sabato 12 febbraio 2022

Gita fuoriporta LA VIA DEI POETI TOSCANI: VALDICASTELLO CARDUCCI

 


Le belle giornate di febbraio invitano ad uscire di casa alla scoperta di luoghi storici incastonati alle pendici delle Alpi Apuane.

Anche oggi la Valigia ha messo lo zaino in spalla ed è tornata in Toscana, in un minuscolo Presepe che diede i natali ad uno dei maggiori Poeti italiani: Giosuè Carducci, croce e delizia di molti studenti con Davanti San Guido e San Martino.

Avendo la fortuna di abitale nella vicina Liguria, con breve tragitto di poco più di mezz'ora, lasciatami alle spalle Pietrasanta con le mura medievali e le sue sculture del Botero, sono approdata in una piccola valle dove il tempo sembra essersi fermato.



Valdicastello Carducci si snoda lungo un bellissimo ruscello dalle acque aranciate. Non per l'inquinamento ma a causa delle miniere di ferro presenti sulle montagne che abbracciano la valle.








foto personali

Poche case, magistralmente riportate al loro splendore antico, una piccola ma imponente Pieve e, proprio sulla sponda del ruscelletto, una costruzione antica in sasso con un bel giardino curato e di antica fattura: la casa del Carducci.

foto personale

Alle 15.00 è arrivata la ragazza che ci ha raccontato i fatti più salienti della vita del Poeta e poi ci ha lasciato liberi di visitare lo stabile che si erge su tre piani.





foto personali

A piano terra, con pavimenti e travi risalenti all'epoca della nascita del Poeta, ricavata da una parte di sottoscala, si trovano da una parte un camino con una panca in muratura, la cucina, e dall'altra una stanzina dove vengono proiettate diapositive riguardanti la vita del Poeta.

Ho adorato da subito il set da scrittura con penna e inchiostro e per un attimo mi sembrava di vedere il Poeta chino a comporre i suoi versi.


foto personali

Al piano superiore, un meraviglioso studio, con tutti gli oggetti appartenuti al Poeta e la piccola camera da letto con tanto di libreria a custodire preziosi testi d'epoca.







foto personali


Al terzo ed ultimo piano , il bagno. Un po' inquietante, ad essere sincera.

foto personale


All'esterno è presente un piccolo giardino con ulivi e altre piante ornamentali, targhe e busti dedicati al Poeta.




foto personali



                       Giosuè Carducci


foto personale


Giosuè Carducci nacque a Valdicastello di Pietrasanta il 27 luglio 1835 da Michele e Ildegonda Celli.

Il padre, chirurgo, lavorò come dipendente nella società mineraria francese Boissat prima, poi come medico interno a Pietrasanta, Seravezza e Pontestazzemese.

Durante l'autunno del 1938, insieme alla famiglia, si stabilì nella condotta di Bolgheri, per poi spostarsi in altri centri toscani.

Giosuè riuscì ad entrare alla Scuola Normale di Pisa dove, nel 1855 si laureò in filologia e filosofia diventando insegnante.

Nel 1859prese in moglie Elvira Menicucci che gli diede cinque figli.

Nel 1860 il Ministro della Pubblica Istruzione lo chiamò a salire in  cattedra come insegnante di eloquenza italiana all'Università di Bologna, dove esercitò per più di quarant'anni.

Il 1890 fu l'anno in cui fu investito della carica di senatore.

Nel 1906 fu onorato del Nobel per la Letteratura.

Morì il 16 febbraio 1907 a Bologna, dove riposano le esequie.

Il Poeta fece ritorno in Versilia tre volte, nel 1977 su mandato del Ministero della Pubblica Istruzione per ispezionare il liceo di Massa. Passò poi da Seravezza per salutare l'amico sacerdote Francesco Donati e infine da Pietrasanta, dove ritrovò il caloroso abbraccio dei parenti. Il Poeta ricordò quella giornata in due lettere, una per la moglie Elvira, l'altra per l'amica Carolina Cristofori Piva, nella quale si può leggere:

''Quel che mi piace è Pietrasanta: bellissima cittadina, con una piazza unica, una cattedrale da gran città, e, a sfondo, le Alpi Apuane. E che paese all'intorno! Che monti, che verde, che ombre, che fiumi, che ruscelli risonanti freschi sotto i castagni e gli olivi e gli aranci e le cave de' marmi da tutte le parti fra il verde!''

Il 1 marzo 1890 fece ritorno a Valdicastello insieme all'amica Annie Vivanti, per rivedere la sua casa natìa.

Il 29 marzo fece un'ultima fugace visita a Pietrasanta.



VALDICASTELLO CARDUCCI

foto personale

Il 23 febbraio 1907 il Consiglio Comunale di Pietrasanta dispose di onorare solennemente il Poeta.

Il 7 aprile 1907, alla presenza di alte autorità governative e personalità di cultura nazionale, si tenne la commemorazione.

Il 17 marzo 1907 la Casa che diede i natali al Poeta venne dichiarata monumento nazionale e qualche anno dopo, nel 1912, fu acquistata dal Comune grazie al ricavato di una pubblica sottoscrizone.

La casa-museo è formata da una parte di fabbricato sulle sponde di un torrente e contiene cimeli, arredi e pannelli appartenuti al Carducci.

Nel 1937, il Comune di Pietrasanta chiese e ottenne che a Valdicastello venisse assegnato il nome di Val Carducci, con rinnovo nel 1949, mentre nel 1950 il Presidente della Repubblica Einaudi autorizzò il cambio di nome del Paesino in Valdicastello Carducci.

In onore del Poeta, dal 1950, fu istituito il Premio Nazionale di Poesia ''Giosuè Carducci''.


La Casa-Museo, in inverno  è visitabile senza appuntamento e soprattutto gratuitamente, il sabato e domenica dalle 15.00 alle 18.00. 

Un bel gesto da parte del Comune di Pietrasanta, che mi sento in dovere di ringraziare per questa opportunità.

Per info vi lascio qui sotto i contatti augurandovi buon viaggio e tante belle letture.


Indirizzo

Casa Natale Di Giosuè Carducci  a Pietrasanta

Via Valdicastello 

55045 Pietrasanta


 Dettagli di contatto

 0584795500

 Fax.: 0584795588













foto personali




giovedì 10 febbraio 2022

Mini recensione I GUARDIANI DEL FARO - ED. Mondadori -

 





I GUARDIANI DEL FARO

Emma Stonex
Traduttore: Marco Rossari
Ed. Mondadori
Collana Omnibus
Anno edizione 2021
In commercio dalb18 maggio 2021
Pagine 336
Formato Brossura
€ 19

<< Mi preoccupa il giorno in cui non ci sarà più bisogno di guardiani. Chi sono io senza il faro, senza questo mondo, senza mia moglie? Quando arriverà l'automazione, ci estingueremo. >>

Ispirato a fatti di cronaca realmente accaduti, I guardiani del faro è un romanzo thriller coinvolgente che vi trascinerà nelle gelide acque della Cornovaglia, nel 1972.

Il romanzo d'esordio di Emma Stonex vi entrerà dentro, con la forza del mare in tempesta che si scaglia sul faro maledetto dello Scoglio della Fanciulla , dal quale sono misteriosamente spariti nel nulla i tre guardiani.

<< Quando sono a casa devo fingere di essere l'uomo che non sono, parte di qualcosa di cui non faccio parte. >>

L'eco delle onde, attraverso la coralità delle voci dei tre guardiani, Bill, Arthur e Vincent e da quella delle loro mogli, racconterà una misteriosa storia sul bisogno di isolamento e del tormento che ne consegue.

<< Ti abitui in fretta al modo di fare le cose dei guardiani che lavorano insieme a te. >>

Giornate passate nel limbo tra utopia e realtà, disagio ed ansia ma anche amore e dolore, con una minuziosa disamina degli insidiosi labirinti dentro ai quali la paura ci imprigiona, annebbiando il sottile confine tra la realtà e l'inganno della mente.

<< Le ore diventano notti che diventano albe che diventano settimane, e il mare immenso continua a fluttuare e la pioggia aguzza continua a battere e il sole a spendere fino a sera, poi è mattina, conversazioni nella penombra, nel buio, conversazioni che non sono mai avvenute o stanno avvenendo lo stesso. >>

Se dovessi dare una definizione breve ed incisiva a questo romanzo, direi che è un thriller psicologico diesel: parte lento, quasi scarburato, ma superate le prime pagine non riuscirete più a scollarvi dalla poltrona, accelerando al massimo la potenza della lettura per entrare nel meccanismo subdolo della memoria centrale della trama.

Uno tsunami di emozioni forti, suspense e mistero, bugie e verità celate, vi trascinerà nella storia, lasciandovi liberi di trovare la vostra chiave di lettura, dopo la sferzata finale, che vi lascerà con spruzzi di acqua e sale tra i capelli e la salsedine sulle labbra a farvi compagnia.

<< Il faro resterà vuoto, a rimpiangere il cameratismo e la fratellanza dei decenni passati, le sigarette in cucina, le serate davanti alla televisione, l'amicizia e la confidenza che un tempo aveva alimentato, e l'uomo non dovrà più animare questo luogo. >>

Ringrazio il mio fidanzato che, conoscendo la mia passione per i fari e il mare mi ha regalato questo romanzo intrigante e ricordo, a chi volesse approfondire, che nel 2019 è uscito anche un film dal titolo "Il mistero del faro".

Mettetevi comodi, lasciatevi cullare dal mare in tempesta e iniziate la lettura, diventando un faro voi stessi.
Buona lettura,

Tania C.


Nessuna descrizione della foto disponibile.

domenica 6 febbraio 2022

Letture consigliate: SOUMCHI di Amos Oz - Ed. Feltrinelli Editore -

 






SOUMCHI
Amos Oz
Anno Edizione: 2013
Trad: Glauco Arneri
Collana: Economica Universale
Formato: Brossura
Pag.: 85
€ 7
Consigliato a partire da 12 anni

CONOSCIAMOL'AUTORE

Amos Oz, nato nel 1939 a Gerusalemme ha scritto libri per bambini, romanzi e saggi.
È considerato uno dei più grandi narratori contemporanei. Attualmente vive nella città israeliana di Arad e insegna letteratura all'Università Ben Gurion del Negev.


IMPRESSIONI

"Tutto cambia. Anche io, che ho circa undici anni e due mesi, cambio quattro o cinque volte al giorno."

Gerusalemme, fine anni '40. Gli inglesi occupano da anni la città che diventerà la capitale del futuro Stato di Israele. Si respira un clima di tensioni, i carri armati e i soldati hanno occupato la città per quietare gli scontri di popoli al limite della tolleranza.
Soumchi non è più un bambino, sta crescendo. Ha 11 anni e due mesi e ogni giorno è una scuola che lo aiuta a crescere. Un giorno lo zio Zenach gli regala una bicicletta e sarà l'inizio della storia di Soumchi. Storia che si svolge nello scandire di 24 rocambolesche ore.
Soumchi, con la sua bicicletta, da il via ad una serie di scambi: dapprima con un trenino elettrico. Finito l'interesse per il trenino sarà la volta di barattarlo con un cane. Ma il cane scappa è Soumchi si ritrova con le pive nel sacco e un temperino trovato. Con la disperazione di chi ha perso tutto a fargli compagnia, intraprende un viaggio sulla rotta dell'Africa e Himalaya. Ma il destino ha ben altri percorsi per lui e, lungo il suo cammino di crescita approderà in un mondo ancora sconosciuto, quello dell'amore per la sua Esthie.
Un lungo racconto plasmato sulla tenerezza e semplice ingenuità di un bambino che si approccia al mondo dell'adolescenza attraverso il bullismo e tirannie di un paese da sempre in lotta per la terra promessa.
Lettura breve ma ricca di spunti storici e umani da approfondire. Lo stile è delicato, ricco di dialoghi, spesso poetico e placido, come le acque del lago che da il nomignolo a Soumchi.
Buona lettura,
Tania C.

sabato 5 febbraio 2022

GITA FUORIPORTA A CASOLI DI CAMAIORE, IL PAESE DEGLI ''SGRAFFITI''

 CASOLI 

Il paese degli ''sgraffiti''


Casoli - foto personale -

Oggi la Valigia si è trasformata in zaino ed ha deciso di fare una piccola gita fuoriporta nella vicinissima Toscana.

Vista la giornata di sole e i venti gradi, stanca di stare in casa con la gamba in scarico (reduce da due distorsioni nel giro di dieci giorni), sono partita alla volta di Camaiore, per poi inerpicarmi, per circa 5 km, sulle montagne che hanno vissuto gli orrori della resistenza versiliese, fino ad arrivare a Casoli, a pochi km da Pietrasanta e vicinissimo a Sant'Anna di Stazzema.


Casoli  Monte Prana - foto personale -


Casoli, Il Paese dei Graffiti o ‘’sgraffiti’’, è un piccolo gioiello abbarbicato alle pendici meridionali delle Apuane, poco distante dalle splendide cascate di Candalla, immerso in una natura lussureggiante di lecci, macchia mediterranea e lampi gialli di mimose rigogliosamente fiorite.


Le mimose di Casoli - foto personale -

Inerpicandosi su per i tornanti che si snodano dal paese di Camaiore, sembra di attraversare uno stargate per entrare in un mondo fatato, popolato da elfi e fate: caverne raggiungibili solo da folletti, ruscelli dove le fate fanno il bagno, rocce passaporta per mondi incantati mi hanno accompagnato sino al paese.


Cascatella sulla via per Casoli - foto personale -

Nonostante il tempo incerto trovato all'arrivo, l'accoglienza è stata calorosa, una piccola fatina dai pometti rossi come Heidi e un gentile signore col cagnolino, con la simpatia e l’ospitalità tipica toscana, mi hanno indicato da quale percorso iniziare per ammirare i preziosi capolavori di artistici che risalgono ai tempi del pittore e scultore Rosario Morabito e della moglie moglie Grayce Bradt, famosa attrice americana meglio conosciuta con lo pseudonimo di Grace Albert.

La coppia, innamoratasi del paesino e delle montagne, acquistò un palazzo nel centro del borgo e vi si trasferì definitivamente dall’inizio degli anni ’50, facendosi amare fin da subito dai paesani che familiarizzarono chiamandoli con l’appellativo Saro e Graziella e la coppia.

Per  ringraziarli dell’affetto ricevuto decisero di donare alla piccola comunità una delle opere più preziose che ancor oggi decora la graziosa piazzetta all'ingresso della parte alta del borgo: bellissimi murales compiuti tramite l’antica arte dello sgraffito.


Il mio sgraffito preferito: Argo che riconosce Ulisse dopo vent'anni - foto personale -


Lo sgraffitto è
  una tecnica decorativa parietale molto antica e deriva dall’affresco. Bisogna spvrapporre più strati di intonaco di diversi colori e con appositi strumenti di metallo, si scavano i vari strati di intonaco scoprendo quelli sottostanti.

Vagamente ricorda un po’ come quando da bambini usavamo i pastelli a cera per creare un disegno colorato che poi veniva coperto dal pastello nero e quindi grattato via per scoprire il disegno sottostante.

Dal 2006 in onore alla coppia Murabito, la tradizione sgraffitara viene rinnovata grazie alle opere dei migliori studenti  dell’Istituto d’arte Stagio Stagi di Pietrasanta, che ogni anno, usando questa tecnica e coordinati dal Direttore Artistico Franco Pagliarulo, con il patrocinio del Comitato Paesano di Casoli, abbelliscono le facciate e i muri del borgo.


Portatrici di brocche del Murabito - foto personale -


Nel borgo fatato sono presenti più di cinquanta sgraffiti che ritraggono personaggi e vicende della tradizione paesana, come le portatrici di brocche, dipinte da Murabito su un muro all'entrata del paese.


Arrivo nel borgo di Casoli alta - foto personale -

Casoli, borgo unico nel suo genere, diviso alto e basso, è da considerarsi un vero e proprio museo dell’arte a cielo aperto, visitabile in qualsiasi momento dell’anno e sempre pronto all’accoglienza. 


Un simpatico cicerone - foto personale -


Una simpatica colonia di gatti mi ha accompagnato  lungo la via principale del borgo fino alla splendida Chiesa di San Rocco e risalente alla seconda metà dell'800, che purtroppo abbiamo trovato chiusa.

Chiesa di San Rocco - foto personale -


Una gita breve, ma ricca di emozioni, fattibile in poche ore per chi arriva da La Spezia o da Pisa e assolutamente non faticosa.

Ideale per chi volesse passare qualche ora immerso nel silenzio e nella pace delle Apuane, circondato da capolavori di artisti senza tempo.

Non mi resta che augurarvi buon viaggio e buona visione.

Tania C.


SGRAFFITI E SCORCI DI CASOLI

Foto personali




























N.B. Per le notizie sulla storia di Casoli mi sono rifatta al sito del Comune di Camaiore


Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...