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martedì 6 febbraio 2024

Recensione LA NINNA NANNA DEGLI ALBERI di Alice Bassoli - Ed. Corbaccio -



 LA NINNA NANNA DEGLI ALBERI

Autore Alice Bassoli

Ed. Corbaccio

Anno di pubblicazione 2024

In commercio dal 6 febbraio 2024

Collana Narratori Corbaccio

Genere Giallo/Thriller/Noir

Formato Brossura con alette

Pag.  288

€ 16,90

Formato ebook presente in tutti gli store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE 

Alice Bassoli nasce nel 1981 a Reggio Emilia, dove vive e lavora.

Fin da bambina inventa storie ma comincia a scriverle dopo i trent'anni, prendendo ispirazioni dai suoi due romanzi speciali, quelli che ancora oggi porta nel cuore.

È con La ninna nanna degli alberi che, tra più di millecinquecento candidature, si piazza tra i cinque finalisti del concorso Amazon Storyteller 2022.


TRAMA

2018, Dicembre.

Isabella non aveva mai più fatto ritorno in quel paese incastonato tra i boschi delle dolci colline dell'Appennino tosco-emiliano, nella casa della zia dove, da bambina, passava le vacanze.

Passavano. Lei e la gemella Valeria. 

In quel paesino trascorrevano l'estate insieme ai ragazzi del posto, tra bagni nelle fresche acque del torrente, i primi baci che li facevano sentire adulti e, per passare i lunghi pomeriggi di noia, le incursioni in una fatiscente villa abbandonata. Meglio ancora se la villa faceva paura, soprattutto di notte, quando si vedevano luci e si sentivano rumori strani...

Successe poi che una sera di luglio Valeria non fece ritorno a casa della zia.

Era scomparsa, come svanita nel nulla, lasciandosi dietro una scia di domande senza risposta.

Da vent'anni Isabella vive con l'anima divisa in due, da una parte ha cercando di vivere una vita apparentemente normale creandosi una famiglia, divorziando e vivendo con la figlia, dall'altra costruendo muri e confini per lasciar fuori dal suo mondo ricordi, persone e luoghi di quel tempo. Quei confini, in quei lunghissimi vent'anni, non li oltrepassò più.

Ma, adesso che zia Adele è venuta a mancare, si ritrova ad averne ereditato la casa e un indizio contenuto in essa.

Isabella, a questo punto, sa che se vuol liberarsi dei fantasmi del passato e fare pace con sé stessa, deve accettare quell'eredità e raccoglierne l'indizio per fare finalmente chiarezza su tutto ciò da quel maledetto giorno in poi le era sfuggito.


IMPRESSIONI


Per la copia cartacea di La ninna nanna degli alberi ringrazio calorosamente Valentina di Casa Editrice Corbaccio, che esaudendo il mio desiderio, mi ha dato la possibilità di leggere il romanzo con largo anticipo rispetto all'uscita in libreria.

Senza nemmeno leggerne la trama, fui attirata dalla copertina e dal titolo che lasciavano presagire una storia dolce, malinconica, probabilmente con dei bambini e le loro spericolate avventure come protagonisti. 

Non ero andata poi così lontano, la lettura della sinossi confermò buona parte delle mie supposizioni. Scoprire poi che l'ambientazione della storia racconta di luoghi della mia infanzia è stato il segnale che il mio "naso" letterario non aveva sbagliato il colpo. 

Leggere il romanzo è stato un'esperienza che si è spinta ben oltre le mie aspettative! 

Pagina dopo pagina sono stata letteralmente risucchiata dalla storia tanto da iniziarla e finirla in una notte perché non riuscivo a staccarmi dai suoi sibillini intrecci.

Quello che mai mi sarei aspettata da questo romanzo, è il fatto che sia completo, che sia stato scritto col giusto mix di tutti quei fattori che fanno di una storia La Storia!

Un pizzico di romanticismo, una spolverata leggerissima di eros, la giusta miscela tra horror, suspense e dramma, un po' di avventura che non guasta e tanto, tanto mistero.

Atmosfere e avventure che riportano agli anni '80, a Twin Peaks, Stand by me, It, ma con un velato accenno al più attuale Dicker, ripercorrendo il sentiero dei ricordi con  la tensione a fior di pelle e l'attenzione sempre più viva.

La ninna nanna degli alberi racconta la storia di Valeria e Isabella, gemelle di Reggio Emilia che, fin da bambine, trascorrevano le loro vacanze a casa di zia Adele e dell'iracondo marito Alfonso, un uomo irascibile, prepotente e che non hanno mai considerato come zio.

Il personaggio è stato costruito talmente bene, con dovizia di particolari, che viene naturale provare ripudio per una persona così truculenta.

Il paesino, dal nome immaginario, Cadelbove, è sito nelle dolci colline del Reggiano, probabilmente tra Castelnovo ne' Monti, Felina e Reggio Emilia e, per le ragazze, è un luogo del cuore. 

È sempre stato bello ritrovarsi, ogni estate, a casa di zia Adele, anche se ciò comportava la convivenza forzata col dispotico e arrogante marito della zia, Alfonso.

Nonostante tutto alle ragazze, alla fine poco importava dei continui rimbrotti dell'uomo, una volta nell'intimità della loro camera, con la musica a tutto volume, ogni ombra nera svaniva e poi c'erano Alberto e Lorenzo con tanta voglia di vivere, di essere liberi e fare nuove esperienze.

Isabella e Valeria hanno diciassette anni, sono giovani, belle, con un corpo statuario che  fa girare la testa ai ragazzi del paese che fanno parte del loro gruppetto: il timido e goffo Lorenzo e il fratello Alberto.

Valeria è più consapevole della propria femminilità e molto più disinibita rispetto alla gemella più semplice e introversa. 

Isabella, invece, ha ancora l'anima acerba di chi si approccia all'adolescenza: ogni giorno più bella e desiderata, senza la consapevolezza del proprio corpo.

Proprio Isabella fa breccia nel cuore e nell'anima di Lorenzo, diventando il suo chiodo fisso, anche se il ragazzo, ancora troppo impacciato e influenzabile non troverà mai il coraggio di dichiararsi. Così come non riuscirà a dichiararsi Isabella, che comincia a provare qualcosa per Lorenzo.

Tutto ciò non va giù a Monica Cavicchioli, figlia del violento Maresciallo dei Carabinieri del paese e componente maliziosa e  "ingombrante" del quartetto.

Monica, innamorata di Lorenzo, vede nelle gemelle Celsi il pericolo; prova un'invidia talmente radicata, esacerbata dalla violenta situazione familiare, da corroderle l'anima e farla agire senza riflettere. 

Si sente inferiore, è sgraziata, troppo formosa nei punti sbagliati, sa di non essere la classica bellezza che attira le attenzioni dei  ragazzi e sa di non poter competere con la bellezza giunonica delle gemelle, soprattutto di quella che lei considera una "gatta morta": Isabella.

Ma è manipolatrice e sa anche come far valere il suo forte ascendente su Lorenzo, creando in lui una forte dipendenza sessuale.

Alberto è il "filtro" del gruppo, il ragazzo buono,  con quel pizzico di intraprendenza tipica dell'età che cerca di affrontare tutto con distaccata diplomazia, rifugiandosi nella musica. Non è immune al fascino di Valeria.

Forse è il personaggio più marginale, quello un po' in ombra rispetto agli altri. Più "distaccato", passatemi il termine, socialmente. A lui piace la musica, il rock, ama suonare i suoi strumenti e, pur essendo partecipe e coinvolto nella vita del gruppo, resterà sempre un passo indietro, quasi a protegger loro le spalle come un fratello maggiore. 

Lorenzo è il muro portante del gruppo. Timido, goffo, un po' eccentrico nel vestire, da sempre innamorato di Isabella ma affascinato da Valeria, si lascia facilmente influenzare da Monica, senza mai distogliere e celare il suo interesse per Isabella.

L'autrice è riuscita a plasmare  non solo l'aspetto fisico ma anche quello psicologico di ogni personaggio, mettendone in risalto luci e ombre del carattere, i  disagi e i fantasmi interni,  dando loro una vita autonoma, quasi come fossero i "ragazzi della porta accanto". Viene naturale uscire di casa e cercarli, sperando di vederli uscire dal portone del dirimpettaio.

Lorenzo, Alberto, Valeria e Isabella, durante l'estate del 1998, per cercare di evadere dalla routine delle scampagnate al torrente, decidono di fare un'incursione nella villa diroccata e abbandonata da tempo immemore, confinante con la casa di zia Adele.

Come moderni urbex, spronati dalla curiosa spavalderia di Valeria, tranciano il catenaccio del cancello ed entrano nella villa. A nulla valgono i rimproveri di Lorenzo e Isabella, ai quali quel luogo mette disagio e vogliono uscire.

<< Alberto fece luce sulla vernice logora della porta. Vide segni geometrici inquietanti dipinti con un aerografo. Un osso legato a un nastro nero penzolava dallo stipite. >>

La casa versa in uno stato di fatiscenza avanzata da vent'anni: pavimentazione sconnessa, calcinacci, assi rotte, tanta polvere e, in una delle stanze c'è qualcosa di molto strano.

Un osso, appartenute a chissà quale genere di creatura, penzola dallo stipite della porta, stelle a cinque punte e strani disegni geometrici sono disegnati  ovunque: tutto fa pensare che dentro a quella stanza avvengano riti satanici.

La stanza del male! Quello sembra proprio essere il nome giusto per quel luogo.

Isabella e Lorenzo cercano di convincere Valeria a uscire da quella strana casa così macabra e alla ragazza, seguita da Alberto, non resta che fare dietro front e uscire, passando però, per il giardino, sul retro della casa, confinante con la camera da letto di zia Adele.

Come tutta la casa, anche il giardino versa in condizioni di degrado. C'è un pozzo profondo, chiuso con un coperchio di fortuna, un dondolo arrugginito, erbacce e muretti sconnessi. 

L'atmosfera gotica e suggestiva del luogo rapisce da subito il lettore che si ritrova a esplorare ogni angolo di quella antica villa ormai preda del tempo.

La curiosità di sapere quale sia il mistero che si cela in quella strana camera e in quel giardino tiene incollati alle pagine con la speranza di scoprire qualche torbido segreto.

<< Caro diario, sono tornata da sola nella casa abbandonata, all'insaputa degli altri. Mi sono diretta verso la stanza del male. Ho trovato la porta socchiusa. Il corridoio era buio. E proprio quel buio deve avermi protetta dal loro sguardo. >>

Il "segreto", effettivamente c'è, e lo scoprirà Valeria, tornando in quella casa più volte e senza il gruppo. Un segreto terribile, che mai avrebbe potuto immaginare. E da quel giorno Valeria cambierà, non sarà più la stessa ragazza solare e vivace di pochi giorni prima. 

La prima ad accorgersi del repentino e strano cambiamento è Isabella ma, per quanto faccia, nulla serve a far ritrovare il sorriso alla gemella.

Valeria è spaventata da qualcosa che ha visto in quella casa, si è chiusa in sé stessa. Ha paura, è schiva e pian piano scivola nel tunnel dell'autodistruzione, finché una notte, improvvisamente, scompare senza lasciare tracce.

Cominciano le ricerche estenuanti, col coinvolgimento del lettore, che si ritrova a seguire piste nei boschi del paese, a interrogare persone e a tornare in quella casa maledetta alla ricerca di risposte. 

I giorni si susseguono, come grani di un rosario,  ma di Valeria nessuna traccia. Qualcuno asserisce di averla incontrata a Reggio Emilia, altri di averla vista in giro; la disperazione di Isabella comincia a crescere attimo dopo attimo. Lo sente nella pancia che è successo qualcosa di brutto alla sorella. 

Il tempo passa inesorabile, Isabella è cresciuta, ha quasi quarant'anni. Dal giorno della scomparsa della sorella sono passati più di vent'anni e in tutto quel tempo Isabella ha creato una sua famiglia, ha una figlia adolescente che è il ritratto di Valeria, ha divorziato dal marito, pagando tutto a caro prezzo. 

Per riuscire ad andare avanti e superare quella tragedia, per Isabella, abbandonarsi all'oblio dell'alcool sembra la soluzione più rapida ed efficace.

Il destino però ha altri piani per lei, costringendola a tornare al paese, per gestire l'eredità lasciatale da zia Adele, appena scomparsa.

Così, dopo una vita a cercare di convivere col dolore della perdita di Valeria e a stare lontana da Cadelbove, Isabella si ritrova ad aver ereditato la casa di zia Adele e tutto ciò che contiene, in particolar modo gli anagrammi creati dalla zia, coi quali giocava sempre fin da quando era bambina.

Tornare in quella casa è una doccia fredda, troppo dolore si cela ancora tra quelle mura e nella sua anima. 

Negli anni non è mai riuscita ad accettare la scomparsa di Valeria. Solo l'alcool, nel tempo, è diventato un fedele compagno, creando una bolla illusoria di quiete. 

Isabella sa che è arrivato il momento di andare finalmente avanti e fare i conti col passato. 

La figlia Emma, cresciuta forse troppo in fretta, è il suo perno, il punto fermo dal quale ripartire dopo ogni sbronza, dopo ogni giornata no.

Appena tornata a Cadelbove, Isabella, durante una delle sue crisi alcooliche, ritrova Lorenzo. Non sembra più il ragazzino insicuro e goffo, anzi. Un po' appesantito, coi segni del tempo sulle spalle, ma pronto come sempre a tenderle una mano nel momento del bisogno, soprattutto ora che è diventato un carabiniere.

Insieme a Lorenzo ritrova anche Alberto e Monica, ora moglie di Lorenzo e madre del nuovo amico di Emma, Gabriele.

I due adolescenti diventano amici da subito e, come i loro genitori, provano una forte attrazione per la casa abbandonata, tanto da iniziare a esplorarla con avida curiosità, la stessa appartenuta a Valeria.

<< ... sul marciapiede, esattamente davanti al cancello dell'abitazione di Monica e Lorenzo, qualcuno aveva messo un giglio e accanto un braccialetto di perline colorate. >>

Mentre i ragazzi giocano agli esploratori, il vecchio gruppo si riunisce, facendo riemergere antichi rancori e sentimenti mai sopiti. Tutto gira intorno al fantasma di Valeria, tormentando Isabella e scaldando gli animi di Lorenzo e Monica.

Ma qualcosa non torna. 

Uno strano anagramma di zia Adele e alcuni oggetti appartenuti a Valeria, lasciano presagire che la ragazzina scomparsa vent'anni prima, oggi sia ancora viva e già da un po' di tempo si stia quasi prendendo gioco di loro seminando oggetti nei luoghi frequentati dal gruppo.

Per fare luce sul mistero non resta che indagare, partendo proprio dal punto in cui tutto iniziò, la villa abbandonata...

Cosa si nascondeva nella stanza del male? Chi o cosa aveva visto Valeria in quella stanza? 

Dopo vent'anni è ora di scoprirlo, senza tralasciare nessun particolare, grazie anche al prezioso aiuto di Emma e Gabriele.

Da questo punto in poi è tutto un crescendo di emozioni, tensione e brividi.

Avvalendosi di salti temporali tra passato e presente, la Bassoli costruisce omogenei intrecci, intriganti e subdoli,  rivoltando teorie e scenari, come un continuo reload che, ogni volta, smonta ogni certezza.

Ci sono indizi e piste da seguire ma, nonostante la speranza di ritrovare la gemella viva, tutto sembra portare a un buco nero.

I capitoli scorrono sciolti, senza eclatanti colpi di scena, ma dando nuove possibilità al lettore, che arriverà al finale con la perplessità di chi ha sempre avuto la soluzione sotto il naso, ma così ben mimetizzata da non accorgersene. 

Gli argomenti trattati nel romanzo sono attuali e curati dall'autrice con delicatezza, senza giudizi né condanne, ma in maniera talmente veritiera che si potrebbe quasi pensare che Alice Bassoli abbia preso spunto da fatti di cronaca realmente accaduti. 

Che altro dire di questa storia così accattivante? Correte in libreria a prendere la vostra copia per immergervi in quest'avventura geniale.

Piccolo spoiler, questo romanzo è rigorosamente da leggere con la colonna sonora originale di Isabella per avere qualche brivido in più.

Non mi resta che fare i complimenti ad Alice Bassoli e augurarle tutto il successo che merita.

A voi lettori auguro buona lettura e vi aspetto presto con una nuova recensione.

Tania C.








venerdì 2 aprile 2021

Recensione I DELITTI DI VIA MARGUTTA di Giancarlo Capaldo - Ed. CHIARELETTERE -

 




I DELITTI DI VIA MARGUTTA

Giancarlo Capaldo

Ed. Chiarelettere

Anno di uscita Novembre 2020

Formato Brossura

Collana Narrazioni

Pag. 256

€ 18

Ebook disponibile in tutti i principali store digitali


CONOSCIAMO L'AUTORE

Magistrato ora in pensione, è stato responsabile della Direzione distrettuale antimafia di Roma e del pool antiterrorismo, e autore di importanti indagini sull’eversione nera, i desaparecidos dell’America Latina, il sequestro di Emanuela Orlandi, la banda della Magliana, gli scandali della P3 e quelli di Finmeccanica e Telecom-Fastweb.

Sua grande passione è la scrittura con all’attivo, oltre a numerosi saggi, i libri Roma mafiosa. Cronache dell’assalto criminale allo Stato edito da Fazi Editore nel  2013,  in cui, partendo da un’interpretazione delle stragi del 1992-1993, racconta delle mafie insediatesi a Roma, e I delitti di via Margutta edito da Chiarelettere nel 2020.


TRAMA

 

Il primo romanzo di una serie del magistrato che ha indagato su tante pagine oscure della storia repubblicana.

Roma magnifica, sordida e corrotta, intrisa di inquietante bellezza. Politici, finanzieri, imprenditori, prelati, massoni, magistrati, poliziotti, agenti segreti, faccendieri, donne fatali e perverse. Tutto si tiene in un giallo che sorprende, protagonista una coppia di principi intraprendenti e un maggiordomo fedele e molto perspicace.

Lui è il principe Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia, infaticabile giocatore di golf, amante del pericolo e delle belle macchine, con l’animo da filosofo e qualche deragliamento di troppo in gioventù; lei, la bellissima e briosa Gloria Palazzoli, insofferente ai dettami dell’alta società. Insieme a loro, il fedelissimo Oliver, maggiordomo ma soprattutto compagno d’avventura, di scuola inglese, già alle dipendenze di Buckingham Palace. Un trio formidabile accomunato e movimentato  dalla stessa passione: cacciarsi nei pasticci a causa della troppa curiosità. 

È ben noto che Roma nasconde segreti inconfessabili, basta indagare un po’ negli ambienti di potere ed ecco venire alla luce qualche storia intrigante. 

I tre protagonisti si trovano coinvolti in una catena di delitti spietati che magistratura e polizia non  riescono a sbrogliare. Tra cene sontuose, soggiorni a Montecarlo, coppe di champagne e incontri imprevisti, il trio cerca di risolvere il mistero sull'identità dell’autore degli omicidi. 

Perché tutta quella violenza, da chi la verità è così ben custodita? 

Romanzo brillante e sorprendente in cui Capaldo non inventa nulla: le storie raccontate dalla sua penna lieve e felice sono vere o verosimili, anche se nomi, luoghi e tempi sono di fantasia. Conosceremo  personaggi complessi e controversi. Capiremo che sono legati da un filo sottile come la seta, ma forte come l’acciaio, perché non esistono i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, ma solo uomini e donne con i loro segreti, i loro tanti vizi e le loro poche virtù.



IMPRESSIONI


Intrighi politici, religiosi, di alta finanza, delitti, corruzione, belle donne. Sono alcuni dei principali ingredienti de I delitti di Via Margutta, il primo romanzo che darà il via ad una serie, nato dalla penna dell'ex magistrato Giancarlo Capaldo. Questo testo mi è stato offerto da Tommaso di Chiarelettere che ringrazio per la disponibilità che sempre mi accorda, accontentando le mie richieste o proponendone di interessanti.

<< A sera, Oliver prese carta e penna e appuntò diligentemente tutti gli elementi che Gian Maria elencava a lui e a Gloria per fare il punto della situazione. >>

Un giallo che, dopo una partenza un po' lenta e quasi scontata, coinvolgerà il giallista più sopraffino, nelle avventure dell'estroso  principe  Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia, da me incarnato  nei panni di un affascinante Jude Law dandy (tendenziosa speranza di una serie tv...), ma nato dalla fusione delle caratteristiche di due persone realmente esistenti, conosciute da Capaldo. Ad aiutare il principe Gian Maria si affiancheranno Gloria, la bellissima ed elegante moglie ed Oliver, il fidato maggiordomo. Uno strampalato trio che si metterà presto sulle tracce di altri misteriosi omicidi.

<< Gian Maria si era sempre portato dentro il trauma della perdita del padre. Da lì traeva il coraggio e la voglia di sperimentare tutto, proprio tutto. Ma da lì derivava anchr un sentimento istintivo di voler riparare alle ingiustizie, di voler sistemare ogni cosa con un colpo da maestro... >>

Il principe, dopo aver vissuto alcune disgrazie che lo hanno quasi affondato, portandolo sulla via della perdizione e che ogni notte si ripresentano alla suo cospetto a tormentare la sua tranquillità sotto forma di fantasmi, si dedicherà completamente a far trionfare la giustizia, diventando un improbabile, indisponente investigatore dilettante, fuori dal tempo, dal mondo e dalla convenzionalità.

Sarebbe facile pensare che il suo stato di nobile rampante lo veda annoiato e senza stimoli e, grazie alle ingenti disponibilità economiche, sulle quali non elemosina, possa essere un bel passatempo giocare al ''flemmatico Poirot'', ma Gian Maria crede fermamente nel trionfo della verità e della giustizia, dedicandosi con passione alla causa  dell'investigazione. 

L'occasione per dar prova del suo acume e della sua destrezza si presenta durante l’evento del vernissage del pittore Boezio de Martin, tenuto in un atelier di Via Margutta e frequentato da personaggi di spicco della Roma bene odierna. 

Personaggi importanti del jet-set, della politica e dell'ecclesia, ognuno coi propri scheletri nell'armadio e col proprio bagaglio di ambiguità.

Proprio durante la cerimonia di presentazione, viene rinvenuto nel magazzino del sottoscala, il cadavere coperto di sangue della contessa Maria Ludovica Romano Della Gherardesca. 

Non è possibile che Luvi sia stata brutalmente assassinata in mezzo a quel trambusto!

Gian Maria, intimo amico della contessa, non si da pace e mille domande cominciano a tormentare la sua anima: chi e in che modo può aver macabramente ucciso la contessa, senza farsi scoprire? Soprattutto con quale movente?

<< Oddio >> si lasciò sfuggire il maggiordomo. << Una storia che ha dell'incredibile. >> ... << Ora cosa succederà, principe? >>.

Dopo vari tentativi le indagini delle forze dell'ordine sembrano arenarsi in un vicolo cul-de-sac, senza una pista valida e buoni indizi da seguire. Il caso sta per essere abbandonato a breve, il vociferare sembra essersi sopito e la vita sta per riprendere la routine quotidiana.

Ma Gian Maria non ci sta a far diventare l'amica Luvi un faldone tra i cold-case ingoiati dalle sabbie mobili dell'omertà di personaggi al potere.

Grazie all'aiuto della bellissima moglie e del maggiordomo, ma soprattutto grazie al ''vil denaro'', riuscirà ad aprire porte e portoni che sembravano murati, creandosi un varco verso la giustizia, cercando di evitare incidenti diplomatici con le indagini in corso. 

<< Questa è la giustizia, lo capisco ora che posso finalmente guardare lei negli occhi.  Lei ha creduto di far giustizia perché deteneva il potere.  Solo chi ha potere ha giustizia, perché  la giustizia è schiava del potere. >>

Fare giustizia sulla contessa è più importante del fine dei mezzi usati, lo sa bene il principe che non risparmierà nessuna mossa, a costo di modellare una verità di comodo, che metta in luce solo ciò che spesso si desidera sentirsi raccontare o non si desidera vedere. 

La trama e gli orditi, finemente intessuti da Capaldo, hanno dato vita ad un intrigante giallo che, tenendo allo strozzo la curiosità del lettore fino alla fine, farà scoprire, con un teatrale finale,  i segreti più scabrosi che si celano dietro alle luci della ribalta dell'aristocrazia della Roma bene del XXI Secolo.

Con una scrittura fluida e scorrevole, ricca di sfumature e di pathos, Capaldo ha imbastito nel romanzo, l'atmosfera nebulosa dei migliori gialli alla Poirot, regalando la speranza di nuovi e intriganti casi per la Premiata Ditta Investigativa di Gian Maria, Gloria e Oliver.

Un romanzo che consiglio soprattutto a chi cerca ''una marcia in più'', qualcosa di innovativo ma coinvolgente, pur rimanendo fedele ai cari vecchi '' Zia Agatha style''.

Buona lettura,


Tania C.



martedì 10 novembre 2020

Recensione L'ANGELO CON LA PISTOLA di Rita Mariconda - Queen Edizioni -

 




 

L’ANGELO CON LA PISTOLA

Rita Mariconda

Queen Edizioni 18 maggio 2020

Pag. 186

Formato Brossura

Collana Contemporary

Genere Misteri e Gialli- Rosa

Euro 12,90

Ebook disponibile

 

CONOSCIAMO L’AUTRICE

 

Rita Mariconda, nata a Torino, vive in provincia di Avellino, col marito e due figlie.

Ai è avvicinata alla scrittura per caso, cercando un diversivo contro la noia dei lunghi pomeriggi invernali.

Ama la vita in ogni sua sfumatura e ama gli animali.

La sua personalità versatile e il suoi gusti letterali poliedrici, che spaziano dal thriller al regency  arrivando al fantasy, fanno da struttura psicofisica durante la creazione dei suoi incomparabili personaggi.

 

TRAMA

Poco più che bambina, Angelica Mari ha da sempre vissuto in fuga. Fugge da un burrascoso passato che continua a tormentarla minacciando la sua incolumità.

Lasciata la sua vera identità alle spalle molto tempo prima, ha trovato un rifugio sicuro dietro alle pagine dei romanzi che scrive, unica via di fuga da una realtà spietata.

Sean Campbell, primogenito di una casata nobile scozzese, è nato con un futuro già deciso: ereditare il ducato di famiglia e farsi carico di tutte le responsabilità che ne derivano. Ma a Sean non piacciono le regole del gioco, opponendosi al volere del padre, diventa il capitano della SAS britannica e lavora come agente sotto copertura per il suo Paese.

Ma il destino burlone ci mette lo zampino segnando per sempre le loro vite: Sean e Angelica si incontrano.

I segreti stanno per essere scoperti, la vita di Angelica sarà di nuovo in pericolo, e l’unico che potrà salvarla, nascondendola nello splendido castello di famiglia, sarà proprio Sean.

Impavido e con un grande spirito d’azione, la proteggerà a tutti i costi, ponendosi una regola ferma: non deve, per nessun motivo, innamorarsi di lei.

Il romanzo è autoconclusivo.


 

 

IMPRESSIONI

 

Questo romanzo testimonia l’inizio di una nuova ed interessante collaborazione con Queen Edizioni, ringrazio quindi Monica per avermi gentilmente omaggiata di una copia ebook.

È stato veramente un piacere per conoscere una nuova Casa Editrice come Queen Edizioni e nuovi autori, ampliando il genere delle mie letture per cercare di attirare anche una fascia di pubblico più giovane e sognatore.

L’angelo con la pistola è infatti un romanzo youngadult ma che si adatta perfettamente a tutti quei lettori che amano le storie con buoni sentimenti ma che non disdegnano un pizzico di azione attraverso splendidi paesaggi e ambienti descritti.

<<Signore? Mi scusi di nuovo, la sua giacca ha rapito i miei capelli. Per riaverli devo pagare un riscatto o il suo buon cuore me li renderà senza nulla a pretendere?>>

Il romanzo si apre su un treno in viaggio per Roma. I destini di Sean e Angelica si incrociano, per errore, nella carrozza di Sean. Angelica è una bella ragazza, capelli corvini, occhi blu come il mare e piuttosto minuta ma cieca come una talpa senza i suoi occhialoni ad incorniciarle il bel visino dai delicati lineamenti. Oltre a non vedere ad un palmo dal suo naso senza occhialoni, Angelica è anche una pasticciona. Una calamita per i guai. Per quanto faccia e dica, se non ci si caccia di sua spontanea volontà, sono loro che sanno dove trovarla.

Questa volta però la sua sbadataggine l’ha messa nel guaio più grosso che potesse capitarle, dal quale stava cercando di fuggire da una vita.

Salendo di corsa sul treno in partenza, senza occhiali, Angelica sbaglia carrozza, finendo coi capelli impigliati nella camicia di un gigante dalla voce arrogante e presuntuosa.

Sean, divertito dal fatto di trovarsi un piccolo angelo intrigante e sarcastico tra le braccia, forte del suo fascino magnetico, flirta con la ragazza. Ma non ha fatto i conti col carattere poco loquace e pungente di Angelica.

In fuga da quando aveva dodici anni, Angelica è la figlia di un boss pentito che aveva deciso di collaborare con la giustizia. La mafia, per fermarlo, uccide la sua famiglia, risparmiando volutamente Angelica proprio per farlo desistere alla collaborazione.

La piccola, costretta a crescere sin troppo in fretta, si rende conto che per salvare il padre e salvarsi, deve rendersi invisibile e fuggire. Mette in atto il suo piano che la vede morta agli occhi della malavita e per qualche anno vive in strada, invisibile tra gli invisibili. Sino a che un giorno, a Benevento, incontra Chiara, una coetanea che le diventa subito amica offrendole aiuto psicologico ed economico.

Angelica si confida con l’amica che la prende sotto la sua ala protettiva dando inizio ad una lunga e divertente convivenza benefica. Chiara le offre vitto e alloggio, in cambio Angelica diventa una scrittrice di successo. I suoi romanzi spaccano e le aspetta un meraviglioso booktour a Roma per la promozione del romanzo. Ed è proprio durante il viaggio verso Roma che Sean e Angelica si scontrano e incontrano.

<<Posso seguirla, se vuoi, è ancora sul treno, scende a Roma.>> disse John placido.

<<No, ho prima bisogno di sapere chi è veramente, quella bugiarda con il suo bel visino angelico.>>

Desistendo al fascino del bel capitano della SAS Britannica, Angelica lo sbeffeggia allontanandosi il più in fretta possibile prima che, per sbaglio, potesse trapelare qualche informazione sul suo passato che si era lasciata alle spalle con tanti sacrifici. Ferito nell'orgoglio di uomo irresistibile, Sean, da buon investigatore, sente subito puzza di bugie. Quella ragazza così bella da sembrare un angelo indifeso non gliela sta raccontando giusta e lui scoprirà chi è per vendicarsi dell’oltraggio subito. Sguinzaglia così la sua squadra di spie per scoprire chi si cela dietro a quegli occhi blu.

Angelica è una ragazza che dalla vita non ha avuto nulla in regalo, ha visto morire la sua famiglia ed è stata costretta dalle circostanze a vivere una vita invisibile tra gli invisibili.

C’era quasi riuscita, se il tenebroso capitano Sean Campbell non ci avesse messo lo zampino a causa dell’orgoglio ferito.

Grazie alle sue conoscenze il Capitano Campbell manda ad analizzare la tazzina da caffè lasciata sulla carrozza da Angelica, innescando una reazione a catena che lo avrebbe portato verso un sicuro incidente diplomatico tra la Scozia e l’Italia. La ragazza creduta morta da diciotto anni, era ora la ricercata numero uno dai servizi segreti italiani e non solo…

Venuto a conoscenza della vera identità di Angelica Mari, profondamente dispiaciuto di averla messa in un pasticcio che avrebbe potuto costarle la vita, Sean insieme al fidato bodyguard John da il via ad una ricerca serrata di Angelica per proteggerla e portarla al sicuro fuori dall’Italia.

Ci vuole poco a Sean e alla sua squadra per rintracciarla. Quello che non si aspettava era la sua scarsa loquacità. Ma quando la ragazza viene a conoscenza del piano di fuga e protezione offertole in segno di scuse da Sean, non può far altro che accettare.

Così, travestita da piccolo ninja bodyguard asiatico in gonnella, ‘’L’angelo con la pistola’’ Angelica riesce a passare la dogana aeroportuale e decollare alla volta della Scozia, precisamente a Castello Campbell, residenza del Duca Sean Campbell.

E arriviamo al cuore pulsante del romanzo, quello che ci farà sognare e desiderare di vivere la favola di Angelica, una moderna Cenerentola indisciplinata dalla bellezza disarmante, protetta da un affascinante e tenebroso Principe Azzurro.

Sean è di nobili origini, destinato a diventare Duca in successione al dispotico padre che lo vorrebbe piegare alle leggi nobiliari. Ma lo spirito libero e ribelle di Sean non ci sta e, dopo essersi arruolato nella SAS Britannica si prepara a diventare Generale lasciando il titolo al fratello minore, con disapprovazione del padre. Per questo motivo ha rotto i ponti con la famiglia, rinunciando al titolo. Ora però, a causa di una telefonata trabocchetto della madre è costretto a rientrare al Castello. Quale posto migliore per nascondere Angelica se non il suo castello blindato?

Angelica non può chiedere di meglio, uno splendido castello inespugnabile, un bellissimo Principe Azzurro a proteggerla, le splendide scogliere scozzesi, buon cibo, meravigliosi abiti e un’immensa e lussuosa camera tutta per sè, comunicante con quella di Sean. Al castello viene fatta passare per la fidanzata di Sean, attirando le ire del burbero Duca Campbell e il benestare di Lady Arabella, la madre. L’unica ad aver scoperto il piano di Sean è l’arzilla Principessa Lucilla, la nonna. Troppo anziana e scaltra per credere che suo nipote abbia finalmente messo la testa a posto, simpatizzerà subito con Angelica, tramando affinché scoccasse la scintilla col nipote.

Facendo la conoscenza di nonna Lucilla mi sono sentita pervadere dal buon umore. La nonnetta che tutti vorremmo (ancora) avere. Brillante, scaltra e combattiva. La battuta tagliente sempre pronta. Un personaggio positivo, che si rivelerà personaggio chiave nel finale.

Il carattere sensibile ed esuberante di Angelica fa presto breccia anche nel cuore di Lady Arabella, madre di Sean, italiana come lei. Riesce a tenere testa al dispotico Duca padre che fa di tutto per metterla con le spalle al muro e, in particolar modo riesce a far sorridere John, il gigante serio e impassibile che la segue come un’ombra.

I giorni al Castello scorrono felici, tra passeggiate nello splendido giardino, escursioni nella brughiera circostante e tragicomici incidenti nelle profondità delle acque oceaniche.

Angelica non sa nuotare e il destino la rende una potente calamita per gli incidenti acquatici.

Quante risate in piena notte mi sono fatta leggendo le comiche avventure di Angelica e Sean, perché ovviamente dove lei combina un guaio, Sean ci finisce in mezzo, sempre sotto la sorveglianza dell’occhio vigile e premuroso di John e di un misterioso uomo che non li molla da quando sono partiti dall’Italia…

Mentre passano i giorni Angelica e Sean cominciano a fare i conti sui loro sentimenti, e su un punto si ritrovano d’accordo: lei deve costruirsi una vita dal nulla, lui sta per diventare generale, nessuno dei due può permettersi di perdere tempo dietro a cose futili come l’amore. Eppure hanno entrambi un disperato bisogno di affetto.

Per Angelica si avvicina il tempo di lasciare il castello e per Sean gli scontri coi suoi sentimenti la famiglia diventano sempre più duri, tanto da fargli abbassare per un momento la guardia.

Ed è proprio in quel momento che Angelica viene rapita.

E adesso direte voi? Si deciderà Sean a scendere a patti con l’orgoglio per ritrovare Angelica e finalmente dichiararle ciò che prova per lei?

E cosa ci fa Chiara, la migliore amica di Angelica al castello per Natale?

Il mio consiglio, visto che le librerie sono aperte ovunque, è quello di acquistare il romanzo e scoprire se la nostra Cenerentola contemporanea riuscirà a coronare il suo sogno. Se non potete uscire basta un click per scaricare il romanzo sul vostro lettore e sprofondati sulla vostra poltrona preferita, al calduccio con una tisana fumante di fianco, potrete immergervi nei verdi paesaggi scozzesi e nel blu degli occhi di quel piccolo angelo con la pistola.

Di questo romanzo ho apprezzato il linguaggio semplice, fresco e diretto, usato per attirare l’attenzione dei lettori più giovani. Le pagine scorrono via in compagnia  della comicità di una ragazza pasticciona, sempre pronta a finire nei guai anche nei momenti più seri importanti.

È un romanzo che scorre piacevolmente, incuriosendo il lettore su come andrà a finire a ‘’quella gran culo di Cenerentola’’ (citando Pretty Woman n.d.r.). Mi sento quindi di consigliarlo a tutte quelle lettrici e  lettori che amano sognare ad occhi aperti una vita moderna ma con quel di tocco retrò dell’aristocrazia all’inglese che non guasta.

Un bel regalo da mettere sotto l’albero a Natale per le vostre figlie adolescenti e non particolarmente simpatizzanti della lettura. Di sicuro non potranno non apprezzare questa favola intrisa di azione e romanticismo.

Insieme a questo romanzo Monica mi ha inviato anche un altro breve ebook, sempre firmato da Rita Mariconda e intitolato ‘’La mia metà della mela è una pera’’, prequel de L’angelo con la pistola. Un piccolo racconto chicca dove l’autrice presenta Sean e Angelica in ogni aspetto del loro carattere.

Sperando di avervi incuriosito, vi auguro una buona lettura.

 

Tania C.


giovedì 28 novembre 2019

Recensione I CANI E LA NEBBIA - Matteo Olivieri - AltroMondo Editore


I CANI E LA NEBBIA
Matteo Olivieri
Ed. AltroMondo 
Pag. 169
Copertina flessibile
Collana Mondo di Sotto
€ 14,00

CONOSCIAMO L'AUTORE

Matteo Olivieri - foto dal web -

Matteo Olivieri, nato a Lanciano (CH) nel 1984, è un medico veterinario specialista in medicina erpetologica (rettili e anfibi) e PHD: inseminazione e riproduzione artificiale dei rettili a Brno (Bruno), in Repubblica Ceca dove ha una Cattedra all'Università..
Sin da adolescente la passione per la letteratura classica, fantasy e fantascientifica lo sprona a scrivere. Pubblica il suo primo libro nel 2015. Il suo passato lo ha portato a vivere in varie parti del mondo: Portogallo, Spagna, Taiwan, Indonesia e Repubblica Ceca. Ogni paese nel quale ha vissuto è stato uno spunto per ogni sua storia. Fin dalla prima infanzia pratica boxe e arti marziali.

TRAMA

Sergio Diaz, studente fuoricorso alla facoltà di medicina veterinaria di Teramo, si sente un fallito: un esame ostico lo sta bloccando da mesi. Dopo l'ennesima bocciatura, Sergio conosce Claudia, una ragazza nella quale cercherà amore e conforto. Giulia, studentessa eccellente ed impeccabile, si ritrova però bloccata dallo stesso esame che ha lo aveva messo con le spalle al muro. Senza la possibilità di poter proseguire gli studi, cade in una profonda depressione che sfocerà nella tipica rabbia colpevole degli studenti fuori corso.
Sergio e Giulia vivono una storia comune a molti altri, ma sotto l'apparente normalità del quotidiano, sembra stia succedendo qualcosa di sinistro a sconvolgere le giornate. Qualcuno sta seminando orribili manichini lungo le strade di Teramo, avvolti dalla nebbia inquietanti cani si aggirano per la città, il tempo non scorre più: gli orologi hanno smesso di funzionare. Sotto un cielo latteo e pesante, tra misteriose scomparse di persone e una città che cambia continuamente volto sino a distruggersi, Sergio e i suoi amici si ritrovano intrappolati in una giornata interminabile.  Nel grigio di questa follia distopica una domanda li martella: chi è Giulia Piccirilli? Chi si nasconde dietro Sergio Diaz? È veramente un assassino?


IMPRESSIONI

Questo romanzo, dalla copertina inquietante, che rende appieno l'idea del contenuto e del titolo, mi è stato gentilmente offerto da Alice di AltroMondo Editore e per questo li ringrazio di cuore. La possibilità di conoscere nuovi autori e nuovi "mondi" è vasta e interessante ed è un onore, per me, la fiducia che mi rinnovano ogni volta. 
Il romanzo di Olivieri, dal retrogusto gotico, mi ha preso molto più di quanto mi aspettassi. Classificato come romanzo di fantascienza, si colloca bene anche nel genere horror anni '80, distopico e noir. Insomma un mix di stili diversi e simili che accontentano un po' tutti gli appassionati del mistero. Un romanzo che si legge velocemente, lettura agevolata anche dal clima grigio e cupo che ultimamente sta avvolgendo l'Italia, costringendoci a passare più tempo in casa con la compagnia di un buon libro. 

Mentre guardo il fumo che scompare contro il cielo di cotone ripenso a Simone, a Vito, a Claudia e a Mario. Sono tutti morti adesso, ma io, Sergio Diaz, non sono un assassino.

Il romanzo comincia dalla fine, con un pensiero di Sergio Diaz, il protagonista, italiano e non Erasmus, che riflette su quanto gli è accaduto alla fine di una terribile giornata, conclusasi con la morte dei suoi amici. Ma non li ha uccisi lui, non è un assassino!
Sergio è uno studente fuori corso, e ci tiene a precisare che è italiano e non uno studente Erasmus, alla facoltà di veterinaria di Teramo. Da tempo un esame rognoso e a quanto pare insuperabile, gli sta dando filo da torcere, tanto da bloccare i suoi studi. Il nervosismo e l'ansia sono alle stelle, le sigarette invadono i suoi polmoni una dopo l'altra in un crescendo di agitazione. 
Il mostro, così era chiamato l'esame da molti studenti che, come lui, provavano e riprovavano senza riuscire a superarlo e tra i tanti c'era Giulia Piccirilli. Un'etereo scricciolo, maniaca della perfezione, sempre così puntuale e impeccabile. Eppure, sotto il cipiglio severo del professore monatto di veterinaria che la stava interrogando, anche lei sembrava una marionetta incapace di esprimere il suo sapere, finendo per aggiungere altra ansia e sigarette a quelle già presenti. Pazienza, ci sarà il prossimo il appello, così come decise Sergio.
Tornato a casa, Sergio saluta Namidà, una cagnolona pitbull che viveva nella sua villetta, poi dopo aver fumato una meritata sigaretta, decise di dormire. Era quasi ora di pranzo, ma un sonno ristoratore lo avrebbe aiutato a non pensare a quel maledetto esame, tanto il tempo a Teramo contava quasi nulla.  Invece di un sonno ristoratore, ci furono incubi a tormentarlo, ma non li ricordava, aveva solo il cuore in tumulto, così forte da svegliarlo. Tanto valeva alzarsi, scambiare due parole con Vito, proprietario di Namidà e suo coinquilino e poi uscire a fumare e comprar vino. La serata l'avrebbe passata in giro coi soliti amici. 

"E tu Sergio. Hai sentito del manichino?" Mi chiese Massimo con la cantilena ascolana e il sorriso largo. "No, non ne so nulla."

In una mattina grigia e fredda, Sergio arrivò in facoltà dove ad attenderlo c'erano i compagni di corso, tutti presi ed incuriositi dai fatti appena accaduti. Massimo gli chiese subito se fosse lui l'artefice del macabro ma goliardico scherzo. Qualcuno, rubando garze e pezzi di pelle, aveva creato un manichino e lo aveva lasciato in giro per la città. Le garze e la pelle erano suturate così sapientemente che erano in molti a credere che l'artefice fosse stato qualcuno di veterinaria. 
Sergio liquidò il compagno dicendo che a Teramo, se la gente si divertiva a quel modo, significava non avesse altro da fare. La lezione di un nuovo corso stava per iniziare, meglio pensare al professore. Ma per Sergio non andò come aveva sperato. Si era iscritto a quel corso senza aver superato gli esami adatti e il professore glielo stava poco carinamente ricordando, insieme al fatto di essere parecchio fuori corso, tanto da essere considerato vecchio e si trovava nel posto sbagliato. Il ragazzo provò a spiegare che non poteva seguire altri corsi, ma il professore sembrava aver preso di mira una ragazzina poco lontano da lui. Più tardi si ritrovò a rimuginare al bar davanti ad un caffè al ginseng, quando una ragazza catturò la sua attenzione. Goffamente si presentarono: Sergio e Claudia. Lei gli era seduta vicina durante l'ultimo esame non passato il mese scorso, e si ricordava di come fosse scappato e di quanto succedesse spesso. Claudia si interessò al libro che Sergio aveva tra le mani. Il libro del maledetto esame che entrambi avrebbero dovuto sostenere di nuovo. Chiese al ragazzo quali fossero le cose più importanti da studiare e Sergio la avvisò che il professore pretendeva tutti i capitoli. Se le avesse fatto piacere, l'avrebbe accompagnata a parlare col professore stesso per vedere se fosse cambiato qualcosa. Ma il professore monatto, col suo modo sgarbato, mise entrambi alla porta ribadendo che l'esame avrebbe riguardato tutto il libro.
Delusa e amareggiata, ma anche indispettita dall'atteggiamento del professore, Claudia si trascinò fuori dall'ufficio. La sua aria triste e malinconica colpì Sergio che non poté fare a meno di chiederle il perché di quella tristezza. Una vecchia storia d'amore finita male, fu la risposta. E da quel momento, Sergio e Claudia, tra una sigaretta e un bicchiere di vino, si supportarono a vicenda. 

Tutto sembrava invecchiato all'improvviso, come se il tempo fosse una voragine nella quale si cade da un momento all'altro. 

Il racconto scorre, nella grigia lentezza di un'utopia velata, quasi distopica. La surrealtà delle situazioni si intreccia con la realtà di un tempo che sembra aver fatto un improvviso balzo in avanti per poi fermarsi all'improvviso, calando un velo opaco e degenarativo sopra ad ogni cosa. 
Namidà se ne era improvvisamente andata, in solitudine, dopo aver inviato segnali che nessuno aveva colto. Il dolore per la perdita è forte e sconfortante. E da quel momento le cose sembrano andare tutte per una direzione sinistra. Locali dove Sergio e gli amici erano entrati il giorno prima, sembravano abbandonati da tempo, i cellulari non avevano campo, e segnavano un orario improbabile per quel preciso momento, anche gli orologi non funzionavano. I ragazzi, per capirne di più, provarono ad entrare in una Chiesa, magari c'era qualcuno che avrebbe potuto indicargli l'ora esatta. Ma con orrore, entrati in Chiesa, scoprirono che anche quella sembrava abbandonata da tempo e sul Crocifisso c'era un altro manichino, perfettamente cucito, fatto di bende e pelle animale. Decisi a denunciare il fatto alle forze dell'ordine, i ragazzi uscirono dalla navata principale facendo un'altra macabra scoperta: una bara aperta, abbandonata in mezzo al livore della foschia scesa sulla città e un secondo manichino, seduto su una panchina, anch'esso di pelle animale e bende, ma in abiti talari e col volto lacerato. Proseguendo verso la stazione, avvolti da un fetido odore di zolfo e marcio, i ragazzi trovarono altri manichini nella sala d'attesa, creati ad immagine e somiglianza di una famigliola in attesa del treno: padre, madre e bambino. Otto manichini, scherzo di cattivo gusto...
Un cielo latteo sembrava aver ingoiato e paralizzato la città. C'erano solo dei cani che si stavano aggirando intorno ai manichini, quasi impauriti da quelle figure indecifrabili di pelle e garze. Mentre uno dei cani ringhiava ad un manichino, quest'ultimo, alimentato da un'energia aliena, lo morse, strappandogli carne e mandibola come fosse indemoniato. Il povero animale fu scaraventato a terra dalla forza assassina del "mostro", mentre i ragazzi si diedero alla fuga.
Il retrogusto del maestro King aleggia nella mia mente, la calma placida, la tranquillità angosciante che regna prima di una catastrofe. Matteo Olivieri ha saputo creare quell'atmosfera rassicurante dell'horror, come il più esperto regista sul genere. Il fiato che si spezza, il sudore freddo che mi immobilizza sul divano, la paura di scoprire cosa  succederà nella pagina dopo...

Non so cosa successe a Teramo, ma la notte smise di arrivare, un giorno lungo, eterno, sotto un cielo bianchissimo. Le persone, erano cambiate, trasformate. Anche i cani erano diventati...

Dopo quella giornata infinita, dove il tempo sembrava non passare mai, Giulia si ritrova in una sorta di clinica psichiatrica asettica e bianca. E poi c'era Mara  che cercava di calmarla, di convincerla che a Teramo non era successo proprio nulla. La città non era distrutta, esisteva ancora e  c'era il sole, era una bella giornata. La donna la lasciò sola, consigliandole di leggere il quotidiano: le avrebbe fatto bene. Ma, una volta letto un articolo sul sindaco di Teramo, la confusione sembrò risucchiare Giulia in un pianto convulso che la lasciò apatica, persa nel vuoto oltre la finestra della sua stanza bianca. 
Cosa sta succedendo in città? Perché qualcosa è successo e sta succedendo, non è fantasia.
Cosa sono quei manichini e chi li ha messi li? E Sergio Diaz? Tutto ciò che sta succedendo dipende da lei. Perché è lei la chiave di tutto...
In un susseguirsi di azioni surreali, il finale stupisce il lettore, quasi come il regalo sorpresa sotto l'albero di Natale, inaspettato e  allucinante...
Non vi resta che ripercorrere i passi di Sergio, Vito, Giulia, Sara e gli altri per scoprire il mistero di Teramo, non ve ne pentirete. Le premesse di qualche ora al cardiopalma ci sono tutte. Se amate il brivido, armatevi di una calda coperta nella quale avvolgervi e avventuratevi per le vie di Teramo. I manichini e i cani della nebbia sono li per mostrarvi la spettacolare storia di Matteo Olivieri.
Buona lettura,
Tania C.


lunedì 25 novembre 2019

Recensione GLI SPARI SOPRA di Roberto Dogana - AltroMondo Editore -






GLI SPARI SOPRA

Roberto Dogana
Ed. AltroMondo 2018
Collana Mondo di sotto
Pag. 127
Copertina cartonata flessibile
€ 12,00


CONOSCIAMO L'AUTORE


Roberto Dogana - foto dal web -


Roberto Dogana, Laureato in Medicina e libero professionista in medicina dello sport, vive e lavora a Castelgomberto (VI).
Vede il suo esordio con La fine di un incubo è l'inizio di un sogno?, ma continua a confidare alla carta le sue emozioni e fantasie richiamando in causa ancora una volta l'eroina Amanda Morgan. 
L'idea di questo secondo romanzo deriva dalla sua passione per Vasco Rossi e dal maxi concerto tenuto dal Blasco al Modena Park.

TRAMA

Tutti abbiamo una canzone del cuore, quella che ci ricorda i momenti piacevoli della nostra vita. Gli spari sopra è una delle più famose canzoni di Vasco Rossi, tramandato da generazioni come icona del rock.
Ma quando una canzone diventa ossessione, tanto da spingere un ragazzo apparentemente mite e dedito a famiglia e lavoro a delinquere, quali sono le conseguenze?
Per Amanda Morgan  è tempo di nuove indagini e ricerche per scoprire i motivi di fatti altrimenti inspiegabili.


IMPRESSIONI

Questo breve romanzo, in versione cartacea, mi è stato gentilmente offerto da AltroMondo Editore e dalla carissima Alice che ringrazio per il gentile pensiero.
Un nuovo autore e Vasco Rossi, un binomio interessante per chi, come me, è sempre aperto a nuove esperienze letterarie e ama il Blasco. Beh, Zocca fa parte della mia infanzia e adolescenza, come potrei restare indifferente. Aver avuto la possibilità di leggere ancora di Vasco, quel ragazzo "strampalato" dalla voce graffiante e con gli occhi azzurri, è stato un piacere oltre che una piacevole scoperta, quella di Roberto Dogana, l'autore.
Gli spari sopra è il suo secondo romanzo, secondo capitolo, spero di una lunga serie, delle avventure di Amanda Morgan, una giovane "Sherlock Holmes", pronta a fare luce su episodi alquanto strani e inspiegabili avvenuti durante le esibizioni di una cover rock band di Vasco Rossi. 

Il mattino successivo, in città, non si parlava d'altro. I giornali locali riportavano, in prima pagina, la foto del luogo dell'incidente e nelle pagine interne, quelle dedicate alla cronaca paesana, ampi servizio tentavano di spiegare l'accaduto.

Sulle note di "E da qui, qui non arrivano gli angeli", Gli Spirit Liberi,  la cover band, che si stava esibendo da più di un'ora, stava ricevendo i favori e gli applausi del pubblico presente al concerto, per omaggiare il loro idolo: Vasco. 
Tra il delirio degli applausi, durante lo stacco finale del batterista, Amanda stava ballando Gli spari sopra insieme agli spettatori carichi di adrenalina, quando si volta verso la ragazza che ballava accanto a lei e la vede accasciarsi a terra portandosi una mano alla spalla con aria sbigottita. I vestiti laceri e sporchi di sangue fanno esplodere in un grido di aiuto Amanda. Ma ormai la musica era finita, non serviva più gridare, Dedo saltò veloce giù dal palco cercando di prestare soccorso in attesa dell'ambulanza.
La ragazza viene portata in ospedale. Una pallottola ha trapassato la sua spalla, fortunatamente senza ledere gli organi vitali. Nessuno, però ha sentito lo sparo: il martellare della musica e del pubblico sovrastava ogni altro rumore. Amanda e la band si interrogano sul perché di quel gesto estremo e pericoloso. I carabinieri non hanno trovato indizi, se non la traiettoria della pallottola: il colpo sembra essere partito dal basso, ma nessuno ha visto e sentito, se non dopo l'accaduto, perciò le indagini lasciano il tempo che trovano, nonostante l'interessamento di Amanda. Passano i giorni e il fatto viene presto dimenticato. 

"... Ho avvertito una forte fitta - stava raccontando - sulle prime ho pensato che qualcuno nella concitazione mi avesse dato un calcio o che mi stesse venendo un crampo, poi ho avvertito un liquido caldo scendere verso il piede e allora mi sono accorta della ferita."

Ognuno torna alla  propria quotidianità fatta di gossip e calcio. Persino Amanda, risucchiata dalle priorità quotidiane, lascia alle spalle l'accaduto. La band andava alla grande, tra prove e spettacoli fin quando arrivò il giorno del concerto a Gemona. La piazza, al solito, era gremita di gente, richiamando fans nel  nome di Vasco. La band era carica, era arrivato il momento de Gli spari sopra (oramai avevano dimenticato l'episodio scorso quindi potevano suonare tranquilli), ma quando arrivò il momento del batterista di scaricare tutta l'energia, in fondo alla piazza si verificò una strana agitazione. Il pensiero di Amanda fu : " È successo di nuovo". E si precipitò a controllare la situazione. Una ragazza, seduta in terra, si stava comprimendo il polpaccio destro sanguinante, un proiettile sparato da qualcuno, aveva trafitto il muscolo del polpacci, per fortuna senza gravi conseguenze.  Dopo aver raccontato come si erano svolti i fatti, nessuno aveva visto o sentito nulla, a causa dell'alcool, del caldo e della confusione, la ragazza venne trasportata in ospedale. Il concerto continuò e fu un successo. Ma per Amanda c'era qualcosa di strano. Non poteva essere una coincidenza. Il giorno dopo si mise alla ricerca dei quotidiani locali, sperando di venire a conoscenza di qualche indizio sull'accaduto. Poi fece un salto nella Caserma dei Carabinieri, sperando di capirne un po' di più, dove il Maresciallo la congedò con la promessa di avvisarla se ci fosse stato bisogno di lei. 
La caparbietà di Amanda era troppo irruenta per essere declinata così in fretta. Se i Carabinieri preferivano brancolare nel buio, quasi prendendo sottogamba la situazione, ci avrebbe pensato lei a fare luce sull'accaduto. Tornò quindi nella piazza del concerto. E cercò un qualsiasi indizio. Chi cerca trova... ed ecco pararsi davanti a lei, incastonato nell'interstizio tra due mattoncini di porfido, un bossolo di proiettile. La conferma ai suoi dubbi era li, in quel bossolo. Prese la decisione di telefonare in Caserma ed avvisare il Maresciallo Arnaldi, così avrebbero potuto recuperare il bossolo e iniziare le indagini. Ma anche questa volta il Maresciallo la liquidò con un " manderò una pattuglia a controllare e se avremo bisogno di lei le faremo sapere", non avevano tempo da perdere dietro alle fantasie da telenovela di una donna.
Il bisogno di evadere, di staccare la spina è forte in Amanda. Nessuno sembra dare peso alle sue teorie sulle sparatorie, per tutti sono solo una sfortunata coincidenza. Meglio non pensarci più e passare un po' di tempo al mare. Si arriva così al primo luglio 2017. Data importante per i seguaci del Blasco. Modena Park! L'evento del secolo! Il più grande concerto del ''menestrello di Zocca'' sta per iniziare. L'evento ha richiamato migliaia di persone di ogni tipologia, dalle ragazzine urlanti ai romantici sognatori sulle note di toffee, dal nonno, ex hippy ai nipoti cresciuti a suon di rock e pane, dalle casalinghe alle donne in carriera. Una immensa onda umana estasiate dalle più famose canzoni del Blasco. Ed ecco, è arrivato il momento della carica, la batteria esplode nella sua potenza al ritmo de Gli spari sopra, scatenando l'onda umana. Ma nel bel mezzo del fervore collettivo, nessuno si è accorto che in un angolino del terzo settore, nella parte più distante dal palco, una ragazza si lascia scivolare a terra sul fianco sinistro. Le note de Gli spari sopra continuano ad irrompere ipnoticamente, ma non impediscono al fidanzato della ragazza di accorgersi di quanto le è successo. Un proiettile le ha trapassato il fianco. Anche questa volta, fortunatamente senza conseguenze gravi, grazie anche al tempestivo soccorso dei sanitari.

Vasco sempre grazie a Vasco

Questa volta i Carabinieri intervenirono tempestivamente, ricercando scrupolosamente il bossolo fuoriuscito dal fianco della ragazza. Con tutta probabilità, il proiettile, era finito sul selciato, considerando la traiettoria della ferita. In mezzo alla calca di fans e curiosi, riuscirono tuttavia a procedere nelle loro indagini se pur senza esiti,  sinché un rubicondo ragazzo chiese loro : "Per caso state cercando questo, mi ha quasi distrutto una scarpa?", riferendosi al bossolo conficcato nel tallone di una Salomon. Il ragazzo, inebetito, pensava di tenerlo come ricordo, e perentorio fu l'ordine di consegna immediata ai Carabinieri. Uno di loro, ringraziandolo gli ribadì pure  di ringraziare.... "Vasco, sempre grazie a Vasco", finì la frase il ragazzo, continuando a ballare come se nulla fosse accaduto.


Riflettendo su quanto letto, la situazione potrebbe sembrare quasi comica, se non fosse per il fatto che, anche se nella finzione del romanzo, c'è una vita in gioco. E riflettendo proprio su ciò, il mio pensiero è andato subito a quanto sia facile e imprevedibile trasformare un momento di svago in una tragedia per opera di un folle.

Anche la mente di Amanda era un circolo vizioso formato da mille domande. Passava in rassegna ogni volto incrociato sperando di avere un indizio che collegasse il ferimento delle tre ragazze. Tormentata da mille pensieri decise di tornare a parlare col Maresciallo Arnaldi. Si recò alla Caserma, al cospetto di uno sbigottito Maresciallo, ancora ignaro dell'accaduto al Modena Park. Amanda affondò il colpo, facendo notare che tre proiettili nel corpo di tre differenti ragazze, esplose durante l'esibizione di Gli spari sopra, non potevano essere una coincidenza. Doveva, il Maresciallo, convenire con lei, che la situazione era abbastanza grave: c'era in giro un folle pronto a sparare ogni volta che la canzone venisse suonata e forse pure passata in radio. Dal canto suo Arnaldi cercò di sdrammatizzare, ma stavolta prese in considerazione l'ipotesi della donna, promettendo che un collega della compagnia di Modena, un certo Tenente Terenzi, di sicuro l'avrebbe aiutata. Amanda uscì dalla Caserma col cuore più leggero e l'intenzione di incontrare questo Terenzi.

Mi sentii come un'adolescente che ha ricevuto la sua prima attestazione del suo fascino di donna.

L'incontro con l'affascinante Tenente Terenzi andò meglio di quanto sperato, fin troppo. Anche per lui, alla luce dei fatti, c'era un nesso fra le tre sparatorie e avrebbe fatto il possibile per venirne a capo. Rincuorata e lusingata, Amanda fece ritorno a casa. E l'ansia un po' si placò. Le giornate scorrevano lente nella canicola estiva, quando un pomeriggio afoso e improduttivo venne stravolto dal suono del telefono di Amanda. Nel riconoscere il mittente il suo cuore ebbe un sussulto ed arrossì un po': era Terenzi. Aveva bisogno del loro aiuto, del suo e di quello della band. Dopo accurate indagini, selezionando video delle registrazioni dei concerti a Gemona e Modena Park, avevano individuato una persona. A Gemona in borghese, a Modena con la divisa della Protezione Civile, usata con lo scopo di confondersi e far entrare facilmente un'arma da fuoco nel parco. Lo stesso uomo è riapparso poco dopo nella veste di barelliere che ha prestato soccorso alla ragazza ferita. Altro travestimento utile per potersi defilare senza destare sospetti. Niente di sicuro, senza altre prove incriminanti, ma un buon punto per dal quale partire per nuove indagini.  Ovviamente l'aiuto di Amanda e della band era quello di riconoscere e possibilmente dare un nome allo sconosciuto. Tra i "colleghi" della Protezione Civile e dell'Assistenza sanitaria nessuno lo conosceva. Aveva agito astutamente, nessun segno identificativo. Il più assoluto anonimato. Amanda ricevette la foto dello sconosciuto, ma il volto non accese in lei nessuna lampadina. Girando la foto al compagno e ai vari componenti della band il risultato fu il medesimo. Solo Giorgio ancora non aveva dato notizie. Quella sera proprio Giorgio la chiamò, chiedendole come mai lei gli avesse inviato le foto di Luca.
Giorgio conosceva Luca, una speranza c'era. Cercando di essere il più cauta possibile, senza rivelare il vero motivo del suo interesse, Amanda cercò di carpire quante più informazioni poteva sul ragazzo. Giorgio non lo conosceva bene, sapeva che si chiamava Luca, li seguiva nei concerti e nel bar dove faceva karaoke. Un tipo taciturno, timido e sfigato, sempre solo. Una volta gli chiese un pezzo: Anima fragile. Non era molto, ma intanto avevano un nome. Presto, grazie all'aiuto di Dedo e Neri, altri componenti della band, venne fuori anche il cognome: Luca Cortese.
Bingo, il primo mattone era stato piazzato, restava solo trovare gli altri per completare l'opera.
A tentoni, puntando solo sulle sue forze fisiche e senza un piano dettagliato, Amanda decide di mettersi alla ricerca di Luca, ma lei non è una detective, in fondo glielo aveva ribadito anche Terenzi di giocare a fare la detective, e la ricerca fallì con tutti i suoi buoni propositi. Arrivò agosto e con lui le serate di concerti a Jesolo Lido. Una piazza dove nelle calde serate estive vari gruppi si esibivano per animare le notti dei turisti. Era una serata calda, birra e musica a far da padroni, la piazza piena di gente di ogni nazionalità. Tutto ad un tratto si scatenò un tafferuglio, durante il quale una ragazza dell'est, ceca o forse slovacca, presentò una ferita al collo. Fortunatamente la ferita, che dai rilievi dei sanitari risultò di arma da fuoco, era superficiale. La ragazza non era in pericolo di vita. Nessuno però aveva visto nulla di sospetto che potesse ricondurre all'aggressore. L'unico indizio che i Carabinieri, intervenuti per le indagini, avevano a disposizione, era quello che il colpo era esploso quando la band stava intonando Gli spari sopra.
Amanda, ignara dell'accaduto , venne svegliata dalla chiamata del Tenente che voleva aggiornarla su quanto accaduto a Jesolo. La donna si trovò costretta a confessare di aver giocato a fare la detective, ma almeno adesso avevano un nome, anche se nonostante il suo impegno, non era riuscito a trovarlo. Il Tenente, con la promessa di tenerla informata sulle indagini, ancora una volta le fece promettere di stare alla larga da iniziative inopportune e pericolose. Ci avrebbero pensato i Carabinieri, e le indagini, effettivamente, avevano preso un ritmo serrato.

Luca è sempre stato un ragazzo schivo, timido, timoroso fin da piccolo. Per questo non ha mai legato coi suoi coetanei, non ha mai avuto dei veri amici, neanche tra i compagni di scuola.

Con la scoperta del nome del presunto aggressore, il Maresciallo Arnaldì convocò in udienza Luca. Ma il ragazzo non si presentò, mandandolo su tutte le furie. Sarà la mamma di Luca a confidarsi con Amanda, a spiegarle che il figlio era cambiato, forse a causa delle ragazze, una in particolare, quella che lui definiva la fidanzata e che lo portò al tracollo. Le raccontò che dopo aver ricevuto la visita dei Carabinieri che cercavano il figlio, ha rinvenuto nella sua camera un ritaglio di giornale di pochi mesi prima. L'articolo raccontava del ferimento di una ragazza durante il concerto di una cover band di Vasco. Lei aveva fatto due più due e aveva capito che il figlio era immischiato in questi fatti. Il tempo passa, gli indizi scovati da Amanda diventano prove. Nonostante l'ordine da parte del Tenente Terenzi di stare lontana dalle indagini,Amanda trova Luca, si mette in gioco, ma questa volta la carica de Gli spari sopra non va a bersaglio. Luca è disorientato, fugge dileguandosi nel buio inseguito da uno sconosciuto. L'uomo sembra conoscerla, ma per lei è solo un volto tra i tanti incrociati quella sera. Chi è, perché sta inseguendo Luca? 
E Luca, dopo il tentativo andato a vuoto tornerà a sparare ancora in preda all'ipnotico delirio indotto da Gli spari sopra?

Se siete quelli comodi e state bene voi ...

Amanda è decisa a scoprirlo, ad arrivare in fondo a "quell'equilibrio sopra la follia". Questa volta  sotto l'ala protettiva dell'affascinante Tenente.
E voi, cari lettori, siete pronti a scoprire il finale di questo emozionante romanzo rock-noir? Un'ora di relax, magari davanti al camino col sottofondo di una Vita spericolata e risolverete il caso della tenace Amanda.

Arrivata ai ringraziamenti finali, mi è quasi dispiaciuto lasciare Amanda, una donna  intraprendente pur nella sua semplicità, curiosa, dalla parte della verità e con un certa indole ad infrangere le regole. Un personaggio nel quale è facile immedesimarsi e vivere le sue avventure con una leggerezza disarmante. Questo breve noir dal forte sapore rock, originale e accattivante  saprà catturarvi dalle prime note senza annoiarvi rimandarvi al solito finale col maggiordomo nel salone col candelabro. 
Con la speranza che Amanda continui a regalarci nuove emozioni, vi auguro buona lettura.

Come avrete notato, nel romanzo le donne sono le vittime sulle quali si riversa il delirio di Luca, l'aggressore. Non a caso ho scelto di pubblicare oggi questa recensione, nella giornata  contro la violenza sulle donne. Fortunatamente, proprio grazie ad una donna, la follia di un uomo viene ostacolata e fermata. Anche se questo è solo un romanzo, il mio invito, credo unito a quello dell'autore e dell'editore, è di denunciare, di non avere paura. Ci sarà sempre qualcuno pronto ad ascoltare e aiutare. Abbiate il coraggio di dire basta ed essere finalmente libere di alzare la testa e vivere la vostra vita all'insegna dell'amore.
Tania C.



Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...