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lunedì 8 febbraio 2021

Recensione L'ICKABOG di J.K. Rowling - ADRIANO SALANI EDITORE -

 



L'ICKABOG

J.K. Rowling

Ed. Adriano Salani Editore 

Traduzione Valentina Daniele

Illustrazioni a cura dei vincitori del Torneo per le illustrazioni dell'Ickabog

Anno di pubblicazione 2020

Pag. 320

Formato Cartonato con sovraccoperta

Collana Fuori collana

Genere Narrativa straniera bambini, ragazzi

€ 19,80

Ebook presente nei maggiori store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

J.K. Rowling - foto dal sito https://www.salani.it/autori/j-k-rowling 


J.K. Rowling è l'autrice della storica saga Harry Potter. I libri pubblicati tra il 1998 e il 2008 sono sette e sono stati tradotti in più di 70 lingue, vendendo più di 500 milioni di copie in tutto il mondo e trasposte in otto film di successo.

Grazie al suo prezioso contributo alla letteratura per ragazzi le è stata conferita l'onorificenza all'ordine dell'Impero Britannico (OBE) tra le quali il Premio Principe delle Asturie, la Legion d'onore francese, il Premio Hans Christian Andersen.

La Rowling è sostenitrice di molte cause benefiche tramite la sua fondazione Volant. Fondatrice e presidente dell'ente di beneficenza internazionale per l'infanzia Lumos, si batte per un mondo privo di orfanotrofi e per fare i modo che tutti i bambini crescano al sicuro.


TRAMA

<< Alto come due cavalli, occhi infuocati, artigli affilati come rasoi. L'Ickabog sta arrivando... >>

C’era una volta il minuscolo regno ricco e prosperoso di Cornucopia, famoso per gli ottimi vini, i golosi dolci, le salsicce succulente e i suoi formaggi.

A regnare sul trono vi è un cordiale sovrano, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono oziose dilettandosi tra banchetti sontuosi e battute di caccia, sempre in  compagnia dei suoi fidati  lord Scaracchino e Flappone.

Tutto è perfetto… O quasi.

Una leggenda narra, infatti, che  un terribile mostro è nascosto nelle Paludi del Nord. Chiunque abbia un po’ buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma è risaputo che  le leggende sono strane e a volte si animano di vita propria…

Quando la leggenda diventa realtà, saranno i due piccoli amici, Robi e Margherita ad imbarcarsi in un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero Ickabog. 

È l’unico modo per riportare  felicità  e speranza a Cornucopia.

Una fiaba fantastica,  scaturita dalla magica mente di  una delle più grandi narratrici di sempre, sul potere della speranza, dell’amicizia e della verità e il loro trionfo a dispetto di ogni sventura. Una storia che piccoli e grandi lettori vorranno leggere e rileggere in una preziosa edizione regalo, arricchita dalle bellissime illustrazioni a colori dei giovani vincitori del Torneo per le illustrazioni dell’Ickabog.


IMPRESSIONI

Quando uno dei tuoi autori preferiti sta per uscire con una nuova pubblicazione inizia lo stillicidio del conto alla rovescia fino al giorno della messa in vendita. Se poi sei uno dei migliaia di ''nipoti'' di zia J. Ro' l'attesa prende tutto un altro sapore, soprattutto se prossima al Natale.

Quest'anno la Rowling ci ha fatto un bel regalo pubblicando L'Ickabog, edito da Adriano Salani Editore, una favola magica, solo all'apparenza per bambini. 

Inutile dire che in prossimità dell'uscita ho chiesto subito a Riccardo di Salani di poterlo recensire e, grazie anche alla gentilezza di Chiara, ho ricevuto una bellissima copia omaggio che ho letteralmente divorato durante il Natale. Dedico loro un grazie immenso e tutta la mia riconoscenza per questa opportunità.

Il romanzo si presenta in una veste elegantissima, in formato cartonato con una sovraccoperta che sembra ''gommata''. 

Immersi in un vellutato color del mare e del cielo, titolo e autore, nel loro font  fiabesco color oro, spiccano tra  piccoli Occhi di Fatima e oggetti che identificano i personaggi della storia.

Già da sola la copertina vale un dieci, ma è aprendo le pagine di carta candida che è celata una delle meraviglie: le fantastiche illustrazioni a colori dei bambini vincitori del Torneo per le illustrazioni dell'Ickabog. Tra tutti i bambini, artisti provetti, che hanno partecipato coi loro capolavori al concorso, tra le prime pagine c'è anche quella del piccolo Alessandro Sanguinetti di La Spezia, la mia città, e questo mi rende veramente orgogliosa. 

Sono rimasta piacevolmente stupita e ammiro l'abilità artistica di questi bambini. Hanno fatto dei disegni che sono vere opere d'arte, mai avrei immaginato che fossero così bravi a cogliere l'anima di ogni personaggio e di ogni ambientazione descritti nel libro. 

Come ho già detto, l'Ickabog è una lunga fiaba, di quelle da leggere insieme ai bambini, davanti al camino nelle serate ventose e fredde, o nelle calde notti estive sotto le stelle, ma con un significato che serve a far riflettere gli adulti. 

Nato tra un romanzo e l'altro di Harry Potter, la Rowling ne leggeva qualche pagina ogni sera ai figli, per poi archiviarlo, incompleto, in soffitta in attesa di tempi migliori. 

Il tempo di riprendere la penna in mano e dare un finale alla storia arrivò durante lockdown,.  

Pubblicato dapprima online ad uso delle scuole, pochi giorno dopo l'uscita in libreria in contemporanea mondiale, finì  ai primi posti nella classifica dei libri più venduti a Natale.

La storia mi ha talmente coinvolta che io stessa, come i personaggi che vi presenterò tra poco, mi sono messa sulle tracce dell'Ickabog, documentando ogni mio passo.

C'era una volta, nel Regno di Utopia...

No, quella è un'altra storia, ma nemmeno tanto diversa!

C'era una volta, nel perfetto Regno di Cornucopia, Re Teo il Temerario. Vanitoso e credulone, amante degli agi e del bel vivere, Re Teo era un povero burattino bonaccione manovrato dai fili dei suoi perfidi consiglieri: i Lord Scaracchino e Flappone.

Come in tutte le sue opere, la Rowling ha plasmato nei nomi dei personaggi il tratto dominante del loro essere, enfatizzandoli o ridicolizzandoli a seconda dell'aspetto fisico.

Re Teo il Temerario in realtà, altro non era che uno sciocco  piagnucolone narciso, impaurito dalla sua stessa ombra. Dall'aspetto impeccabile, sembrava un figurino inguainato negli splendidi abiti cuciti appositamente per lui dalla sarta personale, la signora Di Maggio. Amava deliziarsi delle paste più soffici e leggere di tutta Cornucopia, sfornate dalla pasticcera di corte, la signora Raggianti, moglie di una delle sue guardie reali.

Lord Scaracchino, alto magro, con una lunga appendice nasale, egocentrico, bugiardo e furfante, era ben rappresentato dal suo nome,  che rimanda ad uno scarabocchio. Fedele solo a se stesso e al vil denaro, cercava di approfittare della benevolenza del Re e dei cittadini per arricchirsi, impoverendo la città. 

Flappone: 

<<  Rubicondo e molto grasso; meno intelligente di Scaracchio ma comunque più del Re >>

Una delle qualità di Flappone era quella di essere un abile manipolatore, capace di manovrare il Re per ottenere per i suoi scopi personali.

Nelle paludi, seguendo le tracce dell'Ickabog - foto personale -

Nel regno felice di Cornucopia però da un po' di tempo stavano succedendo cose atroci. Un contadino portò all'attenzione di Re Teo e dei due fedeli Lord che lassù a nord, nelle Paludi, l'Ickabog si era appena divorato le pecore e il suo cane.

Se il Re non avesse preso provvedimenti, l'Ickabog, un orribile drago gigantesco dagli occhi gialli, assetato di sangue, sarebbe presto arrivato a Chouxville, la loro città, per divorare animali e abitanti!

<< Alto come due cavalli, occhi infuocati, artigli affilati come rasoi. L’Ickabog sta arrivando… >>

Tutti conoscevano la leggenda e la canzone dell'Ickabog, ma nessuno lo aveva mai visto anche se sapevano di quanto aggressivo e pericoloso fosse.

Ovviamente Lord Scaracchino e Flappone non credettero ad una parola del contadino ma, approfittando dell'occasione di poter manipolare a loro interesse il Re, decisero che sarebbero partiti alla ricerca dell'Ickabog e lo avrebbero ucciso. Ovviamente i piani erano ben diversi, ma questo non potevano certo raccontarlo al Re!

Lungo la strada che porta alle Paludi si scorgono le prime tracce dell'Ickabog - foto personale -

Diviso tra la codardia e il miraggio di fama e gloria, Re Teo, istigato dai suoi consiglieri, decise di partire per le Paludi insieme ai suoi fidati e ad un gruppo di guardie reali.

Naturalmente tutta la città si prese burla di quel Re credulone. Solo i bambini vivevano nel terrore che un giorno l'Ickabog potesse rapirli per mangiarseli, se non si fossero comportati bene.

Tra questi bambini spiccano Margherita Di Maggio, figlia della sarta privata del Re e del falegname e Robi Raggianti, figlio della pasticcera di corte e della coraggiosa guardia reale. 

Dovete sapere che Robi e Margherita erano grandi amici. Il falegname Di Maggio intagliò pure un piccolo Ickabog di legno per Robi, proprio per esorcizzare la paura infondata di un mostro inesistente. La signora Raggianti, invece, deliziava la piccola Margherita, nel frattempo rimasta orfana di madre  a causa dell'avidità di Re Teo, con le sue divine Celie celesti, dolce prelibatezza riservata al Re e ai suoi perfidi scagnozzi o ai più abbienti.

Quando Lord Scaracchino convinse il Re a partire per le Paludi alla ricerca dell'Ickabog, fu allestita una squadra di guardie forti e coraggiose, pronte a difendere Cornucopia. Tra loro c'era anche Raggianti,  il padre di Robi.

Chi si nasconde dietro al fosco della macchia paludosa? Sarà forse l'Icabog? - foto personale -

Arrivati nelle Paludi, avvolte in una densa nebbia salmastra, la spedizione si trovò davanti a spaventosi grugniti provenienti da una folta macchia scura. Mentre tutti cercavano di nascondersi in preda alla paura, pensando all'Ickabog, lo scaltro Scaracchino e il goffo Flappone capirono all'istante che quei lamenti provenivano dal cane del pastore rimasto impigliato per giorni nel fosco della palude. Ma dopo che l'ebbero liberato successe che ''l'indomito'' Re Teo si incagliò nelle sabbie mobili, a tu per tu con l'Ickabog!


 
Sono sulla pista giusta, ecco l'impronta fresca dell'Icabog - foto personale -

Tanta fu la paura di Re Teo, che perse gli stivali e la spada dalla preziosa elsa costellata di rare gemme, rovinandosi irrimediabilmente il nuovo vestito da caccia, cucito per l'occasione. 

Lord Flappone, nel trambusto, fece partire un colpo dal suo fucile, uccidendo la guardia Raggianti.

<< La palude era il posto più inquietante che avessero mai visto, selvaggio, deserto e desolato. >>
J.K. Rowling - foto personale -

Tra le urla di Re Teo e il fuggi fuggi generale, Scaracchino non si lasciò sfuggire l'occasione per trarre vantaggio dalla disgrazia dell'omicidio, se pur ''involontario'', della guardia.

Tornato a Chouxville, avrebbe annunciato al popolo che l'Ickabog, dopo un duro scontro con Re Teo, aveva dilaniato e ucciso il povero Raggianti, il quale perì da eroe in difesa del Re e del suo popolo.

La salma, prontamente coperta per non far scoprire l'ignobile inganno, sarebbe stata esposta nella sala azzurra del Castello e il figlio di Raggianti sarebbe stato insignito di una medaglia al valore in memoria del padre. 

Un piano perfetto! E avrebbe pure avuto un bel risvolto economico per le sue tasche.

Lord Scaracchino, con la complicità di Lord Flappone tesse tutte le trame di questo piano macchiavellico per arrivare a spillare soldi al popolo imponendo tasse per la difesa dall'Ickabog, ingrassando invece le proprie casse e raggirando pure l'allocco Re Teo, compiaciuto e ancora impaurito per aver combattuto una battaglia ''immaginaria'' con l'Ickabog.

<< Bugie su bugie su bugie. Quando cominci a mentire non puoi più smettere, e poi è come essere il capitano di una nave che fa acqua da tutte le parti, sempre a tappare buchi per non affondare. >>

Da quel giorno la reazione a catena di un circolo vizioso di piccole e grandi bugie innescato dal consigliere del Re, iniziò a ripercuotersi con nefaste conseguenze su tutta Cornucopia, dalle Paludi fino a Chouxville, ridotte in povertà a causa delle ingenti tasse anti Ickabog pretese. L'unica isola ancora felice e apparentemente prospera era il castello, dove un ignaro Re Teo, sempre più manipolato, continuava a  compiacersi della bontà d'animo dei suoi Lord e di se stesso.

Se non fosse stato per la morte ingiusta di persone innocenti, avrei trovato la situazione alquanto comica. 

Un compiaciuto Re Teo, un babbeo inguainato in calzamaglia di seta e vesti di broccato, davanti allo specchio ad impomatarsi i baffi, decantando le sue doti di abile guerriero, mentre Scaracchino e Flappone ingrassano alle sue ignare spalle! Uno spasso come nei migliori film di Totò.

È incisiva l'abilità della Rowling  di raccontare, invogliando alla   riflessione bambini e adulti sul male, pur mantenendo toni lievi e spesso esilaranti.

Il piano di Scaracchino era quello di soggiogare il popolo facendo leva sulla paura dell'Ickabog, che fino ad allora nessuno aveva mai visto.

Sulle tracce fresche dell'Ickabog, verso la sua tana, riuscirò a scovarlo? - foto personale -



Ogni giorno inventava nuovi avvistamenti del mostro e nuove tasse da spillare con l'inganno al popolo ridotto allo stremo. Il fiorente regno di Cornucopia era diventato l'ombra di sé stesso, ma dell'Ickabog nessuna traccia. 

Rimasti soli a causa della tirannia dei perfidi Consiglieri, saranno Robi e Margherita, aiutati di Marta e Bernardo, a partire per le Paludi con l'intento di smascherare definitivamente gli intrighi di corte sull'esistenza dell'Ickabog e vendicare la morte ingiusta del padre di Robi e di Bernardo Blatta.

Legati da una profonda amicizia e dall'amore per la propria terra, il quartetto, si troverà presto ad affrontare mille difficoltà che metteranno in pericolo la loro vita. 

La strada da percorrere è dura e impervia, non lascia scampo, se poi ci si mette anche l'Ickabog che li vuole mangiare, ai ragazzini resta poca scelta: arrendersi e morire dopo aver tentato di salvare il regno o provare a diventare amici dell'Icker...

Alla fine, dopo un lungo viaggio nelle Paludi, ho trovato il mio Ickabog, che se se stava comodamente rilassato a leggere... - foto personale -

<< La parola ‘Ickabog’  deriva da ‘Ichablod’ che significa ‘senza gloria’ o ‘la gloria se n’è andata’. Credo capirete perché ho scelto questo titolo quando avrete letto la storia, in cui sono trattati temi che mi hanno sempre interessata… >>

Con queste parole, prefazione della stessa Rowling, finisco il mio personale racconto e viaggio alla ricerca dell'Ickabog.

Questa lunga fiaba è un concentrato di spunti di riflessione che ruotano attorno ai sentimenti: amicizia, lealtà, generosità ma soprattutto la paura, in ogni sua forma.

Quali sono gli effetti che la paura dell'ignoto e del ''diverso'' hanno sulla collettività? 

Leggendo, capitolo dopo capitolo, il concetto verrà messo in luce sotto diversi punti di vista;

quello dei quattro ragazzini, che nonostante le batoste e i maltrattamenti non si arrendono e decidono di vincere la paura per salvare il loro regno;

quello del popolo soggiogato e manovrato da un furfante senza scrupoli;

quello di Re Teo, un povero ignorante senza spina dorsale, venduto per un attimo di gloria.

E poi c'è lui, l'Ickabog, plasmato sulla paura e sull'odio, ma capace anche  di donare amore in cambio di comprensione e gentilezza.

L'Ickabog vive dentro ognuno di noi e siamo noi a deciderne la natura.

Per noi ''nipoti'' di zia Ro' e figli di Harry Potter è facile cercare analogie e similitudini con la saga del maghetto, io ho trovato le mie.

Ebbene, se pur diversa, la storia ne presenta molte, dal quartetto di amici che ricorda il Golden trio e Luna, al manipolatore Lord Scaracchino che rimanda alla cattiveria della Umbridge. 

L'allocco Re Teo, come non ritrovarlo nelle curate vesti del narciso Gilderoy Allock?

E l'Ickabog, direte voi? 

Ho già spoilerato troppo, non vi resta che partire per Cornucopia e scoprirlo, deliziandovi della dolce friabilità dei ''sogni di fanciulla'' e della leggerezza delle ''celie celesti'' appena sfornate dalla scaltra signora Raggianti...

Un viaggio che percorrerete piacevolmente cullati dalla scorrevolezza del testo. La storia, narrata dalla voce di zia Ro' è suddivisa in 64 capitoli,  formati da poche pagine ciascuno, permettendo una lettura più fluida e veloce, agevolata anche da interventi in prima persona dell'autrice, riguardanti opinioni personali e intime sui personaggi. 

Ad intervallare i capitoli, le splendide illustrazioni dei bambini vincitori del concorso. 

Un libro che racchiude tutti i generi in uno: 

giallo/thriller/mistery, che scatenerà le indagini sul terribile mostro assassino Ickabog; 

psicologico, che ci farà riflettere su molti temi sociali;

evolutivo, che ci mostrerà, evidenziandola, la crescita interiore di Margherita,  Robi e dei loro amici;

storico, vista l'ambientazione verosimilmente medievale;

rosa, perché come in tutti i castelli che si rispettano, c'è una ''principessa rinchiusa nella torre'' che aspetta il suo principe salvatore;

attualità, celata nelle truffaldine spoglie dei Lord consiglieri, i quali, manipolando la paura collettiva ''dell'ignoto'', creeranno odio ed emarginazione in un popolo che un tempo era stato unito dall'amore e dal rispetto.

Un genere che saprà catturare l'attenzione di molti lettori, non solo dei Potteriani.

Augurandovi una buona lettura, vi invito alla lettura del libro per regalarvi o regalare un sogno, ma anche per aiutare tutte le vittime del tremendo ''Ickaboggolo sanitario'' che sta attanagliando il mondo.

J.K. Rowling devolverà i diritti d'autore dell'Ickabog per aiutare tutte le persone colpite dal Covid19 in Inghilterra e nel mondo.

Buona lettura,

Tania C.
















martedì 28 maggio 2019

Recensione de IL VIAGGIO DI JENNY KARROL di Tatiana Zuccaro






IL VIAGGIO DI JENNY KARROL

Tatiana Zuccaro
AltroMondo Editore
Pag. 106
Copertina brossura
Genere: Narrativa per ragazzi - young adult
€ 10,00
Ebook disponibile



CONOSCIAMO L'AUTRICE

Tatiana Zuccaro - foto dal web -

Tatiana Zuccaro, nata a Sassuolo, classe 1980, tutti la chiamano Taty ma in famiglia abbreviano in Ta' , per non sprecare lettere. Bella, sorridente, con la battuta sempre pronta e impegnata nel sociale sin da ragazzina.
"Il viaggio di Jenny Karrol", edito da AltroMondo Editore,è il suo racconto di esordio. La passione per la scrittura la porta a pubblicare altri due romanzi: "Io, acrofobica", dal sapore fortemente autobiografico e "Il respiro di Eric", una storia d'amore tormentata e stravolegente. Comincia a lavorare prestissimo, attualmente è una giornalista freelance e il suo desiderio è quello di fare carriera. Già da bambina la fantasia la porta a scrivere tutto ciò che le passava per la testa, ma col tempo molte di quelle cose, a causa della vita in continua evoluzione, sono andate "perdute". Un giorno, però, ecco che un'illuminazione la porta a riaprire i cassetti dell'intelletto dove aveva riposto tutti i suoi sogni e tutto ciò che credeva perduto, facendo riaffiorare il desiderio a lei più caro: "la scrittura". Con una forza prorompente ha ripreso a scrivere tutto quello che la mente e il cuore le dettavano, portando in luce i suoi sogni di bambina e riempendo di passione la vita attuale. 
(cit. dal web)





   


   TRAMA



Jenny Karrol vive in un mondo di favola nel quale affronta un "viaggio" tra difficoltà intricate e fantastici, improbabili personaggi. Il viaggio avrà un finale che nemmeno io mi aspetterei.
Un abbraccio, Ta'. (Tatiana Zuccaro)


IMPRESSIONI



                                  

Ringrazio AltroMondo Editore e la gentilissima Alice che mi hanno omaggiato di questo ebook. 
Oggi vi racconto una favola, un viaggio fantastico che ci riporta vagamente al magico mondo di Alice e le sue meraviglie.
Tatiana Zuccaro, con questa sua prima favola fantastica, vuole riportare alla luce quel mondo fatto di magia e meraviglie che solo i bambini sanno creare, vedere e capire coi loro cuori puri e intrepidi. 
Per arrivare a meravigliarci, dobbiamo partire da molto prima dell'inizio del viaggio fantastico, cominciato  con un altro viaggio  avventuroso: quello di un giovane , Jason  che lasciata la casa dei genitori, incontrerà l'amore della sua vita. La donna lo renderà padre di una bella bambina: Jenny, indiscussa protagonista di un misterioso e fantastico viaggio compiuto verso la metà del XIX secolo. 
Jason, venuto a sapere brutte notizie riguardanti la madre si vedrà ad affrontare il ritorno nella terra e casa natia del padre, dopo aver intrapreso uno strano e lungo viaggio insieme alla moglie e a Jenny.

"Il viaggio li portò in un luogo dove accaddero avvenimenti surreali e inimmaginabili. Jenny così si ritrova a fare una scoperta sconvolgente sull'avvenimento riguardante la nonna paterna, si trova a dover affrontare alcune difficili prove e a fare i conti con inimmaginabili creature surrealistiche che cercheranno di confonderla e rendere il suo percorso tortuoso e si può quasi dire inaffrontabile."

Nella misteriosa avventura, la bambina sarà accompagnata da due piccoli amici,  peloso a 4 zampe il primo, pennuto e alato l'altro, ai quali Jenny da lo stesso nomignolo.
La scelta di usare nomi identici per identificare i compagni di viaggio di Jenny, è stata usata dall'autrice per creare una sorta di accomunamento e intimità condivisa tra due creature così diverse. 

"Si dice fosse un luogo dove non ci furono mai le fredde stagioni, un posto misterioso, un luogo senza tempo, ove lo spazio faceva da guanto attorno a chi si addentrasse."

Inghilterra, nei pressi periferici di Oxford. Si narra che al riparo tra ciliegi sempre fioriti, ci fosse una casetta bianca disabitata con le finestre profilate di color oro, capaci di illuminare oltre le fronde dei ciliegi durante gli infuocati tramonti.
Poco importa l'ubicazione della casetta, si narra che mai nessuno che si fosse, anche per sbaglio, avventurato nei pressi di quello strano luogo, fu in grado di ricordare dettagliatamente quando avvenuto. Solo pochi e confusi ricordi, destinati a dissolversi come neve al sole, lasciando un alone di foschia atto a distorcere la realtà di quanto vissuto in quel luogo.
La bianca villetta apparteneva al signor Karrol, padre di Jason, rinomato psichiatra oramai in pensione. Uomo completamente dedito alla famiglia, perse la moglie poco tempo prima della sua morte. La coppia ebbe un figlio:Jason, del quale si fecero una passione quando il ragazzo decise di sposare Sandy giovanissimo e di andare a vivere lontano, in un altro paese, lasciandoli soli e con poche possibilità di vedersi e sentirsi.
Il signo Karrol, dopo la scomparsa della moglie, cadde in profonda depressione sino a perdere la ragione, tanto da aver bisogno di aiuto. 

"Si mise a cercarla ovunque, a gridare, chiamando il nome di Beatrice e aggirandosi per tutta quella grande casa, sia esternamente che internamente e gridava, gridava, gridava a squarciagola il suo nome invano, ma purtroppo non ricevette mai una risposta."

Come erano soliti fare, il signor Karrol e Beatrice, ogni mattina dopo colazione, si accomodarono in giardino. Beatrice amava dipingere ed era impegnata nel ritrarre la loro casa e il giardino, mentre il marito la guardava estasiato. Il povero signor Karrol si distrasse un attimo e quando tornò a guardare la mogie, questa era scomparsa. Il pover'uomo passava notti insonni e giorni disperati senza pace per l'assurda scomparsa della moglie. I vicini non videro ne seppero mai nulla, in quanto la piccola villetta sembra invisibile agli occhi. In un momento di lucidità il signor Karrol scrisse un telegramma al figlio, raccontando della misteriosa scomparsa della madre e chiedendo un aiuto per ritrovarla, pur sapendo che avrebbe impiegato tempo a riceverlo. Dopo aver spedito il telegramma, decise di riporre gli attrezzi per la pittura della moglie nella sua camera preferita, quella dove era solita rifugiarsi per cercare ispirazione, in compagnia di un piccolo canarino giallo di nome Dd, anche lui depresso per la scomparsa di Beatrice.
Intanto nel Salento, luogo dove era andato a vivere Jason, Jenny era arrivata all'età di 12 anni, bella e solare, amante del disegno e della lettura, proprio come la scomparsa nonna materna. Mentre era presa dai suoi disegni, la piccola Jenny, venne distratta da un flebile miagolio che la spinse a cercarne la provenienza e chi lo stava emettendo. Perlustrando il fianco della casa, dietro ad un vaso di gerani, trovò un cucciolo di gatto, a pelo medio lungo color panna con occhi neri e la coda a punta. Intenerita da quel batuffolo peloso, la bambina chiese ai genitori di poterlo tenere, chiamandolo Dd, proprio come il canarino della nonna, memore dei racconti del padre al riguardo.

"E finalmente il viaggio volse al termine, mancava un altro piccolo percorso ed era fatta, arrivò l'ennesima carrozza, ma questa volta insolita, ove non c'era cocchiere, solo un paio di cavalli neri."

Le giornate di Jenny trascorsero serene, allietate dal suo nuovo amico Dd, sino a che, un giorno, il postino, consegnò un telegramma con la richiesta d'aiuto del nonno.
Così, una mattina, tornando da scuola, trovò davanti casa una carrozza e il padre che stava caricando i loro bagagli. La carrozza li avrebbe portati alla stazione e sarebbero saliti su un treno. Dopo un lungo viaggio, sarebbero arrivati alla casa paterna. Ovviamente Dd avrebbe compiuto il viaggio con loro. 
L'entusiasmo di Jenny durò per tutto lo strano e lungo viaggio, cercando di carpire i sussurri del padre che stava raccontando alla moglie nuovi aneddoti sulla casa dei genitori.
Scesi dal treno c'era una nuova carrozza ad aspettarli, arrivata chissà come e chissà da dove, senza cocchiere e con un paio di cavalli.
Quell'ultimo tratto di strada che li divideva da casa del nonno si rivelò alquanto insolito: sporgendosi dal finestrino, Jenny notò che la carrozza sembrava sospesa da terra, quasi come se stesse galleggiando su una nuvola luminescente. Nonostante tutto era stato un viaggio piacevole.
Arrivati dal nonno, l'emozione fu tanta da far scendere le lacrime alla famiglia riunita. Jenny era emozionata, finalmente poteva entrare in quella casa che conosceva a memoria e sognava spesso. Sperava, altresì, che alcuni suoi sogni non diventassero realtà, proprio come era successo sino a quel momento. Tutto ciò che aveva sognato sino ad allora riguardo ai nonni e alla casa, stava trasformandosi in realtà.
Vista l'ora tarda, Sandy e Jenny si addormentarono subito, affaticate anche dal lungo viaggio.
Nel mezzo del suo sonno, la bambina si svegliò: le era sembrato che una voce la stesse chiamando, ma probabilmente lo aveva solo immaginato. Provò ad addormentarsi, ma di nuovo quella voce, una voce familiare, che cullava i suoi sonni sin da piccola, la chiamava da un luogo non ben definito e lontano. La piccola si alzò, cercando di capirne di più, ma il padre la rispedì a letto, dove si addormentò serenamente sino al mattino.  Jenny, finalmente, si sentiva  a casa.

"Era sempre più vicina al dipinto, quando a un tratto si sentì chiamare da una voce lontana, il canarino cominciò a fischiare e sbatteva le ali, era diventato molto agitato."

La notte dopo Jenny decise di seguire nuovamente quella voce che la chiamava insistentemente. Preso un lume per guidare i suoi passi, arrivò in una stanza che conteneva un dipinto e una gabbietta con il canarino di nonna Beatrice, Dd. 
L'autrice, per distinguere i due animali, chiamerà il gattino Ddg e il canarino Ddc.
Il canarino, felice di vedere Jenny, le volò in mano e si lasciò accarezzare. Ma il sonno ebbe il sopravvento e la bambina tornò a dormire, decisa a continuare le ricerche l'indomani. 
Il mattino seguente, tornata nella stanza verde, ritrovò Ddg insieme a Ddc che cominciò a parlare con lei telepaticamente spigandole che era felice di rivederla e che la stava aspettando.
La bambina fu attratta dal dipinto della nonna che sembrava la stesse chiamando. Più si avvicinava e più la voce si faceva chiara e forte e, quando fu così vicina da distinguere la figura di una donna, capì che si trattava della nonna, intrappolata non si sa come e perché, nel suo dipinto, risucchiata da una forza misteriosa mentre stava dipingendo.
Ddc le disse di stare tranquilla, che la stava aspettando da tempo proprio per aiutare la nonna ad uscire dal quadro, perché solo lei era in grado di farlo. Ma come?
All'improvviso una nuova energia suggerì alla bambina di prendere il suo album da disegno.
Tornata nella stanza verde col suo album, Jenny trovò Ddg circondato da topi giganteschi che lui stesso aveva materializzato, generandoli dalle sue paure intrinseche. Ddc, invece stava cercando di riportare l'ordine sbattendo le sue ali. Con tre battiti provocò un vento di  fuoco che fece sparire i topi dopo averli inceneriti.
Ingrandì quindi Ddg,  in modo da tale da non avere più problemi in futuro se si fossero presentati altri topi o difficoltà da superare. 
Jenny tirò fuori il suo album da disegno e cominciò a ritrarre dettagliatamente la stanza verde e il dipinto incompleto nel quale la nonna era stata risucchiata. Jenny , sapientemente, disegnava prestando molta attenzione ai particolari, quando, improvvisamente il disegno, come animato da vita propria le sfuggì di mano risucchiando lei e i suoi amici Ddc e Ddg, in un mondo parallelo buio e tetro.
Il tutto accadde sotto agli occhi intimoriti della madre, esterrefatta davanti alla scena alla quale aveva appena assistito. Messi al corrente di quanto accaduto il marito e il suocero, il signor Karrol ebbe un malore, ben conscio delle strane cose che stavano succedendo nella stanza verde, in preda a fulmini, lampi e tuoni che facevano tremare il pavimento.

"Jenny e i suoi amici entrati in quel mondo parallelo vennero avvolti da una fitta foschia che li avvolgeva insistentemente e lasciava poco intravedere cosa ci fosse all'orizzonte."

Avvolti da quella cappa di tenebra,   la      bambina, insieme ai suoi amici, piombarono in uno stato di smarrimento e paura ma, in lontananza, una luce quasi impercettibile, sembrava voler rischiarare il loro cammino. Ma intorno a loro il terreno cominciò a tremare e si ritrovarono circondati da rami spinati.
Salendo in groppa a Ddg, il tre, riuscirono a raggirare l'ostacolo, riprendendo il loro cammino sino a che non gli si parò davanti un portone di ferro e una grossa testa di leone  nel centro. Come Jenny la toccò, gli occhi del leone divennero di fuoco...
Riusciranno Jenny, Ddg e Ddc, ad oltrepassare il leone di fuoco e a liberare la nonna?
La piccola Jenny avrà realmente vissuto questa avventura oppure è stato solo un frutto della sua fervida fantasia, fuori dal comune?
Lo scoprirete solo leggendo, manca poco e il finale vi lascerà veramente stupefatti così come ha meravigliato me.
Un finale che racchiude un forte messaggio sociale, capace di non lasciare indifferente il lettore.
Visto il clima impazzito di questi giorni non mi resta che dirvi di iniziare questa  meravigliosa avventura accoccolati in  una poltrona comoda nel vostro angolo preferito, un plaid morbido e caldo nel caso vi prendesse freddo e con una tazza bollente di buon tea nero al bergamotto. 
Questo breve racconto, da leggere come una fiaba, scorre via in poco più di un'ora. L'autrice, anche se con uno stile ancora acerbo, visto che si tratta della sua prima pubblicazione, ha saputo plasmare una storia con un forte contenuto, rendendola alla portata di grandi e ragazzi, mantenendo quella giusta miscela di suspense e mistero sino alla fine. 
Un libricino che mi sento di consigliare soprattutto ai genitori dei bambini delle fate ...
Buona lettura, 

Tania C.




Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...