martedì 16 aprile 2019

Recensione di UN'OMBRA NELL'ACQUA di Catherine Steadman






UN'OMBRA NELL'ACQUA

Catherine Steadman
Ed. Longanesi marzo 2019
Collana La Gaia Scienza
Genere Thriller - narrativa straniera
Traduzione L. Bernardi
Pag. 416
Copertina rigida con sovra copertina
€ 18,60
Ebook disponibile

CONOSCIAMO L'AUTRICE



Foto dal web

Catherine Steadman, inglese, classe 1987, con "Un'ombra nell'acqua", debutta come scrittrice. Al suo primo romanzo ha saputo conquistare i favori del pubblico di tutto il mondo. 
Gia nota nel mondo dello spettacolo come attrice di numerosi film e fiction e per aver preso parte a famose serie tv come "Downtoun Abbey", dove presta il volto a  Mabel o I Tudors dove interpreta Joan Bulmer.


TRAMA

Norfolk, secondo decennio del 2000. Mentre Erin sta scavando da tre quarti d'ora, le vengono a mancare le forze a casua della terra che sembra non aver mai fine talmente è pesante e compatta. Anche la determinazione la sta lentamente lasciando, ma non c'è altra scelta, deve continuare a scavare nonostante il dolore, l'incredulità e la paura che la pervadono. Sarebbe utile avere una persona fidata e amata al suo fianco che l'aiutasse a scavare, ma non è possibile in quanto la persona di cui è innamorata è la destinataria della fossa che sta scavando. Sono passate poche settimane da quando Erin e Mark rappresentavano la coppia perfetta sotto ogni aspetto. Erin, giovane documentarista in carriera, alle soglie di una svolta professionale; Mark, affascinante trader londinese, con un brillante futuro all'orizzonte. La data del matrimonio è imminente e la coppia sembra avere il mondo in mano. Ma l'idillio sta per frantumarsi: Mark perde il lavoro con notevoli ripercussioni sulla loro vita di coppia apparentemente perfetta. Nonostante le difficoltà, il loro amore li spinge a far funzionare il rapporto coronandolo con un bel matrimonio ed una prestigiosa luna di miele a Bora Bora, convinti che tutto si aggiusterà. Finalmente sull'isola, i neo sposi, decidono di passare una giornata immergendosi nelle acque cristalline dell'atollo. Erin è terrorizzata, ma grazie all'aiuto di Mark decide di seguirlo. La giornata scorre meravigliosamente, fino a quando non trovano qualcosa nell'acqua. Un qualcosa che sconvolgerà per sempre le loro vite, avvolgendoli in un'ombra cupa. Erin e Mark vogliono tenere segreta la loro scoperta: nessuno oltre loro sa o ha visto nulla, non dovrebbero avere nulla di che preoccuparsi. Ma una sconvolgente reazione a catena sta per travolgerli, mettendo in pericolo tutto ciò a cui tengono, anche la fiducia che hanno sempre avuto l'uno dell'altra...

IMPRESSIONI

Innanzitutto ringrazio la Casa Editrice Longanesi e Benedetta per avermi gentilmente inviato l'Ebook di Un'ombra nell'acqua; avendo letto la trama ne sono rimasta talmente affascinata da richiederne una copia per poterla recensire. Non conoscevo l'autrice/attrice e ne sono rimasta piacevolmente sorpresa, sto iniziando ad apprezzare il thriller e la freschezza dello stile narrativo, la trama avvincente, ricca di dettagli (anche tecnici) molto accurati, mi hanno spinto a leggere il romanzo tutto d'un fiato nonostante le 418 pagine.

"Novanta centimetri è la profondità minima raccomandata dall' IRIC (Istituto per la Regolamentazione dell'Interramento e della Cremazione). Lo so perchè l'ho cercato su Google. Subito prima di cominciare a scavare. Che non si dica, quindi, che mi manca l'iniziativa. O l'impegno. Con le suole che scivolano sulle foglie fradice e sul fango appiccicoso come malta, mi sono accovacciata accanto al cadavere e ho cercato su Google come seppellirlo."

La storia di Erin e Mark comincia dalla fine, narrata in prima persona dalla voce di Erin. 
Mark è morto ed Erin sta scavando, ad olio di gomito, una buca ben profonda e che non dia nell'occhio, in un boschetto del Norfolk. 
Erin e Mark sono giovani, affascinanti e con una promettente carriera alle spalle. Documentarista lei, prossima a sfondare con  documentari scoop sul rilascio di tre carcerati, un presunto killer della malavita locale, una donna condannata per eutanasia verso la madre terminale di cancro, la quale aveva fatto testamento biologico (non in vigore nel Regno Unito) e una giovane teppistella londinese, dalla quale "bisogna aspettarsi grandi cose". Tutti prossimi al rilascio e tutti pronti a ricominciare una nuova vita , raccontandola alle telecamere di Erin.
Ragazza dolce e quasi remissiva, per amore di Mark all'inizio,  si vedrà poi  trasformata in una intraprendente, avventurosa e determinata donna capace di affrontare il pericolo a sangue freddo. 
Mark è un operatore finanziario che sta sfondando appunto nella finanza londinese. E' un uomo calcolatore,  pianificatore, forse più debole rispetto ad Erin.
Sono prossimi alle nozze, hanno una bella casa, pagata accendendo un mutuo, un viaggio di nozze di un mese a Bora Bora ad attenderli e un figlio in progetto.

"Smettila di rimuginare, Erin, basta. Pensa a divertirti. Non c'è niente di male nel godersi un po' la vita."

Ma il destino sembra accanirsi contro Mark. A pochi giorni dal matrimonio si troverà senza lavoro e con delle spese da affrontare. L'amore e l'ottimismo di Erin però lo aiuteranno a non mollare, a guardare al futuro ed a cercare un nuovo lavoro. Ce la possono fare. 
Mark decide di ridurre il mese di luna di miele a tre settimane e la coppia di neo sposi parte alla volta di una vacanza da sogno dopo un viaggio di ventiquattro ore.
L'atollo, con le sue acque cristalline e le candide distese di sabbie coralline a coronamento del loro amore. Erin si lascia coinvolgere fiduciosa, guidata dall'uomo che ama, in una emozionante giornata di immersioni al largo del loro resort.
La giornata si prospetta limpida e calda dopo la striscia di un tifone del giorno prima. La donna è pronta a vincere le sue paure riguardo alle immersioni, ha voglia di vedere i magnifici fondali della barriera corallina e di incontrare le tartarughe. A bordo di una barca, pilotata da Mark, si stanno dirigendo verso una delle zone migliori per le immersioni per esplorare un relitto a nord-ovest dell'atollo. 
L'immersione si rivela interessante e ricca di avvistamenti di squali e altra fauna esotica. Pranzano su un'isolotto poco distante addormentandosi al sole senza accorgersi del passare del tempo. 

"All'orizzonte non c'è nulla, solo miglia e miglia di oceano aperto. Poi noto anch'io quello che sta guardando lui. Tutto attorno a noi, sull'acqua. Carta. Fogli di carta bianca. "

Al risveglio, vista l'ora ormai prossima al tramonto, decidono di ripartire alla volta del resort quando, senza quasi rendersene conto, si trovano circondati da fogli che galleggiano sull'acqua, carta bianca nel bel mezzo di un'infinità blu.

"E' una sacca da viaggio nera lunga circa un metro. Troppo grande per essere una borsa da palestra e troppo piccola per essere considerata una valigia vera e propria."

Raccolto uno dei tanti fogli, l'inchiostro inizia a colare senza rendere leggibile il foglio e, ritmicamente, le onde stanno facendo sbattere qualcosa contro lo scafo della barca. Si tratta di una grossa sacca da viaggio nera. 

"Però ha un lucchetto, Erin. E fluttuava nel bel mezzo del Pacifico meridionale. Circondata da dieci metri quadrati di fogli illeggibili."

Erin e Mark, dopo aver constatato che la sacca è ben chiusa, a tenuta stagna, da un lucchetto , e dopo aver fatto mille congetture sul contenuto, decidono di portarla al resort consegnandola alla reception, in caso qualcuno l'avesse persa, magari durante la tempesta del giorno prima.
Consegnata la sacca, la coppia continua pigramente la luna di miele, tornando a fare immersioni con un'istruttore ed una giovane coppia appena arrivata al resort. 
Al rientro, entrati nel loro bungalow, come per magia ritrovano la sacca: il receptionist non ha capito che doveva conservarla e, pensando fosse loro, gliela aveva fatta recapitare in camera. 
La curiosità è grande, in fondo la sacca è stata tanto tempo in acqua, perchè non provare ad aprirla per vederne il contenuto ed eventualmente ributtarla nell'Oceano nel punto esatto dove l'hanno raccolta?
Convinta dalla propria curiosità, Erin, comincia a scassinare il bordo della sacca sino a riuscire a far entrare la mano ed estrarne il contenuto. 

"Ho la sensazione di essermi avvicinata troppo a qualcosa da cui invece dovrei rimanere il più possibile alla larga. Avverto un senso di pericolo, ancora indefinibile  eppure sempre più difficile da ignorare, sempre più presente."

Il contenuto della sacca "scotta" e parecchio, l'unica cosa da fare è tornare nel punto dove l'hanno raccolta, immergersi, cercare il relitto di un'imbarcazione e rimettere la sacca al suo posto. Dopo varie e vane ricerche su eventuali notizie di imbarcazioni scomparse, la coppia è pronta a riportare sacca e contenuto in mezzo al Pacifico. Seguendo le coordinate che Erin aveva annotato e imparato a memoria, si immergono. 
C'è qualcosa nella profondità di quelle acque, ma non è un'imbarcazione, bensì il relitto di un piccolo jet privato da viaggio. Dopo lo shock iniziale, Erin torna in superficie mentre Mark, addentrandosi nella carlinga, troverà i corpi di alcune persone, tre uomini e una donna, probabilmente russi, sicuramente non delle brave persone.
Risalito in superficie anche Mark, preso atto della sconvolgente scoperta, tornano al resort per scoprire se si è mossa qualche ricerca del piccolo jet.
Nulla, il jet stava volando all'insaputa delle autorità aeree e nessuno sembrava ancora essersi accorto della tragedia.
Dopo aver discusso per ore sui pro e contro, la coppia decide di tenere il contenuto della sacca, sbarazzandosi solo della sacca stessa e di un oggetto troppo compromettente da far passare al check in dell'aeroporto. 
La sacca finisce così tra i rifiuti triturati del resort e l'oggetto compromettente sul fondale del Pacifico insieme al relitto del jet.
In fondo non c'è nulla di male a tenersi ciò che hanno trovato, potrebbero risolvere la maggior parte dei loro problemi e ricominciare una nuova vita, un nuovo lavoro per Mark, un figlio e un cane ... 
O finire in un mare di guai?
Mille domande si affacciano nella mente di Erin, la quale, per amore di Mark accetta di ripartire per Londra prima del previsto, dopo aver cancellato scrupolosamente ogni possibile traccia del loro soggiorno a Bora Bora.
Tornati a Londra, inizia per Erin un periodo fatto di ansia, dubbi e paure. 
Mark sostiene che devono disfarsi di tutto ciò che hanno trovato nella sacca. La loro vita, ma soprattutto quella di Erin è in pericolo.
In particolar modo adesso che la donna ha deciso di chiedere aiuto al killer della malavita che sta intervistando per il suo documentario. Ma l'uomo sembra volerla aiutare veramente, mentre Mark...

"Ma cos'avrei potuto fare? Che cosa si può mai fare? Non si possono salvare sempre tutti, no? A volte è gia abbastanza difficile salvare se stessi."

Chi è in realtà Mark, cosa sta cercando di fare a sua insaputa? 
Vuole solo proteggerla da quello che si è rivelato un gioco pericoloso, coi russi non si scherza, o sta tramando alle sue spalle per poi eliminarla e sparire in un paradiso fiscale?...

Con un mix infallibile di suspence, sprazzi di "comicità" provenienti dal carattere di Erin e una cura scrupolosa dei dettagli, l'autrice ha saputo intessere una trama avvincente e mai noiosa. 
418 pagine che scorrono veloci e lisce, facendo divertire il lettore e confondendo le acque sino al finale inaspettato. 
Un finale che potrei quasi ritenere aperto, chissà che tra qualche tempo Erin non sia di nuovo coinvolta in rocambolesche avventure, grazie al suo carattere irruento e smanioso di verità.

Un thriller nuovo ed originale, che consiglio a chi ha voglia di immergersi tra le fresche acque coralline di paesaggi esotici tra colpi di scena emozionanti e tramonti da sogno. Catherine Steadman è sicuramente un'autrice da tenere d'occhio perché ci regalerà tante nuove emozioni.

Buona lettura.
Tania C.






mercoledì 10 aprile 2019

Recensione de LA LETTERA DI GERTRUD di Bjorn Larsson





LA LETTERA DI GERTRUD


Bjorn Larsson
Ed. IPERBOREA 
Febbraio 2019
Traduzione a cura di K. De Marco
Pag. 465 Brossura
€ 19,50


CONOSCIAMO L'AUTORE

Bjorn Larsson -foto dal web -

Bjorn Larsson è un autore svedese, nato nel 1953 a Jonkoping. Insegna letteratura francese all'Università di Lund oltre ad essere uno degli autori svedesi più apprezzati in Italia, è anche un filologo, uno scrittore e un appassionato di vela.
Tra i numerosi premi conferiti, il Premio Grinzane Biamonti, Premio Elsa Morante, Premio internazionale cultura del mare, Premio Boccaccio Europa e il prestigioso Prix Médicis in Francia. 
I suoi titoli di maggior successo, tutti pubblicati da Iperborea, annoverano La vera storia del pirata  Long John Silver, Il Cerchio Celtico, Il porto dei sogni incrociati, La saggezza del mare e I poeti morti non scrivono gialli.


TRAMA
(OPINIONE DELL'EDITORE)

Martin Brenner, genetista di successo nel pieno di una brillante carriera, marito e padre felice, sta spargendo al vento le ceneri della madre, interrogandosi sul perché del difficile rapporto avuto con lei. Perché non riesce a provare il vero dolore per la sua morte, perché ha sempre sentito che qualcosa si frapponeva tra loro? Il motivo lo scoprirà in una toccante lettera che la madre gli ha lasciato: ciò che li divideva era un segreto. La donna non si chiamava Maria, ma Gertrud, ed era un'ebrea, riuscita a sopravvivere ai campi di concentramento. 
La verità era stata tenuta segreta oltre che per proteggerlo, anche per dargli modo di essere libero di scegliere, una volta divenuto adulto e consapevole, la propria identità e la propria vita.
Davanti ad una rivelazione devastante e di tale spessore , qual è la scelta giusta? Cosa significa essere ebreo? Inizia per Martin un turbine di domande alle quali cerca di dare una risposta dettata dal razionalismo dello scienziato che impersona. Comincia a documentarsi, gettandosi a capofitto in letture, ricerche e discussioni a tema, confrontandosi con l'amico Simon e il Rabbino Golder per cercare di decidere se tenere per se il suo segreto o accettare e dichiarare la sua ebraicità, con tutte le conseguenze che ne comporterebbe. Se scegliesse di rendere partecipi del suo essere ebreo colleghi e famiglia, sconvolgerebbe non solo la sua esistenza, ma anche quella dei suoi cari e, soprattutto il quieto rapporto di indifferenza che ha da sempre  con Dio .
E' quindi davvero libero di scegliere o, in realtà, si ritrova costretto ad accettare uno ''status'' che per un genetista ateo non ha nessun significato?
Grazie alla capacità di saper cogliere al momento giusto i temi più importanti del presente e di trasformarli in storie da leggere d'un fiato, Larsson, affronta uno dei più grandi equivoci dei tempi moderni - l'identità e l'apparenza  come spaccatura - per rivendicare il diritto di ogni Uomo  di essere guardato e giudicato per l'unica vera identità che possiede: quella di singole persone.


IMPRESSIONI

Ho contattato la Casa Editrice Iperborea affascinata dalle loro pubblicazioni. Non solo pubblicano autori interessanti e moderni, ma possono vantare delle pubblicazioni di nicchia. Gentilmente, Maddalena dell'Ufficio Stampa, mi lasciò libera di scegliere un titolo da recensire e, attratta dalla storia e dalla meravigliosa copertina, scelsi LA LETTERA DI GERTRUD
Me ne inviò una copia omaggio, bellissima e seducente e per questo la ringrazio tantissimo.  Il profumo della carta  che si è sprigionato aprendo il piego libri mi ha inebriato. Il formato curioso, maneggevole e rettangolare, rende il romanzo accattivante e facile da portare con se in borsa o in tasca della giacca. La copertina sembra una tela dipinta ad olio, colori brillanti, goffrata, quasi setosa. 
Insomma, è stato amore a prima vista, complice la storia che tratta un argomento a me molto caro, l'ebraismo.
Ho scelto di iniziare questa lettura in treno, viaggiando da La Spezia verso Roma. Una scelta non a caso, ho sempre avuto paura dei treni e, anche se stavo viaggiando per raggiungere il mio fidanzato, una sorta di ansia mi ha tenuto compagnia sino a che non sono scesa a Roma Ostiense, approdando tra le braccia sicure di Gabri... Figuriamoci cosa avranno provato ai tempi dei rastrellamenti, tutti gli ebrei, costretti con la forza a salire su quei vagoni, stipati come sardine, che li avrebbero condotti a morte certa, salvo alcuni più fortunati. Io in fondo stavo viaggiando per libera scelta e verso la felicità, ma la "paura" dei mostri di metallo ancora non mi è passata.  Non arrivavo nemmeno lontanamente a pensare ciò che provarono gli ebrei e, tra le pagine del romanzo ho chiarito alcuni dubbi e perché.

Il romanzo è diviso in tre parti, la prima , quella che racconta la vita passata e presente di Martin, direttore di un laboratorio di genetica, dove si compiono studi ed esami sul DNA, venuto a conoscenza di un importante segreto che rivoluzionerà la sua vita.

In un luogo, volutamente imprecisato, una famiglia composta da un padre cinquantenne, una madre ed una figlia adolescente, sta partecipando alle esequie della nonna.

"Proprio nel momento in cui stava rovesciando l'urna, un refolo di vento sollevò le ceneri in alto sopra le loro teste e le portò verso il mare, a poca distanza."

Mentre Martin Brenner, un genetista di fama, sta eseguendo le ultime volontà della madre Maria, appena deceduta, spargendo le sue ceneri al vento, mille dubbi attraversano la sua mente. 
Tra i tanti, quello riguardante il difficile rapporto avuto con lei, come se una sorta di velo invisibile avesse sempre cercato di separarli, di nascondergli qualcosa. Ma cosa?
Accettare la morte di un genitore è devastante. Perché, allora, lui non riusciva a provare quel dolore straziante che attanaglia sino alla disperazione? Perché continua a sentire che c'è qualcosa che gli impedisce di comprendere appieno certi comportamenti della madre?

"Tu che hai iniziato a studiare filosofia per capire l'origine del male, devi comunque averlo gia letto nei libri di Primo Levi, Hannah Arendt e altri scrittori. Dovrebbe bastarti per farti capire perché ho agito come ho agito. O almeno per perdonarmi. Quella di mettere al mondo un figlio dopo essere sopravvissuta ai due campi di sterminio è stata la decisione più coraggiosa che abbia mai preso."

Parte di quei  dubbi diventeranno ancora più radicati in Martin quando decide di vendere la casa della madre. 
Tra gli oggetti personali di Maria, il figlio, trova un versamento a favore alla Memoria dell'Olocausto e una valigia con le ruote, contenente biancheria, qualche vestito e un passaporto: pronta alla partenza. 
Perché? 
Dopo il primo sbigottimento, il pensiero passa in secondo piano. 
La famiglia, soprattutto la figlia Sara, ha bisogno di lui e deve compiere il suo dovere di marito e padre.
Qualche tempo dopo però, torna alla ribalta il pensiero della madre e di quel rapporto difficile, mai compreso sino in fondo. 
Il chiarimento avverrà grazie ad una lettera di Maria, lasciata all'avvocato Levin, amico fidato,  che contatterà Martin per far finalmente luce sul mistero della donna.
Mentre l'avvocato legge la lettera, Martin apprenderà, con non poco stupore, che la madre in realtà, si chiamava Gertrud ed era di origine ebrea. 
Deportata in due campi di sterminio riuscì ad uscirne, cercando di proteggersi da quel passato di morte e dolore. Iniziò una relazione con un uomo, anch'esso ebreo, restando incinta di Martin ma, accortasi della gravidanza, per paura di un nuovo Olocausto, i due innamorati decisero di lasciarsi e ricominciare una nuova vita,  soprattutto per Gertrud e il nascituro. 
Fu così che la donna iniziò la sua nuova vita,  chiudendo per sempre col passato e diventando Maria. 
Sposatasi con un uomo che sembrava amarla e amare il suo bambino, verrà a scoprire più avanti che l'uomo è un nazista. 
Non avendo mai rivelato la sua vera identità di ebrea, Maria, impaurita, chiede aiuto al suocero, a sua volta ignaro del "credo" intrapreso dal figlio, che l'aiuterà ad andarsene nuovamente, dandole un buon aiuto economico. 
Di nuovo, a causa delle sue origini ebraiche, Gertrud/Maria, si vede costretta alla fuga ed a ricominciare da capo. 
Nel frattempo, dopo la nascita di Martin, decide di tenerlo all'oscuro delle proprie origini,  iniziando dal nome sino ad evitargli la circoncisione ed un qualsiasi tipo di indottrinamento religioso. Ci avrebbe pensato lui stesso una volta adulto, con consapevolezza, dopo la scomparsa di Gertrud. 
Le uniche persone ad essere informate della vera identità della donna saranno l'avvocato Levin ed il Rabbino Golder, il quale cercherà più volte un contatto con Martin per fargli comprendere il gesto d'amore smisurato di una madre impaurita.
Per Martin, sotto shock per quanto appreso dalla lettera della madre, iniziano a chiarirsi molti dei dubbi insorti durante la vita e al riguardo del rapporto con la madre e, in particolar modo, comprende il perché della ricevuta della donazione e della valigia pronta: la madre aveva paura di rivivere un nuovo Olocausto e voleva essere preparata a ricominciare in un'altra terra nel caso di nuove persecuzioni. 

"Sei quindi libero di scegliere chi e cosa essere. Il prezzo che ho dovuto pagare per questo è stato altissimo: non siamo mai stati davvero vicini. Ma ho anche guadagnato qualcosa, la certezza che tu fossi libero."

Se da una parte molti dubbi sul comportamento freddo della madre si sono chiariti, dall'altra ne sorgono altri, ancora più profondi e devastanti. 
Chi è veramente Martin, ora che ha scoperto di avere discendenze ebraiche? 
E' pronto a rivelare alla sua famiglia questo segreto così pesante? E' pronto a scegliere tra essere ateo o professare un credo?
Il peso delle sue origini incombe come una spada di Damocle sulla sua testa. 
Inizia un'accurata ricerca su quel mondo a lui sconosciuto ma che lo tocca da vicino, mettendolo spesso di fronte ad un bivio: è giusto mettere al corrente la famiglia ed eventualmente gli amici, con la possibilità di essere influenzato nelle scelte future,  che è ebreo o, da genetista ateo, è meglio scegliere da solo chi vuole essere seguendo la scia di ciò che è sempre stato e in cui ha sempre creduto?

"<<Molti ebrei sosterrebbero che lei è ebreo, visto che lo era sua madre.>>  <<Lo so. Ma sono affari loro. Io rivendico il mio diritto di decidere da me chi voglio essere.>>"

Grazie anche al suo lavoro ed agli studi condotti sulla libertà di decidere chi si vuole essere seguendo la propria genetica, Martin, riuscirà a non farsi influenzare, nemmeno durante i profondi colloqui religiosi col Rabbino Golder.

"<<Non sto dicendo che si può paragonare la scelta di essere ebreo e non esserlo a quella di tifare per una squadra piuttosto che per un'altra. Però sostengo che tutti, perfino tu, devono scegliere di appartenere a qualche gruppo , anche se solo la tua famiglia, la tua compagna o i tuoi amici.>> 
<<Allora devo essere l'eccezione che conferma la regola. Non voglio appartenere a nessuno e non voglio che nessuno mi appartenga.>>"

Più o meno con queste parole si chiude la seconda parte del romanzo, quella di informazione e di ricerca delle proprie origini ebraiche. 
Martin non farà mai ricerche sul suo passato biologico, ma si documenterà su cosa ha significato e cosa significa essere ebreo per discendenza,  ovvero figlio di madre ebrea, quasi come imposizione ed, altresì, essere ebreo per libera scelta.  
Le sue ricerche lo spingeranno a perorare la causa degli ebrei e dell'antisemitismo che sta di nuovo dilagando  nel mondo. 
Pur tenendo sempre nascosta la verità  sulle sue vere origini alla moglie Cristina e alla figlia Sara, si impegnerà in prima linea manifestando a favore degli ebrei, finendo pure in prima pagina su un'importante testata, suscitando lo stupore dei colleghi. 
Lui, ateo, ebreo per discendenza, che non si sente e non vuol essere ebreo, perché comporterebbe un prezzo troppo alto da pagare, in modo particolare per la sua moglie e Sara, che è ancora così piccola e sta cominciando ora a capire l'orrore dell'Olocausto.
Ma chi sono veramente gli ebrei, c'è un qualche fil rouge che lega l'ereditarietà all'ambiente? 
Come si può classificare una popolazione dal momento che la genetica stessa non evidenza caratteri che possano appunto distinguerlo geneticamente o religiosamente? 
I dubbi troveranno chiarezza nella terza parte, dove con sapiente maestria nel mescolare le carte, Larsson stesso, da appassionato velista, diventerà narratore di un manoscritto autobiografico sulle confidenze della vita Martin, durante un tragitto in barca a vela. 

"Nessuna Legge, ne ebraica ne altra, doveva essere al di sopra dell'amore. Qualsiasi idea di purezza della razza doveva sparire. Una persona doveva poter essere prima di tutto un essere umano."

Nonostante le continue ricerche, il suo impegno di solidarietà verso il popolo ebreo e nonostante il dolore dell'inganno provato durante la scoperta della vera identità della madre, nonostante le ferite psicologiche continuassero a bruciargli addosso, Martin continua a mettersi in gioco lasciando accesa una piccola luce di speranza per un domani migliore.

Dopo quattrocentosessantacinque pagine, il compito più importante lo lascio a voi lettori, quello di metabolizzare il messaggio che ha voluto lasciare Larsson, quello sulla libertà di essere un uomo pensante e capace di fare delle scelte, a prescindere dalla razza, dal credo politico e religioso.
Un tema ancora oggi molto scottante quello  della persecuzione degli ebrei e dell'antisemitismo, affrontato ne La lettera di Gertrud. 
Un avviso a  chi avrà voglia di leggere questo romanzo, mai come oggi, attuale e vero, non aspettatevi un racconto in stile Anna Frank o Ho quindici anni e non voglio morire o il toccante Chindler's list. 
La lettera di Gertrud è molto di più e quanto di più diverso possiate aspettarvi. 
Una storia atavica che si rinnova sino ai nostri tempi, ai tempi dell'I Phone e di internet.
Una storia per non dimenticare. 
Per non dimenticare che il sangue, sotto l'aspetto genetico, non è poi così diverso dall'acqua e, definire gli esseri umani in base alla genetica e alla discendenza, è comunque una forma di razzismo.
Uno spunto dal quale partire per capire cosa sta succedendo nel mondo, in qualsiasi parte ci troviamo.
Un romanzo che dovrebbe essere letto anche nelle scuole, a completamento del periodo storico del nazismo.
Consiglio la lettura soprattutto a chi, come me, sta vivendo una profonda crisi di fede. 

Buona lettura, Tania C.









Molti ebrei sosterrebbero che lei è ebreo, visto che lo era sua madre”.
“Lo so. Ma sono affari loro. Io rivendico il mio diritto di decidere da me chi voglio essere”.



mercoledì 3 aprile 2019

Recensione di AMEN di Antonio Ferrari







AMEN

Antonio Ferrari
Ed. Chiarelettere 
Pubblicazione Marzo 2019
Pag. 186
Collana Narrazioni
Copertina semirigida
€ 16,90



CONOSCIAMO L'AUTORE

Antonio Ferrari - foto dal web -



Antonio Ferrari, dai natali modenesi, è al Corriere della Sera dal 1973. All'inizio come inviato speciale, ad oggi in qualità di commentatore ed editorialista.
Testimone diretto degli anni di piombo, strettamente legato all'amico Walter Tobagi, ucciso nel 1980, anche Ferrari venne,  più volte minacciato dai terroristi. 
Le minacce lo costrinsero a vivere per oltre due anni sotto scorta per poi diventare corrispondente dall'estero, soggiornando soprattutto in Medio Oriente, Nord Africa e nei Balcani. 
Presta il volto a tutte le corrispondenze da più fronti di guerra, intervistando quasi tutti i leader dell'area. 
E' autore di diversi testi: Morte di un generale (tra gli altri autori che hanno collaborato Giorgio Bocca, Camilla Caderna, Corrado Stajano, Marcello Sorgi) pubblicato per Mondadori nel 1982; Sami, una storia libanese per Liberal libri 2001; Islam si, Islam no. Le colpe dei musulmani e le nostre, per Le Lettere 2006; 7 aprile per Cleup 2009; Sgretolamento. Voci senza filtro per Jaca Book 20013; sempre per Jaca Book, nel 2014 pubblica Altalena. Nel 2017, con Chiarelettere, pubblica il romanzo Il segreto.


TRAMA

Aria di novità progressista a scuotere  il Vaticano. Un gruppo di religiosi sta operando in sordina per rinnovare la Chiesa, per spazzare via lo strato di polvere conservatorista ereditaria che da anni la paralizza, allontanandola sempre di più da quelli che sono i bisogni  della gente e di conseguenza limitando l'operato atto a gestire tali bisogni. Il gruppetto è formato da due giovani preti e una sorella laica che, in nome della "Chiesa rinata", agevolano l'elezione di Papa Roncalli remando contro tutti e, soprattutto, contro la spinta riformatrice del Concilio Vaticano II.
Nonostante il loro operato sia attivo da anni, di pari passo è ostacolato da oscure forze in seno alla Chiesa. Passano decenni e Marco, Michel, Catherine e, negli anni a venire, anche Patrick, un sacerdote americano vittima di orribili abusi pedofili, vedranno la finanza deviata, la massoneria, la malavita organizzata e la corruzione politica, avvolgere sempre di più il Vaticano nelle loro spire violente e criminali. Assisteranno, tra i tanti crimini delittuosi,  al tentato omicidio di Papa Wojtyla. 
Ad indagare sui malaffari vaticani c'è un giornalista, il quale incrocerà la strada del gruppo tra Roma, Istanbul e Sofia, mettendosi alla mercè di ricatti, depistaggi, spie e cospirazioni internazionali. Un'avventura rocambolesca per scoprire che, alla fine dell'inchiesta, la verità, come accade spesso, quando è vicina, rischia di sfuggire.


IMPRESSIONI

Poco tempo fa, la cara Giulia Civiletti di Chiarelettere mi inviò la scheda di Amen. La scorsa estate, dopo aver assistito alla presentazione, avevo letto, sempre di Chiarelettere, Peccato Originale a firma di Gianluigi Nuzzi ed ero rimasta incuriosita e inorridita dagli sconvolgenti fatti poco puliti di cui si era macchiato nel tempo il Vaticano, tra i tanti, la famosa sala da bagno di Bertone e il giro di trans per le gioie di alcuni porporati... Inutile dire che desideravo leggere anche il romanzo, sapendo che sarebbe stato un arricchimento dell'inchiesta letta. Chiesi  a Giulia di poterlo recensire e, prontamente, me ne inviò una copia omaggio. Sempre disponibile ad accogliere le mie richieste, non finirò mai di ringraziarla.
Arrivato il testo, dopo l'annusatina di rito (chi ama il cartaceo può capire la sensazione quasi spirituale che da annusare la carta), iniziai la lettura, consapevole che si, stavo leggendo un romanzo, ma un romanzo verità, storia in versione romanzata.  

Nei primi anni Ottanta, subito dopo gli sconvolgenti fatti degli anni di piombo e una tumultuosa contestazione giovanile atta a mettere in crisi regole millenarie e dogmi della Chiesa, la gente ha bisogno di certezze, di innovazione e, una ventata di aria fresca, sembra arrivare dall'elezione di un nuovo Papa. Un giovane Vescovo polacco dal nome impronunciabile: Wojtyla. Un uomo forte, energico e sportivo, capace di far breccia anche nel cuore dei più  duro degli scettici con quel suo:

"Se sbaglio mi corrigerete"

pronunciato dal balcone di Piazza San Pietro, durante la presentazione ai fedeli, subito dopo la fumata bianca. 
Questo nuovo Papa  conosce bene la vita avendola vissuta appieno prima della vocazione, non ha paura, ama i bambini ed è fiero della sua fede salda. E' un uomo  talmente  aperto e innovatore  che decide di concedersi qualche giorno di vacanza sulle Alpi innevate, divertendosi a percorrerne le piste da sci in compagnia di una delle figure più laiche di tutti i tempi nelle vesti di spettatore delle sue performance sportive: il Presidente della Repubblica Sandro Pertini. 
Ma si sa, per chi cospira alla chiusura, alla manipolazione e soggiogazione in nome del potere e del denaro facile, l'innovazione da fastidio.
Wojtyla è scomodo e deve sparire. 
La malavita che sta cospirando contro il Papa inizia ad assoldare i killer di tutto il mondo, mandando Wojtyla in missione per tutta l'Europa in modo da depistare le tracce sull'omicidio, una volta iniziate le indagini al riguardo. Tra i possibili killer assoldati, spicca un cecchino preciso e affidabile, tiratore scelto proprio per la sua audacia e infallibilità, il ventitreenne turco, estremista dell'organizzazione neonazista dei Lupi Grigi Mehmet Ali Ağca.
E' il 13 maggio 1981, mercoledì, anniversario dell'apparizione della Madonna ai pastorelli di Fatima. Piazza San Pietro è gremita di fedeli venuti in udienza dal Santo Padre e ad assistere al suo bagno di folla. Sono le 17:17, la jeep con a bordo Wojtyla sta compiendo il primo giro nella piazza. Mescolato tra i fedeli, con la sua parabellum Browing HP 9mm, battente numero seriale belga, si trova, pronto ad uccidere il Pontefice, Ağca. A controllare  che tutto si svolga secondo i piani e che l'omicidio vada a buon fine, sono presenti anche altri sicari al soldo dei nemici del Papa, profondamente radicati alle viscere più interne del Vaticano. Una volta portata a termine la missione, queste persone saranno pronte a cancellare ogni più piccola traccia compromettente e ad eliminare il sicario.
E' tutto calcolato nei minimi dettagli. Ma come tutte le operazioni scrupolose e dettagliate, c'è sempre una falla imprevedibile. 
Non hanno tenuto conto del fatto che, alle spalle di Ağca , il quale appena messi a bersaglio i colpi e gettata a terra l'arma tenta la fuga, si trovi l'energetica giovane Suor Letizia che, senza mezze misure, si lancia sul turco atterrandolo, immobilizzandolo e consegnandolo alla Polizia.
Alla sera, mentre la folla ancora presente in Piazza San Pietro si stringe in una commossa preghiera affinchè il Santo Padre superi la gravità della prognosi poco rosea, il gruppo di cospiratori sta lasciando il Vaticano per ritrovarsi in una casa romana a discutere del fallimento dell'operazione.

"Siamo un branco di coglioni! Ora cerchiamo di scongiurare il peggio. Dovevamo dare una lezione mortale a questa Chiesa stramaledetta e al suo presuntuoso e onnipotente condottiero. Abbiamo fallito."

Intanto a Milano, in Via Solferino nella sede del "Corriere della Sera", tra tutti i giornalisti riunitisi per discutere il caso e azzardare ipotesi, spicca il celebre scrittore drammaturgo Giovanni Testori che dichiarerà, ignaro di quanto poi sia andato vicino alla realtà:

"Che cosa pensate? A me vien da pensare a un'operazione congiunta della massoneria e della criminalità".

Per arrivare a questo, però, l'autore ci riporta, con un salto temporale, a venticinque anni prima, invitandoci a seguire la pista battuta dal gruppetto che sta cercando di portare una ventata di aria nuova in Vaticano.
E' l'epoca di Roncalli, fortemente sostenuto tra i possibili papabili, proprio dal gruppetto di quattro  giovani, tre sacerdoti e una sorella laica, che faranno il possibile affinché a capo della Chiesa subentri un Pontefice innovatore.
Nel 1958, subito dopo la scomparsa del Papa Pio IX, in lista per l'elezione al pontificato ci sono il Cardinale di Genova, Giuseppe Siri, a rappresentanza di una Chiesa conservatrice e Angelo Roncalli, Patriarca di Venezia dopo un periodo come Nunzio a Parigi, in rappresentanza di una Chiesa innovativa e avanguardista. 

"Il fumo è bianco... non c'è alcun dubbio. Un Papa è stato eletto".

Roncalli non ce la fa. Siri, conservatore tradizionalista,  ottiene i voti dei porporati riunitisi nella Cappella Sistina e, dopo il terzo ballottaggio, alle 18:00 la fumata è bianca,  chiara e lampante anche col bianco e nero trasmesso in tv. L'annuncio tanto atteso "Habemus Papam"  rimbalza da Radio Vaticana ai media di tutto il mondo. 
Piazza San Pietro è gremita in attesa che il nuovo Pontefice Siri, che prenderà il nome di Gregorio VII si presenti al balcone, ma la finestra rimane ermeticamente chiusa.
Sulla Piazza, col passare del tempo cala una sorta di gelo mista a paura che non si dissolverà nemmeno con la comunicazione incerta di Radio Vaticana su un errore di interpretazione del segnale di fumo...  Il giorno la testata texana "The Houston Post" riporterà un articolo in cui è riportato il fallimento dell'elezione del Papa:

"La confusione dei segnali di fumo ha causato il responso sbagliato".

Rispettando i segreti vaticani, come fecero altri Cardinali, lo stesso Siri non darà mai conferma ne smentita su quanto accaduto durante lo spoglio. 
Solo a nuovo Conclave chiuso e finalmente eletto Papa Roncalli col nome di Papa Giovanni XXIII, i servizi segreti Usa, riporteranno, dopo aver consultato parte dei Porporati disponibili, che Siri aveva ottenuto i voti necessari per l'elezione, aveva accettato l'incarico e scelto il nome ma, su insistenza di alcuni Cardinali, avrebbe dovuto rinunciare all'incarico in quanto la sua elezione avrebbe causato tensione e disordini nel Comunismo dell'Est Europa, mettendo in grave pericolo la vita dei Vescovi cattolici.
Mentre iniziavano le indagini e lo sconcerto dei Servizi Segreti USA, la sera di quel 28 maggio 1958, il gruppetto formato da due giovani sacerdoti, il francese Michel e l'italiano Marco e da Sorella laica francese Catherine, brinderà all'elezione di chi hanno fortemente sostenuto e voluto:

"La Chiesa rinata aveva vinto la sua prima vera battaglia."

Durante l'operato di rinnovamento della Chiesa da parte del gruppetto, sta nascendo, prendendo sempre più forza, un'intensa storia d'amore, tanto spirituale quanto carnale tra il Sacerdote Michel e Sorella laica Catherine, che servirà a rafforzare la loro fede e ad incentivare la loro opera.
Intanto, a  poco meno di cinque anni dall'elezione, Papa Roncalli se ne andò, lasciando l'eredità di una Chiesa e un mondo rivoluzionati. 
In quasi cinque anni di pontificato aveva avviato il Concilio Vaticano II, risolto la scottante crisi dei missili a Cuba e soprattutto riuscì a sventare una possibile guerra nucleare riportando la pace tra il Presidente USA J.F. Kennedy e il leader sovietico Nikita Chruščëv. 
Non da meno, riuscì a mantenere un buon rapporto col leader cubano Fidel Castro.
Nonostante le cospirazioni atte a mantenere una Chiesa conservatrice eassertiva, a Roncalli successe Papa Montini, col nome di Paolo VI. 
Il nuovo Papa, profondo studioso dell'operato di Giovanni XXIII, pur seguendone la scia, non riuscirà però  a portare in piena luce tutte le porcherie che  stavano accadendo tra le mura vaticane. Si era comunque creata una sorta di saldatura o di partito tra il Vaticano e la Dc progressista, ben vista dagli USA.
Ma la Dc aveva tutta la convenienza a tenere ancora nascoste le performance e i gusti sessuali, molto poco spirituali, di alcuni Vescovi e Sacerdoti pedofili.
Dopo nuove battaglie si unirà al trio un nuovo sacerdote:  il giovane americano Patrick Dale, segnalato al gruppetto da Monsignor Capovilla. 
Patrick, che condivide valori e ideali del gruppo si inserirà presto tra loro, aprendo liberamente il cuore e raccontando senza censure il suo passato come vittima di un Direttore Vescovo pedofilo, durante il suo noviziato. 
Il suo ruolo, nel gruppo fu da subito chiaro, comincerà, insieme ai compagni, le indagini per scoprire e denunciare tutti gli abomini dei traffici sessuali che continuano ad avvenire tra le dorate mura Vaticane e altresì le violenze sessuali alle quali è stato costretto da ragazzo. 
Mentre la missione "investigativa" dei quattro sta prendendo forma,  la notizia dell'omicidio di Aldo Moro sconvolge l'Italia e la Chiesa, ma è anche tempo di eleggere il successore di Papa Montini. 
Il Conclave vedrà in lizza di nuovo , ma con poche speranze, il Cardinal Siri. 
A prevalere nettamente sul genovere Siri sarà il Papa del sorriso, il Cardinale Albino Luciani , patriarca di Venezia, che prenderà il nome di Giovanni Paolo I. 
Nessuno, in quel 26 agosto 1978, avrebbe mai potuto immaginare che il nuovo pontificato sarebbe durato solo trentatrè giorni. Il papato più breve ma intenso della storia, in quanto accadde di tutto.
Papa Luciani, ancora sconvolto dall'omicidio Moro, decide di limitare le visite e le uscite all'essenziale, operandosi però per dare una bella ripulita in tutti gli anfratti più scabrosi della Chiesa. 
A disturbare il suo sonno, la Massoneria con la Loggia criminale P2, che aveva ormai affondato le radici in Vaticano. Non di meno, a causargli incubi, anche le indagini sulla pedofilia e il comportamento spudoratamente libertino di alcuni prelati, soprattutto in USA e America del Sud, arrivatogli alle orecchie da documenti delle indagini del gruppo di Chiesa Rinata.

"Dobbiamo cambiare, e cambiare subito".

Queste  parole di Papa Luciani avvelenarono gli animi dei cospiratori.
Il Papa era pronto a ricevere in visita il gruppetto di Chiesa Rinata, proprio per far luce sugli scabrosi avvenimenti sui quali i giovani preti stavano indagando. 
Dell'udienza imminente arrivò voce anche a Cardinal Siri, il quale, da conservatore, voleva saperne di più e chiamò Marco per chiedere di poterli incontrare, in quanto stava dalla loro parte. 
Nonostante la diffidenza di Michael e Catherine, Patrick era più possibilista:

"E' un fottuto conservatore, ma è duramente schierato contro la Massoneria. A volte anche gli avversari possono trasformarsi in alleati".

L'incontro con Papa Luciani fu esaustivo, i ragazzi, senza censure, misero al corrente il povero Pontefice su tutta la corruzione e depravazione avente nome e cognome,  che aveva preso campo in Vaticano. Il Papa, sconvolto, li congedò.
Consumata una frugale cena e bevuta acqua minerale in purezza, il Papa in preda ad un colorito cadaverico, si ritirò per la notte, ma non vide mai la luce del sole del giorno seguente. 
I suoi nemici, cospiratori del malaffare, erano riusciti a piegarlo.
E il popolo rimase nel dubbio di una morte innaturale, dubbio alimentato anche dal categorico rifiuto del Vaticano all'esecuzione di un'autopsia. 
Si arrivò così all'elezione di un giovane Vescovo polacco, un ragazzone sportivo, saldo nel corpo e nella mente, che veniva dalla Guerra, in prima linea. Un uomo innovatore, capace di sciogliere i cuori più duri, un Papa in grado di farsi amare da tutti. 
I ragazzi di Chiesa Rinata erano in fervore, finalmente un Papa che avrebbe potuto ripulire la Chiesa dal marcio nel quale stava affondando.
Papa Wojtyla, venne a conoscenza dell'assassinio di Giorgio Ambrosoli, liquidatore della Banca Privata italiana e, in contemporanea, dei loschi affari del banchiere siciliano Michele Sindona, due nomi legati ai Vertici della Chiesa, sia in America che a Roma. 
Nonostante in quel periodo Wojtyla fosse più propenso a portare avanti la causa contro il Capitalismo sovietico, iniziò ad interessarsi anche al ruolo del capo della P2, Licio Gelli, di Umberto Ortolani e del banchiere Roberto Calvi.

"La commistione con il denaro e le operazioni dello Ior lo inquietavano non poco".

Il messaggio arrivò forte e chiaro: Wojtyla non sarebbe stato un docile condottiero.
Per questo motivo andava eliminato. E i cospiratori cominciarono a preparare il piano nei minimi particolari. Dai viaggi depistaggio del Pontefice, all'assoldamento del killer, un turco, tiratore scelto tanto bravo e preciso quanto ignorante, sino a chi avrebbe dovuto far sparire tutte le tracce e Amen, che  la benedizione scenda dall'alto... 
Da li ad arrivare al 13 maggio 1981 e al tentato omicidio del Sommo Pontefice, è un attimo.
Ad aiutare nelle indagini i ragazzi di Chiesa Rinata arriverà un giornalista, Ferrer, che cercherà di far luce sull'attentato al Papa e la pista bulgara che, sembrerebbe essere l'ipotesi più probabile, anche se sarà smentita dallo stesso Wojtyla 21 anni dopo, al ritorno da un viaggio a Sofia...
Il tempo passa, le indagini, tra clamorosi colpi di scena e nuovi scottanti casi di malaffare proseguono. 
Il gruppo di Chiesa rinata continua la propria missione di pulizia della Chiesa, seguendo piste diverse, sempre grazie all'aiuto del laico convito Ferrer... o Ferrari ... ? 
(Lo scoprirete solo leggendo) 
Purtroppo solo Patrick non riuscirà a completare la battaglia che sta combattendo. Il mondo non è ancora pronto per le sue raccapriccianti rivelazioni e mettere tutto a tacere è l'unica soluzione. 

"Non c'è stato niente da fare. Intossicazione o avvelenamento rapido in dose mortale. Sarà necessaria l'autopsia".

Durante un'udienza Papale, in mezzo alla folla di Piazza San Pietro e circondato dai colleghi, sentirà una fitta, come una puntura di un fastidioso insetto, che lo metterà a tacere per sempre. 
Lo shock fu devastante e la notizia cominciò a rimbalzare in tutta la Santa Sede.  Quando i colleghi rientrarono in Santa Marta, dove erano alloggiati, trovarono una lettera indirizzata a "Father Patrick Dale":

"Quattro lettere, ritagliate da un titolo di giornale. Una A maiuscola, una m una e  ed una n minuscole. Insieme componevano una parola che suonava quasi minacciosa, anzi decisamente sinistra: <<Amen>>".

Il romanzo, ovviamente, continua, ricco di dettagli e documentazione veramente scabrosa sugli intrighi Vaticani, ma non si può e non si deve rivelare tutto.
Leggere Amen è l'unica via per arrivare a fare il punto della situazione.
L'autore ne ha fatto un romanzo, ribadendo che non è verità assoluta, ma alla luce degli ultimi scandali riguardanti i porporati, posso dire con certezza che questo è si un romanzo verità, ma anche un romanzo storico. Perchè Ferrari ha sapientemente raccontato uno spaccato "pesante" dell'Italia dal dopoguerra ad oggi. Lo ha fatto con dovizia di particolari e uno stile fine, accurato e sensibile, soprattutto nel raccontare le scene più "sporche" sugli abusi subiti da parte di un alto Prelato dal giovane novizio Patrick. 
E' un romanzo che, a mio parere dovrebbe essere letto a scuola, non tanto durante l'ora di religione, ma proprio durante l'ora di storia. 

Buona lettura Tania C.

martedì 2 aprile 2019

Recensione di COLPEVOLE DI SPONTANEITA' di Anna Gelain



COLPEVOLE DI SPONTANEITA'

Anna Gelain
Ed Altromondo del 2018
Collana Mondo di fuori 
Pag.178
Brossura
€ 14,00 

CONOSCIAMO L'AUTRICE

foto dal web

Anna Gelain è nata a Torino nel 1965 ma vive a Verona. E' un'autrice emergente della quale, a parte qualche foto, non ho trovato molte notizie. 
Nel 2013 pubblica il suo primo romanzo. Una storia d'amore intitolata Una come te. Nel 2018 pubblica, per la Casa Editrice Altromondo Colpevole di spontaneità, un romanzo che spazia dal fantasy al rosa. Ha al suo attivo anche una raccolta di poesie spiritose in rima. E' pure una brava cuoca, amante del bricolage e della pittura. Si divide tra la famiglia e il nipote.


TRAMA

Erika è una donna che, pur avendo avuto tutto ciò che di "materiale" può offrire la vita, non ha ricevuto la cosa per lei più importante: l'amore. Per poterlo trovare ed essere finalmente felice e realizzata, Erika sa che deve anche fare pace col suo passato. Scopre di avere un dono, quello di poter viaggiare nel tempo, sia nel passato che nel futuro. Sfrutterà questa opportunità per cercare di riassestare la sua vita, cercando di trovare l'amore con la A maiuscola e viverlo come ha sempre desiderato. Durante la ricerca imparerà invece una grandissima lezione di vita.


IMPRESSIONI

"Sai quando si dice: se tornassi indietro, oppure sarebbe bello viaggiare nel tempo, o magari se avessi una macchina del tempo tornerei a quel periodo della mia giovinezza ... o meglio ancora se potessi capire come va a finire ..."

Erika è una giovane donna, professionalmente realizzata, con una bella casa e degli amici che riempiono le sue giornate. Non ha ancora trovato, nonostante l'infaticabile ricerca che dura da anni, l'amore vero, quello con la A maiuscola. Erika, in una calda notte d'estate è a letto e sta sognando la sua adolescenza, quando si sveglia di soprassalto... era così bello quel sogno, ma nemmeno li aveva trovato qell'amore che tanto brama. E' sabato mattina, il sogno l'ha scombussolata così tanto che decide di alzarsi , farsi un caffè e affacciarsi al balcone per vedere cosa le riserva la giornata visto che non deve recarsi a lavoro. Aprendo la porta della verandina, un lieve sussulto la catapulta in un bel giardino. Attonita, sconcertata e sbalordita, Erika si rende conto che il suo sogno di viaggiare nel tempo si è improvvisamente realizzato. Si trova in un'altra epoca, in un luogo che ben conosce: il giardino di casa di un'amica a lei cara. Ricordando benissimo quel determinato momento, dopo lo sbigottimento iniziale, Erika oltrepassa il giardino per entrare in casa dell'amica che, in quel giorno, ha deciso di dare una festa con tutti i loro amici. Tra i tanti c'è anche Gio', il tenebroso ragazzo che fa battere il cuore ad Erika.
Gio' ha tutto quello che lei desidera in un uomo, ma continua a sfuggirle e ad eludere le sue domande sul perchè di tanta ritrosia.
Non fa in tempo ad avere una risposta, all'improvviso si ritrova nella sua quotidiana realtà di un week end che le si prospetterà un po' confuso a causa dell'esperienza appena vissuta. 
Il lunedì, rientrata un po' prima del solito allo Studio Legale nel quale lavora come procuratore legale ,   Erika racconta la sua fantastica esperienza ad una incredula ma interessata amica e collega. 
Dopo il racconto, vista la mole di pratiche da sbrigare, si mette alla scrivania, ma la concentrazione devia tutta sull'esperienza del suo ''viaggio''.

"Se sono riuscita ad andare indietro negli anni, riuscirò mai ad andare nel futuro? E poi: no dai figurati, è stato un caso, non ci credo ancora, quindi dubito che possa succedere ... però sarebbe bello ... magari potrei dare una sbirciatina e vedere come ... no no è impossibile!"

Si, se la sta suonando e cantando da sola, e il lavoro incombe. Avviatasi verso la fotocopiatrice , aprendo la porta dello stanzino, una lieve spinta la fa ritrovare improvvisamente nel magazzino di un colorificio, scoprendo quasi cono spavento, di essere ben dieci anni avanti, nel futuro!
Oltretutto scopre anche che si trova in quel preciso magazzino perchè deve tinteggiare le pareti di casa, dove vive da sola in quanto è ancora single ed ha bisogno della tinta. 
Con la tachicardia a mille, la donna scopre anche che l'addetto al reparto pitture è nientemeno che Gio', l'amore tempestoso dei suoi vent'anni.
Approfittando dell'occasione di questa incursione nel futuro, accolta come una seconda occasione, Erika parlando con Gio' scopre che anche lui è single ed è ben felice di iniziare a frequentarla. Il tempo è clemente, lascia vivere alla coppia una bella notte  di intimità in quel futuro tutto nuovo per Erika. Ma come tutte le cose belle c'è una scadenza e il giorno dopo la donna si ritrova nel suo presente, dentro allo stanzino della fotocopiatrice. Dopo aver fatto le fotocopie torna al suo lavora, dubbiosa e curiosa sul fatto che d'ora in avanti sarebbe potuto accadere di tutto all'apertura delle porte o delle finestre. A ridestarla dai suoi pensieri è un collega, al quale Erika  è interessata da tempo. Lorenzo, così si chiama l'uomo, prova lo stesso interesse per Erika e, fattosi coraggio, le offre il suo aiuto  e la invita ad uscire dopo il lavoro. Ancora incredula, ma felice, accetta e con sorpresa si ritrovano a raccontarsi del loro interesse reciproco , sino ad allora quasi represso, ma ben felici di avere, ora, l'opportunità di stare insieme a parlare, a ridere e a raccontarsi aneddoti esilaranti riguardo il loro lavoro. Man mano che la serata prosegue verso la fine, il dolce sentimento che provano l'uno per l'altra viene a galla e, con la promessa di rivedersi l'indomani a lavoro, si salutano con un caloroso abbraccio.
E l'indomani li vede di nuovo insieme, gioco di sguardi a pesce lesso, di amorevole aiuto, il pranzo insieme... proprio come una coppia. A quella giornata ne seguirono altre fatte di pranzi e romantiche cene, perchè Lorenzo è anche un ottimo cuoco. Con la promessa di rivedersi a lavoro il lunedì, dopo una notte di forti emozioni, la donna torna a casa.
Una volta a casa, dando libero sfogo ai suoi pensieri, inizia a fare dei confronti tra Gio', l'uomo del suo passato e del suo futuro, e Lorenzo, l'uomo del suo presente. Gio' che conosce da una vita ed ha potuto vivere anche nel futuro, Lorenzo, collega e amico, improvvisamente diventato qualcosa di più nel presente.
Due persone completamente diverse delle quali è innamorata.
Il lunedì mattina Erika si reca in ufficio, ancora avvolta dalle belle sensazioni provate insieme a Lorenzo: rimettersi al lavoro sarà dura. La concentrazione viene meno ogni volta che incrocia l'uomo nei corridoi dell'ufficio. Nel pomeriggio, mentre si reca dal capo per portare dei documenti, Erika è di nuovo catapultata in un lontano passato, durante le vacanze estive in una località molto in voga. In quel periodo si divertì molto, complice la giovane età e la spensieratezza, insieme al gruppo di amici e del ragazzo del momento. Ma anche all'epoca il vero amore non si era presentato. Quando torna al presente, Erika, documenti ancora in mano, incontra Lorenzo il quale, vendendola  un po' scombussolata, si preoccupa chiedendole se volesse da bere per riprendersi. Rassicuratolo, la giornata di Erika scorre senza altri viaggi ma con un pensiero fisso:

"Ma che senso ha tutto ciò? Perchè torno nel passato, incontro persone gia conosciute, ne conosco di nuove, si crea una storia e poi sul più bello torno al presente? Sembra quasi una sorta di assaggio di quello che è stato ..."

Le sue elucubrazioni vengono interrotte da Lorenzo che, invitandola ad uscire le propone di passare il week end insieme in Romagna. Un week end di divertimento, relax, coccole e tanto shopping. Erika accetta  la coppia parte con tanti buoni propositi. Se all'inizio del romantico week end tutto fila liscio, col passare del tempo cominciano a farsi strada grandi dubbi per Erika. Lorenzo, dolce, protettivo e presente o Gio, burbero, egocentrico e nel futuro, ma da sempre nel suo cuore? Il povero Lorenzo comincia ad accorgersi che c'è qualcosa che non va e, dopo un'animata discussione durante la quale Lorenzo palesa di essersi accorto del distacco della donna, finiscono per litigare ed  Erika si ritrova improvvisamente a casa sua, nella sua casa del futuro.
Questo significa solo una cosa: l'appuntamento per cena che ha la sera stessa con Gio. I preparativi per la cena sono nervosi, è emozionata, non vede l'ora di dichiarare il suo amore a Gio. Finalmente arrivano le 20.00 ed Erika per paura che l'ascensore la catapulti in qualche altra dimensione spazio temporale, scende di corsa le scale per raggiungere Gio che l'aspetta in auto.
Con il proposito di passare una bella serata con l'uomo che ama, molto complimentoso e smanioso di starle accanto, Erika si lascia andare, convinta di avere aperto una breccia nella dura corazza del tenebroso Gio, dichiarando il suo amore e passando la notte con lui. Il mattino dopo li vede ancora insieme nel futuro a progettare una bella gita con la moto di Gio.
Nonostante la sintonia, proprio durante la scampagnata, il carattere dominante e narcisista di Gio si palesa agli occhi di Erika. La donna, turbata dal repentino cambio di umore dell'uomo che crede di amare, comincia a porsi delle domande e ad avere dei dubbi. 

"Se non sono riuscita e non riesco ad aiutare Gio, a cambiarlo ... chi sono io? A cosa servo? Forse stavo meglio quando ero ragazza, quando niente era complicato e quando tutto era divertente e non serioso; stavo meglio quando potevo liberamente scegliere come agire senza essere appunto analizzata e dover stare attenta a cosa dire o fare; stavo meglio quando andavo in moto con la compagnia senza dover io per forza scegliere una meta ..."

E con questi pensieri in testa si ritrovò in sella ad un'altra moto, nel 1982, quando aveva 17 anni ...
Dopo varie incursioni nel tempo capisce che, se veramente vuol essere felice, deve chiudere sia con Lorenzo nel presente che con Gio nel futuro.

"Lorenzo nel mio presente l'ho lasciato nella camera d'albergo durante il week end che organizzò per me; Gio è ancora in giro in moto nel mio futuro; 
Lorenzo non mi da il libero arbitrio; Gio è troppo tradizionalista ..."

Ritrovatasi improvvisamente in futuro ''più futuro di quello con Gio'',  intenta a fare il punto della situazione, Erika si imbatte in una nuova conoscenza. Un uomo interessante e del quale si sente subito attratta: Leonardo, detto Piffero. Talmente tanto ne è attratta che fa in modo e maniera di iniziare una relazione molto passionale. Ma anche questa è destinata a finire presto: Erika scopre che l'uomo ha una compagna e non ha nessuna intenzione di lasciarla.
Di nuovo i soliti pensieri: se gli uomini del passato sono solo avventure, quello del presente la soffoca, quello del passato/futuro è troppo egocentrico e quello del futuro ancora più futuro è impegnato, quale potrà mai essere l'uomo giusto per lei?
In mezzo a tutto questo caos sentimentale, per la donna sembra giunto il momento di prendersi una settimana di ferie. Una settimana non proprio di ferie ma di bagordi con nuovi amici. Rientrare alla realtà dopo una settimana simile, non fa che farla sentire ancora più sola. L'unica certezza è che ha finalmente chiarito con tutti, lasciandoli in balia del loro destino. Ma quale sarà il suo?

"Se il destino fosse una persona e potessi incontrarla, forse potrebbe farmi capire almeno se il mio è gia definito! Potrebbe magari farmi vedere qualcosa... se potessi incontrare gli occhi del destino e vedere attraverso gli stessi cosa riserva per me... Quale uomo ideale ha trovato per me... Allora potrei capire lo scopo della mia vita!"

Mentre i giorni e le settimane si susseguivano, con le esperienze chiuse e passate come bagaglio, Erika decide di uscire per andare ad acquistare una pianta per il suo appartamento, ignara di quanto stava per accaderle..
Entrando nel vivaio si ritrova in una sorta di giardino incantato popolato da fiori meravigliosi, farfalle e uccellini, immerso un delicato e piacevole profumo. Ad un certo punto vede una luce intensa venirle incontro. La luce ha sembianze umane, è una figura umana, vestita di bianco.
Erika chiede gli chiede subito chi fosse :

"Sono il tuo angelo del destino e sono qui per guidarti nel tuo cammino alla ricerca del tuo essere." 

Chi sarà la bianca figura umana che si presenta come Angelo del destino? E cosa vorrà da Erika? La condurrà veramente verso il suo destino e verso la felicità?
Siccome oggi mi sento un po' carognetta , vi lascio col dubbio che potrete chiarirvi solo leggendo il libro. 
Potrei continuare a raccontarvi la storia , dirvi che Erika verrà guidata dal suo Angelo a trovare la pace dei sensi attraverso un percorso ben preciso da seguire da sola, in totale libertà, ma non lo farò, sarebbe come svelare chi è l'assassino al terzo capitolo...

Arrivata alla fine del romanzo, dopo i saluti dell'autrice, mi ronzava in testa una sorta di deja vu: no, non gia letto, ma visto, vissuto. Chi si ricorda il film "Peggy sue si è sposata con Cathleen Turner , Nicolas Cage e Jim Carrey? Peggy -sue, un po' come Erika, viaggiò nel tempo. 
Peggy-sue solo nel suo passato, ma le servì per riscoprire quali fossero le sue priorità, le cose che veramente contavano e voleva per lei stessa e chi le stava intorno.
Erika, con le sue avventure mi ha ricordato Peggy-sue.
Un susseguirsi di storie intense, scandite dal lento scorrere del tempo dell'adolescenza e da repentini stacchi spazio temporali del futuro. 
Storie travagliate, agitate, a coronamento di  una bella storia a lieto fine, adatta per lettori adolescenti, young adult, o per chi è alla ricerca del vero amore, quello con la A maiuscola.

Buona lettura Tania C.


Recensione TUTTO NASCE PER FIORIRE di DEMETRA COSTA

  TUTTO NASCE PER FIORIRE Autore: Demetra Costa Editore: IoScrittore Formato: Brossura Pag.: 503 Uscita: Giugno 2025 € 18 formato cartaceo F...