faccia a comando un sorriso quando non ne hai voglia. 

Parlare è facile, da fuori, ma se provassimo per un attimo a metterci nei panni degli altri, forse capiremmo proprio quel  "come se fosse facile".

Il messaggio che mi è arrivato da  questa canzone è che  Massimo Bigi voglia porre l'attenzione su quanto sia importante e di aiuto fermarsi un attimo ad ascoltare se stessi e chi incrocia il nostro cammino. Un messaggio sul quale dovremmo riflettere tutti. Imparare a leggere al di la dell'apparenza per scoprire che invece sarebbe più facile se ci si ascoltasse un po' di più.

La voce soavemente morbida e intrigante di Massimo imprime alle sue parole un pathos e un ritmo difficile da non amare già dalle prime note. Il graffio del Rrouge è quel tocco che la rende "la canzone", quella che appena sveglia desideri ascoltare perché ti è entrata talmente dentro da cantarla anche mentre dormi.


foto dal web

L'album Bestemmio e prego, interessante già a partire dal titolo,  è uno scrigno ricco di accordi che spaziano dal rock al folk grazie alla collaborazione di nicchia di cantautori come Mirò, Silvio Capeccia (tastierista e fondatore degli Champagne Molotov e dei Decibel con Ruggeri ) e con un'altra  meravigliosa chicca di  Enrico, forse più chansonnier che rock, ma capace di emozionare facendo vibrare le corde dei sentimenti. 

Uno scrigno da aprire e da ascoltare con l'anima per conoscere più a fondo Massimo Bigi, uno di noi, un ragazzo sessantenne dal cuore rock che ha lavorato scrupolosamente per il sogno nel quale ha sempre creduto. 

Come dicevo a Massimo poco fa, non sono un critico musicale e non pretendo di intendermi di musica, ho solo voluto rendere omaggio con le mie emozioni alle parole che un uomo ha reso poesia in musica. 

Spero di aver coinvolto anche voi lettori; 

ogni tanto, nella pausa tra un libro e l'altro, un po' di buona musica aiuta a distendere i pensieri e a rilassarci oltre che a darci la carica giusta per affrontare le nostre giornate.

Vi lascio qui sotto il link del video di Come se fosse facile invitandovi non solo ad ascoltarla ma a guardarla perché è strepitoso, grazie anche alla meravigliosa cornice naturale che fa da sfondo: l'Umbria, paese natio di Massimo. 

Ringrazio Massimo Bigi per la pazienza che ha avuto nel rispondere subito ai  miei messaggi e per la disponibilità che mi ha accordato. Ma soprattutto lo ringrazio per le belle emozioni che mi ha dato con le sue canzoni.

Adesso, guardando con gli occhi dell'ottimismo ad un futuro di nuovo ''libero'', aspetto il tour, perché ho voglia di tornare ragazzina ed incollarmi di nuovo alle transenne davanti al palco, perché c'è bisogno di tornare ancora a riempire stadi e teatri cantando a squarciagola sulle note del cuore.

A voi, amici della Valigia, auguro buon ascolto.

https://youtu.be/OOLVeF1v5Ps


Tania C.



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