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domenica 8 settembre 2019

Recensione di A MANO DISARMATA di Federica Angeli Ed. Baldini+Castoldi




A MANO DISARMATA

Federica Angeli
Ed. Baldini+Castoldi
Pag. 366
Copertina flessibile con sovra copertina
Collana I saggi
€ 17,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE


Federica Angeli - foto dal web-

Federica Angeli, classe 1975, romana, è una giornalista di cronaca giudiziaria e nera. Dal 1998 scrive per <<La Repubblica>> e nel 2005 ne diventa redattrice. Dal 2013 vive sotto scorta: mentre stava svolgendo un'inchiesta sulla criminalità organizzata di Ostia cominciarono ad arrivarle minacce dalla mafia. Molti i premi vinti nel 2012 e 2013 il Premio Passetti- Cronista dell'anno, nel 2015 il Premio Donna dell'Anno, il Premio Francese e il Premio Articolo 21, assegnatole dal sindaco di Roma, nel 2016 il Premio Piersanti Mattarella e il Premio Falcone e Borsellino, nel 2017 il Premio Arrigo Benedetti e il Premio Nazionale Borsellino. 
Grazie al suo impegno nella lotta alle mafie, nel 2016, il presidente Mattarella la nomina Ufficiale della Repubblica Italiana al Merito.
Insieme ad Emilio Radice pubblica Cocaparty nel 2008 e Rose al veleno, stalking nel 2009. Nel 2015 firma come coautrice Io non taccio e nel 2016 Il mondo di sotto. Cronache della Roma criminale, come autrice.


TRAMA

Ostia, 2013. Due colpi di arma da fuoco esplodono nel silenzio della notte. Le finestre si aprono e un grido lacera l'aria : <<Tutti dentro, lo spettacolo è finito!>>
Tra gli abitanti di quei palazzi c'è Federica Angeli, cronista di nera per la cronaca Romana di <<La Repubblica>>, nata e cresciuta proprio in quella periferia. Federica  si occupa da tempo dei clan locali, e da tempo riceve minacce gravi. Ha visto in faccia la paura, ma dalla sua ha l'altra faccia della paura: il coraggio.  Se i nel quartiere tutti si piegano obbedienti al comando del boss, lei denuncia tutto ciò che ha visto. 
Il giorno dopo la denuncia la sua vita subisce uno stravolgimento drastico: a tutela della sua incolumità le viene assegnata una scorta. Le intimidazioni non la fanno vacillare, grazie alla sua fede del "noi insieme contro l'illegalità". La vicenda giudiziaria di cui è protagonista sino alle attuali sentenze, fa ben sperare in una faticosa ma possibile vittoria, a conferma del suo credo che tutti insieme, a testa alta, possiamo cambiare in meglio.
L'unica arma che ha permesso a Federica di vincere questa guerra è la penna, con la quale racconta in queste pagine, la lotta alla malavita in un ambito di giornalismo etico, severo e nobile, atto a compiacere nient'altro che la verità. Tra continui colpi di scena Federica mette in luce le sue paure e la solitudine che sembrava schiacciarla nei momenti più duri. La testimonianza riportata in queste pagine è la rappresentazione del suo essere  donna, madre, moglie, conteso alla serenità famigliare. Quella serenità che si ispira alla Vita è bella di Benigni, coinvolgendo i figli di Federica al gioco della guerra. 
Tutti i diritti di questo libro sono stati acquistati dal regista Claudio Bonivento che porterà sugli schermi questa incredibile storia.



IMPRESSIONI

Questa cronaca biografica, in copia cartacea, mi arrivò a sorpresa tempo indietro grazie al gentile omaggio di Baldini+Castoldi che ringrazio di cuore per la fiducia riposta in me. L'emozione che si prova, ogni volta, a spacchettare il plico inaspettato portato dal corriere è sempre indescrivibile e mai uguale. Se poi si tratta anche di un testo che tratta una storia di cronaca attuale, forte e delicata allo stesso tempo è ancora maggiore l'emozione e il piacere di leggere. 
Un bel libro corposo, con la copertina flessibile ed una meravigliosa sovracopertina simil-pergamena nelle tonalità perlacee del grigio, ad impreziosire ancora di più il volume.
Leggerlo è stato piacevole, anche se ogni parola è ricca di spunti di riflessione, sia sul piano sociale che personale. 

"Ti rendi conto che quello, lo Spada, mentre mi teneva chiusa in una stanza, mi ha detto che comandano loro e che avrebbe fatto del male a me e ai bambini se avessi scritto dei loro affari? Io non so più cosa pensare. Non è che lavoro per un giornalino di paese, sono una cronista di "Repubblica", il primo quotidiano nazionale. E quello non ha avuto paura di minacciarmi. Capisci? Fin dove arrivano davvero le coperture di questi personaggi? E poi, assurdo nell'assurdo, tre ore dopo la mia denuncia ai Carabinieri - i Carabinieri, cazzo!, cioè quelli che ci proteggono - un pregiudicato che ogni tanto mi passa informazioni sapeva già tutto, tutto, chi e cosa avevo denunciato, ogni parola! Non è possibile. Mi sembra un film dell'orrore."

2013, Ostia. Federica Angeli e Carlo Bonini, cronisti di Repubblica per la cronaca della Capitale, iniziano una delicata indagine sul legame tra la mafia Ostiense e la pubblica  amministrazione. Tutto ha inizio il giorno in cui  Federica insieme a dei colleghi, decidono di documentare un'indagine in uno dei più rinomati stabilimenti della costa ostiense. Accurate indagini durate mesi conducono ad un nome, quello del boss Armando Spada, il quale, forte dell'aiuto di altre famiglie di spicco della mala locale, i Triassi e i Fasciani, seminano il terrore a Ostia. Per Federica, aver aperto il "Vaso di Pandora", si scatena l'inferno sfociando in un sequestro dove le verrà intimato di lasciar perdere l'indagine e spostare le sue inchieste altrove dal momento che il loro dominio soggioga sia i cittadini che le forze dell'ordine, come una sorta di favore per la loro incolumità. Federica non ci sta, non è disposta a piegarsi, a perdere tutto il lavoro fatto in quei mesi e quello che le spetta in futuro. C'è troppa carne al fuoco e Federica vuole denunciare i soprusi che tengono in ostaggio da quasi mezzo secolo Ostia e il litorale romano. Non si ferma davanti a nulla e le sue indagini daranno una grossa mano nell'operazione Nuova Alba, portata a buon fine dalla Polizia con l'arresto di una cinquantina di appartenenti ai vari clan Spada, Triassi, Fasciani e Cuntrera. Il 17 luglio 2013, subito dopo il sequestro e le minacce a lei e alla famiglia, a Federica verrà assegnata una scorta permanente solo perché ha osato portare alla luce denunciando quella che è sempre stata la realtà locale, sfidando l'omertà che regnava consenziente da anni. 

Un nuovo giorno appena iniziato mi presentava una nuova grana: la baby-sitter mi aveva mollato. La paura della situazione in cui vivevo e gli episodi intimidatori che continuavano a ripetersi le avevano messo addosso una tale pressione da farle sentire troppo la responsabilità. Era giovane e non potevo biasimarla. Ovunque si voltasse accompagnando i miei figli alle attività sportive, si ritrovava un losco figuro attorno. E malgrado una gazzella o una volante la raggiungessero poco dopo avermi avvertito, non riusciva più a reggere quella tensione."


Quel 17 luglio sarà il giorno del cambiamento per lei e per chi le sta intorno non solo ad aiutarla a sconfiggere la nube nera della mafia locale. 1700 giorni di scorta ventiquattr'ore su ventiquattro la metteranno a confronto con la paura, quella di perdere i propri cari a causa del suo coraggio. Giorno dopo giorno, lasciandosi anche prendere dalla voglia di mollare di mollare tutto,  Federica continua a tenere la testa alta e la paura sempre sotto tiro con l'unica potente arma che ha a disposizione. Un'arma capace di fare più danni della bomba atomica: la sua penna. 

Un ultimo sforzo, Fede, raccogli le forze e resisti. Manca poco, manca poco ...

La voglia di giustizia e di riportare la dignità nel suo paese spingono Federica a vacillare senza mai cadere, trovando ogni giorno sempre di più, la forza per andare avanti tra sensi di colpa, paura e solitudine che la attanagliavano durante il suo percorso. Ma il 9 novembre segnerà il giorno della svolta, quello che vedrà tutti i suoi sforzi andare a buon fine: Roberto Spada verrà arrestato per violenza privata, aggravata dal metodo mafioso. L'arresto del boss segnerà il k.o. a livello cosmico per il clan degli Spada.

Era calato un silenzio irreale su Ostia, un silenzio premonitore. Per me, che so ascoltare le note di quel quartiere, nell'aria c'era qualcosa di veramente grosso."

Tutto il resto è storia nota, tutta la violenza di Spada, riversata su un giornalista, risvegliò i cittadini dal torpore dell'omertà che li attanagliava da anni e diede inizio al tracollo del clan in un susseguirsi di colpi di scena e arresti clamorosi.
Il 19 febbraio 2018, dopo 1677 giorni vissuti sotto scorta e sotto l'assedio della paura di perdere i propri cari, Federica si mette a nudo pubblicando su vari social una commovente lettera ai figli raccontando che è finalmente  arrivato il giorno della verità e della giustizia, quello del confronto in aula contro Armando Spada, cugino dei boss Roberto e Romoletto Spada. Federica scoprirà di non essere sola, ricevendo milioni di visualizzazioni e apprezzamenti da parte degli italiani che in tutti quegli anni hanno seguito le sue vicende.

Affronterete tante paure e difficoltà nella vita. Le supereremo tutte, come solo noi, tutti insieme, sappiamo fare. Perché la vita è una sfida irrinunciabile. E noi siamo pronti a giocarcela fino alla fine. 

Leggere questo libro è un dovere e un diritto di ogni cittadino. Serve per capire che piegarsi all'omertà e alla paura significa solo alimentare il fuoco del potere della malavita organizzata. Ma se al fuoco si toglie ossigeno si spegne. E non servono armi o violenza, basta una semplice penna e il coraggio di un popolo che decide di dire basta.
Non è facile ed è molto pericoloso, ma unendo le forze e credendo in ciò per cui si lotta  si possono creare molte crepe in un sistema inespugnabile. Ed è proprio dalle crepe che entra la luce!
Consiglio questa lettura ai giovani, alle scuole superiori. Un importante pezzo di storia moderna riguardante una guerra intestina è stato dettato dal coraggio e scritto dalla penna di una donna che da sempre crede nella verità e nella giustizia. Non lasciatevi scoraggiare dalle 366 pagine, il libro scorre veloce come fosse un romanzo che mixa elegantemente azione, thriller e amore. Lo stile di Federica Angeli, incalzante e coinvolgente, mai stancante nemmeno nella descrizione degli atti cattura il pubblico, dal lettore più esigente che troverà dovizia e cura dei particolari, sino al lettore che cerca un momento di relax senza rinunciare alla realtà del quotidiano.

Buon lettura, Tania C.




martedì 23 luglio 2019

INTERVISTA A CLAUDIA RIVA - Presentazione biografia MASSIMO RIVA VIVE Ed. Baldini+Castoldi -


Claudia Riva e Massimo Poggini insieme allo staff della serata -foto personale
Sarzana, 18 luglio 2019 Massimo Riva Vive






Giovedì 18 luglio, si è tenuta a Sarzana, in Piazza De André, la presentazione della biografia Massimo Riva Vive, fortemente voluta e scritta dalla sorella Claudia Riva e dal giornalista musicale Massimo Poggini. 
Claudia con la sua dolcezza e simpatia, ha animato la serata raccontando divertenti aneddoti dell'infanzia a Zocca, cittadina tra i boschi dell'Appennino Modenese che ha dato i natali a Massimo e a Vasco Rossi.
Ho avuto il piacere di partecipare alla presentazione e, grazie alla Casa Editrice Baldini+Castoldi, anche l'onore di conoscere Claudia e Massimo Poggini e di poterli intervistare.
Claudia si è resa subito disponibile, felice di poter raccontare qualcosa in più riguardo al suo amato fratello Massimino che rivive nella profonda dolcezza dei suoi occhi e del suo sorriso contagioso.
Vi lascio questa piccola intervista, fatta dopo la presentazione, accompagnata dalla musica e voce di Massimo, spero vi piaccia e che possa essere di stimolo alla lettura della biografia: la storia di una leggenda del rock italiano che merita di essere conosciuta da tutti.


Con Massimo Poggini, Claudia Riva e la Star della serata: Gina
foto personale



Claudia Riva


Claudia Riva - foto personale -




Buonasera Claudia, grazie per avermi dedicato un po' del tuo tempo e benvenuta su La Valigia del tempo.

D.Scrivere una biografia non è semplice. Scriverla per il proprio fratello scomparso lo è ancor meno. Cosa ha significato, per te e la tua famiglia, mettere a nudo le proprie emozioni oltre che la vita stessa?

R: E' come se fosse stato un viaggio che da un lato parte un po' come se io fossi andata in analisi. Quello che volevo fare veramente era rendere omaggio a Massimo. 
Non ho mai accettato la morte di mio fratello, l'ho trovato io a venticinque anni e mi sono ritrovata in una situazione che era più grande di me. Non  non riuscivo ad accettarla perché ero troppo piccola e troppo innamorata di Massimo per provare e capire un dolore così grande. 
Ci ho messo vent'anni, non due mesi, ad elaborare ed accettarlo, era più forte di me, sapevo che volevo fare qualcosa che potesse tra virgolette "liberarmi". 
A volte pensi di fare le cose per gli altri, ma le fai soprattutto per te stessa. Grazie all'aiuto di chi mi ha aiutata in questi anni con le testimonianze e i ricordi, mi sono  e ci siamo ripresi, da sola non ce l'avrei mai fatta. Sapevo che facendo qualcosa per rendere omaggio a mio fratello sarebbe stato un aiuto anche per me e la mia famiglia.

D. Una tua frase mi ha particolarmente colpita. Vostra madre scopre che Massimo fa uso di eroina e ti chiama chiedendoti di andare subito a casa. Arrivata in casa di Massimo quasi lo aggredisci: 
"Vuoi morire? Perché se vuoi morire io lo rispetto. Ma se vuoi vivere smettila subito".
Si può, per amore del proprio sangue , rispettare ed accettare la scelta di lasciarsi morire?

R. Totalmente, non nella maturità dei miei venticinque anni, almeno io a venticinque anni non ero così matura, non so se lo eri tu però... assolutamente si, gli ho fatto quella domanda perché quando ami veramente una persona vuoi che quella persona faccia quello che vuole, quindi gli ho chiesto quello perché io ero e sono ... (la voce e lo sguardo di Claudia sono  rotti dalla commozione) io sono totalmente amante di mio fratello nel senso proprio mentale. Lo farei anche per un uomo: se ha deciso di fare una determinata scelta, io lo accompagno. 
E' un po' pesante da accettare, lo so ...

D. Zocca, piccola cittadina tra i calanchi modenesi, croce e delizia della combriccola del Blasco, oggi meta di pellegrinaggio di innumerevoli fans, come vive il quotidiano senza Massimo, l'uomo Massimo?

R. Zocca lo ricorda. E' un paese ostile, come ho detto io, in salita e con le rughe in faccia però è un paese schietto dove i cittadini amano  i propri boschi, amano e le proprie castagne, le proprie strade e i propri borghi ed amano i propri cittadini. Amano quindi Vasco da Morire e Massimo da morire. 
Da ragazzina io non mi sentivo amata, mi stava stretta Zocca, mi giudicavano in ogni cosa che facevo o facevamo con Massimo. Oggi, invece, mi sento amata. Prima no.

D. Ultima domanda, per sdrammatizzare un po'... Il Sacerdote che vi ha definito "Demonio", è poi diventato Esorcista oppure si è unito all'onda dei migliaia di fans che hanno seguito e continuano a seguire le vostre vicende?

R. - Claudia sorride- Io penso che fosse limitato dai suoi stessi limiti. Poi alla fine ci voleva bene, sai com'è alla fine era una di quelle persone che non riusciva a vedere più in la dei propri limiti. Ci ha fatto veramente uno scherzo brutto perché comunque  ha fatto una cosa un po' pesante per una bambina. Non è piacevole, infatti mia madre, l'ho detto stasera e lo dico sempre, mia madre che è una cattolica osservante, gli ha fatto un @@@ così. Gli ha detto :" Non t'azzardare mai più a dire una roba del genere a dei ragazzini, dovresti vergognarti!" 
Forse era preoccupato per me, vogliamo trovare un lato positivo? Ecco, voleva proteggermi. Il lato vero è che aveva dei limiti, di una pesantezza inaudita. Andai proprio in crisi, pensavo di essere sbagliata io... 
(Per chi se lo stesse chiedendo, il Sacerdote non è più in vita)

Massimo Poggini


Massimo Poggini - foto personale -


Buonasera Massimo, grazie per aver accettato questa veloce intervista e benvenuto su La Valigia del tempo.


D. In ambito musicale quanto pensi abbia pesato, nella vita di Massimo, essere per tutti non solo una stella che brillava di luce propria, ma anche una persona che viveva nel cono di luce proiettata dalla Star Vasco?

R. Sicuramente ha contato molto, anche se a mio avviso non è stato solo e semplicemente quello. Massimo era un grande musicista, ma la cosa pazzesca è che lui all'inizio,  in realtà quando ha fatto i primi concerti non sapeva suonare. Lui salta sul palco da una parte all'altra facendo delle grandi scene. C'era un piccolo particolare: non aveva la chitarra attaccata agli amplificatori, quindi poteva fare quello che voleva. Dopo un po' di tempo, hanno cominciato ad attaccargli la chitarra agli amplificatori, ma col volume molto basso consentendogli comunque libertà di azione. Con gli anni, a detta non mia ma dei molti musicisti che ho incontrato e intervistato, Massimo è diventato uno dei migliori chitarristi ritmici italiani, e sottolineo ritmico, tanto è vero che ancora oggi, nei concerti che fa Vasco, vengono usati per la chitarra ritmica, gli arrangiamenti di Massimo 20, 25 anni fa. Il che vuol dire che all'epoca era già molto ma molto avanti. Quindi Vasco ha contato tantissimo per lui, ma Massimo ha contato tanto per Vasco.

D. Massimo e Vasco. Dopo aver tentato la traversata in solitaria, Massimo, tornato a suonare con Vasco, trova la chiave vincente con Vivere, Stupendo, Vivere una favola. Cosa aveva Vasco che mancava a Massimo per continuare da solo? Sarebbe riuscito lo stesso, il Blasco, a diventare ciò che è oggi senza Massimo?

R. Si, Vasco sarebbe diventato Vasco comunque. - risponde sorridendo - 
Forse sarebbe diventato un Vasco leggermente diverso, forse un pochettino meno rock. 
Ecco quello che ha portato Massimo a Vasco è stata l'anima rock. 
Massimo era un musicista assolutamente rock fin da subito, da quando ha cominciato a 16 anni. Lui già aveva una concezione della musica rock che Vasco non aveva. 
Quello che aveva Vasco era "cantautorialità", se pensiamo alle sue prime canzoni: Jenny, Silvia, molto belle ed apprezzate ancora oggi a quarant'anni di distanza. Però canzoni da cantautore. Mentre l'anima rock, col tempo,  gliel'hanno data Massimo riva e i ragazzi della Steve Rogers Band.

Ringrazio Claudia e Massimo che mi hanno concesso un po' del loro tempo prezioso e fatto conoscere uno spaccato privato ed intimo di due leggende della musica italiana. Claudia e Massimo hanno in mente di comporre un'altra biografia su Massimo, per lo più fotografica. Spero portino a termine questa nuova idea, sicuramente apprezzata e imperdibile per noi fans.
Vi aspettiamo presto, magari nuovamente su La Valigia del Tempo ...
Se per caso ve la foste persa, vi lascio il link della mia recensione di Massimo Riva Vive

https://valigiadeltempo.blogspot.com/2019/07/recensione-di-massimo-riva-vive-di.html

Buona lettura, 
Tania C.

Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...