giovedì 26 gennaio 2023

Recensione UNA NUOVA VITA e UN MONDO LIBERO La saga dei FONTAMARA di Valentina Cebeni - Ed. Sperlidisseng & Kupfer -

 




UNA NUOVA VITA - UN MONDO LIBERO

La saga dei Fontamara





UNA NUOVA VITA

La saga dei Fontamara

Valentina Cebeni

Ed. Sperling & Kupfer

Collana PickWick

Genere Narrativa Italiana, Saga familiare

Pag. 730

€ 13,90

Formato Brossura

Formato Ebook presente in tutti gli store digitali


TRAMA

Anni trenta, Cuba. 

Fernando Fontamara, amato marito di Eva Morris viene a mancare e la donna, insieme ai quattro figli, è costretta a fuggire a Roma, trovando accoglienza dalla famiglia del cognato.

Convivere coi parenti italiani non è facile: Giacomo Fontamara è un uomo arrogante e fascista. Sposò Ottavia solo per sete di potere, riuscendo a mettere le mani sul biscottificio di proprietà della moglie, portandolo al collasso a causa della sua cattiva gestione. Le conseguenze  disastrose si ripercossero anche sul matrimonio e nel rapporto coi figli.

L'arrivo dei cugini da Cuba porterà scompiglio nella loro quotidianità, ricreando, giorno dopo giorno, legami perduti nel tempo e facendo nascere nuove complicità, soprattutto tra le donne della famiglia.

Saranno proprio i cugini ''cubani'' a tagliare le onde per attraversare la tempesta e salvare la grande famiglia dei Fontamara.





UN MONDO LIBERO 

La saga dei Fontamara


Valentina Cebeni

Ed. Sperling & Kupfer

Anno di uscita 2022



Genere Narrativa Italiana, Saga familiare

Pag. 528

€ 18,90

Formato Cartonato con sovraccoperta

Formato Ebook presente in tutti gli store digitali


TRAMA

Roma, autunno 1942. In Italia, come nel resto del mondo, imperversa ormai da tempo una spietata guerra che vede impegnata anche la famiglia Fontamara al completo. 

Ogni uomo in grado di combattere, viene impiegato al fronte, mentre chi è costretto a rimanere in città, già provato dalla guerra e dagli stenti del periodo, deve vedersela con l'ombra cupa del governo e delle sue nuove disposizioni. 

Sono quelli gli anni più neri per la Pregiata Forneria Principi, ma grazie alla capofamiglia Eva, che sa come mettere a frutto il suo spiccato senso degli affari, il biscottificio avrà la possibilità di accaparrarsi molte richieste da parte del regime per poi utilizzarne i proventi proprio per aiutare tutte quelle persone che vogliono annientare le leggi razziali introdotte proprio da quel regime dittatoriale. Intanto il conflitto bellico sta avanzando senza freni e senza pietà né speranze, lasciando alle spalle vittime innocenti.

Myriam, terzogenita figlia  di Eva, prende una decisione difficile: si arruola come infermiera volontaria.  Diana, la figlia secondogenita, è sempre più combattiva, tradita dalle proprie pericolose e incoerenti scelte di vita. Lia, sorella di Fernando, vede impietosamente svanire il suo sogno di rivedere il marito Ettore, così come per  la cognata Eva sta crollando quello di poter riabbracciare ancora una volta il primogenito Gabriel, piegato dalla scelta tra la vita o la morte dopo l'armistizio.

Intanto la guerra si impadronisce di  Roma, esasperando animi e routine quotidiana. È arrivato, purtroppo,  il temuto  momento di scendere in campo giocando tutto per tutto, durante le corse verso i bunker durante i bombardamenti, nello slalom tra  macerie e vittime di una città ribelle che eleva il suo grido silenzioso innanzi ai rastrellamenti.

Nonostante i tragici fatti, la famiglia Fontamara, facendo leva proprio su quel forte legame, non solo di sangue, che la unisce, troverà ancora una volta con determinazione la forza per combattere, anche se divisa fisicamente, per l'ideale comune di libertà. Una libertà che ha sempre il sapore di un ritorno a casa.

Un mondo libero è il secondo avvincente capitolo della saga famigliare che ha già appassionato migliaia di lettori, una storia commovente di coraggio e resilienza.



CONOSCIAMO L'AUTRICE

Valentina Cebeni, nasce e vive a Roma dal 1985, ma nelle sue vene scorre sangue sardo. La Sardegna, madre delle sue radici, col suo mare cristallino, è la terra della sua infanzia. Tra il viola delle bacche di mirto e la tranquillità delle calette in cui immergersi, passa le sue estati a casa dei nonni che ama e ricorda con tanto affetto.                            Giovane scrittrice, tradotta in tutta Europa, con enorme successo in Germania, il suo motto è ‘’ My head is a jungle… piena di pensieri, parole, emozioni e sentimenti’’, ha al suo attivo già tre romanzi:

L’ultimo battito del cuore, col quale esordisce nel 2013, edito da Giunti;

La ricetta segreta per un sogno e La collezionista di meraviglie, editi da Garzanti;

La saga dei Fontamara: Una nuova vita e Un mondo libero, editi da Sperling & Kupfer.

Natale in casa Fontamara, spin-off della saga, edito da Sperling & Kupfer solo in formato ebook.


IMPRESSIONI

Amici della Valigia buongiorno.

In occasione della Giornata della Memoria, quest'anno, ho deciso di lasciarvi in compagnia di una saga un po' diversa, alla quale tengo molto.

È una saga familiare storica alla quale mi sono subito affezionata, non solo perché l'autrice è una mia carissima amica ma soprattutto per la sua capacità di incollarmi, ogni volta, alle pagine, facendomi entrare nel cuore della storia.

Una nuova vita e Un mondo libero La saga dei Fontamara, portano la firma di Valentina Cebeni, raccontando gli anni bui della Seconda Guerra Mondiale a Roma, dove vive la grande famiglia allargata Fontamara, immigrata a Cuba negli anni '20  per poi rientrare in Italia alla morte del padre, quando anche Cuba sta diventando pericolosa per la loro sopravvivenza.

Non mi voglio dilungare sulla trama, la potete leggere nella quarta di copertina o qui sopra, voglio invece raccontarvi del personaggio principale di questa saga.

No, non è la guerra in sé, né la famiglia Fontamara, per quanto titoli e trama possano lasciar trapelare.

Protagonista principale è l'amore. 

In questo caso, principalmente l'amore e la capacità di amare delle donne, fulcro della saga.

Quello forte, indiscusso, che va oltre i confini, razza, credo politico e religioso, quello che ti avvolge nelle sue spire e ti incanta, quello malato, che ti porta a conseguenze disastrose.

Ogni personaggio che si incontra durante la lettura è alle prese con l'amore.

<< Eva sgranò gli occhi, e affondò le unghie nel bracciolo della sedia. "Questo è fuori discussione. I miei figli e io apparteniamo a questa terra, a questa casa. Come potete chiederci di andarcene?">>

Eva, vedova combattiva di Fernando, si ritrova, a causa di un passionale ma insano amore di gioventù, a dover fuggire dalla vita libera e solare di Cuba, lasciando la gestione dello zuccherificio di famiglia, la Central Santa Sophia, ai suoceri. 

Arrivata in Italia insieme ai figli, viene accolta in casa Principi, zii e cognati proprietari del Pregiato biscottificio romano.

La famiglia alloggerà, ospite degli zii, prima a Roma poi, coi primi venti di guerra, si sposterà nella splendida campagna romana, nella Tenuta La Gioiosa, villa della moglie di Giacomo, il cognato di Eva, uomo burbero e fedifrago, capace di abbandonare a sé stesso il frutto del proprio sangue. 

<<Gabriel chiuse l'occhio sinistro e accarezzò con l'indice il grilletto, poi mise a fuoco la bottiglia che Ernesto aveva sistemato sulla pietra e fece fuoco.>>

Gabriel, figlio primogenito di Eva e Fernando, è un ragazzone dal cuore buono, sempre pronto a difendere e a combattere per la causa. Sarà proprio il suo amore per la famiglia e per le origini italiane a fargli prendere la decisione di arruolarsi. Lontano da casa conoscerà il grande amore, per il quale spezzerà il cuore di una giovane domestica della famiglia Fontamara-Principi.

Diana, secondogenita e giovane donna di una bellezza selvaggia e procace, si sente tradita dalla sua famiglia per essere stata costretta a emigrare  in Italia, in casa degli zii paterni dove crede di essere ospite poco accettata. 

Costretta a forza a lasciare il suo grande amore a Cuba, perché legato all'amore malsano e pericoloso vissuto in gioventù dalla madre, non riesce a far pace con le proprie emozioni, finendo nelle spire di una guerra al massacro contro sé stessa e chi la circonda, ma soprattutto contro quella che lei vede come colpevole di tutta la situazione, la madre Eva. 

<< Forse ora penserai che le mie siano solo parole stupide, vuote, ma, credimi, ne va della tua felicità.>>

Diana è il personaggio che saprà catturare l'attenzione del lettore e portarla oltre le pagine. Si soffre, ci si inquieta, si combinano guai con lei, ma si ride anche, si passano momenti di gioia e passione che lasciano quasi sperare in una sorta di redenzione del protagonista "bello e dannato".

<<Tutto corre fuorché il tempo, in questi anni maledetti, pensò, mentre si asciugava la fronte col dorso della mano e si tastava le gambe doloranti.>>

Myriam è la figlia terzogenita, forse quella più remissiva, una  sognatrice pacata. Bella e intelligente, dai toni soavi, quando si innamora diventa un fiume in piena di emozioni, spesso messe in secondo piano dai disastri combinati da Diana, alla quale è molto legata. Myriam per amore del suo Giovanni, prigioniero per non essersi piegato al volere del regime, sceglierà di combattere in prima linea arruolandosi come infermiera, mettendosi a rischio per salvare chi sta combattendo per la patria e per le vittime dell'odio omofobo e razziale che sta ormai imperversando anche a Roma.

Clio e Viola sono le piccole di casa, una ventata di aria fresca tra la cappa pesante della guerra.

Clio quarta e ultima figlia di Eva, è solare, vivace, brillante e con un grande cuore. Ama come una sorella Viola, la cuginetta illegittima riconosciuta, senza amore, dal padre  e dalla moglie. La piccola è figlia dell'avventura di una delle molteplici notti brave, tra alcol e donne di dubbia integrità morale, di zio Giacomo Fontamara, despota traditore, perennemente immischiato in affari poco legali che gli faranno quasi perdere il Pregiato biscottificio Principi di proprietà di Ottavia, la dolce moglie tradita e incinta, segnata da un crudele destino.

Lia, sorella di Giacomo e Fernando, è la zia dalle spalle grandi, protettiva, piena d'amore per la famiglia, tanto da rinunciare alla sua gioventù per loro, finché, non conoscerà il futuro marito, proprio con l'arrivo dei Fontamara di Cuba.

<<''Che cosa cerchi, qui, che altrove non trovi?" gli chiese spezzando il biscotto in piccoli bocconi. "Insomma , che cos'ha questo posto di così speciale?" Tommaso si guardò intorno, e spolverò i pantaloni dalle briciole. "Le persone, te l'ho detto.">>

Tommaso è il quarto fratello Fontamara. Anima pura ma combattiva, ribelle e fragile allo stesso tempo. È lo zio che non giudica ma allarga le braccia e accoglie, consola, ama i nipoti. In particolar modo Diana, la nipote più bisognosa di affetto e di una guida che non sappia solo riprenderla per i suoi errori commessi. 

Per lui è un momento duro quello che sta vivendo e sa cosa significa, per la nipote, essere sempre giudicata solo per il diritto di essere sé stessi. 

È innamorato, ricambiato, ma costretto a vivere il suo amore clandestinamente per evitare ulteriori ripercussioni o la vita stessa di entrambi da parte del regime.

Tommaso è il personaggio che più mi è piaciuto della saga. L'angelo custode che ogni nipote vorrebbe avere, sempre pronto ad offrire un abbraccio e una fetta di torta. Sempre pronto ad ascoltare e a spronare, a credere nelle proprie possibilità, invece di cedere alla dittatura del fratello Giacomo.

A completare la famiglia ci sono i cugini Fontamara, i figli di zio Giacomo e Ottavia: Ernesto e Angela.

Giacomo Fontamara, fratello di Fernando, Lia e Tommaso, non ha bisogno di presentazione, tale è la sua fama di losco libertino.

Ottavia Principi, ereditiera della Forneria Principi, della Villa romana e della Tenuta La Gioiosa, la moglie, è una donna annientata dalle angherie del marito. Accetta le sue umiliazioni per anni, incapace di provare pietà e amore per la piccola Viola. L'aiuto di Eva sarà la svolta per lei. Se solo il destino non ci avesse mezzo le grinfie!

Ernesto figlio primogenito ribelle, sbruffone e rissoso, votato alle camice nere tanto da sposarne la causa, ama follemente la madre, vista da lui come figura fragile, da proteggere dalle angherie di un padre alcolizzato, violento e donnaiolo. Per lei è disposto a tutto, pur di vendicare le umiliazioni subite.

Angela è viziata, non particolarmente bella, un po' in sovrappeso. Cerca attenzioni mettendosi in mostra con abiti lussuosi e facendo brutti scherzi a Diana, ma finirà con l'innamorarsi di un bravo ragazzo che la sposerà e le farà mettere la testa a posto. È un personaggio all'inizio ambiguo, ma troverà il suo riscatto, anche se a caro prezzo.

Angela e il marito avranno un figlio, Mosè, colpevole di essere nato in uno dei più brutti periodi storici del mondo. Il marito di Angela è ebreo, un non gradito, da sterminare il prima possibile.

La famiglia Fontamara farà di tutto per proteggerli, ma a volte l'odio sembra vincere alcune battaglie nello scontro con l'amore...

Ogni personaggio, ben strutturato in ogni suo aspetto, al punto da sembrare reale, vive una vita piena, densa di sentimento e cuore.

Combattono ognuno le proprie battaglie, senza abbassare mai lo sguardo, rialzandosi dopo ogni colpo inferto che lo ha messo al tappeto.

Lo sa bene Tommaso, che pur ammaccato e con ferite nel cuore che non si rimargineranno mai, non perde la speranza e la voglia di amare, di vivere in un mondo libero.

Valentina ha saputo toccare temi forti e scottanti legati al periodo storico, senza mai cadere nella volgarità o nella crudezza dei fatti. 

"Rispettoso" credo possa essere la parola giusta per definire lo stile di questa saga avvincente.

Con mano lieve, la sua penna sfiora le pagine del cuore, riportando fedelmente fatti storici di una Roma che non è mai scomparsa. Lo stesso Pregiato biscottificio Principi ha resistito al tempo e alla storia.

Ogni fatto narrato è frutto delle sue scrupolose ricerche sul campo, di interviste, incursioni nella storia, e lunghe giornate tra i vicoli del quartiere ebraico di Roma, sperimentando odori, sapori e anime di un tempo poi non così lontano.

Dalle pagine soffia il vento gelido dei campi di concentramento, si può udire la live cadenza dei corpi scheletrici costretti a marciare quasi nudi sotto la neve, diretti al campo o ai forni, i colpi dei fucili che lacerano le carni di chi vuole solo difendere il diritto di essere uomo, cittadino del mondo. 

Tutto in un sottotono assordante che solo Valentina, con la sua sensibilità, ha saputo descrivere.

Qualche lacrima scende, inarrestabile, perché spesso, ciò che si legge tra le righe, fa più male dell'inchiostro nero su carta candida.

Ma scendono anche lacrime di speranza, dettate dall'amore, collante della grande famiglia Fontamara.

<<La guerra è finita>>, disse piano, mentre la distanza fra loro si accorciava e lei lo fissava incredula, con gli occhi che sorridevano e le mani che tremavano intrecciate a nascondere l'emozione. E arrivò, con una violenza che non si aspettava.>>

Nella vita, anche se indipendentemente dalla nostra volontà, è facile perdersi, finire in un vortice che trascina a fondo, ma l'amore, soprattutto quello della propria famiglia, è l'ancora che ci permetterà di tornare a galla e salvarci.

Chissà che questo amore non riesca a salvare anche Diana, perché ha ancora tanto da raccontarci.

Per finire, cari lettori, vorrei richiamare la vostra attenzione sulle copertine dei due romanzi, semplicemente strepitose. 

Due dipinti dai colori brillanti coi tratti tipici anni '40, raffiguranti delle donne. 

Libere e resilienti come le donne Fontamara. 

A questo punto credo sia doveroso leggere questa saga che scorrerà a ritmo serrato sotto ai vostri occhi. 

Una piccola chicca contenuta in "Una nuova vita" è l'accenno ad un dolce tipico della cucina giudaica romana, un dolcetto che viene offerto sotto forma di biscotto a Eva da parte dello zio Tommaso. 

Incuriosita ho chiesto delucidazioni in proposito a Valentina che mi ha spiegato essere la Pizza di Beridde, dolce povero, quasi uno svuota dispensa, ma ricco di sapore e profumi antichi e corposi. 

Ho provato a farlo e non mi sono più fermata, crea dipendenza! La ricetta la trovate tranquillamente in rete, provatela perché merita.

Ma non finisce qui! Per chi fosse in preda alla sindrome dell'abbandono, Valentina, a Natale, ci ha regalato un arricchimento, un "terzo capitolo" che si svolge nell'arco temporale tra Una nuova vita e Un mondo libero. Lo definiscono spin-off, ma è molto di più. 

Si intitola "Natale in casa Fontamara" e vi lascio qui sotto la mia recensione, perché anche se Natale è appena trascorso, il nostro cuore ne ha bisogno sempre.

https://valigiadeltempo.blogspot.com/2022/12/recensione-natale-in-casa-fontamara-di.html

Cosa aspettate ancora? Correte in libreria e lasciatevi coccolare dalle braccia accoglienti della famiglia Fontamara.

Buona lettura

Tania C.







giovedì 19 gennaio 2023

Recensione UN GRAMMO DI FELICITÀ AL GIORNO di Sidi Østili - Ed. Garzanti Libri -

 





UN GRAMMO DI FELICITÀ AL GIORNO  


Sidi Østili 

Ed. Garzanti Libri

Genere Narrativa straniera

Pag. 360

Formato Cartonato

€ 18,60

Formato ebook presente in tutti gli store digitali


            CONOSCIAMO L'AUTRICE

SIRI ØSTLI

Siri Østli è laureata in letteratura francese e russa, e in psicologia. Autrice e giornalista pluripremiata in patria, esordisce in Italia con Un grammo di felicità al giorno. Vive a Oslo con il marito e cinque figlie.

 

TRAMA

 

È mattina, e Fie sta per ricevere il suo messaggio quotidiano, non vede l’ora che arrivi. Sono solo poche righe con le quali le viene assegnato un compito da svolgere per tornare a vivere davvero e spezzare la routine monotona delle sue giornate sempre uguali. Da alcune settimane, infatti, segue un calendario dell’Avvento personalizzato, in cui a ogni casella corrispondono un consiglio, un obiettivo o una motivazione. Ife non sa se riuscirà a farcela ma, non avendo nulla da perdere, decide di accettare la sfida: solo in questo modo potrà mettersi in gioco davvero. Ad architettare questo ‘’gioco’’ è stata la sorella Sara, consapevole che Fie ha bisogno di qualcuno che la esorti a uscire dal guscio in cui si è rinchiusa dopo essere stata lasciata dal marito e il figlio che sembra averle voltato le spalle per sempre. Seguendo le indicazioni contenute nei messaggi, piano piano, la vita di Fie comincia a cambiare. Il primo passo consiste nel trovare un nuovo arredamento per la casa, seguito dalla preparazione di squisiti dolci al tepore del forno per poi arrivare alla socializzazione adottando un cane e facendo amicizia con i vicini. Piccoli gesti quotidiani dal valore inestimabile grazie ai quali si rende conto che non è vero che intorno a lei c’è solo un presente grigio. Nuovi colori vengono alla luce rivelando come suo figlio sia solo a un passo di distanza e come, forse, separarsi dal marito non sia stata una cattiva idea. Perché c’è sempre una ragione in tutto ciò che accade. Anche se a prima vista sembra negativo. Bisogna solo trovare la forza di riscoprire valori importanti come amicizia, condivisione, realizzazione di sé.

Un grammo di felicità al giorno è un inno al potere della vita di sorprendere e alla possibilità di ricominciare. A volte ci vuole qualcuno che ci venga in soccorso, a volte bastano un messaggio, un abbraccio, la parola giusta al momento giusto. La forza è dentro ognuno di noi, dobbiamo solo trovarla.

 

 

IMPRESSIONI

 

Cari lettori della Valigia ben ritrovati.

Natale è passato da un po’ ma avendo dei conti in sospeso proprio con me stessa e le festività, ho deciso di portare a termine un impegno che mi ero presa e, per cause di forza maggiore, non ho potuto portare a termine durante il periodo natalizio.

“Un grammo di felicità al giorno” era il testo scelto per un gruppo di lettura condivisa del quale facevo parte. Facevo, perché  un problema tecnico mi ha costretta ad uscirne. Ho voluto comunque leggere il testo per chiudere il cerchio.

Attirata dal titolo e dalla trama, acquistai fiduciosa il romanzo ma, una volta a casa, lo impilai sul comodino, senza un perché apparente e senza rimorso.

Non riuscivo ad aprirlo, ma non ne ero dispiaciuta come per le altre letture che stavo tralasciando. Continuando a chiedermi il motivo del perché di tanta svogliatezza, sono arrivata alla sera del 17 gennaio, quando decisi che era arrivato il momento di tuffarmi tra quelle pagine, alla ricerca della dolce atmosfera natalizia, passata troppo in fretta.

Dopo aver letto le prime pagine cominciai a capire il perché del mio allontanamento dopo l’acquisto. I libri hanno un’anima e sanno quando è il momento giusto per essere letti. Così è stato per “Un grammo di valium al giorno” (sarebbe il titolo più indicato).

Man mano che le pagine scorrevano più lente di un carro trascinato da un bradipo nella sua giornata no, la tentazione di chiudere e mettere la parola fine a quel calvario di mestizia, ansia e squallore, fu quasi soddisfatta. 

Dopo aver chiesto consiglio a chi già lo aveva letto, decisi di arrivare alla fine, si sarebbe trattato di superare i primi capitoli e poi la storia avrebbe preso un ritmo più frizzante. (...)

Il personaggio principale, oltre al fantomatico calendario dell’avvento, è Fie, una donna norvegese di mezza età, assistente alla poltrona e succube di un marito dentista narcisista e malato di pulito, con un figlio altrettanto succube del padre e apatico.

Una famiglia solo all’apparenza felice, benestanti, metodici. Tristi.

Fie, debole di carattere, si lascia annullare dal marito quasi subdolo, tanto da finire nel tunnel della dipendenza da psicofarmaci e alcool, con conseguente esaurimento nervoso. Diventata l’ombra sciatta della bella ragazza che era prima del matrimonio, la donna viene lentamente allontanata dal marito e buttata letteralmente fuori dalla sua casa e dalla vita del figlio, per lasciare spazio all’amante quasi coetanea ma brutta fotocopia anche se molto più curata e brillante di lei.

Lo stato di Fie è pietoso, fatta di alcol e benzodiazepine, si lascia ancora una volta manovrare dall’ormai ex marito, pronto a decidere per lei della sua vita.

A poche settimane da Natale si ritrova così a vivere in un quartiere ‘’popolare’’, squallido e umile, in un loft impostole senza reagire dall'ex marito, al quarto piano di una palazzina, senza mobili né vestiti.

Qui entra in gioco Sara, la sorella incoerente e manipolatrice, che in preda agli ormoni della menopausa, oltre ad assillare ogni cinque minuti Fie sul fatto che avrebbe dovuto passare il Natale con lei e la sua famiglia, senza far nulla di concreto per aiutarla, si inventa un immaginario calendario dell’avvento al bisogno, per crearle nuovi stimoli e farla tornare quella di un tempo.

A seconda dell’ormone del giorno, e senza una logica, Sara, quando si ricorda, apre un’immaginaria casella del calendario tirando fuori la frase magica, quasi un mantra ripetuto all’infinito, che di sicuro avrebbe aiutato Fie a rimettersi in carreggiata.

Le prime caselline contengono il consiglio di arredare il loft, trovarsi un lavoro, prendere un cucciolo. In realtà Sara avrebbe voluto rifilarle il criceto scomodo di famiglia, ma per fortuna Fie ha saputo ragionare lucidamente.

Per un po’ il calendario sembra messo da parte, ma l’autrice, in preda ad un climaterio infinito, decide che Sara deve in qualche modo dare il consiglio definitivo e risolutivo per rimettere Fie in pista. Nulla di male, per una sorella in difficoltà si fa di tutto, se il consiglio del calendario, tornato in auge col risveglio dell’ormone giusto, non fosse ‘’lavati, truccati, vestiti, vai al bar e buttati nel letto del primo che riesci a rimorchiare.’’

Un mantra, un martello pneumatico giornaliero, con tanto di passo indietro di Sara: ‘’Non ho mai detto che devi farci sesso, ho solo detto che devi rimorchiare il primo che ti passa davanti al bancone del bar e finirci a letto’’. 

Passo indietro, ovviamente, dopo che Fie decide di seguire letteralmente il consiglio in preda al risveglio ormonale annegato in vino rosso, pane e salame. 

Ah, le gioie della meravigliosa arte di lanciare il sasso e nascondere la mano!

Il suo primo rimorchio è Trym, ambiguo proprietario de ‘’I cinque tavoli’’, una sorta di pub davanti al negozio dove lavora Fie. Il ‘’playboy’’ di turno, senza una storia definita e senza carattere, che sa solo affettare formaggio e salame e versare vino, ma sembrerebbe essere sexy col dolcevita nero, i jeans sdruciti e il piercing all'orecchio.

Con Trym tesserà una trama di equivoci, incomprensioni e collaborazione sul filo del nonsense.

Le giornate di Fie sono scandite tra il lavoro nel negozio di antiquariato, appartenente alla nonna un po' squilibrata della sua nuova amica Lykke, giovane ragazza madre figlia dei fiori del duemila, e il tentativo di addestrare il suo cane, fresco di adozione su consiglio del calendario, tanto gigante quanto pigro,  chiamato Cane.  

Eppure l’ironia nordica è dissacrante e stimolante, cosa non ha capito l’autrice?

Lo spirito natalizio dovrebbe essere lo scenario di fondo del testo, ma con le descrizioni lente e scialbe  passa in un piano di contorno. Qualche alberello sparuto buttato a caso qua e là, qualche decorazione scovata al mercato dell’usato per essere rivenduta nel negozio dell’usato, con qualche modifica a prezzi triplicati (business is business) e biscotti pieni di zucchero e ingredienti che col Natale poco hanno a che fare, ma  pare piacciano ai norvegesi.

Tra una decorazione da inventare per far colpo sui clienti, le avventure di Lykke che deve trovare su Tinder un padre per il figlio Adam, lo strano rapporto col Trymm e la sorella che quando si ricorda apre una casella del calendario, la vita di Fie scorre in preda alle sue paturnie. Psicofarmaci sempre a portata di mano, vedere ma non toccare se non all’occorrenza, vino rosso e tè che le vengono regalati come non ci fosse un domani, Fie si trova pure ad avere un vis a vis con l’amante frustrata dell’ex marito.

Questo incontro, voluto da quella faccia tosta che osa pure indossare i suoi abiti griffati dimenticati ‘’a casa’’, dà a Fie la forza per riavvicinarsi Jens, il figlio rammollito che sta perdendo giorno dopo giorno.

Costellato di neve, ghiaccio e dialoghi dello spessore di ‘’The book in on the table’’, la ripresa del rapporto con Jens rimane sospesa in una bolla di nulla cosmico. 

Forse all’autrice non stava simpatico il personaggio, o forse aveva saltato la puntata quotidiana di Beautiful, vai a saperlo.

La vita di Fie, con una lentezza talmente densa da tagliare con la motosega, a poco a poco comincia ad ingranare. Adesso ha nuovi amici, un lavoro che le  piace, una pseudo relazione col sexy formaggiaio, un cane pigro e pauroso e dei nipoti acquisiti. 

Cosa manca in quella routine improbabile? 

Ma certo, il consiglio geniale e arguto della sorella, ripetuto come un disco rotto in ogni logorroica e snervante telefonata: “Ho avuto un’idea geniale e innovativa. Perché non vieni a passare il Natale da noi?”.

Mancano pochi giorni a Natale, quella routine calda e accogliente, conquistata con le sue forze piace a Fie, la fa sentire quasi al sicuro, quasi rinata.

Deve ancora lavorarci su, ma sa che ce la può fare, adesso non è più sola e insicura, soggiogata da un marito despota che ha cercato di affogarla nelle sue insicurezze. Tra poco sarà Natale, chissà non si compia il miracolo…

Cari lettori non prendetelo come uno spoiler, non lo è, ma il miracolo non si è compiuto, o meglio ho solo capito che se avevo aspettato due mesi per leggere ‘’Un grammo di felicità al giorno’’, i motivi c’erano tutti.

Noioso, lento, a tratti soporifero, vuoto.

Personaggi non ben definiti. Luoghi, dialoghi e situazioni surreali, ridicole, lasciate cadere dall’altro per rovinare a terra e rimanerci. Punti di interruzione dove avrebbero dovuto esserci virgole, approfondimenti.

La letteratura nordica non è facile, è vero, altra cultura, altro senso dello humor, altri “p.o.v.”, lo so, ma arrivata a pag.360 il pensiero che Paasilinna si rivoltasse nella tomba mi è passato più volte nella mente. Se questo è il romanzo d’esordio dell’autrice, non oso pensare al futuro, ma volendo essere ottimisti (…) spero in meglio.

Ovviamente queste sono solo le mie impressioni da lettrice, da prendere col beneficio del dubbio e, l’unico modo per fugare quel dubbio, è quello di leggere, ricredervi e tentare di convincermi che ‘’Un grammo di felicità al giorno’’ al giorno sia l’Opera Omnia del secolo.

È il primo romanzo che stronco di netto, di solito trovo sempre qualcosa da salvare ma in questo caso l’unica cosa da salvare sono la mia voglia di leggere e le mie letture future.

Buona lettura, io intanto faccio un salto in libreria...

Tania C.











sabato 24 dicembre 2022

Recensione "NATALE IN CASA FONTAMARA" di Valentina Cebeni - Ed. Sperling & Kupfer -

 





NATALE IN CASA FONTAMARA


Autore Valentina Cebeni

Ed. Sperling & Kupfer

Anno di uscita Dicembre 2022

Genere Saga Familiare, storico, natalizio

Formato Solo formato ebook 

Pag. 51 

Presente in tutti gli store digitali 

€ 0,99



CONOSCIAMO L'AUTRICE

Valentina Cebeni, nasce e vive a Roma dal 1985, ma nelle sue vene scorre sangue sardo. La Sardegna, madre delle sue radici, col suo mare cristallino, è la terra della sua infanzia. Tra il viola delle bacche di mirto e la tranquillità delle calette in cui immergersi, passa le sue estati a casa dei nonni che ama e ricorda con tanto affetto.                            Giovane scrittrice, tradotta in tutta Europa, con enorme successo in Germania, il suo motto è ‘’ My head is a jungle… piena di pensieri, parole, emozioni e sentimenti’’, ha al suo attivo già tre romanzi:

L’ultimo battito del cuore, col quale esordisce nel 2013, edito da Giunti;

La ricetta segreta per un sogno e La collezionista di meraviglie, editi da Garzanti;

La saga dei Fontamara: Una nuova vita e Un mondo libero, editi da Sperling & Kupfer.

Natale in casa Fontamara, spin-off della saga, edito da Sperling & Kupfer solo in formato ebook.


IMPRESSIONI 


Cari lettori della Valigia, buon Natale. 

Non ci sentiamo da un po' di tempo, per mille vicissitudini accadute in negli ultimi mesi che mi hanno fatto il bisogno di prendermi una lunga pausa per rimettermi in sesto.

Colgo quindi l'occasione di questa Vigilia di Natale per ''tornare in scena'' con degli auguri speciali,

Auguri formato raccontino natalizio, che porta la firma di una delle migliori autrici italiane dei nostri giorni: Valentina Cebeni.

Quando ci siamo viste ad agosto, credo di averla sfinita e non poco per affinché ci regalasse ancora nuove emozioni con un nuovo capitolo della '' Saga storica Fontamara''. 

Le suppliche mie, unite a quelle di molti lettori, sono state esaudite con un bellissimo regalo: "Natale in casa Fontamara", il racconto del  Natale della famiglia che ci ha tenuto compagnia durante l'imperversare della Seconda Guerra Mondiale in Italia.

Non mi piace definirlo come  lo spin-off della saga, lo vedo anzi come un'integrazione, un arricchimento.

In questo breve racconto natalizio ritroviamo tutti i personaggi della saga, la famiglia di origini italiane, immigrata a Cuba per gestire uno dei più importanti zuccherifici e poi rientrata in Italia dopo la morte del padre, proprio durante il periodo più difficile e violento della Storia italiana. Il racconto si svolge durante la Vigilia e la notte di Natale, arricchendo le vicissitudini dei personaggi. 

<< Già, la situazione non sembra essere la più rosea, e proprio per questo voglio fortemente che trascorriamo tutti insieme queste feste natalizie. Abbiamo bisogno di nutrirci di questi momenti, di attingere alla forza della nostra famiglia... >>

Natale è sempre più vicino, il 1940 è alle porte. Dopo l'invasione della Polonia da parte della Germania, un vento freddo e pieno di dubbi sta soffiando sempre più forte sul futuro di tutto il mondo le sue folate belliche.

La famiglia allargata Fontamara si è riunita nella tenuta ''La Gioisa'', cascina storica della  famiglia Principi-Fontamara, immersa nella placida campagna romana. 

Eva,  madre dell'irrequieta Diana, Myriam, Gabriel, Clio e Viola, riunisce la famiglia nella tenuta, così da poter passare quel Natale troppo triste, tutti insieme, uniti nell'amore familiare.

Non sono tempi facili per nessuno. Diana, da sempre in lotta con le sue avventate scelte di vita, Myriam lontana e preoccupata per il suo amore, Gabriel ancora in collegio a studiare, senza possibilità di rientrare a casa, il neonato Mosè, con l'ombra della spada di Damocle sulla testa, da accudire e crescere in quel periodo così duro e ostile.

<< Quel tempo era soltanto loro, uno spazio magico, in cui non c'era posto per la guerra urlata dai giornali in città né per la tristezza che avvelenava lo sguardo di Diana ... >>

Passare le feste immersi nella tenuta, Eva ne è fermamente convinta, è proprio quello che ci vuole per ritrovare il senso di famiglia  e un pizzico di serenità, troppe volte negata negli ultimi tempi.

Così, avvolti dal profumo di mele e cannella, di zenzero e zucchero bruno, mentre Diana, Andrea e le bambine si aiutano con intima complicità ad addobbare l'albero, si compie la  magia del Natale.

Gli animi cominciano a placarsi, a lasciarsi trasportare dal calore dei fiocchi di neve che si posano delicatamente sui loro volti la notte Santa, mentre i cuori si schiudono a sentimenti nuovi e intensi, colmi di fiducia...

Essendo un racconto, non posso dirvi di più ma vi invito a sedervi davanti al vostro albero, immergendovi nella lettura.

I personaggi che avete amato nella saga vi coinvolgeranno nei preparativi del loro Natale e, magicamente, vi ritroverete con un'improvvisa voglia di mele alla cannella e cioccolata calda al rhum.

Natale in casa Fontamara è il regalo, la coccola della notte più magica dell'anno da fare a voi stessi. Avrete la possibilità di ritrovare i vostri personaggi preferiti e, per chi ancora non avesse letto la saga, potrebbe essere una buona occasione per conoscere la famiglia Fontamara, innamorarsene e cominciare una nuova, avvincente avventura in loro compagnia.

Amo il Natale, soprattutto quello ''vintage'', con l'atmosfera di calore e magia che si respira per strada, nei negozi e nelle case. 

Dopo gli ultimi due anni di buio, questo racconto è proprio quello che ci voleva per ritrovare la calda atmosfera speziata nella quale lasciarsi cullare e guardare al futuro con speranza. 

La lettura scorrerà piacevolmente liscia e avvolgente che, alla fine, vi dispiacerà dover lasciare la pace de ''La Giosa'' per tornare alla realtà, ma domani è Natale, tutto è possibile: chissà non ci sia un bel regalo libroso a tema per voi sotto l'albero.

Il mio augurio per voi, oltre alla serenità, è quello di trovare tante nuove e belle letture sotto l'albero, soprattutto firmate Valentina Cebeni.

Un ringraziamento speciale lo voglio fare a Vale per questa deliziosa Strenna natalizia, sperando se ne aggiungano molte altre (sono ben accette anche quelle pasquali...). 

Buon Natale e belle letture.

Tania C.



mercoledì 2 marzo 2022

Recensione LA TELA DI ARAKNE Storia ispirata dalla indomabile vita di una donna in carriera - di Romano Montanari - Ed AltroMondo Editore -

 



LA TELA DI ARAKNE

Storia ispirata alla indomabile vita di una donna in carriera


Autore Romano Montanari

Ed. AltroMondo Editore

Anno di pubblicazione 2022

Genere Narrativa d'impresa

Collana Imprese d'Impresa 

Formato Brossura

Pag. 168

€ 14


CONOSCIAMO L'AUTORE


Nato a Lugo di Romagna nel 1933, Romano Montanari consegue la Laurea in Scienze statistiche e Attuariali. Sposato, tre figli e quattro nipoti. Ha lavorato come ricercatore di marketing nel centro studi di una multinazionale statunitense; come consulente di organizzazione commerciale e marketing presso uno studio professionale; autonomamente si è occupato di business development sui mercati esteri. Nel 1994 ha fondato una società per la produzione di dispositivi medici seguendo le tecniche e metodiche dell'automazione totale.


TRAMA


Nata nella seconda metà del Novecento, Sophie vive in una bella casa alla periferia di Monaco di Baviera. La sua è una famiglia di onesti lavoratori, scampata agli orrori della Seconda Guerra Mondiale.

Già da bambina ha la spiccata abilità di catturare le attenzioni di chi la circonda dimostrando da subito un carattere molto dolce ma altrettanto fermo: sa sostenere le sue volontà con naturale diplomazia.

La bellezza delle cose e della vita stessa è il perno  dei suoi sogni di adolescente.

Con la tenacia tipica di Aracne, riesce a costruire il suo mondo nonostante tutte le vicissitudini che deve affrontare e superare.


IMPRESSIONI


Ringrazio la premurosa Alice di AltroMondo Editore che nei giorni scorsi mi ha omaggiato di una copia cartacea del nuovo romanzo di Romanzo Montanari, che andrà ad arricchire la Collana dei pionieri, raccolta di romanzi ispirati a storie vere di imprenditori, custodita gelosamente nella mia libreria.

Mi ha fatto veramente piacere ricevere questo romanzo dal titolo  curioso e interessante: La tela di Arakne storia ispirata dalla indomabile vita di una donna in carriera.

In un settore aziendale prevalentemente dominato da uomini, mi è piaciuto leggere la scalata al successo di una donna reale, Sophie che, nella Baviera degli anni '70 ha saputo crearsi il futuro che sognava da quando era bambina puntando sulla sua dote principale, la pazienza. 

Nomi, luoghi e ditte sono stati cambiati per rispettare la privacy della protagonista, ma le  imprese di Sophie sono frutto della sua costanza e passione. 

Nata in Germania, in una famiglia medio borghese che dal dopoguerra è riuscita a crearsi una buona agiatezza economica contando sul lavoro di squadra dei genitori, Sophie  cresce amata da tutti e curiosa, alla continua ricerca di tutto ciò che si cela dietro alla bellezza, dall'arte alla natura.

La sua passione per la tecnologia in continua evoluzione, la spinge a frequentare, contro il volere del padre Otto, ma col benestare della madre che la voleva felice, studi artistici. 

Il padre amava profondamente quella figlia, ultimogenita e tanto desiderata. La considerava quasi una sua unica creazione e proprietà e spesso accadeva che si ritrovasse a volerne manipolare il futuro in modo da assicurarle, a suo parere,  una vita di agi e successi. 

Il tutto senza rispetto per le doti naturali di Sophie e per la sua felicità.

Se sulle scelte scolastiche Otto nulla poté, di sicuro sarebbe riuscito ad annientare le simpatie giovanili della figlia, manovrando i fili di una trovata geniale per far dimenticare il ragazzo che sta frequentando, a favore di un suo impiegato, molto più congeniale per lei, a suo umile avviso. Ovviamente, il tutto senza tener conto né del parere contrario della moglie, assertiva per buona pace familiare, né del volere e della felicità figlia.

È pur vero che erano altri tempi e un'altra cultura ma ciò non toglie che, di primo acchito, leggere di come un padre che asseriva di amare profondamente la figlia, volesse fare della sua vita, il suo ''sogno di gloria'', solo per soddisfazione personale e dare lustro alla famiglia, fa salire il nervoso.

È aberrante oltre che inconcepibile e, quello che mi ha infastidita più di ogni altra cosa, è il fatto che Sophie, per amore del padre, si sia piegata al suo  volere  senza battere ciglio e con tanta remissività, con grande dubbio e dispiacere della madre che, nonostante tutto, continuava a perseverare nel suo silenzio ''terapeutico''. Ma, andando 

Ad ogni modo la ragazza sposa  Daniel, l'impiegato modello del padre, infaticabile lavoratore e ragazzo di buon cuore.

I primi tempi tutto sembra filare liscio, Sophie ha trovato un buon lavoro in una importante azienda meccanica, continuando, nel tempo libero, a coltivare con amore gli studi sull'arte e l'estetica mentre Daniel è stato assunto da una casa automobilistica per produrre pezzi speciali per le macchine da Formula uno

La vita scorre placida seguendo la corrente della routine quotidiana, tra casa, lavoro e qualche cena con amici e parenti.

<< La vita di coppia riprese dalle situazioni lasciate provvisoriamente una ventina di giorni prima, ognuno impegnato a percorrere la sua strada professionale nel migliore dei modi che gli era consentito dalla situazione oggettiva che stava vivendo in quel momento e dal suo talento personale. >>

La routine si trasforma ben presto in stallo, e la coppia è ben felice di valutare nuove proposte di lavoro.

Per Daniel si aprono le porte della carriera ma il prezzo da pagare è alto: avrebbe dovuto trasferirsi in un'altra città a 250 km da casa, trasformandosi in uno dei tanti pendolari settimanali con lo stress che ne consegue.

Per Sophie  tutto ciò significa quello che in cuor suo probabilmente ha sempre saputo: rinunciare alla sua carriera per seguire il marito, ricominciando tutto dall'inizio oppure restare e veder crollare il suo ''matrimonio'' giorno dopo giorno.

Una decisione troppo pesante da prendere dal momento che sono in gioco la stima e l'affetto (non amore?) per Daniel, l'uomo che ha  sposare per far felice il padre, rinunciando ai suoi sogni. 

A dare una svolta decisiva ai dubbi di Sophie arriva un'importante proposta di lavoro con possibilità di carriera, proprio nel settore della tecnologia e della bellezza.

Un grosso brand cosmetico vuole lanciare una linea innovativa dall'ottimo rapporto qualità prezzo, rivolta alla maggior parte delle donne e il curriculum di Sophie sembra fare al caso.

Così la donna decide di accettare e mettersi in gioco in un campo a lei nuovo ma ricco di stimoli.

Questo però significa due cose: realizzare finalmente il suo sogno da un lato, la fine del suo matrimonio dall'altro.

In contemporanea con la fine del matrimonio, accolta forse con sollievo da entrambi, arriva una dura batosta per Sophie.

Il suo amato padre, omone forte e sano, da tempo accusa strani malesseri ed ha bisogno di cure.

L'esito degli esami clinici non lascia scampo, un aggressivo tumore osseo lo sta spegnendo giorno per giorno e gli restano pochi mesi di vita.

Il mondo crolla addosso a Sophie, ma non può permettersi di piangersi addosso, bisogna reagire e, anche su consiglio dell'ormai ex marito, la donna decide di restare vicino ai genitori diventando un nuovo membro dell'Azienda Cosmetica.

È proprio a questo punto della lettura che si conferma il carattere forte di Sophie, all'apparenza remissiva per amore verso la famiglia, ma colonna portante capace di sorreggere il peso delle difficoltà che la vita le mette lungo il percorso di vita.

Pur non essendoci una descrizione fisica di Sophie, me la immagino bellissima, alta e bionda, con lo sguardo azzurro e sbarazzino, con un leggero velo di malinconia, ma fiera e sicura del fatto suo. Donna che non si lascia sopraffare dalle avversità, decisa a portare a termine i suoi sogni, anche se questo significa scendere a compromessi che la rallenteranno.

Il nuovo lavoro rappresenta una novità e una sfida, ma il Presidente dell'Azione ripone piena fiducia nella donna e le affida da subito l'importante progetto del lancio di una linea innovativa di prodotti cosmetici dedicata alle donne. Prodotti di nicchia, di buona fattura e soprattutto con un buon rapporto qualità prezzo.

Sophie, nonostante qualche dubbio dettato dalla novità, è pronta a dedicare tutte le sue forze e la sua conoscenza e il frutto delle sue fatiche risulta innovativo e volto a produrre un buon guadagno. 

Il Presidente è soddisfatto del suo lavoro e la apprezza come donna, la linea di prodotti sta per essere introdotta sul mercato grazie alla sua propaganda pubblicitaria, cosa può andare storto?

Che la vita non è un film lo sappiamo tutti, ma che spesso riservi amari colpi di scena è all'ordine del giorno e Sophie sta per scoprirlo.

<<Purtroppo, cara Sophie, le sporche canaglie vanno sempre in giro con gli insospettabili panni dei gran signori e, sciaguratamente, è molto difficile difendersi dai loro attacchi.>>

Tutti pronti per l'imminente evento della messa sul mercato dei prodotti di punta della S&M Kowalczyk Shönhetesstil und Mode che l'Azienda rivale ESE Eleganza e Stile di Eva ha appena lanciato il promo pubblicitario di una linea cosmetica appena creata, in tutto e per tutto identici ai prodotti della S&M.

Lo shock iniziale è peggio di una doccia fredda, in tanti anni non era mai capitato.

Chi è la talpa che ha trafugato la documentazione aziendale?

Come riuscirà Sophie ad arginare il danno subito senza rimetterci il buon nome dell'Azienda, proprio adesso che è riuscita a realizzare il suo sogno?

Il futuro che si prospetta di certo non è una passeggiata, ma Sophie è una donna forte, disposta ad andare avanti anche a piccoli passi, superando tutti i nuovi ostacoli che si pareranno lungo il percorso della sua brillante e soddisfacente carriera...

Nonostante la troppa remissività dettata dall'amore verso i genitori, il personaggio ''Sophie'' mi è piaciuto tantissimo. È il simbolo della speranza, seguita dalla realizzazione.

L'insegnamento che mi è arrivato è che non dobbiamo fermarci al primo ostacolo, a volte se non lo si può superare, dobbiamo cercare di raggirandolo, altre bisogna scendere a compromessi per poter proseguire, ma senza mai perdere di vista il progetto nel quale crediamo.

Sophie, lavorando pazientemente come un ragno, giorno dopo giorno, spesso ricominciando tutto da capo, ha saputo tessere la tela del futuro che ha sempre desiderato, elastico ma resistente.

Anche questa volta Romano Montanari ci ha regalato una storia interessante che oserei definire evolutiva in quanto viene ben delineato il percorso di crescita, non solo fisica ma anche professionale della protagonista.

La lettura scorre piacevole e veloce grazie allo stile semplice ma coinvolgente, incuriosendo il lettore anche nelle parti più tecniche che riguardano le aziende, senza però perdersi in descrizioni complicate che potrebbero distogliere l'interesse dalla trama. 

Per chi già conoscesse Montanari non deve assolutamente perdersi questa nuova ''esperienza'', per chi ne sentisse parlare solo oggi, è un motivo valido per anche per apprendere il momento in cui ha conosciuto i personaggi dei suoi romanzi. 

Buona lettura,

Tania C.






lunedì 28 febbraio 2022

Recensione FIORE DI ROCCIA di Ilaria Tuti - Ed. Longanesi -

 




FIORE DI ROCCIA

Autore Ilaria Tuti

Ed. Longanesi

Collana La Gaja Scienza

Genere Narrativa Italiana

Formato Cartonato con sovraccoperta

Anno di pubblicazione 2020

Pag. 320

€ 18,80

Ebook presente in tutti gli store digitali


OSPITI DELLA VALIGIA

Buongiorno cari lettori della Valigia e buon inizio settimana. Come sapete, ogni tanto qualche  amica che mi racconta le sue ultime letture.

Oggi sono veramente contenta perché è venuta a farci visita una mia cara amica, la Dottoressa Silvia Colli che, nonostante i suoi impegni di formazione continua, ci ha voluto regalare una bella recensione.

Il romanzo da lei scelto, Fiore di roccia di Ilaria Tuti, edito da Longanesi, storico ed ispirato a fatti realmente accaduti, racconta il coraggio e la lotta delle donne  durante la Grande Guerra. 

Queste sono le impressioni di Silvia.


LA RECENSIONE DI SILVIA COLLI


Ilaria Tuti è nata nel 1976 a Gemona nel Friuli dove tuttora risiede.

Ha lavorato come illustratrice e successivamente ha pubblicato racconti gialli e fantasy in riviste e antologie ottenendo nel 2014 il Premio Gran Giallo Città.

Si è cimentata nella stesura del romanzo storico ''Fiore di roccia'' vincitore del Premio Internazionale di Letteratura città di Como VIII edizione - Sezione Narrativa Edita.

Con questo romanzo l'autrice celebra il suo attaccamento alla terra d'origine, dando vita ad una storia autentica ambientata nel periodo della Prima Guerra Mondiale. 

Per chi volesse approfondire, l'autrice ha segnalato i testi di riferimento da lei stessa consultati.

Il romanzo racconta una vicenda realmente accaduta che troppo a lungo è stata ignorata dalla storia ufficiale: la vicenda delle portatrici carniche che sono diventate anche loro soldati al fianco degli Alpini, fonte della loro resistenza.


<< Ci siamo riunite col buio, quando gli animali, i campi e gli anziani costretti a letto non avevano più necessità da soddisfare. >>


Sul confine della Carnia, nel mezzo della Prima Guerra Mondiale, le donne di Timau sono chiamate dal Comando in difficoltà 

Agata, la protagonista, e trenta compagne, alcune poco più che bambine, altre anziane, accolgono la richiesta di aiuto nonostante siano rimaste solo loro a prendersi cura dei vecchi e dei bambini al villaggio.


<< Conosciamo queste montagne più di chiunque altro, mi sta dicendo nel suo silenzio, le abbiamo salite e scese tante volte. Sapremo proteggerci, se necessario. >>


La loro conoscenza delle vette, la loro abnegazione in quanto donne è preziosa per gli uomini che si trovano sui monti nelle prime linee e ormai allo stremo.

Non possono più affidarsi alla speranza.

Caricano nelle loro gerle tutto ciò che serve al fronte e si arrampicano fino al fronte aggrappandosi con forza agli speroni con la stessa tenacia delle stelle alpine chiamate, nella loro lingua, fiore di roccia

I soldati hanno dato loro un nome, le portatrici, ma quello che trasportano non è solo vita: insieme ai viveri, ai medicinali, e ai corpi dei soldati da curare, trasportano anche munizioni e i morti che loro stesse dovranno seppellire.

La narrazione è scorrevole, anche nelle scene più cruente quali le piaghe sulle spalle martoriate delle donne, gli occhi blu dei soldati, i corpi martoriati: la descrizione è puntuale e nessuna parola è superflua.


<< In questa notte di inquietudine, affioriamo dall'oscurità come se vi fossimo avvezze, ma in realtà non lo siamo affatto. >>


Il filo conduttore del romanzo è la celebrazione del coraggio e della resilienza delle donne che si sono sentite chiamate alla guerra per difendere la vita attraverso gesti d'amore verso  sconosciuti che potrebbero essere i loro figli, i loro fratelli, i loro mariti.

È del futuro che si sono prese cura, sempre a disposizione di chi ha bisogno, anche facendo lavori che erano riconosciuti solo appannaggio degli uomini. La loro capacità l'hanno costruita sulla fatica e il sacrificio, ma in silenzio e la straordinaria resistenza dei loro corpi, a disposizione di chiunque ne abbia bisogno, si è tramandata di madre in figlia e si nutre di coraggio e iniziativa audace.


<< Se non rispondiamo noi donne a questo grido d'aiuto, non lo farà nessun altro. Non c'è nessun altro. >>


Questo romanzo rende giustizia alla forza che vive nelle donne e che ha avuto  un ruolo determinante nella Grande Guerra.

La storia vera delle portatrici è inserita all'interno di una storia d'amore tra Agata, la protagonista e il nemico. Il romanzo infatti inizia con il ritorno di Agata che, nel 1976 ormai anziana, torna nella sua terra da cui è dovuta scappare perché traditrice. La Carnia ha tremato e il Friuli si è trovato sommerso dalle macerie. 

La donna torna indietro con la memoria e rivive il momento in cui si è trovata a dover decidere se lasciar morire il cecchino ferito o provare a salvarlo incorrendo però nell'accusa di alto tradimento. Ma il sangue del Diavolo Bianco non era così diverso dal suo e ha riconosciuto in lui l stesso sguardo spaventato. Per la prima volta ha visto la guerra attraverso gli occhi del nemico. 

Da quel momento non è stato più possibile distinguere il buono dal cattivo. 

Dalla lettera cucita all'interno della giacca del ferito, Agata scopre che il Diavolo Bianco ha un nome, si chiama Ismar ed è un ingegnere che ama costruire, ma la guerra lo ha costretto a distruggere. Ha riconosciuto qualche parola e le altre le ha intuite perché simili al timavese. 

È così che i colori più chiari della pelle e dei capelli, che sembravano uno spartiacque tra loro come le creste delle montagne che separano le rispettive terre, sono quelli che ora ritrova nei loro figli e che nei loro nipoti si sono nuovamente mescolati. Sono gli stessi colori che rivede oggi nei giovani dell'Esercito austriaco che hanno violato diversi trattati per venire ad aiutare il Friuli a raccogliere le macerie.

Questa volta è stata un'invasione pacifica che ha valicato i confini per costruire invece di distruggere.

Tutto questo in nome di un sentimento di comprensione e indulgenza verso gli altri, di una propensione ad essere aperti pur mantenendo la propria diversità ed unicità che è racchiusa nella parola umanità.


RINGRAZIAMENTI

Ringrazio di cuore Silvia per questa bella e accurata recensione, con la speranza che voglia regalarcene presto altre.

Non ho letto Fiore di roccia, ho solo un piccolo inserto con un estratto dei primi capitoli, trovato in omaggio sulla rivista Il libraio, ma mi riprometto di leggere il romanzo al più presto, affidandomi alla relatività per il concetto di ''presto''... 

Mai come oggi questo romanzo della Tuti è di grande attualità e credo possa essere di aiuto per capire quanto sia fondamentale, in tempi in cui la pace mondiale è seriamente a rischio, restare tutti uniti e lottare per difendere il diritto alla vita. 

La guerra non fa distinzioni di sesso, colore e nazionalità, quando si è sotto assedio non esiste più il fuoco amico o nemico: è fuoco mirato a distruggere il creato e come tale va fermato.

Sperando che Fiore di Roccia abbia incuriosito anche voi, vi auguro una buona lettura e ringrazio ancora Silvia per il tempo prezioso che ci ha dedicato: la Valigia è sempre aperta per te, passa a trovarci quando vuoi.

Buona lettura,

Tania C.


 

Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...