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mercoledì 13 febbraio 2019

Recensione de LA CITTA' DI IRAM di Younis Tawfik - Febbraio, love is in the air -

LA CITTA' DI IRAM

Younis Tawfik
Ed. Bompiani 2002
pag. 137
euro 12,00
Copertina flessibile


CONOSCIAMO L'AUTORE



foto dal web

Younis Tawfik è un autore iracheno, naturalizzato italiano, nato nel 1957 a Mosul (Ninive - Iraq -). Conseguì la laurea in Lettere presso l'Università di Torino, dove iniziò a collaborare con le maggiori testate giornalistiche quali Il Messaggero, La Stampa e Il Mattino. Divenne docente di lingua e letteratura araba presso l'Università di Genova, e Presidente del Centro Culturale Italo-Arabo ''Dar Al Hikma'' a Torino.
La Straniera, pubblicato nel 1999 da Bompiani, è il suo romanzo d'esordio, seguito da La Città di Iram, Il Profugo, da La Sposa ripudiata e La Ragazza di Piazza Tahrir nel 2012.
Ricevette,  oltre al Grinzane Cavour, numerosi riconoscimenti come il Premio Internazionale Ostia, il Premio Rhegium Julii, il Premio Fenice-Europa, il Premio Giovanni Comisso e il Premio Via Po come opera esordiente. Nel 2002 la Città di Torino gli assegnò il Premio Bogianen, riconosciuto ogni anno, ad una personalità di nascita o adozione piemontese.

TRAMA

Isabella, ma si narra che fu chiamata anche Bella o Jamila, è una donna italiana che sta rischiando di annegare nel vortice doloroso di un amore perduto.
Persa nelle dolci carezze del vento marino della sera, non riesce a dare risposte alle mille domande che le affollano la mente. Ma sarà proprio dietro alle onde increspate dal vento che, "come un immenso libro antico" si apre agli occhi del lettore, Isabella troverà alcune risposte ai suoi interrogativi, proseguendo in un lungo percorso che la porterà oltre quel mare, in Marocco.
Sarà durante un lungo viaggio attraverso il Marocco che la donna riuscirà, finalmente a dare una risposta ai suoi perchè , a ritrovare se stessa e il senso della vita.
La città di Iram è il luogo immaginario della conoscenza e della saggezza; un luogo pronto ad accogliere e a spalancare le sue porte a chiunque sappia ascoltare l'altro da sé.


IMPRESSIONI


Chi mi conosce, anche solo un pochino, sa quanto io ami il Marocco. Un amore che mi ha spinto a riempirmi il cuore e gli occhi di quella immensa terra per dieci volte. Dieci viaggi. Viaggi nati dalla voglia di conoscere una terra che mi ha affascinato sin da bambina. Viaggi in cui ritrovare me stessa dopo periodi difficili. Viaggi in cui sentirmi a casa, protetta da tramonti infuocati e dal vento che profuma di menta. 
Divorando in poco più di un'ora questo romanzo, che potrei definire poesia pura, ho rivisto in me Isabella. Una donna che ha vacillato per un istante, ma ha saputo reagire e ritrovare se stessa tra le proprie ceneri.


"Avrei voluto avere una vita serena, un amore e una famiglia. Avrei voluto vedere il mondo con gli occhi del sorriso"

Isabella è una giovane donna che custodisce il sogno di formare una bella famiglia col fidanzato. Ma il destino ha altri piani in serbo per lei. Un giorno, quasi di passaggio, il fidanzato Carlo la informa  che, a causa delle conseguenze di un tradimento estivo con la migliore amica della donna, si vede costretto a lasciarla.
I sogni e le aspettative della donna si infrangono come vetro sul pavimento, lasciandola in uno stato di totale apatia. Una sera, mentre sta guardando il mare increspato dal vento, persa tra mille perchè senza risposta, Isabella, decide che è arrivato il momento di reagire, di partire per cercare quelle risposte che non trovano luce nella nebbia dei suoi pensieri. 

"Quante volte avevo sognato di perdermi in un mondo diverso dal mio, di immergermi nel suo calore e di impossessarmi del suo profumo. Un mondo capace di emozionarmi. Era arrivato il momento di concedermi, anche al rischio. Volevo essere rapita dal caldo vento del deserto, assorbita dalla luce misteriosa del mattino e avvolta dal manto della sabbia ardente"

E' arrivato il momento, per Isabella, di partire verso il Marocco. Prima tappa nella città del vento e dei sogni: Essaouira. La città, a picco sull'Oceano, con le sue case bianche e le persiane azzurre, ispirazione per pittori e artisti dall'aria un po' hippie, fa da sfondo alla nascita di una nuova consapevolezza per la donna. Tra le sue spiagge dorate incontra un pittore marocchino al quale chiederà di farle un ritratto. L'uomo accetta, a patto che Isabella non metta limiti al tempo di conclusione del ritratto.

"Marrakech cattura lo sguardo e muta lo spirito, tu puoi smarrire la via, ma la città non ti perde mai."


Marrakech - Il mio Marocco - foto personale

Così, tra un te alla menta, una passeggiata per i vicoli delle città marocchine e le dune del Sahara, prende vita tra i due, un legame che va oltre il rapporto pittore-modella. Un sentimento profondo, un confronto tra due mondi e due culture così differenti, sfocia in un'attrazione molto più che fisica che segnerà per sempre la rinascita fisica e spirituale di Isabella.


Dune di Merzouga, Erfoud - Il mio Marocco - foto personale

"Tu sei straniera in questa terra, ma se impari ad amarla condurrà i tuoi passi e i suoi elementi saranno tuoi alleati"

L'autore ha saputo, con uno stile dolce, semplice e poetico, trasmettere l'amore in tutte le sue forme. L'Amore, con la A maiuscola, quello tra due persone, quello verso se stessi, che ci spinge ad andare avanti nonostante tutto, quello grande e infinito verso un luogo, uno stato, lo stato dell'anima ...
Tawfik, con la magia che ha nascosto tra le pagine del suo romanzo, mi ha aperto il cuore e l'anima, non solo verso una terra che gia conoscevo e amavo, ma verso tutto il bello  che non si rivela subito agli occhi, che va cercato tra la gente, tra i vicoli stretti della medina o in un caldo bicchiere di te alla menta.



Un te alla menta nella valle dell'Ourika - Il mio marocco - foto personale


Il romanzo mi rimanda ad un succoso frutto, il melograno. Bello rosso, dalla scorza un po' dura e difficile da sbucciare, ma che rivela al suo interno succosi chicchi di dolcezza. Dolci come l'Amore che sta intorno a noi ...

"La pace era dentro di me. Avevo appreso che si poteva amare senza interessi e senza progetti. Avevo amato l'amore, avevo imparato ad amare la vita, in ogni sua forma."

Buona lettura Tania C.






sabato 26 gennaio 2019

Recensione di UNA SCONOSCIUTA A TANGERI


UNA SCONOSCIUTA A TANGERI
Christine Mangan
Ed. Piemme pag.307
Euro 19.50 copertina rigida
Ebook disponibile
Prima edizione ottobre 2018

CONOSCIAMO L'AUTRICE

Christine Mangan è un’autrice al suo primo romanzo. Laureata in letteratura inglese con una tesi sulla narrativa gotica del diciottesimo secolo, al suo esordio con Una sconosciuta a Tangeri, vede aprirsi le porte del grande schermo con Scarlett Johansson come protagonista. Il suo romanzo, conteso da undici editori americani e venduto in più di venti Paesi, è stato definito da Vogue <<Atmosferico e intenso come il talento di Mr. Ripley>>

TRAMMA

‘’Mi ero sbagliata : riguardo al passato, riguardo alla scatola, chiusa. Ormai ne ero certa ‘’

Marocco, per la precisione Tangeri, 1956. La città è nel pieno del suo quotidiano fervore, un’esplosione di luci, colori e profumi speziati che si mescolano a personaggi di ogni sorta, dai seducenti perdigiorno in cerca di turisti da raggirare, ad indomiti avventurieri sbarcati in Nord Africa in cerca di una nuova dimensione.
Alice è una donna americana, emigrata in Marocco col marito John, lasciandosi alle spalle un passato turbolento. Vive la sua vita in silenzio, nascosta tra le mura di casa , protetta dal turbinio di vite del mondo e da un passato ingombrante e poco chiaro, dietro alla finestra della sua nuova casa.
Il sottile equilibrio dell'apparente serenità di Alice comincia a vacillare quando, tanto inaspettatamente quanto prepotentemente, irrompe nella sua vita africana il passato. Un passato che ha un volto e un nome: Lucy. Amata/odiata amica dei tempi del college. L’amica affascinante e ammaliatrice, gelosa e possessiva, che conosce perfettamente ogni sfumatura e ogni debolezza del suo carattere. 
La sorpresa del ritorno Lucy, dopo tanti anni di silenzio, fa, per un attimo, dimenticare ad Alice tutto il passato, la sofferenza e il momento tragico che ha messo fine alla loro morbosa amicizia.
Alice è una persona fragile, a differenza di Lucy, non riesce ad integrarsi nella sua nuova vita in Marocco. E’ insicura, il suo matrimonio, all’apparenza felice, sta crollando sotto il peso di incomprensioni, umiliazioni, rassegnazioni e menzogne. 
Lucy la conosce fin troppo bene, sa tutto quello che sta passando e ne approfitta per manipolare l'amica, approfittando del ritrovamento del cadavere di John. E’ proprio durante la tragica scoperta della morte del marito che il passato di Alice  irrompe nelle loro vite violentemente. Quel passato che Alice aveva disperatamente cercato di dimenticare e che diventa un’arma tra le mani dell’ammaliatrice Lucy, la quale, approfittando del momento di disperazione, cercherà di unire per sempre a lei, come ai tempi del college, l’amica.

Per Christine Mangan si tratta del primo romanzo. Scelta non facile il thriller, e altrettanto impegnativa l’ambientazione tra le strette viuzze della medina di Tangeri. Un dedalo di colori, profumi e suoni che possono stordire chi si avventura per la prima volta in una città marocchina, non percependone, di primo acchito, il fascino avvolgente e sinuoso che solo le città del Marocco hanno. Due donne protagoniste, Alice, dal carattere mite, riservato e remissivo, dolce, come i paesaggi del Marocco; Lucy, affascinante ammaliatrice, sempre allegra e vitale, spirito camaleontico che si ben si adatta tra luci ed ombre della caotica medina di Tangeri.
Ad accomunarle è un passato tragico e torbido, che le ha viste unite da un legame che va oltre l’amicizia, per poi diventare quasi due estranee, divise da un lungo periodo di silenzio e da un Oceano tra due continenti così diversi tra loro, proprio come Lucy ed Alice.
La storia, narrata in prima persona dalle voci alternate di Lucy e Alice, conduce il lettore tra i colori e le grida del souq, il mercato della medina di Tangeri, nei piccoli locali dove si beve te alla menta e si fuma il narghilè, potendo quasi percepire il profumo fresco e frizzante della menta marocchina e i voluttuosi effluvi delle spirali di fumo fruttato del narghilè. 
Vicolo dopo vicolo, si arriva al cuore pulsante della città, un luogo dove mille sentimenti ed emozioni si scontrano, dove il sole non penetra, lasciando padrone il buio che nasconde ogni cosa, così come fosse il cuore dell’amicizia morbosa, gelosa, malsana, protettiva e avvolgente tra le due donne …
Riuscirà Alice a divincolarsi dai tentacoli di Lucy? Riuscirà Lucy a trovare pace e un amore pulito, puro che la faccia sentire finalmente felice? Lo scoprirete tra le pagine di Una sconosciuta a Tangeri.

Tipica finestra marocchina

IMPRESSIONI

Oltre ad essere una lettrice, sono anche una viaggiatrice. Il Marocco lo porto nel cuore sin da bambina. Crescendo ho potuto coronare il sogno di visitarlo. Ben dieci volte, e ogni volta scoprendo qualcosa di nuovo e di bello, che mi appagava cuore e vista. Ho iniziato ad appassionarmi alla sua storia, alle sue tradizioni, leggendo tutto quello che poteva farmi viaggiare con la mente attraverso le Capitali Imperiali, attraverso il Sahara o le montagne dell’Atlante, per poi tuffarmi nell’azzurro gelido dell’Atlantico. Durante una delle mie visite rilassanti in libreria mi è saltata subito all’occhio la sovra copertina sinuosa e sensuale, che quasi vuol lasciar trapelare i suoi segreti celati tra le mille mashrabiyya (le gelosie) di Una sconosciuta a Tangeri.  Grazie al mio fidanzato, lettore infaticabile pure lui, ne ho avuto una copia in regalo.
Non ho iniziato a leggerlo subito, sentivo che dovevo dedicarmi totalmente a quelle pagine, senza distrazioni e con attenzione. Il suo tempo è arrivato i primi di dicembre, al rientro di una gita a Milano, accovacciata al caldo, nel sedile di un pullman. L’atmosfera nebbiosa e grigia di una Milano pre natalizia, caotica e rumorosa mi ha aiutata a calarmi tra quelle pagine, quasi come fossi stata tra i vicoli stretti e chiassosi di una medina …
Lo stile narrativo del romanzo è abbastanza scorrevole, con lampi poetici che compensano qualche lacuna descrittiva, dove, forse, l’autrice avrebbe dovuto approfondire un po’ di più evitando di cadere nella prevedibilità del racconto. Nonostante tutto, la storia va avanti da sola, arrivando al finale, forse un po’ scontato ma che potrebbe aprire nuove ed interessanti porte.
Abbinare questo thriller ad una pietanza è piuttosto facile per chi, come me, conosce bene il Marocco, le sue tradizioni e la sua cucina. Tra le mille golose pietanze, più o meno speziate, abbino Una sconosciuta a Tangeri alla zuppa Harira, una zuppa di lenticchie, ceci e carne che si gusta alla fine delle giornate di digiuno del Ramadan assieme ad un biscotto dolcissimo, la chebakia, a base di miele, sesamo, aceto e spezie. La zuppa calda ricorda l’avvolgente calore della città, le spezie la briosità di Lucy, mentre il miele la dolcezza e la fragilità di Lucy.

Buona lettura
Tania C.

Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...