martedì 30 luglio 2024

Recensione del racconto PROFUMI E AROMI di GINO MARCHITELLI

 




PROFUMI E AROMI

di GINO MARCHITELLI

Secondo classificato al Premio Letterario "Un libro per l'estate"




CONOSCIAMO L'AUTORE

Gino Marchitelli - Foto personale dell'autore -



Gino  Marchitelli ha passato molti dei suoi anni lavorando come tecnico elettronico sulle piattaforme petrolifere.  

Attivista della CGIL e Democrazia Proletaria, è membro del direttivo A.N.P.I. di San Giuliano Milanese e presidente dell'associazione culturale '' Il Picchio ''.

Autore di romanzi noir e progetti sociali molto apprezzati, nel 2020 ha pubblicato Panico a Milano, la terza indagine del professor Palermo.

Con Jaca Book ha pubblicato:

Campi fascisti;

Una vergogna italiana,  saggio vincitore del Premio Mario Luzi.



IMPRESSIONI





Amici della Valigia buon pomeriggio.

Se questa morsa afosa che ci attanaglia vi sta togliendo anche le ultime energie da dedicare alla lettura, ho la soluzione che fa per voi.

Come saprete il 25 luglio scorso ho avuto la possibilità di partecipare alla premiazione del Concorso Letterario "UN LIBRO PER L'ESTATE", nella magica cornice del Circolo Sottufficiali di La Spezia e accuratamente organizzato dalle ragazze dell'Associazione spezzina "UN MONDO A PARTE", che si occupa di teatro e cultura.

Gino Marchitelli, autore finalista e classificatosi al secondo posto nella categoria "racconti inediti", col racconto "PROFUMI E AROMI", visti i numerosi impegni di presentazione dei suoi coinvolgenti romanzi, ha delegato la nostra amica Nelly di ritirare il premio e La Valigia di immortalare il momento della consegna e recensire il racconto. 

È stato un grande onore, per me, lettrice per passione e blogger non professionista, partecipare a questo evento. 

Grazie a Gino, ho avuto la possibilità di leggere il suo racconto, di  conoscere anche  molti interessanti autori e passare una piacevolissima serata sotto le stelle, accompagnata dal frinire delle cicale. 

Come vi ho già accennato, il racconto di Gino si è classificato al secondo posto come miglior racconto inedito, quindi, dal momento che ancora non potete leggerlo, vi racconterò cosa si cela dietro a PROFUMI E AROMI.


 << A Milano non c’era tempo per soffermarsi a gustare le piccole cose della vita quotidiana, qui sì. È un altro mondo, e anche il caffè vuole il suo tempo.» 


Il racconto parla di un viaggio in Sicilia, quasi una vacanza, che Marta si appresta a fare per riabbracciare il padre, da tempo trasferitosi sull'isola per allontanarsi dalla frenesia e dalla pesante cappa grigia di Milano.

È anche l'occasione giusta per recuperare il loro rapporto, raffreddatosi lentamente col passare del tempo.

Per Marta, 29 anni, lavoratrice precaria, è la prima volta sull'isola e si prepara all'atterraggio con gli occhi lucidi di meraviglie: l'azzurro commovente del mare, il bianco accecante della scia lasciata dalle barche, i puntini luccicanti delle case che, come piccoli presepi trapuntano la costa brulla, lo Stretto di Messina con l'imponente faro che accoglie ogni imbarcazione nel suo abbraccio rassicurante.

Tutto è nuovo ai suoi occhi e tutto la trasporta in un mondo pieno di colori, suoni e profumi da scoprire. 

Una nuova terra.

La terra che suo padre ha scelto per ritirarsi e riposarsi da una vita di lavoro su al nord, tra smog, cieli grigi e pesanti che, a lungo andare, mettono di malumore.

Quello che Marta non sa è che Pietro  nasconde un segreto, troppo pesante da sopportare sulle spalle piegate dalla vita. È per quello che, di punto in bianco, decide di mollare tutto e trasferirsi nel sole ardente della Trinacria.

Nonostante la reticenza e gli scontri telefonici, sempre più sporadici, la ragazza finisce per accettare la scelta di quel padre che la ama infinitamente; adesso è li per lui, per passare insieme una splendida vacanza alla scoperta di quella terra aspra ma ricca di vita, folklore e ospitalità.

Tutto ciò che vedono gli occhi di Marta e Pietro viene descritto con un amore radicato e intenso per il sud, quasi come fosse poesia. 

Una dichiarazione d'amore infinito per quelle terre bruciate dal sole e dalla vita dura ma che sanno dare forza e accoglienza a chiunque percorra le loro strade.

Marta, ancor prima di sbarcare in aeroporto, sente sottopelle quell'amore, quel richiamo ipnotico che, probabilmente ha sentito anche Pietro nel momento in cui decise di partire.

In aeroporto, la ragazza, trova un autista inviato dal padre ad accoglierla. 

L'uomo le farà da "traghettatore" verso la villa dove vive Pietro, facendole assaggiare i primi paesaggi, gli aromi di caffè e il vero sapore dei cannoli che risvegliano in lei nuove sensazioni.

L'incontro tra Pietro e Marta è tenero, carico di emozione. Una spugna soffice capace di cancellare in un attimo silenzi, incomprensioni e vecchi, inutili rancori.

Un padre, ancora giovane, che porta sul viso invecchiato troppo presto, tutto il peso di una ragnatela di segreti che non può confessare. 

Non adesso che è tornata da lui.

Nonostante la gioia di aver ritrovato il padre, commosso e felice di questo ricongiungimento, la giovane nota un alone cupo che appesantisce quella figura grintosa e combattiva che era sempre stato Pietro.

Con le rassicurazioni che sembrano placare quel senso di disagio, padre e figlia, partono insieme per un viaggio lungo le città più belle della Sicilia, attraversando paesaggi sempre diversi e assaporando ogni gusto e profumo che incontrano lungo il percorso.

Tazze di caffè dagli aromi intensi, granite dolci e succose, dolcetti a base di ricotta, miele, mandorle...

Tutto il gusto e l'essenza della Sicilia racchiuso in quel viaggio lungo le strade dell'anima.


«E che ci vuoi fare? Le cose cambiano. Non siamo mai del tutto padroni del nostro destino e con il passato non riesci a conviverci se non lo metabolizzi. E io di rimpianti non ne voglio avere. >>


Marta ritrova sé stessa, riuscendo ad accettare definitivamente la scelta del padre, Pietro ritrova la figlia e la pace di un un'anima in lotta già da troppo tempo. 

Non è ancora pronto a confessare, ma sa che Marta, quando sarà il momento, capirà e gli perdonerà di averla voluta vivere ogni minuto, durante la loro vacanza...

Non vi svelo il segreto di Pietro, lo lascio ancora lì, custodito tra le pagine del racconto, nell'attesa che venga pubblicato in qualche raccolta o, perché no, in un romanzo. 

Le potenzialità le ha tutte!

Vi posso assicurare che è una storia che vi strapperà qualche lacrima ma che vi farà viaggiare in luoghi meravigliosi, tra aromi intensi di caffè che racchiudono il calore del sole, in splendide terrazze barocche vista mare, accarezzati dalla brezza marina che profuma di sale e zagare.

Penso che solo chi ha vissuto e ama il sud, col suo mare azzurro, il cielo terso e l'allegria dei suoi abitanti, sia in grado di descrivere con la purezza degli occhi del cuore paesaggi che sono stati d'animo.

Se l'intento di Marchitelli era quello, non solo di commuovere, ma di far viaggiare con la mente il lettore, è perfettamente andato a buon fine.

Questo racconto è un viaggio che il lettore può intraprendere con la propria interpretazione, con le emozioni che suscita man mano che la lettura scorre placida.

Ho letto alcuni gialli di Marchitelli e, abituata all'irriverenza di In viaggio con il morto da Milano alla Puglia, all' efferatezza di Morte nel trullo, mai mi sarei aspettata tanta intensità e dolcezza trovata in Sapori e aromi.

La lettura, essendo un racconto sono poche pagine, è sciolta e veloce, il linguaggio semplice ma d'effetto, qualità che incollano il lettore alle pagine, curioso di saperne sempre di più, di conoscere nuovi luoghi e di vivere nuove emozioni.

Insomma, un secondo posto più che meritato.

Per chi non conoscesse Marchitelli, lo invito a seguirlo, oltre che sui social, soprattutto coi suoi romanzi intriganti e sanguigni.

Vi lascio qui sotto anche il link della mia ultima recensione del suo suo romanzo IN VIAGGIO CON IL MORTO da Milano alla Puglia perfetto per questa lunga e calda estate

https://valigiadeltempo.blogspot.com/2024/06/recensione-in-viaggio-con-il-morto-da.html

Ringrazio ancora Gino per avermi dato l'opportunità di partecipare alla sua premiazione e vi auguro buone letture, soprattutto quelle dei suoi romanzi. 

Tenetelo d'occhio, perché è un vulcano di idee!

Tania C.


Nelly Lorenzini ritira il Premio Letterario "Un libro per l'estate" per il racconto inedito di Gino Marchitelli, classificatosi al secondo posto. - Foto personale -



sabato 27 luglio 2024

Recensione: GENOVA 2224 di MASSIMO ANSALDO

 


GENOVA 2224

Racconto di Massimo Ansaldo

Primo classificato come miglior racconto inedito al Concorso Letterario "Un libro per l'estate"




 
Massimo Ansaldo - foto personale -

CONOSCIAMO L'AUTORE


Massimo Ansaldo nato a Varazze ( Sv ) il 21 marzo 1959 è residente a La Spezia. Esercita la professione di avvocato libero professionista.

Iscritto all’Ordine degli Avvocati di Genova, è abilitato al patrocinio presso le Magistrature Superiori. Lavora negli studi di Genova e La Spezia

Attività letteraria:

Nel 2014 ha pubblicato il noir Macerie edito dalla Casa Editrice

Leucotea di Sanremo https://m.facebook.com/macerienoir/

Nel 2016 ha pubblicato il noir Il segno del Sale edito dalla Casa

Editrice Leucotea di Sanremo https://www.facebook.com/AnsaldoMassimo/

Nel 2019 il racconto Il coltello del cuoco è pubblicato

nella raccolta Tutti i sapori del noir, Frilli Editore Macerie :

INCONTRI DI PRESENTAZIONE,

PARTECIPAZIONI A RASSEGNE LETTERARIE E

PREMI CONSEGUITI

Bordighera 4 settembre 2014 Bordighera Book Festival;

Pisa 8 novembre 2014 Pisa Book Festival;

Genova 5 dicembre 2014 Ordine degli Avvocati Genova, seminario di Formazione Professionale;

Massa 9 gennaio 2015 Teatro Guglielmi, rassegna letteraria;

Il Caffè Letterario, La Spezia, Lunigiana dantesca 7 febbraio 2015, rassegna 50 Sfumature di Giallo;

Chiavari, 5 giugno 2015 ore 21 libreria Zafra;

Levanto, 16 maggio 2015 Biblioteca comunale ore 17,30, rassegna letteraria;

Genova villa Bombrini sabato 30 maggio 2015 ore 10;

Manifestazione Genova calibro 9, rassegna letteraria e

cinematografica;

La Spezia, Festa della Marineria 30 agosto 2015 ore 10,30 Nave

Scirocco, manifestazione culturale Ferrera;

Erbognone, Lomellina in Giallo, 3 ottobre 2015, rassegna letteraria Savona;

Libreria Feltrinelli, 27 novembre 2015, ore 18,30;

Loano, Libreria Mondadori, 28 novembre 2015, ore 18,30;

Serra Riccò, Biblioteca comunale, 14 maggio 2015 ore 17,30;

Le Grazie, Portovenere, Premio Internazionale Poesia e Narrativa;

4^ Edizione 2/10/2016 Premio Speciale Romanzo Giallo;

Premio Internazionale di Poesia e Narrativa - Percorsi

Letterari "Dal Golfo dei Poeti Shelley e Byron, alla Val di Vara"

3^ edizione 2015-2016, terzo classificato categoria romanzo;

XXIII Festival del Libro di Budapest 21-24 aprile 2016;

Il segno del sale : INCONTRI DI PRESENTAZIONE;

PARTECIPAZIONI A RASSEGNE LETTERARIE E PREMI CONSEGUITI

Pisa, 22 luglio 2016, Libreria Pellegrini ore 18,30;

Manarola, 25 AGOSTO 2016, rassegna letteraria;

Castè, Riccò del Golfo (La Spezia) 26 Agosto 2016 ore 21,30;

3 settembre 2016, BORDIGHERA BOOK FESTIVAL, ore 16,30

9 ottobre 2016 LOMELLINA BOOK FESTIVAL, Lomello, Oratorio

18,30, finalista del Premio letterario;

15 ottobre 2016 LA SPEZIA, Libreria Liberitutti, ore 18,30;

19 novembre2016 LOANO, libreria Mondadori ore 17,30;

25 novembre 2016 SAVONA Libreria Feltrinelli, ore 18;

2 dicembre 2016 LEVANTO Biblioteca comunale ore 17,30 rassegna letteraria Reading Winter;

7 dicembre 2016 LA SPEZIA Istituto Fossati ore 11,40, seminario di formazione;

16 dicembre 2016 GENOVA Ordine degli Avvocati ore 16,30 Seminario di Formazione Professionale;

18 febbraio 2017 SERRA RICCÒ Biblioteca comunale ore 17,30;

8 aprile 2017, ASTI Casa degli amici, 17,30, rassegna letteraria;

17 Maggio 2017, GENOVA Premio Poesia e Narrativa Ordine

Avvocati di Genova, Primo classificato ex aequo;

18/22 maggio 2017 Salone Internazionale del Libro di TORINO;

27/29 giugno 2017 Pratolungo di Gavi (Al), Centro La Locomotiva;

Genova, Seminario di Formazione;

8 luglio 2017 Andora, Festival AG Noir, rassegna letteraria;

15/16 Luglio 2017, Sarzana: Premio Letterario Città di Sarzana, Primo classificato categoria Gialli;

Premio Letterario internazionale Santa Margherita Ligure Franco

Delpino, 41esima Edizione 2018: Primo classificato, categoria Gialli;

3/11/2017 La Spezia, Officine Superbi, Booklet La Spezia,

ore 21, rassegna letteraria Libri nel Golfo 2018;

26/5/2018 Chiavari, Società Economica, ore 17, Chiavari

in Giallo, rassegna letteraria;

29/6/2018, Palazzo del Comune di Savona, Ordine degli Avvocati

di Savova, Associazione Donne Giuriste, seminario di Letteratura e Diritto, corso di Formazione Professionale;

13/6/2019 Concorso Letterario di Poesia e Narrativa ‘Gianni Di

Benedetto e Piero Franzosa" Primo classificato, sezione Racconti con La salvezza viene dalle acciughe;

19/7/2019 La Spezia, Biblioteca Civica di Pitelli e Proloco di Pitelli, presentazione de Il segno del sale;

15/9/2019 Portovenere, Le Grazie, Valedettaro Fest, presentazione de Il segno del sale;

Genova, 31 ottobre 2019, Libreria Feltrinelli via Ceccardi,

Presentazione del volume di racconti Tutti i sapori del noir

( all’interno il racconto Il coltello del cuoco di Massimo Ansaldo)

Partecipazione alla raccolta I luoghi del noir, 2020 Fratelli Frilli Editore, con il racconto I cattivi sono buoni;

2020, pubblica per la Fratelli Frilli Editore QUALCOSA DA TACERE, romanzo noir ambientato a Genova;

2022 pubblica per la Fratelli Frilli Editore I DELITTI DI GENOVA.


( Fonte Amazon Libri )

 


IMPRESSIONI


Buon pomeriggio amici della Valigia, ben ritrovati.

Per questo rovente fine settimana voglio parlarvi del racconto inedito di un un autore, Massimo Ansaldo, che già avevo conosciuto a giugno alla presentazione della raccolta di racconti "Giallo come il golfo" e ritrovato, con mio gran piacere, vincitore del Primo Premio, categoria racconti inediti, al Premio Letterario "Un libro per l'estate", tenutosi il 25 luglio al Circolo Sottufficiali di La Spezia.

GENOVA 2224 è un racconto che tratta il tema scottante dell'eutanasia, ma non solo.

In poche pagine, la cui lettura scorre piacevolmente, l'autore ha aperto un "vaso di Pandora" di argomenti importanti e sempre attuali, sui quali riflettere.

La paura, l'amore, il coraggio, la rassegnazione, la manipolazione, la speranza.

Tutti quei sentimenti e stati d'animo che caratterizzano l'essere umano e lo rendono "umano e vivo".


“I legami più stretti sono quelli creati dalla sofferenza, la comunione più profonda è quella basata sul dolore”

Cormac McCarthy


Ci troviamo a Genova, anno 2224.

Ambientazione distopica, soffocante e cupa, bagnata da una pioggia cupa e infetta che, invece di "lavare via", imprigiona la vita in una bolla ermetica di tossicità.

Già da cinquant'anni la popolazione occidentale, in particolare quella europea, sta subendo un'importante decimazione a causa della partica diffusa di una "morte dolce", spesso senza un reale bisogno, praticata liberamente in qualsiasi fascia d'età.

Il Governo Europeo, non riuscendo ad arginare queste morti indotte, incontrollabili e sempre più in crescita, decide di proibire l'eutanasia, con la promessa di liberare il popolo da qualsiasi forma di dolore.

Che male c'è, vi chiederete?

La chiave di lettura del racconto sta proprio in questa domanda: "Che male c'è a desiderare un mondo privo di ogni forma di dolore?".

Se dovessi rispondere, a bruciapelo e senza soffermarmi troppo a pensare, direi sicuramente che non c'è nessun male, anzi!

Ma il piacere della lettura è proprio il poter prendersi tutto il tempo per riflettere e ragionare, per cercare una risposta senza giri di parole o scomode verità celate dietro a un velo di false promesse.

False, come quelle del Governo Europeo che, per arginare l'emorragia incontrollata di esseri umani, promette al popolo la libertà da ogni tipo di sofferenza, privandolo di ogni tribolazione.

L'intento è quello di convincere i cittadini a farsi impiantare volontariamente, sottopelle, un chip capace di inibire ogni forma di emozione, sensazioni e sentimenti, così da poter vivere in uno stato di "felicità inebetita" e più manipolabile.

Il prezzo da pagare è alto: dopo l'impianto del chip la popolazione sarà più sottomessa e facile da controllare.

Per i ribelli all'impianto, è prevista una pena atrocemente invalidante: tutto in nome della "vita libera da ogni sofferenza".

Quello che il Governo Europeo non sa è che, se in molti, attirati dalla promessa di una vita "indolore", si erano lasciati convincere all'impianto, a Genova c'è una piccola scintilla che aveva appena ravvivato un antico fuoco ancora dormiente sotto la cenere, pronto a esplodere in rogo purificatore...

Genova, diventata Zona Portuale Protetta, è perennemente avvolta da una bolla grigia di acidità e incertezza, non vive più da anni l'alternarsi delle stagioni, il piacere di camminare sotto un cielo azzurro, la sensazione fresca di poter respirare aria pulita.

La popolazione "chippata", per libera volontà, sta pagando fisicamente e moralmente le conseguenze delle proprie scelte, venendo così a conoscenza del dolore, nella sua forma più atavica e pura, il dolore provato dall'anima.

Chi ha deciso di non conformarsi alla massa ed essere libero di poter vivere le proprie emozioni, si ritrova, invece, a fare in conti con i carcerieri, lo schieramento armato del Governo che impone, dietro al falso nome della libera scelta, il volere invalidante dei potenti.


"… finché ci sarà un uomo capace di soffrire ci sarà un uomo capace di amare…"


Trovarsi faccia a faccia con la paura di perdere tutto, anche il dolore stesso, è la miccia che ravviva quel fuoco dormiente da troppo tempo, risvegliando le coscienze sopite e manipolate. Provare di nuovo quelle sensazioni inibite dal chip, è l'arma più potente al mondo per sconfiggere l'oppressione, l'intorpidimento al quale il popolo era stato sottoposto, potenti compresi.

Quindi, tornando alla domanda "Che male c'è a voler vivere in un mondo senza dolore?", posso rispondere con certezza che il male c'è, ed è quello che ci precluderebbe la libertà di amare e di essere noi stessi, oltre alla vita stessa.

L'essere umano è fatto di emozioni, positive e negative, e ha bisogno di poterle vivere, elaborarle e liberarle per poter  crescere, per evolversi e sentirvi vivo.

Un uomo privato di ogni tipo di emozione, dolore compreso, non sarà mai in grado di amare e poter vivere libero dalla sofferenza, imploderebbe in sé stesso, risucchiato nella sterilità di un vuoto infinito.

Amore e libertà sono due stati d'animo che mi hanno accompagnato durante la lettura del racconto di Massimo Ansaldo.

Si sono scontrati spesso con la paura di finire nella folle morsa manipolatoria un mondo che sta uscendo dai binari della propria autonomia, ma la speranza li ha fatti prevalere, in nome di un respiro finalmente fresco e pulito, sotto a un cielo terso.

Ho riflettuto tanto su quanto sia importante poter decidere il proprio destino, il modo in cui porre fine alle proprie sofferenze e a quelle di chi ci sta intorno, logorandosi giorno dopo giorno insieme a noi.

La risposta che mi sono data e nella quale credo fermamente la terrò per me, ma ci tengo a puntualizzare che questo racconto non ha fatto altro che rafforzare il valore di ciò in cui credo: l'amore puro che rende liberi.

La lettura, nonostante i temi delicati trattati, scorre limpida, regalando al lettore attimi piacevoli grazie all'accuratezza del linguaggio e alla descrizione dei dettagli che lo rendono profondo e semplice al contempo, pur essendo un racconto breve, ma con tutte le carte in regola per diventare un romanzo distopico interessante.


Il racconto al momento non è ancora stato pubblicato, ma spero possa avvenire presto, magari in una bella raccolta firmata proprio da Ansaldo. Il mio invito è quello di seguire l'autore e cominciare a leggere anche i suoi romanzi e racconti editi.

Sono sicura che non ve ne pentirete.


Buon fine settimana e buone letture,

Tania C.







 

domenica 23 giugno 2024

Recensione IN VIAGGIO CON IL MORTO da Milano alla Puglia di Gino Marchitelli - Ed. RedDuk

 


IN VIAGGIO CON IL MORTO

da Milano alla Puglia


Autore Gino Marchitelli

Ed. Red Duck

Formato Brossura con alette

Pag. 210

Anno di uscita 2022

€ 15,68

Formato Ebook presente negli store digitali


CONOSCIAMO L'AUTORE


Gino  Marchitelli ha passato molti dei suoi anni lavorando come tecnico elettronico sulle piattaforme petrolifere.  

Attivista della CGIL e Democrazia Proletaria, è membro del direttivo A.N.P.I. di San Giuliano Milanese e presidente dell'associazione culturale '' Il Picchio ''.

Autore di romanzi noir e progetti sociali molto apprezzati, nel 2020 ha pubblicato Panico a Milano, la terza indagine del professor Palermo.

Con Jaca Book ha pubblicato:

Campi fascisti;

Una vergogna italiana,  saggio vincitore del Premio Mario Luzi.


TRAMA


Estate 2022, un caldo infernale sta attanagliando Saint Julien, uno dei quartieri dormitorio più degradati dell'hinterland Milanese.

Improvvisamente,  in una famiglia sottoproletaria viene a mancare il nonno, da anni costretto su sedia a rotelle. 

La decisione che prenderanno Terzus, Mantide e Lucia De Cillis, conosciuta come Lucy la rossa, è quella di "nascondere" il corpo ormai rigido di nonno Tancredi. Così facendo la pensione, una fonte di reddito certa, non verrà persa.

Il folle viaggio che da Saint Julien li condurrà nel Salento Brindisino, la famiglia viaggerà insieme al piccolo Tommy, figlio di Lucy e l'adolescente Jenny, figlia di Mantide. 

Lungo la costa adriatica attraverseranno il ritratto di un'Italia bigotta, perfezionista, plasmata di luoghi comuni, corruzione, sfruttamento umano, ipocrisia e ingiustizia,  modello della realtà attuale,

Lungo il viaggio avranno modo anche di rendersi conto di ciò che c'è al di là della società in giacca e cravatta: un ecosistema di anime fragili, impoverite dal SISTEMA, private di dignità, ma anche gente che crede e lotta per la sopravvivenza e il diritto ad una vita regolare. Persone solidali e pronte a tendere una mano laddove ci sia necessità, per rendere il mondo un posto migliore


IMPRESSIONI


Cari lettori della Valigia buon fine settimana e ben ritrovati. Ora che la canicola infernale ha affondato i canini sull'Italia, è tempo di rilassarsi in spiaggia, piscina o al fresco di un bosco montano con una lettura divertente e dissacrante che sono sicura vi terrà compagnia per qualche ora.

IN VIAGGIO CON IL MORTO da Milano alla Puglia, di Gino Marchitelli, mi era stato regalato a Natale da una coppia di carissimi amici e volutamente messo in attesa delle giornate in riva al mare.

Complice un infortunio al piede, spiaggiata sul lettino sotto l'ombrellone, è finalmente arrivato il momento di leggere!

Ormai in spiaggia mi conoscono, quando mi sentono ridere da sola come un'invasata, sanno che sono immersa in letture che hanno completamente catturato la mia anima.

Questo romanzo è perfetto se volete una fresca ventata di allegria, anche se...

Si cari lettori, se, ed è proprio quel "se" a fare la differenza.

Terzus, rinominato Tarzan da Mantide, amante di Terzus che non vuole proprio farsi entrare in testa il suo nome, Jenny, figlia di Mantide e di un padre datosi alla macchia,  Lucia De Cillis, sorella di Mantide, detta Lucy la rossa, il piccolo Tommy, figlio problematico di Lucy e del marito carcerato Timoteo, Tancredi, padre di Lucy e Mantide, rappresentano la realtà di molte famiglie, fin troppo presente in Italia e nel mondo.

Un nucleo famigliare allargato e strampalato, che da sempre fa di espedienti torbidi il personale mantra di sopravvivenza.

Dove lo Stato non aiuta, sono costretti a provvedere con maniere poco ortodosse e poco legali. Ma almeno, coadiuvati dalla pensioncina di nonno Tancredi, riescono a sopravvivere a giornate sempre più dure e mordaci.

Terzus, giovane e aitante africano, approdato in Italia dopo un estenuante viaggio sul barcone, lavora come spacciatore alle dipendenze di Timoteo, marito di Lucy, da tempo in carcere. Tutto sommato è una persona buona, con un forte senso di appartenenza alla famiglia e un cuore generoso, a modo suo. È consapevole che essersi infilato in casa e nel letto di Mantide non è etico, così come non lo è spacciare, ma è l'unico lavoro che gli permette di sopravvivere in quel mondo che gli ha voltato le spalle nel momento più duro del bisogno, e quella famiglia che lo ha accolto a braccia aperte è come fosse la sua di famiglia!

Mantide, quasi analfabeta, sgrammaticata e fin troppo sfacciata, ha i capelli blu, un bel fisico che sa perfettamente come usare per ricavarne profitti personali e non. Si sente sola dopo che il padre della figlia è fuggito e Tarzan è diventato la sua oasi di felicità e pace dei sensi.

Jenny, adolescente figlia di Mantide, sta vivendo la corrente Emo. Cresciuta nel cortile tra i palazzi fatiscenti del quartiere popolare della periferia di Milano, non ha voglia di andare a scuola. Ormai si sente adulta e vivere in casa con quella famiglia di matti, così soffocante, sta diventando sempre più dura. Sa che deve trovare la sua strada, lontana da quel folklore invadente, altrimenti impazzirà. 

Personaggio indubbiamente fragile, intelligente ma lasciata a sé stessa, Jenny rappresenta l'adolescente di oggi, quello che avrebbe solo bisogno di un sostegno famigliare concreto, di essere seguita, compresa e amata, per poter brillare nella vita.

Lucy la rossa, meno bella ma molto più procace e appariscente della sorella, con la quale litiga da quando ha l'uso della parola,  è sboccata, sa a malapena leggere e scrivere e si sente sola. 

Sa che il marito, in carcere per spaccio, le vuole bene e gliene ha sempre voluto, ma sa anche di essere una donna piacente nel fiore degli anni, e non perde occasione di affondare gli artigli in mezzo alle cosce di Tarzan per placare i suoi bollori, cercando di non farsi notare dalla gelosissima sorella. D'altronde anche lei ha diritto a sentirsi donna e anche lui sembra non disdegnare le sue mercanzie. 

Basta solo non farsi scoprire, ma se anche fosse che problema ci sarebbe? Tanto resterebbe tutto in famiglia.

Tommy, figlio di Lucy e Timoteo, ha 8 anni, va a scuola ma con scarsi risultati, probabilmente dovuti ad un ritardo cognitivo mai diagnosticato e seguito, che lo portano ad assumere atteggiamenti di un bambino di due anni. 

È il personaggio che più mi ha fatto soffrire e riflettere. 

Un bambino ha bisogno d'amore, di essere seguito e curato. Il piccolo Tommy si è trovato a crescere in un una famiglia ai limiti di un "bordello incestuoso e  casalingo", senza avere nessun sostegno materiale e medico da parte di nessuno. La scuola sembra essere solo uno sfondo sfumato e mal sopportato dal quel poppante mai cresciuto. 

Il bambino si ciba solo di patatine col benestare della madre che pur di non sentirlo urlare lo asseconda; una volta rientrato da scuola si sveste, indossa il pannolino per bambini e passa il tempo succhiando il ciuccio, togliendolo solamente per mangiare patatine o attaccarsi al seno ormai sterile della madre che lo asseconda, un po' per farlo stare buono e un po' perché in fondo le fa  anche piacere che il bambino sia così legato a lei. Quando si parla di amore materno!

Il mio pensiero è andato immediatamente  ai numerosi casi simili a quello del piccolo Tommy, tutt'oggi in espansione. Quante piccole vite bistrattate, quanti sogni infranti e distrutti dalla povertà e dalla sfortuna di non avere una famiglia forte alle spalle che avrebbe potuto fare qualcosa di concreto per alleviare quella condizione di sofferenza psico-fisica!

Nonno Tancredi è il capofamiglia-padre padrone, nel tempo caduto in disgrazia durante un infortunio "sul lavoro". 

Piccolo despota delinquente, approdato al nord dal Salento, in cerca di vita facile e migliore, ha sempre vissuto di piccoli furti e rivendita del maltolto, finché non finisce in sedia a rotelle cadendo da un balcone durante un furto finito male. Nonostante tutto non perde il carattere dittatoriale e prepotente. Viene, per lo più, seguito dai nipoti.

È malato, ha grossi problemi respiratori e quell'anno la feroce morsa dell'afa estiva, arrivata fin troppo in anticipo, non gli lascia scampo.

Nel trambusto delle pittoresche liti tra Mantide e Lucy, un infarto lo addormenta per sempre. A nulla sono valse le richieste di aiuto, per nonno Tancredi è arrivata la fine.

<< Un grido agghiacciante si sparge per la casa, si propaga nel cortile e per i muri; entra nelle finestre aperte dei vicini e li fa sobbalzare nei letti. >>

Ad accorgersi della sfortunata dipartita del nonno è una terrorizzata Jenny, al risveglio, dopo una nottata in giro con gli amici.

In quella mattinata torrida il corpo del nonno è gelido e stecchito, se ne accorge pure Tommy, che in qualche modo cerca di riscaldarlo con un lembo di lenzuolo. In fondo lui al nonno vuole bene perché gli compra sempre le patatine.

Il panico si scatena tra le quattro mura desuete di quell'appartamento. 

Lucy e Mantide litigano a voce troppo alta, infastidendo il vicinato, Jenny e Tommy, ognuno perso nelle proprie elucubrazioni, vivono quasi con distacco corporeo la situazione imbarazzante.

Non si può chiamare il medico: soldi "non ce ne stanno" e il medico di sicuro, con quella canicola, starà in vacanza.

Di chiamare il  "prendimorti" nemmeno a pensarci. Chi lo pagherebbe? E poi, mica si può perdere l'unica fonte di reddito sicura per la famiglia!

Nonostante il ritratto esilarante della scena, non ho potuto esimersi dal soffermarmi a pensare a quanto il destino di molti anziani sia così comune al giorno d'oggi. Abbandonati a sé stessi e ai loro malesseri, sballottati come un inutile sacco ingombrante da un angolo all'altro, usati come bancomat per i capricci dei figli e nipoti.

Il concetto arriva dritto, come un pugno nello stomaco, facendo luce sulla solitudine e malessere di tanti nonni abbandonati al loro destino di sofferenza.

Nel bel mezzo del trambusto carnevalesco venutosi a creare, Terzus sembra aver appena pronunciato la parola magica: pensione!


<< Mah, io di questo cose non ne capisco, sei tu l'uomo di casa. Vado a cercare il polistirolo, magari nei bidoni di qualche fabbrica chiusa qui in giro lo trovo. >>


Così, grazie alla "brillante" idea di Jenny, nonno Tancredi, accomodato di sotterfugio e alla meno peggio in una cassapanca imbottita di polistirolo trovato nei bidoni della spazzatura sotto casa, sta per andare in vacanza nel trullo di famiglia in Puglia.

Terzus si occuperà della conservazione della salma e di trovare un mezzo adeguato per compiere la tratta Saint Julien-Carovigno, al trullo, senza destare sospetti o incappare in posti di blocco.

Trovato il mezzo, un vetusto e acciaccato wolkswagen anni '70, il  tempo a disposizione è poco, nella notte bisogna partire, così non li vedrà nessuno. Grazie alla sua calma "diplomatica", Terzus è riuscito anche a trovare vari punti "fidati" di rifornimento di ghiaccio secco per conservare al fresco il nonno.

Lucy e Mantide, dopo l'ennesima azzuffata per stabilire chi avesse più probabilità di racimolare qualche euro per il viaggio, riescono, grazie alle loro "arti melodrammatiche", a metter su un piccolo gruzzolo. Tarzan, per contribuire, ha dovuto piazzare roba di nicchia al suo miglior cliente. Ma se serve per il buon fine dell'impresa, ben venga!

Tra l'altro, per i sei squinternati, questo viaggio della speranza, sarà l'occasione per fare la loro prima, vera vacanza, pur facendo economia all'osso dal momento che il Salento è lontano e viaggiare costa.

Col caldo che soffoca in gola i respiri, il sudore caldo/freddo che scende lungo la schiena, nel cuore della notte, comincia il viaggio fantastico di nonno Tancredi, congelato sul tetto di un improbabile van rosso che, dall'hinterland milanese, si sta dirigendo a Bologna per poi percorrere la costa adriatica, confidando nell'aiuto di santi, madonne e provvidenza.

Qualsiasi viaggio, per quanto curato e programmato nei minimi dettagli, presenta intoppi. Figuriamoci la "vacanza" improvvisata di una salma, che a causa dell'afa sta iniziando a decomporsi.

Ora, cari lettori, ditemi come si fa a trattenere le risate quando, in tutta onestà, ci sarebbe da fermarsi a riflettere.

Gli ultimi decenni stanno affamando e impoverendo  in maniera vertiginosamente esponenziale la popolazione italiana. Ci hanno portato nella condizione che, o sei ricco o sei povero; la classe media va sempre più scomparendo, mentre aumentano le famiglie che per mettere  almeno un pasto in tavola sono costrette ad affidarsi alle associazioni benefiche o agli ultimi cassonetti rimasti.

E quando non basta nemmeno più la raccolta differenziata nell'umido, non resta che far ricorso alla legge della strada, agli espedienti, a ogni mezzo, lecito o illecito, per il diritto alla vita.

Certo, mettere il nonno in freezer sembrerebbe essere una buona idea! Nessuno saprebbe nulla e la fonte di reddito, per qualche tempo permetterebbe di vivere ai limiti della decenza.

C'è chi, come Lucy e Mantide si è trovato, in un attimo di disperazione nera, a farlo veramente; c'è chi lo ha fatto per ingordigia, nella convinzione di riuscire ad aggirare il sistema; c'è chi ci pensa ma non ha il coraggio; c'è addirittura chi ha dato degna sepoltura, ma non ha mai denunciato la dipartita all'Agenzia delle entrate, riuscendo per anni a riscuotere la pensione del caro estinto (fonte documentata)...

Qualunque siano i motivi che spingano alcune persone a compiere questi gesti estremi, credo che la disperazione sia tra i principali, e la disperazione non dovrebbe far ridere.

L'autore ha saputo ritrarre perfettamente, rendendola forse meno amara, la disperazione in cui versano molti italiani e non al giorno d'oggi.

Nel caso della strampalata sestina c'è, a monte, anche tanta ignoranza socio-culturale. I personaggi sono nati e cresciuti in un contesto ai margini della società, manovrato dalla malavita che schiaccia l'essere umano col ricatto della sopravvivenza. Le vicende tragicomiche in cui incappano i nostri portano però  naturalmente a sorriderne.

Nel "mucchio", Terzus, è un personaggio tutto sommato positivo. È forse il più "acculturato" e fondamentalmente educato: il sogno della madre è sempre stato quello che il ragazzo potesse studiare e diventare un insegnante. Ma la guerra ha spazzato via sogni e famiglia e la vita gli ha insegnato fin troppo bene quanto bisogna scendere a compromessi per cercare di restare a galla in un mare che non perdona errori. 

Nell'evolversi della storia ne conosceremo sfaccettature impensabili. Dietro alla prestanza di un fisico ingombrante tanto da incutere timore, c'è nascosto un grande cuore, capace di commuoversi, di provare sentimenti profondi e sinceri per un gesto di amichevole aiuto disinteressato.


<< Leva subito quella mano da l'!>> grida.

<< Ma quale mano? >> le risponde da finta tonta Lucy.

<< Dalla gamba dell'uomo mio! Levala o te la stacco a morsi. >>


Mantide e Lucy sono il ritratto della volgarità, dell'ignoranza ma  anche della  capacità straordinaria di non lasciarsi sconfiggere dalle batoste della vita. Tuttavia non viene da condannarle, anzi, si prova una gran tenerezza per quelle due variopinte pasticcione che riescono sempre a spuntarla, a scapito degli ignari avventori che capitano tra le loro rosse unghie sbrecciate.

I loro continui battibecchi, quasi maneschi,  faranno compagnia al lettore durante i lunghi km macinati da Terzus lungo la costa adriatica e porteranno anche all'evolversi inaspettato di situazioni ambigue e al limite dell'assurdo.

Durante il viaggio si incontreranno personaggi di ogni tipo: dai bigotti paladini difensori dei bisognosi, a invisibili emarginati di una vita parallela notturna, fino ad arrivare a poeti, sognatori e persone di un passato ingombrante che  insegue le loro tracce, km dopo km, lungo  quelle strade tortuose, nel cuore del disagio sociale. 

Gli intoppi, i cambi di rotta e i momenti di svago saranno all'ordine del giorno per la piccola carovana di quell'assurdo circo equestre, ma la speranza di portare a termine quell'impresa sembra sempre più sicura e vicina nonostante alcuni momenti di profonda paura e nauseabonde esalazioni provenienti dalla cassa di nonno Tancredi.

Chissà se il nonno riuscirà, finalmente, a trovare un po' di pace, al fresco degli ulivi che circondano il suo trullo?

È solo una questione di ore e tutto sarà finalmente "morto e sepolto".

Ma il passato è alle calcagna e la sua falcata è lunga...

Cari lettori, non vi racconto di più, lascio a voi il piacere di scoprire il finale di questa storia così assurda da essere quasi reale.


<< Che è sta puzza? >> riflette la rossa.

<< Indovina un po'?... >> risponde sarcastico Terzus.

Lucy spalanca gli occhi: << Non vorrai dire che mio padre? >>

L'altro fa cenno di sì con la testa.

<< Oh, madonna mia, madonnina santissima, stiamo inguaiati adesso. >>


Mentre le pagine scorrevano via velocemente sotto i miei occhi, ho sentito il morso ustionante dell'afa, della fame e della sete provata dalla famigliola.

Ho tremato nei momenti di panico, sono crollata dopo le peripezie andate a buon fine, mi sono commossa per Terzus e Jenny, uno dei personaggi più fragili e al contempo forti della storia.

La lettura, nonostante dialoghi palesemente popolari, coloriti e sgrammaticati, scivolerà sciolta sotto ai vostri occhi, offrendovi svariati argomenti di riflessione.

Marchitelli è una garanzia per chi cerca letture curate, impegnate ma di facile comprensione. 

Insomma, per questa rovente estate, che siate a casa, al mare, al lago o in trullo, non potete farvi mancare qualche ora di "evasione" in compagnia dell'allegra compagnia in viaggio col caro estinto.

Parola di Valigia.

Buona lettura,

Tania C.













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