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sabato 18 settembre 2021

Recensione LA BOTTEGA DELLE ESSENZE di Erica Bauermeister - Ed. Garzanti -

 



LA BOTTEGA DELLE ESSENZE

Erica Bauermeister

Ed. Garzanti

Collana Narratori Moderni

Genere Narrativa Straniera

Formato Cartonato con sovraccoperta

Anno di pubblicazione: 2019

Pag. 352

€ 18,60

Versione digitale disponibile in tutti gli store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Erica Bauermeister
Foto da Garzanti

Erica Bauermeister è stata insegnante di letteratura alla University of Washington.

Insieme ai figli e al marito vive a Seattle, dove si è trasferita dopo aver vissuto due anni nell'Italia settentrionale.


TRAMA

<< Ogni profumo racchiude una storia. Se impariamo a proteggerlo, diventa parte di noi. >>


L'unica stanza della casa che ad Emmeline ha sempre ispirato una forte curiosità è il laboratorio del padre dove, su alti scaffali fanno bella mostra di sé numerose file di bottigliette.

Non sono comuni ampolle di profumo e nessuno deve toccarle: al loro interno custodiscono una piccola pergamena su cui sono impresse rarissime essenze: l’odore della pioggia in una mattina di temporale, il sentore del fumo nell’istante in cui fuoriesce dalla pipa, la dolcezza del miele di cui profumano le promesse di una madre. 

Emmeline ne è ipnotizzata: la curiosità la spinge a saperne sempre di più: quanto vorrebbe che il padre le raccontasse la storia di ciascuna ampolla e le insegnasse a catturare quei profumi! 

Ogni volta, però, il carattere chiuso e brusco del padre,  le impedisce di apprendere i segreti di quel mestiere e, soprattutto, di avere notizie di sua madre, la donna che l'ha messa al mondo e che  non ha mai incontrato. 

Ma l'improvvisa scomparsa del padre cambia tutto. 

Rimasta sola, Emmeline inizia a interrogarsi sulle proprie origini, sa che è giunto il momento di scoprire le sue origini e se ha altre radici oltre a quelle che ha imparato a conoscere. 

Per scoprirlo, però deve prima escogitare un modo di arrivare alle boccette dalle quali è tanto attratta e sciogliere il velo di  mistero che riguarda la creazione di quelle essenze. 

È consapevole che solo una di quelle ampolle potrà indicarle la strada giusta da percorrere per capire chi è davvero e trovare e abbracciare quella madre che è sicura esistere da qualche parte là fuori.

Dall’autrice di La scuola degli ingredienti segreti, bestseller mondiale grazie al passaparola dei lettori e alle recensioni entusiastiche della stampa internazionale, un nuovo romanzo lirico ed evocativo. 

La storia di una ragazza pronta ad attraversare i confini del cuore e dell’immaginazione per trovare la propria identità. 

Un inno al seducente fascino dei profumi che sanno risvegliare emozioni sopite e ricordi capaci di deviare il corso della nostra esistenza.


IMPRESSIONI

Ringrazio di cuore Linda di Garzanti che mi ha concesso l'opportunità di leggere La Bottega delle essenze, anche a due anni dall'uscita. I libri e le recensioni non passano mai di moda, soprattutto quando contengono magia e in questo romanzo la magia ci accompagna lungo il viaggio tra le essenze della protagonista.

Erica Bauermeister, dopo il successo de La scuola degli ingredienti segreti nel 2009, La casa dei destini intrecciati nel 2011 e L'arte di cucinare desideri, nel 2019 torna a scalare le classifiche editoriali con questo romanzo ricco di alchimia, drammaticità e sentimenti, riscontrando grande favore tra i suoi fans. 

Una nota speciale va alla copertina. 

Gioia per gli occhi e per l'olfatto, raffigura il bancone di un erborista, con ampolle, spezie, fiori e un pizzico di magia che lascia presagire il voluttuoso contenuto. 

Insomma, se avevate dei dubbi, questo libro vale già dalla copertina.

<< Noi esseri umani siamo fatti quasi interamente di acqua, a parte i massi dei nostri segreti. >>

Once upon a time Emmeline...

Chi di noi, sentendo improvvisamente un odore, non si è lasciato trasportare da ricordi tornati a galla magicamente.

Un luogo, una persona, un oggetto, un momento, un sentimento. 

Ogni cosa che ci circonda e che ha a che fare col mondo ha un proprio odore che stimola i nostri sensi, anche a distanza di decenni.

Quante volte abbiamo pensato a quanto sarebbe bello poter racchiudere l'aroma di un particolare momento della nostra vita per poterlo annusare in seguito, quando ne abbiamo più bisogno?

Questo era proprio il lavoro del padre di Emmeline: catturare gli odori su dei foglietti e rinchiuderli in ampolle sigillate con la ceralacca in modo da poterli ritrovare nel tempo, eternamente impressi in quei foglietti. 

<< Le bottiglie proteggono i foglietti, se le apriamo troppo spesso, gli odori scompariranno. >>

Ma gli aromi, così come i ricordi, sono eterei e labili. Non si possono imprigionare per sempre. Saranno loro a trovarci al momento giusto.

Lo aveva capito subito il burbero padre di Emmeline.

L'uomo, lasciata la moglie, quando la figlia era ancora molto piccola, si rifugiò con la bambina su un'isola deserta dell'arcipelago di Broughton, nella British Columbia, per portare a termine un importante esperimento sui profumi. 

L'isola, raggiungibile solo una volta al mese, durante le notti di luna piena, avrebbe protetto Emmeline dalla società cosmopolita, aiutandolo nella sua formazione di ''naso'' cattura essenze, facendola crescere in maniera semplice, a stretto contatto con i profumi della natura e lontana da ogni inquinamento.

Aveva inventato, quando ancora stava insieme alla madre di Emmeline, un macchinario che, partendo dal principio di scattar foto istantanee della Polaroide, avrebbe catturato su dei foglietti l'essenza di qualsiasi cosa presente sulla terra, materiale o spirituale e, una volta ''stampato'', avrebbe custodito il foglietto in centinaia di ampolle raccolte ordinatamente negli scaffali del capanno sull'isola. 

Quelle ampolline racchiudevano un tesoro prezioso agli occhi di Emmeline: l'essenza di ogni cosa, della vita stessa.

Non solo essenze materiali come quelle sprigionate dalla natura o dal fumo della pipa, ma anche odore di casa, di coccole, di felicità o odori acri come la paura, il disagio. Ogni singolo aroma era classificato in quelle allettanti boccette alle quali ad Emmeline non era concesso accedere, accrescendo in lei la curiosità verso quel mistero.

Un giorno, quando finalmente sarebbe stata in grado di creare le sue essenze, tutto avrebbe avuto un senso.

<< Non sai mai cosa può fare una sirena. >>

La vita sull'isola trascorse tranquilla, fuori dal tempo, quasi sospesa in un mondo fatato dove Emmeline e il padre raccoglievano molluschi, funghi, frutta selvatica e coltivavano un piccolo orto. 

Una volta al mese le sirene  lasciavano  sulla baia pacchi con generi di prima necessità e qualche sorpresa per la piccola, rendendo la vita sull'isola ancora più magica.

Ma la bambina, così come non aveva accesso alle ampolle, non aveva nemmeno il permesso di accedere alla scogliera e alla baia, il padre era stato tassativo!

Crescendo Emmeline cominciò a porsi le domande più naturali per una ragazzina: dove era la sua mamma e perché il padre non ne parlava mai evitando l'argomento in modo duro? 

Cosa c'era nel mondo fuori dall'isola e perché il padre non voleva che si avvicinasse a quella strana macchina cattura odori e alle boccette? 

La convinzione che quelle boccette potessero contenere le risposte ad ogni suo perché, crebbe con  lei finché un giorno,  dopo un litigio col padre, decise di distruggerle lanciandole dalla scogliera proibita.

<< Stava arrivando un cambiamento, ne percepivo l'odore. Somigliava al fruscio dei sogni prima del risveglio, la mattina. Quel delicato strattone ai fili della gravità mentre la marea lenta cambia direzione e inizia a trascinarti verso il mare aperto.

Fu quello il giorno in cui il padre scomparve tra le onde della scogliera per cercare di recuperare le preziose boccette e fu quello il giorno che segnò la  vita della nuova Emmeline.

Adesso non era più la bambina che correva felice sull'isola alla ricerca di nuove essenze. 

Non era più la bambina che festeggiava il compleanno il giorno dello spuntar delle viole.

Non c'era più il padre che ogni sera leggeva per lei le favole da quel libro consunto al quale alcune pagine erano state strappate senza saperne il motivo. 

Adesso avrebbe veramente dovuto contare solo su stessa e sul suo ''naso'', fare affidamento alle sensazioni che quella nuova nuova vita le avrebbe procurato.

Sola!

Era rimasta sola coi suoi sensi di colpa e da ora in poi avrebbe dovuto pensare a sé stessa, ai suoi boschi pieni di odori, ai molluschi da raccogliere ed essicare, alla legna da accatastare e alla sua mamma.

Ma il destino aveva progetti diversi per lei. 

Dopo aver distrutto le boccette e la macchina cattura odori e con la scomparsa del padre, i giorni si fecero bui e tristi, presa dallo sconforto la piccola si lasciò andare finché non arrivò qualcuno a salvarla da quell'oblio in cui era precipitata.

Emmeline, che ormai aveva circa tredici anni, per la prima  volta da che aveva ricordi, mise piede sulla terraferma, in una cittadina di una landa battuta dai venti del nord ma di una bellezza selvaggia, coi suoi cottage colorati e le piccole barche dei pescatori e dei rifornitori degli innumerevoli isolotti presenti nell'arcipelago.

La terraferma rappresentò la crescita di Emmeline, il suo debutto nella società moderna ed evoluta, dove il cibo era sempre presente in tavola ogni giorno, senza bisogno di procurarselo a mani nude nel bosco facendo scorta per il rigido inverno.

L'arrivo nella piccola cittadina la vide  affrontare il mondo della scuola e il contatto coi coetanei per la prima volta. 

Un mondo duro e difficile, non tanto per lo studio, il padre le aveva insegnato a leggere, scrivere e la scienza, sua materia preferita, quanto per l'approccio coi compagni. 

Invece di ricevere aiuto per integrarsi, la ragazza fu da subito vittima di bullismo da parte dei gradassi della classe. Presa di mira perché ''diversa'', veniva vessata e tormentata continuamente a causa del suo dono di catturare nuovi profumi.

<< Sentii l'odore del nervosismo su di lui, ma sotto c'era l'aroma di fumo di legno di ontano, pulito e sincero. >>

Se non fosse stato per Fisher, un ragazzo dai capelli rossi che le dimostrò da subito amicizia e protezione, Emmeline avrebbe smesso di frequentare le lezioni.

Si trovava così bene con Fisher, forse perché, come lei, anche lui era diverso, sensibile e sapeva leggere l'anima delle persone come lei sapeva leggerne gli odori. 

Grazie a Fisher diventò adulta e scoprì sé stessa, la sua essenza più intrinseca. 

<< ''Segui il tuo naso, Emmeline.''

Erano le parole di mio padre, ma la voce che sentivo nella testa era la mia. >> 

Insieme alla consapevolezza di sé arrivò anche il momento di mettersi alla ricerca delle proprie origini, di quella madre della quale non sapeva nulla ma che in cuor suo sapeva essere viva in qualche posto e che presto avrebbe trovato e finalmente avrebbe potuto non solo abbracciarla, ma scoprirne quell'aroma di miele caldo così tipico delle mamme.

Aveva già tutto in mente. 

Tutto programmato e studiato punto per punto coi pochi indizi che aveva. 

Solo una volta trovata la madre avrebbe potuto lasciarsi andare, risolvere i suoi dubbi, dare tutte le risposte alle domande alle quali il padre non aveva mai voluto rispondere. Quel padre che le mancava così tanto e che lei aveva spinto tra quelle onde per recuperare le ampolle perdute per sempre, quel padre che le aveva sempre mentito e tenuto nascosto importanti segreti.

Ma lo scontro con la realtà non fu poi  così dorato e profumato di torta di mele e cannella come aveva immaginato.

A volte la realtà gioca scherzi poco simpatici, mettendo a dura prova il cuore e la logica.

E allora non rimane che lasciarsi guidare dai profumi per trovare la via giusta...

Questa è la storia di Emmeline, ovviamente molto più ricca di emozioni e sensazioni che potrete ritrovare leggendo.

La bottega delle essenze è un romanzo che ho letto d'un fiato, togliendo ore al sonno.

Ne ho assaporato ogni pagina che mi ha ispirato, metaforicamente, le quattro stagioni.

L'estate, ricca di colori, come la vita in libertà sull'isola, coi suoi profumi rossi e gialli di sole, di sale, di gaultheria e mirtilli rossi; 

l'autunno, dolce e malinconico come il ricordo del padre scomparso, dai profumi aranciati, avvolgenti e speziati, di legna che arde sul fuoco, funghi e mele alla cannella;

l'inverno, che segna il difficile percorso di Emmeline dopo l'arrivo in città, col profumo argenteo e metallico  della pioggia fredda che pizzica il naso e fa lacrimare gli occhi;

la primavera, simbolo di rinascita e di nuova consapevolezza, nuove prospettive, desideri finalmente realizzati, con un profumo verde brillante di rugiada e di fiori di melo, di erba tagliata e menta, di viole.

Per chi conoscesse già l'autrice sarà facile ritrovare lo stile calmo e pacato, soave, che prende il lettore per mano conducendolo fino alla fine, quasi ipnotizzato dalle emozioni.

Per chi invece non conoscesse ancora Erica Bauermeister, è questo il momento giusto per farlo, magari proprio con La bottega delle essenze.

Se amate i profumi e i ricordi ad essi legati, se amate i paesaggi nordici aspri e selvaggi, non potrete fare a meno di conoscere Emmeline e il suo dono speciale, sono sicura che gli animi più romantici e spirituali ne saranno estasiati.

Unica raccomandazione, durante la lettura è d'obbligo accoccolarsi in poltrona, accendere un incenso alla cannella e lasciar vagare la mente nella scia aromatica.

Buona lettura,

Tania C.








mercoledì 24 febbraio 2021

Recensione STRANGER di Keren David - Ed. GIUNTI -

 



STRANGER

Keren David

Ed. Giunti

Anno di pubblicazione 2021

Formato Brossura

Traduzione Valentina Zaffagnini

Pag. 302

€ 14

Ebook disponibile nei maggiori store digitali


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Keren David, prima di esordire come scrittrice col suo primo romanzo When I Was Joe, è stata giornalista e sceneggiatrice.

Oggi vive a Londra ed è caporedattore del The Jewish Chronicle e insegna alla City University .

Tra i prestigiosi premi vinti dai suoi romanzi ricordiamo la Carneige Medal e il premio Brandford Boase.


TRAMA

 ''Totalmente coinvolgente. Non riuscivo a smettere di leggerlo.'' 

Cat Clarke, autore di Girlhood

Due ragazze, due epoche, una sola sconvolgente verità.

ASTOR, ONTARIO, 1904.

La sedicenne Emmy  appena fuori della foresta quando si trova davanti un barcollante ragazzo nudo, sporco e coperto di sangue.

Il ragazzo è un selvaggio, in stato confusionale e non ricorda nulla del suo passato.

Nonostante i compaesani guardino con disprezzo il ragazzo, Emmy, che ne è fortemente attratta, lo ribattezza Tom, prendendosi cura di lui.

Fino al giorno in cui, in un cottage isolato della foresta viene ritrovato il cadavere di un uomo.

Chi è Tom? È veramente il mostro dipinto dalla gente?


ASTOR, ONTARIO, 1994.

È il 105° compleanno della bisnonna Emmy e Megan arriva ad Astor da Londra per festeggiarla.

Col cuore spezzato ed un inconfessabile segreto che la sta logorando, la prospettiva di una felice riunione di famiglia sembra lontana per Megan.

Il giorno in cui un cadavere mummificato viene alla luce ai piedi del bosco, la ragazza decide di aiutare un vecchio amico a far luce sull'identità del corpo, scoprendo la traccia di un ragazzo selvaggio, arrivato improvvisamente in città all'inizio del secolo e in qualche modo legato alla bisnonna.


IMPRESSIONI

Stranger di Keren David, mi è stato offerto in  edizione cartacea da Marilou di Giunti Editore. La ringrazio di cuore per questo bel romanzo e per aver accettato la mia richiesta di collaborazione.

Ne lessi la trama curiosando tra le novità del 2021 rimanendo colpita dalla storia curiosa e tragica e mi incantò anche la curiosa copertina che, scoprii leggendo, richiama il cuore della storia.

All'arrivo, ne incominciai subito la lettura, venendo rapita dalla narrazione, quasi come un incantesimo mi avesse trascinata nella foresta canadese senza darmi la possibilità di uscirne, se non arrivando alla fine.

Narrato  in prima persona dalle voci di Emmy e Megan, precisamente bisnonna e pronipote, il romanzo si snoda lungo un arco di tempo che va dal 1904 al 1994, raccontando le vicissitudini tragiche dell'adolescente Emmy e della diciannovenne Megan.

<< Pensavo fosse meglio nasconderti la verità, ma ora ne dubito. Stavo soltanto cercando di proteggerti. Cercavo di fare del mio meglio. Perdonami tesoro mio. Perdonami. >>

Ambientato nell'Ontario, nella fittizia città coloniale di Astor, sorta poco distante da Toronto, al limitare di una lussureggiante foresta di  querce, il romanzo si apre con Emmy, una intraprendente sedicenne che, insieme all'amica del cuore Sadie sta passeggiando lungo una foresta.

Sadie, tra gli alberi scorge un'ombra indistinta e cupa che si sta dirigendo verso di loro. Scambiato, sul principio, per un animale, le due amiche scoprono ben presto che si tratta di un ragazzo completamente nudo e ricoperto di sangue secco e con una ferita che invece continua a sanguinare copiosamente.

Emmy rimane subito affascinata da quel ''selvaggio'' fragile, alto, con gli occhi chiari e visibilmente impaurito. Ma il ragazzo, ha una pistola in mano e, prima di avvicinarlo, Emmy manda l'amica a chiedere aiuto con la speranza che non si sia accorta dell'arma.

Con dolcezza Emmy si avvicina al ragazzo tremante, convincendolo a gettare l'arma e provando a farlo parlare. 

Il selvaggio sembra muto. Capisce le sue parole, ma non parla.

Poco dopo arrivano in soccorso il padre e il fratello di Sadie, Adam, da sempre innamorato di Emmy che, gentilmente, rifiuta il corteggiamento.

Emmy è una ragazza libera e indipendente. 

Orfana di padre, vive con la madre e una domestica che per lei è come una nonna. 

La madre è medico, ancora malvista dalla maggior parte della popolazione in quanto donna sola e istruita ed emancipata oltre che con una figlia senza un padre.

Il selvaggio viene trasferito nell'ambulatorio della madre di Emmy, dove avrebbe potuto ricevere tutte le cure di cui aveva bisogno e dove avrebbero potuto capire qualcosa in più della sua provenienza.

Viene sedato e legato per calmarlo, visto lo stato di agitazione febbricitante in cui si trova, ma continua a non parlare. L'unica persona della quale sembra fidarsi è proprio Emmy, che lo ribattezza Tom e, con tanta pazienza e amore, cerca di riportarlo alla civiltà.

Su decisione della signora Harkness, la dottoressa madre di Emmy, Tom viene portato a casa loro per ricevere le cure necessarie a riabilitarlo e reinserirlo in società.

Il popolo, ovviamente impaurito dal misterioso ''sconosciuto'' si dichiara subito contrario alla decisione della donna: il ragazzo avrebbe rappresentato un pericolo per la comunità e per Emmy, troppo libera per essere un'adolescente.

Le cure e la pazienza della famiglia Harkness e del direttore dell'Astor Press, il signor Mitchell, fanno si che Tom impari presto a leggere, scrivere e far di conto. Il ragazzo è sveglio e intelligente, anche se qualcosa lo turba ancora, si rende utile nei lavori di casa ed è molto legato ad Emmy.

Il signor Mitchell decide di portare i due ragazzi a Toronto e quando scoppia un devastante incendio in città, Emmy e Tom si adoperano celermente per aiutare le operazioni di spegnimento, dimostrando la loquacità e lo spirito altruista di Tom. 

Ma un segreto terribile si nasconde dietro agli occhi chiari di Tom e Emmy è decisa a scoprirlo a qualunque costo.

Soprattutto ora che quella lettera ricevuta dal signor Mitchell sembra essere del padre di Tom.

Il ragazzo, che è stato assunto insieme ad Emmy all'Astor Press, si è ben adattato alla sua nuova vita al giornale: ha un lavoro, una famiglia e una ''sorella'' che lo ama e crede in lui. Ma non riesce a dimenticare quel passato che lo ha fatto soffrire così tanto da farlo diventare un selvaggio. Per contro la comunità è ancora diffidente verso di lui, nonostante la sua buona volontà  a nulla servono la protezione del signor Mitchell e della famiglia Harkness. Lui era e rimarrà sempre il pericoloso selvaggio sanguinario.

Emmy non ci sta, ama quel ragazzo e non le importa se nasconde un terribile segreto, lei sa che è buono e volenteroso e sicuramente, fuggendo insieme, potranno costruirsi una nuova vita.

Ma il cadavere di un uomo viene ritrovato in una casa nella foresta dal signor Mitchell ed Emmy. L'uomo è stato ucciso da un colpo di arma da fuoco e tutti gli indizi sembrano  condurre a Tom...

Con un balzo temporale di novanta anni,  ci troviamo nel 1994. 

La voce della giovane Megan ci racconta il suo arrivo ad Astor per festeggiare il 105° compleanno della bisnonna paterna Emmy, sopravvissuta al figlio più caro, il primogenito Jesse, col quale parla come fosse ancora vivo.

Megan arriva ad Astor da Londra, insieme al padre che oltre a festeggiare la nonna, deve finire i lavori di ristrutturazione alla casa dove si trasferirà per sempre.

Per Emmy l'ultimo anno del liceo è stato pesante, ha bisogno di svagarsi, di elaborare le difficoltà che l'hanno piegata e, tornare nella terra di origine del padre, dove ancora vivono  la bisnonna, i cugini, la prozia e la nonna, sembra una buona soluzione. 

Avrà modo di svagarsi, accettare la sua situazione e decidere del suo futuro universitario messo così in dubbio dagli ultimi eventi.

I suoi genitori hanno appena divorziato, lei ha scelto di rimanere col padre perché la madre, spirito libero e dedita alla carriera,   non è mai stata presente nella sua vita come lei avrebbe voluto, soprattutto ora che si è riaccompagnata con un musicista molto più giovane di lei.

Megan ama i suoi genitori, ma la madre non è mai riuscita a darle l'affetto e il sostegno del quale ha sempre avuto bisogno, soprattutto quando Ryo, il fidanzato giapponese, l'ha lasciata in balia dei tormenti e dei sensi di colpa dopo aver saputo quello che le  stava succedendo. 

<< Era così orgogliosa della sua pronipote, un futuro medico così determinato, sensibile, intelligente. 

L'ho delusa.

Non potrò mai dirle la verità. >>

Un segreto del quale solo Ryo e i genitori sono al corrente e che non può ancora confessare a nessuno. Avrebbe deluso troppe persone che credono in lei, l'intraprendente ragazza che sogna di diventare medico legale.

Così, dopo giornate apatiche e sofferenti, eccola percorrere insieme al padre, la strada che porta a casa di nonna Vera dove tutti li aspettano per la  festa della bisnonna.

Tutti i membri della grande famiglia Harkness sono giunti da tutto il mondo per l'evento. 

La bisnonna, se pur ancora autosufficiente, nell'ultimo anno sembra essere peggiorata. Sempre più spesso scambia Megan per Sadie, come se vivesse ancora nel passato.

Nessuno sembra dare troppo peso alla cosa, in fondo 105 anni sono una bella età e i vuoti di memoria sono naturali. 

L'occasione del compleanno fa ritrovare a Megan la cugina Bee, da sempre considerata come una sorella, sempre presente e pronta ad aiutarla. Ma nemmeno a lei può confessare le sue pene.

Insieme a Bee ritrova anche Ed, giovane giornalista e figlio del direttore del giornale locale, una volta di proprietà della bisnonna Emmy.

L'appariscente e brillante Ed è il personaggio chiave che porterà a Megan sulle tracce delle proprie origini, aiutata dal fotografo Sam, un ragazzo buono e sensibile che sembra soffrire e nascondere un segreto, proprio come lei. 

Nel frattempo Ed, insieme a Sam e Megan,  che può sperimentare sul campo le scienze forensi,  partecipa al misterioso rinvenimento di una misteriosa mummia di donna, risalente all'inizio del secolo, brutalmente uccisa.

La donna, probabilmente una straniera, avvolta in abiti di seta e pelliccia è riemersa durante degli scavi edilizi in un cottage nella foresta.

<< Hanno trovato un cadavere? >>

<< Di una donna >> le dico.

Lei scuote la testa. << Non volevo. >>

Mi chino su di lei. << Cosa, nonna? >>

<< Non volevo... non è stata colpa mia. >>

<< Certo che no >> le dico, cercando di rassicurarla, anche se non capisco cosa intenda.

Megan, rimane molto colpita da quella storia e crede che la bisnonna Emmy possa far luce sulla donna misteriosa, così accompagnata da Ed, va alla casa di riposo a farle visita.

La chiacchierata con la bisnonna dura poco, è molto stanca ed ha bisogno di riposare, ma ricorda bene il cottage dove è stato rinvenuto il cadavere della donna elegante e sa che non è stata colpa sua. 

Ma cosa vuole dire in realtà nonna Emmy con quelle parole tendenziose?

I ragazzi lasciano riposare la bisnonna e tornano a casa discutendo su quanto possa effettivamente ricordare  di quel cottage e, perché no, anche della straniera elegante. 

Un'amara sorpresa attende Megan, la bisnonna ha appena avuto un ictus ed è stata ricoverata, lasciandola nello sconforto totale, in più  ci è messa anche sua madre con le sue chiamate, giusto per far sapere che  si ricorda della figlia, nei rari tempi morti tra il lavoro e il nuovo compagno.

Dopo aver chiuso con Ryo, la madre le è stata vicina giusto il momento di calmare le acque, lasciandola proprio quando più aveva bisogno di conforto. Quel viaggio ad Astor sarebbe dovuto essere l'occasione  per accettare il passato e andare avanti, senza quella madre presente per ''dovere'' e non per amore. Invece la sua ''presenza'' la stava risucchiando sempre di più nel vortice dei ricordi dolorosi e nella solitudine.

I fatti di Astor, fortunatamente riescono a distrarla. Megan vuole sapere di più sulla mummia, l'istinto le dice che la bisnonna è coinvolta in quella storia, perciò decide di andare all'archivio dell'Astor Press per cercare di scoprire qualcosa, magari proprio dagli articoli della bisnonna ai tempi in cui ci lavorava.

All'archivio fa un'importante scoperta che la mette sulle stracce di uno strano giovane selvaggio vissuto ai tempi in cui la bisnonna era adolescente. 

Quel ragazzo  sembra somigliarle tantissimo, sente che in qualche modo  è legato alla sua famiglia e poi c'è una lettera, quasi integra, che riporta la firma di Elijah Brown, un uomo dell'epoca brutalmente assassinato, che sembra essere legato al selvaggio.

Di sicuro la bisnonna conosce quel ragazzo ma il destino beffardo ci mette lo zampino...

Con l'aiuto e la dolcezza del fotografo Sam, il quale coi suoi modi pacati inizia a farsi strada in punta di piedi nel suo cuore, Megan continua le sue indagini personali, cacciandosi in guaio che li porterà finalmente alla verità, dissolvendo tutti i segreti. 

Il mio racconto finisce qui, ma se leggerete il libro sono sicura che ritroverete lo stesso magico coinvolgimento che ho provato io viaggiando nel tempo a bordo della fantasia insieme ad Emmy e Megan.

Di questo romanzo mi sono piaciuti i temi che affronta, dalla ''paura'' del diverso, alle difficoltà di integrazione che da sempre hanno gli stranieri in terre a loro sconosciute. Argomenti trattati con toni pacati, ma talmente forti da bucare le pagine, come la discriminazione i pregiudizi atavici verso donne sole ed emancipate, libere di vivere la loro vita realizzata senza l'aiuto di un uomo. Questo argomento ha da sempre dettato scalpore, resistendo nel tempo ancora oggi, dove, in certi contesti,  donne sole e realizzate, continuano a venire additate come modelli anafettivi e venali.

L'autrice argomenta molto bene anche  il risvolto psicologico di un rapporto difficile tra madre e figlia. 

La madre in carriera, appena divorziata, che pensa solo alla propria libertà. 

La figlia in balìa degli eventi, considerata solo nei ritagli di tempo che, oltre allo shock del divorzio dei genitori, sta passando un periodo buio dopo essere stata lasciata dal fidanzato, sentendosi ancora più sola e piena di dubbi.

La lettura scorre tranquilla, facendo assaporare ogni pagina fino alla fine, appagante e autoconclusiva.

Si sente molto il tocco personale dell'autrice, che ha saputo scolpire Emmy e Megan in base alle proprie esperienze di vita.

Molto curata la ricostruzione storica, se pur ambientato in una città fittizia in periferia di Toronto.

Sicuramente un'autrice che terrò d'occhio e un romanzo che consiglio a tutti proprio per il suo potere di coinvolgere il lettore nelle vicende dei protagonisti.

Buona lettura,

Tania C.


















mercoledì 17 aprile 2019

Recensione di BROTHER di David Chariandy


BROTHER

David Chariandy
Ed. Chiarelettere
Aprile 2019
Pag. 164
Copertina flessibile
Traduzione di Federica Aceto
€ 16,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTORE

foto dal web

David John Chariandy è nato in Canada a Scarborough ON nel 1969. E' un professore universitario di letteratura inglese ed uno scrittore molto creativo. Nuova promessa tra gli scrittori emergenti, nel 2007, il suo primo romanzo Soucouyant, riceve l'attenzione di prestigiosi premi e critiche letterarie. Ad oggi è una delle voci più importanti nelle conferenze sulla letteratura nera contemporanea canadese. Essendo studioso di letteratura nera e nero canadese, ha contribuito in maniera determinante la crescente, sebbene ancora trascurato, campo dei Black Studi in Canada. (Fonte The Canadian Encyclopedia)



TRAMA

Per Michael e Francis, due fratelli di colore che vivono nella periferia di Toronto, quella che stanno vivendo, è un'estate rovente. La musica hip pop coi suoi ritmi sinuosi, si mescola agli echi rimbombanti delle pallottole e delle sirene della polizia. 
La madre, di origini caraibiche, cerca di sbarcare il lunario dividendosi tra diversi duri lavori, anche per poter dare ai ragazzi un futuro migliore, che sia lontano dai pregiudizi e violenza che stanno dilagando in Canada e nel mondo.
A vegliare sul piccolo Michael c'è il fratello maggiore Francis, che gli insegna presto come trovare il proprio posto nel mondo per riuscire a sopravvivere e farsi valere verso chi disprezza le persone come loro.
Michael imparerà lezioni di vita nella valle del Rouge, polmone verde che attraversa il loro quartiere e quartier generale di un gruppo di ragazzi legati dalla passione della musica e che si ritroveranno dal barbiere Desirea's.
Tutti i sogni e speranze di Francis, sono destinati a sgretolarsi come un castello di sabbia alla prima onda, in una notte, quando un colpo di pistola lo atterra per sempre. Un duro colpo, insensato, da accettare e dal quale ne Michael ne la madre riescono a riprendersi.
Passano gli anni, dieci, e sarà solo il ritorno di una ragazza del quartiere che li scuoterà dal torpore aiutando madre e figlio ad affrontare e superare il passato.

IMPRESSIONI

A sorpresa, la cara Giulia  di Chiarelettere, qualche giorno fa, mi inviò gentilmente una copia di Brother, prossimo all'uscita. Un libricino basso, poche pagine ed una interessante grafica colorata della copertina. Un autore a me sconosciuto, ma una trama coinvolgente, attuale, ma dal sapore vintage. Ho iniziato a leggere spinta dalla curiosità di saperne di più su un mondo per me quasi sconosciuto. Ho letto poco e niente di autori sud americani o comunque che trattassero l'argomento razzismo in America, sono sempre stata più attirata dall'Africa. La curiosità era tanta, ma siccome Chiarelettere è per me sinonimo di garanzia, sapevo che sarei rimasta soddisfatta e soprattutto avrei avuto l'onore di leggerlo in anteprima!

Brother è la storia di due fratelli canadesi, di origine indo-caraibiche (esiste il termine? Potrei scrivere all'Accademia della Crusca e coniarlo), Francis il maggiore e Michael, fratello minore e voce narrante della storia.

"Il mondo intorno a noi si chiamava Scarborough. Un tempo quel quartiere era detto <<Scarberia>>, una landa desolata alla periferia di una città caotica in espansione."

I due fratellini sono stati abbandonati dal padre, un indiano, che poco dopo la loro nascita decise di andarsene per seguire i suoi sogni. Vivono con la madre a Scarborough, in Canada, nel quartiere della valle del Rouge, un'arteria verde che attraversa la loro città. La madre è costretta a destreggiarsi tra più lavori per cercare di dare un futuro ai suoi ragazzi, ed è costretta a lasciarli spesso e per lungo tempo soli, con tutte le raccomandazioni del caso: non aprire la porta agli sconosciuti, non uscire fuori e a letto dopo Hazzard ...
A fare in modo che tutto fili liscio, il figlio maggiore Francis, il quale si prenderà cura anche di educare il fratellino a quella che è la vita di quartiere per gente come loro, i negri.

"Francis, crescendo, cominciò a mostrarsi sempre più insoddisfatto del mondo e del posto che gli sarebbe toccato da adulto"

Il tempo passa, a diciotto anni Francis, sempre più insoddisfatto dell'odio razziale che sta dilagando in città, e sempre più smanioso di trovare il suo posto in prima fila nel mondo, lascerà la scuola, unendosi ad una compagnia di ragazzi più grandi che provenivano non solo dal Park, ma da tutti i quartieri periferici della città. 
Sono ragazzi come lui,  accomunati non solo dal colore della pelle ma anche  dalla passione per la musica. Portano i capelli rasati  ed usano uno slang che possono capire solo loro. 
Francis cercherà pure un riavvicinamento col padre, soprattutto per Michael, ma questi li caccerà senza nemmeno aprir loro la porta. 
Per quanto potrà, Francis, continuerà anche a prendersi cura della  madre e del fratello, ma la sua insofferenza sarà tale da spingerlo a dare sfogo a numerosi episodi di violenza, non solo verbale, soprattutto verso la madre, la quale sente che il figlio sta per prendere la strada sbagliata.

"Ci fu una breve colluttazione, con mamma che cercava di strappargli la felpa di mano, e quando Francis si servì di tutta la sua forza e il suo peso per riprendersela, lei perse l'equilibrio e cadde in avanti sbattendo violentemente la testa contro il letto a castello. Ci fu un attimo di calma e di silenzio assoluti: mamma fissava il figlio maggiore con una mano sulla fronte, sbattendo le palpebre con gli occhi sgranati."

Francis, accettando la sua vera natura,  si unirà a Jelly, capo di una piccola gang di quartiere, con la residenza nei fondi di una ambigua barberia, Desire's.
Michael, dal canto suo, cercherà di riportare il fratello maggiore sulla retta via, convinto che facendo leva sull'amore della loro madre , sarebbe riuscito nel suo intento. 
Ma Michael è un adolescente, alle prese con la scoperta della propria fisicità e dell'amore, oltre alla curiosità di sperimentare il fascino del proibito, del mondo adulto.
A lottare a fianco al ragazzo c'è Aisha, una ragazza vicina di casa, che diventerà anche il suo primo amore.
Insieme ad Aisha, Michael scoprirà il nuovo mondo del fratello, un mondo fatto di giornate che si trascinano tra espedienti per mettere insieme il pranzo con la cena, al ritmo della loro musica preferita che spazia tra blues, hip pop e sound moderni. Scoprirà l'amore e scoprirà la violenza. Quella fisica e verbale che i "bianchi" vomitano addosso a quelli come loro, come lui e il fratello e la madre: sporchi negri.

"Me ne accorgevo solo in quel momento? Eravamo dei perdenti, dei traffichini di quartiere. Eravamo i figli della servitù, non avevamo un futuro."

Michael scoprirà anche il dolore della perdita. Una notte, dopo un'audizione musicale di Francis e compagni, nel locale scoppia un diverbio non troppo ortodosso tra Francis e i gestori. Qualcuno chiama la polizia e, all'uscita del locale, mentre Francis opporrà resistenza ai poliziotti che cercano di capire la dinamica dell'accaduto, una pallottola partita dalla pistola di un poliziotto, lo metterà al tappeto per sempre. Il dolore per la perdita di un fratello e in particolar modo il dolore di una madre che sopravvive ad un figlio è difficile, quasi impossibile da elaborare. Sarà forte il dolore quando, il giorno del funerale, vedrà il padre, in disparte, camuffato tra i partecipanti, che non degnerà ne lui ne la madre di una parola di conforto.
Dopo la morte di Francis Aicha scompare, Francis si ritrova solo a rimboccarsi le maniche per sopravvivere. La madre cade in depressione, quasi sull'orlo della follia, passerà i suoi giorni con l'ossessione del figlio morto, finendo nel tunnel dell'alcol che dissolve la sofferenza nel torpore.


"Sono tanti i modi in cui si può fuggire. Aisha era scappata per andare all'università. E gli amici di mio fratello, tutti, erano fuggiti, ognuno a modo suo. Ma naturalmente non si fugge mai davvero. Corri sempre il rischio che qualcuno ti trovi, anche solo per un attimo."

Dopo dieci anni di vita al limite della sofferenza e della sopravvivenza, Michael sembra aver trovato un equilibrio con un nuovo lavoro che difende coi denti, e gli permette di mantenere lui e la madre, in preda ai fumi dell'alcol e delle allucinazioni. 
Nelle loro vite rientrerà improvvisamente Aisha, insieme al ragazzo che Francis amava, Jelly.  
Dopo il primo scompiglio che i due ragazzi portano nella quotidianità di Michael, arrivano anche i chiarimenti e , grazie all'amore di Aisha e all'aiuto di Jelly, il futuro per Michael e la madre sembra più luminoso: il passato è finalmente alle spalle e una luce di speranza è stata accesa...

Come ho detto prima, ho avuto il piacere e l'onore di leggere questo piccolo ma immenso libro prima dell'uscita in libreria. 
In poche pagine, che Chariandy ha terminato con non poca fatica e in parecchio tempo, è racchiuso un concentrato di un legame d' amore puro, quello della famiglia. 
L'amore di una famiglia, nel tempo allargata, che nonostante gli scherzi crudeli della vita riesce a trovare un motivo per andare avanti e superare il tormento del passato che ha cercato di schiacciarla per anni.
Un racconto di circa venti anni di storia, narrato in maniera semplice, a volte cruda ma mai volgare, quasi poetica che lascia spazio all'immedesimazione nei personaggi e nei luoghi dal sapore retrò.
Consiglio a tutti questo romanzo, che si legge in poche ore, ma in particolar modo, a chi ha voglia di conoscere uno spaccato di vita tra gli anni settanta e novanta di uno dei più evoluti ed anticonformisti Paesi del Nord America : il Canada.

Buona lettura, Tania C. 








Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

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