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lunedì 2 dicembre 2019

Recensione di LA MALEDIZIONE DI PIAZZA FONTANA Guido Salvini e Andrea Sceresini - Ed. Chiarelettere -



LA MALEDIZIONE DI PIAZZA FONTANA

Guido Salvini, Andrea Sceresini
Ed. Chiarelettere
Pag. 640
Brossura
Collana PRINCIPIO ATTIVO
€ 22,00


CONOSCIAMO GLI AUTORI

Andrea Sceresini . foto dal web su autorizzazione dell'autore-

Andrea Sceresini nato a Sondrio nel 1983, è un giornalista freelance. Attualmente lavora per La7. Autore di numerose inchieste e reportage di Guerra per "La Stampa", "Il foglio", "Il fato quotidiano", e "L'Espresso", ha vinto importanti premi, quali "Igor Man" e "Ivan Bonfanti" grazie alle sue corrispondenze dall'Ucraina. Per Chiarelettere, nel ha curato il libro di Vittorio Dotti "L'avvocato del diavolo"nel 2016 "Mai avere paura", storia del legionario Danilo Pagliaro. Sempre per Chiarelettere ha scritto insieme a Giuseppe Borrello e Lorenzo Giroffi "La seconda vita di Majorana", uscito nel 2016.

Guido Salvini - foto dal web -

Guido Salvini, giudice presso il Tribunale di Milano, è uno dei pochi magistrati che, per ragioni di indipendenza personale, ha deciso di non aderire a nessuna corrente organizzata dalla magistratura. Durante gli anni Novanta, in qualità di giudice istruttore, ha condotto le indagini sui disordini di destra e sulla strage di Piazza Fontana, i cui dati sono incanalati nell'ultimo processo, il terzo, riguardante la vicenda. Durante l'espletamento delle indagini è stato sottoposto a un procedimento aperto dal Csm, con la conseguenza del suo trasferimento a Milano. Curò personalmente sino allo stremo la propria difesa dalle accuse, uscendone indenne e riuscendo a dimostrarne l'infondatezza. Nel 2005, data dell'ultima archiviazione, Slavini ha continuato a procedere le sue indagini sul caso. In questo libro, La maledizione di Piazza Fontana, sono spiegati i risultati di un lavoro decennale, arricchito di rivelazioni inedite. Nel 2013 pubblica la raccolta di scritti sulla giustizia Office at night e nel 2019 il libro di riflessioni personali Domenica mattina presto, edito da Pendragon.


TRAMA

2005, giugno: gli ultimi neofascisti imputati per la strage del 12 dicembre ricevono la conferma della loro assoluzione dalla Corte di cassazione. Nel settembre 2008 il giudice Guido Salvini, autore dell'istruttoria che sfociò nell'ultimo processo sulla strage, riceve la lettera di un ex ordinovista padovano. "La prego contattarmi personalmente per novità su Piazza Fontana". Queste le parole, scritte nella lettera, furono il primo passo di una lunga e scrupolosa inchiesta privata, pubblicata per la prima volta in questo libro scritto con la collaborazione  del giornalista Andrea Sceresini. Un dettagliato atto d'accusa, senza riserve sui nomi dei terroristi neri sfuggiti alla giustizia che farà discutere, contro una parte della magistratura e delle sue responsabilità e inadempienze. In dieci anni di indagini Salvini ha ripercorso i suoi passi ascoltando nuovamente le sue vecchie fonti e trovandone di nuove. Ha smontato bugie e alibi che avevano tentato di ostacolare le accuse, raccogliendo elementi e riscontri a carico di soggetti mai presi in considerazione durante le indagini. Chi era quel giovane neofascista che in quel pomeriggio invernale sarebbe entrato in azione alla Banca nazionale dell'agricoltura? Cosa doveva raccontare la "fonte Turco"  del Sid, che i servizi segreti insabbriarono in gran fretta? Qual è la liaison tra un ex legionario morto suicida nel Sud della Francia e la morte di un ricco imprenditore padovano in Angola?
Ma soprattutto: perché i magistrati non sono stati in grado di compiere sino in fondo il loro dovere?
A più di cinquantanni  dalla strage, la vicenda più drammatica della nostro Repubblica ce la raccontano Salvini e Sceresini,  arricchendola di elementi inediti , come un grande giallo italiano. 


IMPRESSIONI

Nel 2016 ho avuto l'onore e il piacere di conoscere Andrea Sceresini, grazie ad una intervista che Chiarelettere mi aveva concesso per la recensione di un suo testo. Molto disponibile e alla mano mi ha dedicato un po' del suo tempo ascoltandomi e leggendo quello che avevo scritto. Negli anni a venire ho continuato a seguire le sue interessanti pubblicazioni, curate con uno stile semplice ed esaustivo.
Qualche giorno fa ho chiesto a Chiarelettere una copia di La maledizione di Piazza Fontana e, gentilmente, mi hanno omaggiato una copia ebook. Ringrazio quindi la Casa Editrice e Tommaso Gobbi per l'invio.
Non avevo mai avuto occasione di leggere nulla di Guido Salvini, pensando di non avere la pazienza e la capacità di comprendere spaccati di storia italiana da lui raccontati. 
Leggendo sono rimasta piacevolmente sorpresa dall'accuratezza dei particolari, dallo stile non proprio facile da seguire per chi fosse digiuno della storia trattata, ma  con un po' di pazienza, qualche domanda a chi più competente di me  e grazie alla minuziosa descrizione dei fatti accaduti dalla strage ai dieci anni di indagini, sono riuscita ad arrivarne in fondo. 
Leggendo cresceva in me la convinzione che la Storia d'Italia non è solo Impero Romano, Garibaldi, Motti Carbonari e le Grandi Guerre. Oggi dovrebbe essere materia scolastica la storia moderna, quella dagli anni di piombo ai giorni nostri. Abbiamo il diritto di conoscere ciò che è stato così come ciò sta succedendo. Un buon punto di partenza ce lo forniscono Salvini e Sceresini mettendo a nudo i fatti e i retroscena della Strage di Piazza Fontana, uno dei più grandi e gravi atti terroristici messi a segno a Milano il 12 dicembre 1969, nei pressi della Banca Nazionale dell'Agricoltura. Durante l'attentato persero la vita 17 persone e 88 rimasero ferite.

Questo non è un saggio ma una narrazione. Racconto, e solo io potevo farlo, senza rancore ma anche senza censura quello che è accaduto in quegli anni. 

Milano. 12 dicembre 1969, Ore 16.37. La mezzanotte della storia repubblicana. L’ora zero di quella che venne definita “La notte della repubblica”
Ombre nere che si allungano nel passato di una nazione uscita da una guerra civile dilaniata da contrasti mai sopiti.
Quella  di Piazza Fontana viene ancora oggi definita come la “Madre di tutte le stragi”, il primo capitolo di una storia insanguinata, scritta con il sangue delle vittime di Brescia, Bologna, Ustica, San Benedetto Val di Sambro.

È una serata livida e gelida, con la nebbia fitta che ingoia i palazzi. L'Italia scivola, dentro questa nebbia, nel periodo più buio dal dopoguerra. Tutti a Milano si addormentano chiedendosi: <<Chi è stato?>>.

Cinquant' anni di indagini, inchieste, misteri, bugie, depistaggi, intrisi di connivenze tra servizi segreti, massoneria e criminalità comune ed organizzata.
Sentenze della Corte di Cassazione ci restituiscono quella che dovrebbe essere la verità definitiva ma senza cancellare quella sensazione di dubbio che si insinua di fronte alle mille sfaccettature di una vicenda ancora oggi al centro dei dibattiti storici, politici e giudiziari.
Un libro, quelle scritto da Guido Salvini e Andrea Sceresini, che affronta una attenta disamina di mille fonti, alcune delle quali inedite anche al pubblico più attento, alcune sensazionali come i memoriali frutto delle audizioni di appartenenti all’entourage dei Servizi Segreti, da sempre al centro dell’orbite delle trame oscure.
Oscure come i personaggi che animano il mondo dell’avanguardismo di destra veneto, un cosmo che ruota attorno alle figure emblematiche dei cattivi maestri di Ordine Nuovo una delle sigle più tristemente note dell’estrema destra.

Di quello che si poteva dire è stato detto, per ora, detto tutto. Rimane la piazza.


Uno spaccato della storia recente ma al tempo stesso così lontana nelle nostre memorie, una delle pagine più dolorose, sullo sfondo della quale si dipanano, buio canovaccio intriso di sangue, tragedie quale la morte dell’anarchico Pinelli, indiziato della strage, che ebbe come teatro la Questura di Milano, evento che portò a quel processo al culmine del quale il Commissario Luigi Calabresi venne assassinato, figura tratteggiata come quella di un capro espiatorio sacrificato su un altare di convenienze e convenzioni.
La sensazione finale che se ne ricava è di un vuoto, di una grande opera incompiuta, di una verità di comodo, di facciata, che non è andata oltre l’ovvio, le evidenze.
L’ennesimo mistero che proietta le sue ombre sul passato e sul futuro di un popolo, di una nazione, avvezzi ai pochi chiari e ai mille oscuri. 

Certamente una storia oscura e forte, probabilmente non di facile comprensione per chi si approcciasse per la prima volta ai fatti, ma di sicuro è un buon punto di partenza per chi volesse conoscere o sapere di più sui fatti del 12 dicembre 1969. Io non ero ancora nata, ne ho sempre sentito parlare in sordina, tra il detto e non detto, come se una cosa accaduta nel passato fosse destinata a restare intrappolata in quel maledetto giorno. Ringrazio il mio fidanzato per avermi aiutata e sostenuta durante la lettura e la stesura della recensione. Quasi digiuna di informazioni che mi aiutassero a comprendere meglio la situazione, il suo aiuto mi è veramente prezioso.
Ringrazio Andrea Sceresini per la disponibilità che mi ha concesso anche stamattina, e ringrazio, anche se non lo conosco, Guido Salvini per aver dato all'Italia la possibilità di conoscere i retroscena della "madre delle stragi" italiane. Spero di aver colto il cuore di questa scrupolosa testimonianza, con la speranza di invogliare alla lettura tutte quelle persone che hanno voglia di sapere. 
Buona lettura, 
Tania C.





       




lunedì 11 marzo 2019

Recensione di SEMPRE PIÙ MAGRE di Victoire Dauxerre





SEMPRE PIÙ MAGRE
LA DENUNCIA DI UNA GIOVANE TOP MODEL


Victoire Dauxerre con Valérie Péronnet
Ed. Chiarelettere settembre 2017
Pag. 242
€ 16,00
Copertina flessibile 
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Victoire Dauxerre foto dal web

Victoire Maçon Dauxerre è, ad oggi, una bella ventenne in salute che studia recitazione a Londra intraprendendo i primi passi in teatro, la sua vera passione.
Dopo la fine del liceo viene notata da un talent scout di modelle che le prospetta una vita di lusso sotto i riflettori delle Capitali della moda, decantandola come la nuova Schiffer.
Per Victoire, attirata dal mondo del cinema e del teatro, la prospettiva è talmente allettante che decide di accettare la proposta di diventare la nuova top model mondiale. 
Inizia così il suo calvario che, passerella dopo passerella, la trascinerà nel buco nero dell'anoressia pur di riuscire ad entrare in una taglia 36.
Con Sempre più magre,  diario denuncia, divenuto best seller in Francia vendendo oltre cinquantamila copie, ispira la legge francese contro l'anoressia, che, oltralpe, costringe le agenzie di modelle a sottoporre le mannequin ad accurati controlli medici che attestino il loro stato di salute, con particolare riferimento all'indice di massa corporea.


Valérie Péronnet foto dal web



Valèrie Pèronnet nasce nel 1964 a Dakar. Diventata giornalista indipendente collabora con la rivista Psychologies Magazine. Scrive oltre trenta racconti, saggi e testimonianze come ghost writer. Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo.

TRAMA


"Ma tu sei la nuova Claudia Schiffer!". 

Victoire ha diciassette anni, ha appena finito il liceo a Parigi, la città dove vive, quando per strada viene fermata da un talent scout di modelle che non fa che decantare le lodi della sua bellezza e prospettarle un futuro da top model. Come molte sue coetanee, a maturità finita, non ha ancora chiaro cosa fare nella vita. Non ha superato i test d'ingresso  per l'Università ed entra in crisi. L'offerta di fama e guadagni facili, bella vita tra viaggi e hotel di lusso, abiti di alta moda e feste vip che le fa il talent scout sembra  allettante.
Un metro e settantotto per 56 chili , Victoire, prepara il suo book fotografico con la paura di non riuscire ad entrare nei vestiti da passerella. Con la spada di Damocle della famigerata taglia 36, comincia a nutrirsi di 3 mele al giorno per perdere peso velocemente. La sua prima fashion week la vede sfilare a New York, ma in sei mesi ottiene ventidue défilé tra Parigi e Milano dove sfila per Céline, Alexandre Mc Queen, Miu Miu  e altri marchi famosi. Adorata dagli stilisti, alla fine dell'anno, si piazza nella top 20 di modelle più richieste, grazie alla sua taglia 36, la più richiesta.
Mentre la sua carriera vola verso il culmine della gloria, la sua vita scivola sempre di più verso l'inferno.
Manipolata dalla vocina che la spinge verso la magrezza, ridotta al peso di 47 chili e all'anoressia, Victoire inizia a vedere il mondo delle top model e della moda per quello che è realmente, una catena di montaggio dove le modelle sono considerate come oggetti, costrette ad estenuanti attese per un casting ed a farsi la guerra tra di loro per la prima pagina. Ridotta pelle e ossa quasi come fosse una gruccia, vuota ed isterica, Victoria arriva a toccare il fondo del baratro prima di potersi rialzare e ritrovare la strada della salvezza che la porterà verso il futuro che ha sempre sognato.


IMPRESSIONI

Ho notato questo diario biografico tra le pubblicazioni di Chiarelettere e , sempre gentili e disponibili me ne hanno mandato una copia omaggio per poterla recensire: per questo la ringrazio ancora tantissimo. 
Sapevo a cosa sarei andata incontro leggendo quelle pagine di vita vissuta e sofferta. Sapevo che non sarebbe stata una lettura spensierata e leggera, ma volevo saperne di più su quello che si cela dietro al dorato mondo delle griffes prestigiose. Un mondo torbido, fatto di guerre intestine tra ragazze disperate e scheletriche, manipolate dal clichè del magro è bello, dal mito che "taglia 36 è perfezione assoluta". 
Leggendo la storia di Victoire ho provato una girandola di sentimenti, devo dire non tutti positivi, che alla fine mi hanno lasciato una morsa nello stomaco. No, non la morsa della fame, ma del dolore, quello che si prova quando ci rendiamo conto che spesso l'essere umano è considerato solo un oggetto per il piacere e l'arricchimento altrui: carne da macello! 
Tra rabbia, impotenza e dolore fisico ogni volta che stava male Victoire, mille pensieri hanno affollato la mia mente.  Ammetto che per un attimo mi sono vista scorrere davanti uno di quei filmati sui campi di concentramento: le modelle costrette alla fame ed ai ritmi serrati dei casting, oggetti da sfruttare come gli Ebrei nei campi. 
Il primo pensiero, comunque, è stato quello della famiglia, che sembra quasi spingere la ragazza verso il baratro per un momento di gloria. Magari per dei sogni infranti in gioventù. E'giusto costringere un figlio che soffre, che sta male a proseguire su una strada sbagliata, farlo arrivare quasi alla distruzione solo per denaro o fama?
Il secondo pensiero che continua tutt'ora a rigirarmi nella mente è che, consapevoli di tutta la sofferenza e lo squallore che gira attorno al mondo della moda, si continua ad osannare e idolatrare gli stilisti (i quali nonostante tutto, non smettono di trattare i loro modelli anoressici come grucce), a sostenerli acquistando le loro creazioni a prezzi esorbitanti, incentivando e propagandando i canoni errati  di corpi vuoti, grigi e fragili come cristallo, pari a bellezza e salute. E' giusto tutto ciò? Non bisognerebbe fare qualcosa per mettere fine al clichè del sottopeso è bello e salutare perchè lo impone la moda?

"La bruttezza immonda, scheletrica, schifosa, in mezzo a tutte quelle bellezze. La morte ornata di luci, trucco, pellicce, seta, merletti, raso, pelli preziose e tacchi diciotto. La morte che per poco non mi cattura."

Victoire è una bella ragazza francese, solare, educata, socievole e gentile.  Ha diciassette anni e vive a Parigi coi genitori, due fratelli che ama più di se stessa e la sua gatta confidente Plume. Finita la maturità, con una storia sentimentale fallita a causa del fidanzato che la molla per la ex e coi test di ammissione all'Università falliti, il suo futuro sembra nero e privo di opportunità. Ma Parigi è una delle  capitali della moda, e sarà un talent scout di top model , Seb, a convincerla, mentre la incontra a fare shopping, che è la nuova Claudia Schiffer. Dopo il primo momento di perplessità, per la ragazza, quelle parole diventano un richiamo. Lei che ha sempre sognato una  vita sotto i riflettori, di fare l'attrice. Seb ha saputo essere convincente, Elite, un'importante agenzia di modelle vuole farne la top model rivelazione, che tutti gli stilisti si contenderanno. Con l'aiuto del padre che la segue nel contesto burocratico e col sostegno dei fratelli e della madre, finalmente contenta che abbia trovato una strada da seguire, Victoire fa il suo primo book fotografico, pronta per volare a New York senza perdere tempo, sotto l'ala protettrice di Seb. 
Deve però mettersi in testa che la sua taglia 40 è troppo per le passerelle: dovrà scendere alla 36 se vorrà sfilare ed essere la top.

"Subito va bene, ma non prima di aver scelto con lui la mia <<divisa da mannequin>>: jeans neri ultraslim per mettere in evidenza il lato B, maglietta nera Petit Bateau per esaltare il lato A, e poi <<un accessorio vintage e uno di lusso: è questo che crea l'equilibrio magico della moda, baby>>.

Inizia per Victoria una nuova avventura nella capitale USA, lontana dalla famiglia che il sedicente Seb è riuscito ad estromettere, con la compagnia di un peluche di nome Yuki intriso del profumo della madre e di due colleghe con le quali dividerà un appartamento. 
Arrivata a New York il suo peso è drasticamente calato in pochi giorni da 56 a 47 kg, i suoi pasti si suddividono in 3 mele al giorno innaffiate da pepsicola zero, perchè le bolle gonfiano e danno sazietà.

<<Per le campagne prendono anche una ragazza taglia 40 ma per la passerella devi indossare assolutamente una 36>>

Con la fashion week newyorkese inizia per Victoria un periodo difficile. I casting da fare, sotto pressione, trattata come un oggetto e lasciata per ore in attesa seduta sul pavimento di capannoni o uffici improbabili, circondata sempre più spesso  dalla rivalità e  cattiveria pressante tra colleghe. La solitudine e la mancanza della famiglia a stringerle lo stomaco in una morsa, d'altronde Seb le aveva detto che la madre non poteva seguirla durante i suoi spostamenti. E la fame che inizia ad attanagliarla insieme al freddo . Ma in agenzia sono stati chiari: se vuole essere una top model, la Top Model rivelazione, non deve aumentare di peso e deve riuscire a mantenere la taglia 36. 

"<<Ho ricevuto il tuo secondo messaggio, amore. Quarantasette chili sono davvero pochi per la tua statura. Promettimi che non scenderai oltre questa soglia>> <<Te lo prometto, mamma, non scenderò oltre>> a meno che non me lo chiedano, naturalmente."

A causa della sua tenace costanza e alla voce che le rimbomba nel cervello come un mantra "se mangi ingrasserai e non entrerai nei vestiti", Victoire viene risucchiata nel buco nero nell'anoressia senza rendersene conto. L'ossessione per la bilancia, lo specchio che le rimanda continuamente la visione di una ragazza sempre troppo grassa per poter sfilare, la spingono all'uso e abuso di lassativi, clisteri e sonniferi. I suoi pasti sempre più scarni e privi di calorie consistono in verdure al vapore scondite o frutta consumati sotto l'occhio indagatore di Seb e dei vari agenti, seguiti, ogni tanto da proteine magre come pesce e carne bianca e , una volta a casa, da lassativi e clisteri. E' sempre più dura per Victoire tenere il ritmo frenetico e competitivo di N.Y., la stanchezza e la nostalgia di casa cominciano a farsi sentire e il suo corpo a cedere. 
La pelle che brucia, sembra sgretolarsi come cristallo sotto i piedi ad ogni movimento, il ciclo è scomparso, i capelli stanno cadendo a ciocche. Il suo colorito diventa grigio, il sorriso viene strappato via da un broncio affilato e uno sguardo vuoto, perso nel nulla della demotivazione.
Ma per Victoire tutto ciò è normale, dipende solo dalla tensione delle campagne e dei casting a ritmo serrante. 
Tornata a Parigi per poi partire per la fashion week a Milano iniziano i primi dubbi. Dopo un casting andato male, sentitasi come un oggetto inutile tra le mani della guro degli stilisti italiani, Victoria decide di mollare. E' stanca, sente che quel lavoro non fa per lei. Capisce che Seb l'ha usata e manipolata per i suoi scopi lucrosi. 
Pronta a mettere fine a tutto e  tornare a casa, sarà l'arrivo della madre a farle cambiare idea, a darle un motivo per continuare almeno sino alla fine della fashion week che si terrà a Parigi. C'è un contratto in ballo e un budget consistente oltre al successo e alla fama ... L'esperienza italiana non è del tutto positiva, ma la fashion week di Parigi, a casa sua, tra i suoi affetti, sembra andare meglio. 
Gli stilisti fanno a gara per averla nelle loro catwalks. Le riviste di moda si contendono il suo corpo, ma Victoire è sempre più stanca e inorridita da quel mondo che la sta trasformando in uno scheletro musone, privo di sentimenti e educazione. 

"Non ne posso più di questa sofferenza. Della voce malefica che mi ripete in continuazione <<Sei grassa, sei brutta, sei una buona a nulla. Hai fallito su tutti i fronti. Mangiare, mangiare, non sai fare altro.>> Voglio riposare. Uscire da questo corpo immondo che odio. Voglio che finisca.>>

Lei, gentile e solare, che aveva sempre avuto una buona parola per colleghe e truccatori, per gli stilisti e gli agenti, sta diventando isterica e capricciosa, manipolata dai fili di un perfido burattinaio, quale è il mondo delle top model. 
E soprattutto è affamata. I morsi della fame sono troppo pesanti per lei, tanto da farla cedere al richiamo nevrotico e inconsulto del cibo troppo a lungo ignorato e così ingrassare. 
Nemmeno la vocina può nulla contro la sua fame d'amore e di comprensione, contro la sua voglia di essere amata e voluta per ciò che è realmente. 
Victoire, oramai nella morsa della distruzione cede, lascia il mondo delle passerelle, le guerre tra modelle e gli abiti taglia 36. 
Una manciata di pillole e tutto finirà: fame, solitudine, stanchezza ... 
Fortunatamente l'aiuto tempestivo del fratello e il sostegno della famiglia sono serviti a salvare Victoire dalla morte e, col tempo, a farle finalmente trovare la sua strada e l'amore, salvandola da un mondo che invece di portarla al successo voleva portarla alla distruzione per opera delle sue stesse mani.
Oggi Victoire sembra aver trovato la sua strada nel teatro, come desiderava da sempre. Ha trovato una forma fisica accettabile e un fidanzato. Ma soprattutto ha trovato il coraggio di denunciare i soprusi ai quali è stata sottoposta e, grazie ad un deputato, è riuscita a far passare la legge contro l'anoressia, che dovrebbe valutare le modelle non più in base alla taglia ma all'indice di massa corporea. Purtroppo c'è ancora molto da fare per migliorare questa legge e per far entrare in testa agli stilisti che una taglia 36, un corpo scheletrico e un viso imbronciato non sono indice di salute e bellezza, nemmeno con la griffe più prestigiosa ...

Che altro aggiungere? Ci sarebbe tanto da dire, da analizzare. Il diario di Victoire è forte, duro, a tratti spietato come gli otto mesi di passerella lo sono stati con lei. Chi avrà voglia di leggerlo potrà scoprire tutti i particolari di cui non ho volutamente parlato. E' una storia che si legge d'un fiato, scritta con uno stile semplice, scorrevole e con un pizzico di verve che sprona il lettore ad andare avanti, alla curiosità di conoscere qualcosa in più sulla vita di Victoire. 
Può piacere o non piacere, ma è una storia vera, vissuta realmente sulla ''pelle'' o sarebbe meglio dire sulla "pelle e ossa" della protagonista e non lascia indifferenti. 
Non aggiungo altro, solo, nel caso decideste di immergervi nella lettura di questo libro, di armarvi di tanta calma, di immedesimarvi in Victoria e di comprendere a cosa può portare la fame d'amore e di gloria.

Buona lettura Tania C.








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