Visualizzazione post con etichetta #booksinteressanti. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #booksinteressanti. Mostra tutti i post

lunedì 30 settembre 2019

Recensione di LO STATO MI DEVE UN TIMPANO di Cristina Castellani - Ed. AltroMondo





LO STATO MI DEVE UN TIMPANO

Cristina Castellani
Ed. AltroMondo di qu.bi.Me 2019
Pag. 50
Collana Il Mondo di oggi
Copertina flessibile
€ 10




Cristina Castellani -foto dal web -
CONOSCIAMO L'AUTRICE

Cristina Castellani lavora otto ore al giorno, ma considera  come primaria la sua professione di mamma a tempo pieno. Laureata in scienze naturali, si occupa di organizzare  e divulgare eventi nell'ambito della ricerca scientifica. Ama la bellezza che Madre Natura regala e, impegni permettendo, si rilassa godendosi la sua terra, il Trentino.

TRAMA

I giovani Cristina e Luca sono in attesa del loro terzo figlio. Sembra andare tutto per il meglio quando, ad un controllo di routine del settimo mese, l'ecografia rivela un'emorragia cerebrale nel piccolo. Nonostante le condizioni disperate del piccolo, per la legge italiana è troppo tardi per interrompere la gravidanza. Un libro  sull'aborto terapeutico. Il racconto commovente di due genitori costretti ad intraprendere il "viaggio dell'addio" all'estero. Il racconto di una storia vera, volto alla sensibilizzazione di un tema scottante che non trova spazio in Italia.

IMPRESSIONI

Questo breve racconto autobiografico mi è stato gentilmente offerto in versione ebook, a sorpresa, dalla cara Alice di AltroMondo edizioni. 
Ho letto la trama, ho aspettato qualche giorno prima di leggerlo. Ci vogliono pochi minuti, ma il tema affrontato ha bisogno di una buona concentrazione e di riflessione. 
L'autrice, Cristina Castellani, e il marito Luca, sono una giovane coppia nata per caso, quasi per gioco ma unita da un legame profondamente voluto. Il matrimonio è arrivato con naturalezza, così come le due figlie, nonostante l'iniziale reticenza di Cristina. Il terzo figlio, purtroppo, è mancato a pochi giorni dal concepimento. L'aborto spontaneo non ha segnato particolarmente i genitori, anzi ha risvegliato in Cristina il desiderio di una nuova maternità. Rimasta incinta quasi subito, sembrava andare tutto a meraviglia. Sette mesi, tra poco avrebbe conosciuto il piccolino che cullava in grembo e amava tantissimo. La famiglia era al settimo cielo: le bambine contente di avere un nuovo fratellino, Luca di avere un figlio maschio, Cristina di avere un altro figlio tanto desiderato. Ma come in ogni favola che si rispetti c'è sempre una strega cattiva pronta a rovinare la felicità dei protagonisti. Durante un controllo di prassi, al settimo mese, a Cristina crolla il mondo addosso. L'ecografia rivela un'emorragia cerebrale e un'anomalia al cuore del piccolo.  È troppo tardi per interrompere la gravidanza e, nonostante il piccolo sia messo veramente male da non avere più molti giorni di vita fetale, bisogna attendere che il suo cuore si fermi e procedere ad un parto indotto.  La  notizia, vomitata in faccia alla madre senza un minimo di tatto, le gela il sangue nelle vene. Luca, accorso in fretta al capezzale di Cristina è sconvolto quanto la moglie. Dopo vari controlli si inizia a vociferare di aborto terapeutico. Ovviamente all'estero, in Belgio.

Quella sera hai voluto metterci alla prova, vedere se eravamo pronti, hai voluto prepararci per l'addio imminente.

La situazione tragica non da pace ai genitori. Il piccolo, che sino a pochi giorni prima sembrava essere vispo e attivo, comincia a dare i primi segnali di un problema devastante, alternando momenti di iperattività dovuta al disagio dell'emorragia, a momenti di tranquillità che lasciano presagire il peggio. 
L'interruzione della gravidanza al settimo mese in Italia è illegale, bisogna prolungare il calvario del piccolo, aspettare che muoia, aspettare un aborto. Contrari ad aggiungere ulteriore sofferenza alla creatura, Cristina e Luca prendono contatti con la clinica belga che pratica l'aborto terapeutico. I requisiti ci sono tutti e sono gravi, il parere dei medici, molti dei quali italiani, è favorevole. Non resta che affrontare quei settecento km di volo che li separa da un'ulteriore sofferenza. 

Migliaia di mamme sono passate sotto questo ecografo emozionandosi nel sentire il battito, e io invece sono qui sperando che il cuore del mio piccolo si sia fermato da solo.

Il volo scorre veloce, Cristina è in ansia, titubante, spera  di arrivare in clinica e di scoprire che il cuore del piccolo si è addormentato di un sonno perenne. Ma così non è. Nonostante tutto il piccolo è ancora vivo. Cristina viene accolta in clinica da uno staff di medici e infermieri con un'umanità immensa. Persone dirette e sincere ma empatiche. Durante il viaggio in aereo, a causa di un brutto raffreddore, un timpano di Cristina si perfora con tutte le dolorose conseguenze invalidanti. Mancava solo quello a coronare il momento tragico che stava vivendo, ma grazie all'aiuto dei medici e infermieri della clinica, Cristina verrà accompagnata verso l'aborto terapeutico quanto più umanamente possibile.

Dice che l'Italia è scandalosa, che qui ha trovato la terra promessa. A casa non vuole rientrare, qui il modo di vedere le cose è diverso, giusto. Se hai bisogno ti aiutano, le leggi sono fatte per i cittadini.

Durante la degenza Luca fa amicizia con un pizzaiolo italiano trasferitosi da tempo in Belgio. Lui ne ha viste parecchie coppie arrivare da ogni parte del mondo, sulla strada del "viaggio dell'addio". Persone costrette ad aggravare il peso di una tragedia sobbarcandosi un viaggio a proprie spese alla ricerca di quella dignità negata in Italia o in altri stati.


Sorrido. " Magari un giorno non troppo lontano ti avrò tra le braccia, mio piccolo..."

L'intervento è andato a buon fine, l'assistenza dal ricovero al funerale è gestita in maniera impeccabile, sollevando, per quanto possibile, i genitori dall'ulteriore dolore della sepoltura. Dopo i primi giorni di sconforto e disorientamento, la vita per Cristina e Luca prosegue come sempre. La routine quotidiana li avvolge dando loro modo di elaborare velocemente il lutto. Il dolore c'è sempre, ma sotto una forma, la vita è un bene prezioso e Cristina e Luca sono pronti ad affrontarla e forse, un giorno, a crearne una nuova. 
Un racconto forte, doloroso e commovente. Il coraggio di una giovane coppia che si ama e rispetta la vita da non permettere sofferenza inutile e devastante. 
Cristina, lungo il suo viaggio dell'addio, si chiede spesso perché in un paese all'avanguardia come l'Italia, giovani laureati siano costretti ad espatriare per lavorare, a portare la loro conoscenza in altri stati, quando potrebbero fare qualcosa di buono e importante per la propria Nazione.
Ma soprattutto si chiede il perché una coppia che sta vivendo un momento di tragedia, sia costretta a compiere in solitudine un viaggio di settecento km per poter dare  dignità ad una vita irrimediabilmente compromessa. 
In questi giorni, finalmente, è stata approvata la legge del "suicidio assistito", la lotta di Luana Englaro e Dj Fabo non è stata tempo perso, non è più visto come un crimine (almeno per la maggior parte della popolazione). Una porta verso la dignità si sta aprendo, piano piano, ma l'Italia è ancora lontana anni luce dall'accettare, senza puntare il dito, il testamento biologico.
Questo breve ma profondo racconto mi ha chiarito tanti dubbi, dandomi ulteriori certezze, che lascio scoprire a voi. Servono veramente una manciata di minuti per leggerlo, riservando tutto il tempo a riflettere e capire. 
Il messaggio di Cristina arriva forte e chiaro, con parole semplici e commoventi si mette a nudo, scoprendo le debolezze e la forza di due genitori che si amano, ma amano profondamente la vita, al punto di fagocitare un dolore immenso pur di non arrecarne ulteriore ad una piccola vita non ancora sbocciata.
Per chi crede potrà essere visto come un atto egoista e illegale. Il mio modo di credere va al di la della comune pratica religiosa, e mi ha permesso di comprendere l'atto di coraggio e d'amore di due genitori che amano il loro bambino e rispettano quella non vita che non arriverebbe a vederlo nemmeno come un involucro attaccato ad un macchinario, motivo ulteriore di inutile dolore e sofferenza.
Grazie Cristina, spero che il tuo messaggio arrivi ai cuori dei più ritrosi e lo apra lasciando entrare la luce e l'amore verso la vita.

domenica 29 settembre 2019

Recensione di DETONATOR di Andy McNAB - Ed. Longanesi




DETONATOR
Andy McNAB
Ed. Longanesi Luglio 2019
Collana La Gaja Scienza
Pag. 394
Traduttori Ragazzi I.- Tettamanti S.
Formato Rilegato 
€ 18,70
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTORE

Andy McNAB - foto dal web 


Andy McNab è lo pseudonimo dietro il quale l'autore si cela per motivi di sicurezza. Nel 1984 è entrato nel SAS e da allora ha preso parte a operazioni in ogni parte del mondo, fino al 1993. Nel '93 ha cominciato a scrivere, dapprima raccontando le sue esperienze come soldato in Pattuglia Bravo Two Zero e Azione immediata. Si dedica poi alla narrativa d'azione. Con Controllo a distanza, suo primo romanzo e grande successo internazionale, ha regalato agli appassionati del genere un nuovo eroe: Nick Stone. In Italia, tutti i suoi romanzi sono pubblicati da Longanesi.

TRAMA

Tradito e abbandonato ad un terribile  destino sulle Alpi, quando riprende conoscenza Nick Stone capisce subito di essere vivo per miracolo.
Il s sangue sulle mani sembra provenire dalla sua testa. Ha una ferita che non riesce a vedere e la nebbia che avvolge i suoi pensieri ne è la conferma. Privo dei suoi ricordi,  l'unica cosa certa è che qualcuno ha tentato di ucciderlo. E pensa di esserci riuscito. Vendetta, il suo unico pensiero. Ma un bambino di sette anni è il suo unico aiuto e di certo non è il compagno ideale per l'inseguimento di un gruppo di spietati assassini. Sa che deve proteggere il bambino a costo della sua stessa vita, cercando di far luce su chi lo ha tradito e su cosa è realmente accaduto prima dell'incidente. Tra vittime in aumento e rocambolesche fughe in tutta Europa, diventa il ricercato numero 1 delle Squadre Speciali di tre nazioni, sulla scia di sconosciuti criminali senza scrupoli che lucrano sulle miserie umane. Il suo scopo è quello di fermare un terrorista solitario che minaccia di scatenare l'inferno nel mondo occidentale. La miccia è stata accesa, ma chi ha davvero in mano il detonatore? 


IMPRESSIONI

Sono pochi gli autori di romanzi d'azione che catturano la mia pazienza e attenzione. Se togliamo il Maestro Clive Cussler e un giovane autore australiano, Matthew Reilly, poco conosciuto in Italia, la mia biblioteca finisce li. Mi sono innamorata della copertina di Detonator mentre spulciavo il catalogo Longanesi. Letta la trama, senza conoscere l'autore, non so il perché, ma pensai subito ad un racconto autobiografico. Era invece un romanzo, ma la biografia dell'autore lasciò trasparire l'influenza del suo passato che aveva preso vita nei suoi romanzi. Chiesi speranzosa a Longanesi di poterlo recensire e, grazie a Francesca, mi arrivò subito una copia ebook.
Spinta dalla curiosità di cominciare una nuova avventura, in quanto Detonator fa parte di una serie di romanzi autoconclusivi ma legati dal filo conduttore delle avventure del protagonista, Nick Stone, mi buttai a capofitto sulle pagine luminose del Kindle durante il tragitto in pullman di una domenica fuori porta. 
Il romanzo è diviso in tre parti, la prima, più lenta e descrittiva, dove vengono presentati i protagonisti e i loro ruoli, la seconda, meditativa e di preparazione all'azione di salvataggio e la terza, quella conclusiva, di azione e terrore.  

Qualcuno - chissà chi - mi ha detto una volta che a un corpo in caduta occorrono circa cinque secondi per raggiungere la velocità limite. Allora, quanto ci vuole prima che io colpisca la terra? Ho la sensazione che un tempo avrei saputo come calcolarlo. Adesso so soltanto che è la distanza tra continuare a vivere ed essere completamente fottuto una volta per tutte.

Nick Stone, protagonista di questo nuovo capitolo, si ritrova senza ricordare come e perché, a bordo di un moderno suv in bilico su un baratro, tra le vette delle Alpi. La sua memoria è offuscata da una brutta ferita aperta alla testa, ma sa per certo che qualcosa o qualcuno lo ha fatto finire fuori strada mentre stava fuggendo.
Il circolo vizioso nel quale sembrano finiti i suoi ricordi rallenta ogni azione del suo corpo intorpidito dall'impatto dell'auto con la foresta innevata e il pericoloso dirupo. Ma la sua calma e sangue freddo riescono a metterlo in salvo. Mentre cercava di recuperare i ricordi perduti ripassando le tabelline, qualche flash lacera i suoi pensieri: non era un dottore, ma doveva aiutare qualcuno. Aveva ricevuto chiare istruzioni al riguardo da un uomo in una stanza verde. L'uomo lo chiamava Nick, quindi quello doveva essere il suo nome. Ma chi era l'uomo della stanza verde, e cosa voleva da lui?
Dei passi pesanti, poco distanti da lui, fecero scricchiolare la neve, delle voci fendevano il silenzio del bosco: doveva nascondersi, chiunque lo avesse buttato fuori strada lo voleva morto e stava cercando conferma. Erano così vicini che poteva vedere la pelle d'ebano e l'anello con le aquile di uno e la figura tarchiata dell'altro. Guardando nel dirupo i due uomini si congratularono per il buon lavoro svolto e se ne andarono.
L'aquila, Albania. Nick conosceva quel simbolo, tipico della bandiera albanese, ma perché e dove lo aveva visto? Le tempie pulsano e i pensieri scattano come ingranaggi di un meccanismo sconosciuto. Mentre cerca di ritrovare una strada sicura e lontana dagli aggressori, Nick scopre di essere armato e di avere un bagaglio degno di un soldato, poi all'improvviso la sua mente è squarciata da un ricordo...

Un gigantesco autoarticolato con un nome sulla fiancata posteriore e il logo di un'aquila impressa sui due paraurti. Il genere di aquile che immagini aggrappate a una svastica. Sento lo stridore degli pneumatici, vedo il fumo uscire dai cerchioni. Avverto l'odore di bruciato del liquido dei freni e della gomma sull'asfalto.


È un piccolo flash, ma può aiutarlo a ricordare cosa era successo prima. Attraversando la foresta innevata, descritta così minuziosamente che sembrava di sentire lo scricchiolio dei rami spezzati e della neve sotto ai piedi, Nick arriva sulla strada, poco distante dal punto del suo incidente. Una scena poco consona per il luogo gli si para davanti: un elegante suv blindato era parcheggiato davanti ad un capanno nei pressi di una cascata. Quel suv, apparentemente vuoto, gli ricorda qualcosa. Un inseguimento forse, anzi una scorta. Lui stava proteggendo il suv e quando all'improvviso un grosso camion lo ha speronato mandandolo fuori strada con lo scopo di ucciderlo. Ma chi stava proteggendo? E che fine avevano fatto i passeggeri del suv? Le voci che echeggiano nella sua testa, una lingua straniera, donne, bambini. In preda al caos Nick sale sul suv, i sedili ancora caldi, schiacciati dal peso non indifferente di una persona. Un corpo riverso coperto di sangue, fori di proiettili. Un uomo minuto, Frank. Lo aveva assoldato per proteggerlo e portare a buon fine una missione, ma quale? E quell'uomo, Frank, aveva un figlio, che fine aveva fatto il bambino di sette anni? Controllando meglio il cadavere di Frank si accorse che sotto c'era quello di un bambino di circa sette anni. Il figlio di Frank. Non era riuscito a proteggerli ed ora erano morti, uccisi da dei proiettili di qualche delinquente senza scrupoli.
Ben presto Nick si accorge che il bambino respira. Il piccolo Stephan, figlio di Frank, è vivo, era solo svenuto per la paura e per il peso del corpo del padre che gli ha fatto da scudo.
La memoria sembra fare scintille, ombre e luci si fanno largo tra la nebbia degli ultimi minuti. Stephan è vivo, si è ripreso e, anche se un po' frastornato sembra stare bene. Devono scappare da li, gli assassini potrebbero tornare e sarebbe pericoloso restare in zona se venissero a sapere che sono entrambi vivi.

Mai fare segni su una cartina. Perché dire al nemico dove stai andando e cosa stai facendo?

Per Nick e Stephan comincia così rocambolesco peregrinare da una città all'altra, confondendosi e nascondendosi per non farsi trovare. A quest'ora avranno capito che non sono morti e la caccia è di nuovo aperta e ancora più feroce.
Stephen aiuta Nick a ricordare, a far luce su spezzoni di ricordi che gli affiorano durante la fuga. Nick aiuta Stephan a capire il perché si ritrova orfano di padre, in Svizzera e in compagnia di uno strampalato agente segreto inglese che annovera un passato nei corpi speciali delle missioni nelle zone calde del mondo, sempre in prima linea.
C'è una matrigna da scovare e far "cantare", un castello da espugnare e un killer senza scrupoli da stanare. Non sarà facile, la notizia dell'incidente si è diffusa ovunque, la morte del ricco imprenditore russo Frank Timis ha riscosso clamore, soprattutto perché il figlio di sette anni, con lui al momento dell'uccisione, è stato rapito. Probabilmente da un pedofilo e quando c'è di mezzo un bambino e un pedofilo, nascondersi diventa ancora più difficile. Nick è pronto a tutto, non sarà facile, ma riuscirà a portare a termine la sua missione. Stephen è un bambino sveglio, mangia broccoletti, tifa Brindisi e legge Dostoevskji, non sarà un problema addestrarlo alla vita dura che si prospetta loro davanti. In gioco c'è la loro pelle e probabilmente molto di più. C'è la pista albanese da seguire e quella russa che sembra avere sede in Svizzera...
Attraverso un viaggio senza legge , Nick e Steve, piccolo rapper biondo sotto copertura, si vedranno coinvolti in pericolosi appostamenti e inseguimenti. Steve è ben addestrato, sa perfettamente quali sono i suoi compiti: interpretare la parte del figlio di Nick, stare nascosto nel bagagliaio della polo verde, imparare le parole d'ordine e i piani di emergenza se qualcosa fosse andato storto.
Nick lo avrebbe salvato dalle grinfie della matrigna e degli assassini che gli davano la caccia da giorni.

Riesci sempre a cacciarti nei guai. Non puoi farci niente... sei fatto così.

Nonostante i piani di Nick studiati al dettaglio anche se spartani, i conti sembrano non tornare mai. C'è sempre qualcosa che sfugge, qualcosa che all'ultimo rovina tutto e li costringe a fuggire di nuovo, finendo spesso nei guai. Svizzera, Francia, adesso Italia, precisamente verso Brindisi. In Puglia. Li  erano incentrati  gli affari di Timis. Li avrebbe trovato la risposta al perché della fuga di Frank. Li si trova il terrorista che non solo ha distrutto una famiglia e lo vuole morto ma è accecato dal delirio di onnipotenza che lo ha spinto in un gioco al potere pericoloso per una buona parte dell'umanità  occidentale.
Riuscirà Nick a fermare il conto alla rovescia e salvare l'occidente dal pericolo che sta correndo? 

Da sempre il mio mantra era: perché preoccuparsi di ciò che non si poteva cambiare? Forse, se l'avessi ripetuto all'infinito, avrei potuto iniziare a crederci ...

Con un ritmo incalzante e avvincente Andy McNab mette a segno un altro centro nel suo bersaglio. Il lettore si ritrova a percorrere strade tortuose insieme a Nick, sentendo il calore che si sprigiona nel bagagliaio incollando i vestiti addosso al piccolo Stephan. Sente le tempie pulsare e vede la nebbia diradarsi lasciando spazio ai ricordi. Sente il sapore del cioccolato sciogliersi morbido in bocca e l'accattivante profumo delle salsicce grigliate insinuarsi nelle  narici voluttuosamente. Ma sente anche scorrere l'adrenalina durante i corpo a corpo e le fughe rocambolesche di Nick.
Mille emozioni e un caleidoscopio di colori e profumi pervadono le pagine di questo romanzo. 
Anche se è un nuovo capitolo di una lunga serie, non ho riscontrato problemi ad entrare in confidenza col personaggio, a conoscerlo e capire i fantasmi che lo attanagliano. È un romanzo che può essere letto tranquillamente come qualsiasi altro romanzo autoconclusivo: c'è sempre tempo per conoscere il passato. Chi già conosce Andy McNab di sicuro apprezzerà l'emozione di questa nuova avventura del protagonista, per chi come me non ne avesse mai sentito parlare, è una possibilità per conoscere un nuovo interessante autore ed innamorarsi dello scapestrato protagonista. La prossima volta, però, cominciando dall'inizio ...

Buona lettura,
Tania C.


mercoledì 19 giugno 2019

Recensione di LA PORTA DELLA LUCE - Il risveglio - di Ester (Rossana Tosti Mariotti) Ed. Altromondo


LA PORTA DELLA LUCE 
il risveglio

Ester (Rossana Tosti Mariotti)
Ed. Altromondo 2019
Pag. 126
Copertina flessibile
Collana  Mondo di Sopra
€ 12,00

CONOSCIAMO L'AUTRICE

ESTER ROSSANA PACENTI TOSTI MARIOTTI -foto dal web -



Rosanna Pacenti Tosti Mariotti è un avvocato, laureata in Scienze politiche, ottiene una seconda laurea Magistrale cum laude in Giurisprudenza. Lavorando in Spagna ha avuto l'opportunità di ottenere una terza laurea in Diritto, stabilendosi, in seguito, definitivamente in Italia, dove si dedica alla tutela e ai diritti del consumatore e ambiente. Autrice di molti testi al riguardo della tutela del consumatore, ha condotto e presenziato in varie trasmissioni televisive per diffondere il messaggio della tutela dei propri diritti ai consumatori.
Nel 2019 pubblica per Altromondo, il testo La Porta della luce il risveglio, scritto attraverso la canalizzazione dei suoi Maestri Ascesi (Joshua, Melchisedek, Salomone), facendosi portatrice del loro messaggio, tanto da essere definita dai suoi Maestri ''Messaggero di luce".

TRAMA

Tutti noi abbiamo la vita, ma quale? Ogni giorno la viviamo, spesso senza sapere molto sul perché ci troviamo qui e ora e sull'avvicendarsi della quotidianità. Non ci poniamo domande e questo, invece di avvicinarci alla Luce, ci allontana. Ecco perchè i Maestri Ascesi, attraverso la canalizzazione dell'autrice, diffondono messaggi atti al risveglio delle anime e al chiarimento di quelle domande alle quali non sappiamo dare. Nel testo possiamo trovare tutte le risposte a quei come e perché lasciati in sospeso, risposte che ci permetteranno di guardare al di noi stessi siano ad aprire la porta del cuore dando libera espressione all'Anima. Questo è il potere del messaggio dei Maestri, diffondere la volontà del Nostro Amato Signore.  


IMPRESSIONI

Tempo fa, a sorpresa la cara e gentilissima Alice, che ringrazio infinitamente per la fiducia che mi concede ogni volta,  di Casa Editrice Altromondo, mi inviò l'ebook di questo testo. Un po' perplessa, ho lasciato passare alcuni giorni prima di leggerlo. Conosco la tipologia delle pubblicazioni Altromondo e so che, per come mi approccio io alla lettura, avrei dovuto iniziare l'avventura al momento giusto. 
Premetto che il mio rapporto con la fede, da trent'anni a questa parte è molto latitante. Cresciuta con un'educazione Cattolica non praticante, la vita mi ha portato ad allontanarmi sempre di più dalla Chiesa, ma soprattutto da Dio. 
Nessuno ha mai saputo chiarirmi dubbi al riguardo della sua esistenza, l'unica risposta a moto perpetuo, è sempre stata "devi avere fede". Ma cosa è la fede? Bisogna nascerci o si conquista col tempo? E come si può avere fede in qualcuno che non vediamo, non sentiamo , col quale non possiamo interagire attivamente?
Ho iniziato la lettura di questo libro durante una notte insonne, mentre mi ponevo domande alle quali non sapevo dare risposta, con la curiosità di carpire i messaggi di Luce e chiarezza che ha canalizzato l'autrice.
La canalizzazione o channelling è una disciplina spirituale di apprendimento, significa appunto incanalare, ricevere informazioni tramite un contatto profondo con la conoscenza che è dentro di noi e con le più grandi dimensioni superiori. Già nell'antica Grecia, gli Oracoli, praticavano la canalizzazione facendosi promulgatori dei messaggi degli Dei.

"Allora da dove vogliamo cominciare?"
<<Da dove ritenete sia necessario>>

La lettura di questo libro è di una semplicità estrema, potrei quasi definirlo una raccolta di lettere, poesie o quasi preghiere che il Divino Amore rivolge alla persona che legge. 
Poniti una domanda, riflettici, datti la tua risposta personale e poi apri il libro. A caso, senza pensarci, troverai la risposta che cercavi.
Queste piccole, intense lettere, che potrei definire pillole di energia sotto forma di parole, sembrano avere vita propria. Sembra che sentano e ascoltino ciò di cui abbiamo bisogno e, al momento giusto, arrivino a noi con parole motivazionali, consolatorie o come un abbraccio avvolgente:  le vostre possibilità sono illimitate ma siete voi a renderle limitate con i vostri pensieri, riflessioni e paure.

"Dovete cercare di trovare le risposte in voi stessi; e quando questo non è sufficiente allora le risposte le potrete trovare intorno a voi."

Fare una recensione vera e propria di questo testo non è semplice, ci sarebbero troppe cose di cui discutere, troppe porte da aprire e molte altre da chiudere e molti di noi, sentendo la parola fede alzano muri dietro ai quali celarsi, forse per paura o forse perché oggi va tanto di moda professarsi atei. Per quanto mi riguarda fede non è una verità assoluta, ma un sentimento intrinseco e personale. Ogni persona la vive a modo proprio, chi influenzato dall'ambiente, chi dalla famiglia o chi per libera scelta. Tutti, anche chi è ateo o tale si definisce ha, per natura, bisogno di credere in qualcosa. Che sia Dio, l'uomo fine a se stesso, il denaro o la natura, ognuno di noi sa che esiste un qualcosa che fa muovere il mondo. Ma tutto nasce dentro di noi. Se apriamo il nostro cuore e la nostra mente, troveremo le risposte a tutti quei perché e come, che gravitano da tempo irrisolti intorno a noi.

"C’era un tempo in cui nulla c’era. Poi vennero l’aria, la terra, l’acqua, il fuoco.
Elementi che hanno permesso all’uomo di stabilirsi e vivere per millenni sulla terra. L’origine era il nulla, ma nel nulla c’era il tutto, c’era il Divino, c’era la Sua volontà che non impediva agli esseri viventi, venuti dopo, di poter vivere secondo le regole della sopravvivenza naturale. Poi accadde che l’uomo non si accontentò ..."


Chi ci ha creato ci ha reso in grado di pensare, di capire e trovare la serenità interiore che ci aiuta ad andare avanti e migliorarci:  chiamatela illuminazione, amore divino o fede, l'uomo ha bisogno di credere.
Questo è il messaggio che mi è arrivato leggendo queste lettere. Probabilmente discordante da quello che è arrivato ad altri lettori, ma proprio questo è ciò che insegna questo libro: ognuno di noi è in grado di trovare la propria "luce" rivelatrice delle risposte che andiamo cercando da sempre. 
Non vi racconto altro, dovrei scendere a fondo nel personale finendo per influenzarvi. L'unica influenza sulla quale posso spingere è la curiosità che vi sproni all'acquisto de La Porta della Luce - il risveglio - .
Non vi resta che mettervi alla lettura, al fresco delle fronde di un bosco, magari in riva al lago, vicino ad un ruscello  o di fronte all'infinità del mare e lasciarvi andare alla tenerezza delle lettere di pace che Ester Rossana Tosti Mariotti ha canalizzato per voi.
Buona lettura,
Tania C.





Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...