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giovedì 31 dicembre 2020

Recensione UN MATRIMONIO A DICEMBRE di Sarah Morgan - Ed. HarperCollins Italia

 




UN MATRIMONIO A DICEMBRE

Sarah Morgan

Ed. HarperCollins Italia

Pubblicazione in Italia 5 novembre 2020

Genere Narrativa rosa

Formato Brossura

Pagine 278

Traduzione Paola Olivetto

ISBN      8830519863, 9788830519862

€ 15,00 cartaceo

€  6,99 formato digitale presente nei maggiori store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Sarah Morgan - foto da Wikipedia -


Nata in Inghilterra, ama la vita all'aria aperta e, nelle pause  tra un romanzo e l'altro le piace sciare e fare trekking.

Ha vinto il RITA Award for Best Contemporary Romance Long.

Le sue ultime pubblicazioni: Su e giù per Manhattan. Da Manhattan con amore Vol. 1 (2017), Tramonto a Central Park (2017), Miracolo sulla 5ª strada, Da Manhattan con amore Vol. 3 (2017) e New York all'improvviso, Da Manhattan con amore Vol. 4 (2018), sono tutti editi in Italia da HarperCollins.

Il 5 novembre 2020 esce in Italia, edito da Harper Collins, il suo ultimo romanzo dedicato alla magia del Natale: Un matrimonio a dicembre.


TRAMA


È dicembre e, nell’idilliaca cornice innevata di Aspen, la famiglia White è riunita al completo per un evento lungamente atteso da tutti loro: il matrimonio della piccola di casa, Rosie.

Maggie e Nick, genitori di Rosie sono determinati a festeggiare come si deve, cercando di tenere nascosto un segreto: stanno per divorziare. Vendo separati giài da sei mesi, l’ultima cosa che desiderano è essere intrappolati, insieme, in un inverno irresistibilmente romantico.

La maggiore delle sorelle White, Katie, è in apprensione per questo matrimonio. Convinta che Rosie stia facendo un grave errore, è determinata a salvarla da se stessa. Se solo Jordan, l’affascinante testimone di nozze, la smettesse di mettersi sempre nel mezzo...

Dal canto suo Rosie, è attanagliata dai dubbi, ma non vuole confessarlo. Proprio adesso che sono arrivati tutti, troverà un modo per dire dire che non è più sicura di volersi sposare?

Mentre il grande evento si avvicina,  l’unica cosa certa è che sarà un Natale che nessuno dimenticherà...


IMPRESSIONI

Un matrimonio a dicembre di Sarah Morgan, mi è stato inviato un po' di tempo fa grazie alla pazienza e gentilezza di Jennifer di Harper Collins Italia che ringrazio anche e soprattutto per la pazienza avuta. 

È un romanzo che ho letto durante il primo giorno di convalescenza, appena tornata a casa dall'intervento alla mano, immersa nell'atmosfera caleidoscopica delle lucine del mio albero e del Presepe, accompagnata da biscotti speziati e una fumante tazza di cioccolata calda per riscattare l'anima dal torpore dell'anestesia forse un po' troppo forte.

Per chi conosce Sarah Morgan e ama il Natale, questo è il romanzo che non deve mancare durante le festività. Avrei dovuto pubblicarne la recensione la settimana di Natale, ma ho ritenuto di farlo oggi, 31 dicembre 2020, proprio per il messaggio di ''rinascita'' e fiducia che mi è arrivato.

C'è tutto quello che serve per un Natale romantico e ricco di atmosfera: il meraviglioso paesaggio innevato di Aspen, i ricchi e luccicanti addobbi natalizi il profumo avvolgente di cioccolato e cannella e l'amore, che travolgeranno lettori e lettrici in quell'atmosfera magica che ogni anima romantica vorrebbe vivere a dicembre. Ma...

A volte i sogni, per avverarsi, devono fare i conti con la realtà!

Nick e Maggie White sono i genitori di due splendide figlie: Katie e Rosie, la piccola di casa, quella considerata più fragile perché soffre di asma. 

Pur essendosi amati molto, col passare del tempo sono diventati indipendenti l'uno dall'altra, ognuno a impegnato a coltivare i propri interessi senza più dialogo e intimità e da sei mesi vivono separati, prossimi al divorzio. Le figlie sono ancora all'oscuro della cosa, ne approfitteranno per dare loro  la notizia quando, a Natale, Rosie tornerà a casa da Harvard, dove sta facendo dottorato, per passare le feste con la famiglia come ogni anno.

Katie, sorella maggiore di dieci anni, protettiva e attaccata alla famiglia con le sue tradizioni, ha studiato medicina proprio per poter prendersi cura di Rosie; ha un carattere deciso, ambizioso e ama avere tutto sotto controllo, anche la vita degli altri. La forte dedizione alla carriera medica l'ha resa dura e chiusa  all'amore, costretta a vivere in un bozzolo di ansia e insicurezza.

Rosie, la minore, è uno spirito libero, sempre indecisa sul suo futuro e su ciò che più desidera ma mette il cuore, entusiasta, in tutto ciò che fa.

Nel cuore di una notte di fine novembre Rosie chiama la madre per avvertirla che a Natale non tornerà a casa, ma si ritroveranno tutti in Colorado, ad Aspen, nella Snowfall la lussuosa casa dei suoi futuri suoceri, per festeggiare il suo matrimonio con Dan, conosciuto solo pochi mesi prima e ancora sconosciuto alla famiglia White.

La notizia, non solo del fidanzamento, ma dell'imminente matrimonio ( a quattro settimane! ) di Rosie fa piombare nel caos Maggie che si sente ancora più sola e allibita in quella notte buia e fredda, costretta a raccontare alla figlia che il padre si trova fuori per lavoro, sulla pista dei suoi studi da egittologo. 

La donna è quindi costretta ad avvisare l'ex marito di una prossima telefonata di Rosie con tante novità da raccontargli, pregandolo di non accennare alla separazione.

Rosie, sempre nel cuore della notte, avvisa sia il padre che la sorella Katie la quale, preoccupata per l'ora tarda e sconvolta dalla notizia appena ricevuta, reagisce riversando tutta la sua contrarietà verso quel matrimonio così affrettato, per di più con un uomo che conosce a malapena. 

D'altronde lei è sempre stata restia verso le storie d'amore e iperprotettiva verso la salute cagionevole di Rosie.

In un clima di ostilità, l'unica a sembrare felice è Rosie. La famiglia benestante di Dan la vizia e la coccola come fosse la figlia che non hanno mai avuto. Catherine, la madre di Dan la sta aiutando coi preparativi e nella scelta di un meraviglioso abito da sposa, facendola sentire una principessa.

<< Mia madre lavora nell'editoria universitaria. Ama cucinare e fare giardinaggio. >>

Per Maggie tutto questo è motivo di una profonda tristezza: il divorzio da tenere ancora nascosto, scoprire che la figlia più fragile non tornerà a casa per passare le feste nel loro cottage perché si è fidanzata e sta per sposarsi, è già un grosso  peso da sopportare, ma essere pure esclusa dai preparativi a favore di una donna sconosciuta è troppo anche per lei che si è sempre sacrificata per la famiglia. In più sentiva dentro di se quel senso di inferiorità sociale che c'era tra lei e la futura consuocera, wedding planner di grido. 

Di sicuro la madre di Dan avrebbe considerato il suo lavoro nell'editoria '' entusiasmante quanto un bucato sporco.''

Se devo essere sincera, non appena ho letto questa parte d'istinto ho provato un senso di ''rabbia'' verso Rosie. 

Quale figlia, nel programmare il giorno del suo matrimonio, sceglie di tenere lontana la madre che la ama più della sua stessa vita, per affidarsi esclusivamente alla futura suocera? Certo il lusso e gli agi piacciono a tutti, ma l'amore dei genitori non è forse più importante? 

Quello che Maggie, negli anni, non ha mai fatto mancare alle figlie è proprio l'amore materno, spesso annullando se stessa per amore delle figlie, per vederle felici.

Il bello di questa storia è proprio l'aspetto realistico e vivo che la Morgan ha saputo dare ai suoi personaggi, plasmandoli come fossero personaggi di una qualunque famiglia reale, ben ritraendo la figura di una madre disposta a mettere da parte la propria vita per la propria figlia.

<< Voglio solo essere sicura che non sia una decisione avventata, ecco tutto. >>

Katie, come una mamma chioccia,  forte del suo carattere pianificatore e dei suoi anni di esperienza in pronto soccorso,  ha già deciso: andrà ad Aspen per cercare di far ragionare la sorella e farla desistere dallo sposare uno sconosciuto, ma soprattutto indagherà sulla vita di Dan, mettendolo sotto torchio come fosse il colpevole sotto accusa di un grave reato.

<< Tu, disse al riflesso nello specchio, sei un impetuoso e impulsivo disastro ambulante. >>

In mezzo a tutto il trambusto generato da Katie, quello che la famiglia non sa è del turbinio di sentimenti contrastanti che Rosie sta attraversando.

Nonostante si trovi in un luogo incantato, ad organizzare un matrimonio da sogno in una lussuosa location, accuratamente allestita per l'occasione dalla madre di Dan, la povera Rosie sta attraversando un momento di sconforto, causato dall'insicurezza. 

Proprio ora che che tutto è pronto, il dubbio di non conoscere abbastanza Dan da poterlo sposare la sta assalendo creandole una gran confusione, aumentata dalla girandola di domande e rimbrotti di Katie che tenta disperatamente di annullare il matrimonio e dalla pesantezza dei suoi genitori che sembrano vivere nella nuvola rosa di due adolescenti alla prima cotta. 

<< La famiglia è importante in questo periodo dell'anno. Ti amo. >>  disse Maggie a Nick. << Te l'ho già detto quanto ti amo, oggi? >>

Per scelta di Maggie, lei e Nick decidono di rimandare l'annuncio sul loro divorzio a dopo il matrimonio, fingendo di essere ancora la coppia innamorata di un tempo, mettendoci forse troppa enfasi, causata dalla tensione di fingere un amore ormai giunto alla fine o dallo scoprire un nuovo sentimento? 

<< ''Katie?''

Sentì una voce profonda alle sue spalle, si girò e si ritrovò a fissare un ampio petto e un paio di spalle possenti.

''Buon Natale Katie.'' >>

A cercare di mettere un freno all'istinto distruttivo di Katie è Jordan, amico fraterno e testimone di nozze di Dan. 

Jordan, dopo aver prelevato Katie al terminal dell'aeroporto e venuto a conoscenza del suo piano per boicottare il matrimonio dei suoi amici, cerca con ogni mezzo di bloccarla. È sicuro che Rosie che sia la donna giusta per Dan e sa che i suoi amici si amano, quindi nessuno dovrà mettersi in mezzo per separarli. Nemmeno katie, a costo di fermarla con le sue mani, tanto più che tra loro sembra esserci una forte attrazione che potrebbe sfociare in qualcosa di più, se solo lei riuscisse ad aprire  il suo cuore indurito all'amore a causa di una terribile esperienza vissuta in passato e tenuta nascosta per troppo tempo.

Circondati dalla spettacolare cornice delle montagne innevate del Colorado, immersi in un'atmosfera che solo la magia del Natale può creare, i personaggi di Un matrimonio a dicembre,  saranno costretti a confrontarsi e a mettere in tavola tutte le carte in modo da poter risolvere attriti e incomprensioni che impediscono di accettare i cambiamenti che la vita semina lungo la strada verso la felicità...

Come ultima recensione dell'anno ho scelto l'amore e la positività, perché ne abbiamo tanto bisogno. Ma si, anche perché dietro al mio carattere chiuso e forse un po' troppo pratico, sono anche un po' romantica e amo le atmosfere magiche che Sarah Morgan sa regalare ai suoi lettori.

Il romanzo conta di  278 pagine ed è un romanzo corale, raccontato dalle voci di Rosie, Katie e Maggie con un linguaggio semplice e scorrevole, tanto da non  accorgervi del tempo che passa mentre state leggendo.

Vi sembrerà di sentire il pizzicore della neve che vi cade sul viso, il tepore della spa e il profumo dei biscotti caldi. Sentirete lo sbuffare dei cavalli durante un'incantevole corsa in slitta e sentirete il Natale del cuore, quello che lascia uscire i dubbi e l'ansia per far posto alla pace e all'amore.

Un romanzo che potrebbe essere il regalo perfetto come ''calza della Befana'' per l'amica romantica e sognatrice.

Augurandovi buona lettura, colgo l'occasione per augurarvi un sereno e felice anno nuovo, ricordandovi che la felicità la si può trovare dentro al nostro cuore solo se siamo disposti ad accettare i cambiamenti che non possiamo e dobbiamo impedire o, come il saggio Silente insegna 

'' La felicità si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo uno si ricorda di accendere la luce.''

Facciamo di queste parole il nostro mantra per il nuovo anno: spegniamo le tenebre della paura del futuro e accendiamo la luce del cambiamento, la felicità è nascosta in quella luce.

Volevo anche dirvi grazie per essermi stati vicini durante questo anno particolarmente duro e difficile, augurando che il nuovo anno possa essere portatore di tante, nuove e belle letture per tutti.

Tania C.


 





domenica 27 dicembre 2020

Recensione NATALE SENZA AFFANNO di Beth Kempton - Ed. Corbaccio

 



NATALE SENZA AFFANNO

Beth Kempton

Editore Corbaccio

Anno di pubblicazione 2020

Collana I libri del benessere

Formato Brossura

Pag. 240

Traduzione Gabriella Pandolfo

€ 16,90

ISBN: 8867008110

Ebook disponibile in tutti gli store on line


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Beth Kempton - foto dal web -


Beth Kempton ha lavorato molti anni in Giappone dove ha imparato l’arte degli origami, dell’ikebana e della scrittura. Si è dedicata alla ceramica, alla tessitura e alla cerimonia del tè. Le esperienze vissute hanno sviluppato in lei un grande amore e una profonda conoscenza della cultura giapponese, tanto da riportarla nel suo libro Wabi, edito da Corbaccio nel 2019.

Fondatrice e CEO di Do Wath You Want, dal quale fu tratto il libro Fai quello che ami, edito in Italia da Corbaccio, la Kempton tiene corsi e workshop volti ad aiutare migliaia di persone in tutto il mondp.

Il suo blog è stato definito << Best Happiness Blog on the Planet >>.





TRAMA

Riscoprire il vero spirito del Natale

Se dicembre fosse un mese rilassante invece che stressante? Natale senza affanno vi accompagna fuori dal buio invernale, per arrivare alla magia di un Natale genuino, di un periodo fatto di splendide  tradizioni, doni e promesse. Durante la lettura riuscirete ad allontanarvi dal Natale dei centri commerciali, dei lunghi pranzi e dei ricevimenti organizzati quasi per obbligo più che per il piacere di ritrovarsi, dalle affannose corse al regalo dell’ultimo minuto… dalla routine che ha soffocato l’incanto dei Natali della vostra infanzia. Si ritroverà il piacere della lentezza, del cucinare per gli amici e la famiglia, del piacere dello stare insieme senza affannarsi. Mai come in questo periodo è importante prendersi dei momenti tutti per sé, per coccolarsi e riempire le festività non solo di cibo ma anche di ricordi, tradizioni antiche e nuove, progetti per il nuovo anno, speranze per noi e i nostri affetti più cari.

IMPRESSIONI


<< Prendete una sedia e rilassatevi. Dopo tutto è Natale. >>

Questo libro sul Natale, ma non di Natale e adesso vi spiego il perché, mi è stato gentilmente offerto in una comoda versione digitale da Valentina di Edizioni Corbaccio che ringrazio per la gentilezza accordatami. 

È un saggio-romanzo-racconto che amo definire come ''agenda della serenità''. 

Leggere e rileggere un capitolo alla settimana durante l'anno, non solo a Natale, potrebbe essere una panacea per tutti quegli animi in continua corsa frenetica verso il traguardo dell'ansia ''da prestazione'' natalizia.

Quando ero piccola il Natale per me significava 8 dicembre. Una data importante, quella che aspettavo tutto l'anno per poter fare il Presepe e l'albero, addobbare la casa con  tante lucine colorate, aspettare Gesù Bambino ( a casa mia Babbo Natale non passava ) coi doni richiesti dopo aver scritto la letterina con la mia bella calligrafia precisina. 

Un mese impegnativo ma dal dolce profumo di ricciarelli e panforte che si propagava per casa. La mamma e la nonna impegnate a tirare la sfoglia e a preparare il ripieno per i ravioli che poi avrei riempito con le mie manine incerte di bimba che voleva giocare a fare la cuoca, finendo per fare degli improbabili ravioli o troppo obesi o scheletrici. 

Ma era bello, perché tutto era intriso di quella semplicità e  magia che solo i bambini riescono a vedere e vivere con tanta spensieratezza. 

Crescendo il Natale è diventato per me, come credo per molti,  un'imposizione. 

Ho sempre amato addobbare casa, guardare i film a tema e ascoltare le coinvolgenti melodie, ma la magia dei Natali della mia infanzia è stata sostituita dall'ipocrisia del consumismo sconsiderato per fare il regalo più prestigioso o spesso ''riciclato'' perché il regalo va ricambiato per forza, finendo per fare ancora più brutta figura che a presentarsi a mani vuote e dall'imposizione di avere, ogni anno, casa riempita di gente solo perché ''è Natale e bisogna stare insieme''. 

Quasi una gara a chi ha la tavolata più bella e succulenta, il dolce più ricercato e la frutta esotica più rara, l'albero griffato e decorato dall'architetto perché lo impone la moda, perdendo il vero spirito del Natale. 

Lo spirito che ho perso e mai più ritrovato, pur amando l'atmosfera calda che si respira dall'Immacolata fino al 24 dicembre. Per me il Natale è sempre finito il 24, il giorno dopo ha sempre significato  ''solitudine'', tristezza e noia. 

Mangiare, bere, ascoltare futili discorsi di chi crede che l'amore si manifesti solo declamando lo squallore della busta generosa o di un regalo a 24 k, mi hanno fatto passare la voglia e il piacere dello stare insieme, di ritrovarsi davanti all'albero a guardare Una poltrona per due e spacchettare piccoli doni, ma pensati e fatti col cuore e anche con le proprie mani.

<< Che questo libro possa essere una lanterna che vi accompagni attraverso il buio dell'inverno e vi riporti al vero spirito delle feste. Spero vi porti tanta gioia. >>

Con questo libro la Kempton ha cercato di ricreare quella magica atmosfera che respiravamo da piccoli, invitandoci a lasciarci alle spalle l'ansia e la frenesia consumistica per dare spazio al calore degli affetti sinceri, al piacere di scegliere col cuore il regalo per i nostri affetti, al tepore della calma di una mattina di festa, alla gioia di una buona colazione a letto perché è Natale e tutto è possibile, soprattutto la tranquillità.

Partendo dal fatto che  non esiste un unico modo per fare il Natale, così come non esiste un'unica forma di famiglia, l'autrice ci accompagnerà nella realtà dei festeggiamenti del Natale di altre culture, soprattutto dell'emisfero boreale, esplorando tradizioni e ricordi di più generazioni per arrivare al punto in comune che, in qualsiasi modo lo si viva, nei nostri cuori il Natale ha un potere magico. 

L'importante è viverlo con leggerezza e spontaneità , senza lasciarsi sopraffare da tradizioni imposte che nulla hanno più a che fare con lo spirito natalizio. Sarà bello anche riscoprire il piacere dell'inverno, che non è solo buio e grigio.

L'invito che ci fa la Kempton è quello di ritagliare tutto il tempo che ci serve per riflettere su ciò che realmente desideriamo dal Natale per noi e per i nostri cari, in modo da non arrivare a fine anno con l'anima arruffata e stanca ma con le idee chiare e tante nuove prospettive per il nuovo anno che sta per arrivare.

Dopo un anno duro e difficile, che non ha concesso sconti a nessuno, questo libro è probabilmente quello che serve per rimetterci in carreggiata, per farci capire che è arrivato il momento di prenderci una pausa, lasciare andare le vecchie convinzioni che ci bloccano e immergerci nella tranquillità dei piccoli gesti quotidiani insieme alla nostra famiglia e ai nostri amici. 

Il piacere di preparare una buona colazione per i nostri mariti, di prendere un tè con un'amica o di fare una passeggiata nella natura sono  li che ci aspettano per diventare i nostri momenti magici. 

E sarà Natale tutti i giorni. 

Ho letto questo libro a fine novembre, appena mi è stato inviato ed avevo in programma di recensirlo per l'Immacolata o subito dopo. Purtroppo, anticipando l'invito al rilassamento dell'autrice, un intervento alla mano mi ha obbligato a fermarmi per qualche tempo. Ne ho approfittato dunque per riflettere su ciò che avevo appena letto e sul significato che il Natale aveva preso per me nel tempo.

Mi è servito molto seguire il consiglio nascosto tra le pagine: ''rilassati, respira e rallenta''. Piano piano la magia dell'atmosfera di un tranquillo Natale in famiglia  è tornata, accentuata anche dalla situazione sanitaria che purtroppo stiamo vivendo. Il piacere di stare raggomitolata davanti al camino a leggere con una tisana fumante mentre fuori piove, il calore dei miei genitori vicino, il muso umido di Brigadiere sulle mie ginocchia, le coccole del mio compagno, hanno assunto un sapore più intenso. Sapore di casa e di quell'abbraccio avvolgente che credevo perduto per sempre.

Il libro si divide in tre parti.

La prima parte, l'attesa durante la quale verremo esorcizzati dalla frenesia del consumismo per convertirci al tepore della nostra casa.

La seconda parte, la celebrazione, durante la quale riscopriremo con occhi meravigliati l'atmosfera natalizia, del significato di donare e convivialità.

La terza parte, la manifestazione, durante la quale impareremo a pianificare in maniera innovativa il nuovo anno, allo scopo di renderlo appagante sotto ogni aspetto.

L'autrice consiglia di leggere Natale senza affanno tutto insieme, lentamente, ma solo prima di Natale, assaporando ogni racconto che ci guiderà come un faro durante tutto il periodo festivo. Se invece lo abbiamo trovato come dono sotto l'albero, si raccomanda di passare subito alla terza parte, in modo da arrivare serenamente al prossimo Natale, in cui si potranno leggere le altre due parti. 

Un altro consiglio è quello di  non riporre mai il libro perché potrebbe tornare utile in ogni momento di spossatezza o di sconforto.

Sperando che questo libro possa essere utile a voi come lo è stato per me, approfitto dell'occasione per augurarvi buone feste e buona lettura.

Tania C.




venerdì 25 dicembre 2020

Recensione IL VIAGGIO PIÙ BELLO Alex Bellini - Ed. Chiarelettere -





IL VIAGGIO PIÙ BELLO

Alex Bellini

Ed. Chiarelettere

Anno di uscita Ottobre 2020

Formato Brossura

Collana Reverse

Pag. 144

€ 15


    CONOSCIAMO L'AUTORE

Alex Bellini - foto da Facebook https://www.google.com/url?sa=i&url=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fbellini.alex.1%2Fphotos%2Fd41d8cd9%2F10155744423167980%2F&psig=AOvVaw2cLUnI9N4MGS3T5KEcxohy&ust=1608817353734000&source=images&cd=vfe&ved=0CAMQjB1qFwoTCMj3meqd5O0CFQAAAAAdAAAAABAS

Alex Bellini viene alla luce in Valtellina nel 1978.

Da sempre lo sport, in tutte le sue forme ed accezioni, è la sua ragione di vita.

Nel 1999 fu selezionato per partecipare alle selezioni nazionali del Camel Trophy di Tonga.

Dal 2000 al 2001 corre le prime maratone tra cui la New York City Marathon e la Marathon des Sables, corsa di circa 280 km, in 6 tappe, fatta a piedi in autosufficienza, attraverso il deserto del Sahara marocchino.

Il 2002 lo vede volare fino  in Alaska per partecipare all´Iditarod, la famosissima corsa con i cani da slitta. La  gara la concluderà in 9 giorni dopo aver percorso a piedi 600 km trainandosi una slitta in vetro resina.

Nel 2003 torna in Alaska per partecipare all’edizione dell’Iditarod più lunga, 1400 km corsi per la maggior parte all'interno del fiume Yukon. Bellini concluderà la gara in 27 giorni e con 10 kg di peso corporeo in meno.

Il 18 settembre 2005 parte da Genova, a bordo di Rosa di Atacama II, imbarcazione a remi di 7 metri e mezzo, senza barca d’appoggio. Superando situazioni impossibili da prevedere riesce a raggiungere con la sola forza delle proprie braccia, Fortaleza, nel Nord Est del Brasile dopo 226 giorni e 10.000 km di mare.

Il 21 Febbraio 2008 parte da Lima, in Perù, per attraversare in solitaria l'Oceano Pacifico a remi. Una nuova prova di resistenza fisica e psicologica che Alex concluderà con successo il 13 dicembre 2008, dopo 294 giorni e 18.000 km di mare, entrando nelle acque territoriali dell’Australia e segnando il nuovo record di traversata, con esito positivo, più lunga della storia.

Oggi Alex Bellini pilota di mongolfiere ed è un affermato speaker motivazionale, nonché autore di due straordinari libri: “Mi chiamavano montanaro” e “Il Pacifico a remi”.




TRAMA

Le sfide, le difficoltà, i nodi da sciogliere: il viaggio più bello è quello che facciamo dentro di noi, parola di esploratore.

 “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai niente. Sii gentile, sempre.”

La testimonianza di Alex Bellini – protagonista di mirabolanti imprese avventurose come le traversate dell’Atlantico e del Pacifico a remi – è uno strumento valido per disincagliare le nostre vite.  Ci siamo arenati in una crisi senza precedenti eppure “viviamo tempi interessanti”, bisogna solo accettarne la sfida. Ma in che modo? 

Secondo l’autore la prima cosa da fare è quella di evitare di avere paura della nostra stessa ombra, mettendo in discussione i modelli che la società ci impone e quei comportamenti che ripetiamo come se fossimo degli automi. È vero, l’esplorazione interiore non ha l’aria di un’impresa eroica, tuttavia ognuna delle eccezionali imprese di Alex Bellini è stata possibile grazie ad alcune abilità da lui  definite virtù che nulla hanno a che vedere con la forza o la resistenza fisica ma sono il portato di un viaggio verticale dentro di sé, ammorbidendo le proprie rigidità, ascoltandosi profondamente, coltivando la presenza mentale, senza il timore di mostrare la propria vulnerabilità. Guidati dall’intelligenza e dall’esperienza di un grande viaggiatore possiamo anche noi riscoprire abilità dimenticate e soprattutto attivarle. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, nessun’altra sfida è più importante, nessun altro viaggio è più bello.


IMPRESSIONI

<< Un nodo è un legame, un intreccio, un laccio, una difficoltà o un problema che non sappiamo come risolvere. >>

Questo pamphlet mi è stato inviato grazie alla disponibilità di Tommaso di Chiarelettere e lo ringrazio per questo bel dono.

Spesso nella vita attraversiamo momenti che io definisco ''limbo''. Periodi in cui non sappiamo spiegare nemmeno a noi stessi cosa ci rende vulnerabili alle difficoltà, alla tristezza, sprofondando nell'apatia o nell'ansia. Durante questo funesto 2020 credo che nessuno di noi sia stato esente da un momento di sconforto, dalla voglia di ''mollare'' e lasciarsi vegetare nel confortevole bozzolo del nostro divano. Non è sbagliato, ogni tanto, staccare la spina per un po', cercando di accantonare per qualche attimo i dubbi e le paure in bilico sul baratro che sembra essere il futuro in continua evoluzione, ma dopo una breve pausa bisogna reagire per andare avanti e, per reagire, bisogna vincere la paura dell'ignoto che ogni trasformazione comporta. 

Ci vorrà tempo e calma, bisognerà imparare a seguire la strada giusta, che non sempre è la più facile da percorrere, ma sarà quella che ci aiuterà ad uscire dalla nebbia che ogni cambiamento comporta. 

Ogni viaggio comincia da un piccolo passo che ci porterà fin dove vorremo arrivare solo se saremo disposti ad ascoltarci e ad eliminare gli ostacoli che impediscono la serenità del nostro animo.

Dopo aver compiuto lunghi viaggi, soprattutto in solitaria e senza appoggi esterni, l'autore quest'anno, a causa dello stop forzato per la situazione sanitaria che ben conosciamo, ha deciso di percorrere un nuovo lungo viaggio: quello introspettivo.

È stato il suo ''viaggio'' più bello, quello  che lo ha aiutato a ritrovare se stesso ed aiuterà noi a riflettere su quello che veramente è importante  durante il viaggio della vita.

In ogni sua impresa Bellini ha dovuto contare non solo sulla sua forza fisica, ma in particolar modo sulla presa di coscienza di sé, sciogliendo tutti quei nodi che ostacolavano la sua scalata verso il cambiamento, superando la paura dell'ignoto.

Per compiere questa sua fantastica impresa non serviranno attrezzature tecnologiche né abiti in materiale tecnico, basterà il nostro abbigliamento comodo e un angolo confortevole dal quale ''partire'' con la lettura di questo pamphlet.

Durante il viaggio Alex Bellini ci insegnerà come sciogliere quei ''nodi, quei macigni sul petto'', che spesso non ci fanno dormire la notte, allontanandoci dal traguardo dei nostri sogni e delle nostre certezze pur facendoci sentire al sicuro e protetti nel caldo bozzolo della loro staticità. 

Le novità, il futuro, ci attraggono, tutti vorremmo guardare e andare avanti con fiducia, ma spesso la paura dell'ignoto prende il sopravvento avvolgendoci nelle sue spire di finta tranquillità che ci annodano ad un presente di insicurezza che non ci condurrà da nessuna parte.  

Questi, per l'autore sono i nodi da sciogliere e sono sei:

Il nodo della rinuncia (o del lasciar andare)

Il nodo del silenzio

Il nodo dell’attenzione e della presenza mentale

L’esperienza

Il nodo dell’ascolto

L’esperienza 

Il nodo della pazienza

Il nodo della vulnerabilità

Per ogni nodo Bellini ci racconterà un aneddoto o un'esperienza vissuti durante le sue imprese, rievocando anche imprese di altri grandi viaggiatori-esploratori. 

Per ogni nodo affrontato, l'invito dell'autore, è quello di prenderci una pausa per riflettere su ciò che ci blocca e disturba, aiutandoci con dei piccoli esercizi volti proprio allo scopo di seguirci passo passo nel percorso di riflessione.

Nodo dopo nodo si arriverà alla fine di questo viaggio verticale nel profondo dell'anima e, vi assicuro, alla fine del viaggio vi sentirete più leggeri e aperti alla positività di un nuovo futuro.

 << La pazienza è la virtù che ci consente di resistere in vista di un obiettivo a lungo termine: insieme alla perseveranza ci permette di trovare il coraggio di lottare per mantenere il nostro proposito e non soccombere davanti agli ostacoli, non farci sopraffare dalla stanchezza o dallo sconforto. >>

Di tutti i nodi trattati, quello che reputo il più importante e che mi è stato più utile di tutti è  quello della ''pazienza''.  Se continuassimo a percorrere la nostra vita nell'impazienza e nella demoralizzazione, sicuramente non raggiungeremo facilmente i nostri obiettivi. Fermarsi a riflettere, a respirare lentamente, imparare a conoscere i nostri limiti e superare la paura ''del buio'', è la strada che ci porterà a fare delle scelte più accurate e con serenità. 

Nel mondo di oggi, dove i ritmi sono scanditi dalla fretta e dal "tutto subito", è facile lasciarsi prendere la mano della scorciatoia di nascondere la testa sotto la sabbia per tagliare corto su una situazione scottante o su un problema che prevede una soluzione a lungo termine. Come se non ci fosse più il tempo per chiarirsi, per capire. Come se ignorare il problema lo facesse sparire. 

L'autore definisce la pazienza come un atto di gentilezza, non solo verso gli altri ma, soprattutto, verso noi stessi.

Leggendo mi sono convinta che la pazienza è anche il primo nodo da dover sciogliere. Prendere tempo per se stessi, essere gentili verso se stessi, è l'unico modo per superare lo scoglio dello sconforto e dell'ansia che ci prende quando vorremmo risolvere i nostri problemi bypassando le conseguenze delle situazioni difficili o drastiche. La pazienza ci aiuterà a capire ciò che veramente conta e ci preparerà a lasciar andare tutto quello che è superfluo e che ci blocca il cammino, in modo da sciogliere il nodo della rinuncia e proseguire verso il nostro viaggio più bello.

E voi da quale nodo preferite cominciare il vostro viaggio?

Se volete farvi un regalo utile e piacevole vi consiglio calorosamente questo libretto di autoaiuto, sono sicura che alla fine della lettura vi sentirete veramente arrivati alla meta che stavate inseguendo.

Un bel regalo da fare e da farvi per questo Natale così ''annodato''.

Buona lettura e un caloroso Buon Natale,

Tania C.






domenica 6 dicembre 2020

Recensione di LA FELICITÀ SULLA PORTA DI CASA Jason F. Wrigt - Ed. Garzanti

 





LA FELICITÀ SULLA PORTA DI CASA

Jason F. Wright

Ed. Garzanti 

Prima edizione: novembre 2020

Genere Narrativa straniera

Traduzione: Vera Sarzano

Pag. 144

Copertina: Cartonato

€ 16,90 edizione cartacea


CONOSCIAMO L'AUTORE

Jason F Wright - foto Garzanti libri Emily Drew

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Jason F. Wright oltre ad essere un giornalista è anche uno scrittore di grande fama. Sempre presente nelle classifiche del <<New York Times>> e <<Wall Street Journall>>, scrive anche per <<The Washington Times>>, <<The Chicago Tribune>> e <<Forbes>>.

Vive nella Shenandoah Valley, in Virginia, insieme alla moglie e ai figli.


TRAMA


Una storia che ha portato la felicità nella vita di molte persone.

Il 25 dicembre Hope Jensen riceve un regalo inatteso: sulla soglia della porta di casa trova un barattolo pieno di monete, fasciato da un grande fiocco rosso.

Nessun biglietto o traccia del mittente, ma quel dono ha il potere di farla sorridere dopo tanto tempo. Per Hope è un Natale difficile, ha infatti perso da poco la donna che l’ha cresciuta come se fosse sua figlia.

Grazie al suo talento di giornalista, Hope, incredula,  scopre di non essere l’unica ad aver ricevuto il <<barattolo di Natale>> da parte di  un  anonimo benefattore. Le sue indagini la portano a scoprire una vera e propria gara di solidarietà  ispirata dalla gentilezza e dall’amore. Un gesto  piccolo, ma capace di cambiare  la vita alle persone  che hanno passato o stanno vivendo momenti di sofferenza.   

È per questo motivo che queste persone decidono di  ricambiare il pensiero continuando la catena del barattolo.

La missione di Hope è quella di scoprire le origini di quella tradizione che le ha fatto riscoprire il significato  e la magia delle luci di Natale in città, ritrovando lo spirito che aveva perduto.

Hope non sa dove la condurrà la sua ricerca, ma sa che il desiderio più bello è quello che non abbiamo ancora espresso.

Il caso editoriale che ha dato inizio al fenomeno dei barattoli di Natale, sempre più amato e diffuso, perché basta davvero poco per fare del bene e donare un po’ di felicità.

Quel piccolo gesto d’amore tornerà indietro, racchiuso in un barattolo di vetro o in altre mille forme, pronto a cambiarci la vita


IMPRESSIONI

Ringrazio di cuore Linda di Garzanti per avermi donato una copia de ''La felicità sulla porta di casa.'' Avevo sentito parlare di questo romanzo particolare, considerato il caso editoriale dell'anno, e la mia curiosità, unita al bisogno di cose belle e positive mi ha spinta a chiedere di poterlo recensire. L'ho letto subito, in pochissimo tempo, davanti alle lucine del mio albero di Natale, allestito già da fine novembre, in previsione di un piccolo intervento che mi impedirà l'uso della mano per circa due mesi. Chiedo quindi scusa se doveste trovare degli errori, scrivere con una sola mano non è facile per me abituata ad usare velocemente dieci dita.

Già dalla copertina il romanzo lascia trasparire la magia del Natale e i buoni sentimenti. Leggerlo è stata poi una rivelazione. Sono sincera, non avevo mai sentito parlare del ''barattolo di Natale''. Solo poco tempo fa, nella home di Facebook mi è capitato di vedere un post sulla ''Scatola di Natale'', da regalare a chi ne ha bisogno. Non contiene soldi ma generi di prima necessità. Il principio è il solito, un piccolo gesto d'amore che ci tornerà indietro in altre forme d'amore e un'immensa pace nel cuore e mai come in questo periodo ne abbiamo bisogno.

<< Non ho molto da darle, ma con il nuovo anno le offro la vita che suo padre non potrebbe mai donarle. E un  po' di speranza. >>

Hope è appena nata quando, il 31 dicembre, viene abbandonata dalla madre naturale sulla soglia del "Chuck's Chicken 'n' Biscuits'', un fast food dove Louise era solita pranzare. 

Insieme a quel piccolo fagottino Louise Jensen trova anche una lettera anonima scritta a mano dalla madre naturale. Nella lettera spiegava il triste motivo per il quale si trovava costretta ad abbandonare la piccolina. Un passato fatto di povertà e violenza da parte del marito verso di lei che l'amava dal primo momento in cui aveva  saputo di portarla in grembo. Proprio perché amava così tanto la sua bambina, fu costretta al gesto estremo di lasciarla sulla porta del fast food: solo così l'avrebbe protetta evitandole un futuro fatto di stenti e probabilmente di altra violenza.

Hope venne cresciuta da Louise, madre single e premurosa che la amò come se fosse la sua vera figlia e, proprio questo amore la spinse a rivelarle fin da subito il suo passato donandole la lettera della madre. 

Per Hope ogni compleanno, passato al "Chuck's Chicken 'n' Biscuits'', con la lettera della vera madre gelosamente custodita in tasca e l'amorevole Louise accanto, il desiderio era sempre lo stesso, quello di veder varcare la soglia dalla sua vera madre. 

Ed ogni volta un pizzico di delusione le pervadeva il cuore  vedendo che il suo desiderio non si era realizzato nemmeno quell'anno. Pazienza, avrebbe potuto riprovarci l'anno dopo. 

L'amore di Louise aiutò Hope a crescere fiduciosa e caparbia, spronandola a portare a termine gli studi e inseguire il suo sogno di diventare giornalista. 

Ogni successo lavorativo raggiunto era una grande gioia per Hope, ma anche per Louise, che preparava sempre un pranzo speciale   per festeggiare l'evento.

<< La vita mi ha portato via mia madre ... ma non può portarmi via le parole. >>

Un'ombra scura stava però per avvolgere madre e figlia nelle sue spire. A Louise venne diagnosticato un cancro alle ovaie e, per quanto fosse combattiva e amorevolmente curata da Hope, a Natale di ventinove anni dopo, venne presto il giorno dell'addio. 

Il mondo crollò addosso a Hope, il Natale con le sue luci perse improvvisamente significato. Era rimasta sola, le due donne che amava di più al mondo l'avevano lasciata.

Cominciò così a buttarsi nel lavoro, il suo scopo era quello di riuscire a pubblicare un articolo in prima pagina sul giornale per il quale lavorava, impegnando tutto il suo tempo e le sue risorse.

Il Natale dell'anno seguente alla morte di Louise. al rientro dal fast food dove era solita cenare per Natale, un'amara sorpresa l'attese nella sua casa, così vuota da quando era rimasta sola. I ladri le avevano fatto visita mettendo tutto a soqquadro e rubando poche cose ma di valore affettivo. 

<< Tutte quelle case, tutte quelle famiglie e ma, mai un furto? Non potevi lasciarmi almeno un pizzico di fortuna? >>

Mentre la polizia stava raccogliendo la denuncia di Hope, un poliziotto le fece notare un barattolo davanti alla porta. Il barattolo era anonimo, con un bel fiocco rosso e una scritta dipinta al centro che riportava la scritta ''Barattolo di Natale'' e pieno di soldi a formare una discreta somma. Ancora stupita per quello strano barattolo, Hope provò a chiedere ai vicini se per sbaglio l'avessero lasciato davanti al suo portone. 

Nessuno sembrava sapere nulla e la ragazza decise di tenerlo con sé, in fondo era appena stata derubata e quei soldi, anche se non interamente, le sarebbero serviti per sistemare ciò che i ladri avevano distrutto. Quel barattolo fu per Hope un motivo di speranza, forse il futuro non sarebbe stato poi così brutto se c'erano persone con il cuore talmente grande da donare soldi a sconosciuti in difficoltà.

Lo spirito investigativo da giornalista la indusse a fare ricerche su quel misterioso barattolo che era diventato un chiodo fisso. Avrebbe scoperto da dove proveniva e perché, in modo da scrivere l'articolo che le avrebbe assicurato la scalata al successo in redazione. 

Le ricerche portarono alla luce lettere inviate al giornale da  persone in difficoltà che nella continuità degli anni, a Natale ,avevano ricevuto il Barattolo di Natale pieno di soldi. Alcuni con cifre esigue, altri più cospicue, ma tutti con lo scopo di migliorare la loro vita.

Scrivere l'articolo diventò per Hope il suo scopo principale. Disposta a risalire all'autore di quel nobile gesto, decise di partire dagli autori delle lettere, intervistandoli e riuscendo a carpire due nomi preziosi: Lauren e Adam Maxwell, i probabili benefattori, inventori del Barattolo di Natale, insieme alla numerosa famiglia.

<< Adam Maxwell, abilissimo artigiano del legno e delle parole, si accinse a intessere il racconto che avrebbe cambiato per sempre il modo in cui Hope vedeva la propria vita. >>

Concentrata sul suo articolo scoop, Hope si preparò ad intervistare la famiglia Maxwell, fingendosi una studentessa impegnata nell'elaborazione di una tesina sui mestieri artigianali che stavano scomparendo. L'idea era perfetta, i Maxwell erano piccoli artigiani restauratori di mobili antichi o rotti e, a tempo perso anche costruttori di piccoli accessori di arredo per la casa. Avevano adibito il garage a piccola officina e si mantenevano coi numerosi restauri. 

Accolta da quella famiglia come una figlia, Hope, scoprì così che il Barattolo di Natale nacque il primo anno di matrimonio di Adam e Lauren con lo scopo di risparmiare per i regali di Natale. All'epoca erano giovani sposini, con pochi soldi, così decisero che da novembre di quell'anno gli spiccioli che rimanevano a fine giornata sarebbero andati tutti dentro al barattolo. A Natale li avrebbero usati per farsi un dono, simbolo del loro amore. L'idea ebbe successo e decisero che negli anni a venire avrebbero riempito lo stesso barattolo, anticipando il risparmio prima di qualche giorno sino a stabilire che il 26 dicembre avrebbero ricominciato.

Il tempo passò e i Maxwell furono allietati dalla nascita dei loro figli. 

La tradizione del Barattolo per i regali alla famiglia continuò fin quando un giorno di trenta anni prima Hannah la figlia maggiore , ancora piccola, fuori dal centro commerciale in cui avrebbero dovuto acquistare i regali per la famiglia, decise di donare il Barattolo di Natale, lo stesso che ogni anno riempivano con amore, ad una donna seduta sul marciapiede che stringeva in mano una lettera con aria affranta e le lacrime agli occhi. 

La donna ringraziò la bambina, rifiutando la gentilezza, ma la tenacia della piccola la convinse ad accettare quella piccola, immensa, somma che di sicuro le sarebbe stata di grande aiuto.

Sul principio i genitori sembrarono contrariati dal gesto della bambina, ma la videro talmente convinta che quella donna infelice  avesse realmente bisogno di quel denaro che non poterono fare altro che accettare di buon grado, decidendo che avrebbero ripetuto quel gesto d'amore ogni anno a Natale...

Il nobile gesto dei Maxwell da quel giorno diventò tradizione, diffondendosi tra la gente beneficiata che ricambiò spargendo i Barattoli d'amore in tutta la città.

Finché un giorno, sulla porta di casa Maxwell, trovarono il loro primo barattolo pieno di soldi...

Questa è la magia di Natale racchiusa tra le pagine de La felicità sulla porta di casa. 

Un romanzo che mi ha commosso e fatta sentire ancora più fortunata di quanto già non la sia. 

Molto spesso diamo per scontato il regalo più grande che riceviamo giorno dopo giorno: l'amore della nostra famiglia e l'affetto delle persone a noi care, dando troppa importanza all'apparenza dei beni materiali.

La lettura semplice, scorrevole e coinvolgente ci porta a riflettere e ritrovare il senso del Natale che, in anni di consumismo e materialismo sfrenato, sembra essersi sopito. 

Se cercate un dono da mettere sotto l'albero per una persona cara o un lettore alla ricerca di una trama originale, questo è sicuramente il libro che fa al vostro caso. Chissà che non possa essere da spunto per continuare la tradizione dei Maxwell.

Augurandovi una piacevole lettura, davanti al vostro albero acceso, vi invito a seguirmi per altre nuove recensioni a tema natalizio.

Stay tuned,

Tania C.








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