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mercoledì 30 agosto 2023

Recensione LA CENTENARIA CON LA PISTOLA di Benoît Philippon - Ed. Ponte Alle Grazie -

 




LA CENTENARIA CON LA PISTOLA 

Benoît Philippon

Ed. Ponte Alle Grazie

GENERE: Narrativa straniera

COLLANA: SCRITTORI

ANNO DI USCITA: 2023

PAGINE: 384

TRADUZIONE:  Rossella Monaco, Letizia Fusini

PREZZO: € 18.90 

Formato digitale presenti in tutti gli store on line


CONOSCIAMO L'AUTORE


Benoît Philippon (1976), cresciuto tra Costa d’Avorio, Antille, Canada e Francia, è scrittore, sceneggiatore e regista. 

La centenaria con la pistola, suo secondo romanzo, l’ha imposto

come uno dei migliori autori di polar francesi.




TRAMA


Centodue anni, ribelle, serial killer.

Massiccio Centrale francese, in un piccolo e sperduto villaggio. È l’alba e la calma del villaggio è lacerata da alcuni spari. Un’anziana nonnina ha imbracciato la doppietta facendo fuoco sul il vicino di casa e contro i poliziotti sopraggiunti. 

È con aria allibita e perplessa che l’ispettore André Ventura incontra la centoduenne Berthe Gavignol, ancora arzilla, mira impeccabile e cinque volte vedova.

Durante l’interrogatorio che ne  consegue, l’ispettore e il lettore avranno modo di conoscere la vivace vecchietta dalla lingua tagliente e dal grilletto facile, spronata  a riesumare gli episodi più importanti della sua lunga vita e della sua carriera da criminale di prima qualità. 

La domanda che ricorre più spesso durante la lettura è chi è stata davvero Berthe: una serial killer spietata, una sorta di Barbablù al femminile o una donna libera, una femminista ante litteram, capace di conquistarsi l’emancipazione impugnando una calibro 22 di fattura tedesca? 

La certezza è che Philippon ha dato vita e voce a un personaggio memorabile,  riuscendo a creare un giallo unico, che avvince il lettore dalla prima all’ultima pagina, fa molto ridere, commuove a volte e dà anche parecchio da riflettere.


IMPRESSIONI


Amici della Valigia buongiorno e ben ritrovati dopo una lunga pausa estiva. 

Prima di ricevere la proposta di recensione de La Centenaria con la pistola dai Ragazzi di Ponte Alle Grazie, mi ero lasciata ispirare da quello che viene definito "consiglio non richiesto" da uno dei miei autori preferiti, italo-francese e consumato consigliere di noir.

Una trama seducente, ammiccante e irriverente: solo questo basta a convincere il lettore più reticente.

Poi è arrivata la proposta di Matteo e Alice: come tirarsi indietro? Già pregustavo la lettura comodamente spiaggiata sotto l'ombrellone e accarezzata dalla brezza marina.

Accettata al volo la proposta dei ragazzi, che ringrazio per la copia cartacea che mi hanno celermente inviato, non vedevo l'ora di conoscere la simpatica nonnina centenaria che se ne andava in giro ad impallinare gente come fosse una sorta di tiro al bersaglio del Luna Park.

Fin da subito l'ironia pungente e dissacrante di Philippon catturò la mia completa attenzione e fiducia, mista a qualche sguardo stranito dei vicini di ombrellone che, vedendomi ridere con le lacrime agli occhi e le convulsioni da attacco di risata ingestibile, non sapevano se tirarmi una secchiata di acqua gelata o chiamare direttamente i soccorsi per farmi riprendere fiato.

Il primo incontro con Berthe fu folgorante: capii subito che sarebbe nato un lungo e grande "amore al primo capitolo" con Philippon. 

Sopravvissuta a due guerre, la vita di Berthe Gavignol comincia nel 1914 con un lungo racconto che ci porta alla tragicomicità della sua ultima bravata, nel 2012.

Geniale, irriverente, beffarda e spesso irritante, con buona padronanza di parola e maneggio delle armi, la simpatica centoduenne entrò subito nel mio cuore presentandosi come colei che aveva appena impallinato,  aprendo una voragine a suon di colpi di doppietta, le sacre terga del vicino di casa.


"Bam! Bam! 

Berthe ricarica il fucile. 

Le tremano le mani. Quante emozioni per una vecchia di centodue anni."


Berthe è una risoluta vedova (con esperienza) di centodue anni, costretta a lottare sin da piccola contro le avversità della vita. 

Cinque mariti, alcuni cani e gatti, una collezione di omicidi alle spalle e svariati scheletri, non nell'armadio ma sepolti in cantina. 

Un curriculum da serial killer che avrebbe fatto impallidire Leonarda Cianciulli proprio per la disinvolta naturalezza di Berthe nel compierli e occultarli.

Cresciuta tra le aride colline del Massiccio centrale francese, Berthe passava le sue giornate osservando la nonna alcolizzata produrre, di contrabbando, acquavite "bruciabudella"  nella cantina di casa. 

La nonna aveva tutto ciò che serviva al caso: alambicco, botticelle e una grande cantina polverosa dal pavimento di terra battuta, dove poter nascondere quell'attività poco etica.

La sua famiglia era sempre stata ai margini della società per le maniere poco ortodosse praticate nell'approccio con i vicini di casa.

Berthe perse la madre in tenera età e fu costretta a crescere con la nonna, in fretta, quasi in solitudine, emarginata dagli altri bambini e dagli adulti che non vedevano di buon occhio quella nonna dalle maniere spicce e poco socievoli.

Non ancora adolescente, ma già molto procace nelle forme, la piccola  scoprì la sensualità del proprio corpo e capì subito che nella vita, quelle forme generose, avrebbero potuto tornarle molto utili.

Si approcciò al mondo della sessualità senza tabù, con curiosità e voglia di capire come ottenere ciò che desiderava dagli uomini, senza tanti giri di parole.

Ogni medaglia ha il suo rovescio e, nonostante la sua procacità attirasse sguardi e favori di ogni uomo, la giovane si ritrovò, suo malgrado, a conoscere il lato nascosto della propria sensualità. Un lato fatto di abusi, violenze e sfruttamento.

Il primo marito, padrone dell'emporio del paese, cadde nella sua seducente rete  durante una calda giornata estiva, mentre la ragazza stava riparando il tetto di casa, senza lasciare troppo all'immaginazione ciò che si celava sotto i suoi miseri e logori abiti.

All'uomo non sembrò vero che tanta grazia si fosse così generosamente offerta ai suoi occhi e, dopo un capitombolo che gli costò qualche costola, la chiese in moglie, col benestare della donna.

La giovane reagì positivamente alla richiesta dell'uomo per l'impellente bisogno di procurare le cure necessarie alla nonna ormai anziana e malata e poter finalmente riparare quella vecchia dimora che stava andando in rovina. 

Il matrimonio con Lucien non poté capitare in un momento migliore e di sicuro avrebbe portato medicine, buon cibo e calore durante i lunghi e freddi inverni.

Ben presto però, la vita coniugale lasciò cadere la maschera dorata dei primi giorni rivelando il lato oscuro  di Lucien. Smessi i panni dell'uomo innamorato, col passare del tempo  diventò ogni giorno sempre più prepotente e intollerante verso nonna Nana, ormai in fin di vita. 

Non passava giorno che non le augurasse di morire, attizzando il livore e l'odio di Berthe, che per il benessere della nonna era disposta a tutto, anche a subire abusi ma soprattutto a sporcarsi le mani.

Le mani se le sporcò, senza pensarci troppo su. 

Stanca di dover sopportare le violenze di Lucien e i suoi continui rimbrotti contro la nonna morente, la donna si ritrovò, una notte, a scavare una buca in cantina, tra le botti di acquavite, dove poter nascondere il cadavere di quel despota buono a nulla, ormai utile solo grazie al rigor mortis.


" E dunque ha accolto le forze di polizia dicendo: - 'Potevate pulirvi le scarpe prima di entrare!' -

Embè? Già è poco cortese arrestare una vecchina alle prime luci dell'alba, ma entrare in casa con gli scarponi sudici... i vostri soldati mancano davvero di buone maniere."


Berthe  è una donna che ha fatto delle difficoltà che la vita le ha posto lungo il cammino i suoi punti di forza. 

Scaltra e sopraffina è stata capace di rivoltate situazioni perse a suo favore, da brava manipolatrice.

Carattere aspro come le more selvatiche ancora acerbe, forte come le canne che si piegano al vento senza spezzarsi, l'ultima parola è sempre la sua, diretta, dissacrante, mordace, ma con un lato nascosto, sensibile e delicato come le rose di rovo. 

Sarà proprio quella sensibilità che le farà provare sentimenti forti e veri verso un uomo, l'unico che aveva saputo leggere le sue fragilità celate nei suoi occhi. 

L'unico che non si era mai approfittato della sua disponibilità e del suo corpo. 

Luther, l'unico che abbia mai amato veramente ricambiando i suoi sentimenti sinceri e profondi. 

Come ogni amore leggendario che si rispetti, anche la storia di Berthe e Luther, finì troppo presto tra le insidiose spire vendicative del destino, sepolta da qualche badilata di terra.

Un dolore immenso, implacabile, fece da innesco e miccia al rancore di Berthe. 

Stanca di essere continuamente umiliata, sbeffeggiata, stanca di dover combattere contro i pregiudizi di una società maschilista e chiusa, che vedeva la donna procace ed emancipata come un oggetto sessuale, la vita di Berthe diventò un continuo evolversi di omicidi per legittima difesa, per istinto di sopravvivenza. 


" ... immaginarsi questa vecchietta chiusa in una cella, dopo tutto quello che ha passato, sembra disumano. ' Questa donna ha sofferto abbastanza, no? La legge non potrebbe chiudere un occhio? Per una volta? E... comprendere?' "


La sua cantina si trasformò in un'improvvisata ecatombe di uomini malvagi e violenti, fino ad arrivare al 2012 quando, alla tenera età di 102 anni,  verrà arrestata per tentato omicidio, scoprendo il Vaso di Pandora del suo travagliato passato da serial killer provetta.

Ma chi è in realtà Berthe Gavignol, anni 102, ipovedente, all'occorrenza ipoudente e abile cecchina? 

Come si può non amare questa dolce e tenera nonnina che tutti vorremmo avere come paladina delle ingiustizie subite?

Mai come in questo periodo, questa lettura ci porta a riflettere, purtroppo, su un tema di grande attualità: il femminicidio dilagante, lo stupro, l'omicidio e la legittima difesa.

Berthe è un personaggio di fantasia che però rispecchia la realtà di molte donne sole vissute dalle due guerre ai giorni nostri. 

Donne di tutto il mondo, senza diritti, solo doveri da compiere, da sempre considerate macchine da lavoro, incubatrici e oggetti sessuali per compiacere l'ego maschile, che hanno dovuto crearsi il loro posto nel mondo con le unghie e coi denti, anche sporcandosi le mani. 

Oggi, nonostante l'emancipazione raggiunta, i tempi sembrano essersi fermati a quegli anni. Troppa violenza, troppi abusi senza possibilità di difesa.

Solo perché si è donne e si indossa un reggiseno, secondo la logica malata del branco famelico, bisogna sottomettersi alle sevizie maschili, alla violenza gratuita, alla mancanza di rispetto e all'umiliazione del dopo. 

Cosa non ha funzionato nel tempo, cosa non ha capito la "bestia umana"?

Leggendo questo romanzo sicuramente approfondimenti e risposte verranno a galla.


"Lei si dimentica di aver sparato più volte al suo vicino, de Gore. Tra gli altri, due colpi alla schiena."

"Mi è scivolato il dito."

"Non sono sicuro che questa scusa terrà davanti al giudice..."

"Miravo al culo".

"È sicura di aver preso bene la mira?"


L'ironia incalzante aiuta a rendere la lettura scorrevole e piacevole,  la soddisfazione più grande arriverà sempre dai gesti e dalle risposte taglienti della Centenaria con la pistola, la dolce vecchietta che avrà sempre l'ultima parola...

Consiglio col cuore questo romanzo, vi aiuterà a passare qualche ora in piacevole compagnia, senza risentire troppo della fine dell'estate e della bella stagione: sarà la carica giusta per affrontare le nuove giornate lavorative.

Una sferzata di aria fresca e frizzantina vi accompagnerà fino alla fine facendovi quasi rimpiangere di esservi giunti troppo presto, visto che il romanzo è autoconclusivo. 

Mi piace però pensare, vista l'imprevedibilità di Berthe, che abbia ancora qualche pallottola in canna. 

Chissà che Philippon non voglia stupirci prima o poi...

Ringrazio i ragazzi di Ponte alle Grazie per la copia inviatami e vi auguro buona lettura.

Tania C.




  • Centodue anni, ribelle, serial killer.

    Un piccolo villaggio nel Massiccio Centrale francese. L’alba. Risuonano degli spari. Un’anziana signora ha imbracciato la doppietta e si è messa a far fuoco contro il vicino di casa, poi contro i poliziotti sopraggiunti. È così che l’ispettore André Ventura incontra la centoduenne Berthe Gavignol, cinque volte vedova, ancora piuttosto arzilla e ancora dotata di buona mira. Nell’interrogatorio che segue, l’ispettore e il lettore impareranno a conoscere la vivace vecchietta dalla lingua affilata e dal grilletto facile, indotta a ripercorrere gli episodi principali della sua lunga vita e della sua carriera criminale. Chi è stata davvero Berthe: una serial killer, una sorta di Barbablù al femminile o una donna libera, una femminista ante litteram, capace di conquistarsi l’emancipazione a colpi di pistola? Di certo è un personaggio memorabile; e Benoît Philippon, dandole voce, è riuscito a creare un giallo unico, che avvince il lettore dalla prima all’ultima pagina, fa molto ridere, commuove a volte e dà anche parecchio da riflettere.fGENERE
    : Narrativa straniera
  • COLLANA: SCRITTORI
  • PAGINE: 384
  • PREZZO: 18.90 €


  • GENERE: Narrativa straniera
  • COLLANA: SCRITTORI
  • PAGINE: 384
  • PREZZO: 18.90 €
  • GENERE: Narrativa straniera
  • COLLANA: SCRITTORI
  • PAGINE: 384
  • PREZZO: 18.90 €
  • GENERE: Narrativa straniera
  • COLLANA: SCRITTORI
  • PAGINE: 384
  • PREZZO: 18.90 €

mercoledì 23 febbraio 2022

Recensione IL CERCATORE DI TENEBRE di Femi Kayode - Ed. Longanesi -

 




IL CERCATORE DI TENEBRE

Autore Femi Kayode

Traduzione Andrea Carlo Cappi

Ed. Longanesi

Anno di uscita 2022

Genere Azione-Thriller psicologico

Collana La Gaja Scienza

Formato Cartonato con sovraccoperta

€ 18,60

Pag. 400


CONOSCIAMO L'AUTORE


Femi Kayode, nigeriano, ha studiato psicologia e si è sempre dedicato alla scrittura. Ha lavorato a lungo nella pubblicità e nella tv come autore di programmi e di sceneggiature. Il cercatore di tenebre, il suo romanzo d’esordio, ha vinto il Little, Brown Crime Fiction Award ed è stato tradotto in tutto il mondo. Vive in Namibia, con la moglie e i due figli.


TRAMA

Tre ragazzi, un atroce destino. Il mondo intero ha visto chi li ha uccisi. Quello che nessuno sa è il perché.

Lo psicologo forense Philip Taiwo in Nigeria è considerato  uno dei più autorevoli esperti del comportamento e della violenza delle folle.  È per questo che a lui si rivolge un importante manager nigeriano per indagare su un atroce fatto di cronaca che ha visto fra le vittime suo figlio: la tortura pubblica e l’omicidio di tre studenti universitari di Okriki da parte della folla. Fin dal momento in cui Philip scende dall’aereo che da Lagos lo porta nella remota cittadina, ed è investito dalla frenesia di­sordinata del piccolo aeroporto, si rende conto che l’indagine sarà tutt’altro che semplice. Soprattutto perché gli anni trascorsi negli Stati Uniti gli hanno fatto dimenticare gli usi e le abitudini dei suoi conterranei, il tribalismo ancora forte che regola le relazioni. Con l’aiuto del suo fedele autista personale, Chika, Philip deve lottare contro i tanti che cercano di intralciare le indagini, e più approfondisce più si rende conto che avvicinarsi alla verità è un percorso sempre più pericoloso.

Ispirato a un tragico episodio realmente accaduto, Il cercatore di tenebre è un romanzo che scava alle radici più profonde del male e che spalanca le porte alla magia senza confini del­l’Africa contemporanea, raccontando tutti i contrasti col mondo occidentale e la stupefacente ricchezza di una cultura ancestrale piena di luci e di tenebre.


IMPRESSIONI

Per questa bella copia cartacea de ''Il cercatore di tenebre'' di Femi Kayode, arrivatami a sorpresa, ringrazio i ragazzi di Casa Editrice Longanesi. 

Mi ha fatto veramente piacere riceverla perché ero rimasta affascinata dalla trama e dallo scenario di una splendida e travagliata terra della mia amata Africa.

Il romanzo è ambientato in Nigeria, una sconfinata regione piuttosto selvaggia e inospitale, con un'importante sbocco sul mare.

L'autore, percorrendo i fatti di una macabra esecuzione di massa  realmente accaduta nel 2012, ci porta a Lagos, più precisamente ad Okriki, una immaginaria città universitaria dell'entroterra dal torrido clima equatoriale, poco distante da Port Harcourt, P.H. per i nigeriani. 

La Nigeria è uno degli Stati più ancestrali e radicati dell'Africa centro-occidentale, nonché il più popoloso. I nigeriani, molto legati alle  tradizioni tribali tramandate da generazioni e che richiamano alla violenza di una vendetta collettiva, hanno compiuto un macabro massacro ai danni di tre universitari. 

Tre giovani, bruciati vivi dopo essere stati selvaggiamente torturati da una folla inferocita per motivi all'apparenza diversi e assurdi. 

Uno dei giovani barbaramente linciati è il figlio un influente e ricco banchiere del luogo, Emeka Nwamadi

Da qui comincia l'emozionante racconto narrato dalla voce di Philip Taiwo, nigeriano, psicologo forense, formatosi negli Stati Uniti e divenuto famoso in Nigeria grazie alla sua professionalità nello studio sul comportamento violento delle masse durante i crimini.

Trasferitosi nuovamente in Nigeria, le certezze di Philip crollano quando l'unione della sua  bella famiglia viene messa in pericolo: la moglie Folake, brillante avvocato,  lo sta palesemente tradendo con un ragazzo molto più giovane di lei e sembra decisa a portare avanti la relazione, tenendolo all'oscuro e giocando alla moglie innamorata e non ricambiata da un marito ''assente''. 

Lui ha visto tutto, ma non ha il coraggio di parlarne se prima la moglie non si decide a confessare. 

La sua integrità psicologica sta vacillando, tra la paura di perdere tutto ciò che ama e il pensiero di trovare una spiegazione razionale al tradimento di Folake.

A causa di questa insicurezza anche il rapporto coi figli, due gemelli e una bambina, sembra raffreddarsi.

Per cercare di distrarsi dai drammi personali e andando contro alla volontà di Folake che lo vorrebbe a casa al sicuro con lei, Philp decide di accettare le pressioni del padre affinché si occupi di un barbaro pluriomicidio successo un anno prima: il linciaggio da parte della folla di tre studenti nigeriani di Okriki. 

La sua missione è quella di indagare in particolare sulla morte del figlio di un carissimo amico di suo padre, Emeka Nwamadi, cercando di scagionare la memoria del ragazzo dall'accusa di furto.

Il caso ha destato molto scompiglio in tutta la Nigeria, il video dei tre ragazzi messi al rogo ancora vivi dopo un violento pestaggio da parte del branco, ha fatto il giro del mondo, sia nella finzione del romanzo che nella  realtà, anche se il macabro video non è più presente in rete e se i ragazzi deceduti erano quattro.

Compito di Philip è sì quello di scoprire il perché il figlio del banchiere, giovanotto di buona famiglia e studente modello, si trovasse implicato nel linciaggio con l'accusa di furto, ma soprattutto  far luce su cosa abbia spinto quel nugolo di gente ad usare una violenza talmente barbara, al limite del disumano verso i tre ragazzi.

Anche se la Polizia che un anno prima si è occupata del caso lo ha archiviato come legittima difesa per i furti subiti, molte persone, oltre ai genitori dei ragazzi, non sono convinte dei fatti accaduti, consapevoli di come sono state svolte le indagini e di come funziona il sistema legale da quelle parti.

Nel 2013 si cercò di mettere in atto, senza successo, un codice di condotta per limitare gli abusi, quasi sempre causati da problemi di ordine tecnico all'interno dei corpi di polizia, sottopagati e sfruttati, quindi facilmente corruttibili. 

La Costituzione vigente in Nigeria proibisce e punisce  la tortura ma, nonostante nel 2017 ci fu un atto implementativo anti tortura, non ufficiale, ancora oggi si registrano casi di grave abuso da parte delle Forze dell’Ordine. I Corpi di Polizia nigeriana sono stati spesso accusati di corruzione, estorsione, violenza sessuale e violazione dei diritti umani. 

<< Mentre Cika e io torniamo alla macchina, non riesco a scrollarmi di dosso la sensazione che gli occhi gelidi dell'ispettore Omereji ci stiano seguendo. >>

Così, aiutato dal fidato autista Chika e dalla misteriosa Salome, una bellissima donna conosciuta durante il viaggio in aereo tra Lagos e P.H., Philip inizia le sue personali indagini sul caso recandosi nella torrida e  ostile Okriki.

Arrivato nella cittadina universitaria si rende subito conto di quanto la permanenza negli Stati Uniti lo abbia cambiato, non solo fisicamente, ma socialmente e psicologicamente.

Gli sembra quasi che durante gli anni negli States, la sua memoria sia stata offuscata da una coltre grigia che gli ha impedito di ricordare quanto la sua terra sia ancora legata alle  ataviche tradizioni tribali e di quanto corruzione e abusivismo da parte delle Forze dell'Ordine regnino sovrani. 

La legislatura nigeriana è un labirinto molto intricato per via della concomitanza di leggi statali, locali e federali e per la grande varietà di fonti legislative, in vigore a seconda della regione  di appartenenza.

In pratica è una sistema common law che non viene applicato uniformemente in tutto lo Stato, differenziandosi in due principali sistemi giuridici, quello del nord di stampo religioso e quello del sud  con suo  proprio Codice Penale, differente da quello del nord ma entrambi arricchiti da norme non scritte e non ufficiali tuttavia correntemente applicate dalle varie tribù etniche e culturali. 

Per Philip e Chika si prospetta una sfida ardua e pericolosa, e Chika, suo malgrado, deve spesso ricordare a Philip che la Nigeria non è l'America dove le indagini possono essere condotte alla luce del sole, senza sporchi sotterfugi e nella legalità.

In Nigeria,  a mettere le mani in una ferita aperta e mai curata si corre il rischio di ''infettarsi'', esponendosi a gravi pericoli manovrati dall'occhio vigile di una sorta di ''Grande Fratello'' che controlla, spesso anticipando, ogni loro mossa. Philip lo imparerà fin da subito, seguendo false piste, cercando ciò che non deve essere trovato e finendo nei guai per poi dover ricominciare tutto dall'inizio.

Scoprirà che le sue indagini lo porteranno ad aprire un nuovo ''Vaso di Pandora'' pronto a rilasciare tutto il male e la ferocia di un popolo allo stremo e in fondo al vaso non sempre c'è la speranza.

<< Ciao Americano. Ho sentito che hai fatto scalpore oggi, in città. >>

Intorno al necklacing subito dai ''Tre di Okriki'' aleggiano troppi misteri irrisolti, troppi insabbiamenti e, in particolar modo, l'ostilità dei cittadini tende a confondere le indagini portando spesso i due uomini in fondo a vicoli ciechi e mettendo in grave pericolo la loro vita.

Chika stesso sembra nascondere un grosso segreto sul suo passato, divenendo fonte di pericolo per entrambi.

Anche Salome, nonostante si dimostri disponibile ad aiutarli a fare finalmente luci sul linciaggio, sembra nascondere importanti segreti sui fatti realmente accaduti quel giorno.

<< Mi hai fatto sorvegliare? >>

<< Non è come pensi tu, Americano. Volevo essere sicura che stessi bene. >>

Chi sono, in realtà Chika e Salome? Perché lui sembra già conoscere il perché dei fatti sui quali indagando e perché Salome sembra conoscere le loro mosse? 

Chi era in realtà il figlio di Emeka Nwamandi e faceva veramente parte di una Confraternita-Setta Universitaria?

Le confraternite universitarie nigeriane hanno da sempre commesso atti violenti di origine politica, etnica, religiosa e sessuale, contro diverse persone, provocando gravi danni fisici e mentali fino ad arrivare alla morte, spesso per linciaggio da parte di una folla inferocita.

Perché la Polizia, dopo aver arrestato alcuni dei ragazzi che hanno preso parte al linciaggio li ha rilasciati dopo poco per insufficienza di prove senza fare ulteriori indagini?

<< Non riesco a risolvere il  dilemma, perché  comincio a precipitare in uno spazio vuoto senza fine. >>

Tra scariche di adrenalina e sparatorie al cardiopalma, tra ambigui giri di droga e attentati in nome della religione, Philip, riuscirà a comprendere cosa ha spinto la folla a compiere un atto così squilibrato e chi è il vero colpevole?

Scavando nel torbido di una società ostile, il rischio di perdere le speranze e la fiducia, oltre la vita,  è altissimo e lo psicologo capirà a sue spese che se vorrà  trovare delle risposte plausibili, dovrà fidarsi solo di sé stesso, perché nulla è come sembra e nessuno è chi dice di essere, nemmeno suo padre, perché certe domande una risposta non ce l'hanno...

Anche se è al suo primo romanzo, l'autore mette tutto sé stesso per dare voce alla disperazione di una madre che ha perso il figlio nel modo più disumano che possa esistere: nudo, linciato e bruciato vivo per mano di un gruppo formato  dai suoi stessi concittadini. 

Così sono andati i fatti:

''È il 2012 e in Nigeria quattro studenti universitari, a causa di un equivoco alquanto sospetto, sono stati pestati e bruciati vivi dalla folla che li ha scambiati per ladri.

I ragazzi si erano recati in un villaggio per cercare di aiutare un amico a recuperare dei soldi che aveva prestato ad un altro ragazzo, restio a saldare il debito.

Nel giro di poco tempo i quattro amici vengono scambiati per ladri e, mentre qualcuno gridava ''al ladro'', la folla radunatasi intorno ai ragazzi, inspiegabilmente in presa da una furia distruttiva, li stava massacrando di botte per poi bruciarli ancora vivi.

Nessuno si è degnato di avvisare le Forze dell'Ordine. In Nigeria è impensabile, in quanto la Polizia, collusa e corrotta, è considerata molto più pericolosa dei criminali stessi. 

Così i quattro ragazzi vengono lasciati in balia della violenza di una delle numerose gang di giustizieri del villaggio, che agiscono privatamente, in nome della violenza gratuita.

Alla fine di questa barbarie, dopo che i video dei quattro ragazzi nudi, massacrati e bruciati hanno fatto il giro dei media di tutto il mondo, sono state arrestate tredici persone e sono stati denunciati altri episodi simili in giro per la Nazione seguite da calorose proteste volte a chiedere aiuto per far cessare questi episodi violenti.

Ed è proprio la madre di uno dei ragazzi che si fa portavoce dei tanti omicidi compiuti, continuando a lottare affinché si prendano provvedimenti per mettere fine a queste atrocità prive di ogni senso umano.

Un grido disperato che, senza uno stato di diritto e un sistema di Forze dell'Ordine integerrimo è destinato a perdersi nell'immensità della savana nigeriana.'' 

( fonte dalle pagine di cronaca locale dell'epoca trovate in rete )

Ho letto d'un fiato questa storia, insieme a Philip ho sentito il sudore colarmi lungo la schiena e il respiro mozzato dall'afa equatoriale. Ho sentito il cuore schizzare in gola mentre veniva descritta la scena dell'omicidio e ho sentito il fuoco della rabbia divampare mentre la Polizia e i cittadini cercavano di insabbiare i fatti mettendo tutto a tacere.

Come Philip mi sono chiesta pure io cosa spinge una o più persone a scagliarsi contro un proprio simile solo per torturarlo fino a fargli esalare l'ultimo respiro.

L'unica risposta plausibile,  inconcepibile, che ho cercato  di  darmi è la follia, ma non è una risposta che posso accettare.

Femi Kayode, col suo primo romanzo, riesce a far centro, dando vita ad una storia mai scontata, ricca di suspense e azione, capace di coinvolgere il lettore con tutti i sensi, dalla vista al gusto, senza tralasciare emozioni per il propriocettivo.

Ottima la traduzione di Andrea Carlo Coppi che rende fluida e piacevole la lettura.

Consiglio questo romanzo a chi ama l'azione, i misteri e l'Africa, sicura che sarà una lettura interessante e ricca di spunti su cui riflettere.

Con la speranza che Kayode continui a scrivere altre storie avvincenti, vi auguro buona lettura.

Tania C.




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venerdì 2 aprile 2021

Recensione I DELITTI DI VIA MARGUTTA di Giancarlo Capaldo - Ed. CHIARELETTERE -

 




I DELITTI DI VIA MARGUTTA

Giancarlo Capaldo

Ed. Chiarelettere

Anno di uscita Novembre 2020

Formato Brossura

Collana Narrazioni

Pag. 256

€ 18

Ebook disponibile in tutti i principali store digitali


CONOSCIAMO L'AUTORE

Magistrato ora in pensione, è stato responsabile della Direzione distrettuale antimafia di Roma e del pool antiterrorismo, e autore di importanti indagini sull’eversione nera, i desaparecidos dell’America Latina, il sequestro di Emanuela Orlandi, la banda della Magliana, gli scandali della P3 e quelli di Finmeccanica e Telecom-Fastweb.

Sua grande passione è la scrittura con all’attivo, oltre a numerosi saggi, i libri Roma mafiosa. Cronache dell’assalto criminale allo Stato edito da Fazi Editore nel  2013,  in cui, partendo da un’interpretazione delle stragi del 1992-1993, racconta delle mafie insediatesi a Roma, e I delitti di via Margutta edito da Chiarelettere nel 2020.


TRAMA

 

Il primo romanzo di una serie del magistrato che ha indagato su tante pagine oscure della storia repubblicana.

Roma magnifica, sordida e corrotta, intrisa di inquietante bellezza. Politici, finanzieri, imprenditori, prelati, massoni, magistrati, poliziotti, agenti segreti, faccendieri, donne fatali e perverse. Tutto si tiene in un giallo che sorprende, protagonista una coppia di principi intraprendenti e un maggiordomo fedele e molto perspicace.

Lui è il principe Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia, infaticabile giocatore di golf, amante del pericolo e delle belle macchine, con l’animo da filosofo e qualche deragliamento di troppo in gioventù; lei, la bellissima e briosa Gloria Palazzoli, insofferente ai dettami dell’alta società. Insieme a loro, il fedelissimo Oliver, maggiordomo ma soprattutto compagno d’avventura, di scuola inglese, già alle dipendenze di Buckingham Palace. Un trio formidabile accomunato e movimentato  dalla stessa passione: cacciarsi nei pasticci a causa della troppa curiosità. 

È ben noto che Roma nasconde segreti inconfessabili, basta indagare un po’ negli ambienti di potere ed ecco venire alla luce qualche storia intrigante. 

I tre protagonisti si trovano coinvolti in una catena di delitti spietati che magistratura e polizia non  riescono a sbrogliare. Tra cene sontuose, soggiorni a Montecarlo, coppe di champagne e incontri imprevisti, il trio cerca di risolvere il mistero sull'identità dell’autore degli omicidi. 

Perché tutta quella violenza, da chi la verità è così ben custodita? 

Romanzo brillante e sorprendente in cui Capaldo non inventa nulla: le storie raccontate dalla sua penna lieve e felice sono vere o verosimili, anche se nomi, luoghi e tempi sono di fantasia. Conosceremo  personaggi complessi e controversi. Capiremo che sono legati da un filo sottile come la seta, ma forte come l’acciaio, perché non esistono i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, ma solo uomini e donne con i loro segreti, i loro tanti vizi e le loro poche virtù.



IMPRESSIONI


Intrighi politici, religiosi, di alta finanza, delitti, corruzione, belle donne. Sono alcuni dei principali ingredienti de I delitti di Via Margutta, il primo romanzo che darà il via ad una serie, nato dalla penna dell'ex magistrato Giancarlo Capaldo. Questo testo mi è stato offerto da Tommaso di Chiarelettere che ringrazio per la disponibilità che sempre mi accorda, accontentando le mie richieste o proponendone di interessanti.

<< A sera, Oliver prese carta e penna e appuntò diligentemente tutti gli elementi che Gian Maria elencava a lui e a Gloria per fare il punto della situazione. >>

Un giallo che, dopo una partenza un po' lenta e quasi scontata, coinvolgerà il giallista più sopraffino, nelle avventure dell'estroso  principe  Gian Maria Ildebrando Del Monte di Tarquinia, da me incarnato  nei panni di un affascinante Jude Law dandy (tendenziosa speranza di una serie tv...), ma nato dalla fusione delle caratteristiche di due persone realmente esistenti, conosciute da Capaldo. Ad aiutare il principe Gian Maria si affiancheranno Gloria, la bellissima ed elegante moglie ed Oliver, il fidato maggiordomo. Uno strampalato trio che si metterà presto sulle tracce di altri misteriosi omicidi.

<< Gian Maria si era sempre portato dentro il trauma della perdita del padre. Da lì traeva il coraggio e la voglia di sperimentare tutto, proprio tutto. Ma da lì derivava anchr un sentimento istintivo di voler riparare alle ingiustizie, di voler sistemare ogni cosa con un colpo da maestro... >>

Il principe, dopo aver vissuto alcune disgrazie che lo hanno quasi affondato, portandolo sulla via della perdizione e che ogni notte si ripresentano alla suo cospetto a tormentare la sua tranquillità sotto forma di fantasmi, si dedicherà completamente a far trionfare la giustizia, diventando un improbabile, indisponente investigatore dilettante, fuori dal tempo, dal mondo e dalla convenzionalità.

Sarebbe facile pensare che il suo stato di nobile rampante lo veda annoiato e senza stimoli e, grazie alle ingenti disponibilità economiche, sulle quali non elemosina, possa essere un bel passatempo giocare al ''flemmatico Poirot'', ma Gian Maria crede fermamente nel trionfo della verità e della giustizia, dedicandosi con passione alla causa  dell'investigazione. 

L'occasione per dar prova del suo acume e della sua destrezza si presenta durante l’evento del vernissage del pittore Boezio de Martin, tenuto in un atelier di Via Margutta e frequentato da personaggi di spicco della Roma bene odierna. 

Personaggi importanti del jet-set, della politica e dell'ecclesia, ognuno coi propri scheletri nell'armadio e col proprio bagaglio di ambiguità.

Proprio durante la cerimonia di presentazione, viene rinvenuto nel magazzino del sottoscala, il cadavere coperto di sangue della contessa Maria Ludovica Romano Della Gherardesca. 

Non è possibile che Luvi sia stata brutalmente assassinata in mezzo a quel trambusto!

Gian Maria, intimo amico della contessa, non si da pace e mille domande cominciano a tormentare la sua anima: chi e in che modo può aver macabramente ucciso la contessa, senza farsi scoprire? Soprattutto con quale movente?

<< Oddio >> si lasciò sfuggire il maggiordomo. << Una storia che ha dell'incredibile. >> ... << Ora cosa succederà, principe? >>.

Dopo vari tentativi le indagini delle forze dell'ordine sembrano arenarsi in un vicolo cul-de-sac, senza una pista valida e buoni indizi da seguire. Il caso sta per essere abbandonato a breve, il vociferare sembra essersi sopito e la vita sta per riprendere la routine quotidiana.

Ma Gian Maria non ci sta a far diventare l'amica Luvi un faldone tra i cold-case ingoiati dalle sabbie mobili dell'omertà di personaggi al potere.

Grazie all'aiuto della bellissima moglie e del maggiordomo, ma soprattutto grazie al ''vil denaro'', riuscirà ad aprire porte e portoni che sembravano murati, creandosi un varco verso la giustizia, cercando di evitare incidenti diplomatici con le indagini in corso. 

<< Questa è la giustizia, lo capisco ora che posso finalmente guardare lei negli occhi.  Lei ha creduto di far giustizia perché deteneva il potere.  Solo chi ha potere ha giustizia, perché  la giustizia è schiava del potere. >>

Fare giustizia sulla contessa è più importante del fine dei mezzi usati, lo sa bene il principe che non risparmierà nessuna mossa, a costo di modellare una verità di comodo, che metta in luce solo ciò che spesso si desidera sentirsi raccontare o non si desidera vedere. 

La trama e gli orditi, finemente intessuti da Capaldo, hanno dato vita ad un intrigante giallo che, tenendo allo strozzo la curiosità del lettore fino alla fine, farà scoprire, con un teatrale finale,  i segreti più scabrosi che si celano dietro alle luci della ribalta dell'aristocrazia della Roma bene del XXI Secolo.

Con una scrittura fluida e scorrevole, ricca di sfumature e di pathos, Capaldo ha imbastito nel romanzo, l'atmosfera nebulosa dei migliori gialli alla Poirot, regalando la speranza di nuovi e intriganti casi per la Premiata Ditta Investigativa di Gian Maria, Gloria e Oliver.

Un romanzo che consiglio soprattutto a chi cerca ''una marcia in più'', qualcosa di innovativo ma coinvolgente, pur rimanendo fedele ai cari vecchi '' Zia Agatha style''.

Buona lettura,


Tania C.



mercoledì 3 febbraio 2021

Recensione SAINT X di Alexis Schaitkin - Ed. BOMPIANI -




SAINT X

Alexis Schaitkin

Ed. Bompiani

Anno di pubblicazione 2020, febbraio

Traduzione Milena Sanfilippo

Formato Brossura con sovraccoperta

Pag. 384

€ 19,00

Ebook presente nei maggiori siti online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Alexis Schaitkin - foto da https://twitter.com/alexisschaitkin -

Alexis Schaitkin vive col marito e il figlio in Massachusset e si è laureata a Princeton.

Saint X è il suo primo romanzo ma all'attivo ha numerosi racconti pubblicati su prestigiose riviste.


TRAMA

La diciottenne Alison Thomas è bella, vivace, seducente non passa inosservata, attirando sguardi di desiderio e invidia, mentre cammina sulla sabbia bianca di una spiaggia caraibica.

Sta passando lussuose vacanze natalizie Sull’isola di Saint X insieme  ai genitori e alla sorellina Claire. Alla compagnia della famiglia preferisce quella di Edwin e Clive, i camerieri del resort dove alloggia coi quali  spera di vivere finalmente un’avventura notturna da adulta.

La sera prima della partenza l’avventura si trasforma in incubo, Alison è scomparsa. Dopo essere scivolata fuori dalla sua camera per andare a ballare non è più rientrata. Dopo alcuni giorni di ricerche, il suo corpo senza vita viene ritrovato nella laguna.

Ogni indizio sembra portare  sulle tracce dei camerieri, ma non bastano a incriminarli.

Alla famiglia Thomas non resta che tornare a casa senza aver trovato il colpevole, e soprattutto senza la loro figlia.

Anche  la vita dei due ragazzi è segnata per sempre.

Sopprimere i ricordi è impossibile per tutti. Passano gli anni.

La sorella Claire, diventata ormai  donna, incontra Clive alla guida di un taxi a New York: il chiarimento è inevitabile.

È giunta l’ora di scoprire la verità su ciò che quella notte  è successo ad Alison e soprattutto su quale era la vera identità di quella sorella adorabile e sfuggente.

Romanzo d’esordio di sopraffina indagine psicologica, Saint X incarna il congegno perfetto, una caccia all’uomo senz’armi che avvince e trascina fino all’inaspettato, commovente finale.


IMPRESSIONI



Saint X mi è stato gentilmente offerto in edizione digitale da Marta di Casa Editrice Bompiani che ringrazio per la gentilezza.

Mi aveva colpito subito la trama: un'isola caraibica, cocktail alla frutta, olio solare al cocco e una bella teenager che verrà ritrovata cadavere. 

Ad enfatizzare i fatti della storia, la suggestiva copertina è un altro punto a favore del romanzo. 

L' ipnotica rosa ''flamingo'', simbolo dei misteri contenuti, ' avvolta in un romantico tramonto su palma, fa da culla al titolo. Non può certo passare inosservata agli occhi esigenti di un lettore.

Un mix saporito di ingredienti esotici per un romanzo frizzante anni '90, quasi un'improbabile puntata ''noir'' di Beverly Hills.

<< Una ragazza cammina sulla sabbia.  Si trascina, come se non le importasse neanche un po’ di quando arriverà dov’è diretta. Al suo passaggio si girano tutti – i ragazzi, senza nasconderlo; gli uomini fatti, con più  discrezione; le donne, con  nostalgia (un tempo anche loro hanno avuto diciott’anni. >>

Alison Thomas è la tipica teenager americana: benestante, bella e alla ricerca della libertà. 

Non mancano gli scontri col padre che continuamente la esorta a mantenere un profilo basso, conscio degli sguardi bramosi che gli uomini di qualsiasi età le riservano.

I Thomas hanno anche una figlia di sette anni, Claire, che ammira ammaliata la sorella. 

La piccola è una bambina problematica, segnata da disturbi ossessivo-compulsivi ma sogna tanto di diventare bella come Alison, un giorno. Per Clairey, come la chiamano in famiglia, la sorella è un mistero, un '' segreto sussurrato all'orecchio ''.

Quel Natale la famiglia Thomas sta trascorrendo le vacanze nel lusso decadente dell'Indigo Bay, un resort che ha perso il lustro degli antichi splendori,  ubicato nell'immaginario arcipelago caraibico di Saint X, popolato da ricchi snob e  stelle di Hollywood ormai in declino, alla   ricerca di nuova visibilità.

Distese di finissima sabbia corallina, acque cristalline che scaturiscono da selvagge cascate spumose, cocktail colorati a base di  cocco e tanto relax.  

Il sogno di qualsiasi adolescente ma Alison trova tutto questo stretto, noioso, da vecchi. 

Per ''uscire'' da quella staticità fatta di sole e mare, fa quindi amicizia da subito coi ragazzi che lavorano come camerieri nel resort.

Clive-Gogo, il ''ciccione'' ed Edwin, lo ''smilzo'' sanno come divertirsi, soprattutto nella movida notturna di Saint X e nelle notti brave passate a Faraway Cay, l'isolotto di fronte, conosciuto come '' l'isola delle capre selvatiche ''.

<< Nella notte, Claire viene svegliata dal rumore di una chiave che sferraglia nella serratura. Mentre riemerge dai sogni, la porta si apre. Sua sorella attraversa la stanza in punta di piedi e s’infila sotto le coperte. All’alba Claire si sveglia e si accorge che il letto accanto è vuoto. Alison è in terrazza, fissa qualcosa in lontananza. A quanto pare sua sorella non dorme quasi più. >>

Per Alison rappresentano l'occasione giusta per diventare, finalmente, una donna.

Più di una notte la ragazza sgattaiola fuori della camera che condivide con la sorellina per andare alla ricerca dell'ebbrezza dei suoi diciotto anni insieme ai due ragazzi.

Claire pensa che ormai la sorella non dorma più.

Una mattina, dopo aver appurato che nemmeno quella notte Alison è rientrata, Claire avvisa i genitori che non danno troppo peso alla cosa: magari sta solo facendo una passeggiata.

Si ricrederanno ben presto, quando la polizia, dopo aver setacciato l'isola, dichiara che la ragazza è svanita nel nulla.

La doccia fredda arriva poco più tardi, quando in mezzo alla laguna , dei turisti ritrovano il corpo senza vita di Alison.

Tutti i sospetti ricadono da subito su Gogo e lo Smilzo, ma i ragazzi, per mancanza di prove concrete, non verranno mai indagati e alla famiglia Thomas non resta che rientrare a New York senza aver trovato il colpevole e con una figlia entrata nella macabro ristagno dei faldoni ''cold case''.

Vent'anni dopo, salendo su un taxy, Clairey diventata donna, ma solo nel corpo, cresciuta col mito ossessivo della sorella morta, riconosce nel tassista Clive.

Il lutto mai elaborato, riporta alla mente della donna i fatti accaduti sull'isola e il rammarico di non aver mai trovato un colpevole.

<< Di tanto in tanto, negli anni a venire, capitava che ricevessimo aggiornamenti dalla polizia. Un'ex cameriera dell'Indigo Bay si era ricordata di un dettaglio che poteva rivelarsi importante. >>

È giunta l'ora di fare chiarezza, di far sputare a Clive tutta la verità su quello che avvenne quella notte. 

Solo così riuscirà a mettere pace nella sua anima e finalmente andare avanti. 

Ma a quale prezzo?

Chi ha realmente ucciso Alison Thomas?

Chi ha fatto diventare il caso Alison Thomas una macchina lucrosa?

Riuscirà, Clairey, a risolvere il mistero che da vent'anni aleggia sulla sorella condizionando irreversibilmente la sua vita?

Immagino che a questo punto siate tutti curiosi di scoprirlo, ma, come zia Agatha insegna, l'assassino si scopre sempre alla fine, quindi non vi resta che partire per Saint X e compiere le vostre indagini personali tra una nuotata e un drink esotico.

Potrei azzardare a classificare il romanzo come un '' non giallo '', ma un caleidoscopio di generi da leggere in chiave personalizzata, sviluppando la trama del genere preferito a seconda dei gusti o dello stato d'animo del lettore o di ogni personaggio incontrato.

Gli spunti sono tanti, dal noir alla guida turistica, dagli accenni di un romanzo evolutivo mai arrivato, alle tinte di sottofondo rosa fino ad arrivare alla leggera sfumatura di giallo/thriller psicologico ma tutto collegato ad un circolo viziosamente creato ad hoc di menzogne travestite da verità e verità che si trasformano in menzogne.

Con questo romanzo d'esordio la Schaitkin ha fatto centro. Fuori dagli schemi, senza colpi di scena clamorosi ma ricco di dettagli ben strutturati, Saint X è un romanzo che scorre placido pur mantenendo viva l'attenzione del lettore, grazie anche ad una prima parte raccontata dalla Schaitkin che lascerà spazio, nella seconda parte, alla voce di una Claire adulta. 

Un'autrice fuori dall'ordinario, da seguire e inseguire, che saprà regalarci ancora nuove emozioni e nuovi misteri da risolvere.

Sperando di aver acceso la lampadina della vostra curiosità, vi auguro buona lettura e vi invito a seguirmi per altre nuove avventure work in progress...

Tania C.






venerdì 29 gennaio 2021

Recensione di IO NON TI LASCIO SOLO di Gianluca Antoni - Ed. Salani -

 







IO NON TI LASCIO SOLO

Gianluca Antoni

Ed. Adriano Salani Editore

Anno di pubblicazione  2021

In commercio dal 28 gennaio

Pag. 288 

Formato Brossura

Progetto Le stanze

€ 15,90


CONOSCIAMO L'AUTORE

Gianluca Antoni - foto dal sito di Salani Editore -


Gianluca Colantoni classe 1968, vive a Senigallia, svolgendo la professione di psicoterapeuta e psicologo.
Col romanzo Io non ti lascio solo, di cui sono già stati venduti i diritti cinematografici, ha vinto il premio Romics e il torneo letterario IoScrittore.

TRAMA

« Un’avventura emozionante in quel territorio di fantasia e di paura  che è l’infanzia, in cerca della soluzione di un mistero insolubile. Perché ogni infanzia è sempre una indagine, alla scoperta di se stessi.  Questo romanzo lo spiega con candore e poesia. »  

VIOLA ARDONE

 

«Avventuroso e imperdibile, vi sorprenderà.  Una storia piena di colpi di scena,  con una scrittura ritmata e scorrevole.  I personaggi sono molto appassionanti e il finale sorprendente.»  

SIMONA SPARACO

Per affrontare la paura non c’è cosa migliore che farlo insieme ad un amico. Ne sono ben consapevoli Filo e Rullo, due ragazzini, uno l’opposto dell’altro ma inseparabili. Decidono di scappare insieme, alla ricerca del cane di Filo, perso durante un temporale in montagna.

Il viaggio per ritrovarlo li spinge sino alla cascina di Guelfo Tabacci, un solitario montanaro , accusato dalla comunità di aver ucciso il figlio qualche anno prima.

La bravata della loro fuga lascia così spazio a inconfessabili segreti degli adulti.

Molti anni dopo, nella cantina di Tabacci, vengono ritrovati due diari, scritti proprio dai due amici, nelle cui pagine ingiallite viene rivelata la soluzione del mistero e un racconto, schietto e poetico, di un’estate durante la quale il destino dei ragazzi cambiò per sempre le loro vite.

Nello scenario dominato dai toni contrastanti dell’eterna innocenza e del buio del dolore, Gianluca Antoni miscela il pathos del giallo a quella di un romanzo di formazione.


LA PAROLA DELL'AUTORE

«Nel mio intento, Io non ti lascio solo vuole essere un inno alle fragilità e alle debolezze di ognuno di noi, e di quanto queste, se ben elaborate e gestite, rappresentino i nostri più grandi punti di forza. Ogni personaggio del romanzo rappresenta una parte di noi: quella razionale (Filo), quella emotiva (Rullo), quella pazza (Scacco), quella bambina (Ameliè), quella mostruosa (Guelfo), quella adulta (Il padre) e così via. Solo affrontando con coraggio le sfide e la faticosa avventura di crescere possiamo scoprire che la loro accettazione e integrazione è l’unica strada che ci permette di trovare l’armonia interiore e il benessere… e allora sì che si può piangere, da uomini veri.»


RECENSIONE

Pochi giorni fa mi hanno contattato Riccardo e Chiara di Casa Editrice Salani per presentarmi il nuovo progetto editoriale Le Stanze, in uscita con la prima pubblicazione il 28 gennaio 2021.

Questo progetto presenta una nuova linea di narrativa italiana e straniera atta a soddisfare ogni tipo di lettore per la vasta scelta di argomenti trattati.

La prima uscita, in commercio dal 28 gennaio, è il romanzo accattivante di Gianluca Antoni ''Io non ti lascio solo'' e coinvolgerà noi blogger a recensire le pubblicazioni che più attireranno la nostra curiosità. 

Ho scelto di recensire proprio questa prima pubblicazione della serie perché mi ha incuriosito la trama ammaliatrice che spazia dal giallo psicologico alle sfumature noir e rosa delle avventure incastonate in una splendida natura montanara che tanto mi ha ricordato luoghi a me cari che abbracciano zona in cui vivo.

Il personaggio chiave del romanzo è Birillo, il cane compagno di vita di Filo. La svolta della storia avviene proprio grazie a lui. Se non si fosse perso nel bosco, le avventure di Filo e Rullo non sarebbero mai esistite, probabilmente nemmeno la loro amicizia e il mistero che riguarda il burbero orco Guelfo,  sarebbe rimasto per sempre celato tra le macerie della sua cascina.

Io non ti lascio solo, principalmente narrato dalle voci infantili di Filo e Rullo affidate ai loro diari ,  inizia dalla fine, dove l'autore presenta i vari personaggi, introducendo l'inizio della fantastica avventura dei due amici e dei loro complici, avvenuta vent'anni prima.


<<  Ma su quella carriola, mentre li  portava di sopra, ha notato quanto fitta fosse quella scrittura. Di quella casa, e di Guelfo, il paese racconta le peggio cose. Racconta che Guelfo ha ucciso il figlio, e che nelle notti prive di vento si può ancora sentire il pianto di un bambino imprigionato. >>

La storia si apre intorno al 2020, nella meravigliosa cornice verdeggiante di un'imprecisato paesino di montagna, dal quale, nelle giornate limpide, si scorge il mare.  Dei muratori stanno lavorando al cantiere nei terreni dove, vent'anni prima, sorgeva la casa dell'orco: Guelfo Tabacci. I lavori riportarono alla luce due quaderni con la copertina usurata dall'umidità e dal tempo, ma ancora leggibili.

I quaderni, in realtà, sono due diari, uno nero che sul dorso  riporta il nome Filo e uno rosso che riporta il nome Rullo.

Il ragazzo che ritrova i diari, dopo essersi accertato che fossero ancora leggibili, a conoscenza dei fatti riguardanti Guelfo Tabacci, ebbe premura di consegnarli al brigadiere dei Carabinieri del paese. L'uomo, incredulo li lesse d'un fiato, poi li consegnò al maresciallo De Benedittis, ormai in congedo, che in quegli anni seguì la vicenda di Tabacci e dei due ragazzini scomparsi in paese pochi anni dopo il presunto assassinio di Tommaso.

<<  Il maresciallo prende il quaderno rosso. Legge le ultime righe e venti giri di una morsa gli schiacciano lo stomaco. Venti come gli anni passati da allora, che ripiombano attuali come se il tempo non fosse passato. >>

In un arco di tempo che, presumibilmente spazia dalla fine degli anni '90 sino ai giorni nostri, Antoni da vita ad un giallo nel giallo, talmente surreale ma così ben delineato e dettagliato da sembrare vero. Il coinvolgimento del lettore è totale e intenso che la lettura prosegue come fosse una puntata di ''Chi l'ha visto?'': una pagina tira l'altra per scoprire nuovi indizi e seguire con apprensione le vicende di Filo e Rullo.

Tutto ebbe inizio sul finire del '90. Guelfo Tabacci è un boscaiolo gigantesco, di poche parole e dai modi bruschi. Ama la moglie di un amore morboso, geloso alla follia, di una gelosia scaturita dal fatto che la moglie, dopo anni di matrimonio e un figlio, non sia mai riuscita ad innamorarsi di lui che l'aveva salvata da una famiglia che la opprimeva, per innamorarsi, invece, perdutamente del meccanico di un paese vicino.

La gelosia  accecò Guelfo talmente tanto da farlo diventare violento. Sempre più spesso le sue enormi mani procuravano lividi nel corpo e nell'anima di Adele. Rimasta incinta, la povera donna cercò di recuperare quel matrimonio prigione, non riuscendoci. Quando il bambino non aveva che pochi mesi, la situazione era diventata pesante per lei che, per salvarsi, decise di andarsene dalla casa di quell'orco. L'uomo si vide costretto a lasciarla andare, ma ad una condizione: avrebbe dovuto rinunciare legalmente al loro figlio Tommaso in cambio della propria libertà.

A malincuore, ma con la consapevolezza che Guelfo non avrebbe torto un capello al piccolo e che, non appena si fosse sistemata avrebbe fatto di tutto per ottenere l'affidamento del suo bambino, Adele se ne andò per cominciare una nuova vita col meccanico, l'uomo che amava ricambiata.

La donna provò in ogni modo a chiedere a Guelfo di farle vedere il piccolo, in fin dei conti lei era pur sempre la madre. Ma l'uomo fu irremovibile, fino al giorno che la donna lo minacciò di portarglielo via con la forza, dal momento che l'affidamento le spettava per legge. 

In quei giorni però, Guelfo si presentò dal maresciallo Giuseppe De Benedittis a sporgere denuncia della scomparsa di Tommaso.

Il bambino venne cercato ovunque, la casa fu messa sottosopra, i campi e i capanni della proprietà furono battuti a tappeto. Del bambino nessuna traccia e Tabacci sembrava non voler collaborare continuando a sostenere che il bambino era scomparso nel nulla, forse rapito da Adele. La donna estranea  ai fatti e l'atteggiamento ambiguo e violento di Guelfo, convinsero De Benedittis che l'uomo doveva aver ucciso il bambino e occultato il cadavere, ma non avendo ritrovato il corpo si vide costretto a far decadere le accuse e a chiudere il  caso. Passò il tempo e anche Adele smise di cercare il figlio, ritirandosi ad una vita fantasma: nessuno seppe più nulla di quella povera madre, ma in paese tutti continuarono ad additare  un Guelfo sempre più dispotico, solitario e scostante, come l'assassino del figlioletto.

Da quel giorno passarono circa dieci anni, Tabacci, ancora più chiuso in sé protetto dal suo aggressivo cane da guardia Diablo, continuò a comportarsi in maniera ambigua e la storia del piccolo Tommaso diventò leggenda in paese: nelle notti senza vento, dalla proprietà di Guelfo, saliva il pianto di un bambino tenuto prigioniero.

Teofilo, chiamato da tutti Filo, è un ragazzino di circa dieci anni, vive col suo amato cane Birillo e col padre alcolizzato. Era ancora piccolo quando rimase orfano di madre, ma lui continua a ricordare il dolce sorriso di quella donna smunta, dagli occhi vuoti e tristi. La mamma era malata, era stata tanto in ospedale e, nonostante il sorriso e l'amore che provava per Filo, c'era qualcosa che la turbava e non a causa della malattia.

Dopo la morte della madre cominciò ad avere grosse difficoltà a socializzare ma trovò in Birillo  e in Rullo due grandi amici, più importanti della sua stessa vita, che lo aiutarono ad andare avanti forte e coraggioso, ritrovando la vivacità che sembrava perduta.

<< Se ti importasse di me non avresti lasciato scappare Birillo. >>

Durante un temporale di montagna Birillo, che stava cercando i tartufi insieme al padre di Filo, si perse a causa del boato di un forte temporale, del quale ha sempre avuto paura.

Il padre cercò di calmare Filo invano, a poco valse il fatto che il temporale scoppiò all'improvviso prendendoli alla sprovvista. 

Per il ragazzino la colpa della scomparsa di Birillo era da attribuire solamente al  padre, che di nuovo in preda ai fumi dell'alcol, non aveva protetto il cane impaurito. 

Tutto era successo perché secondo lui il padre non lo amava. Se veramente gli fosse importato di lui, non avrebbe bevuto e avrebbe protetto Birillo. Invece non lo aveva fatto e Filo non poteva accettare la nuova e straziante perdita del suo fidato amico Birillo. Nemmeno il sostegno di Rullo avrebbe potuto aiutarlo.

Rullo è il migliore amico di Filo, un ragazzino timido e pauroso, vittima delle parole cattive e degli scherzi prepotenti dei compagni di scuola. Filo lo aveva salvato e da quel giorno erano diventati grandi amici, anche se spesso Filo non lo ascoltava. 

Rullo aveva paura del padre di Filo, lo aveva visto ubriaco una volta e si era nascosto sotto il letto per paura che gli mettesse le mani addosso. Ogni tanto Filo qualche sberla la prendeva e  Rullo per quanto poteva, cercava di consolarlo e aiutarlo insieme al cagnolino.

I due amici, poco dopo la scomparsa di Birillo, avrebbero dovuto partire con gli Scout per il campo estivo sulle montagne. Filo invece aveva già organizzato tutto, non sarebbero partiti, sarebbero invece saliti sulla montagna dove si era perso Birillo. Lo zaino era pronto: tenda, cibo, vestiario, qualche spicciolo e due quaderni sui quali avrebbero tenuto un accurato diario sugli sviluppi della ricerca.

<< La paura non passa come un raffreddore. >>

La reticenza di Rullo faceva sempre innervosire Filo che gli intimò, visto che era così pauroso, di restare a casa. Lui sarebbe partito ugualmente, da solo, sapendo che comunque l'amico avrebbe finito per seguirlo. Faceva sempre così Rullo, litigavano, ma poi erano più uniti di prima. Uno l'opposto dell'altro, tanto impavido e impulsivo Filo quanto remissivo e flemmatico Rullo, così legato all'amico nonostante i continui screzi e le opposte vedute. Due facce della stessa medaglia, diverse e complementari, legate dalla complicità dell'amicizia e dal rispetto   che provavano l'uno dell'altro.

Iniziò così il lungo cammino dei due amici, inerpicandosi sulla montagna, accampandosi in riva al fiume e arrivando al paese dove incontrarono il burbero Tabacci, sospettato di aver rapito Birillo.

Ad organizzare l'operazione per salvare Birillo dalle grinfie di Diablo e Tabacci, si aggiungeranno ai due ragazzini anche la bella Amelie, nipotina dell'ex medico condotto del paese che porta con sé il peso di un inconfessabile segreto e il generoso Scacco, il ''matto del villaggio'', un giovane uomo con problemi psichiatrici ma con un cuore immenso.

Dopo un primo tentativo di salvataggio di Birillo che vedrà Filo e Rullo a tu per tu con lo smagliante ghigno aguzzo  di Diablo e una strage di galline, il nuovo piano di Filo sembrava perfetto. 

Aiutati dal nobile animo del poetico Scacco, che sembra avere una particolare affinità con Diablo e  dalla piccola Amelie che farà da palo, attaccheranno il forte di Guelfo di notte, perlustreranno tutta la proprietà e quando avranno ritrovato Birillo si daranno alla fuga rientrando a casa. 

E l'avranno pure fatta franca con gli scout e i genitori, ne è sicuro Filo,  dall'alto della sua esperienza di  scout esperto e  dalle idee chiare.

Peccato che, come in tutte le operazioni ben pianificate, ci sia sempre un punto che fa acqua.  Filo e Rullo si cacceranno in un grosso guaio con Tabacci e coi Carabinieri, riportando alla luce sconvolgenti ed inspiegabili verità che sconvolgeranno la loro vita già abbastanza travagliata. 

Ogni azione,  ogni pensiero, ogni  dubbio ed ogni particolare verranno annotati nei loro diari, ben nascosti nella cantina di Guelfo fino al giorno del ritrovamento...

La storia di Filo e Rullo è la storia di un amore unico, raro e irripetibile, che va oltre la semplice amicizia. Un legame che li unirà per sempre, fondendo i loro cuori in un unico grande cuore pulsante,  impossibilitato a battere senza la linfa vitale scaturita dal legame dei due ragazzi.

L'autore, attraverso una scrittura fluida e semplice, accompagna il lettore lungo il percorso evolutivo delle avventure di Filo e Rullo coinvolgendolo in  salti temporali ben omogeneizzati col presente.

Trattando con una delicatezza genuina e sincera argomenti come la depressione, l'alcolismo e il difficile rapporto tra un padre vedovo alle prese con un figlio borderline e ribelle, sembra quasi che  ogni personaggio incontrato  prenda vita fuori dalla penna dell'autore, diventando un membro di famiglia o il nostro amico più caro. 

Si soffre, seguendo i ragazzi nel bosco, si suda freddo durante le peripezie a casa di Guelfo, si tiene il fiato sospeso durante le azioni di salvataggio guidate da Scacco e Amelie. Si sta in apprensione e scappano pure fiumi di lacrime, per la sorte di Birillo ma non mancano i momenti esilaranti quando i piani ben congegnati di Filo finiscono in situazioni tragicomiche con conseguenze piene di pathos e suspense.

Il colpo di scena finale libera il lettore da ogni congettura e tensione, mettendo in luce quanto la mente di un bambino possa vedere oltre la realtà, svelando verità invisibili agli occhi, ma da sempre nascoste nell'inconscio primordiale.

Filo conduttore di tutta la storia, come ha ben evidenziato  l'autore, è che il peso dell'influenza adulta ( decisionale, morale e normativa ) possa gravare/condizionare irreparabilmente sulla personalità presente e futura dei figli, scatenando nelle loro menti meccanismi di difesa e compensazione dopo importanti perdite/lutti.

Sospesi tra il cielo e la terra odierni ma circondati dall'atmosfera di un regno d'altri tempi, l'avventura surreale di Filo e Rullo vi terrà incollati alla poltrona fino alla fine, dal sapore dolce amaro, come la verità.

Consiglio questo romanzo non solo ai più giovani, ma anche agli adulti, in particolar modo ai genitori, per comprendere meglio quanto, dietro ad una apparente fragilità, siano forti e coraggiosi i bambini grazie alla loro tenera ingenuità che gli permette di vedere il mondo con gli occhi puri e schietti dell'innocenza. 

Quella purezza che verrà meno quando si entrerà nella consapevolezza del mondo adulto.

Ringrazio Riccardo e Chiara per avermi inviato la copia di Io non ti lascio solo ed avermi dato la possibilità di vivere questa nuova avventura introspettiva. 

Auguro a tutti voi una buona lettura dopo l'acquisto del romanzo, ricordandovi che è presente in tutte le librerie e nei principali store online. 

Ne vale veramente la pena, parola di scout...

Tania C.








 





Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...