venerdì 20 settembre 2019

Recensione de GLI ACCOPPIATI di Jennifer Miller e Jason Feifer ed Longanesi







GLI ACCOPPIATI

Jennifer Miller e Jason Feifer
Ed. Longanesi 2019
Pag. 448
Cartonato
Collana La Gaia Scienza
€ 19,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO GLI AUTORI

Jennifer Miller e Jason Feifer - foto dal web -


JENNIFER MILLER
Moglie di Jason Feifer, è una giornalista e scrittrice. Collabora nella Styles selection del New York Times ed è autrice di romanzi di successo, tra i quali The year of Geadfly e Gli accoppiati, scritto a quattro mani insieme al marito e pubblicato nel 2019 da Longanesi. 
(Fonte: dal web)

JASON FEIFER
Nel 2019, per Longanesi pubblica Gli accoppiati, scritto insieme alla moglie Jennifer Miller. 
Collaboratore di riviste di successo come The New York Times, Mean's Healt, The Washington Post, dirige la rivista Entrepreneur. 
(Fonte: dal web)

TRAMA

Lucas Callahan è giovane, ma ha già trovato il suo amore con la A maiuscola: il giornalismo. C'è da vedere se questo amore è ricambiato. Lui le idee le ha chiare: prossimo alla laurea, lascia la facoltà di giurisprudenza, la promessa sposa sull'altare e la prospettiva di un futuro in una città di provincia, per inseguire il suo sogno di una carriera come giornalista, tuffandosi nell'anima della Grande Mela. Riesce ad ottenere un impiego alla rivista Empire, con la convinzione che presto avrebbe sfondato e scalato il successo. Ma una notte, in un bar del centro, una splendida donna lo invita a casa sua...
Carmen Kelly, bella e scaltra, avrebbe desiderato diventare una giornalista di successo ma, a causa della <<mentalità da club di soli uomini>> del giornalismo di Manhattan, si ritrova invischiata, senza possibilità di fuga, a scrivere articoli come opinionista sessuale proprio per la rivista Empire. Nel suo ultimo articolo racconta una notte di sesso con giovane  bel ragazzo incontrato in un bar del centro. Il ritratto che ne evince è di un ragazzo più giovane di lei, bello ma goffo, inesperto,  imbarazzante a tal punto da rasentare il ridicolo. Solamente dopo aver letto il crudele articolo Lucas si rende conto che la splendida donna della notte di passione è la famosa Carmen Kelly, opinionista sessuale della sua stessa rivista. Umiliato e furioso, Lucas, risponde all'articolo raccontando la sua esperienza con Carmen, firmandosi <<Mr. Bravo Ragazzo>>. Inaspettatamente, l'articolo di Lucas, pubblicato da Empire diventa virale, tanto da catturare l'attenzione del pubblico, assetato di conoscere altri dettagli. La redazione di Empire cogliendo la palla al balzo, per aumentare la tiratura delle copie, decide che Carmen e Mr. Bravo ragazzo, la cui identità è conosciuta solo a Carmen, una volta a settimana dovranno andare a letto insieme e scrivere l'esperienza in una sorta di botta e risposta. Il successo, col rovescio della medaglia, non tarda ad arrivare. I due ragazzi si ritrovano nel mezzo di un seducente gioco alla fama da parte dei ricchi e potenti della città, sino ad arrivare a scoprire molto di più di una forte attrazione l'una per l'altro. Alla fine dei giochi però c'è un bivio che li metterà davanti ad una scelta: fama e successo personale o l'onestà del cuore?

IMPRESSIONI

Poco tempo fa mi innamorai senza un preciso perché della copertina de Gli accoppiati, un nuovo romanzo edito da Longanesi. Lessi frettolosamente la trama, cosa assai insolita per me, ma la grafica semplice, moderna e al tempo stesso vintage di quei palazzoni di N.Y. era troppo attraente. Ne feci richiesta a Francesca & Francesca e le simpatiche ragazze di Longanesi, sempre disponibili, mi inviarono l'ebook. 
Mi aspettavo tutt'altro genere, la fretta ahimè, mi aveva dato la falsa convinzione di un intrigante thriller dal retrogusto rosa e piccante. Ho quindi iniziato a leggerlo con l'attenzione che si pone  solitamente ad un romanzo ad alta tensione. Man mano che leggevo, sotto l'ombrellone, mi ritrovavo invece con le lacrime agli occhi, cercando di soffocare attacchi di risate inconsulte che mi avrebbero fatto passare per pazza agli occhi dei placidi vicini spiaggiati a sonnecchiare nei loro lettini. Avevo tra le mani un romanzo esilarante, deliziosamente spiritoso e con quel pizzico di piccante che spesso si ritrova a scatenare sane risate nel lettore.

Empire
Dipinte di fronte alla zona degli ascensori in massicci caratteri scuri, quelle sei lettere erano l'equivalente di un megafono di un pugno in faccia. Quindi non c'era da stupirtsi se il semplice fatto di scendere al ventinovesimo piano tendesse a intimidire chiunque.

Questo è il pensiero che passa per la testa a Lucas, un giovane giornalista, ogni volta che si recava alla sua postazione di lavoro per l'Empire, sede della rivista nella quale riponeva il sogno ambizioso di fare carriera e diventare un giornalista famoso. Per quel lavoro, anche se doveva passare per la "gavetta", aveva rinunciato al matrimonio lasciando la fidanzata quasi sull'altare e la prospettiva di una vita tranquilla e monotona in provincia, ma soprattutto aveva rinunciato alla specializzazione in giurisprudenza, non potendo più permettersela vista la sua scarsa disponibilità finanziaria. Il lavoro all'Empire è tutto per lui ed è pronto anche a fare il "lecchino" del direttore pur di guadagnarsi un posto fisso e di successo. Era disposto anche a rinunciare alle sue dozzinali cravatte anonime in cambio di prestigiose e costose cravatte di seta di un noto stilista di grido. Seguendo la pista del compiacimento si ritrova coinvolto in assurde serate di sesso, droga e champagne, delle quali al mattino avrà solo   ricordi confusi. 

Tentare e fallire è sempre meglio di non fare nulla.

Dopo un anno quasi da asceta nella Grande Mela, Lucas decide di vivere la città notturna e si reca in un bar dove rimane folgorato dalla vista di una bella ragazza, un po' più grande di lui, ma con un magnetismo irresistibile. 

Doveva imparare a nuotare molto in fretta, se non voleva annegare nel gelido mare newyorkese.

Facendosi coraggio Lucas si fa avanti con la misteriosa ragazza e tra timidezza, impacci e impicci,  i due finiscono a letto insieme a casa della donna. 
Per Lucas è una notte diversa da quelle passate con la sua ex, una notte di fuoco e passione che va oltre la routine di una coppia navigata. La camera della donna è come un nido voluttuoso, le lenzuola costose di cotone puro e preziosi fanno si di sembrare avvolti da una morbida nuvola. Lui, abituato a biancheria dozzinale e rustica!
L'idillio di Luca però ha fine ben presto. Carmen Kelly, opinionista della rubrica hot di Empire, pubblica un articolo sulla sua recente notte passata con un ragazzo conosciuto in un bar. Il ragazzo è bello, scrive Carmen, ma talmente goffo e inesperto da rasentare il ridicolo! Senza pietà, questa è la versione che Carmen rilascia nel suo articolo. Inutile dire che Lucas, scoperta l'identità di Carmen leggendo l'articolo, ne sia rimasto profondamente umiliato e offeso. L'ira che gli pervade l'anima lo spinge a scrivere una risposta alla sua compagna di quella notte brava, inviando un articolo a Empire. L'articolo di risposta, dolce, quasi romantico, viene pubblicato a firma di Bravo Ragazzo. La querelle tra Carmen e Bravo ragazzo diventando virale, fa aumentare le vendite della rivista tanto da spingere il direttore a proporre una richiesta insolita a Carmen e di conseguenza a Bravo Ragazzo, dall'identità a lui sconosciuta.
Carmen è da sempre innamorata e amante del direttore J.J., divenendone nel tempo il giocattolo personale da usare a suo piacimento. Facendo leva sul sentimento che lo lega a Carmen, il direttore le chiederà un incontro sessuale a settimana con Bravo Ragazzo. La povera Carmen, credendo fermamente che quello potesse essere il trampolino di lancio per la celebrità e quindi di poter avere una rubrica di spessore, accetta la sfida. La coppia avrebbe dovuto incontrarsi a casa di lei e sperimentare tutto quello che passava loro per la mente, la parte passionale di Carmen e quella più romantica e razionale di Bravo Ragazzo e, alla fine dell'incontro, avrebbero dovuto scrivere i loro articoli. Ritrovarsi nell'intimità accogliente della casa di Carmen è per Lucas un sogno, come un bambino al luna park. Ma come tutti i bei sogni, la routine sembra spegnere la passione che lega i due ragazzi. Mentre Carmen continua a scrivere articoli taglienti sulle imbarazzanti performance di Lucas, il ragazzo risponde mantenendo alto il profilo delicato e romantico del suo essere. Ma più di li non si va. Il pubblico vuole di più... ed ecco l'idea brillante di Jay Jay: la coppia, per risvegliare la vitalità ormai spenta, avrebbe dovuto giocare col fuoco. Avere rapporti in Hotel, dai quelli di basso rango sino ai più lussuosi, sperimentare improbabili giocattoli e travestimenti, partecipare a improbabili festini vip dove scorrono fontane di dollari, champagne e droga, in un turbinio di vergogna, sfrontatezza, paura e indifferenza.
Il gioco di J.J. sembra funzionare, la tiratura della rivista lievita giorno dopo giorno e come un leone, è pronto a buttarsi sulle sue prede facendone un lauto pasto. 
Non ha però fatto i conti con i sentimenti dei ragazzi, andando avanti, il gioco si tramuta in qualcosa di più. Dopo qualche botta e risposta velenoso e un tiro poco etico di Carmen, Lucas rivela l'identità di bravo ragazzo, mettendoci la faccia. Il pubblico va in visibilio, ma la magia di un sentimento pulito e tenero che sembra sbocciare tra Carmen e Lucas finisce separando la vita privata e professionale dei due amanti. 
Arriva così il momento della trionfale entrata in scena di Miranda Kelly, la nonna di Carmen.
Chi è Miranda, e cosa ha in serbo per Carmen? ...

Tra gag esilaranti, imbarazzanti equivoci e bizzarre situazioni, lo potrete scoprire. Ovviamente se leggerete questo romanzo fresco e divertente. 
Mentre leggevo, tra una risata e l'altra, mi è stato facile catalogarlo come un "Cinquanta sfumature di un coppia scoppiata" , una sorta di esilarante e romantica parodia della famosa serie. Un po' alla Sex and the City e Mr. Gray a ruoli invertiti. Certo, la trama non ha clamorosi colpi di scena e potrebbe risultare un "déjà lu", ma potrebbe invece rivelarsi un serio  spunto di riflessione sul mondo del lavoro e sul punto sino al quale una persona è  disposta a spingersi  per ottenere il lavoro il lavoro dei suoi sogni. 
Un romanzo attuale, che mette in luce il pericoloso gioco delle relazioni virtuali e di favore. 

Se vi è piaciuta la recensione, non vi resta che leggere il libro.

Buona lettura,

Tania C.




giovedì 19 settembre 2019

Recensione di FERMATE IL CAPITANO ULTIMO di Pino Corrias - ed. CHIARELETTERE




 FERMATE IL CAPITANO ULTIMO

Pino Corrias
Ed. Chiarelettere 2019
Collana Reverse
Pag. 233
Copertina flessibile
€ 16,90


Pino Corrias - foto dal web -

CONOSCIAMO L'AUTORE


Pino Corrias è un giornalista, scrittore e sceneggiatore che vive e lavora a Roma. 
Sono famosi i suoi reportage: 
Vicini da morire, edito da Mondadori nel 2007;
Nostra incantevole Italia, edito nel 2018 da Chiarelettere.
Dal suo romanzo Dormiremo da vecchi edito nel 2015 da Chiarelettere nel 2015, ne è appena stato tratto un film dal titolo Dolceroma di Fabio Resinaro.
Nel 2011, per Feltrinelli, Corrias è autore di Vita  agra di un anarchico e nel 2016, per Mondadori, Disordini sentimentali, una raccolta di racconti.
Per Baldini&Castoldi, insieme a Gramellini e Curzio Maltese, pubblica 1994. Colpo grosso, dedicato all'ascesa di Berlusconi.
Nel 2012, con Pezzini e Travaglio, pubblica per Chiarelettere L'illusionista, dedicato al declino di Bossi.
Firma molti programmi televisivi, tra i quali: Catturate Riina! per Raiuno 2018;
Mani pulite per Raidue 1997.
Dal 2000 lavora in Rai come editorialista. Per Raifiction ha prodotto La meglio gioventù, di Marco Tullio Giordana e L'Ispettore Coliandro dei Maneti Bros.
Inviato speciale per "La Stampa", ha collaborato con le principali testate e settimanali italiani.


TRAMA

A raccontare la sua storia è la voce in prima persona di Capitano Ultimo, il colonnello Sergio De Caprio, l'uomo che ha arrestato Totò Riina. Un racconto collettivo della sua squadra: Alchimista, Arciere, Omar, Petalo, Pirata, Vichingo e dei suoi cento invisibili investigatori che hanno indagato su mafia, camorra, 'ndrangheta, corruzione a Milano, a Napoli, Palermo, nei palazzi del potere, da Finmeccanica allo Ior, dalla banca vaticana alla Lega.
Capitano Ultimo ci racconta la sua storia di Carabiniere condannato a morte da Provenzano e Bagarella, costretto ancora oggi a vivere come clandestino. Negli anni al centro dei sospetti nati nel processo Trattativa Stato-mafia. Un processo che il Capitano Ultimo considera un clamoroso fraintendimento della verità, che finisce per addossare, agli occhi della pubblica opinione, la responsabilità delle stragi allo Stato anziché ai "macellai della mafia".
Un giallo politico. Il racconto di un assedio e di una rivalsa del potere che ha usato le inchieste del Cpl Concordi e Consip per incanalare contro di lui il fuoco della disinformazione. Tra i protagonisti si avvicendano: politici di destra e sinistra, Matteo Renzi, i vertici della Difesa, carabinieri e  uomini del Csm. Una trappola ben congegnata che è riuscita a imprigionarlo in un incarico senza ruolo e senza scopo, privato della scorta e dei suoi uomini, nell'ufficio in fondo al corridoio della Forestale. Ma Capitano Ultimo è pronto a ripartire da qui.

IMPRESSIONI

Ormai mi conoscete e sapete che non fa in tempo ad uscire un libro sui Carabinieri o sull'Arma che già inizio a sfinire i librai per averne una copia. In questo caso la copia mi è stata gentilmente offerta da Tommaso Gobbi di Chiarelettere. Quanta felicità nel riceverlo! Non finirò mai di ringraziare tutti per la bella sorpresa. 

Dal 3 settembre 2018 - per dispetto, ritorsione o non-curanza - gli hanno tolto la scorta. Lui ha risposto: <<Sono un soldato, obbedisco.>>

Ho seguito le vicende di Ultimo da sempre, sfatando il mito dell'immaginario collettivo di un Capitano Ultimo impersonato da Raoul Bova. Per quanto la fiction possa essere stata ben fatta, curata, fedelmente attenuta ai fatti di cronaca, il Capitano Ultimo va oltre la figura del sex symbol che buca lo schermo coi suoi occhioni azzurri. Capitano Ultimo è un carabiniere, e soprattutto un Uomo in carne e ossa che ha messo in  un angolo pericoloso la sua vita per combattere la criminalità organizzata che attanaglia l'Italia.

Vichingo: <<Arrivati a Palermo non dovevamo farci individuare come gruppo e ognuno ha preso una strada differente. Ci tenevamo in contatto via radio. Dormivamo sparsi in alberghi da due lire, camere ammobiliate, qualcuno anche in convento e, in caso di emergenza, persino dentro al furgone con il sacco a pelo.Di notte giravamo per imparare le strade. Di giorno avevamo i nostri obiettivi di osservazione e pedinamento.>>

E lo ha fatto a sue spese, scegliendo la squadra di "rinnegati" per riportare la serenità nelle città cadute in mano alle mafie. Lo fa restando nell'ombra, nelle notti fredde e buie o nei giorni assolati, invisibile in mezzo agli invisibili ma con coraggio e senso del dovere. Di tasca sua, perché, come tutte le cose buone che funzionano, da fastidio, rompe i disegni di un gioco più grande di lui. E allora deve essere fermato. 

Omar: <<I primi mesi a Palermo abbiamo lavorato nella clandestinità totale. Non ci fidavamo di nessuno, nemmeno di frequentare le caserme. Non perché sospettassimo  collusioni tra i colleghi e la mafia, ma perché qualcuno avrebbe potuto parlare in giro di noi - di questo strano gruppo di carabinieri straccioni arrivati da Milano - , magari con la moglie, il fornaio, l'amico , e queste voci avrebbero finito per dare un indizio 

Man mano che il Capitano indaga e insieme ai suoi uomini conduce a buon fine un'operazione, si attira l'odio della malavita  sino a ricevere accuse e minacce.
La squadra viene inviata in Sicilia, per indagare e catturare il capomafia Totò Riina.
Ultimo non si ferma, c'era un uomo da catturare e doveva portare a termine la sua missione. L'operazione si presentava delicata e piena di insidie. La mimetizzazione in pieno giorno rischiava di essere un'arma a doppio taglio. Qualcuno avrebbe potuto accorgersi di quei "loschi individui" che bivaccavano attorno al "palazzo del potere" e fare la spiata mandando ore di pedinamenti e appostamenti  a "catafottersi", come direbbe il Maestro Camilleri. 

Omar: <<Dalle cinque alle otto siamo rimasti li attorno, girando, verificando che non ci fosse nessuno a controllare, magari un'auto  staffetta che faceva il giro. Contatti via radio e attesa. L'attesa è stata la cosa più allucinante. Stai in tensione per ore, magari non succede niente e in quel niente ti sei fumato venti sigarette.>>

Nonostante qualche intoppo il topolino finì dritto nella trappola tesa dal gatto. Il boss di "Cosa Nostra" Totò Riina, rinominato "Sbirulino", il 15 maggio 1993, poco dopo le 8,30 dopo una notte di appostamenti e  pedinamenti, viene fermato e arrestato dal Capitano Ultimo e dai suoi uomini. L'operazione clamorosa ebbe un'alta risonanza mediatica. Tutti si congratulavano con tutti per la buona riuscita dell'operazione ma... come il vento arriva, fa presto anche a cambiare.
I momenti di ''gloria'' per Ultimo e i suoi ragazzi erano proiettati in un futuro prossimo di nuove indagini, ma all'orizzonte nubi minacciose cominciano a riversar loro addosso una pioggia di accuse mosse a discredito di tutto l'operato del Capitano, tra le quali quella di aver inscenato la cattura del boss, a causa della perquisizione della casa di Riina, avvenuta troppo tempo dopo l'operazione dell'arresto.
Nonostante il processo abbia dichiarato il capitano innocente, l'ombra nera dell'accusa continua a gravitargli attorno. 
Capitano Ultimo era diventato scomodo e doveva essere messo a tacere il più presto possibile. Inizia così la nuova vita al margine, ai confini dell'Arma, indagando sulla criminalità legata alle cosche mafiose a Milano per finire nel fiorentino con le indagini finanziarie su Cosip, Concordia, Belsito, Lega per finire a Renzi e famiglia... 
Leggendo la biografia di Capitano Ultimo potrete trovare tutti i particolari, i retroscena, più o meno scabrosi di tutte le indagini svolte, di ogni accusa mossa, ma nella prima parte potrete conoscere il Capitano quando ancora era un bambino, figlio di un maresciallo di Stazione. Sentirete lo scandire del tempo nei racconti della vita di caserma, fatta di cose semplici e genuine, sino a ritrovarlo giovane carabiniere, un po' scapestrato per arrivare alla fine, che poi è l'inizio di questa turbolenta storia: 

<<Il colonnello lo trova là in fondo.>> Mi dice il giovane piantone, alla fine delle scale...
... <<In fondo dove?>>
<<Dopo l'ultima porta dell'ultimo ufficio.>> ...
... Allora lo dico io: <<Ultimo nell'ultima stanza. E dove se no?>>.

Ma non è la fine, perché Ultimo e una squadra in continua evoluzione ci sono ancora, pronti a creare un nuovo futuro per tanti uomini al margine. Con parole semplici, vicenda dopo vicenda, la penna di Corrias da vita al ritratto di un uomo che ha da sempre creduto fortemente in ciò che faceva, sino ad annullarsi, diventando Ultimo, dell'ultimo ufficio in fondo. Un uomo duro, incontentabile e spesso controcorrente, ma con un profondo senso di giustizia e voglia di aiutare il prossimo.
Se sia giusto o sbagliato il suo operato, se siano fondate o meno le accuse, non sta né all'autore né a me dirlo, l'unica maniera per capirne un po' di più è di immergervi tra queste pagine e trarne le conclusioni.

Buona lettura,
Tania C.






mercoledì 11 settembre 2019

Recensione de IL DONO DI RACHEL di Cuss Hunter Ed. LONGSNESI




IL DONO DI RACHEL

Cuss Hunter
Ed. Longanesi 2019
Pag. 384
€ 18,60
Copertina rigida
Ebook disponibile


Cuss Hunter - foto dal web -

CONOSCIAMO L'AUTRICE

Cass Hunter, dai natali sudafricani, nel 2000 si trasferisce in Gran Bretagna, dove risiede attualmente. Vive a Londra col marito e i figli e lavora all'Università.


TRAMA

Cosa potrebbe desiderare di più dalla vita Rachel Porter? Ha tutto: è bella, ha un marito che ama tantissimo, ricambiata. Una figlia adolescente che è tutto e il lavoro perfetto a coronare la sua mente geniale. Ma un terribile segreto la logora: è una bomba ad orologeria pronta ad esplodere all'improvviso, segnando la sua fine. Probabilmente è questo il motivo che la spinge a dedicare tutta se stessa al progetto scientifico avanguardista al quale sta lavorando. Un esperimento segreto e costoso nel quale investe letteralmente tutta se stessa. Ben conscia del fatto che tutto potrebbe finire da un giorno all'altro, Rachel fa della sua mente il suo cuore, programmando tutto nei minimi particolari. Ma il giorno fatale arriva: Rachel non c'è più, Aidan e Chloe sono rimasti soli con un dolore che li ha spezzati, forse in modo irreparabile. Ma Rachel aveva pensato anche a questo, lasciando un'eredità folle, impossibile e straordinariamente umana.
Qualcosa... o forse qualcuno.L'ultimo regalo, un dono di nome iRachel. 

                IMPRESSIONI

Quando vidi la pubblicità di questo romanzo contattai Casa Editrice Longanesi e grazie alla disponibilità di Francesca, mi inviarono subito l'ebook. La trama alquanto misteriosa mi aveva incuriosita a tal punto da farne richiesta pur non essendo particolarmente amante dei fantasy e fantascienza. C'era quel certo non so che ad attrarmi come l'ape sul miele. Non mi sbagliavo, dopo aver divorato le quattrocento pagine ho capito che quel ''qualcosa'' era proprio l'originalità che l'autrice ha saputo imprimere alla storia senza farla risultare banale o seriale. Un romanzo unico nel suo genere che grazie alla sua semplicità, spalanca una finestra sul futuro dell'umanità. No, nessun Mazinga Z o Daitarn III  pronti a salvare la terra da un attacco alieno e nemmeno Conan Ragazzo del futuro alla salvaguardia del pianeta caduto in mano a malintenzionati guerrafondai, tra le mie mani avevo un romanzo che  si potrebbe quasi definire corale, dal sapore vagamente vintage e futuristico allo stesso tempo, con quel tocco di mistero e rosa che non stona. Ed è intrigante il mix di di fantascienza, rosa e mistery che l'autrice ha saputo amalgamare delicatamente sino a dare forma ad un piccolo gioiello, semplice da leggere ma che incuriosisce e sprona  il lettore all'introspezione e ad una riflessione in ambito sociale, al punto di non voler arrivare ai ringraziamenti finali e attendere un seguito, anche se sembrerebbe  un romanzo autoconclusivo. Ma chissà, la scintilla è ancora attiva...

C'erano così tante sfumature di verde e lei non era in grado di dare un nome a tutte. Sapeva di dover girare il volante, di dover spostare il piede sul freno, ma per qualche motivo quegli impulsi non raggiungevano il suo corpo.

Rachel è una scienziata, bella, intelligente e devota al suo lavoro quanto alla sua famiglia. Ma il progetto avveneristico al quale si sta dedicando letteralmente anima e corpo ha un qualcosa in più. Un qualcosa che la sprona ad investire ogni sua energia e la sua stessa vita per portarlo a termine.
Una terribile segreto riveste la sua anima, come una spada di Damocle, pronta a distruggerla quando meno se l'aspetta. Un grave problema di salute potrebbe, nel migliore dei casi, invalidarla gravemente, nel peggiore stroncare la sua giovane vita. Rachel ama troppo la sua famiglia e il suo lavoro per rischiare un'invalidità permanente e decide di giocare alla roulette russa con la vita. Ma il colpo vincente è del destino. Un giorno Rachel ha un incidente in auto, finisce fuori strada, in mezzo al verde di una foresta, mettendo tragicamente la parola fine alla sua vita. Per Aidan e Chloe è un duro colpo, come un fulmine a ciel sereno, accettare la scomparsa dell'amata Rachel.

<<... C'è un messaggio per te, da parte di Rachel. È un messaggio privato, e le farei un torto se non te lo comunicassi.>>      

Ma la donna ha pensato a tutto. Tutto programmato nei minimi dettagli. Il giorno del funerale il collaboratore di Rachel Luke, si presenta al cospetto di Aidan, il quale lo ha sempre ritenuto una persona strana e poco loquace, avvisandolo di avere un importantissimo messaggio per lui da parte di Rachel. Non può dirgli di più, per sapere cosa la moglie avesse di così urgente da comunicare post mortem, avrebbe dovuto recarsi urgentemente in laboratorio. Non una parola di più uscì dalla bocca dell'enigmatico Luke.
Aidan è sconvolto, non sa che fare. Non riesce a capire il gesto della moglie e tutta questa segretezza. Dopo giorni di insistenza da parte di Luke e dopo aver riflettuto, l'uomo si reca nel laboratorio della Telos, dove lavorava la moglie.

<<È una donna identica a mia moglie.>>
Luke scrollò le spalle. <<Sentiti libero di parlargli come se fosse un essere umano, se preferisci. Tecnicamente si tratta di un modello Mark 4, numero di serie 787775, ma nei nostri appunti la chiamiamo iRachel.>>

Il messaggio sta per essere rivelato. Lasciato solo  in laboratorio, silenziosamente,  gli si para davanti  un robot ginoide, identico alla moglie in tutto e per tutto. Il progetto al quale Rachel e Luke stavano lavorando con fervore e segretamente ora è davanti a lui, in carne e ossa... No, in ingranaggi, chip e schede elettroniche. Ma ad una prima vista non si nota, è Rachel ad essere davanti a lui,  a parlargli. 
Il robot dalle sembianze così verosimilmente umane e somigliante alla moglie spiega con la voce di Rachel, ad un allibito Aidan, di essere un prototipo di robot ginoide empatico, in grado di interagire con gli umani quasi come un un umano. Si chiama iRachel, e la moglie lo ha voluto così proprio per aiutare la sua famiglia il giorno in cui sarebbe mancata. Il progetto iRachel è segreto, alla Telos, la società ingegneristica di robotica ne è a conoscenza, ma non sa sino a che punto lo abbiano sviluppato Luke e Rachel. Compito di iRachel è quello di sperimentare l'impiego con persone diversamente abili, non autosufficienti o malati di Alzheimer, aiutarle nella quotidianità e nei compiti più difficili. Spiega di essere empatico perché è in grado di interagire come un essere umano, rilevando i parametri vitali della persona con la quale sta interagendo, elaborarne i dati e di conseguenza offrire aiuto materiale e supporto psicologico quasi come se provasse dei sentimenti propri.

"Il robot giusto non ti deluderà mai." Devo proporlo come slogan all'ufficio marketing."

Il robot è pronto, ora che Rachel non c'è più, ad uscire segretamente dal laboratorio ed essere sperimentato sul campo, per volere di Rachel proprio a casa sua, con la sua famiglia. E in questo momento Dio solo sa quanto bisogno ce ne sia. C'è solo una condizione: iRachel deve rimanere segreto e non essere visto da nessuno al di fuori delle persone autorizzate ad interagire. A queste persone verrà fornito un braccialetto elettronico mediante il quale iRachel rileverà i parametri vitali e le emozioni elaborandoli e trasformandoli in azioni, pensieri, dialoghi ed aiuto fisico. Sempre più sconvolto, Aidan non riesce a capacitarsi di tutto ciò, mille pensieri lo schiacciano. Primo tra tutti Chloe. Come può spiegare alla figlia adolescente con tutti i problemi inerenti all'età e adesso in lutto per la madre, faro e ancora della famiglia? No, non lo vuole quel robot. Per quanto sia fatto e parli come Rachel non è lei. Rachel è morta. 

È così che si chiama: iRachel, quindi, come un iPod o un iPhone. Solo che io non chiamavo Rachel, quindi come dovrei chiamarlo? iMamma?

Dopo aver parlato con Rachel tramite iRachel, se pur riluttante, Aidan acconsente alle volontà della moglie e si organizza per portare a casa il robot. Ma prima bisogna preparare Chloe, che si è chiusa in se stessa senza voglia alcuna di reagire. Come avrebbe reagito la ragazza alla vista di una "macchina" dalle sembianze umane identica alla madre? l'avrebbe accettata di buon grado o si sarebbe chiusa ancor di più in se stessa? Era tutto così assurdo e futuristico, quasi irreale.
Una volta a casa iRachel, iniziò ad elaborare tutti i dati inseriti da Rachel sulla casa e ad ambientarsi. Ogni giorno i suoi dati si sarebbero aggiornati specchiandosi nello specchio appeso in corridoio e avrebbe dovuto ricaricarsi in media una volta al giorno nella postazione scelta, in cucina. 

Quando leggerai questa lettera saprai già del mio attuale progetto, il robot umanoide empatico. Spero che, se non ci sarò più, il robot vi aiuterà quandone avrete più bisogno.

L'arrivo di iRachel a casa trova una Chloe reticente e perplessa. La ragazza non accetta il robot, anche a causa del suo nuovo stato di isolamento. È vero, iRachel assomiglia in maniera impressionante alla madre, parla con la sua voce, è in grado di fare tutto ciò che faceva la madre, ma non è lei e, soprattutto, vista la segretezza della situazione, ha messo Chloe davanti al fatto compiuto: la ragazza dovrà rinunciare ai social, alle visite degli amici a casa e tenere la bocca chiusa con tutti. Un peso troppo grande per un'adolescente che ha appena perso la madre.
Chloe, con un carattere chiuso di suo, si ritrova a combattere una battaglia intestina con se stessa e contro iRachel, sentendosi ancora più sola. Ma col passare dei giorni e con la pazienza di iRachel, programmata dalla dolcezza di Rachel, Chloe riuscirà ad accettare il robot come membro della famiglia e ad interagire con lei, aprendosi al futuro e dedicandosi ad una delle passioni della madre, il giardinaggio, facendolo diventare il suo percorso di studi negli anni a venire. Il giardinaggio  la avvicinerà  anche ad iRachel, grazie ad un episodio che potrebbe anche essere esilarante, in un altro contesto, ma mette in luce quanto la robotica, se pur ben congegnata e tecnicamente perfetta, empatica e somigliante all'uomo, non potrà mai sostituire l'essere umano. 
La vita di Aidan e iRachel è nuovamente attraversata da una disgrazia, la severa ed impeccabile madre di Aidan si ammala di Alzheimer ed è costretta ad andare a vivere col figlio e la nipote. E con iRachel. Sembrerebbe però la situazione perfetta per sperimentare su campo il robot e le funzioni per le quali era stato concepito: sostituire la figura umana nelle situazioni sanitarie gravi dell'anziano e delle persone diversamente abili. In un susseguirsi di giornate divertenti ed amare, scandite in prima persona dalla voce di iRachel e dalla penna dell'autore che in terza persona da voce a Chloe e Aidan, il robot sembra rivestire perfettamente il suo ruolo di assistente sanitario, ma non solo. 
Rachel aveva veramente pensato a tutto! Il prototipo iRachel è stato congegnato per sostituirsi in tutto e per tutto all'essere umano, essendo in grado di decidere autonomamente se avere o no rapporti sessuali. 
Aidan ne è al corrente, iRachel, in un momento di sconforto dell'uomo, ne ha parlato con lui...

Cosa succederà adesso nella vita di Chloe e Aidan? Quale sarà veramente il ruolo di iRachel. Il robot è veramente l'ultimo dono che Rachel ha voluto lasciare alla sua famiglia per aiutarli a superare il lutto e i problemi della quotidianità?
Con un linguaggio accattivante e leggero se pur tecnico, Cass Hunter, rende piacevole e commovente la lettura. Le pagine sono circa quattrocento, ma il lettore non ha modo di accorgersene, talmente sarà concentrato nelle vicende. Molti sono gli spunti per riflettere, dalla perdita di un famigliare alla fiducia verso gli amici, sino a quello che per me è più importante: è davvero utile e giusto sostituire l'essere umano con la robotica, per quanto "empatica" e simile? Alla fine l'empatia del robot è solo una questione di chip, file e input inseriti dal costruttore. 
Fino a dove può spingersi la scienza? 
Gli esseri viventi sono unici nel loro genere proprio perché sono in grado di pensare e provare emozioni.

Un robot è solo l'involucro di una scheda elettronica e per quanto possa alleviare la fatica umana, svolgere i compiti più difficili e pesanti, per quanto possano classificarlo "empatico" non sarà mai in grado di compiere il miracolo che ogni giorno compiono gli esseri viventi: donare la vita!

Leggendo sono incappata spesso in questo pensiero, mi ha tenuto compagnia sino alla fine e sono giunta alla conclusione che, per quanto utile possa essere la robotica in certi campi, deve rimanere limitata a quello!
Il romanzo rimanda spesso alle scene de L'uomo centenario e Super Vicky, forse l'autore ha preso spunto da quello. Chissà. So per certo, invece, che se leggerete questo romanzo non potrete non innamorarvi della storia, commuovervi ed infine gioire di ogni pagina. È una lettura che mi permetto di consigliare a tutti, per passare qualche ora in relax o per riflettere un po' sulla vita e sul futuro.

Buona lettura,
Tania C.








domenica 8 settembre 2019

Recensione di A MANO DISARMATA di Federica Angeli Ed. Baldini+Castoldi




A MANO DISARMATA

Federica Angeli
Ed. Baldini+Castoldi
Pag. 366
Copertina flessibile con sovra copertina
Collana I saggi
€ 17,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO L'AUTRICE


Federica Angeli - foto dal web-

Federica Angeli, classe 1975, romana, è una giornalista di cronaca giudiziaria e nera. Dal 1998 scrive per <<La Repubblica>> e nel 2005 ne diventa redattrice. Dal 2013 vive sotto scorta: mentre stava svolgendo un'inchiesta sulla criminalità organizzata di Ostia cominciarono ad arrivarle minacce dalla mafia. Molti i premi vinti nel 2012 e 2013 il Premio Passetti- Cronista dell'anno, nel 2015 il Premio Donna dell'Anno, il Premio Francese e il Premio Articolo 21, assegnatole dal sindaco di Roma, nel 2016 il Premio Piersanti Mattarella e il Premio Falcone e Borsellino, nel 2017 il Premio Arrigo Benedetti e il Premio Nazionale Borsellino. 
Grazie al suo impegno nella lotta alle mafie, nel 2016, il presidente Mattarella la nomina Ufficiale della Repubblica Italiana al Merito.
Insieme ad Emilio Radice pubblica Cocaparty nel 2008 e Rose al veleno, stalking nel 2009. Nel 2015 firma come coautrice Io non taccio e nel 2016 Il mondo di sotto. Cronache della Roma criminale, come autrice.


TRAMA

Ostia, 2013. Due colpi di arma da fuoco esplodono nel silenzio della notte. Le finestre si aprono e un grido lacera l'aria : <<Tutti dentro, lo spettacolo è finito!>>
Tra gli abitanti di quei palazzi c'è Federica Angeli, cronista di nera per la cronaca Romana di <<La Repubblica>>, nata e cresciuta proprio in quella periferia. Federica  si occupa da tempo dei clan locali, e da tempo riceve minacce gravi. Ha visto in faccia la paura, ma dalla sua ha l'altra faccia della paura: il coraggio.  Se i nel quartiere tutti si piegano obbedienti al comando del boss, lei denuncia tutto ciò che ha visto. 
Il giorno dopo la denuncia la sua vita subisce uno stravolgimento drastico: a tutela della sua incolumità le viene assegnata una scorta. Le intimidazioni non la fanno vacillare, grazie alla sua fede del "noi insieme contro l'illegalità". La vicenda giudiziaria di cui è protagonista sino alle attuali sentenze, fa ben sperare in una faticosa ma possibile vittoria, a conferma del suo credo che tutti insieme, a testa alta, possiamo cambiare in meglio.
L'unica arma che ha permesso a Federica di vincere questa guerra è la penna, con la quale racconta in queste pagine, la lotta alla malavita in un ambito di giornalismo etico, severo e nobile, atto a compiacere nient'altro che la verità. Tra continui colpi di scena Federica mette in luce le sue paure e la solitudine che sembrava schiacciarla nei momenti più duri. La testimonianza riportata in queste pagine è la rappresentazione del suo essere  donna, madre, moglie, conteso alla serenità famigliare. Quella serenità che si ispira alla Vita è bella di Benigni, coinvolgendo i figli di Federica al gioco della guerra. 
Tutti i diritti di questo libro sono stati acquistati dal regista Claudio Bonivento che porterà sugli schermi questa incredibile storia.



IMPRESSIONI

Questa cronaca biografica, in copia cartacea, mi arrivò a sorpresa tempo indietro grazie al gentile omaggio di Baldini+Castoldi che ringrazio di cuore per la fiducia riposta in me. L'emozione che si prova, ogni volta, a spacchettare il plico inaspettato portato dal corriere è sempre indescrivibile e mai uguale. Se poi si tratta anche di un testo che tratta una storia di cronaca attuale, forte e delicata allo stesso tempo è ancora maggiore l'emozione e il piacere di leggere. 
Un bel libro corposo, con la copertina flessibile ed una meravigliosa sovracopertina simil-pergamena nelle tonalità perlacee del grigio, ad impreziosire ancora di più il volume.
Leggerlo è stato piacevole, anche se ogni parola è ricca di spunti di riflessione, sia sul piano sociale che personale. 

"Ti rendi conto che quello, lo Spada, mentre mi teneva chiusa in una stanza, mi ha detto che comandano loro e che avrebbe fatto del male a me e ai bambini se avessi scritto dei loro affari? Io non so più cosa pensare. Non è che lavoro per un giornalino di paese, sono una cronista di "Repubblica", il primo quotidiano nazionale. E quello non ha avuto paura di minacciarmi. Capisci? Fin dove arrivano davvero le coperture di questi personaggi? E poi, assurdo nell'assurdo, tre ore dopo la mia denuncia ai Carabinieri - i Carabinieri, cazzo!, cioè quelli che ci proteggono - un pregiudicato che ogni tanto mi passa informazioni sapeva già tutto, tutto, chi e cosa avevo denunciato, ogni parola! Non è possibile. Mi sembra un film dell'orrore."

2013, Ostia. Federica Angeli e Carlo Bonini, cronisti di Repubblica per la cronaca della Capitale, iniziano una delicata indagine sul legame tra la mafia Ostiense e la pubblica  amministrazione. Tutto ha inizio il giorno in cui  Federica insieme a dei colleghi, decidono di documentare un'indagine in uno dei più rinomati stabilimenti della costa ostiense. Accurate indagini durate mesi conducono ad un nome, quello del boss Armando Spada, il quale, forte dell'aiuto di altre famiglie di spicco della mala locale, i Triassi e i Fasciani, seminano il terrore a Ostia. Per Federica, aver aperto il "Vaso di Pandora", si scatena l'inferno sfociando in un sequestro dove le verrà intimato di lasciar perdere l'indagine e spostare le sue inchieste altrove dal momento che il loro dominio soggioga sia i cittadini che le forze dell'ordine, come una sorta di favore per la loro incolumità. Federica non ci sta, non è disposta a piegarsi, a perdere tutto il lavoro fatto in quei mesi e quello che le spetta in futuro. C'è troppa carne al fuoco e Federica vuole denunciare i soprusi che tengono in ostaggio da quasi mezzo secolo Ostia e il litorale romano. Non si ferma davanti a nulla e le sue indagini daranno una grossa mano nell'operazione Nuova Alba, portata a buon fine dalla Polizia con l'arresto di una cinquantina di appartenenti ai vari clan Spada, Triassi, Fasciani e Cuntrera. Il 17 luglio 2013, subito dopo il sequestro e le minacce a lei e alla famiglia, a Federica verrà assegnata una scorta permanente solo perché ha osato portare alla luce denunciando quella che è sempre stata la realtà locale, sfidando l'omertà che regnava consenziente da anni. 

Un nuovo giorno appena iniziato mi presentava una nuova grana: la baby-sitter mi aveva mollato. La paura della situazione in cui vivevo e gli episodi intimidatori che continuavano a ripetersi le avevano messo addosso una tale pressione da farle sentire troppo la responsabilità. Era giovane e non potevo biasimarla. Ovunque si voltasse accompagnando i miei figli alle attività sportive, si ritrovava un losco figuro attorno. E malgrado una gazzella o una volante la raggiungessero poco dopo avermi avvertito, non riusciva più a reggere quella tensione."


Quel 17 luglio sarà il giorno del cambiamento per lei e per chi le sta intorno non solo ad aiutarla a sconfiggere la nube nera della mafia locale. 1700 giorni di scorta ventiquattr'ore su ventiquattro la metteranno a confronto con la paura, quella di perdere i propri cari a causa del suo coraggio. Giorno dopo giorno, lasciandosi anche prendere dalla voglia di mollare di mollare tutto,  Federica continua a tenere la testa alta e la paura sempre sotto tiro con l'unica potente arma che ha a disposizione. Un'arma capace di fare più danni della bomba atomica: la sua penna. 

Un ultimo sforzo, Fede, raccogli le forze e resisti. Manca poco, manca poco ...

La voglia di giustizia e di riportare la dignità nel suo paese spingono Federica a vacillare senza mai cadere, trovando ogni giorno sempre di più, la forza per andare avanti tra sensi di colpa, paura e solitudine che la attanagliavano durante il suo percorso. Ma il 9 novembre segnerà il giorno della svolta, quello che vedrà tutti i suoi sforzi andare a buon fine: Roberto Spada verrà arrestato per violenza privata, aggravata dal metodo mafioso. L'arresto del boss segnerà il k.o. a livello cosmico per il clan degli Spada.

Era calato un silenzio irreale su Ostia, un silenzio premonitore. Per me, che so ascoltare le note di quel quartiere, nell'aria c'era qualcosa di veramente grosso."

Tutto il resto è storia nota, tutta la violenza di Spada, riversata su un giornalista, risvegliò i cittadini dal torpore dell'omertà che li attanagliava da anni e diede inizio al tracollo del clan in un susseguirsi di colpi di scena e arresti clamorosi.
Il 19 febbraio 2018, dopo 1677 giorni vissuti sotto scorta e sotto l'assedio della paura di perdere i propri cari, Federica si mette a nudo pubblicando su vari social una commovente lettera ai figli raccontando che è finalmente  arrivato il giorno della verità e della giustizia, quello del confronto in aula contro Armando Spada, cugino dei boss Roberto e Romoletto Spada. Federica scoprirà di non essere sola, ricevendo milioni di visualizzazioni e apprezzamenti da parte degli italiani che in tutti quegli anni hanno seguito le sue vicende.

Affronterete tante paure e difficoltà nella vita. Le supereremo tutte, come solo noi, tutti insieme, sappiamo fare. Perché la vita è una sfida irrinunciabile. E noi siamo pronti a giocarcela fino alla fine. 

Leggere questo libro è un dovere e un diritto di ogni cittadino. Serve per capire che piegarsi all'omertà e alla paura significa solo alimentare il fuoco del potere della malavita organizzata. Ma se al fuoco si toglie ossigeno si spegne. E non servono armi o violenza, basta una semplice penna e il coraggio di un popolo che decide di dire basta.
Non è facile ed è molto pericoloso, ma unendo le forze e credendo in ciò per cui si lotta  si possono creare molte crepe in un sistema inespugnabile. Ed è proprio dalle crepe che entra la luce!
Consiglio questa lettura ai giovani, alle scuole superiori. Un importante pezzo di storia moderna riguardante una guerra intestina è stato dettato dal coraggio e scritto dalla penna di una donna che da sempre crede nella verità e nella giustizia. Non lasciatevi scoraggiare dalle 366 pagine, il libro scorre veloce come fosse un romanzo che mixa elegantemente azione, thriller e amore. Lo stile di Federica Angeli, incalzante e coinvolgente, mai stancante nemmeno nella descrizione degli atti cattura il pubblico, dal lettore più esigente che troverà dovizia e cura dei particolari, sino al lettore che cerca un momento di relax senza rinunciare alla realtà del quotidiano.

Buon lettura, Tania C.




domenica 25 agosto 2019

Recensione di MANIFESTO CONTRO IL POTERE DISTRUTTIVO - Maria Rita Parsi con Salvatore Giannella - Ed. Chiarelettere




MANIFESTO CONTRO IL POTERE DISTRUTTIVO

Maria Rita Parsi con Salvatore Giannella
Ed. Chiarelettere giugno 2019
Pag. 231
Copertina flessibile
€ 16,00
Ebook disponibile


CONOSCIAMO GLI AUTORI


Maria Rita Parsi - foto dal web -

MARIA RITA PARSI

Nata a Roma nel 1947, è scrittrice, psicopedagogista, psicoterapeuta, docente e pubblicista. Collabora con quotidiani e periodici. Numerose sono le partecipazioni a trasmissioni televisive. Nel 1974 fonda la Cooperativa  Collettivo G, operando per anni nelle periferie di Roma. Nel 1992 ha dato vita alla Onlus Movimento Per e Con dei Bambini, diventata nel 2005 Fondazione Movimento Bambino Onlus e, nel 2015, Fondazione Fabbrica della Pace, di cui è presidente. Il 2012 ne vede l'elezione, quale membro unico italiano, nel Comitato Onu per i diritti del fanciullo (Ginevra 2012-2017). Dal 2002 al 2008 è stata Consulente della Commissione Parlamentare per l'infanzia. Le sue pubblicazioni, tra testi, saggi e romanzi,testi politici e teatrali, superano quota cento. Tra i più famosi: Lo scarico, I quaderni delle bambine, Maladolescenza, Quello che i figli non dicono, Se non ti amo più, Generazione H, Felici si può.



Salvatore Giannella - foto dal web -


SALVATORE GIANNELLA
Nato a Trinitapoli nel 1949, è un giornalista. Direttore già da tempo di "Genius", "L'Europeo" e "Airone", è anche firma di "Oggi". Tra i suoi libri : Voglia di cambiare, Operazione salvataggio, In viaggio con i maestri. Ha curato i libri di Tonino Guerra La valle del kamasutra e Polvere di sole e di Enzo Biagi Consigli per un Paese normale. Sua è la sceneggiatura del docu-film Rai Educational La lista di Pasquale Rotondi, per la quale riceve il premio Presidenza della Repubblica all'Art Doc Film Festival di Roma 2005 come miglior film dedicato all'arte italiana. Cura la scenografia del film Odissea negli abissi dedicato al capitano della Marina Sovietica che evitò lo scoppio della terza guerra mondiale, Vasilij. Cura un "blog al positivo": Giannella Channel.

TRAMA

Il potere distruttivo sia in ambito familiare che sociale, esprime il malessere, il disagio psicologico, se non l'evidente disturbo mentale, dettati dall'angoscia di morte, dalla rabbia, dalla paura, dalla frustrazione, dall'impotenza di chi lo ricerca o lo esercita o tenta di esercitarlo. O, peggio ancora, di chi lo accetta, sostenendolo e delegando altri all'esercitazione.
Il Manifesto contro il potere distruttivo è stato scritto e pensato  contro tutti i dittatori, i potenti e sfruttatori  criminali. Contro le perversioni delle imprese criminali che opprimono milioni di esseri umani. Il Manifesto è stato scritto anche grazie all'aiuto di molte testimonianze-denuncia non soltanto verso i dittatori, ma anche verso tutti quei psicopatici, narcisisti maligni, accumulatori seriali di denaro, verso i "Signori della guerra" che alimentano odi, orrori e conflitti. 
Maria Rita Parsi

A completamento del Manifesto il Decalogo del potere positivo, il Decalogo della pace, il Decalogo dei diritti delle bambine. Con un'antologia di tesi di Fromm, Schatzman, Morace, Giannella, Rizzi, Bendura.
Postfazione curata da Salvatore Giannella.

IMPRESSIONI

Un po' a sorpresa Tommaso Gobbi di Chiarelettere, che ringrazio per la sua gentilezza, mi inviò questo pamphlet da recensire. Conoscevo Maria Rita Parsi attraverso le varie trasmissioni tv alle quali aveva preso parte ma, chiedo venia, non come scrittrice. Ho iniziato a leggerlo qualche tempo dopo averlo ricevuto, rimanendo piacevolmente sorpresa dalla delicatezza e dalla forza di questa donna. Una scrittura garbata ma potente, capace di arrivare al fulcro del problema sfondando le barriere dell'ottusità inespugnabile. Un saggio che si legge come un romanzo, che tutti dovremmo leggere per comprendere quanto la sete di potere possa manipolare l'essere umano, sino a spingerlo alla distruzione di massa.

Oggi ben 69 paesi nel mondo sono lacerati da conflitti interni. E ciò malgrado da tempo siano stati individuati strumenti scientifici e psicologici in grado di decriptare comportamenti individuali collettivi. Strumenti che ci aiutano - o dovrebbero aiutarci!- a comprendere come gli esseri umani abbiano fatto uso, anche e soprattutto disumano proprio di quelle qualità che li hanno avvantaggiati rispetto alle altre specie: la possibilità di esprimere con le parole i propri pensieri, di elaborare progetti , di condividere soluzioni.

Nonostante oggi ci siano i mezzi potenti per contrastare la manipolazione mediatica e psicologica che spinge l'umanità all'odio, l'uomo sembra non avere la forza di contrastare questa massa distruttiva, lasciandosi risucchiare nel vortice nero dell'egoismo e dell'auto distruzione legandosi sempre di più alla dipendenza verso chi tira le redini. Un ruolo fondamentale lo giocano di pari passo l'educazione e la cultura. L'educazione è fondamentale, nasce in famiglia e cresce a scuola, dove dovrebbe essere insegnata  e plasmata insieme alla cultura.

I bambini hanno diritto alla salute mentale di  chi li mette al mondo, li alleva e li educa. I cittadini hanno diritto alla salute mentale di chi li governa.

Per crescere un figlio, così come una società, alla base di tutto ci deve essere una "famiglia" sana, genitori e "tutori" sani, che sappiano formare il "bambino". Per sani si intende non tanto in salute fisica ma psicologica. Se ci sono problemi, di qualsiasi tipo, prima di imbarcarsi nel ruolo di insegnanti e formatori, è bene prendere atto dei propri limiti e problemi e cercare di risolverli al meglio, in modo di poter poi avere la giusta preparazione per aiutare bambini e società a crescere e risolvere i problemi collettivi. Bisogna prendere consapevolezza che è necessario tutelare e salvare l'umanità dal potere nocivo atto a ledere il benessere, la sicurezza e l'equilibrio sociale, prevenendo l'ascesa al potere di disturbatori sociali, xenofobi, razzisti, volti a ingabbiare l'umanità nell'inferno dell'odio e dell'egoismo. 

"Il potere distruttivo nasce già in grembo alla madre, se la madre è infelice."

La cultura, la conoscenza e l'insegnamento del rispetto verso se stessi, la natura, dei beni pubblici ma soprattutto della pace,  è fondamentale e necessaria per capire che il diritto alla vita nasce in famiglia, allargandosi e richiamando collaborazione e impegno da parte di ogni essere umano.
Se alla base mancano questi concetti, sarà facile per un giovane, lasciarsi coinvolgere da dittature distruttive e dalle spire di una realtà falsata dalla droga o dai deliri del terrorismo "religioso" che li spingeranno nelle mani dei <<Signori della guerra>>.
La potenza del potere distruttivo sta nel portare avanti atti illegali agendo nella legalità, ma la collaborazione di gruppo, l'informazione e la formazione continua faranno in modo di diffondere l'arma più potente, il potere positivo.
Come sostiene il "visonario" Mujica, meglio noto come il Presidente più povero del mondo,  la collaborazione di persone di ogni parte del mondo, giovani che hanno voglia di impegnarsi e rinnovarsi, con l'onestà nelle mani e il sorriso sulle labbra, l'unione di uomini che non hanno paura di lavorare sodo è quello che serve oggi per impedire che il mondo finisca in mano alle Multinazionali, con tutti gli enormi problemi che ne comporterebbe. 

Leggere questo pamphlet è stata un'esperienza nuova per me, solitamente le mie letture sono di tutt'altro genere e il rischio di travisare il testo finendo per catalogarlo come saggio politico mi si è presentato più volte. Scegliere di leggerlo come fosse un romanzo è stata la scelta più facile, per me, quasi come un auto aiuto alla comprensione. E di finestre sul mondo se ne sono aperte parecchie. Situazioni che sono ogni giorno sotto i miei e i nostri occhi, ma alle quali non diamo la giusta considerazione proprio a causa del potere distruttivo che ci circonda e annebbia tutto impedendoci di vedere oltre la cortina di nebbia. Lo consiglio soprattutto a chi è sfiduciato, a chi ha paura del domani e del prossimo. A chi crede che quanto sta succedendo in Africa o in Siria o in tante altre parti del mondo, pensa che il problema sia solo di quel luogo e dell'Italia, vista come l'Eldorado da conquistare. Il problema è invece dell'Europa esteso al mondo intero, perché facciamo parte tutti di questo mondo e non è con l'odio che si combatte il male dell'ignoranza.
Un testo che spinge a riflettere su chi siamo e cosa vogliamo e possiamo fare per salvaguardare il nostro futuro.
Buona lettura, Tania C.




domenica 4 agosto 2019

Recensione di APRI GLI OCCHI E PORTA LE MANI ALLA FRONTE di COSTA SERGIO - Edizioni Altromondo



APRI GLI OCCHI E PORTA LE MANI ALLA FRONTE
Sergio Costa
Ed. Altromondo 15 aprile 2019
Pag. 154
Brossura
Collana Mondo di oggi
€ 14,00


CONOSCIAMO L'AUTORE

Sergio costa, classe 1968, è nato a Milano da madre milanese e padre palermitano. Vive a Trezzano sul naviglio con la moglie e la figlia. Ancora minorenne interrompe i suoi studi per aiutare, nell'arco di quattordici anni, a gestire l'attività commerciale del padre. A trent'anni decide di lasciare il lavoro per diventare operaio turnista di una multinazionale. Sergio è un uomo attivo, alla perenne ricerca dell'adrenalina che lo va sentire vivo. Vive come un'avventura senza limiti la sua gioventù e le sue giornate senza pensare troppo al futuro.

TRAMA

Può capitare, intorno ai cinquant'anni anche di ammalarsi di depressione. L'importante è prendere coscienza di cosa sta accadendo e chiedere aiuto, senza vergogna o paura. La malattia fa sprofondare nella solitudine, spingendoci a ricordare il passato, soprattutto se ricco di avventure ed episodi divertenti. Grazie all'aiuto di una brava psicologa e dell'ipnosi, con tanta pazienza e coraggio, da questa malattia si può guarire perché la vita va presa come una grande e irripetibile avventura.

IMPRESSIONI

La Casa Editrice Altromondo, che ringrazio per la copia omaggio di questa biografia, mi inviò il pdf a sorpresa. Una biografia particolare, questa di Sergio Costa, che non solo è riuscito a risalire dal buco nero nel quale era stato risucchiato, ma anche a trovare le parole giuste per raccontare e raccontarsi, dall'infanzia ad oggi senza rendere i suoi racconti dei momenti bui mai drammatici o tristi. La lettura è stata facile, un po' meno assimilare il vissuto che  emerge attraverso gli aneddoti della vita di Costa.

"Mi guardo riflesso nello specchio del bagno, ho una faccia magra, tirata, anche se porto i capelli molto corti, rasati sui lati e un poco più lunghi sopra, il grigio ormai predomina sul castano: sto invecchiando velocemente."

Sergio Costa è un padre di famiglia, una figlia ormai adolescente, senza che se ne fosse reso conto, così come arrivare quasi a cinquant'anni da un giorno all'altro. Poi un giorno  si svegli e il malessere che lo accompagna da un po' di tempo sembra essere più intenso e rivelatore: il tempo passa, sta invecchiando e cominciando a  fare i conti con le proprie paure, i propri limiti. Per trovare un momento di relax la routine quotidiana sembra il solito caffè e le trenta MS, seducenti bionde che da qualche tempo non fanno più il loro dovere. Tutto diventa buio e cupo, a partire da "dentro", sale dallo stomaco sino al cervello. Forse potrebbe essere un buon aiuto la musica che lo ha sempre accompagnato, ma anche quella non batte più il tempo giusto, stonando e stridendo contro la realtà. Un libro! Certo, è quello che ci vuole. Ma le parole si accavallano intrecciandosi in un turbinio di discorsi senza un senso logico. Potrebbe, invece, aiutarlo una bella passeggiata al parco e magari un altro caffè, per schiarirsi le idee e tuffarsi nei ricordi di una gioventù apparentemente senza troppi pensieri e scavezzacollo. L'infanzia di Sergio non è stata molto felice. Era ancora bambino quando il padre se ne andò di casa per vivere con un'altra donna e crearsi una nuova famiglia. Ma ciò non gli ha impedito, una volta deciso di mollare la scuola, scelta per lui dai genitori, di andare a lavorare nell'attività del padre, riuscendo a vivere mille avventure scavezzacollo. 

"Mi incanto a fissarlo, ho la mente offuscata, ferma, guardo il semaforo ma non lo vedo,sento che non sto battendo neppure le palpebre. Scatta il verde: distolgo gli occhi dal semaforo ma il mio sguardo rimane fisso nel vuoto, continuo a guardare senza vedere niente."

Una sera, mentre Sergio si sta avviando verso il lavoro per il turno di notte, la mente annebbiata da una nebbia fitta e cupa, sventa per miracolo un incidente disastroso, rendendosi conto di avere bisogno di aiuto. In quel momento gli è andata bene, la lucidità è tornata al momento giusto, ma domani? 
Diventa difficile continuare mantenere la concentrazione, sopratutto al lavoro e l'unica soluzione diventa ammettere di avere bisogno di aiuto e riprendere i contatti con la psicoterapeuta. 

"Caspita, oltre che psicoterapeuta deve essere anche sensitiva."

E l'aiuto arriva per Sergio. Dopo aver sospeso le sedute di psicoterapia da qualche mese, come per telepatia, la dottoressa contatta Sergio poco tempo dopo il black out che ha messo a rischio la sua vita. L'input che stava cercando è arrivato, così come stava per arrivare la sua rinascita. 
Le sedute riprendono con la diagnosi di una sindrome  ansioso depressiva maggiore che sta compromettendo la quotidianità di Sergio e di chi gli sta vicino. La sentenza è forte: un mese di riposo di dal lavoro, la somministrazione di ansiolitici e relax assoluto in mezzo alla natura, soprattutto in mezzo al verde. 

"Ho trascorso gran parte della mia vita alla continua ricerca di botte di adrenalina che mi facessero sentire vivo, alcune le ho cercate mentre altre mi sono capitate senza che io le volessi, sono comunque davvero tante le avventure passate."

Grazie agli incontri bi-settimanali e alle lunghe passeggiate nel parco, incomincia per Sergio, un periodo di elaborazione della sua vita passata. I ricordi tornano a galla non solo per essere rivissuti ma anche per essere elaborati ed esorcizzati. 
Per prendere nuova coscienza di se. 
Le settimane passano, la strada da percorrere è lunga e in salita, ma Sergio ha promesso alla sua Dottoressa di "Voler guarire" e guarirà! 
Alternando momenti di "angoscia pura" a momenti di tranquillità emotiva, le passeggiate persistono, piacevolmente avvolto nei ricordi  e con un piccolo traguardo raggiunto: la riduzione drastica del fumo: da 30 a 8 sigarette al giorno. 
Nonostante i piccoli e progressivi miglioramenti c'è ancora qualche momento di buio ad incupire la nuova vita di Sergio. La sera, subito dopo il calar del sole, il buio fisico sembra trasportare l'uomo in uno stato di eccitazione iperattiva, quasi come la "sindrome del tramonto" per chi soffre di Halzeimer, il corpo, all'imbrunire, diventa irrequieto. Le gambe non hanno pace e iniziano a vagare a vuoto in giro per casa. Di uscire non se ne parla, camminare senza luce lo blocca. 

"Non è che non mi fidi della dottoressa, anzi mi ci sono aggrappato con tutto me stesso, è l'unica persona che sento vicina in questo momento, il fatto è che non mi fido di me."

Per arrivare alla guarigione, la dottoressa propone a Sergio delle sedute di ipnosi, volte a tirar fuori le paure più nascoste e radicate. La paura di Sergio è quella di essere vulnerabile, di lasciarsi andare troppo e farsi male. Ma le sedute cominciano a portare i loro frutti, dopo dieci mesi Sergio ha sempre qualche difficoltà a dormire, ma adesso riesce a gestire la rabbia, affrontando in modo adeguato anche le situazioni più brutte. È cambiato il modo di pensare e vedere le cose, sta acquisendo una nuova elasticità mentale, tornando ad essere la persona vera di un tempo. Le emozioni sono quelle più difficile da gestire, lo lasciano sempre impreparato, ma piano piano riuscirà anche in quello.
In oltre un anno di psicoterapia e ipnosi, lo scoglio più duro da oltrepassare è quello del lavoro. La situazione è pesante, Sergio viene trattato quasi come un incapace. Per ogni nuovo lavoro che gli viene assegnato, non gli viene permesso di portarlo a termine se non accompagnato da un "tutore" che lo farà al suo posto. La frustrazione è palese, aumentata anche da certi "riguardi" presi dall'azienda, quelli di emarginarlo dalla convivialità e socializzazione per aiutarlo a guarire. Ma non è facendo emarginando una persona che vuole uscire dalla depressione che la si aiuta. Anzi l'azienda lo sta pian piano emarginando per poi licenziarlo. Ma Sergio è forte e pronto, dopo la salita, a vivere in discesa. La dottoressa lo ha trovato bene, pronto per la nuova vita in piena luce. Sergio è pronto anche a rimettersi in gioco nel mondo del mondo del lavoro. Sa che durante la sua vita continueranno ad esserci giornate cupe e tristi, sa anche che non dipenderanno più dalla depressione, ma semplicemente dagli alti e bassi che la vita pone ad ognuno di noi.
Il buio è finito, e mai più tornerà.  

Con la delicatezza di un poeta Sergio Costa si mette di nuovo a nudo con la speranza di poter aiutare chi sta vivendo un momento di difficoltà. Il suo messaggio, anche se non urlato, è forte e chiaro: dalla depressione si può guarire, ma solo se lo si vuole veramente e se si accetta il fatto che per uscirne serve aiuto. Non solo da parte di chi ci ama, ma anche di un professionista preparato e con una forte umanità.
Grazie Sergio per averci raccontato il tuo delicato percorso e per averci reso partecipi anche delle tue esilaranti avventure giovanili.
Consiglio questo libro a chi ha voglia di sapere cosa significa vivere nel limbo oscuro della depressione e a chi sta vivendo un momento di disagio. Le parole semplici ed efficaci dell'autore vi saranno d'aiuto.
Buona lettura,
Tania C.

Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...