lunedì 8 febbraio 2021

Recensione L'ICKABOG di J.K. Rowling - ADRIANO SALANI EDITORE -

 



L'ICKABOG

J.K. Rowling

Ed. Adriano Salani Editore 

Traduzione Valentina Daniele

Illustrazioni a cura dei vincitori del Torneo per le illustrazioni dell'Ickabog

Anno di pubblicazione 2020

Pag. 320

Formato Cartonato con sovraccoperta

Collana Fuori collana

Genere Narrativa straniera bambini, ragazzi

€ 19,80

Ebook presente nei maggiori store online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

J.K. Rowling - foto dal sito https://www.salani.it/autori/j-k-rowling 


J.K. Rowling è l'autrice della storica saga Harry Potter. I libri pubblicati tra il 1998 e il 2008 sono sette e sono stati tradotti in più di 70 lingue, vendendo più di 500 milioni di copie in tutto il mondo e trasposte in otto film di successo.

Grazie al suo prezioso contributo alla letteratura per ragazzi le è stata conferita l'onorificenza all'ordine dell'Impero Britannico (OBE) tra le quali il Premio Principe delle Asturie, la Legion d'onore francese, il Premio Hans Christian Andersen.

La Rowling è sostenitrice di molte cause benefiche tramite la sua fondazione Volant. Fondatrice e presidente dell'ente di beneficenza internazionale per l'infanzia Lumos, si batte per un mondo privo di orfanotrofi e per fare i modo che tutti i bambini crescano al sicuro.


TRAMA

<< Alto come due cavalli, occhi infuocati, artigli affilati come rasoi. L'Ickabog sta arrivando... >>

C’era una volta il minuscolo regno ricco e prosperoso di Cornucopia, famoso per gli ottimi vini, i golosi dolci, le salsicce succulente e i suoi formaggi.

A regnare sul trono vi è un cordiale sovrano, Re Teo il Temerario, le cui giornate trascorrono oziose dilettandosi tra banchetti sontuosi e battute di caccia, sempre in  compagnia dei suoi fidati  lord Scaracchino e Flappone.

Tutto è perfetto… O quasi.

Una leggenda narra, infatti, che  un terribile mostro è nascosto nelle Paludi del Nord. Chiunque abbia un po’ buonsenso sa che l’Ickabog è solo una leggenda inventata per spaventare i bambini. Ma è risaputo che  le leggende sono strane e a volte si animano di vita propria…

Quando la leggenda diventa realtà, saranno i due piccoli amici, Robi e Margherita ad imbarcarsi in un’incredibile avventura e svelare una volta per tutte dove si nasconde il vero Ickabog. 

È l’unico modo per riportare  felicità  e speranza a Cornucopia.

Una fiaba fantastica,  scaturita dalla magica mente di  una delle più grandi narratrici di sempre, sul potere della speranza, dell’amicizia e della verità e il loro trionfo a dispetto di ogni sventura. Una storia che piccoli e grandi lettori vorranno leggere e rileggere in una preziosa edizione regalo, arricchita dalle bellissime illustrazioni a colori dei giovani vincitori del Torneo per le illustrazioni dell’Ickabog.


IMPRESSIONI

Quando uno dei tuoi autori preferiti sta per uscire con una nuova pubblicazione inizia lo stillicidio del conto alla rovescia fino al giorno della messa in vendita. Se poi sei uno dei migliaia di ''nipoti'' di zia J. Ro' l'attesa prende tutto un altro sapore, soprattutto se prossima al Natale.

Quest'anno la Rowling ci ha fatto un bel regalo pubblicando L'Ickabog, edito da Adriano Salani Editore, una favola magica, solo all'apparenza per bambini. 

Inutile dire che in prossimità dell'uscita ho chiesto subito a Riccardo di Salani di poterlo recensire e, grazie anche alla gentilezza di Chiara, ho ricevuto una bellissima copia omaggio che ho letteralmente divorato durante il Natale. Dedico loro un grazie immenso e tutta la mia riconoscenza per questa opportunità.

Il romanzo si presenta in una veste elegantissima, in formato cartonato con una sovraccoperta che sembra ''gommata''. 

Immersi in un vellutato color del mare e del cielo, titolo e autore, nel loro font  fiabesco color oro, spiccano tra  piccoli Occhi di Fatima e oggetti che identificano i personaggi della storia.

Già da sola la copertina vale un dieci, ma è aprendo le pagine di carta candida che è celata una delle meraviglie: le fantastiche illustrazioni a colori dei bambini vincitori del Torneo per le illustrazioni dell'Ickabog. Tra tutti i bambini, artisti provetti, che hanno partecipato coi loro capolavori al concorso, tra le prime pagine c'è anche quella del piccolo Alessandro Sanguinetti di La Spezia, la mia città, e questo mi rende veramente orgogliosa. 

Sono rimasta piacevolmente stupita e ammiro l'abilità artistica di questi bambini. Hanno fatto dei disegni che sono vere opere d'arte, mai avrei immaginato che fossero così bravi a cogliere l'anima di ogni personaggio e di ogni ambientazione descritti nel libro. 

Come ho già detto, l'Ickabog è una lunga fiaba, di quelle da leggere insieme ai bambini, davanti al camino nelle serate ventose e fredde, o nelle calde notti estive sotto le stelle, ma con un significato che serve a far riflettere gli adulti. 

Nato tra un romanzo e l'altro di Harry Potter, la Rowling ne leggeva qualche pagina ogni sera ai figli, per poi archiviarlo, incompleto, in soffitta in attesa di tempi migliori. 

Il tempo di riprendere la penna in mano e dare un finale alla storia arrivò durante lockdown,.  

Pubblicato dapprima online ad uso delle scuole, pochi giorno dopo l'uscita in libreria in contemporanea mondiale, finì  ai primi posti nella classifica dei libri più venduti a Natale.

La storia mi ha talmente coinvolta che io stessa, come i personaggi che vi presenterò tra poco, mi sono messa sulle tracce dell'Ickabog, documentando ogni mio passo.

C'era una volta, nel Regno di Utopia...

No, quella è un'altra storia, ma nemmeno tanto diversa!

C'era una volta, nel perfetto Regno di Cornucopia, Re Teo il Temerario. Vanitoso e credulone, amante degli agi e del bel vivere, Re Teo era un povero burattino bonaccione manovrato dai fili dei suoi perfidi consiglieri: i Lord Scaracchino e Flappone.

Come in tutte le sue opere, la Rowling ha plasmato nei nomi dei personaggi il tratto dominante del loro essere, enfatizzandoli o ridicolizzandoli a seconda dell'aspetto fisico.

Re Teo il Temerario in realtà, altro non era che uno sciocco  piagnucolone narciso, impaurito dalla sua stessa ombra. Dall'aspetto impeccabile, sembrava un figurino inguainato negli splendidi abiti cuciti appositamente per lui dalla sarta personale, la signora Di Maggio. Amava deliziarsi delle paste più soffici e leggere di tutta Cornucopia, sfornate dalla pasticcera di corte, la signora Raggianti, moglie di una delle sue guardie reali.

Lord Scaracchino, alto magro, con una lunga appendice nasale, egocentrico, bugiardo e furfante, era ben rappresentato dal suo nome,  che rimanda ad uno scarabocchio. Fedele solo a se stesso e al vil denaro, cercava di approfittare della benevolenza del Re e dei cittadini per arricchirsi, impoverendo la città. 

Flappone: 

<<  Rubicondo e molto grasso; meno intelligente di Scaracchio ma comunque più del Re >>

Una delle qualità di Flappone era quella di essere un abile manipolatore, capace di manovrare il Re per ottenere per i suoi scopi personali.

Nelle paludi, seguendo le tracce dell'Ickabog - foto personale -

Nel regno felice di Cornucopia però da un po' di tempo stavano succedendo cose atroci. Un contadino portò all'attenzione di Re Teo e dei due fedeli Lord che lassù a nord, nelle Paludi, l'Ickabog si era appena divorato le pecore e il suo cane.

Se il Re non avesse preso provvedimenti, l'Ickabog, un orribile drago gigantesco dagli occhi gialli, assetato di sangue, sarebbe presto arrivato a Chouxville, la loro città, per divorare animali e abitanti!

<< Alto come due cavalli, occhi infuocati, artigli affilati come rasoi. L’Ickabog sta arrivando… >>

Tutti conoscevano la leggenda e la canzone dell'Ickabog, ma nessuno lo aveva mai visto anche se sapevano di quanto aggressivo e pericoloso fosse.

Ovviamente Lord Scaracchino e Flappone non credettero ad una parola del contadino ma, approfittando dell'occasione di poter manipolare a loro interesse il Re, decisero che sarebbero partiti alla ricerca dell'Ickabog e lo avrebbero ucciso. Ovviamente i piani erano ben diversi, ma questo non potevano certo raccontarlo al Re!

Lungo la strada che porta alle Paludi si scorgono le prime tracce dell'Ickabog - foto personale -

Diviso tra la codardia e il miraggio di fama e gloria, Re Teo, istigato dai suoi consiglieri, decise di partire per le Paludi insieme ai suoi fidati e ad un gruppo di guardie reali.

Naturalmente tutta la città si prese burla di quel Re credulone. Solo i bambini vivevano nel terrore che un giorno l'Ickabog potesse rapirli per mangiarseli, se non si fossero comportati bene.

Tra questi bambini spiccano Margherita Di Maggio, figlia della sarta privata del Re e del falegname e Robi Raggianti, figlio della pasticcera di corte e della coraggiosa guardia reale. 

Dovete sapere che Robi e Margherita erano grandi amici. Il falegname Di Maggio intagliò pure un piccolo Ickabog di legno per Robi, proprio per esorcizzare la paura infondata di un mostro inesistente. La signora Raggianti, invece, deliziava la piccola Margherita, nel frattempo rimasta orfana di madre  a causa dell'avidità di Re Teo, con le sue divine Celie celesti, dolce prelibatezza riservata al Re e ai suoi perfidi scagnozzi o ai più abbienti.

Quando Lord Scaracchino convinse il Re a partire per le Paludi alla ricerca dell'Ickabog, fu allestita una squadra di guardie forti e coraggiose, pronte a difendere Cornucopia. Tra loro c'era anche Raggianti,  il padre di Robi.

Chi si nasconde dietro al fosco della macchia paludosa? Sarà forse l'Icabog? - foto personale -

Arrivati nelle Paludi, avvolte in una densa nebbia salmastra, la spedizione si trovò davanti a spaventosi grugniti provenienti da una folta macchia scura. Mentre tutti cercavano di nascondersi in preda alla paura, pensando all'Ickabog, lo scaltro Scaracchino e il goffo Flappone capirono all'istante che quei lamenti provenivano dal cane del pastore rimasto impigliato per giorni nel fosco della palude. Ma dopo che l'ebbero liberato successe che ''l'indomito'' Re Teo si incagliò nelle sabbie mobili, a tu per tu con l'Ickabog!


 
Sono sulla pista giusta, ecco l'impronta fresca dell'Icabog - foto personale -

Tanta fu la paura di Re Teo, che perse gli stivali e la spada dalla preziosa elsa costellata di rare gemme, rovinandosi irrimediabilmente il nuovo vestito da caccia, cucito per l'occasione. 

Lord Flappone, nel trambusto, fece partire un colpo dal suo fucile, uccidendo la guardia Raggianti.

<< La palude era il posto più inquietante che avessero mai visto, selvaggio, deserto e desolato. >>
J.K. Rowling - foto personale -

Tra le urla di Re Teo e il fuggi fuggi generale, Scaracchino non si lasciò sfuggire l'occasione per trarre vantaggio dalla disgrazia dell'omicidio, se pur ''involontario'', della guardia.

Tornato a Chouxville, avrebbe annunciato al popolo che l'Ickabog, dopo un duro scontro con Re Teo, aveva dilaniato e ucciso il povero Raggianti, il quale perì da eroe in difesa del Re e del suo popolo.

La salma, prontamente coperta per non far scoprire l'ignobile inganno, sarebbe stata esposta nella sala azzurra del Castello e il figlio di Raggianti sarebbe stato insignito di una medaglia al valore in memoria del padre. 

Un piano perfetto! E avrebbe pure avuto un bel risvolto economico per le sue tasche.

Lord Scaracchino, con la complicità di Lord Flappone tesse tutte le trame di questo piano macchiavellico per arrivare a spillare soldi al popolo imponendo tasse per la difesa dall'Ickabog, ingrassando invece le proprie casse e raggirando pure l'allocco Re Teo, compiaciuto e ancora impaurito per aver combattuto una battaglia ''immaginaria'' con l'Ickabog.

<< Bugie su bugie su bugie. Quando cominci a mentire non puoi più smettere, e poi è come essere il capitano di una nave che fa acqua da tutte le parti, sempre a tappare buchi per non affondare. >>

Da quel giorno la reazione a catena di un circolo vizioso di piccole e grandi bugie innescato dal consigliere del Re, iniziò a ripercuotersi con nefaste conseguenze su tutta Cornucopia, dalle Paludi fino a Chouxville, ridotte in povertà a causa delle ingenti tasse anti Ickabog pretese. L'unica isola ancora felice e apparentemente prospera era il castello, dove un ignaro Re Teo, sempre più manipolato, continuava a  compiacersi della bontà d'animo dei suoi Lord e di se stesso.

Se non fosse stato per la morte ingiusta di persone innocenti, avrei trovato la situazione alquanto comica. 

Un compiaciuto Re Teo, un babbeo inguainato in calzamaglia di seta e vesti di broccato, davanti allo specchio ad impomatarsi i baffi, decantando le sue doti di abile guerriero, mentre Scaracchino e Flappone ingrassano alle sue ignare spalle! Uno spasso come nei migliori film di Totò.

È incisiva l'abilità della Rowling  di raccontare, invogliando alla   riflessione bambini e adulti sul male, pur mantenendo toni lievi e spesso esilaranti.

Il piano di Scaracchino era quello di soggiogare il popolo facendo leva sulla paura dell'Ickabog, che fino ad allora nessuno aveva mai visto.

Sulle tracce fresche dell'Ickabog, verso la sua tana, riuscirò a scovarlo? - foto personale -



Ogni giorno inventava nuovi avvistamenti del mostro e nuove tasse da spillare con l'inganno al popolo ridotto allo stremo. Il fiorente regno di Cornucopia era diventato l'ombra di sé stesso, ma dell'Ickabog nessuna traccia. 

Rimasti soli a causa della tirannia dei perfidi Consiglieri, saranno Robi e Margherita, aiutati di Marta e Bernardo, a partire per le Paludi con l'intento di smascherare definitivamente gli intrighi di corte sull'esistenza dell'Ickabog e vendicare la morte ingiusta del padre di Robi e di Bernardo Blatta.

Legati da una profonda amicizia e dall'amore per la propria terra, il quartetto, si troverà presto ad affrontare mille difficoltà che metteranno in pericolo la loro vita. 

La strada da percorrere è dura e impervia, non lascia scampo, se poi ci si mette anche l'Ickabog che li vuole mangiare, ai ragazzini resta poca scelta: arrendersi e morire dopo aver tentato di salvare il regno o provare a diventare amici dell'Icker...

Alla fine, dopo un lungo viaggio nelle Paludi, ho trovato il mio Ickabog, che se se stava comodamente rilassato a leggere... - foto personale -

<< La parola ‘Ickabog’  deriva da ‘Ichablod’ che significa ‘senza gloria’ o ‘la gloria se n’è andata’. Credo capirete perché ho scelto questo titolo quando avrete letto la storia, in cui sono trattati temi che mi hanno sempre interessata… >>

Con queste parole, prefazione della stessa Rowling, finisco il mio personale racconto e viaggio alla ricerca dell'Ickabog.

Questa lunga fiaba è un concentrato di spunti di riflessione che ruotano attorno ai sentimenti: amicizia, lealtà, generosità ma soprattutto la paura, in ogni sua forma.

Quali sono gli effetti che la paura dell'ignoto e del ''diverso'' hanno sulla collettività? 

Leggendo, capitolo dopo capitolo, il concetto verrà messo in luce sotto diversi punti di vista;

quello dei quattro ragazzini, che nonostante le batoste e i maltrattamenti non si arrendono e decidono di vincere la paura per salvare il loro regno;

quello del popolo soggiogato e manovrato da un furfante senza scrupoli;

quello di Re Teo, un povero ignorante senza spina dorsale, venduto per un attimo di gloria.

E poi c'è lui, l'Ickabog, plasmato sulla paura e sull'odio, ma capace anche  di donare amore in cambio di comprensione e gentilezza.

L'Ickabog vive dentro ognuno di noi e siamo noi a deciderne la natura.

Per noi ''nipoti'' di zia Ro' e figli di Harry Potter è facile cercare analogie e similitudini con la saga del maghetto, io ho trovato le mie.

Ebbene, se pur diversa, la storia ne presenta molte, dal quartetto di amici che ricorda il Golden trio e Luna, al manipolatore Lord Scaracchino che rimanda alla cattiveria della Umbridge. 

L'allocco Re Teo, come non ritrovarlo nelle curate vesti del narciso Gilderoy Allock?

E l'Ickabog, direte voi? 

Ho già spoilerato troppo, non vi resta che partire per Cornucopia e scoprirlo, deliziandovi della dolce friabilità dei ''sogni di fanciulla'' e della leggerezza delle ''celie celesti'' appena sfornate dalla scaltra signora Raggianti...

Un viaggio che percorrerete piacevolmente cullati dalla scorrevolezza del testo. La storia, narrata dalla voce di zia Ro' è suddivisa in 64 capitoli,  formati da poche pagine ciascuno, permettendo una lettura più fluida e veloce, agevolata anche da interventi in prima persona dell'autrice, riguardanti opinioni personali e intime sui personaggi. 

Ad intervallare i capitoli, le splendide illustrazioni dei bambini vincitori del concorso. 

Un libro che racchiude tutti i generi in uno: 

giallo/thriller/mistery, che scatenerà le indagini sul terribile mostro assassino Ickabog; 

psicologico, che ci farà riflettere su molti temi sociali;

evolutivo, che ci mostrerà, evidenziandola, la crescita interiore di Margherita,  Robi e dei loro amici;

storico, vista l'ambientazione verosimilmente medievale;

rosa, perché come in tutti i castelli che si rispettano, c'è una ''principessa rinchiusa nella torre'' che aspetta il suo principe salvatore;

attualità, celata nelle truffaldine spoglie dei Lord consiglieri, i quali, manipolando la paura collettiva ''dell'ignoto'', creeranno odio ed emarginazione in un popolo che un tempo era stato unito dall'amore e dal rispetto.

Un genere che saprà catturare l'attenzione di molti lettori, non solo dei Potteriani.

Augurandovi una buona lettura, vi invito alla lettura del libro per regalarvi o regalare un sogno, ma anche per aiutare tutte le vittime del tremendo ''Ickaboggolo sanitario'' che sta attanagliando il mondo.

J.K. Rowling devolverà i diritti d'autore dell'Ickabog per aiutare tutte le persone colpite dal Covid19 in Inghilterra e nel mondo.

Buona lettura,

Tania C.
















mercoledì 3 febbraio 2021

Recensione SAINT X di Alexis Schaitkin - Ed. BOMPIANI -




SAINT X

Alexis Schaitkin

Ed. Bompiani

Anno di pubblicazione 2020, febbraio

Traduzione Milena Sanfilippo

Formato Brossura con sovraccoperta

Pag. 384

€ 19,00

Ebook presente nei maggiori siti online


CONOSCIAMO L'AUTRICE

Alexis Schaitkin - foto da https://twitter.com/alexisschaitkin -

Alexis Schaitkin vive col marito e il figlio in Massachusset e si è laureata a Princeton.

Saint X è il suo primo romanzo ma all'attivo ha numerosi racconti pubblicati su prestigiose riviste.


TRAMA

La diciottenne Alison Thomas è bella, vivace, seducente non passa inosservata, attirando sguardi di desiderio e invidia, mentre cammina sulla sabbia bianca di una spiaggia caraibica.

Sta passando lussuose vacanze natalizie Sull’isola di Saint X insieme  ai genitori e alla sorellina Claire. Alla compagnia della famiglia preferisce quella di Edwin e Clive, i camerieri del resort dove alloggia coi quali  spera di vivere finalmente un’avventura notturna da adulta.

La sera prima della partenza l’avventura si trasforma in incubo, Alison è scomparsa. Dopo essere scivolata fuori dalla sua camera per andare a ballare non è più rientrata. Dopo alcuni giorni di ricerche, il suo corpo senza vita viene ritrovato nella laguna.

Ogni indizio sembra portare  sulle tracce dei camerieri, ma non bastano a incriminarli.

Alla famiglia Thomas non resta che tornare a casa senza aver trovato il colpevole, e soprattutto senza la loro figlia.

Anche  la vita dei due ragazzi è segnata per sempre.

Sopprimere i ricordi è impossibile per tutti. Passano gli anni.

La sorella Claire, diventata ormai  donna, incontra Clive alla guida di un taxi a New York: il chiarimento è inevitabile.

È giunta l’ora di scoprire la verità su ciò che quella notte  è successo ad Alison e soprattutto su quale era la vera identità di quella sorella adorabile e sfuggente.

Romanzo d’esordio di sopraffina indagine psicologica, Saint X incarna il congegno perfetto, una caccia all’uomo senz’armi che avvince e trascina fino all’inaspettato, commovente finale.


IMPRESSIONI



Saint X mi è stato gentilmente offerto in edizione digitale da Marta di Casa Editrice Bompiani che ringrazio per la gentilezza.

Mi aveva colpito subito la trama: un'isola caraibica, cocktail alla frutta, olio solare al cocco e una bella teenager che verrà ritrovata cadavere. 

Ad enfatizzare i fatti della storia, la suggestiva copertina è un altro punto a favore del romanzo. 

L' ipnotica rosa ''flamingo'', simbolo dei misteri contenuti, ' avvolta in un romantico tramonto su palma, fa da culla al titolo. Non può certo passare inosservata agli occhi esigenti di un lettore.

Un mix saporito di ingredienti esotici per un romanzo frizzante anni '90, quasi un'improbabile puntata ''noir'' di Beverly Hills.

<< Una ragazza cammina sulla sabbia.  Si trascina, come se non le importasse neanche un po’ di quando arriverà dov’è diretta. Al suo passaggio si girano tutti – i ragazzi, senza nasconderlo; gli uomini fatti, con più  discrezione; le donne, con  nostalgia (un tempo anche loro hanno avuto diciott’anni. >>

Alison Thomas è la tipica teenager americana: benestante, bella e alla ricerca della libertà. 

Non mancano gli scontri col padre che continuamente la esorta a mantenere un profilo basso, conscio degli sguardi bramosi che gli uomini di qualsiasi età le riservano.

I Thomas hanno anche una figlia di sette anni, Claire, che ammira ammaliata la sorella. 

La piccola è una bambina problematica, segnata da disturbi ossessivo-compulsivi ma sogna tanto di diventare bella come Alison, un giorno. Per Clairey, come la chiamano in famiglia, la sorella è un mistero, un '' segreto sussurrato all'orecchio ''.

Quel Natale la famiglia Thomas sta trascorrendo le vacanze nel lusso decadente dell'Indigo Bay, un resort che ha perso il lustro degli antichi splendori,  ubicato nell'immaginario arcipelago caraibico di Saint X, popolato da ricchi snob e  stelle di Hollywood ormai in declino, alla   ricerca di nuova visibilità.

Distese di finissima sabbia corallina, acque cristalline che scaturiscono da selvagge cascate spumose, cocktail colorati a base di  cocco e tanto relax.  

Il sogno di qualsiasi adolescente ma Alison trova tutto questo stretto, noioso, da vecchi. 

Per ''uscire'' da quella staticità fatta di sole e mare, fa quindi amicizia da subito coi ragazzi che lavorano come camerieri nel resort.

Clive-Gogo, il ''ciccione'' ed Edwin, lo ''smilzo'' sanno come divertirsi, soprattutto nella movida notturna di Saint X e nelle notti brave passate a Faraway Cay, l'isolotto di fronte, conosciuto come '' l'isola delle capre selvatiche ''.

<< Nella notte, Claire viene svegliata dal rumore di una chiave che sferraglia nella serratura. Mentre riemerge dai sogni, la porta si apre. Sua sorella attraversa la stanza in punta di piedi e s’infila sotto le coperte. All’alba Claire si sveglia e si accorge che il letto accanto è vuoto. Alison è in terrazza, fissa qualcosa in lontananza. A quanto pare sua sorella non dorme quasi più. >>

Per Alison rappresentano l'occasione giusta per diventare, finalmente, una donna.

Più di una notte la ragazza sgattaiola fuori della camera che condivide con la sorellina per andare alla ricerca dell'ebbrezza dei suoi diciotto anni insieme ai due ragazzi.

Claire pensa che ormai la sorella non dorma più.

Una mattina, dopo aver appurato che nemmeno quella notte Alison è rientrata, Claire avvisa i genitori che non danno troppo peso alla cosa: magari sta solo facendo una passeggiata.

Si ricrederanno ben presto, quando la polizia, dopo aver setacciato l'isola, dichiara che la ragazza è svanita nel nulla.

La doccia fredda arriva poco più tardi, quando in mezzo alla laguna , dei turisti ritrovano il corpo senza vita di Alison.

Tutti i sospetti ricadono da subito su Gogo e lo Smilzo, ma i ragazzi, per mancanza di prove concrete, non verranno mai indagati e alla famiglia Thomas non resta che rientrare a New York senza aver trovato il colpevole e con una figlia entrata nella macabro ristagno dei faldoni ''cold case''.

Vent'anni dopo, salendo su un taxy, Clairey diventata donna, ma solo nel corpo, cresciuta col mito ossessivo della sorella morta, riconosce nel tassista Clive.

Il lutto mai elaborato, riporta alla mente della donna i fatti accaduti sull'isola e il rammarico di non aver mai trovato un colpevole.

<< Di tanto in tanto, negli anni a venire, capitava che ricevessimo aggiornamenti dalla polizia. Un'ex cameriera dell'Indigo Bay si era ricordata di un dettaglio che poteva rivelarsi importante. >>

È giunta l'ora di fare chiarezza, di far sputare a Clive tutta la verità su quello che avvenne quella notte. 

Solo così riuscirà a mettere pace nella sua anima e finalmente andare avanti. 

Ma a quale prezzo?

Chi ha realmente ucciso Alison Thomas?

Chi ha fatto diventare il caso Alison Thomas una macchina lucrosa?

Riuscirà, Clairey, a risolvere il mistero che da vent'anni aleggia sulla sorella condizionando irreversibilmente la sua vita?

Immagino che a questo punto siate tutti curiosi di scoprirlo, ma, come zia Agatha insegna, l'assassino si scopre sempre alla fine, quindi non vi resta che partire per Saint X e compiere le vostre indagini personali tra una nuotata e un drink esotico.

Potrei azzardare a classificare il romanzo come un '' non giallo '', ma un caleidoscopio di generi da leggere in chiave personalizzata, sviluppando la trama del genere preferito a seconda dei gusti o dello stato d'animo del lettore o di ogni personaggio incontrato.

Gli spunti sono tanti, dal noir alla guida turistica, dagli accenni di un romanzo evolutivo mai arrivato, alle tinte di sottofondo rosa fino ad arrivare alla leggera sfumatura di giallo/thriller psicologico ma tutto collegato ad un circolo viziosamente creato ad hoc di menzogne travestite da verità e verità che si trasformano in menzogne.

Con questo romanzo d'esordio la Schaitkin ha fatto centro. Fuori dagli schemi, senza colpi di scena clamorosi ma ricco di dettagli ben strutturati, Saint X è un romanzo che scorre placido pur mantenendo viva l'attenzione del lettore, grazie anche ad una prima parte raccontata dalla Schaitkin che lascerà spazio, nella seconda parte, alla voce di una Claire adulta. 

Un'autrice fuori dall'ordinario, da seguire e inseguire, che saprà regalarci ancora nuove emozioni e nuovi misteri da risolvere.

Sperando di aver acceso la lampadina della vostra curiosità, vi auguro buona lettura e vi invito a seguirmi per altre nuove avventure work in progress...

Tania C.






martedì 2 febbraio 2021

Recensione di IO SONO L'ABISSO di Donato Carrisi - Ed. LONGANESI -

 



IO SONO L'ABISSO

Donato Carrisi

Ed. Longanesi

Anno di pubblicazione 2020

Formato Cartonato

Pag. 384

Temi Maestri del thriller

Genere Thriller 

€ 22,00

Ebook disponibile in tutti i principali store online


CONOSCIAMO L'AUTORE

Donato Carrisi - foto dal sito  https://www.longanesi.it/autori/donato-carrisi/ -

Donato Carrisi nasce a Martina Franca nel 1973 e vive fra Roma e Milano. Dopo aver conseguito una laurea in giurisprudenza, si è specializzato in criminologia e scienza del comportamento.

Oltre ad essere scrittore è anche regista e sceneggiatore di serie televisive e per il cinema, sua la firma di molti articoli per il  Corriere della Sera. Tra i suoi romanzi, bestseller internazionali pubblicati da Longanesi, spiccano Il suggeritore, Il tribunale delle anime, La donna dei fiori di carta, L’ipotesi del male, Il cacciatore del buio, La ragazza nella nebbia – dal quale ha tratto il film omonimo con cui ha vinto il David di Donatello per il miglior regista esordiente –, Il maestro delle ombre, L’uomo del labirinto – da cui ha tratto il film omonimo – , Il gioco del suggeritore e La casa delle voci.

Ha vinto prestigiosi premi in Italia e all’estero come il  Prix Polar e il Prix Livre de Poche in Francia e il Premio Bancarella in Italia.

Tradotti in più di 30 lingue,  tutti i suoi romanzi  hanno venduto milioni di copie.

TRAMA

Le cinque meno dieci in punto. All’orizzonte il lago è una lunga linea di grafite, nera e argento. L’uomo che pulisce sta per iniziare una giornata scandita dalla raccolta della spazzatura. Gli piace il suo lavoro, sa che è necessario. E sa che proprio tra i rifiuti che le persone buttano via si celano i più oscuri segreti.

Lui sa bene come interpretarli e come usarli. Lo sa perché anche lui nasconde un segreto.

L’uomo che pulisce vive al ritmo di una routine ormai consolidata, con l’eccezione di sporadiche ma memorabili serate speciali.

Quello che ignora è che nel giro di poche ore la sua vita precisa sarà rivoltata dall’incontro con la ragazzina col ciuffo viola. Nonostante abbia scelto di essere invisibile, un’ombra appena percepibile ai margini del mondo, si troverà coinvolto nella realtà inconfessabile della ragazzina. Il gioco non c’è solo il rischio che qualcuno scopra chi è o cosa fa realmente.

Sin dalla più tenera età il vero rischio è sempre stato quello di contrariare l’uomo che si nasconde dietro la porta verde.

Ma c’è un’altra cosa che l’uomo che pulisce ignora: là fuori qualcuno lo sta cercando. La cacciatrice di mosche è determinata non vuole fallire nella sua missione: fermare la violenza, salvare il maggior numero possibile di donne. Niente può impedirglielo: né la sua pessima forma fisica, né l’oscura fama che la accompagna.

Quando dal fondo del lago emerge una traccia, la cacciatrice sa che è un messaggio che solo lei può capire. C’è solo una cosa che può, anzi, deve fare: stanare l’ombra invisibile che si trova al centro dell’abisso.


IMPRESSIONI



Donato Carrisi. 

Credo che nemmeno Don Abbondio abbia problemi a ricordare chi sia ''costui''. Una delle penne più brillanti e prolifiche della narrativa thriller/noir italiana. Un giovane autore che nel giro di poco tempo è riuscito ad arrivare alla regia delle sue stesse pubblicazioni riscuotendo grande successo.

Devo confessare che non avevo mai letto nessuno dei suoi romanzi, quasi ''snobbandolo''.

All'uscita di Io sono l'abisso ho trovato la scheda di presentazione del romanzo e, leggendo la trama, mi sono incuriosita. Un bel thriller contorto dall'aria nebbiosa e lacustre! Dovevo dargli una possibilità, così grazie alla disponibilità di Elisa di Longanesi, che ringrazio, ho ricevuto subito una bella copia digitale. 

<< La sua presenza passava inosservata come quella di uno scarafaggio in una festa danzante. >>

Il romanzo in cui i protagonisti principali sono  il male e l'acqua come simbolo del male stesso, si apre con una cartolina di un paesaggio lacustre del Comasco, dove '' l'uomo che pulisce '' svolge con cura maniacale il suo lavoro di ''spazzino''. 

Ama il suo lavoro, lo fa con passione, con la stessa passione che impegna un cercatore d'oro col metal detector in una zona  archeologica. 

Per lui i rifiuti sono una fonte di ricchezza. Non esiste psicologo migliore al mondo dei  rifiuti di una persona: parlano, raccontano e svelano i segreti più intestini di ognuno di noi. 

Svolge il suo lavoro nell'ombra, anche di se stesso. Non ha un nome, non ha un volto vero e proprio pur essendo riconoscibile nel suo anonimato. Non ha una vita virtuale, nemmeno un cellulare. Un uomo ombra cresciuto nella culla del male, impersonato dalla madre che non lo ha mai amato, che lo ha sempre sbeffeggiato chiamandolo mostro grasso, deridendolo e prendendosi gioco di lui, al punto da disfarsene cercando di farlo affogare in una piscina lutulenta, dopo avergli regalato bellissimi braccioli arancioni: bucati!

L'uomo che pulisce non dimentica il male e le umiliazioni subite, ne porta ancora i segni addosso, aggiungendo nuove ''medaglie'' ogni volta che commette un errore, anche microscopico.  Con l'idea fissa ben elaborata di vendetta, passa i suoi giorni tessendo le trame di un piano minuzioso e dettagliato, collezionando rifiuti, soprattutto organici appartenenti in particolar modo ad una donna sulla sessantina, bionda e sola. 

Tra quei rifiuti, che maneggia con scrupolosità chirurgica, trova un frammento di unghia laccato di rosso.

 << Ovunque andrai, ti basterà dipingere una porta di verde e io verrò da te. >>

Un bene prezioso, una reliquia da custodire con cura, di cui renderà subito partecipe  Micky, colui che porterà a termine quella pantagruelica fame di vendetta che non gli da tregua da anni.

Miky, l'unico che in tutta la vita, non lo avrebbe mai abbandonato, nemmeno dopo aver chiuso alle spalle la porta verde...

Mentre sta pulendo un parco sul lungo lago, l'attenzione dell'uomo che pulisce viene attratta dal grido di aiuto di un bambino che sta annegando.

Nonostante riaffiorino, nella sua mente psicotica, gli atroci ricordi di  bambino grassottello coi braccioli arancioni che rischiò di affogare in piscina, si tuffa. 

Quell'io bambino, ancora vivente nel suo delirio, deve essere salvato. L'impatto con l'acqua e col corpo riporta l'uomo che pulisce alla realtà, rivelando ai suoi occhi che il bambino che stava affogando, in realtà, è una tredicenne, la ragazza dal ciuffo viola, vittima anch'essa di abusi da parte di un mondo perverso.

<< Pochi secondi e il loro legame si sarebbe sciolto. Pochi secondi e sarebbero stati entrambi liberi. Per sempre. >>

Quel ciuffo viola spera di trovare nell'uomo che pulisce un'ancora di salvezza da una famiglia che non si prende cura di lei e da un  ragazzo coetaneo che la ricatta e abusa sessualmente. L'uomo che pulisce, invece, ha il solo fine di farla scomparire, dal momento che la ragazza lo ha visto, sfilandogli il mantello dell'invisibilità, dissolvendo il muro d'ombra che proteggeva la sua vulnerabilità.

<< In quegli occhi si riconoscevano  smarrimento, impotenza ma, soprattutto, paura. >>

Trait d'union delle loro anime in delirio, è '' la cacciatrice di mosche '', una coriacea '' Miss Marple''  votata alla causa, emersa da un passato tormentato, che cerca di aiutare chi, come lei, è stata vittima della violenza degli uomini. Una madre martoriata che cerca la pace aiutando altre donne come lei, ma intrappolata nella rete dell'odio , costretta a vivere alla continua ricerca di un perdono che non riesce a concedere a causa delle ferite troppo profonde riportate.

Il sottile fil rouge che sviscera le trame della storia, come ho scritto all'inizio è l'acqua, emblema dell'oscurità in cui si cela il male. 

L'acqua inghiotte, nasconde, uccide. 

L'acqua, con il suo abisso maligno, che forgia e insidia il male nell'uomo che pulisce, segnando per sempre la sua vita.

L'atmosfera dark e opprimente che aleggia per tutta la narrazione fluente e ricca di particolari, accompagna piacevolmente il lettore in un finale dal colpo di scena forse troppo amaro, ma necessario al completamento e al senso  della storia. 

Personalmente, essendo il primo romanzo di Carrisi che leggo, posso dire che l'ho trovato molto accattivante e manipolatore. Ti ipnotizza, giocando con la tua mente, portandoti a costruire soluzioni perfette che verranno ribaltate continuamente sino a dubitare del male stesso per poi arrivare alla verità, sotto il naso per tutta la lettura.

Il romanzo, sospeso tra  quel sottile limbo tra finzione e realtà, è nato sulla base di una storia di cronaca nera, in cui l'autore, citando le sue parole, ha costruito un corpo di mostro, assemblato da parti di assassini e criminali, costretto a chiedersi perpetuamente : '' sono buono o sono cattivo? ''.

Un romanzo che consiglio a chi è alla ricerca di un noir ''diverso'' dai soliti schemi, con quel pizzico di tenerezza a ricordarci che la follia, spesso è tale per mancanza d'amore e umanità. 

Buona lettura

Tania C.




venerdì 29 gennaio 2021

Recensione di IO NON TI LASCIO SOLO di Gianluca Antoni - Ed. Salani -

 







IO NON TI LASCIO SOLO

Gianluca Antoni

Ed. Adriano Salani Editore

Anno di pubblicazione  2021

In commercio dal 28 gennaio

Pag. 288 

Formato Brossura

Progetto Le stanze

€ 15,90


CONOSCIAMO L'AUTORE

Gianluca Antoni - foto dal sito di Salani Editore -


Gianluca Colantoni classe 1968, vive a Senigallia, svolgendo la professione di psicoterapeuta e psicologo.
Col romanzo Io non ti lascio solo, di cui sono già stati venduti i diritti cinematografici, ha vinto il premio Romics e il torneo letterario IoScrittore.

TRAMA

« Un’avventura emozionante in quel territorio di fantasia e di paura  che è l’infanzia, in cerca della soluzione di un mistero insolubile. Perché ogni infanzia è sempre una indagine, alla scoperta di se stessi.  Questo romanzo lo spiega con candore e poesia. »  

VIOLA ARDONE

 

«Avventuroso e imperdibile, vi sorprenderà.  Una storia piena di colpi di scena,  con una scrittura ritmata e scorrevole.  I personaggi sono molto appassionanti e il finale sorprendente.»  

SIMONA SPARACO

Per affrontare la paura non c’è cosa migliore che farlo insieme ad un amico. Ne sono ben consapevoli Filo e Rullo, due ragazzini, uno l’opposto dell’altro ma inseparabili. Decidono di scappare insieme, alla ricerca del cane di Filo, perso durante un temporale in montagna.

Il viaggio per ritrovarlo li spinge sino alla cascina di Guelfo Tabacci, un solitario montanaro , accusato dalla comunità di aver ucciso il figlio qualche anno prima.

La bravata della loro fuga lascia così spazio a inconfessabili segreti degli adulti.

Molti anni dopo, nella cantina di Tabacci, vengono ritrovati due diari, scritti proprio dai due amici, nelle cui pagine ingiallite viene rivelata la soluzione del mistero e un racconto, schietto e poetico, di un’estate durante la quale il destino dei ragazzi cambiò per sempre le loro vite.

Nello scenario dominato dai toni contrastanti dell’eterna innocenza e del buio del dolore, Gianluca Antoni miscela il pathos del giallo a quella di un romanzo di formazione.


LA PAROLA DELL'AUTORE

«Nel mio intento, Io non ti lascio solo vuole essere un inno alle fragilità e alle debolezze di ognuno di noi, e di quanto queste, se ben elaborate e gestite, rappresentino i nostri più grandi punti di forza. Ogni personaggio del romanzo rappresenta una parte di noi: quella razionale (Filo), quella emotiva (Rullo), quella pazza (Scacco), quella bambina (Ameliè), quella mostruosa (Guelfo), quella adulta (Il padre) e così via. Solo affrontando con coraggio le sfide e la faticosa avventura di crescere possiamo scoprire che la loro accettazione e integrazione è l’unica strada che ci permette di trovare l’armonia interiore e il benessere… e allora sì che si può piangere, da uomini veri.»


RECENSIONE

Pochi giorni fa mi hanno contattato Riccardo e Chiara di Casa Editrice Salani per presentarmi il nuovo progetto editoriale Le Stanze, in uscita con la prima pubblicazione il 28 gennaio 2021.

Questo progetto presenta una nuova linea di narrativa italiana e straniera atta a soddisfare ogni tipo di lettore per la vasta scelta di argomenti trattati.

La prima uscita, in commercio dal 28 gennaio, è il romanzo accattivante di Gianluca Antoni ''Io non ti lascio solo'' e coinvolgerà noi blogger a recensire le pubblicazioni che più attireranno la nostra curiosità. 

Ho scelto di recensire proprio questa prima pubblicazione della serie perché mi ha incuriosito la trama ammaliatrice che spazia dal giallo psicologico alle sfumature noir e rosa delle avventure incastonate in una splendida natura montanara che tanto mi ha ricordato luoghi a me cari che abbracciano zona in cui vivo.

Il personaggio chiave del romanzo è Birillo, il cane compagno di vita di Filo. La svolta della storia avviene proprio grazie a lui. Se non si fosse perso nel bosco, le avventure di Filo e Rullo non sarebbero mai esistite, probabilmente nemmeno la loro amicizia e il mistero che riguarda il burbero orco Guelfo,  sarebbe rimasto per sempre celato tra le macerie della sua cascina.

Io non ti lascio solo, principalmente narrato dalle voci infantili di Filo e Rullo affidate ai loro diari ,  inizia dalla fine, dove l'autore presenta i vari personaggi, introducendo l'inizio della fantastica avventura dei due amici e dei loro complici, avvenuta vent'anni prima.


<<  Ma su quella carriola, mentre li  portava di sopra, ha notato quanto fitta fosse quella scrittura. Di quella casa, e di Guelfo, il paese racconta le peggio cose. Racconta che Guelfo ha ucciso il figlio, e che nelle notti prive di vento si può ancora sentire il pianto di un bambino imprigionato. >>

La storia si apre intorno al 2020, nella meravigliosa cornice verdeggiante di un'imprecisato paesino di montagna, dal quale, nelle giornate limpide, si scorge il mare.  Dei muratori stanno lavorando al cantiere nei terreni dove, vent'anni prima, sorgeva la casa dell'orco: Guelfo Tabacci. I lavori riportarono alla luce due quaderni con la copertina usurata dall'umidità e dal tempo, ma ancora leggibili.

I quaderni, in realtà, sono due diari, uno nero che sul dorso  riporta il nome Filo e uno rosso che riporta il nome Rullo.

Il ragazzo che ritrova i diari, dopo essersi accertato che fossero ancora leggibili, a conoscenza dei fatti riguardanti Guelfo Tabacci, ebbe premura di consegnarli al brigadiere dei Carabinieri del paese. L'uomo, incredulo li lesse d'un fiato, poi li consegnò al maresciallo De Benedittis, ormai in congedo, che in quegli anni seguì la vicenda di Tabacci e dei due ragazzini scomparsi in paese pochi anni dopo il presunto assassinio di Tommaso.

<<  Il maresciallo prende il quaderno rosso. Legge le ultime righe e venti giri di una morsa gli schiacciano lo stomaco. Venti come gli anni passati da allora, che ripiombano attuali come se il tempo non fosse passato. >>

In un arco di tempo che, presumibilmente spazia dalla fine degli anni '90 sino ai giorni nostri, Antoni da vita ad un giallo nel giallo, talmente surreale ma così ben delineato e dettagliato da sembrare vero. Il coinvolgimento del lettore è totale e intenso che la lettura prosegue come fosse una puntata di ''Chi l'ha visto?'': una pagina tira l'altra per scoprire nuovi indizi e seguire con apprensione le vicende di Filo e Rullo.

Tutto ebbe inizio sul finire del '90. Guelfo Tabacci è un boscaiolo gigantesco, di poche parole e dai modi bruschi. Ama la moglie di un amore morboso, geloso alla follia, di una gelosia scaturita dal fatto che la moglie, dopo anni di matrimonio e un figlio, non sia mai riuscita ad innamorarsi di lui che l'aveva salvata da una famiglia che la opprimeva, per innamorarsi, invece, perdutamente del meccanico di un paese vicino.

La gelosia  accecò Guelfo talmente tanto da farlo diventare violento. Sempre più spesso le sue enormi mani procuravano lividi nel corpo e nell'anima di Adele. Rimasta incinta, la povera donna cercò di recuperare quel matrimonio prigione, non riuscendoci. Quando il bambino non aveva che pochi mesi, la situazione era diventata pesante per lei che, per salvarsi, decise di andarsene dalla casa di quell'orco. L'uomo si vide costretto a lasciarla andare, ma ad una condizione: avrebbe dovuto rinunciare legalmente al loro figlio Tommaso in cambio della propria libertà.

A malincuore, ma con la consapevolezza che Guelfo non avrebbe torto un capello al piccolo e che, non appena si fosse sistemata avrebbe fatto di tutto per ottenere l'affidamento del suo bambino, Adele se ne andò per cominciare una nuova vita col meccanico, l'uomo che amava ricambiata.

La donna provò in ogni modo a chiedere a Guelfo di farle vedere il piccolo, in fin dei conti lei era pur sempre la madre. Ma l'uomo fu irremovibile, fino al giorno che la donna lo minacciò di portarglielo via con la forza, dal momento che l'affidamento le spettava per legge. 

In quei giorni però, Guelfo si presentò dal maresciallo Giuseppe De Benedittis a sporgere denuncia della scomparsa di Tommaso.

Il bambino venne cercato ovunque, la casa fu messa sottosopra, i campi e i capanni della proprietà furono battuti a tappeto. Del bambino nessuna traccia e Tabacci sembrava non voler collaborare continuando a sostenere che il bambino era scomparso nel nulla, forse rapito da Adele. La donna estranea  ai fatti e l'atteggiamento ambiguo e violento di Guelfo, convinsero De Benedittis che l'uomo doveva aver ucciso il bambino e occultato il cadavere, ma non avendo ritrovato il corpo si vide costretto a far decadere le accuse e a chiudere il  caso. Passò il tempo e anche Adele smise di cercare il figlio, ritirandosi ad una vita fantasma: nessuno seppe più nulla di quella povera madre, ma in paese tutti continuarono ad additare  un Guelfo sempre più dispotico, solitario e scostante, come l'assassino del figlioletto.

Da quel giorno passarono circa dieci anni, Tabacci, ancora più chiuso in sé protetto dal suo aggressivo cane da guardia Diablo, continuò a comportarsi in maniera ambigua e la storia del piccolo Tommaso diventò leggenda in paese: nelle notti senza vento, dalla proprietà di Guelfo, saliva il pianto di un bambino tenuto prigioniero.

Teofilo, chiamato da tutti Filo, è un ragazzino di circa dieci anni, vive col suo amato cane Birillo e col padre alcolizzato. Era ancora piccolo quando rimase orfano di madre, ma lui continua a ricordare il dolce sorriso di quella donna smunta, dagli occhi vuoti e tristi. La mamma era malata, era stata tanto in ospedale e, nonostante il sorriso e l'amore che provava per Filo, c'era qualcosa che la turbava e non a causa della malattia.

Dopo la morte della madre cominciò ad avere grosse difficoltà a socializzare ma trovò in Birillo  e in Rullo due grandi amici, più importanti della sua stessa vita, che lo aiutarono ad andare avanti forte e coraggioso, ritrovando la vivacità che sembrava perduta.

<< Se ti importasse di me non avresti lasciato scappare Birillo. >>

Durante un temporale di montagna Birillo, che stava cercando i tartufi insieme al padre di Filo, si perse a causa del boato di un forte temporale, del quale ha sempre avuto paura.

Il padre cercò di calmare Filo invano, a poco valse il fatto che il temporale scoppiò all'improvviso prendendoli alla sprovvista. 

Per il ragazzino la colpa della scomparsa di Birillo era da attribuire solamente al  padre, che di nuovo in preda ai fumi dell'alcol, non aveva protetto il cane impaurito. 

Tutto era successo perché secondo lui il padre non lo amava. Se veramente gli fosse importato di lui, non avrebbe bevuto e avrebbe protetto Birillo. Invece non lo aveva fatto e Filo non poteva accettare la nuova e straziante perdita del suo fidato amico Birillo. Nemmeno il sostegno di Rullo avrebbe potuto aiutarlo.

Rullo è il migliore amico di Filo, un ragazzino timido e pauroso, vittima delle parole cattive e degli scherzi prepotenti dei compagni di scuola. Filo lo aveva salvato e da quel giorno erano diventati grandi amici, anche se spesso Filo non lo ascoltava. 

Rullo aveva paura del padre di Filo, lo aveva visto ubriaco una volta e si era nascosto sotto il letto per paura che gli mettesse le mani addosso. Ogni tanto Filo qualche sberla la prendeva e  Rullo per quanto poteva, cercava di consolarlo e aiutarlo insieme al cagnolino.

I due amici, poco dopo la scomparsa di Birillo, avrebbero dovuto partire con gli Scout per il campo estivo sulle montagne. Filo invece aveva già organizzato tutto, non sarebbero partiti, sarebbero invece saliti sulla montagna dove si era perso Birillo. Lo zaino era pronto: tenda, cibo, vestiario, qualche spicciolo e due quaderni sui quali avrebbero tenuto un accurato diario sugli sviluppi della ricerca.

<< La paura non passa come un raffreddore. >>

La reticenza di Rullo faceva sempre innervosire Filo che gli intimò, visto che era così pauroso, di restare a casa. Lui sarebbe partito ugualmente, da solo, sapendo che comunque l'amico avrebbe finito per seguirlo. Faceva sempre così Rullo, litigavano, ma poi erano più uniti di prima. Uno l'opposto dell'altro, tanto impavido e impulsivo Filo quanto remissivo e flemmatico Rullo, così legato all'amico nonostante i continui screzi e le opposte vedute. Due facce della stessa medaglia, diverse e complementari, legate dalla complicità dell'amicizia e dal rispetto   che provavano l'uno dell'altro.

Iniziò così il lungo cammino dei due amici, inerpicandosi sulla montagna, accampandosi in riva al fiume e arrivando al paese dove incontrarono il burbero Tabacci, sospettato di aver rapito Birillo.

Ad organizzare l'operazione per salvare Birillo dalle grinfie di Diablo e Tabacci, si aggiungeranno ai due ragazzini anche la bella Amelie, nipotina dell'ex medico condotto del paese che porta con sé il peso di un inconfessabile segreto e il generoso Scacco, il ''matto del villaggio'', un giovane uomo con problemi psichiatrici ma con un cuore immenso.

Dopo un primo tentativo di salvataggio di Birillo che vedrà Filo e Rullo a tu per tu con lo smagliante ghigno aguzzo  di Diablo e una strage di galline, il nuovo piano di Filo sembrava perfetto. 

Aiutati dal nobile animo del poetico Scacco, che sembra avere una particolare affinità con Diablo e  dalla piccola Amelie che farà da palo, attaccheranno il forte di Guelfo di notte, perlustreranno tutta la proprietà e quando avranno ritrovato Birillo si daranno alla fuga rientrando a casa. 

E l'avranno pure fatta franca con gli scout e i genitori, ne è sicuro Filo,  dall'alto della sua esperienza di  scout esperto e  dalle idee chiare.

Peccato che, come in tutte le operazioni ben pianificate, ci sia sempre un punto che fa acqua.  Filo e Rullo si cacceranno in un grosso guaio con Tabacci e coi Carabinieri, riportando alla luce sconvolgenti ed inspiegabili verità che sconvolgeranno la loro vita già abbastanza travagliata. 

Ogni azione,  ogni pensiero, ogni  dubbio ed ogni particolare verranno annotati nei loro diari, ben nascosti nella cantina di Guelfo fino al giorno del ritrovamento...

La storia di Filo e Rullo è la storia di un amore unico, raro e irripetibile, che va oltre la semplice amicizia. Un legame che li unirà per sempre, fondendo i loro cuori in un unico grande cuore pulsante,  impossibilitato a battere senza la linfa vitale scaturita dal legame dei due ragazzi.

L'autore, attraverso una scrittura fluida e semplice, accompagna il lettore lungo il percorso evolutivo delle avventure di Filo e Rullo coinvolgendolo in  salti temporali ben omogeneizzati col presente.

Trattando con una delicatezza genuina e sincera argomenti come la depressione, l'alcolismo e il difficile rapporto tra un padre vedovo alle prese con un figlio borderline e ribelle, sembra quasi che  ogni personaggio incontrato  prenda vita fuori dalla penna dell'autore, diventando un membro di famiglia o il nostro amico più caro. 

Si soffre, seguendo i ragazzi nel bosco, si suda freddo durante le peripezie a casa di Guelfo, si tiene il fiato sospeso durante le azioni di salvataggio guidate da Scacco e Amelie. Si sta in apprensione e scappano pure fiumi di lacrime, per la sorte di Birillo ma non mancano i momenti esilaranti quando i piani ben congegnati di Filo finiscono in situazioni tragicomiche con conseguenze piene di pathos e suspense.

Il colpo di scena finale libera il lettore da ogni congettura e tensione, mettendo in luce quanto la mente di un bambino possa vedere oltre la realtà, svelando verità invisibili agli occhi, ma da sempre nascoste nell'inconscio primordiale.

Filo conduttore di tutta la storia, come ha ben evidenziato  l'autore, è che il peso dell'influenza adulta ( decisionale, morale e normativa ) possa gravare/condizionare irreparabilmente sulla personalità presente e futura dei figli, scatenando nelle loro menti meccanismi di difesa e compensazione dopo importanti perdite/lutti.

Sospesi tra il cielo e la terra odierni ma circondati dall'atmosfera di un regno d'altri tempi, l'avventura surreale di Filo e Rullo vi terrà incollati alla poltrona fino alla fine, dal sapore dolce amaro, come la verità.

Consiglio questo romanzo non solo ai più giovani, ma anche agli adulti, in particolar modo ai genitori, per comprendere meglio quanto, dietro ad una apparente fragilità, siano forti e coraggiosi i bambini grazie alla loro tenera ingenuità che gli permette di vedere il mondo con gli occhi puri e schietti dell'innocenza. 

Quella purezza che verrà meno quando si entrerà nella consapevolezza del mondo adulto.

Ringrazio Riccardo e Chiara per avermi inviato la copia di Io non ti lascio solo ed avermi dato la possibilità di vivere questa nuova avventura introspettiva. 

Auguro a tutti voi una buona lettura dopo l'acquisto del romanzo, ricordandovi che è presente in tutte le librerie e nei principali store online. 

Ne vale veramente la pena, parola di scout...

Tania C.








 





Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

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